La musica è benessere, è qualità della vita, è socializzazione, è arte, è piacere
Iniziamo con questo una serie di dibattiti e proposte interne al nostro progetto. Speriamo possano riguardarvi, interessarvi, portarvi a intervenire e a proporre altre discussioni…
Parla Luca Medri (musicista e fondatore dei KhoraKhané, presidente di Cosascuola scuola di musica moderna a Forlì, direttore Artistico del Circolo “Madamadoré” di Forlì e Promotore di numerose iniziative musicali):
«Spesso, troppo spesso dimentichiamo le nostre radici e le nostre tradizioni. Succede con il cibo, con i mestieri, con gli usi e le consuetudini e succede con le arti, ma quando poi si passa dall’occasionalità alla ricorrenza occorre preoccuparsi perché il rischio è fare tabula rasa col passato e dimenticarsi chi siamo. Questa doverosa premessa, per ricordare a tutti che l’Italia è stata la patria della musica e del bel canto nel mondo, ed oggi si può a buon diritto definire come il fanalino di coda mondiale in merito a tutto ciò che concerne il “settore musicale”: scuole pubbliche, scuole private, qualità di servizi, promozione culturale, contributi, aggregazione giovanile ecc ecc!
Quindi, partiamo da una doppia considerazione, che è sempre importante ribadire. L’Italia è uno dei paesi europei, e quindi del mondo, con una considerevole tradizione musicale, ma è anche uno dei paesi a più alto tasso di analfabetismo musicale. La musica, pur essendo parte integrante della nostra storia e della nostra identità nazionale è infatti poco conosciuta e anche poco praticata.
L’esperienza di COSASCUOLA (scuola di musica moderna) in questi anni, ha evidenziato coi fatti (5 sedi territoriali con oltre 350 iscritti) che esiste una grande domanda nel settore musicale ma anche un grosso disagio sociale giovanile: non esistono spazi dedicati ai giovani per fare musica ed aggregazione, non esiste una legislazione locale e nazionale che tuteli la musica ed il fare musica, esistono solo doveri, come tra gli altri i limiti assurdi di tollerabilità acustico-ambientale che riducono a dei cimiteri interi quartieri dove la musica potrebbe essere il vero collante tra migranti e residenti, e più in generale tra i giovani, ma non esistono diritti per nessuno in ambito musicale, nemmeno per chi come me ed i miei collaboratori investe su un settore che ha grandi possibilità di portare benessere diffuso, qualità della vita, socializzazione ed aggregazione giovanile.
Per questo quando parlo di un “Diritto alla Musica” intendo un’esigenza di promozione, di formazione e di diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti: e parlo sia di capacità di ascolto e di fruizione, che della acquisizione delle varie capacità espressive. A Forlì inoltre va altresì operato un riequilibrio nell’uso delle risorse esistenti e future che tenga conto delle condizioni di precarietà in cui versa larga parte del settore musicale locale!
A livello Nazionale e dunque più in generale si pone altresì il problema di favorire nuove opportunità di lavoro qualificato, costruendo un quadro normativo che garantisca i diritti e le tutele dei musicisti. Vanno tenuti nella dovuta considerazione i profondi mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie che stanno cambiando i processi produttivi, di archiviazione, di distribuzione e fruizione delle opere, creando nuove incognite ma anche gigantesche opportunità perché si allarghi lo spazio di accessibilità a tutte le musiche, così come di sperimentazione delle più varie forme creative.
Per tutte queste premesse ho deciso di “uscire fuori e portar voce”, e di mettermi a disposizione poiché intendo promuovere un’iniziativa perché il “Diritto alla Musica” si attui, a livello locale e a livello nazionale, anticipando alcuni punti per noi di Cosascuola, qualificanti di una legge che vogliamo contribuire a promuovere.
Deve essere messa in atto una politica degli spazi attenta ai territori e alle relative strutture. Deve essere realizzato un impianto culturale polivalente in ogni quartiere delle città, e in aree intercomunali.
Occorre portare la musica nelle scuole a partire da quelle dell’infanzia. Esistono esperienze positive sulle quali riflettere. Stipulare convenzioni con enti, associazioni, strutture che hanno già messo e che possono ancora di più mettere a disposizione volontà e capacità per realizzare ciò che ho sopra enunciato e che rappresentano obbiettivi da perseguire».
E’ con queste premesse che domenica 7 ottobre Luca Medri, candidato nella lista del nascente Partito Democratico nel Collegio di Bertinoro–Savignano – “Con Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro”, sarà a Roma all’Auditorium Parco della musica.
Un’intera giornata di incontri, confronti ed eventi che animeranno l’Auditorium di Roma per promuovere un’adeguata normativa. Una legge nazionale sulla musica manca nel nostro Paese da oltre 40 anni determinando un vuoto ormai da più parti sentito come intollerabile. Per contribuire al disegno e all’approvazione della nuova legge il Coordinamento Diritto alla Musica – formato da operatori, artisti e personalità del settore, che hanno trovato riferimento nella Commissione Consiliare Cultura del Comune di Roma – è stato elaborato un Manifesto in nove punti, nel quale si ripercorrono le aspettative del settore in materia di promozione, formazione scolastica e professionale, diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti, nonché dell’adeguato rispetto di quanti vi operano. Per il sostegno di queste esigenze, condivise da cittadini di ogni età e condizione, è nata la prima, gioiosa Festa Nazionale del Diritto alla Musica.
Tra gli obiettivi di Medri – che ha aderito al progetto della lista insieme a numerosi altri musicisti e docenti di musica del territorio forlivese (Stefano Orioli, Massimo Lenzi, Yuri Ciccarese, Barbara Landi, Giordano Giannarelli, Wilmer Massa, Fabrizio Sirotti) – c’è anche la reiterazione della lodevole iniziativa romana anche su Forlì, ma «occorre che tutti i musicisti, e le persone sensibili alle tematiche aggregativo-musicali di cui sopra aderiscano al comitato da noi fondato, perché vogliamo dare un forte segno e vogliamo contare di più come categoria e come cittadini, lavoratori e promotori culturali e sociali che svolgono un ruolo determinante per la collettività migliorando la percezione collettiva dei servizi comunali, spesso troppo approssimativi su queste argomentazioni».
Per aderire al manifesto locale al diritto sulla Musica e per aderire al Comitato Promotore vai su: http://www.cosascuola.it
Scarica qui l’intervento completo
Prof. Luca Medri
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[...] del mondo dell’arte e della musica segnaliamo l’iniziativa proposta da Luca Medri: qui View blog [...]
CON UNO SGUARDO AL FUTURO E AI NODI DIFFICILI DEL PRESENTE POSTO QUESTA COMUNICAZIONE CHE RICEVO DALL’OSSERVATORIO DELLA RICERCA E DALLA RETE DEI RICERCATORI PRECARI
Osservatorio sulla Ricerca
In primo piano
* (29 settembre 2008) Si terrà domani 30 settembre a Roma, al Bioparco, Largo Vittorio Gassman la manifestazione “in bilico, la Cultura scelta strategica per una società in trasformazione”. La manifestazione è organizzata dal Coordinamento Emergenza Cultura, nato il 28 marzo scorso, che riunisce associazioni e singoli che operano nell’ambito della cultura in tutte le sue articolazioni. Alla manifestazione parteciperà anche Rino Falcone, portavoce dell’Osservatorio sulla Ricerca. Riteniamo particolarmente rilevante e proficuo portare a confronto i differenti e spesso poco comunicanti ambiti in cui si costruisce la cultura del Paese (Cinema, Enti di Ricerca, Giornalismo, Istituti di Cultura, Musica, Teatro, Università ecc.). Si tratta sia di valutare le difficoltà di settori che, pur potenzialmente di enorme utilità per la società, vengono sempre più marginalizzati e definanziati da politiche poco lungimiranti, sia di comprendere le sinergie e le interazioni che possano rappresentare aperture culturali originali e inespresse. Con la convinzione che la cultura, in tutte le sue espressioni, sia un bene in sé per la crescita dei cittadini e sia al contempo una risorsa irrinunciabile per la crescita economica e sociale del Paese.
PD Forlì, “La politica culturale fra pubblico e privato”, una tavola rotonda
(Sesto Potere) - Forlì - 28 febbraio 2009 -Un tema accompagna costantemente le riflessioni riguardanti la cultura: si tratta del possibile rapporto fra pubblico e privato.
Al fondo di ciò vi è certamente un’esigenza corretta, che nasce dalla necessità di costruire maggiori opportunità di integrazione fra il sistema delle istituzioni pubbliche e la società civile, intesa nel suo complesso.
” Troppo spesso però - si legge in una nota del Pd di Forlì - questa esigenza si traduce nell’erronea convinzione che la funzione pubblica in ambito culturale possa essere surrogata in grande misura dalla messa in gioco di interessi economici di natura privatistica, e ciò come se non fosse ormai acquisito che in una società come la nostra l’iniziativa del delle imprese si rivolge prioritariamente ai settori più dotati di redditività. Dunque appare del tutto improbabile che una logica imprenditoriale possa essere applicata con successo in modo meccanico alla gestione dei beni e delle attività culturali, cioè un settore caratterizzato generalmente proprio da un “mercato” limitato e da una redditività contenuta. Altra cosa naturalmente è la funzione del privato nell’indotto che fa da cornice all’attività culturale (turismo, ricettività, ristorazione, servizi aggiuntivi, ecc.), funzione alla quale si confanno molto di più la vocazione e l’iniziativa imprenditoriali. Altra cosa ancora è la gestione di servizi tecnici in senso stretto (pulizie, manutenzione, vigilanza, organizzazione, ecc.) per i quali la presenza del privato può, forse, tradursi in maggiore efficienza, anche se raramente in minori costi. Altra cosa infine sono gli investimenti privati derivanti da una specifica e riconosciuta vocazione istituzionale”.
In questo quadro dunque vi è innanzitutto la necessità di comprendere quali sono i soggetti che possono rappresentare il vero partenariato delle istituzioni pubbliche nel conseguire, integrando le diverse energie, l’obiettivo di uno sviluppo e di un consolidamento della cultura nella città e nel territorio, finalizzato sia al miglioramento della qualità della vita che alla valorizzazione del patrimonio culturale.
“Ma condizione per la realizzazione equilibrata di questo processo di integrazione è che le responsabilità siano definite, che le funzioni rispettino i ruoli originari, che il sistema delle relazioni sia fondato non su processi di indebita surroga, ma sul concorso sinergico fra le specifiche vocazioni, le quali vanno enfatizzate e non confuse”: si legge nel comunicatio del Pd.
Su questi argomenti si confronteranno lunedì 2 marzo, alle 20,45, alla sala Garzanti, in una tavola rotonda/dibattito promossa dal Partito Democratico forlivese, Pier Giuseppe Dolcini, presidente della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Balzani, Preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna e candidato sindaco del PD, Paolo Poponessi, presidente del Tavolo della Cultura di Forlì, e Carlo Giunchi, coordinatore dell’Area territoriale Cultura del PD di Forlì.
Introdurrà il segretario territoriale del PD Alessandro Castagnoli e coordinerà il dibattito Lara Mengozzi, coordinatrice dell’Area cultura, turismo e sport del PD forlivese.
DEVELAGO: UNA VIA PERCORRIBILE.
Martedì 24 febbraio si è svolta nella sala del Consiglio del Comune di Forlimpopoli una giornata sull’interessante esperienza di Develago (Treviso) un Centro di Riciclaggio all’avanguardia.
Presenti all’incontro molti sindaci del comprensorio forlivese, rappresentanti di ATO, Sogliano Ambiente, e l’Ass. all’ambiente del Comune di Forlì.
Il tema dell’incontro era esaminare in dettaglio la possibilità di realizzare anche nel nostro territorio un impianto di questo genere.
L’impianto di Develago serve un bacino di utenti di circa un 1.200.000 persone e la sua punta di diamante è il riciclaggio della plastica. Con le normali procedure di lavorazione della plastica proveniente dalla raccolta differenziata, solo il 52% diventa materia prima utile per la trasformazione. A Develago si ha il massimo dell’ottimizzazione che porta ad una percentuale di riutilizzo di questa materia fino al 98,2%, ciò si riflette direttamente sui costi principalmente per due motivi. Il primo è che ovviamente si ha più plastica da vendere sul mercato, il secondo è perché si dimezzano i costi di smaltimento della frazione non recuperabile che inevitabilmente dovrebbe essere indirizzata in discarica o all’inceneritore. Con HERA lo smaltimento costa 105,44 euro/t
I responsabili del centro di Develago, proprietario ed ingegnere capo, hanno più volte sottolineato che il centro di riciclaggio funziona benissimo solo perché in provincia di Treviso si parte da un ottimo materiale differenziato proveniente da una raccolta Porta a Porta, più o meno spinta.
E’ evidente che nella provincia di Forlì il 70% di RD di Forlimpopoli e il 40% del Comune di Forlì, che, se scremato degli assimilati, (rifiuti differenziati provenienti dalle aziende) si riduce ad un misero 20%, non sono sufficienti per il funzionamento di un tale impianto, perciò è assolutamente necessario che sia Forlì che Cesena si orientino verso una RD porta a porta. In effetti, se consideriamo il bacino di utenti servito da Develago, un siffatto impianto sarebbe sufficiente per l’intera Romagna !!
Attualmente tale esperienza è stata esportata in diverse città e regioni, spesso e volentieri con finanziamenti regionali. Per es. è stato realizzato un impianto a Colleferro (Roma), Olbia, Caltagirone, ed altri a breve saranno realizzati. L’impianto originario all’epoca costò 5,5 milioni di euro ma attualmente i costi sarebbero minori poiché grazie all’esperienza sono state fatte diverse ottimizzazioni.
La domanda è spontanea, perché non realizzare un tale centro di riciclaggio anche in Romagna?
Di primo acchito si potrebbe dire perché da noi c’è HERA che segue una politica diversa, quella dell’incenerimento. Può essere una risposta sensata, ma poiché questa è una multi utility a maggioranza pubblica si evince che il tutto dipende dalla volontà politica di governance.
Riusciranno, o vorranno, i nuovi sindaci di Forlì e Cesena a cambiare rotta?
E’ ovvio poi, che se HERA non ci vorrà sentire ci si potrà sempre coordinare con imprenditori autonomi come quelli di Develago.
DI SEGUITO VI FORNISCO I DATI SUI RICAVI DERIVANTI DALLA VENDITA DEI MATERIALI PROVENIENTI DALLA RD DI FORLIMPOPOLI:
Carta t 845×37,05 Euro 31.307.25
Vetro t 409×32,00 Euro 13.088,00
Plastica t 284×187,15 Euro 53.150,60
Ferro t 55×74,05 Euro 4.072,75
Legno t 70×2,90 Euro 203,00
TOTALE Euro 101,821,00
Vi faccio notare che i prezzi indicati sono suscettibili delle fluttuazioni di mercato, e che fra i vari materiali il più remunerativo è la plastica. Ora se ad operare la rivendita fosse Develago che ha ottimizzato il riciclo fino al 98,2% il ricavo della plastica forlimpopolese potrebbe essere all’incirca raddoppiato.
Collinelli Andrea
Assemblea Territoriale PD, Forlì.
Siamo a marzo ed è il momento crucciale per il PaP a Forlì. Infatti a marzo di quest’anno vi sarà IL NUOVO AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI ad HERA per il prossimo triennio: a che punto siamo? Questo lo chiedo a chi è impegnato a Forlì per l’ambiente, in quanto non si può IN NESSUN MODO dichiararsi AMBIENTALISTI e prescindere dall RACCOLTA PORTA A PORTA, che diversi quartieri di Forli hanno dichiarato di voler fare.
Voglio sperare che gli Ecodem di Forlì, cui appartengo e che l’hanno inserita nel proprio programma,sia tutti COLORO soprattutto quelli che hanno cariche istituzionale, si facciano promotori di questo in CONSIGLIO COMUNALE e che (cito e copio testualmente le tue parole, che trovo PERFETTE!!!!)che,” in piena recessione economica e perdita di posti di lavoro, la politica deve “IMPORRE” ad HERA la realizzazione di impianti di “riciclaggio” e “recupero” dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata nel nostro territorio romagnolo assicurando decine e decine di nuovi posti di lavoro.”
E’ chiaro che alla prossima riunione questo dovrà essere uno dei punti di discussione all’ordine del giorno e se non lo fosse mi premunirò personalmente di portarlo, perchè è veramente essenziale sbloccare la situazione e smettere di permettere a HERA di fare quello che vuole e che è utile solo a lei, vista l’enorme distanza che ha frattosto fra i SUOI INTERESSI LOBBISTICI - I CTTADINI - GLI INTERESSI ECONOMICI DEI CITTADINI, CIOè DELLO STATO- cosa estremamente grave
in un momento di grande recessione economica.E’ il momento in cui bisogna schierarsi senza indugio guardando al futuro e ai bisogni del pianeta e dei suoi abitanti e travalicare gli interessi …..DEL PROPRIO ORTICELLO, sia esso una Lobby, un partito o ,peggio ancora, una corrente di Partito.Sono cose di cui si deve parlare con onesta intellettuale e di cuore e non dubito che chi potrà farà del suo meglio! Se non lo farà ne chiederemo conto.
L’importante E’ AVVIARE ED ESTENDERE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SUL TERRITORIO FORLIVESE IN MODO DA NON VANIFICARE GLI SFORZI FIN QUI FATTI
Paola Centofanti
L’EDITORIALE
Il Times dalla parte di Repubblica
“Berlusconi vuole intimidire il dissenso”
ROMA - Il Times di Londra dedica oggi un editoriale non firmato, come è tradizione della stampa anglosassone quando l’articolo riflette l’opinione della direzione del giornale, sulla questione delle dieci domande poste da “Repubblica” a Silvio Berlusconi.
L’editoriale del giornale, di cui è proprietario Rupert Murdoch, è intitolato “Public Duty and Private Vendetta” (Dovere pubblico e vendetta privata”), con questo sommario: “L’attacco di Silvio Berlusconi contro un giornale italiano è una campagna per intimidire il dissenso”. Ecco il testo dell’editoriale:
“Silvio Berlusconi, il primo ministro italiano, si lamenta di essere vittima di una diffamazione. Egli ha attaccato la Repubblica dopo che il giornale lo ha sfidato a spiegare la sua relazione con un’aspirante modella di 18 anni, Noemi Letizia, che si rivolge a lui chiamandolo ‘Papi’. Secondo il signor Berlusconi, questo è un complotto della sinistra per minare la sua autorità. La lamentela del signor Berlusconi è sfrontatamente insensata. Egli ha invitato a deriderlo promuovendo come candidati per le elezioni europee delle giovani donne il cui glamour personale supera la conoscenza politica. Questa ultima impresa ha spinto sua moglie, che soffre da lungo tempo, a chiedere il divorzio.
Le domande poste da la Repubblica - sul coinvolgimento del signor Berlusconi nella selezione delle candidate, e sul fatto se egli abbia promesso di aiutare la signorina Letizia a perseguire una carriera in politica o nello spettacolo - non sono intrusioni nella vita privata. Esse si collegano al ruolo pubblico del signor Berlusconi come uomo politico e come magnate dei media. I contorti affari politici del signor Berlusconi sono ulteriormente confusi dal suo dominio dei media. Egli controlla tre canali televisivi nazionali.
La sua campagna contro la Repubblica sembra un sinistro tentativo di intimidire il dissenso per proteggere una reputazione privata. E’ particolarmente di cattivo gusto che egli abbia usato la propria posizione nei media per criticare la propria moglie, insinuando che ella è mentalmente instabile. Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i media come feudi. Il signor Berlusconi ha apparentemente scarsa comprensione delle divisioni tra interesse privato e dovere pubblico. Il giornale che lo critica sta facendo un’opera di pubblico servizio per una popolazione malamente governata”.