Archivio per agosto, 2007
Proposte e progetti d’autosostentamento
In osservanza alla volontà di trasparenza e seguendo quanto detto da Stefania Collini qualche commento fa apriamo questo spazio per discutere, proporre e organizzare il percorso di autosostentamento finanziario del progetto Latuastagione.
Nei commenti sottostanti siete tutti invitati ad indicare quali dovrebbero, quali potrebbero essere secondo voi i metodi di finanziamento per il progetto, indicandone forme e modalità di gestione.
Alla fine della discussione le metodologie che collettivamente saranno ritenute più valide e sostenibili verranno adottate.
A voi le proposte…
12 commentiDjibril Diaw
Nato il 26 agosto 1970 a Dakar, in Senegal.
Diploma superiore, è in Italia dal 2003. Vive a Forlimpopoli in via della Repubblica.
Attualmente svolge la professione di operaio.
Fa parte della comunità musulmana Mouride.
Il suo impegno in politica, agli esordi, intende dare voce ai tanti migranti che vivono e lavorano in Italia, in condizioni non sempre agevoli.
Nutre molte speranze nella capacità di cambiamento che il progetto di Walter Veltroni può esprimere alla guida del Pd. Anche il suo approccio all’integrazione, come Sindaco di Roma, fa bene sperare per questo aderisce al sostegno alla sua candidatura, in particolare con una lista che presta forte attenzione ai diritti (e ai doveri, tiene a precisare) di cittadinanza e al rinnovamento della classe dirigente, che a suo avviso che comprendere di più i bisogni dei cittadini, e di tutte le fasce sociali.
“La tua stagione” faentina
Siamo a poco più di un mese delle primarie del Partito Democratico.
Si tratta di una grande possibilità per la nascita di un partito nuovo e per il futuro migliore dell’Italia, ma è necessario che si creino le possibilità di una grande partecipazione, che si mobilitino forze nuove a partire dai giovani, dalle donne e dagli ambientalisti.
Sul piano nazionale c’è la lista dei candidati alla segreteria e c’è la possibilità di presentare proprie liste di candidati per le assemblee costituenti.
Un impegno positivo per la presentazione di liste è quello avviato dai Ministri Melandri e Nicolais e dall’ambientalista Realacci per una lista a sostegno della candidatura a segretario di Walter Veltroni, fortemente caratterizzata per la voglia di cambiamento e per l’impegno prioritario sull’ambiente, diritti, lavoro e conoscenza.
Un sostegno locale a questa proposta, che ci è sembrato molto interessante, è stato raccolto dai promotori del sito internet “latuastagione.it” attivo per la provincia di Forlì e Cesena.
Da parte nostra abbiamo dichiarato disponibilità a collaborare con questa iniziativa e in questo senso pensiamo che sia giusto promuovere una lista faentina a sostegno della candidatura di Walter Veltroni, sulla base della proposta promossa da queste forze e in rapporto con quanto di analogo verrà fatto nella Provincia di Ravenna.
Proprio perchè crediamo nella necessità di una partecipazione diffusa che sappia essere mobilitazione, cerchiamo altri interessati a questa iniziativa per avviare insieme quanto necessario alla presentazione della lista.
Augurando di trovare ampi riscontri, lasciamo i nostri recapiti, invitando tutti a chiamarci al più presto, anche solo per suggerimenti e chiarimenti, perché entro la prima metà di settembre dovrà essere preparata non solo la eventuale lista di candidati faentini per le assemblee costituenti ma dovranno anche essere raccolte 150 firme a sostegno della proposta.
Claudio Casadio: claudio(chiocciola)sanmartinoinmonte.it - 348 32 31 303
Giordano Sangiorgi: giordano.sangiorgi(chiocciola)lamiarete.com - 349 44 61 825
Antonio Orioli
Antonio orioli, mi presento.
Nato a Forlì nel lontano 1953, maturato(si fa per dire) al Liceo Scientifico “Fulcieri Paulucci de’ Calboli”, compagni di viaggio, oltre a Massimo Assirelli, anche Maurizio Castagnoli, ora valente Assessore provinciale, tradendo le aspettative del Preside di allora ( il primo giorno di scuola ci disse: “Voi sarete la classe dirigente del futuro!”), dopo la laurea in Giurisprudenza, sono finito impiegato in Comune.
Dal 2006 libero professionista, più libero….che professionista…
Sposato con una figlia di 16 anni, contestatrice: con lei mi sembra di tornare nel ‘68!
Ambientalista, con specializzazione in diritto dell’ambiente, impegnato nel volontariato, credo con entusiasmo e spero nel Partito Democratico. Occorre far sentire finalmente anche la voce dei più deboli, far vedere il sole a chi non vede che una flebile luce, far venire allo scoperto anche i “timidi” chi non ha mai contato finora perchè non portava voti, i giovani, gli anziani, i poveri (sembra incredibile, ce ne sono tanti) e mettere a tacere finalmente i tromboni della politica! Ce ne sono anche in zona! Credo in Veltroni perchè anche su questi temi, oltre a quanto da lui espresso più volte, ha dimostrato con fatti concreti, con il suo comportamento quotidiano di voler lottare per questi ideali di eguaglianza e solidarietà.
Contatti:
indirizzo e-mail: oriolia(chiocciola)interfree.it
1 commentoAppello per salvare Pegah Emambakhsh dalla lapidazione in Iran
Aggiornamento 25/08/2007: trovate qui gli ultimi sviluppi
Sono una delle tante cittadine italiane indignate e che non può tacere di fronte ad una tale atrocità: il mancato rispetto di un semplice diritto umano. Perché questo è ciò che viene negato a Pegah Emambakhsh rifugiata a Sheffield in Inghilterra che rischia la pena di morte (eseguita in modo atroce ) nel suo Paese d´origine : Iran perché omosessuale.
Lancio quindi un appello perché le venga concesso asilo politico definitivo.
Ed inoltre che venga rispettato da tutti i Paesi Europei la direttiva approvata come emendamento che prevede: l´asilo per tutte le persone che in patria sarebbero condannate solo in base all´orientamento sessuale. L´esistenza di tale emendamento è stato espressamente dichiarato dal Senatore Gianpaolo Silvestri.
Marilena Tesei - Forlì (Emilia Romagna)
Per sostenere a vostra volta l’appello per Pegah Emambakhsh vi consigliamo di scrivere qualche riga di vostro pugno, di firmarla e di inviarla a uno o più dei seguenti indirizzi:
RomePoliticalSectionEnquiries@fco.gov.uk
InfoRome@fco.gov.uk
Social.Enquiries@fco.gov.uk
relazioni.pubblico@esteri.it
dalema_m@camera.it
Per maggiori informazioni sul caso e sulle modalità di partecipazone invece, vi rinviamo alle seguenti pagine web:
3 commentiNon sbagliarsi di capitalismo
Rendiamo disponibile l’ultimo articolo scritto da Bruno Trentin su Argomenti Umani, marzo 2006.
Potete scaricarlo qui (pdf 2 mb)
È morto Bruno Trentin. Il cordoglio di tutta la sinistra
Qui l’articolo originale
È morto l’ex segretario generale della Cgil, Bruno Trentin. Lo si apprende dalla Cgil.
Trentin si è spento per una polmonite resistente alla terapia antibiotica e per una febbre intrattabile, aggravata da una carenza immunitaria legata al grave trauma cranico subito un anno fa. Trentin è morto nel pomeriggio di oggi all’ospedale Gemelli. Ne danno notizia «con immenso dolore» la famiglia, la Cgil e i Democratici di sinistra.
Bruno Trentin, morto oggi a Roma all’età di 81 anni, era nato a Pavia, in Francia, il 9 dicembre 1926.
Laureato in giurisprudenza, ha studiato anche presso la Harvard University, per poi tornare in Francia nel 1941, dove ha combattuto la Repubblica di Vichy. Dal 1943 al 1945 ha preso parte alla Resistenza, sia in Francia che in Italia, dove ha militato nelle formazioni partigiane di “Giustizia e Liberta” alla cui fondazione ha contribuito, assumendo nel 1944 il comando di una brigata.
Nel 1949 si è iscritto alla Cgil, iniziando a lavorare nell’Ufficio studi economici. L’anno dopo è entrato nel Partito comunista italiano, diventando membro del Comitato Centrale dal 1960 al 1973: con il Pci è stato eletto consigliere comunale a Roma (1960-1973) e deputato nazionale (1962-1972).
Nel sindacato è stato eletto vicesegretario nel 1958, mentre dal 1962 è stato segretario generale della Fiom, mantenendo l’incarico, assieme a quello di segretario generale della Federazione unitaria della metallurgia (Flm), fino al 1977. In quell’anno è diventato segretario confederale della Cgil nazionale.
Eletto segretario nazionale della Cgil il 29 novembre 1988, succedendo a Pizzinato, ha ricoperto l’incarico fino al 30 giugno 1994. Nel 1993 ha stipulato con Cisl e Uil lo storico accordo sulla politica dei redditi che pose termine al sistema della scala mobile.
Negli anni successivi Trentin ha assunto la responsabilità dell’Ufficio programma della Cgil, carica ricoperta fino all’elezione al Parlamento europeo nel giugno 1999. Nel Parlamento europeo è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari, membro sostituto della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali, membro della Delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese.
Membro anche del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), il 25 gennaio 2002 è stato eletto deputato nelle liste dei Democratici di Sinistra, divenendo presidente della Commissione nazionale per il Progetto. Ha scritto tre libri: Lavoro e libertà (1994), Il coraggio dell’utopia (1994), La città del lavoro (1997).
«Esprimo il dolore mio e di tutta la Cgil per la scomparsa di Bruno Trentin»: sono le parole del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che lo ricorda come «protagonista» della storia della Cgil a cui, dice il leader sindacale, «lascia una lezione di grande rigore morale, coerenza e autonomia difese con intransigenza, di attenzione ai valori sociali e di difesa del valore della confederalità». «Bruno ha rappresentato in tutto il dopoguerra un punto di riferimento fondamentale nella lotta per la democrazia, l’uguaglianza sociale e per i diritti del mondo del lavoro. Si può dire che non c’è pagina nella storia della Cgil e del movimento sindacale italiano in cui non sia stato protagonista. Il piano per il lavoro, la programmazione economica, la centralità del Mezzogiorno, le lotte operaie dell’autunno caldo, la stagione del sindacato dei diritti, gli accordi fondamentali del ‘92 e del ‘93 lo hanno visto protagonista indiscusso», ricorda Epifani. Alla Cgil, aggiunge il numero uno dell’organizzazione sindacale, «Bruno lascia una lezione di grande rigore morale, coerenza e autonomia difese con intransigenza, di attenzione ai valori sociali e di difesa del valore della confederalità. A lui deve molto non solo la Cgil ma l’insieme del movimento dei lavoratori, le forze politiche del Paese e le altre organizzazioni sindacali verso le quali ebbe sempre una grande attenzione unitaria a partire dall’esperienza dei metalmeccanici».
La Cgil si stringe «vicino alla famiglia e a Marie ed esprime il suo cordoglio e farà di tutto perchè il suo esempio e la sua figura restino come punto di riferimento per le nuove generazioni».
Grande tristezza anche da parte di Walter Veltroni. «La scomparsa di Bruno Trentin è una di quelle notizie che non si vorrebbero mai avere. La sua vita ha attraversato tutta la storia recente di questo Paese: da esponente di Giustizia e Libertà negli anni dell’esilio e della resistenza fino all’impegno per i lavoratori al vertice della Cgil e l’esperienza da europarlamentare». Lo ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni, secondo il quale «Trentin era un uomo coraggioso che sapeva coltivare il bene dell’unità».
«Negli anni sessanta e settanta, alla guida della Flm, lavorò con grande convinzione per l’unità sindacale dei metalmeccanici e nel 1993 - ha proseguito Veltroni - fu tra i protagonisti del coraggioso protocollo sulla politica dei redditi. Da europarlamentare si è occupato del rapporto tra formazione e lavoro, questioni innovative che riguardano concretamente il futuro del nostro Paese, soprattutto dei più giovani» .
Veltroni lo ha anche ricordato come «appassionato consigliere comunale di Roma. Bruno Trentin era una persona di grande curiosità e spessore intellettuale, aveva un tratto umano di eleganza e ironia, anche per questo lo ricordo con dispiacere e riconoscenza. Bruno Trentin non mancherà solo alla moglie Marcelle e alla figlia Antonella, cui va il più affettuoso cordoglio mio e di tutta la città di Roma, mancherà a tutto il Paese».
Nessun commentoSerata di lunedì 20 agosto 2007 a Portico di Romagna
Tema: Un partito nuovo, non un nuovo partito.
Relatori: Mirko Betti – Thomas Casadei – Raoul Mosconi.
Questo incontro è stato organizzato dal Comitato promotore del partito democratico del Comune di Portico e San Benedetto e non è un evento a sostegno della lista “Per Veltroni” ma un primo incontro, dopo il forum, per focalizzare l’attenzione dei cittadini di questo territorio sullo straordinario momento politico che stiamo vivendo.
La partecipazione , che può sembrare esigua in termini numerici assoluti, circa quaranta persone, compresi i relatori, non lo è affatto se rapportata al numero degli abitanti e alla loro età media , e tenendo conto del periodo di ferie estive La conversazione è stata introdotta brevemente da Serena Bambi – segretario DS di Portico di Romagna e sono poi seguiti gli interventi dei relatori Mirko Betti – Sindaco di Portico e San Benedetto, Raoul Mosconi – presidente provinciale ACLI e Thomas Casadei – Ricercatore Università di Modena Reggio-Emilia.
Tutti gli intervenuti hanno esposto la loro idea di partito nuovo, elencando i punti essenziali delle loro aspettative.
Mirko betti ha puntualizzato l’idea di un partito nuovo - fuori dagli schemi – aperto a tutti. In poche parole un nuovo contenitore dove ognuno possa trovare la propria “casa” – ha proseguito poi elencando i punti da lui ritenuti essenziali, fra i quali evidenzia in particolare l’attenzione all’ambiente e alle fonti energetiche rinnovabili “progetto che sta cercando di attuare nel proprio Comune” ed al sistema di welfare.
Prende poi la parola Raoul Mosconi – Presidente Provinciale ACLI Forlì-Cesena che porta l’attenzione dei presenti sul fatto che il nuovo partito dovrà nascere, dando spazio alla “società civile”, in particolare alle associazioni, fra cui quelle di volontariato e del 3° settore, forte caratteristica del paese Italia.
Punto essenziale sarà la costruzione del bene comune. Il partito nuovo dovrà vedere “il primato dei cittadini rispetto alle istituzioni che sono organismi al servizio dei cittadini. Esso dovrà imporre una visione diversa dell’economia e della politica.
Dovrà far ripartire il processo di costruzione dell’Europa che in questo momento è fermo.
E’ dunque necessario un cambiamento ed un rinnovamento intesi come nuove modalità di accesso e di esercizio della politica e non semplice ricambio generazionale o di genere.
Pone all’attenzione del pubblico le caratteristiche della politica che vorrebbe:
- Responsabilità – Sottoporsi agli elettori secondo le scelte che si sono assunte
- Sobrietà – Politica attenta all’efficacia, al funzionamento delle istituzioni.
Una politica che non spreca più di quello che riceve.
- Trasparenza – Come dice Zapatero: “Dire quello che si fa e fare quello che si dice”
Prende la parola Thomas Casadei che illustra ampiamente ed in modo molto articolato la propria idea di Partito democratico. Fornice all’Assemblea numerosi spunti e provocazioni per la successiva discussione.
Puntualizza la propria idea di democrazia partecipata sollecitando gli interventi.
Affronta a tutto campo gli argomenti di possibile discussione: Rinnovamento – Politiche giovanili – Precariato – Sicurezza - Sviluppo sostenibile – Famiglia e nuove forme di convivenza sociale – Etica e morale della politica.
Delinea insomma il “sogno” di un partito possibile dove si possa ripartire da zero aprendosi al mondo intero e dandogli modo di esprimersi.
Viene data poi la parola ai partecipanti per eventuali domande ed interventi.
In estrema sintesi:
S.Bambi – Partecipazione al processo di costruzione del nuovo partito come dovere civico.
Romano Moretti – Entusiasmo per la creazione del nuovo partito che deve prestare attenzione a: Sindacato – Giustizia e sicurezza.
Piero Berti: Rinnovamento nel vero senso della parola – prevedere un limite ai mandati degli amministratori e dei politici che devono operare con spirito di servizio ma poi tornare alla Società civile –laicità del partito.
Aurelio Raggi – il partito democratico è un sogno – nella realtà siamo al governo e dovremmo utilizzare questa opportunità per realizzare cose concrete e richieste dalla gente- Ad esempio i Dico.
Matteo Valtancoli - Ritorno dei giovani alla politica – Attenzione all’ambiente.
Giuseppe Betti – Attenzione a Scuola e Cultura
Alberto Manni – Crisi della politica – Rinnovamento e innovazione ma non rinuncia a quello che si è – Etica e fede non si possono dimenticare.
Luciano Landini Si qualifica come villeggiante ed imprenditore. Esprime chiaramente il proprio dissenso – Non sarà sicuramente un sostenitore del partito Democratico – Giudica il dibattito “un insieme di ovvietà” – Reclama concretezza nella politica – una guida forte e decisa che proceda finalmente senza concertare- Reputa il thatcherismo una cosa positiva.
Al termine del dibattito breve replica dei relatori.
2 commentiFabrizio Sirotti
La mia stagione dura da 36 anni ed è sempre stata segnata dalla musica, ma anche un po’ dalla politica: diplomato in pianoforte, compositore, mi sono laureato in Scienze Politiche a Parigi nel 1998 (città nella quale lavoro) e quando è stato
il momento di decidere cosa fare nella vita, la musica ha avuto nettamente la meglio. Per fortuna.
Ma il “processo politico” inteso come meccanismo funzionale e inevitabile delle società complesse, mi ha sempre interessato.
Penso che oggi come non mai siamo davanti a un urgenza di cambiamento RADICALE dei modi di fare politica; urgenza di rivoluzionare qualcosa che altrimenti è destinato a scoppiare (presto o tardi, la Storia ci insegna). tentare è oggi quasi un dovere…
Contatti:
indirizzo e-mail: siro(chiocciola)free.fr
5 commentiFrancesca Biandronni
Nata a Santa Sofia (FC) il 06/10/1971, vive a Forli da 10 anni. Si è laureata in giurisprudenza all’Università degli Studi di Bologna dove ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in diritto amministrativo e ha svolto attività di insegnamento fino alla nascita delle sue gemelline nel 2006.
E’ responsabile dell’Ufficio turismo della Provincia di Forli-Cesena dal 1998.
Contatti:
Indirizzo e-mail: francesca.biandronni(chiocciola)provincia.fc.it
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