La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Rita Castellini

Farmacista, Meldola.

“Aderisco perchè confido in un reale rinnovamento della politica, per una vera partecipazione dei cittadini”.

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4 Commenti a "Rita Castellini"

  1. Marina Flamigni 30 settembre 2007 09:13

    cara Rita, benvenuta ne latuastagione! ….. con la tua adesione siamo arrivati a quota 100 “stagionali”!!!
    ci sentiamo presto. Marina

  2. Lorenzo Ciapetti 30 settembre 2007 10:51

    I figli del ’68 e la responsabilità dei “colleghi” più adulti

    Quello che sto per dire è forse un po’ scomodo. Ma le cose in questa fase conviene dirsele apertamente.
    Le recentissime polemiche sul mancato “cambio generazionale” del PD che vede incolpata proprio la lista nazionale “Ambiente, Innovazione , Lavoro” ed un tradimento delle aspettative degli “under 30” (si veda Il Sole 24 ore del 28 settembre, pag. 17) invocano una qualche presa di posizione.

    Partiamo da un dato: gli iscritti a questo blog hanno una età media di 43 anni (si, mi sono preso la briga di calcolarla), i candidati capolista alla convenzione nazionale di questa lista una età media di 55.

    Ebbene?

    La cosa, mi sembra, può segnalare due cose: un conferimento di mandato a persone che in virtù di età e curriculum hanno una esperienza maggiore o “la discesa” in campo di chi vede in questa stagione l’”ultima stagione” possibile per “contare”.

    Non voglio sembrare eccessivamente polemico, per cui dico subito, che se anche fosse (ammettiamolo per assurdo un momento, perché conoscendo alcuni candidati so che non è questo il caso) che prevalga la tesi dell’ultima stagione (o ultima spiaggia), non la stigmatizzerei più di tanto: questo paese ha talmente bisogno di “pensare nuovo” che un atteggiamento di questo tipo, se fosse soltanto di “difesa delle posizioni”, durerebbe al massimo due anni (rovinando parecchio l’esperienza del PD), ma aprendo poi decisamente le porte a nuove risorse.

    Se invece (come tutti ci auguriamo) è un atto di fiducia all’esperienza (che coincide con il dato anagrafico), allora ecco che si apre un aspetto di responsabilità sulla quale vale la pena riflettere un istante.

    Chiunque siederà sulle poltrone (o sedie?) delle convenzioni nazionali dovrà pensare con la testa di un quarantenne che guarda con attenzione anche ai problemi degli “under quaranta”. Dovrà essere un “rivoluzionario nel cuore e nella testa”, poiché avere quarant’anni oggi in Italia significa avere una aspettativa di vita di altri 40 anni di cui molti spesi a lavorare in assenza di una protezione pensionistica che invece molti “over 40” oggi hanno. Significa essere profondamente indignati ed arrabbiati per come vanno le cose nel nostro paese (e guardate che l’indignazione, come ricordava il sociologo Weber, è ciò che muove ogni tipo di politica: sbaglia chi vede nelle incazzature della “grillitudine” solo antipolitica!).
    Significa essere figli di generazioni che hanno avuto spazio per ogni tipo di lotta e polemica, ma mai uno spazio proprio per dissentire veramente. Ed in questo “il clima generale” della società è risultato molto ostile nell’ultimo decennio: diciamolo francamente, la polarizzazione destra sinistra (sempre più artificiosa) ha creato l’esigenza di “saldare i ranghi” da entrambe le parti a difesa del proprio campo politico.

    La responsabilità vera di chi sarò chiamato a creare il nuovo partito sta proprio in questo: “uscire” dal proprio campo e dall’esperienza della propria generazione per pensare al nuovo.
    E’ una responsabilità immensa. Perché significa farsi portavoce di sensazioni, indignazioni, stati d’animo che possono anche essere lontano dalla propria anagrafe. Mi auguro che ciascun candidato di questa lista ci abbia riflettuto abbastanza (e mi auguro che sia una riflessione che anche i vertici nazionali stiano facendo).

    Pensare al nuovo non significa limitarsi a conoscere ed utilizzare, blog, internet e le relative potenzialità (conosco personalmente una persona di 92 anni che lavora quotidianamente al PC). Significa lasciare spazio affinché le persone dotate di idee ed entusiasmo e voglia di sbagliare utilizzino quelle tecnologie per cambiare fisionomia ai servizi pubblici, al modo di innovare un prodotto, al modo di concepire la città, al modo di creare intrattenimento e cultura.

    In una parola occorre creatività. E c’è bisogno della responsabilità di chi siederà su quelle sedie (o poltrone?) per aprire lo spazio ad una comunità creativa che abbia profondo rispetto di valori e tradizioni, ma sia anche aperta in modo viscerale al cambiamento.

    Peraltro segnalo tra le righe che il nostro territorio è stato scelto da un team di ricercatori economici internazionali per diventare un laboratorio della creatività nello sviluppo economico. Perché in questo territorio ci sono tutti gli ingredienti per un salto qualitativo verso una “democrazia creativa”.

    Ripeto, la responsabilità di queste scelte spetta a voi signore e signori candidati.

    Unire musica e politica è un segnale di sensibilità. Perché non aprire anche al cinema ad esempio con film su temi “scottanti” ed invitare alcuni promettenti registi di questo territorio?

    Perché non aprire un laboratorio (vero) di idee creative di come vorremmo che fosse questo territorio nei prossimi 10 anni (ad esempio con wi-fi nelle piazze? Ma con che costi e benefici?). Perch non coinvolgere gli studenti di architettura per “disegnare” un territorio possibile di qui a 10 anni? Perché non coinvolgere gli studenti di economia per “ipotizzare” una economia solidale e territoriale di qui a 10 anni?

    Perché non si apre una “bacheca dei sogni” su questo blog: cosa sogniamo per noi, i nostri figli in termini di servizi ed intrattenimento nel nostro territorio?

    Cosa c’entra questo con la sicurezza di un reddito e delle pensioni. Poco all’apparenza, ma deve servire ad aprire opportunità, voglia di pensare e voglia di proporre.

    Non possiamo pensare che fare sviluppo sia soltanto gestire i problemi!

    Roba da romantici sognatori? Può darsi. Ma abbiamo un sogno e sta ai nostri “colleghi” più adulti far si che si avveri.

  3. Thomas Casadei 30 settembre 2007 16:09

    sempre molto stimolante e assai profonde le analisi di Lorenzo! mi ripropongo di tornarci su a breve.

    Solo un invito: considerato l’aspetto *corale* del progetto, credo sia utile calcolare la media delle età dei candidati delle liste (quel che abbiamo fatto nella fase di preparazione e prima di ufficializzarle): credo possa essere interessante anche questo. per noi il capolista è solo un’espressione del progetto, non l’unica. e, come spiegheremo a breve, gli eventuali eletti avranno un mandato specifico e un costante raccordo con tutti gli aderenti al progetto.

  4. patrizia barducci 1 ottobre 2007 13:01

    Carissimi,
    interessante quello che dice Lorenzo,condivisibili le analisi,c’è bisogno di pensare con i piedi posati per terra,e con il cuore e la mente ad una spanna da terra…
    occorre in questo primo periodo munirsi di occhi strabici,e di indossare i mocassini dell’altro(guardare da prospettive diverse)e poi lasciatemelo dire,occorre cambiare modo e modi di fare politica.
    primo via i politici dai salotti televeisivi,(un nin s’po piò)secondo quando ci si incontra per parlare di problemi,diamo prima la parola alla gente.
    l’altra sera per es.sul tema Se potessi avere mille euro al mese…cosa abbiamo portato a casa?personalmente una frustrazione incredibile,io mi sarei voluta alzare quando liviana zanetti ha chiesto se c’erano domande da fare…per dire “io prendo dopo 30 e passa anni di lavoro nella scuola dell’infanzia 1550 euro al mese, faccio fatica insieme alla pensione di mio marito ,con due figli che studiano ancora ad arrivare alla fine del mese,dico e come possono coloro che lavorano con stipendi che non arrivano a 1000 euro,a vivere dignitosamente?
    signori miei,andiamo al sodo,concretizziamo obiettivi,
    altrimenti sono solo parole al vento rubate.
    patrizia

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