La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

24 agosto - Santa Sofia - ore 18.30

24 agosto - ore 18,30
Centro Culturale “Sandro Pertini”

Il Partito Democratico una nuova via nella democrazia partecipata

Incontro dibattito fra esponenti politici e cittadini in attesa del nuovo partito politico
Sono stati invitati: Marcello Rosetti, Castagnoli Alessandro, Claudio Samorì, Pierluigi Versari, Flavio Foietta, Luciano Neri, Zeccherini Giancarlo, Thomas Casadei, Jimmy Valentini, Rodolfo Valentini, Ivo Marcelli, Daniele Valbonesi, Bruno Nanni, Marco Iacchetta, Bambi Serena, Francesco Marianini, Walter Bielli e Luciano Minghini

 

E il cittadino qualunque? E la democrazia partecipativa?
Vuoi intervenire anche tu? Segnalacelo utilizzando i commenti. Verrai contattato e, nel limite del possibile, avrai l’occasione di intervenire di persona durante il dibattito per esporre le tue preoccupazioni, le tue riflessioni, i tuoi desideri insieme ai relatori ufficiali.

Potrai in seguito inviarci  foto, filmati, la tua reazione all’evento, per la pubblicazione diretta sul nostro sito.

Partecipare è condividere!!!

View blog reactions

9 Commenti a "24 agosto - Santa Sofia - ore 18.30"

  1. Alessandro Pilotti 11 agosto 2007 09:25

    Non capisco il ministro Bersani, che ancora ieri ha sostenuto che “nel meccanismo scelto c’è un rischio verticismo e che il giorno dopo (il 15 ottobre suppongo) lo scettro va dato al popolo dei democratici”.
    Anche Bersani si unisce alla schiera di coloro che cercano di delegittimare il 14 ottobre. In realtà le regole, che come ho già detto anche al prof. Vassallo potevano essere migliorate,permettono in una comunità di 120.000 persone con solo 100 firme di presentare una lista.
    A me pare che Bersani abbia una strana concezione del “popolo dei democratici”…

  2. Matteo Teodorani 11 agosto 2007 18:41

    In effetti ha lasciato stupito anche me quanto dchiarato da Bersani…e dire che io caldeggiavo la sua candidatura e quella di altri DS pre un confronto vero, ma lacosa che più mi preoccupa è che si parli di “scettro al popolo” DOPO IL 14!!!!!!! Ma non erano le primarie lo strumento per dare agli elettori il vero potere decisiorio?!? Non mi arrendo ad abbandonare quest’idea: più allergheremo la base elettorale più conteremo.

  3. Matteo Teodorani 12 agosto 2007 09:30

    Avete letto gli “appelli all’unità” praticamente identici lanciati sul corriere di Forlì da alcuni dei principali dirigenti dei ds locali? Che ne pensate?

  4. Gessica Allegni 13 agosto 2007 12:19

    Per prima cosa salve a tutti e complimenti per il blog!

    Personalmente ho condiviso molto le esternazioni del ministro Bersani, che non credo intendesse delegittimare il 14 ottobre nel denunciare una tendenza al verticismo che si rischia di avere nel momento in cui entrano in gioco logiche di “spartizione” che rischiano di far calare dall’alto i nomi dei prossimi segretari di federazione. Le primarie poi sono un grosso strumento di partecipazione democratica ma rischiano di diventare uno strumento di personalizzazione della politica se non stiamo attenti a gestirle bene e ad essere chiari su fatto che, per esempio, il 14 ottobre si andrà ad eleggere la costituente che deciderà manifesto e statuto del nuovo partito e non è che questo partito sia già fatto e dobbiamo solo scegliere un leader.
    Secondo me le primarie servono, ma servono anche i congressi, altrimenti finisce che discutiamo solo di persone e mai di programmi politici.

  5. Alessandro Pilotti 14 agosto 2007 08:16

    Gessica, sono d’accordo con tutte le cose che hai detto sui rischi di personalizzazione, ma non dimentichiamoci che all’interno del Comitato Promotore del PD, Bersani è tra coloro che hanno voluto l’elezione del segreatrio non a fine costituente ma il 14 ottobre.
    Veltroni il 18 giugno ha osteggiato quella soluzione.
    Bersani non è l’ultimo dei dirigenti e rinunciando a candidarsi alla segreteria o a fare una lista autonoma di “Sinistra popolare”, non ha, a mio avviso, onorato il 14 ottobre.
    Uscirsene adesso con il deficit di rappresentazione della sinistra e la proposta di far tornare lo scettro al popolo dopo il 14 ottobre è un po’ demagogico.

  6. Gessica Allegni 16 agosto 2007 09:49

    Io non la vedo esattamente così, nel senso: condivido il fatto che la candidatura di Bersani (soprattutto alla luce di come si stanno evolvendo le cose) sarebbe stata nemmeno utile ma addirittura necessaria; detto questo però non possiamo nasconderci dietro a un dito e fingere di non vedere il motivo che ha portato a questa scelta. Probabilmente una candidatura di Bersani avrebbe creato una situazione per cui in regioni come Emilia Romagna e Toscana (ma anche in altre regioni del Nord) il ministro avrebbe fatto incetta di voti, ed il rischio sarebbe stato quello di creare il “partito di Bersani” nel “partito di Veltroni”. Ok, in un processo democratico di queste cose dovremmo fregarcene e posso essere d’accordo ma semplicemente si è guardato di più alla necessità di unire che al rischio di dividere.
    Quando Bersani dice “restituiamo lo scettro al popolo” invita ad una secondo me fondamentale fase congressuale, almeno nei territori, in cui ci si confrondi sui contenuti e i progetti ed in cui il confronto politico non sia unicamente tra candidati ma tra candidati e base del partito (dove la base sarà costituita dalle persone che andranno a votare il 14…)
    almeno così è come la intendo io…

  7. Matteo Teodorani 16 agosto 2007 19:49

    Ma allora si riduce tutto al “partito di Veltroni” e torniamo ai personalismi?!?Bersani doveva candidarsi proprio perché al nord rischiava di prendere tanti voti e, probabilmente, sottrarli a Letta o, peggio ancora, all’astensionismo che invece vedo come la vera minaccia.
    Dopo il 14 ottobre non dovrebbere esistere nessun partito di Bersani o di Veltroni, ecc. ma il partito di tutti quelli che si sono impegnati a costruirlo di coloro che hanno partecipato, quindi, secondo me più candidati equivaleva a più visioni e più idee e sarebbe stato fatto positivo che abrebbe dato maggior forza (e non indebolito) Veltroni che comunque è il candidato migliore alla segreteria del PD.
    Ma

  8. Alessandro Pilotti 16 agosto 2007 23:15

    Io vedo il PD come un partito “mosaico”, frutto della contaminazione tra culture e non dell’assemblaggio.
    Il risultato è che molti che stanno a sinistra come Bersani si troveranno a fare il listone con Fioroni (tra gli animatory del Family Day) che sostiene Veltroni per costruire un partito moderato a vocazione centrista .
    Il “come possiamo non dirci veltroniani” di De Mita e Fioroni fa male non solo a Veltroni ma alla qualità del processo costituente.

  9. Gessica Allegni 18 agosto 2007 13:06

    Il personalismo è insito nel meccanismo “primarie” e sarà così finchè non si inizierà a parlare di contenuti (alcuni lo stanno facendo altri forse non inizieranno mai) comunque non credo che Veltroni sia indenne da critiche per come è stata gestita questa fase finora (anche io condivido il punto di vista per cui avere più candidati sarebbe stato meglio per tutti, ma evidentemente qualcuno a Bersani lo Stop l’avrà dato…)

    Anche per me il PD deve essere frutto di una contaminazione, e mi auguravo anche potesse essere un partito senza correnti..ma temo proprio non sarà così.

    In ogni caso sta anche a noi fare in modo che questo partito sia come lo vogliamo e non come qualcuno vuole costruirlo per noi.

    Tornando al motivo di questa interessande conversazione: Al di là del fatto che doveva candidarsi secondo me le problematiche portate il luce da Bersani sono reali e se può servire ad accendere una lampadina ed evitare che si verifichino cose sbagliate..ben venga…

Scrivi un commento

220 Aruba FTP Server