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Bruna Baravelli

Bruna Baravelli, data di Nascita: 03/01/1948. Risiede a Forlì in via Firenze, 28.

Insegnante di Lingua e Letteratura inglese nella Scuola media superiore, attualmente è Presidente del Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena.

Fa parte del Direttivo e del gruppo di coordinamento Donne dei  DS di Forlì.

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1 Commento a "Bruna Baravelli"

  1. Bruna Baravelli 21 maggio 2009 22:01

    RELAZIONE DI FINE MANDATO (Stralcio)

    Al termine di questo mandato 2004-2009 ritengo che sia opportuno fare una sintesi del lavoro del Consiglio della Provincia di Forlì-Cesena, ricordando gli impegni, le delibere, i piani provinciali approvati e indicando, dopo attenta analisi, i punti di forza che sono propri di ogni Consiglio Provinciale.
    I Consiglieri e le Consigliere hanno partecipato con interesse e impegno ai vari consigli, commissioni e convegni; il loro apporto è stato fondamentale per lo svolgimento del consiglio, una partecipazione veramente attiva e proficua.
    Nel quinquennio sono stati svolti 101 consigli provinciali, n. 667 commissioni per approfondire le delibere sottoposte al Consiglio Provinciale, commissioni consultive, audizioni ecc., tutte comunque a supporto dei lavori dei consiglieri e che hanno permesso una maggiore conoscenza del territorio, dei suoi bisogni, delle risposte che l’Amministrazione Provinciale riesce a dare.
    Sono stati approvati piani importanti per i cittadini della nostra provincia, quali il piano rifiuti, il piano qualità dell’aria, PTCP, Piano Faunisto-Venatorio, Qualificazione del sistema scolastico provinciale, politiche Formative, promozione della cultura di genere nel territorio provinciale, politiche agroalimentari, protezione civile, piani sociali di zona, edilizia scolastica (manutenzione e costruzione di nuovi edifici); viabilità e grandi opere, oltre ai tantissimi progetti presentati dagli Assessorati e che hanno visto il coinvolgimento del nostro Consiglio.
    È certamente necessario definire con chiarezza le competenze di ogni livello di governo previsto dalla Costituzione, riconducendo in capo alle province quelle funzioni di area vasta indispensabile per il governo del territorio del nostro Paese.
    Nel processo di riordino istituzionale, ogni livello di governo dovrà esercitare il ruolo e i compiti propri assegnati, evitando inutili e dispendiose sovrapposizioni e soprattutto evitando di passare dal centralismo statale ad un “neocentralismo” regionale.
    Il dipartimento dei Presidenti di Consiglio Provinciale (di cui faccio parte) ritiene necessaria la riconduzione in modo organico in capo alle province delle competenze amministrative oggi disperse in strutture, enti ed agenzie sui quali non è possibile esercitare un controllo democratico.
    In questo modo si avvia concretamente il processo di riordino istituzionale che deriva dall’attuazione del nuovo Titolo V, parte seconda della Costituzione, e si pongono solide premesse perché anche la riforma del federalismo fiscale possa essere attuata riducendo sprechi e sovrapposizioni di competenze, realizzando una Repubblica in cui sia chiaro “chi fa che cosa” ed in cui ogni livello di governo possa esercitare le sue funzioni in autonomia e responsabilità.
    I Consigli quindi devono avere, visto l’importanza delle loro competenze, lo spazio necessario nell’esercizio delle funzioni normative, nella definizione degli atti di programmazione economica-finanziaria, nella trasparenza amministrativa degli atti, nel controllo sulla governance delle società partecipate, nel collegamento con i territori, individuando proprio nei Consigli il centro del dibattito politico-amministrativo per le scelte strategiche delle amministrazioni.
    Io credo che il nostro Consiglio si sia sempre impegnato per dare un contributo forte alla gestione della cosa pubblica e ogni Consigliere, pur nella sua diversità per appartenenza politica, ha cercato di rispettare il “patto” con i propri elettori tenendo ben presente il ruolo che si era assunto al momento dell’elezione.
    Il mio impegno è stato certamente quello di valorizzare il ruolo dell’Assemblea elettiva ponendomi come punto di raccordo fra i colleghi consiglieri e la Giunta.
    È stato senza dubbio un impegno gratificante che mi ha fatto crescere molto non solo dal punto di vista politico, ma anche umano, per le amicizie nate in questo periodo di lavoro, fianco a fianco.
    Un ruolo che mi ha permesso di approfondire conoscenze sia all’interno del Consiglio che a livello nazionale; infatti far parte della Consulta Nazionale delle Pari Opportunità e del Dipartimento dei Presidenti di Consiglio UPI è stata per me una grande occasione che mi ha permesso di mettere a confronto la nostra realtà politico-amministrativa con quelle di tutte le altre province italiane e il giudizio è senz’altro più che positivo. La nostra è una provincia che certamente può migliorare come tutte, ma che può anche insegnare.

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