Archivio per agosto, 2007
Latuastagione.it sprovincia!
In seguito a recenti contatti “La tua stagione” oltrepassa i limiti provinciali che si era data come obiettivo primo.
Salutiamo quindi la partecipazione degli amici faentini e comunichiamo di essere in trattativa per espandere l’iniziativa intera alla provincia a fianco. Speriamo bene.
In attesa che discussioni e necessità tecniche vengano appianate diamo spazio qui da noi ai primi due referenti dell’area faentina e quindi della provincia ravennate:
Claudio Casadio,Via Manara 9, Faenza
Claudio Casadio nato a Faenza il 15 maggio 1954, laurea in storia. Giornalista pubblicista, ho pubblicato vari studi e ricerche di storia sociale dedicate per lo più a Faenza e alla Romagna. Attualmente sono il direttore della Pinacoteca Comunale di Faenza.
Nell’impegno politico ho in passato svolto diverse attività tra cui quella di consigliere comunale di Faenza, come indipendente nelle liste del Pci, dal 1980 al 1994, di segretario del W.W.F. di Faenza nei primi anni anni ‘80, di segretario di una sezione dei Ds dal 1996 al 2006.
Per chi vuole saperne di più su di me puo’ guardare alla pagina: www.zerolire.it/chie.htm.
Contatti:
indirizzo e-mail: clcasadio(chiocciola)racine.ra.it
Giordano Sangiorgi, Via della valle 71, Faenza
Nato a Faenza il 23/02/1960
Promoter musicale e culturale, ideatore e organizzatore del MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, la piu’ì nota manifestazione delle produzioni indies in Italia. Presidente di AudioCoop, il coordinamento delle etichette
discografiche indipendenti di area pop-rock italiane, è coordinatore del Tavolo della Musica, che riunisce le principali associazioni nazionali discografiche e di promozione della musica in Italia, inerlocutore del Governo e del Parlamento per la Legge sulla Musica e una serie di provvedimenti a favore del settore.
Docente ai Master sulla Comunicazione e sullo Spettacolo delle Università Bocconi di Milano, La Sapienza di Roma e all’Università di Parma, è responsabile delle edizioni Pipine’, un mensile faentino di storia moderna locale che edita anche pubblicazioni legate al territorio. Tra le ultime: 100 anni di sport a Faenza e 50 anni di bands a Faenza. Si occupa anche di
attività di ufficio stampa e di comunicazione per eventi culturali e aziende del territorio.
Contatti:
indirizzo e-mail: giordano.sangiorgi(chiocciola)lamiarete.com
telefono portatile: 349 44 61 825
Nessun commentoL’importanza dell’apertura (l’abbiamo anticipato!)
Dal sito web ufficiale di Walter Veltroni riprendiamo questa Lettera aperta ai presidenti dei comitati Veltroni e ai segretari di DS e Margherita, Fassino e Rutelli.
Carissimi,
abbiamo deciso tutti insieme, con Romano Prodi, nei congressi di Ds e Margherita, e poi nel comitato dei 45, che il Partito democratico dovrà nascere da un grande e inedito evento di partecipazione popolare: una assemblea costituente, eletta da tutti i cittadini che il 14 ottobre si presentino al seggio allestito nel loro luogo di residenza, scelgano di sostenere il progetto costituivo del Pd e versino un contributo di autofinanziamento.
Abbiamo preso la decisione di far nascere il Partito democratico con il metodo “una testa, un voto”, perché vogliamo dar vita ad un partito davvero nuovo, che segni una svolta nella concezione stessa che dei partiti ha avuto ed ha tuttora la cultura politica prevalente in Italia.
Vogliamo un partito che non sia concepito come un bene privato, di proprietà dei suoi fondatori, dei suoi dirigenti, dei suoi militanti: una visione che è alla base dell’attuale esasperata frammentazione politica e della stessa crisi del rapporto tra partiti e cittadini.
Al contrario, sulla falsariga del modello prevalente nelle grandi democrazie, vogliamo un partito pensato come una istituzione civile, che svolga una imprescindibile funzione democratica e che come tale appartenga a tutti i cittadini che, riconoscendosi nei suoi orientamenti di fondo, vogliano abitarlo ed utilizzarlo “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, come recita l’articolo 49 della Costituzione.
L’ambizione di questa scelta impone a noi tutti di valorizzare il carattere “costituente” dell’assemblea che andiamo ad eleggere il 14 ottobre e di contrastare ogni riduzione di quel passaggio, che abbiamo voluto e pensato di portata storica, ad una ordinaria elezione di un ordinario organismo dirigente: di un partito che, a quel punto, finirebbe per nascere nel segno della continuità, culturale prima ancora che organizzativa, con il tradizionale modello di forza politica.
Dobbiamo dar vita all’assemblea costituente di un partito che nasce, non al consiglio nazionale o al comitato centrale di un partito che già c’è.
Vogliamo un partito nuovo, in cui nessuno arrivi con forme organizzate o correnti, in cui tutti si sentano chiamati a “mescolarsi” con gli altri, in un libero scambio di idee, di convinzioni e di culture politiche che sempre di più farà sentire ad ognuno di essere non una sola cosa, ma più d’una insieme. Così si definirà la nostra nuova identità comune.
Decisiva risulterà la composizione dell’assemblea, che per svolgere in modo autorevole la sua “straordinaria” funzione costituente, dovrà essere realmente rappresentativa della grandezza del popolo del Partito democratico.
Dovrà raccogliere le grandi energie delle quali dispongono le due formazioni politiche, Ds e Margherita, che hanno avuto il merito e il coraggio di intraprendere questo percorso. E vorrei fosse riconosciuto l’impegno generoso di quei militanti delle forze politiche che già due anni fa contribuirono al successo delle primarie. A questi militanti deve andare il rispetto di tutti. Insieme dovrà raccogliere, l’assemblea costituente, le energie delle associazioni uliviste che in anni difficili hanno saputo tenere aperta una prospettiva che i più consideravano irrealistica. Allo stesso modo, dovrà rappresentare la vasta platea degli amministratori locali, eletti direttamente dai cittadini.
E soprattutto, l’assemblea dovrà riuscire a mettere in rete le migliori risorse delle quali è ricca la società italiana e che la politica non sa o spesso non vuole valorizzare: penso alle tante, straordinarie esperienze di innovazione che agiscono nei mondi del lavoro, della produzione e delle professioni, delle istituzioni, al grande serbatoio morale e civile del volontariato e dell’associazionismo sociale e culturale, al vasto patrimonio di competenze e di passione disseminato nelle scuole, nelle università, negli enti di ricerca.
E’ essenziale, ai fini del successo di questa nostra grande impresa comune, che ci impegniamo insieme a promuovere liste che in tutti i collegi rappresentino e valorizzino, anche con l’adeguata presenza nelle teste di lista, la molteplicità di apporti, politici, amministrativi, intellettuali, sociali e civili, alla costruzione del partito nuovo; favoriscano l’incontro tra le culture politiche e il rimescolamento delle appartenenze partitiche; trasformino radicalmente la composizione della classe dirigente italiana, oggi terribilmente invecchiata e quasi esclusivamente maschile, prevedendo, accanto alla quota obbligatoria del 50 per cento di donne, una consistente presenza giovanile.
E’ in questo spirito che nei prossimi giorni mi permetterò di indicare, a chi nelle diverse realtà regionali si sta organizzando per sostenere la mia candidatura, un’ampia rosa di centinaia di nomi di personalità che rappresentino le qualità migliori della società italiana. Personalità autorevoli, indipendenti, la cui presenza, per le loro competenze, per la loro esperienza, per il loro impegno nella vita quotidiana del Paese e per la passione civile che le anima, è di vitale importanza per il successo della vera e propria rivoluzione democratica che il Pd intende rappresentare. E’ questo, per me, un punto decisivo, pregiudiziale: non potrò infatti sottoscrivere l’apparentamento a liste che non rispecchino tali caratteristiche di pluralismo, di innovazione e di apertura.
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Penso anche che l’assemblea costituente dovrà esprimere la volontà del Partito democratico di aprirsi ad un più vasto orizzonte europeo e mondiale. Per questo, se sarò eletto, proporrò all’assemblea di chiedere a leader politici e ad intellettuali del campo riformista e democratico internazionale di portare alla costituente del Pd il contributo della loro esperienza e della loro riflessione, vissute e maturate in altri paesi d’Europa e del mondo.
Il successo del Partito democratico è strettamente legato anche alla qualità del processo di costruzione di nuovi gruppi dirigenti nelle diverse regioni. La decisione di accompagnare l’elezione dell’assemblea costituente e del segretario nazionale, con un analogo percorso costituente regionale, deve essere intesa come una precisa scelta di modello di partito: vogliamo un Pd al tempo stesso nazionale e federale. Un partito impegnato nella ricostruzione di robusti legami di solidarietà e di coesione nazionale e proprio per questo saldamente radicato nella pluralità e nella diversità dei contesti regionali e locali che da sempre contraddistinguono il nostro paese.
Sia nell’elaborazione degli statuti regionali, sia nella scelta dei nuovi dirigenti, penso quindi che si debba non solo rispettare, ma anzi valorizzare l’autonomia di ogni contesto regionale e locale, autonomia che peraltro ha già portato, fin dall’inizio, a diverse candidature nate come libera espressione della società civile. Di procedere in questo modo lo impone la coerenza con la scelta di far nascere il partito nuovo attraverso un percorso di ampia partecipazione dal basso. Va quindi contrastata anche la sola impressione che si intenda procedere alla scelta dei nuovi dirigenti attraverso pratiche di cooptazione, centralistiche e spartitorie.
Penso ci si debba piuttosto impegnare tutti perché dalle elezioni del 14 ottobre emerga, anche attraverso competizioni aperte alla partecipazione di più candidati, un gruppo di segretari regionali che veda la presenza di molte donne e, accanto a giovani dirigenti di partito, noti per il loro impegno a favore del Pd, l’apporto di energie nuove, provenienti dal mondo del lavoro, della cultura, delle professioni, delle istituzioni.
Un gruppo dirigente così rinnovato, sia a livello nazionale che nelle regioni, sarà tanto più necessario in vista del grande lavoro che ci aspetta, quello della costruzione di una identità comune, non solo sul terreno della proposta politica, ma anche sul piano della elaborazione culturale, come su quello delle forme organizzative.
Dovremo ad esempio ripensare, con i tempi che saranno necessari e valorizzando il prezioso patrimonio di esperienze di massa accumulato in decenni di storia politica democratica, il modo di essere di grandi eventi collettivi come le feste di partito, in modo da favorire, anche sul piano simbolico, la costruzione di una identità condivisa.
Dovremo fare tutto questo, dando vita ad un partito che sia grande per la partecipazione popolare che deve saper promuovere, ma lieve per la sua struttura e i suoi costi. Se è vero, come denunciavano nei giorni scorsi Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, citando una ricerca prodotta per la Camera dei Deputati, che il contribuente italiano paga per il finanziamento dei partiti molto di più degli altri contribuenti europei, dobbiamo dire con chiarezza che è giunto il momento di riportare la nostra spesa pubblica per il finanziamento dei partiti ai livelli del resto d’Europa.
Sono convinto che attraverso scelte chiare e coraggiose come queste, sapremo restituire credibilità alla politica e faremo crescere intorno a noi, interesse, fiducia e partecipazione.
Abbiamo visto tutti come il solo annuncio della concreta nascita del Partito democratico abbia messo in moto tante energie e abbia al tempo stesso messo in discussione gli attuali assetti politici. Nello stesso schieramento di centrodestra si sta facendo strada l’ipotesi di dar vita ad una nuova formazione, nell’evidente tentativo di far fronte in qualche modo alla grande novità rappresentata dal Pd.
Stiamo attenti a non sciupare tutto proprio ora, a non ricadere in vecchi vizi. Abbiamo una straordinaria occasione. Pensiamo prima di ogni altra cosa ai grandi obiettivi che ci uniscono, lavoriamo insieme alla costruzione del Partito democratico, per ridare speranza agli italiani, per fare il bene dell’Italia.
Walter Veltroni
Nessun commentoPena di morte?
Per non limitarsi al ristretto territorio del locale:
La storia
La sera del 14 agosto 1996, Mauriceo Brown uccise Michael La Hood, figlio di un ricco e famoso avvocato bianco. Kenneth, afro-americano, allora neanche ventenne, era alla guida dell’auto sulla quale assieme a lui viaggiavano Brown, Julius Steen e Dewayne Dillard. Insieme, in precedenza, avevano compiuto diverse rapine. Kenneth, però, quella sera non intendeva farne un’altra.
Sulla loro strada, da una macchina parcheggiata di lato, una donna, Mary Patrick, fece loro dei cenni e i quattro si fermarono. Solo Brown, però, scese dalla loro auto e inspiegabilmente, all’improvviso, sparò dei colpi
di pistola al compagno della donna, Michael La Hood, uccidendolo sul colpo. Kenneth e gli altri due rimasti con lui, oltre a non essere stati gli autori dell’omicidio, hanno sempre giurato di non sapere che Brown intendesse uccidere, né tanto più lo hanno aiutato a farlo. Nel processo che seguì, Brown ammise la sua colpevolezza, confessando di essere stato l’unico autore del delitto.
Ciononostante, anche Kenneth fu condannato a morte. Lo fece la Corte Federale d’Appello del Quinto Circuito che annullò la precedente sentenza di un giudice che aveva per lui escluso la pena capitale, in quanto Kenneth, affermò il giudice, “non aveva avuto l’intenzione di commettere il reato”. Tale sentenza è contraria sia ad un precedente pronunciamento della Corte Suprema degli Stai Uniti, che esclude la pena capitale per un imputato che non abbia materialmente compiuto un omicidio, sia alla texana Law of Parties, che impone all’Accusa di provare la presunta intenzione di più imputati di cospirare ad un omicidio. Brown fu messo a morte il 19 luglio 2006.
L’esecuzione di Kenneth, uomo innocente, è tragicamente fissata il 30 agosto 2007.
Scrivo la mia profonda preoccupazione in merito alla sentenza che ha condannato a morte il sig. Kenneth Foster, nonostante sia evidente la sua innocenza in quanto egli non è stato l’esecutore materiale del delitto, non ha aiutato il vero autore a compierlo, né sapeva del suo proposito omicida. Inoltre, secondo la Law of Parties, non è stata provata la sua presunta intenzione di aver cospirato al crimine con gli altri suoi complici.
Esorto ad intervenire affinché sia scongiurata tale crudele e disumana punizione.
Imploro affinché tale crudele e disumana sentenza non venga eseguita.
Con deferente rispetto
Rispettosamente
(Data e firma)
Testo in inglese – da inviare
Dear Governor, Excellencies
I am writing to express my deep concern over a ruling that sentenced to death Mr. Kenneth Foster, even though his innocence is unmistakable, as he was not the actual author of the crime, did not help the real executor to carry it out, nor he knew about his purpose to kill someone. Besides, according to the Law of Parties, Mr. Foster’s alleged intent of having conspired to the crime along with his accomplices was never proved.
I urge you to intervene on his behalf to prevent this cruel and inhuman punishment from being meted out against him.
I implore you to ensure that this cruel and inhuman sentence is not carried out.
Respectfully Yours
Texas Governor Rick Perry
Office of General Counsel
P.O. Box 12428
Austin, Texas 78711-2428
Fax: 001 512 4631849
Form/Modulo: www.governor.state.tx.us/contact#contactinfo
Texas Board of Pardons and Parole - Executive Clemency Section
8610 Shoal Creek Blvd
Austin, Texas 78757
Fax: 001 512 4638120
8 commentiReazioni dei media locali alla presentazione del 21/08
Ecco le reazioni dei media locali il giorno seguente la presentazione del 21 agosto.
Siete pregati di postare lamentele, complimenti, riflessioni, proposte di matrimonio e quant’altro nei commenti!
La Voce: scarica qui (pdf 527 kb)
Il resto del Carlino: scarica qui (pdf 219 kb)
Corriere Romagna: scarica qui (pdf 870 kb)
Segnaliamo anche un articolo su romagnaoggi.it, consultabile al seguente indirizzo e una breve intervista a TeleRomagna
Aggiornamento:
Segnalato anche un articolo pubblicato su Sesto Potere, lo trovate qui
Segnalato anche un articolo pubblicato su Casafc, lo trovate qui
3 commentiFausto Baldi
Avvocato dello Stato, nato nel 1948, risiede a Forlì, in via M. Buonarroti 42.
Ha sostenuto l’accusa in difesa dello Stato italiano in numerosi processi penali per fatti gravissimi ed in particolare per reati di terrorismo e delitti di strage. Tra questi, i processi relativi all’omicidio del magistrato Mario Amato ad opera di terroristi neofascisti ed all’omicidio del senatore Roberto Ruffilli, da parte delle B.R.; i processi riguardanti le stragi al treno Italicus ed alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, nonché i processi connessi, aventi ad oggetto comportamenti di “depistaggio”, ovvero condotte dolosamente poste in essere per trarre in inganno gli inquirenti al fine di assicurare l’impunità agli autori dei delitti di strage.
Si occupa soprattutto di questioni attinenti i beni culturali ed ambientali; tributi e responsabilità civile dei magistrati, materie nelle quali è autore di pubblicazioni ed ha svolto attività di docenza universitaria.
Contatti:
indirizzo e-mail: faustobaldi(chiocciola)tin.it
6 commentiSulla presentazione ufficiale di ieri
Stamattina, 21 agosto 2007, si è svolta presso il Muffaffé (Piazza XX settembre, Forlì) la presentazione ufficiale della lista Per Veltroni. Ambiente, diritti, lavoro e conoscenza” e del sito/blog www.latuastagione.it, suo principale strumento comunicativo e vera anima del progetto. Lo stile Optical anni Sessanta del locale, con i suoi pouf gonfiabili e le luci da discoteca ha celebrato perfettamente quella che vuole essere un’idea nuova del fare politica, che da oggi ha cessato di essere potenza e ha cominciato ufficialmente a concretizzarsi.
La lista propone un modo di fare politica libero dalla rigidità, dalla monotonia delle situazioni già viste-già sentite, che vuole ritrovare l’energia creativa, la volontà anche allegra di cambiare le cose, tutti insieme. Queste qualità si possono trovare nei giovani, nell’esperienza degli adulti e nella diversità feconda di alcuni soggetti spesso ignorati dalla politica (come i migranti) e soprattutto nella concertazione di tutte queste forze-pensiero per uno straordinario progetto comune.
La presentazione è stata veramente corale, tutti hanno contribuito a spiegare qualche sfaccettatura del progetto, disegnando con chiarezza gli obiettivi del Pd in generale e della lista nello specifico. I toni non sono stati né pedanti, né pesanti, ma quelli di una chiacchierata tra amici.
L’entusiasmo con cui gli aderenti alla lista avevano voglia di parlare ai giornalisti del loro progetto era evidente, e si esprimeva nel clima da inaugurazione gioiosa, nei sorrisi, nelle chiacchiere, nell’informalità estrema di ogni cosa, dalla disposizione delle sedie, all’aperitivo finale. E’ proprio questo entusiasmo speranzoso e collaborativo che deve restare a fondamento di questo percorso politico, e che può essere veramente il primo passo per il cambiamento.
S.A.
Incontro-dibattito sul PD a Portico di Romagna
Ieri, 20 agosto 2007 si è svolto nella Sala Iris Versari di Portico di Romagna (FC) un incontro-dibattito relativo alla costituzione del Partito Democratico. La partecipazione, se pensata proporzionalmente all’esigua popolazione del paesino, può essere considerata più che soddisfacente.
Hanno presentato i valori fondanti di questo grandioso progetto politico Thomas Casadei, Raoul Mosconi, presidente delle ACLI della provincia Forlì – Cesena e il sindaco di Portico Mirko Betti, con le loro specifiche prospettive che convergono però nell’unico orizzonte del Pd.
Il dibattito è stato vivace e stimolante: alcuni hanno espresso il proprio entusiasmo per la nascita di questo nuovo soggetto politico, che sembra essere finalmente la risposta a qualcosa di cui l’Italia ha bisogno almeno da un ventennio, alcuni hanno già messo in chiaro quali valori vogliono che siano alla base del loro partito democratico (istruzione, ambiente, giustizia sociale…), altri hanno sollevato preoccupazioni legittime sul processo complesso e sicuramente anche problematico che porterà a questo nuovo partito. La discussione, anche conflittuale, soprattutto in questa fase di costruzione, è altamente benefica per il Pd, che vuole nascere proprio dall’ascolto attivo delle esigenze di quelli che un giorno saranno i suoi sostenitori ed elettori. Una cosa è certa, la nascita del Partito Democratico non lascia indifferenti.
S.A
Giovanna Melandri per “La tua stagione”
Cari amici,
qualche giorno fa una mail mi ha segnalato l’apertura di questo blog, raccontandomi che tra Forlì e Cesena un gruppo di persone, tra cui molti giovani e alcuni giovanissimi, sta lavorando attivamente e creativamente per raccogliere l’occasione storica delle elezioni per l’assemblea costituente del prossimo 14 ottobre e provare a trasformare davvero il Partito Democratico che verrà in un laboratorio di “democrazia ad alta energia”, per usare una bella espressione tratta dall’ultimo libro di Roberto Unger.
Allora mi sono collegata a Internet e ho letto i nomi di molti dei protagonisti del movimento La tua stagione: ricercatori, insegnanti, musicisti, sindacalisti, “ambientalisti del sì”, rappresentanti del mondo delle associazioni, del volontariato, del terzo settore. Ci sono vecchi compagni di strada che conosco bene, come il gruppo locale dei Cento Passi. Ma ci sono soprattutto donne (molte) e uomini che credono che salire su questo treno sia un’opportunità imperdibile per innovare la politica del nostro Paese. Per giocare al rialzo, puntando su quattro carte fondamentali, che sono il cuore del programma politico di Walter Veltroni: il lavoro, i diritti civili, i saperi e le conoscenze, la tutela e la qualità dell’ambiente.
Queste istanze devono trovare spazio nell’assemblea costituente che getterà le fondamenta del Partito Democratico che verrà. Ed è da questa urgenza è nata l’idea di promuovere, su tutto il territorio nazionale, delle liste a sostegno della candidatura di Veltroni che portino, ben visibile, il segno dell’innovazione, il marchio di quella “nuova stagione” che anche voi evocate, in cui costruire con radicale convinzione riforme moderne, utili, coraggiose e, soprattutto, partecipate.
Le prossime settimane ci vedranno lavorare sodo per rendere questa opzione maggioritaria in vista del 14 ottobre. Voi siete tra i primi a partire e verrebbe davvero voglia di prendere una bicicletta e raggiungervi stamattina in piazza, per respirare l’ossigeno della vostra proposta di cambiamento.
Sono certa, però, che sarete in tanti. E sono certa che saprete coinvolgere il territorio, suscitando curiosità e catalizzando energie pulite.
Buon lavoro, allora.
Rimbocchiamoci le maniche e che la pedalata ci porti lontano.
Giovanna Melandri
Nessun commentoPiombo da esportazione 2
In risposta al post inviatoci ieri in giornata da Marilena, riceviamo e pubblichiamo il messaggio di questo nostro lettore.
Auspichiamo cosi il prosieguo, nei commenti, di una discussione che non si limita alla tematica politica del partito democratico, ma la ingloba fino a trascenderla.
Quale deve essere il ruolo dello stato, quale lo status della politica stessa? Riflessioni che devono essere base inprescindibile di ogni costruzione politica degna di questo nome e che, in quanto tali, meritano la nostra più attenta riflessione.
“Atteggiamento spontaneo, o concordato, rispondente ad una sostanziale convergenza o identità di interessi, idee, sentimenti; in senso più elevato, la coscienza viva e operante di appartenere a una comunità condividendone le necessità, in quanto si esprime in iniziative individuali o collettive di sostegno morale o materiale”.
Non sono un ragazzo di Calabria, ma la mia regione è altrettanto malata ed è ugualmente considerata terra di delinquenti, non a torto certo ma se ne fa sempre un unico fascio; sono nato a Napoli. Il primo gesto per mostrare solidarietà, così come è definita da un qualunque dizionario della lingua italiana, a mio parere, è evitare slogan come non siete soli per due motivi, almeno. Il primo è che non è vero, passato il santo passata la festa, ci dimentichiamo presto dei problemi che non ci riguardano da vicino e come sempre, basta che la polvere torni a coprire tutto per non parlarne più.
Sono tutti bravi a dire la loro quando c’è un atto di violenza così estrema, calcolata ed eclatante, e ci fa sentire tutti più buoni, improvvisamente, perché le piccole cattive azioni del nostro quotidiano non possono essere paragonate ad un omicidio così efferato.
Ritengo che questo sia un grosso errore. Nessuno può sentirsi con legittimazione completamente esterno a questo tipo di avvenimenti. Al sud, perché quel piccolo quotidiano è spesso fatto di atteggiamenti mafiosi; non c’è bisogno di gestire il traffico di cocaina, un giro di prostituzione o uccidere qualcuno perché il nostro comportamento non possa essere definito tale. A mio parere, anzi, basta il diffuso atteggiamento di cercare un modo per aggirare la legge, in qualunque forma, dalla villa ad Amalfi costruita abusivamente che finisce per crollare all’evasione fiscale che fa pagare sempre più tasse a chi già le pagava, pur non appartenendo ai ceti sociali più agiati e che mai si risolve.
E al nord perché si ragiona troppo spesso per luoghi comuni e si rifiuta l’apertura, a volte senza nemmeno mai esserci stati in questo sud dipinto come un inferno. Sono spesso a Milano e quando rivelo le mie origini, mi è capitato raramente di trovare qualcuno che mi esternasse di esserci stato e di aver apprezzato gli splendidi paesaggi; molto più spesso ti trovi a parlare con persone che a partire dalla famosa triade “pizza, sole e mandolino” ti chiedono con un umorismo per cui non trovo una definizione che non possa essere offensiva “ma almeno avete l’acqua corrente?”. Davvero molto simpatico.
Inoltre, siamo soli perché lo Stato non c’è e la sua è l’unica presenza che potrebbe cambiare qualcosa.
Ho trovato molto interessante un articolo di Giuseppe D’Avanzo pubblicato su
Nella lettera di Massimiliano Capalbo c’è una sola cosa che mi sento di contestare ed è la parte in cui dice che ci si preoccupa dell’immagine della Calabria solo in funzione dei potenziali turisti e non degli abitanti stessi. In sé la contestazione può essere giusta, ma in una regione come
Scrivo a voi, che credete in questo nascente partito democratico, e vi chiedo se ritenete che possa avere, in futuro e nelle giuste condizioni, il coraggio di agire finalmente, di lasciare la mafia senza appoggi, nuda; e oltre ciò che riguarda il sud, di risolvere i problemi che affliggono l’Italia, a partire dal proporre una legge sul conflitto d’interesse, ad esempio. Di lasciarci alle spalle insomma l’inazione ottimale.
Grazie per lo spazio concesso.
L.I.
4 commentiPresentazione ufficiale del progetto “La tua stagione”
Domani, martedì 21 agosto, a partire dalle ore 11.30 presso il Muffa Caffé di Forlì (adiacenze Tribunale) avverrà la presentazione ufficiale del progetto “La tua stagione”.
Il progetto locale ed il sito web tramite cui state leggendo questa notizia saranno inseriti all’interno del più vasto movimento nazionale di rinnovamento che è attualmente in costruzione.
Ovviamente la nostra pseudoconferenza stampa aspira ad essere un qualcosa di leggermente fuori dalle righe, in linea con il progetto di comunicazione e gli intenti che hanno fatto nascere l’iniziativa. Al fine di averne prova concreta vi invitiamo numerosi a partecipare, ricordandovi di giungere all’appuntamento, se possibile, utilizzando mezzi di trasporto non inquinanti o in alternativa i mezzi pubblici.