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Serata di lunedì 20 agosto 2007 a Portico di Romagna

Tema: Un partito nuovo, non un nuovo partito.

Relatori: Mirko Betti – Thomas Casadei – Raoul Mosconi.

Questo incontro è stato organizzato dal Comitato promotore del partito democratico del Comune di Portico e San Benedetto e non è un evento a sostegno della lista “Per Veltroni” ma un primo incontro, dopo il forum, per focalizzare l’attenzione dei cittadini di questo territorio sullo straordinario momento politico che stiamo vivendo.

La partecipazione , che può sembrare esigua in termini numerici assoluti, circa quaranta persone, compresi i relatori, non lo è affatto se rapportata al numero degli abitanti e alla loro età media , e tenendo conto del periodo di ferie estive La conversazione è stata introdotta brevemente da Serena Bambi – segretario DS di Portico di Romagna e sono poi seguiti gli interventi dei relatori Mirko Betti – Sindaco di Portico e San Benedetto, Raoul Mosconi – presidente provinciale ACLI e Thomas Casadei – Ricercatore Università di Modena Reggio-Emilia.

Tutti gli intervenuti hanno esposto la loro idea di partito nuovo, elencando i punti essenziali delle loro aspettative.

Mirko betti ha puntualizzato l’idea di un partito nuovo - fuori dagli schemi – aperto a tutti. In poche parole un nuovo contenitore dove ognuno possa trovare la propria “casa” – ha proseguito poi elencando i punti da lui ritenuti essenziali, fra i quali evidenzia in particolare l’attenzione all’ambiente e alle fonti energetiche rinnovabili “progetto che sta cercando di attuare nel proprio Comune” ed al sistema di welfare.

Prende poi la parola Raoul Mosconi – Presidente Provinciale ACLI Forlì-Cesena che porta l’attenzione dei presenti sul fatto che il nuovo partito dovrà nascere, dando spazio alla “società civile”, in particolare alle associazioni, fra cui quelle di volontariato e del 3° settore, forte caratteristica del paese Italia.

Punto essenziale sarà la costruzione del bene comune. Il partito nuovo dovrà vedere “il primato dei cittadini rispetto alle istituzioni che sono organismi al servizio dei cittadini. Esso dovrà imporre una visione diversa dell’economia e della politica.

Dovrà far ripartire il processo di costruzione dell’Europa che in questo momento è fermo.

E’ dunque necessario un cambiamento ed un rinnovamento intesi come nuove modalità di accesso e di esercizio della politica e non semplice ricambio generazionale o di genere.

Pone all’attenzione del pubblico le caratteristiche della politica che vorrebbe:

  1. Responsabilità – Sottoporsi agli elettori secondo le scelte che si sono assunte
  2. Sobrietà – Politica attenta all’efficacia, al funzionamento delle istituzioni.

Una politica che non spreca più di quello che riceve.

  1. Trasparenza – Come dice Zapatero: “Dire quello che si fa e fare quello che si dice”

Prende la parola Thomas Casadei che illustra ampiamente ed in modo molto articolato la propria idea di Partito democratico. Fornice all’Assemblea numerosi spunti e provocazioni per la successiva discussione.

Puntualizza la propria idea di democrazia partecipata sollecitando gli interventi.

Affronta a tutto campo gli argomenti di possibile discussione: Rinnovamento – Politiche giovanili – Precariato – Sicurezza - Sviluppo sostenibile – Famiglia e nuove forme di convivenza sociale – Etica e morale della politica.

Delinea insomma il “sogno” di un partito possibile dove si possa ripartire da zero aprendosi al mondo intero e dandogli modo di esprimersi.

Viene data poi la parola ai partecipanti per eventuali domande ed interventi.

In estrema sintesi:

S.Bambi – Partecipazione al processo di costruzione del nuovo partito come dovere civico.

Romano Moretti – Entusiasmo per la creazione del nuovo partito che deve prestare attenzione a: Sindacato – Giustizia e sicurezza.

Piero Berti: Rinnovamento nel vero senso della parola – prevedere un limite ai mandati degli amministratori e dei politici che devono operare con spirito di servizio ma poi tornare alla Società civile –laicità del partito.

Aurelio Raggi – il partito democratico è un sogno – nella realtà siamo al governo e dovremmo utilizzare questa opportunità per realizzare cose concrete e richieste dalla gente- Ad esempio i Dico.

Matteo Valtancoli - Ritorno dei giovani alla politica – Attenzione all’ambiente.

Giuseppe Betti – Attenzione a Scuola e Cultura

Alberto Manni – Crisi della politica – Rinnovamento e innovazione ma non rinuncia a quello che si è – Etica e fede non si possono dimenticare.

Luciano Landini Si qualifica come villeggiante ed imprenditore. Esprime chiaramente il proprio dissenso – Non sarà sicuramente un sostenitore del partito Democratico – Giudica il dibattito “un insieme di ovvietà” – Reclama concretezza nella politica – una guida forte e decisa che proceda finalmente senza concertare- Reputa il thatcherismo una cosa positiva.

Al termine del dibattito breve replica dei relatori.

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2 Commenti a "Serata di lunedì 20 agosto 2007 a Portico di Romagna"

  1. [...] Trovate due resoconti della serata, uno qui e l’altro qui  [...]

  2. gianluca monti 24 agosto 2007 08:28

    Le rivoluzioni hanno sempre sovvertito poteri forti ed opprimenti e sono riuscite la dove le masse non sopportavano più di essere soffocate da poteri tirannici. Cercare, come stiamo facendo noi, di mettere aria nuova a un sistema asfittico in un momento in cui la sinistra è al governo risulta ancora più difficile perchè comporta attaccare le nostre stesse radici e ammettere errori interni. Molti non sono disposti a farlo, altri preferirebbero cambiare il sistema in corsa, ma il male è profondo e i compromessi che il nostro governo deve accettare sono sempre più dolorosi e meno produttivi. Non è facile toccare temi come la concretezza e i costi della politica, la giustizia ,l’etica, la sicurezza senza rendersi conto che anche la nostra stessa parte non sta facendo tutto il possibile! E ciò non per incapacità ma per imposasibilità di agire a causa delle vecchie logiche di potere. Su questo bisogna riflettere per non sbagliare nel momento in cui non saranno più i tanti a dover decidere, nel momento in cui chi sarà sceso in campo non dovrà pensare alla propria carriera politica ma a sposare delle scelte comunitarie. Da ciò mi piace sottolineare il discorso di ieri di Veltroni dove considera fondamentale la scelta delle persone fuori da ogni logica precostituita e libere di operare in base al grado di merito per cui sono state scelte.

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