La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Entela Mjeda

Entela Mjeda, 27 anni, nata a Shkoder (Albania) il 24 aprile 1980. Da diversi anni risiede in Italia, a Forlimpopoli.

Oltre a svolgere attività di cura ad anziani, studia Scienze politiche, ind. Internazionale presso la sede di Forlì dell’Univ. di Bologna.

E’ vice-Presidente della Consulta Stranieri di Forlimpopoli e del locale Centro d’ascolto CARITAS. E’ socia di ANOLF associazione della CISL, che si occupa dei lavoratori stranieri.

Ha fatto parte per diversi anni del Consiglio direttivo dell’Ass. “Il Faro” ed è catechista. Coltiva molti hobbies come la lettura, in specie letteratura inglese, il nuoto e la musica e ha da sempre una forte passione per la politica e l’impegno sociale.

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9 Commenti a "Entela Mjeda"

  1. Stefania Collini 26 luglio 2008 09:22

    Ho conosciuto la dolcezza di Entela grazie alle primarie del Partito Democratico, ritrovandoci infatti a condividere il progetto Ambiente Innovazione Lavoro: con tutti gli amici de latua stagione sono orgogliosa di aver contribuito alla sua elezione come costituente nel coordinamento territoriale del PD.Una giovane cittadina del mondo dolce, pacata, preparata, motivata: perfetto esempio di una integrazione culturale e sociale possibile quando l’accoglienza ed il reciproco riconoscimento di diritti e doveri consente di assorbire,calibrare se non di eliminare le paure e le insicurezze che una bassa cultura alimenta nei confronti degli immigrati.
    Questa è Entela che oggi si sposa con Arsen a Forlimpopoli, il paese che da tanti anni li ospita. Entrambi migranti sostenuti dalla grandissima dignità del lavoro, perfettamente integrati in quella comunità, apprezzati e benvoluti, oggi coronano qui il loro sogno di vita e d’amore.
    A Entela ed Arsen auguro da questo sito, mille anni di felicità.
    L’augurio, come nelle migliori favole, di ” vivere felici e contenti, in un paese capace di riconoscere i valori dell’integrazione, pienamente e consapevolmente artefici della nuova dimensione dell’umanità, che rende tutti cittadini del mondo, con gli stessi diritti, gli stessi doveri, ovunque la necessità di garantirsi un futuro migliore li abbia costretti a trasferire le proprie competenze, aspirazioni e sogni”.
    Stefania

  2. Thomas Casadei 26 luglio 2008 09:45

    Una costituente come Tatiana Gentilini che si laurea in Giurisprudenza (e che tra un paio di mesi diventerà mamma!), una appassionata dirigente del PD del territorio come Serena Bambi che è diventata nei giorni scorsi nonna (una giovanissima “nonna volante”!), ora Entela, nostra costituente regionale in rappresentanza dei tanti migranti che ancora sperano nel PD come forza nuova, che si sposa…non c’è che dire è una **bellissima stagione**, la stagione in cui ognuno - con passione e impegno, insieme ad altri doveri (lavoro, famiglia, affetti) - corona sogni e dimostra con dolcezza e serietà ciò che davvero vale. E in cui ognuno non rinuncia a dare il suo contributo al servizio di un ideale, di partecipazione attiva e di democrazia. La politica democratica ha bisogno di persone come Tatiana, Entela, Serena, e di tutti quelli - uomini, donne, giovani e meno giovani - che lavorano al servizio, con passione, tenacia, rigore, stando al merito delle questioni e senza chiedere nulla ma dandosi agli altri.
    La politica - come insegna Vittorio Foa - è, prima di tutto, ricerca, sentirsi *insieme* con gli altri.

    Avanti tutta! è una bellissima stagione….

    Thomas

  3. maria maltoni 26 luglio 2008 16:43

    Anche io mi unisco agli auguri per Entela, a cui auguro una grandissima felicità. Oggi per una ragazza ed un ragazzo, occorre grande coraggio e grande passione per costruire un progetto di vita insieme. E’ molto più facile rimandare, evitare di assumersi responsabilità, delegare. Non credo sia un caso che una giovane donna come Entela, da cui emana dolcezza e forza, sia anche impegnata politicamente come lo è lei. Credo che per chi intende l’impegno politico come servizio agli altri, essere felici vuol dire fare in modo che lo siano anche gli altri , perciò dare il proprio contributo per rendere questo paese ( e questo mondo di cui il suo paese d’origine è parte ) più giusto e più libero, è propedeutico anche al renderlo più felice.
    Nonostante l’asprezza di cui troppo spesso la politica si riveste, è davvero una stagione importante e piena di dolcezza per tanti stagionali, anche dal punto di vista personale. Non me ne vogliano i meravigliosi amici e compagni uomini di questa avventura ( giovani e meno giovani) ma siamo circondati da donne fantastiche: “ pasionarie” che all’impegno di una Dolores Ibarruri, sanno unire la capacità di essere madri , compagne ed amiche davvero speciali per tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarle. Grazie Entela per il tuo impegno con noi , costruendo un pezzo della tua vita oggi , hai ancora più motivi e determinazione per continuare la lotta e lo farai, ne sono certa, con la felicità negli occhi.

  4. nonna serena 26 luglio 2008 19:02

    Dopo mesi di assenza dal blog, voglio rientrare per augurare anch’io un futuro sereno ad Entela, che ho conosciuto ed apprezzato durante le primarie di ottobre.Condivido pienamente quanto detto negli interventi precedenti al mio , sull’impegno delle donne, nella vita in generale ed in politica in particolare: la nostra passione, la nostra conoscenza dei “bisogni” delle persone e la nostra capacità di metterci in gioco per trovare comunque una soluzione, sacrificando parte della nostra vita, sono essenziali per lo sviluppo della società. Società che comunque fatica a riconoscere i nostri meriti e ci relega spesso nelle retrovie.
    Neppure il richiamo degli economisti (se lavorassero più donne, il PIL crescerebbe) sarà sufficiente ad aprire la società alle donne, se non saremo noi stesse ad imporci e, ancora una volta a lottare: allora donne muoviamoci!

  5. Alessandro Pilotti 26 luglio 2008 22:42

    Anch’io voglio augurare ad Entela e a suo marito tanta felicità.
    Di Entela voglio ricordare lo stupore permeato di senso critico alla prima Assemblea Regionale del 10 novembre a Bologna quando mi ritrovai unico uomo al fianco di quattro donne straordinarie (Entela, Tatiana, Elena e Sara Pignatari) ad organizzare la presenza degli “stagionali”, quando si trovò ad astenersi su alcune votazioni per non aver compreso pienamente l’oggetto.
    Entela si è astenuta all’ultima assemblea territoriale sulla Direzione con motivazioni simili a quelle che hanno spinto me ed altri a votare contro.
    Entela è sicuramente uno dei miracoli democratici de “la tua stagione”.

  6. gianluca 28 luglio 2008 08:17

    nella vita i sogni si realizzano….e non importa se a volte dobbiamo combattere con incubi e vecchi fantasmi, ciò che conta è credere sempre in ciò che facciamo. Tatiana, Entela, Serena ci dimostrano che servono grinta, responsabilità, senso del dovere, concretezza, convinzione per ottenere i risultati sperati. A volte si può inciampare, si può anche cadere, ma bisogna rialzarsi e continuare a camminare perchè solo così si trasforma la favola in realtà. Nella vita e nella politica. Auguri di cuore a tutti coloro che continuano a credere in qualcosa.
    gianluca monti

  7. patrizia barducci 28 luglio 2008 20:00

    mi associo anch’io agli auguri ad entela e a tutte le signore stagionali che inquesti ultimi tempi sono toccate da momenti di serenità e realizzazione dei desidere propri che afferiscono alla sfera privata…che in questo caso diventa anche pubblica,
    auguri per che la vita possa riservarvi-ci doni buoni,semplici che parlano al cuore e alla mente.
    auguri poi di forza e speranza in un mondo migliore,in una bella politica, in cammino sognando con un poò di realismo in tasca e un pò di passione ed utopia in testa.
    bisogna sognare che un tempo migliore si avvicini presto per risolevarci dalla palude che ci impedisce di camminare spediti verso orizzonti diversi
    auguri ad entelae a ben rivederci

  8. Giorgio Zanniboni 29 luglio 2008 09:22

    La sinistra riformista nemica dei monopoli

    Ogni volta che chiamo in causa Hera qualche lettore amico mi scrive o telefona parlando male della multiutility.
    Dopo l’ultimo articolo uno di questi, vicino al partito di Diliberto, mi ha chiesto però se sono ancora di sinistra dato che invoco la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e l’uscita dei Comuni dalle aziende ex municipalizzate.
    Rispondo ricordando che queste idee non sono nuove, irruppero nella scena politica a partire dalla legge 142 del 1990, conobbero sviluppi con il governo Amato nel 1992 e a seguire con quelli di Prodi, D’Alema e dello stesso Amato tra il 1996 e il 2001; questo anche sotto la spinta degli indirizzi e delle regole dell’Unione Europea.
    Idee e soluzioni riformatrici che incrociarono quelle non meno innovative riguardanti il servizio idrico (legge 36/94) e quello dei rifiuti (decreto Ronchi 1998) ovvero normative di riorganizzazione ma pure di apertura alla concorrenza nell’affidamento delle gestioni, a superamento del regime di monopolio pubblico locale esistente.
    Da allora sono passati quasi venti anni e gli sviluppi, compresi gli errori iniziali riguardanti le telecomunicazioni a rete fissa, l’energia elettrica e il gas (prima le privatizzazioni poi la liberalizzazione) hanno fatto emergere, nella destra politica - specie per le posizioni della Lega ma non solo - la propensione a negare concretamente l’apertura al mercato di attività prettamente economiche e imprenditoriali come la gestione di acqua, rifiuti e trasporti locali.
    Propensione recentemente riconfermata dal governo Berlusconi con il nuovo disegno di legge in materia.
    Parimenti a sinistra, in primis l’area massimalista ma pure i riformisti immaginari, hanno fatto di tutto per bloccare il processo di riforma prima demonizzando i progetti di Prodi e D’Alema, poi dopo il Testo Unico degli Enti locali del 2000 aiutando il governo Berlusconi dal 2001 al 2006 a ibernare la norma che prevedeva le gare per l’affidamento della gestione dei servizi locali non apribili alla concorrenza “nel mercato”, come acqua e rifiuti.
    Con il seguito del governo Prodi 2006-2007, nel cui programma non figurava la liberalizzazione del servizio idrico per il no della sinistra massimalista e comunque la riforma del settore era prevista nella seconda parte del mandato.
    In questo scenario di prevalente conservatorismo, per i servizi locali si è ripetuta la insipienza delle privatizzazioni che vengono prima delle liberalizzazioni, dando così continuità alle gestioni monopolistiche per acqua e rifiuti e dominanti per la distribuzione del gas – sfruttata per vendere energia elettrica essenzialmente comprata all’ingrosso – mentre, salvo che in Toscana, lo sbarco in Borsa è stato preferito alla partnership industriale.
    Risultato: non c’è stato un adeguato sviluppo qualitativo dei servizi, anzi in parte sono peggiorati, gli utenti domestici e le imprese subiscono pesanti e continui aumenti tariffari in quanto le sinergie generate dalle fusioni vengono destinate al profitto, sono emersi preoccupanti problemi di ordine istituzionale e politico.
    Essendo stati definiti per legge “servizi di valenza economica” non c’è dubbio che i Comuni proprietari delle aziende, a prescindere dall’entità della partecipazione, hanno assunto un esplicito ruolo imprenditoriale, del tutto diverso rispetto l’epoca delle municipalizzate, rinverdendo a livello locale fasti e nefasti del capitalismo di Stato.
    Ma poi per acqua e rifiuti i Comuni esercitano, prima con gli ATO e ora direttamente assieme alle Province, la delicata e importante funzione di regolazione, controllo e definizione delle tariffe in posizione di conflitto di interessi dato che sono proprietari delle aziende: una clamorosa contraddizione con quanto si contesta a Berlusconi.
    Come non bastasse ecco che la Regione Emilia-Romagna interviene con un Decreto a sostegno di Hera ed Enia modificando in modo gravemente peggiorativo la legge di riforma e la normativa tariffaria del servizio idrico.
    Incredibile ma vero è stato varato un metodo che prevede l’abolizione del fondamentale riferimento alla “qualità della risorsa idrica” quale primo fattore tariffario, il superamento del limite del 7% per la remunerazione del capitale investito mediante una procedura bizantina, un meccanismo di valutazione aleatorio per il miglioramento dell’efficienza a contenimento della tariffa mentre, pur se citato in premessa, è stato omesso l’obbligo per il gestore di presentare il “conto economico basato su contabilità analitica per centri di costo…certificato da società abilitate”.
    Queste modifiche, che per altri aspetti discriminano e penalizzano Romagna Acque a vantaggio di Hera, aiuteranno i gestori a non impegnarsi per migliorare la qualità dell’acqua potabile e danneggeranno economicamente gli utenti.
    Inoltre, a seguito di certe presenze azionarie nelle multiutility, del loro indotto e del decentramento di attività si è creato un clima consociativo che rende opaco il mercato collaterale e porta a tollerare gli aumenti tariffari.
    Tutto questo (ma potrei citare altri aspetti) non ha nulla a che fare con una politica di sinistra, tantomeno riformista.
    Ora, mentre tutta l’opposizione si appresta a dare battaglia sul disegno di legge del governo riproponendo la liberalizzazione dei servizi e la fine delle gestioni monopolistiche ciò va attentamente e debitamente valutato.
    Così come va considerato che la riduzione di tariffe esose è parte della lotta per la difesa di salari e pensioni.
    Domanda: in Emilia-Romagna, culla del riformismo progressista, il PD può presentarsi agli elettori il prossimo anno senza un progetto di radicale revisione dell’assetto delle ex municipalizzate, l’apertura alla concorrenza nei servizi locali, la dismissione sia pure graduale delle azioni possedute dai Comuni, l’istituzione di una Autorità indipendente per la regolazione tariffaria e il controllo delle gestioni di acqua e rifiuti. ?
    Non credo si voglia arrivare al disastro politico, e intanto raccomando di tenere conto che il valore delle azioni di Hera ed Enia, già in caduta nel 2007, da gennaio è ulteriormente diminuito del 26% e del 35%, rispettivamente.
    26 luglio 2008 Giorgio Zanniboni

  9. mattia 18 luglio 2010 05:32

    non so se sei tu ma se ti ricordi di me e sei tu scrivimi mattia bergamo

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