La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Elisa Massa

Elisa Massa ha 33 anni, è nata e risiede a Forlì. 

Ad appena 17 anni si iscrive al P.D.S. e da sempre partecipa attivamente alla Festa de l’Unità Cava – Villanova ( la sua Sezione) e alle iniziative politiche.

Dal 2000 gestisce la Libreria della Festa Provinciale de l’Unità, fa attualmente parte della Direzione Federale e del Comitato Direttivo.  

E’ stata consigliera di Circoscrizione dal 1995 al 1999 e successivamente eletta  Presidente della Circoscrizione n. 2, incarico che ricopre e svolge tutt’ora con impegno e passione.

E’ laureanda in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna  sede di Forlì.  

Ha lavorato  per  le campagne elettorali del Sen. Andrea Manzella, emerito docente universitario ed editorialista di Repubblica attuale Presidente della Commissione politiche dell’Unione europea.

Per lei il mese di Ottobre sarà fondamentale per due significativi appuntamenti: il matrimonio ( il 6) e la nascita del PD ( il 14)!  

Contatti:

indirizzo e-mail: maselisa(chiocciola)katamail.com

telefono portatile: 347 97 63 786

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11 Commenti a "Elisa Massa"

  1. Alessandro Pilotti 9 febbraio 2008 01:58

    Questa sera Elisa Massa è stata eletta segretario comunale del Partito Democratico di Forlì con 110 voti a favore, 6 contrari e 4 astenuti.
    Per noi de “La tua stagione” è un evento doppiaente importante: perchè una di noi è stata eletta ai vertici del partito forlivese e perchè sono ormai un ricordo lontano le accuse di “frazionismo” che ricevemmo prima del 14 ottobre.
    Conoscevo da tempo le sue doti organizzative di instancabile volontaria alla festa di Cava/Villanova e alla libreria della Festa dell’Unità, ma ricordo la sorpresa quando l’ascoltai ad un intervento nel corso di un dibattito con Laura Pennacchi lo scorso luglio in cui affrontò il rapporto tra cittadini e politica con grande profondità di analisi.
    IL sostegno che ha ricevuto da tutte le anime del partito è un bel segnale in vista dei prossimi appuntamenti.
    Il Partito Democratico a Forlì, a differenza di altre realtà dell’Emilia-Romagna non vuole essere un monolite ma un mosaico di culture, sensibilità ed esperienze.
    Elisa Massa è la migliore interprete di questo mosaico.

  2. patrizia barducci 9 febbraio 2008 16:16

    Tanti gli interventi ieri sera che davano fiducia ad Elisa,anch’io sull’onda emotiva suscitatami dalla sua relazionetenuta con la voce roca dall’influenza,e dalle parole del giovane di diciassette anni di cui mi sfugge purtroppo il nome,sarei voluta intervenire,per dire che da giovane(nel senso di approdo alla politica effettivae”miltante”(?)54enne,avvertivo l’importanza del momento politico che stiamo vivendo,e che ho voluto anch’io metterci il nome e la faccia per non stare a guardare e a lasciare fare chi la politica la vive in modo spensierato come se tutto fosse una barzelletta.
    Ho apprezzato molto PAROLE quali SERIETA’,RESPONSABILITA’, ETICA,ASCOLTO,DIALOGO dentro ad esse si colloca quell’identità di partito APERTO,PLURALE,RIFLESSIVO,SERIO…E senza dubbio capace di lasciarsi contaminare dai contributi di tutti coloro che hanno voglia di contare per cambiare,tramite una attiva partecipazione,il modo di governare la nostra città…e tutto il nostro stupendo paese.
    poi siccome si era fatto tardi,i miei pensieri,li ho portati,via,e mi hanno accompagnato nelle ore seguenti,portandomi a pensare che ad Elisa li potevo comunque mandare insieme alla mia disponibilità a collaborazione epartecipazione,con in più anche l’incoraggiamento che si può ancora sognare e desiderare un mondo migliore
    patrizia

  3. Maria Teresa Vaccari 9 febbraio 2008 18:37

    Ieri è stata una bella serata, piena di ragazzi e di donne.
    Non conoscevo Elisa, ma il suo discorso mi è piaciuto molto e mi ha dato l’impressione che sarà bello lavorare con lei.
    A parte qualche raro caso di discorso dal tono un po’ retro’, gli interventi sono stati tanti e interessanti. L’idea che mi sono fatta è che chi era lì ieri sera creda veramente in questo progetto e che la batosta delle elezioni politiche forse avrà l’effetto positivo di aggregare le forze nell’obiettivo di dimostrare fino da subito che il PD rappresenta veramente una nuova stagione della politica.
    E per questo molti hanno sottolineato la necessità di primarie (anche se in forma semplificata data la ristrettezza dei tempi) e della conferma della rappresentanza del 50% delle donne per i candidati.
    Anche la prima riunione di circolo è stata una bella esperienza e mi sembra che nella sua varietà si sia creato un bel gruppo di lavoro.
    E adesso rimbocchiamoci le maniche e buon lavoro a tutti noi!

  4. Carlo Giunchi 10 febbraio 2008 12:41

    UNANIMISMO E DEMOCRAZIA di Carlo Giunchi

    Nel prendere atto con grande soddisfazione dell’ottimo risultato che ha portato Elisa Massa a ricoprire la carica di segretaria comunale del PD, risultato che attesta fra l’altro, oltre all’evidente qualità della candidata, la credibilità delle riflessioni e delle proposte politiche portate avanti da La tua stagione e non da meno la loro vocazione maggioritaria, in barba alle accuse di “frazionismo” avanzate durante le primarie del 14 ottobre, credo che l’occasione offra un ottimo spunto per un approfondimento, che ritengo essenziale per il funzionamento e la vita del nostro nuovo partito.
    Il risultato quasi plebiscitario della votazione (oltre il 91%), che, come ho già detto, non può che rallegrarci, pone però una serie di questioni che in questo breve testo vorrei provare ad affrontare, a partire dal fatto che ci si trovava in presenza di un’unica candidatura e che la stessa è stata avanzata e sostenuta, naturalmente nel pieno rispetto delle regole al riguardo, col concorso positivo dell’attuale coordinatore del PD e delle persone che in qualche modo rivestono, magari più di fatto che di diritto, un ruolo di trascinamento nell’attuale partito della preesistente nomenclatura politica.
    In un incontro prima dell’assemblea comunale che ha nominato Elisa, molti ricorderanno una mia domanda finale, effettivamente un po’ retorica, che però aveva un preciso significato. La domanda era: se la candidatura di Elisa non fosse stata sostenuta anche dall’attuale gruppo dirigente del PD, avremmo avuto noi, come area politica, come gruppo di opinione, la volontà ed la forza politica di proporla autonomamente, così come abbiamo fatto alle primarie del 14 ottobre? Lo avremmo fatto altrettanto tranquilli sulla giustezza e sull’opportunità della scelta? Avremmo visto confermata la vocazione maggioritaria delle nostre proposte?
    Quello cioè che volevo dire era che non si poteva affidare la correttezza della candidatura esclusivamente alla concordia preventiva che incontrava.
    A tale domanda mi è stato risposto quasi coralmente che l’intenzione di candidare Elisa era già maturata nel nostro ambiente e pertanto avrebbe comunque seguito il suo percorso
    Naturalmente l’idea della candidatura non poteva che trovarmi concorde anche nel caso, e forse soprattutto, che fosse stata avanzata solo da noi.
    Però mi permetto di dubitare, pur in modo del tutto benevolo, della credibilità di questa circostanza, e ciò non tanto per una scarsa valutazione sulla determinatezza delle nostre comuni intenzioni e convinzioni, quanto piuttosto perché mi sembra abbastanza diffusa una forma di percezione del tema della vocazione maggioritaria troppo sbilanciata sui possibili risultati rispetto agli obiettivi strategici, perché a volte mi pare di percepire ancora nel dibattito politico la prevalenza di una concezione della democrazia troppo ancorata ai vecchi schemi dell’unanimismo vissuto più come obiettivo da perseguire piuttosto che come risultato di un confronto effettivo.
    Se l’altissima percentuale di voti ricevuti da Elisa costituisce indubbiamente, oltre all’attestazione della sua qualità personale, il segno di una sua grande forza politica, al tempo stesso l’esistenza della sua sola candidatura ne comporta inevitabilmente la debolezza.
    Molti di noi, in occasione delle votazioni del 25/27 gennaio per i circoli, hanno messo in risalto il fatto che a Forlì in un solo circolo su diciassette (musicisti/coriano) vi erano due candidati per la funzione di segretario. Inoltre in questo stesso circolo, a conferma della tendenza, il numero dei candidati per l’assemblea provinciale era ben il doppio degli eleggibili.
    In generale invece, quello che è avvenuto è stata una sorta di tendenza all’accordo preventivo, quasi che l’esistenza di un solo candidato fosse il segno di una coralità particolarmente democratica, da contrapporsi all’esistenza di situazioni di reale concorrenza, interpretate non di rado ed in modo del tutto erroneo come sinonimo di maggiore rissosità (appunto il frazionismo).
    Ora io credo che il risultato di Elisa non possa essere interpretato come più democratico rispetto a quello che sarebbe stato una sua eventuale elezione col 51% dei suffragi, non possa essere ritenuto dotato di maggiore legittimazione rispetto a quello che fosse derivato dal confronto di più candidature.
    Quello dell’unanimismo, al quale poi sovente corrisponde una reale rissosità latente, credo che sia un tarlo molto difficile da sconfiggere, anche se quotidianamente abbiamo le più varie dimostrazioni della sua inadeguatezza rispetto alla crescita di una concezione effettivamente democratica della politica.
    Una vera concezione democratica infatti vorrebbe che qualunque maggioranza fosse legittimata in quanto tale anche con un solo voto in più, esattamente come se avesse il 90% del suffragi, così come in diversi paesi di democrazia certamente più collaudata del nostro avviene da tempo.
    Si guardino ad esempio le elezioni primarie del Partito Democratico americano. Ho sentito molte persone dire di non comprendere perché non si procede, visto l’equilibrio, fin da ora a realizzare un ticket Clinton/Obama.
    La risposta sta in buona parte nel fatto che ciascuno dei due candidati sa perfettamente che anche con un solo voto in più esso sarebbe il candidato alla presidenza dell’intero partito e nessuno potrebbe incrinare la sua legittimazione.
    Nel nostro paese invece addirittura una legislatura è crollata sotto i colpi del non riconoscimento di legittimità di una maggioranza troppo risicata. E nulla conta il fatto che l’aggressione sia stata praticata dal centrodestra, perché in condizioni opposte tutti sappiamo che anche il centrosinistra avrebbe avuto sicuramente lo stesso atteggiamento.
    Oltre a ciò mi sembra che assicurare una maggiore concorrenza elettorale nell’ambito della politica sia una circostanza da non temere, ma addirittura da favorire, se non altro perché essa, in modo analogo a quanto avviene nell’economia, sarebbe certamente foriera di maggiore partecipazione allargando la base di interesse.
    E più le candidature non si presentano come semplici testimonianze, ma con una credibile ambizione di successo, più la democrazia fa dei passi avanti.
    Si provi a pensare, inseguendo una sorta di fantasia politica, a quale estensione del confronto democratico avrebbe portato un confronto nell’ambito del PD fra Veltroni e Prodi. Ma è appunto fantasia: nel nostro paese si vota prima praticamente solo per Prodi, poi praticamente solo per Veltroni: tutto è già previsto in partenza.
    Tornando al livello “locale” ed alla circostanza dell’elezione di Elisa, ritengo che altre due riflessioni possano essere fatte a conferma di ciò che ho espresso in precedenza.
    Innanzitutto mi sembra opportuno chiedersi perché l’attuale gruppo dirigente del PD ha addirittura proposto il nome di una persona che pubblicamente faceva riferimento all’area de La tua stagione, proprio mentre sono in atto (molti li hanno evidenziati) tentativi di “regolarizzare” gli organismi sovraccaricandoli inopportunamente di figure (sindaci, segretari, ecc.) e di contenere il tal modo la forte pluralità espressa nelle elezioni.
    La risposta non può che essere, senza timore di fare troppo il processo alle intenzioni (anche se ciò in politica è accettabilissimo), che si è cercato di prefigurare un accordo preventivo che puntasse su una sola candidatura per trascinarlo poi analogamente fino alle elezioni del segretario provinciale.
    Mi sembra poi importante capire che, probabilmente anche per la percezione di questo tentativo, si è diffuso un certo “malessere” di tipo metodologico, il quale, pur essendo cavalcato da persone che non hanno le carte in regola per questo tipo di critica, ha certamente delle ragioni da non sottovalutare.
    In effetti chi ha sollevato la questione ha svelato la strumentalità della propria posizione essenzialmente perché ha evidenziato non un problema politico bensì regolamentare e qui ha sbagliato di grosso perché su questo piano la correttezza è stata totale, come è stata totale la possibilità per altri, loro compresi, di proporre candidature. Sul piano politico d’altra parte non molto è stato detto, se non ciò che è stato sufficiente per capire che si è trattato né più né meno della lamentela di chi, abituato ad essere compartecipe di accordi preventivi, si è trovato per l’occasione escluso da uno di questi. Ma ormai è nota la ritualità degli atteggiamenti che, non potendo confessare il disaccordo per il contenuto di una scelta, cercano di indebolirla con critiche di tipo metodologico.
    Al di là di questo però ciò che rimane e conta molto è la percezione che il percorso per coniugare forme e contenuti nell’ambito della vita democratica del partito sia ancora molto lungo, che ancora troppo forte sia la logica cooptatrice, che ancora troppo poco si assegni valore strategico e non solo strumentale alle regole applicate, che ancora troppo frequentemente si confondano inclusione formale ed esclusione sostanziale.
    E dunque in conclusione, sempre per rimanere al contesto locale ed alla prossima scadenza costituita dall’elezione del segretario provinciale, facciamoci una ulteriore domanda: sceglieremo di sostenere la candidatura dell’attuale segretario, magari scoraggiando la presenza di più candidature e accreditando evidentemente quell’intenzione legittima ma discutibile cui si è fatto riferimento, oppure lanceremo un’altra candidatura, qualificata come quella di Elisa, per confermare con essa la qualità del suo successo, chiedendo a tutti di misurarsi davvero e offrendo ai giovani una ulteriore occasione di chiarimento?
    La vocazione maggioritaria non è la certezza di vincere, ma è l’esercizio della presunzione politica di poter vincere, anche se si perde.
    Con ciò concludo, certo che Elisa non me ne vorrà per averla usata un po’ come pretesto per questa riflessione, certo che si comprenderà il fatto che le mie osservazioni, proprio perché nascono in occasione di un risultato che anch’io ritengo ottimo, non possono in alcun modo essere interpretate come risentimento per una sconfitta e come esercizio di dietrologia, che lascio ad altri, ma come sincera attenzione per l’evoluzione di una vita democratica e partecipata in questo Partito.

  5. Marilena Tesei 10 febbraio 2008 17:39

    Non ero presente alla riunione in cui Elisa ha fatto il suo primo intervento da Segretaria del PD e quindi non ho emotivamente partecipato a quello che finalmente è un gran bel segnale di cambiamento sotto ogni punto di vista :
    perché finalmente una donna Segretaria Comunale ;
    perché giovane ma con molta esperienza politica fatta sul campo giorno dopo giorno;
    perché sempre attiva anche nella sua veste di Presidente di Circoscrizione e disponibile per tutti quelli che avevano bisogno di parlarle, di proporle;
    perché franca, aperta e sorridente, anche nei momenti pesanti di molto lavoro, come le tante iniziative per bambini, adulti e anziani, che in questi anni sono state realizzate , di cui è stata il motore propulsivo, organizzativo e partecipativo.
    E mi fermo qui perché non vorrei fare un elenco ma ricordare qualche tratto della sua personalità.
    Inoltre la partecipazione emotiva delle tante persone presenti nel salone comunale durante la cerimonia del suo matrimonio, ritengo sia stata molto significativa.
    Del suo valore politico non parlo perché tutti la conoscono e ne hanno già potuto apprezzare il contenuto e la serietà, ma essendo donna, ho voluto sfiorare quella che ritengo una gestione ad impronta femminile che è un tratto diverso e credo importante soprattutto in un momento politico così pesante come quello attuale.
    Spero che i tanti segnali di cambiamento dati da Veltroni e raccolti dal popolo del neonato PD come le diverse liste da lui volute proprio per aprire ed aggregare e farci conoscere anche da chi Ds non era, vengano raccolti anche dalla nostra pigra città.
    Spero di non dover più sentire, come avvenuto alle 21,30 del 24.01.08, lo strombazzamento del carosello delle auto nel nostro centro storico motivato dalla caduta del Governo, come se fosse stata una partita di calcio.
    Anche questo segno dei tempi e del suo decadimento aspetta la nostra Segretaria e noi tutti, e a cui dobbiamo rispondere in modo fermo e riuscire a modificare perché, la nostra pigra e annoiata città , ritrovi anche nei comportamenti un modo civile per dialogare fra i diversi pensieri.
    Auguri carissima Elisa, e spero che tutti noi ti siamo di sostegno, per realizzare il cambiamento e l’accoglimento nell’apertura di chi PD non è e proprio per questo, si avvicini se non altro curiosamente.
    Ciao a tutti Marilena

  6. Collini Stefania 10 febbraio 2008 18:43

    A PROPOSITO DI METODO….dopo l’Assemblea Comunale di Forlì -8 febbraio 2008

    Rammentate la spendida canzone di Alice, vincitrice al Festival di Sanremo dal titolo Per Elisa… l’ho canticchiata ieri sera, tornando a casa dopo l’assemblea che ha eletto ( e con che numeri!) la segretariA comunale del PD a Forlì ( quella A di segretariA non è errore di battuta ma rafforzativo del valore di genere).
    Sono felice per Elisa, per il Partito Democratico, per le donne, per i giovani, per l’amicizia e la stima che provo per lei, nella convinzione di aver scelto persona chiara e limpida in grado di affrontare l’ importante e gravoso compito assegnatole: radicare le basi del PD nella nostra città, in questa delicata fase di vita del Paese con elezioni politiche alle porte e poi, poco tempo più in là, quelle amministrative.
    La sua relazione di programma, conoscendone la serietà , troverà immediate adeguate forme di discussione, confronto e concretizzazione per raggiungere gli obiettivi dichiarati, tutti nobili e incentrati sul programma di Veltroni e sul miglior funzionamento del livello comunale del Partito Democratico.

    Ho trovato davvero corrispondente al nuovo stile del PD, poi quella sua apertura nella quale ha fatto cenno diretto ed aperto a contestazioni sul metodo che ha portato alla sua candidatura. Brava Elisa! Schietta, sincera, diretta!!
    Non comprendendo appieno lo spirito e l’intelligenza costruttiva della candidata segretaria, nel suo far cenno a questi malesseri , qualcuno ha trovato conveniente, durante l’assemblea di 120 persone per metà volti nuovi e mai visti, non so a quali fini ( per caso secondi fini?), riproporli ed esibirsi in una inutile e per me non appropriata lamentazione e porre nuovamente ombre e dubbi per un mancato coinvolgimento, peraltro non previsto dal regolamento, nella scelta nominativa, nella visione- condivisione del suo progetto politico per il pd forlivese, citando un presunto deficit di metodo, trasparenza, informazione.
    Nulla di più vecchio, per un partito nuovo, nell’essere recalcitranti ad abbandonare i vecchi metodi , tanto odore di naftalina nell’evocare parole come metodo e trasparenza per pratiche di patteggiamento che con la nuova politica che vogliamo costruire hanno poco a che fare .
    Gli interventi portatori di critiche alla ventilata ma inesistente questione del metodo , anche se limitati al numero di 3, meritano alcune considerazioni:
    1- Vige un Regolamento per le operazioni di Fondazione del Partito democratico, che prevede regole e modalità da seguire, valevoli sia per le elezioni dei candidati a segretario di circolo, segretario comunale, segretario di federazione. Sono regole semplici, magari non soddisfacenti, ma quelle sono e vanno seguite ed applicate, per garantire appieno la natura democratica ed aperta del PD, in attesa della definizione dello Statuto.
    Tutti i cittadini elettori del PD potevano candidarsi a segretario di circolo raccogliendo 10 firme di elettori, a segretario comunale raccogliendo 30 firme : il metodo era questo: l’unanimismo non è un pregio della democrazia, come dimostrano le primarie fra i due democratici Lady Clinton e Obama in USA, quindi chi voleva ed aveva le firme poteva candidarsi e potevano farlo anche persone a molti di noi sconosciute, che avrebbero comunque avuto modo di presentarsi in competizione con il loro progetto ( questa è l’apertura del PD). Ma altre candidature non ne sono arrivate.
    2- Se si voleva contestare il regolamento e l’applicazione degli articoli previsti, bisognava avere almeno la coerenza di agire fin da subito ( il regolamento si conosce già da mesi e lo conoscono, o almeno dovrebbero, soprattutto i costituenti eletti) e nei luoghi deputati ( UTAP- UTAR) e non esibirsi, dichiarando impulso di schiettezza, in interventi critici che parevano rivolti alla candidata segretaria e non già al destinatario vero cioè il Regolamento vigente.
    3) E’ apparso poi viziato l’approccio di questi interventi, ed il loro richiamo alla necessità di vecchie ritualità comportamentali: queste ritualità e accordi che ripeto non vengono minimamente comprese nel regolamento, dovevano emergere in modo paritario per tutti i livelli organizzativi, a partire dall’elezione dei segretari di circolo e non essere riservati solo ai ranghi erroneamente considerati superiori: se si fanno questioni di principio, queste devono valere per tutti i ranghi organizzativi e non solo per quelli che ci piacciono o interessano di più.
    4) Conoscere prima il progetto politico del segretario stando al regolamento non è possibile, giacchè appunto i candidati segretari, devono farne relazione e porsi a confronto fra loro, la sera stessa dell’assemblea. Qui il confronto fra progetti politici di candidati diversi sarebbe stato possibile : peccato che sia mancata una competizione fra programmi diversi, competizione che non deve essere intesa come scontro personale, giacchè si svolge all’interno del medesimo partito, ma come arricchimento della dialettica interna alla quale dovremmo abituarci sempre più e considerarla un mezzo per migliorare di cui non avere paura. Più candidature devono essere sempre “ per” e non “ contro”.
    5) E parso poi quanto meno strano e stridente il richiamo a “ metodi trasparenti” io dico vecchi, rivendicato da un intervento a nome dei giovani ( chi e quanti, certamente non tutti quelli presenti la sera dell’8), quasi a testimoniare la non piena consapevolezza che proprio il Regolamento vigente e la possibilità di candidature aperte e non blindate dal placet dell’establishment politico, ha consentito ora e garantirà in futuro proprio a loro il farsi strada liberamente e senza benestare ed imprimatur condizionanti, nel nuovo percorso politico.
    Metodi trasparenti che devono essere rivendicati sempre, a partire dalle primarie per candidati e liste elettorali di ogni genere, e divenire buona pratica anche per le assegnazioni di incarichi in organismi di secondo livello.
    Ultima notazione , ho provato un certo stupore nell’invito fatto alla neosegretaria di tutelare e mantenere la propria autonomia e libertà dai condizionamenti , invito espresso proprio da coloro che lamentavano di non essere stati sentiti prima della presentazione della candidatura: mi chiedo non è forse questa la prima dimostrazione di autonomia?

    Stefania Collini, 9 febbraio

    Riesco a inserire questo commento solo oggi, mi piace scoprire di aver scritto, in modo più semplice, alcune considerazioni che ritrovo nel messaggio di Carlo

  7. gianluca monti 10 febbraio 2008 20:16

    nel complimentarmi, anche se tardivamente, con Elisa per il brillante risultato ottenuto, e nel sottolineare che per la tua stagione è l’ennesimo riconoscimento al buon lavoro fino ad ora svolto, ne approfitto per fare alcune brevi considerazioni. Mi riferisco in linea di massima agli interventi di carlo e di stefania sottoscrivendo in toto le loro belle dissertazioni, ma evidenziando alcuni particolari. Come spesso accade nelle democrazie che stentano ad evolversi, come in Italia, certe capacità di competizione non sono meccanismi automatici. La sinistra negli ultimi anni si è distinta più per la sua litigiosità che per le sue (peraltro) ottime intuizioni, e questa forma definita si unanismo è quasi di difesa verso quella che potrebbe apparire una spaccatura piuttosto che una sana competizione democratica, senza dimenticare che è sempre più difficile identificare volti che veramente rappresentino la nuova anima del partito e siano un richiamo interessante per il famoso voto fluttuante. Ecco perchè anche nelle elezioni del segretario provinciale con ogni probabilità si assisterà al voto di un solo candidato. Sono d’accordo con carlo che le vittorie più significative sono quelle contro qualcuno e che la capacità dei veri democratici sta nel coinvolgere gli sconfitti nei nuovi progetti e nel farli sentire parte del disegno , ma siamo un popolo capace di capire per intero questo processo? oppure lo sconfitto si sente solo come colui che ha giocato il ruolo della lepre e si tira da parte o peggio si allontana? Grande onore a borroni e a corsi che subito dopo il risultato hanno unito le forze dimenticando in um attimo i ruoli di vincitore e di perdente!! Vorrei infine segnalare che spesso e da più parti continuo a sentire che è il momento di accantonare le divisioni, le vecchie liste e i gruppi per effettuare una commistione di interessi. Di solito queste voci mi ricordano quel famoso inciso che diceva ” se non puoi sconfiggere il tuo nemico fattelo amico!!” . Io credo che la tua stagione sia stata bravissima ad integrarsi all’interno delle realtà più radicate con la capacità di ascoltare e di proporre le proprie idee innovative senza arroganza e prepotenza. Siamo tutt’ora un bel valore aggiunto per il PD che ora più che mai ha bisogno di tutti e di tutto. Difendiamo quindi la nostra identità e le nostre convinzioni per il bene del neo partito e della democrazia.

  8. Gessica 11 febbraio 2008 09:10

    avrei tante cose da dire ma non mi presto a facili polemiche.

    Solo una precisazione: NESSUNO HA RIVENDICATO UN INTERVENTO A NOME DEI GIOVANI.

    Visto che Stefania si riferiva al mio intervento all’unione comunale (e avrebbe anche potuto scriverlo che si trattava di me) vorrei rivendicare il fatto di aver detto testuali parole: “come gruppo ristretto di giovani e dunque NON IN RAPPRESENTANZA DI TUTTI I GIOVANI QUI PRESENTI abbiamo ritenuto di dover manifestare alcune perplessità…ecc. ecc.”

    Scusate ma non mi piace quando le cose vengono dette in maniera diversa da ciò che sono.

    Secondariamente, il fatto di non essere concordi su determinati regolamenti (che a mio parere non sono così rigidi come a volte vengono presentati, e per questo avrebbero permesso di confrontarsi SUI CONTENUTI in maniera diversa) non implica per forza che qualcuno di noi sia da considerarsi più vecchio di qualcun’altro.

    Basta con queste accuse su chi è più meno legato ai vecchi apparati.
    A me stanno iniziando ad irritare, lo dico molto sinceramente.

    Se vogliamo continuare a nasconderci che per l’elezione di un segretario,senza un precedente confronto sui programmi, con la nascita di più candidature il rischio è di trascinare il confronto sul piano personale allora nascondiamocelo …

    nessuno ricerca falsi unanimismi. Ma se qualcuno non mi crede non so cosa farci.

    Io resto della mia opinione, rispetto quella di chi non la pensa come me.

    E non lo considero più vecchio o più giovane.

    Un’ultima cosa:
    sono felice, veramente tanto, per elisa. Una persona capace, trasparente, onesta.
    La segretaria di tutto il partito.Non stringiamola in commenti del tipo “una di noi (e quindi una di voi..) è stata eletta…”

    Il 14 ottobre è passato da un pò e già in quel caso abbiamo commesso il VECCHIO, questo sì VECCHISSIMO errore di metterci un’etichetta addosso…

  9. riccardovitali 11 febbraio 2008 17:05

    Scusate ma come si fa ad invocare elezioni primarie di continuo e poi a sostenere che non si è ancora pronti ad una pluralità di candidature ?

  10. gianluca monti 11 febbraio 2008 21:06

    io credo che parlare di giovani e vecchi sia già un’ etichetta, credo anche che il nuovo non derivi necessariamente da giovane e di questo spesso me ne addoloro. Ritengo inoltre che non si sia ancora trovata la formula per attirare i giovani verso il pd e mi augurerei che qualcuno di voi (mi riferisco a te Gessica e agli altri della tua generazione) ci aiutaste in questo compito, perchè ritengo sappiate interpretare meglio di qualunque altro il disagio della moltitudine giovanile sempre più lontana dalla vita politica. Per quel che riguarda il discorso primarie, caro riccardo, riconosco che i tanti che le temono lo facciano proprio in virtù della paura di mettersi in gioco senza coperture o certezze, e questo è un segno di immaturità democratica perchè da noi conta ancora solo vincere prima per se e poi per il partito.
    A proposito di Elisa: non ha combattuto solo la battaglia del 14 ottobre ma tante altre precedenti per le quali a maggiore ragione ha evidenziato lo spirito innovativo in cui tanti ci riconosciamo . Questo spirito non è di noi o di voi è lo spirito giusto che deve permeare tutto il pd.

  11. Collini Stefania 14 febbraio 2008 09:32

    Carissima Gessica, spiace che tu risponda affermando che avresti tante cose da dire ma non vuoi prestarti a facili polemiche.
    Pensiamo positivo: non è polemica ma scambio di opinioni. E non devi mostrare irritazione, ma con pazienza sostenere le tue tesi. E’ la goccia che pian piano scava e sedimenta, non la piena improvvisa.
    Già in altra occasione ti pregavo, nel tuo replicare, di non confondere gli interlocutori : se rispondi a me, parla di ciò che scrivo io e non di quanto scrivono altri: questo perché nella tua nota citi una frase non mia, creando in chi legge confusione di soggetti.
    Posso solo ribadire che al Regolamento Fondativo occorre portare rispetto perchè c’è e, come tale, rappresenta una innegabile forma di garanzia e tutela della democrazia aperta al contributo di tutti i democratici, nessuno escluso: elementi irrinunciabili per un partito nuovo, che vuole il rinnovamento.
    Quel rinnovamento, unito alla discontinuità, che Veltroni a Spello, nella splendida cornice umbra di ulivi,e anche ieri sera in tv, ha ribadito come necessità impellenti, per una nuova e buona stagione della politica.
    Ciao Gessica, a presto
    Stefania

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