La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Prolegomena ad un nuovo partito: sulla struttura leggera.

Leggendo gli interventi dei giorni scorsi, i desideri espressi riguardanti la struttura che si vorrebbe avesse il nuovo Partito Democratico, non posso mancare anche io nello spendere qualche parola a riguardo. Lo faccio attraverso questo intervento diretto al tempo stesso ai dirigenti locali del nascituro partito, a tutti coloro che si sono impegnati nel progetto Latuastagione e a tutti i semplici lettori.

Che un organismo di questo tipo abbia bisogno di un certo livello organizzativo mi pare indubbio. Fuori discussione. Purtroppo sono anche risaputi i danni e i difetti fondativi che in tale modello sono insiti. La mia proposta mira dunque ad affiancare a questa struttura classica una struttura di nuovo tipo, concepita espressamente per correggere alcune di queste evidenti distorsioni.

In breve quello che vorrei proporre è un’estensione e un completamento di quanto era alla base del progetto di comunicazione studiato per Latuastagione.it, con nuove finalità, nuovi mezzi e differenti obiettivi.

In pratica si tratterebbe per me di sostituire gli attuali siti web vetrina dei partiti che stanno dando vita a questa nuova istanza per sostituirli non con nuovi siti identici ai precedenti, pur sotto diverse sembianze, ma con un supporto modulare provinciale di nuova concezione.

Si tratterebbe quindi di concepire e realizzare uno spazio non più dedicato meramente a trasmettere i messaggi provenienti dall’alto, ma di rendere orizzontale la produzione dei contenuti, di rendere partecipi i cittadini, di rendere conto in tempo reale delle decisioni che vengono prese e del perché esse vengono prese.

In breve il progetto si organizzerebbe a grandi linee nel seguente modo:

  • Elaborazione di un sito internet unico provinciale per il Partito Democratico. Solamente all’interno di esso esisterà una sottodifferenziazione geografica tra zona Cesenate e zona Forlivese. Tuttavia le due saranno sottosezioni di un sito che si vuole necessariamente unitario e parlerà con tale voce.
  • Il sito internet avrà due differenti modalità di partecipazione, da un lato la possibilità per tutti i cittadini di leggere e commentare tutto quanto pubblicato, dall’altra la responsabilità per tutti gli aventi funzione del nuovo partito di rispondere e di produrre contenuti da pubblicare con estrema regolarità.
  • Il sito internet si dovrebbe avvalere di software libero e gratuito, lasciando ampi spazi alla discussione e alla partecipazione collettiva sollecitandola allo stesso tempo grazie all’utilizzo di nuovi servizi di networking sociale (strutture Wiki, Twitter, reperibilità tramite feed rss e newsletter eccetera)
  • Prima che il progetto venga messo in linea tutti gli aventi funzione del nuovo partito dovrebbero seguire un ciclo di interventi organizzato per permettere loro di familiarizzare con il nuovo strumento e comprenderne pregi e difficoltà, essi inoltre dovrebbero periodicamente seguire aggiornamenti e corsi che possano loro spiegare le potenzialità e i metodi d’uso sempre nuovi di queste nuove tecnologie di partecipazione, in maniera tale da renderle maggiormente produttive e realmente utilizzate.
  • L’intero sistema sarebbe tecnicamente gestibile da una, due persone con compiti che dovrebbero essere sia tecnici che di gestione dei contenuti
  • Tutti i singoli referenti dovrebbero essere contattabili direttamente dai lettori e dovrebbero avere l’obbligo di rispondere ad essi. Il ruolo politico non consiste solo nel prendere decisioni, ma nel fornire spiegazioni ai propri elettori, nel fornire motivazioni sul perché le decisioni prese siano quelle maggiormente utili per la comunità.
  • L’intero progetto dovrebbe da subito mostrare apertura verso il pubblico, permettendo facilmente l’invio e la pubblicazione di materiale da parte di terzi per la discussione collettiva.
  • Il progetto dovrebbe al contempo caratterizzarsi come luogo all’interno del quale poter trovare tutto il materiale prodotto nell’ambito della politica locale, sia dai funzionari che dai lettori e commentatori. Questo aprirebbe la strada ad una riflessione continua sulle decisioni prese e su quelle a venire.
  • Il tutto non si vuole sostitutivo rispetto alla classica modalità di associazionismo politico, ma complementare. Come dicevo in precedenza questa presenza del pubblico all’interno della stanza dei bottoni, dovrebbe permettere di correggere i difetti principali del classico sistema di associazionismo attualmente alla base dell’agire politico, mantenendone al contempo i notevoli pregi.

Il finanziamento di un progetto di questo tipo sarebbe coperto tramite riconversione dei finanziamenti stanziati per gli attuali siti web e tramite un passaggio generalizzato del nuovo partito al software libero, più sicuro rispetto al classico software a pagamento, più aggiornato e funzionale oltre che eticamente più idoneo ad una struttura che persegue determinate finalità sociali e innovative.

Inoltre questo si vuole come progetto pilota, applicabile in ogni provincia italiana a costi relativamente bassi per ridistribuire sui singoli cittadini e sui singoli funzionari l’onere e l’onore della Cosa Pubblica. Ogni organizzazione provinciale disporrebbe di un numero limitato di voti che sommati tra loro andrebbero ad eleggere i rappresentanti prima regionali e poi nazionali. Si garantirebbe cosi, anche ai livelli superiori, un reale controllo orizzontale e una reale democrazia interna rappresentativa.

Un reale studio di fattibilità di tutto questo avrebbe un costo estremamente limitato. Esso si potrebbe organizzare in contemporanea con una giornata culturale dedicata alla politica e ai nuovi media, facendo intervenire anche alcuni tra i maggiori esperti italiani operanti nell’ambito della tecnologia al servizio della politica. Il tutto probabilmente comporterebbe un massimo di circa 500-1000 euro di spesa per il primo passo e una cifra non troppo dissimile per la progettazione teorica del tutto. In seguito resterebbero le spese per l’effettiva messa in pratica di quanto ipotizzato.

Si tratta, ovviamente, di un abbozzo di progetto. Mi farebbe estremo piacere al momento sentire il parere di più persone possibile, i loro commenti, i loro dubbi, le loro critiche.

Mi farebbe inoltre piacere poter avere una presa di posizione diretta dei candidati delle varie liste alle primarie e degli attuali dirigenti politici locali.

Che posizione prendere quando l’innovazione bussa alla porta?

Simone Morgagni

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21 Commenti a "Prolegomena ad un nuovo partito: sulla struttura leggera."

  1. maria maltoni 9 ottobre 2007 12:43

    Mi piace molto questa proposta, che credo dovrebbe essere presa in seria considerazione dai futuri dirigenti del PD. Credo, l’ho detto in altre occasioni, nella dmocrazia telamatica, anche se non sostituisce in toto l’uso di altri strumenti. Tra l’altro, strumenti come brevi sondaggi d’opinione, potrebbero rivelarsi particolarmente interessanti e forse darebbero esiti diversi da quelli delle riunioni, in quanto a risultati ! In ogni caso sarebbero un ulteriore ed utile supporto alla discussione di persona. Mi piacerebbe che il sito fosse anche un momento di approfondimento su tematiche particolari. Faccio un esempio, l’incontro di ieri sera in videoconferenza con la ministra Melandri, ha aperto un interessante e significativo dibattito sul tema delle modalità per favorire la partecipazione delle donne alla vita politica ed istituzionale. Confronto al quale, ed è molto positivo, hanno partecipato non solo amiche e compagne, ma anche molti uomini, e che ha visto interventi fuori dagli schemi soliti e che denotavano grande voglia di confrontarsi veramente. Credo che questo potrebbe essere un tema significativo sul quale aprire un dibattito dopo il 14, e quale strumento migliore di quello che Simone ha proposto ?

  2. Simone Morgagni 10 ottobre 2007 11:04

    Meglio quando non si capisce qualche parola, cosi resta la curiosità di cercarla faticando poi a scordarla! Ed ho usato solo quella di difficile in tutto l’intervento…

    Comunque sia, i prolegomena sono le dichiarazioni preliminari, poste di solito all’inizio di un’opera e all’interno delle quali si spiegano i criteri, le nozioni e i principi ritenuti indispensabili per quanto si andrà poi a trattare.

    L’intervento mirava appunto a questo. Poi un giorno mi riservo anche di redigere i paralipomeni al tutto, se quanto scritto verrà apprezzato da una cerchia di persone abbastanza ampia da renderlo fattibile.

    Per il momento grazie mille per i suggerimenti, vedremo cosa sapremo e cosa ci verrà permesso di fare…

  3. Stefania Collini 10 ottobre 2007 11:05

    Simone la tua proposta è affascinante e allo stesso tempo mi pare davvero praticabile, basta volerlo. Una forma di democrazia on line , da trasferire poi nella concretezza così come suggerisci, con strutture organizzative di partito nuovo leggere , ma assolutamente capaci di percepire , recepire e ascoltare i bisogni veri e gli interessi veri delle persone. Pareti di vetro, trasparenti nelle future stanze dei bottoni, ma ascolto vero di ciò che la base pensa e poi sintesi e decisioni. Perchè alla fine bisogna scegliere. Questo è il nuovo: la discussione aperta su blog, la proposta, la critica, le conclusioni, i progetti, le decisioni, le risposte. I giudizi sull’operato e sul merito: il tutto in una forma nuova di collegamento alla società civile che finalmente partecipa perchè sa che non è inutile e di poter contare.
    Il partito nuovo non può non considerare la difficoltà crecente di relazione dei partiti con i propri iscritti.
    Le unità di base, i comitati di sezione sono sempre meno frequentati, gli incontri rarefatti e sporadici.Forme nuove di collegamento e di espressione sono necessarie. Sarà opportuno, in una prima fase, unire ai nuovi metodi di comunicare anche quelli vecchi, per non emarginare nessuno: considero indispensabile anche una certa alfabetizzazione all’uso dei nuovi mezzi.

  4. Simone Morgagni 10 ottobre 2007 11:10

    Indubbiamente Stefania.

    Tra le cose che mi stanno più a cuore della proposta di cui sopra trovi infatti:

    La complementarità tra le due metodologie

    L’alfabetizzazione continua di chi dirige e di chi deve seguire

    Il fatto che il tutto possa essere costruito con un costo limitatissimo che avrebbe, a mio avviso, anche notevoli ricadute etiche (passaggio ad un software libero da licenze e restrizioni per partiti e pubblica amministrazione, condivisione della gestione che implicherebbe una partecipazione reale e sentita e via dicendo…)

    Si tratta di rinnovare alla base per non perdere il contatto con i cambiamenti di quanto ci sta intorno, non di velleità di facciata.

  5. Thomas Casademi 10 ottobre 2007 13:11

    A proposito di partito nuovo, innovazione, nuove metodologie, nuovi metodi:

    sottopongo a discussione le osservazioni stimolanti dell’On. Giuliano Pedulli, che in una sua nota apparsa oggi su http://www.romagnaoggi.it osserva:

    “Il 14 ottobre, quindi, decidiamo tutti insieme. Per questo è importante andare a votare e invitare a farlo. La quantità dei votanti, infatti, sarà anche il metro di misura dell’insediamento democratico, popolare e di massa, del Partito nuovo che vogliamo, che sarà fortemente strutturato e radicato nei territori.
    Ma è altrettanto importante scegliere, fra una pluralità di candidature, dei candidati e delle liste che siano quelli che più corrispondono al progetto e all’idea che si ha del Partito nuovo.
    Per questo confermo che il 14 ottobre voterò con grande convincimento per Walter Veltroni come segretario nazionale e per Salvatore Caronna come segretario regionale.

    E voterò con altrettanta convinzione le liste “Democratici con Veltroni” e “Democratici con Caronna”.

    Lo farò per almeno due buoni motivi:

    - perché si tratta di due figure preparate, affidabili, che hanno un progetto chiaro di Partito Democratico, e per il futuro dell’Italia e dell’Emilia-Romagna;

    - perché le liste che li sostengono hanno realizzato, molto meglio delle altre, quella mescolanza di culture, di esperienze, di competenze, di apertura, di novità, che sono elementi fondanti del Partito nuovo e i capilista, nonché i suoi componenti (donne e uomini), sono di elevata qualità”.
    Giuliano Pedulli (Deputato Ds-Ulivo)

    Ovviamente ognuno fa la sua parte e le sue scelte, di certo tutti noi del blog de “La tua stagione” e delle liste “Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, LAvoro” stiamo cercando di interpretare al meglio, nella concretezza e nella prassi quotidiana, il progetto che Valter Veltroni ha indicato e quanto ha chiesto alla lista che considera più vicina alla sue corde: non è un caso che le nostre iniziative siano apertissime, in più luoghi (in quello della rete [e qui siamo gli unici], nei circoli, nei teatri, nelle scuole, davanti le fabbriche, nelle piazze, nei territori), sviluppate con nuove linguaggi, in maniera corale (tutti i candidati hanno avuto modo -a differenza della lista cosiddetta “istituzionale”- di presentarsi insieme).
    Quanto alla “mescolanza di culture, di esperienze, di competenze” basta guardare questo blog e i 115 sostenitori del progetto, cittadini che uniscono tutti i mondi, e le sensibilità culturali e politiche. I capilista - Baldi, Maltoni, Gentilini, Orioli, Flamigni, Pascucci - sono persone che vivono nella società, in diverse sfere di competenza e di impegno, e che uniscono ad un’alta qualità professionale, un impegno politico e sociale appassionato, e di servizio.
    Ben venga che tutte le liste abbiano dato il meglio che potevano dare, attenzione però a non ergersi - paternalisticamente e dall’alto - come “i migliori”, sempre e comunque. Il partito democratico sarà nuovo se sarà orizzontale, “laico” e se saprà restare lontano dalle logiche del paternalismo, più o meno esplicito.
    BUON LAVORO A TUTTE LISTE, IL 14 VINCEREMO TUTTI SE CI SARA’ UNA STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE.
    Quanto a noi, umilmente, abbiamo fatto il meglio per servire il progetto indicatoci da Veltroni e molto di più di quello che era nelle nostre possibilità per coinvolgere i tanti mondi espressione di cittadinanza attiva da cui il partito democratico, se vorrà essere tale, non potrà prescindere.

  6. maria maltoni 10 ottobre 2007 14:07

    Anch’io vorrei aggiugnere qualche considerazione sul partito nuovo, partendo però da qualcosa che nuovo non mi pare affatto, mi riferisco all’appello al voto pubblicato da qualche ora su Romagna Oggi, in cui l’ex-sindaco di Forlì Satanassi spiega le sue motivazioni per la scelta della lista Democratici Con Veltroni e Democratici con Caronna, per il voto alle primarie del 14. Premetto che ho conosciuto solo in tarda età Satanassi, del quale ho apprezzato in alcune occasioni, in riunioni della direzione federale DS, gli interventi, ed è una persona che rispetto per il suo passato ed il suo impegno. Non comprendo, perciò, perchè abbia voluto lanciare non solo un appello al voto, ma soprattutto un appello contro la nostra lista in particolare, definendoci “frazionisti” e facendo riferimento a ciò come un male antico della sinistra. Il termine di per sè rimanda a vicende politiche ben precedenti la caduta del muro di Berlino, ed ha avuto nel dibattito interno alla sinistra , PCI in particolare, un significato profondamente negativo, quando non addirittura infamante. Mi chiedo allora, cosa c’entra tutto ciò con il fatto che stiamo cercando di costruire insieme un nuovo partito, confrontandoci sulle idee di partito e di società, peraltro appoggiando anche lo stesso candidato ? Veltroni era animato da spirito frazionista, quando comprendendo la necessità di coinvolgere più mondi, ha insistito perchè ci fossero più liste a sostegno della sua candidatuta ? La pluralità è un valore, una ricchezza, se no perchè vorremmo mescolare tante culture all’interno del PD, in questo caso ognuno poteva tenersi il suo vecchio partito e le sue memorie. Temo che il nuovo sia molto difficile da costruire se i presupposti sono questi, ma occorre provare a farlo, perchè la posta in gioco per il nostro Paese e per il futuro di noi tutti e dei nostri figli è troppo elevata. Mi resta un dubbio, temo che l’on.le Satanassi nel tracciare il suo giudizio non sia stato informato a sufficienza sulla reale natura della nostra esperienza e dei nostri intendimenti, perciò lo invito caldamente a visitare il notro sito ed a toccare con mano le cose che diciamo e quelle che facciamo: impegno e voglia di confrontarsi, altro che “frazionismo”!

  7. patrizia barducci 10 ottobre 2007 19:08

    anch’io vorrei dire la mia,a proposito dei frazionisti.
    e mi aggancio alla mia storia di queste settimane.
    ho aderito sin dai primi contatti avuti con stefania a questo progetto con desiderio di dare un modesto contributo al nuovo che si deve costruire ,e pensando che forse questo è l’ultimo treno verso un nuovo modo di fare politica,fuori dalle lobby, e dai gruppi di potere ben assastati nel nostro sistemaITALIA
    contemporaneamente ho fatto manovalanza al party democratico del Ronco,e devo dire che non mi sono sentita in contraddizione o frazionista ,o voltagabbana come si diceva… UNA VOLTA….ma solo persona che ha potuto dare quello che è capace di dare con tutte le più buone intenzioni….
    sarà una avventura difficile da affrontare se ci si mette sul piano delle contrapposizioni,anzichè assumere l’abito e consapevolezza del valore e del confronto di punti di vista differenti,ma aventi comunque dignità e valore in quanto portatori di istanze ,bisogni,diritti e doveri…
    ehi! facciamo capire a chi sta intraprendendo questa avventura che non siamo all’asilo,e nessuno è più bravo o migliore dell’altro
    patrizia

  8. stefano 10 ottobre 2007 21:13

    salve a tutti…
    mi sembra che voi facciate già parte di un altro partito… nessuno mi sembra che abbia mai parlato di espulsione o allontanamento; mi sembra che abbiate una mentalità abbastanza meridionale (senza offesa per alcuno, per carità)che si è sempre pronti a lamentarsi per qualsiasi cosa anche quando non ce n’è bisogno. mi sembra che siate voi a fare tutto in comunella con poco rispetto degli altri: appropriarsi di iniziative oraganizzate da tutte le parti coinvolte (come il forum delle donne del 28 settembre) e venderle nel blog per vostre o comunque riuscite solo per merito vostro mi sembra esagerato.
    la competizione elettorale nelle elezioni ci sta, sempre che vengano rispettti i limiti del buon gusto.
    mi riallaccio al mio primo post: quando vi vengono fatte critiche mi sembra che reagiate in maniera sempre scomposta: nessuno è più bravo di altri e tutti stiamo partecipando allo stesso progetto… vedo più “cattiveria” o per meglio dire animosità da parte vostra che nei pochi post del”Partito” : le lettere di rosetti ed errani mi sembrano abbastanza tranquille è ovvio che ognuno porta acqua al proprio mulino.
    per quanto riguarda la censura dell’altro giorno: caro webmaster secondo me chi usa toni assai volgari e disdicevoli si censura da solo; secondo me è giusto pubblicare anke quei post perchè da più danno a chi li ha scritti che a voi..
    infine il 15 ottobre bisogna partire tutti insieme, non ci devono essere rese dei conti da parte di nessuno; ognuno deve portare il proprio contributo perchè il PD sia ben fatto e sempre migliorabile… o voi avete già fatto la votra scelta???
    saluti cari compagni…
    stefano
    p.s.: non concordo con voi per la stuttura da dare al nuovo partito ma di questo ne ripaleremo… ancora saluti cordiali

  9. Simone Morgagni 10 ottobre 2007 22:05

    Caro Stefano,
    personalmente mi limito a rispondere a due dei punti che poni in quanto non li trovo esattamente corrispondenti allo stato delle cose.

    In primis:
    Riguardo la serata del 28 settembre scorso su questo sito internet puoi leggere la seguente dicitura:
    “come gruppo di coordinamento donne DS e La Margherita è stato organizzato per il Partito Democratico un convegno su “LAVORO, PRECARIETA’, FLESSIBILITA’” che si terrà…”
    Come puoi notare è ben chiaro chi abbia organizzato cosa e con quali finalità.
    Non so esattamente dove stia scritto che è riuscita solo per merito dei partecipanti a questo progetto o che, addirittura, sia stata fatta solamente da loro.
    Il nome “latuastagione” non compare né nel corpo del testo né sul volantino.
    Sinceramente non credo che i nominativi inseriti in fondo siano sufficienti a corroborare quanto detto da te anche se posso vedervi un lieve errore di ingenuità nel sentirsi parte di un tutto e non essersi per questo marchiate addosso da sole il marchio della “diversità”.
    Se invece ti riferisci ad un altro testo aspetto di sapere quale sia di preciso.

    Punto secondo:
    Per quanto riguarda i due commenti censurati l’altro giorno.
    Non posso lasciarli pubblici semplicemente perché ci sono delle responsabilità legali.
    Esse sono presentate nella nota sulla Netiquette e seguono i principi giuridici del nostro ordinamento.
    Una delle più importanti è quella secondo cui i gestori dello spazio web divengono corresponsabili in caso di mancata rimozione di materiale offensivo nei confronti di terzi.
    Per questo non ho ritenuto opportuno lasciarli dov’erano.
    Si trattava, in ogni caso, di offese personali che non avevano nulla a che vedere, a mio avviso, con il progetto politico in quanto tale.
    Entrambe queste due precisazioni che mi ritrovo a fare, tuttavia, mi sanno da intervento difensivo anti-azzeccagarbugli.
    Ritengo che entrambi gli interventi fossero stati limpidi fin dal principio per quanto mi concerne.
    La tua lettura mi pare quasi più un uso strumentale di quanto scritto che una lecita interpretazione dello stesso.
    Uso che comprendo solo data la tensione che immagino ci sia tra i due schieramenti in questi giorni, ma che non per questo giustifico maggiormente.

    Sarebbe inoltre gentile da parte tua (e questa è una mia nota personale a latere) che venissero evitate le generalizzazioni (siete, fate, mi sembrate).
    I testi pubblicati sono da considerarsi collettivi se non compare in essi un autore, altrimenti lo trovi in fondo al testo. I commenti restano personali.
    Qui siamo tutti abbastanza grandi per prenderci le nostre responsabilità; se ti riferisci a qualche commentatore, a qualche intervento particolare secondo me sarebbe più adatto andare sul caso specifico invece di includere tutte le persone coinvolte a prescidere dal loro pensiero e dalla loro reale partecipazione allo scambio.

    In ogni caso…Buonaserata e mi scuso se sono sembrato un po’ brusco, non era intenzione, semplicemente è stata una luuuunga giornata!!!

  10. cami 10 ottobre 2007 23:04

    Caro Stefano,

    c’è un solo punto del tuo commento che ha attirato la mia attenzione e non perchè lo trovi particolarmente interessante ma perchè, nonostante ne sia momentaneamente distante 2000km, mi ha ricordato da dove vengo! Essì, perchè io sono una di quelle lamentosissime persone meridionali che non dovrebbero offendersi, a tuo parere! Non mi offendo, infatti, per una poco colta aggettivazione ma, solo per darti ragione, me ne lamento! Sai, lo faccio solo per generosità che, come tu ben saprai, esperto conoscitore della cultura meridionale, fa parte di ogni buon terrone che si rispetti!
    Di tutto il resto non mi importa perchè non aderisco a questo progetto in prima persona (sebbene ugualmente non sia d’accordo con il tuo punto di vista, ma per quello nutro il massimo rispetto e questa volta senza ironia)ma davvero ci tenevo a ringraziarti per aver risvegliato, stasera, un certo orgoglio di provenienza…e avermi ricordato che l’intelligenza di una persona non ha niente a che fare col posto in cui cresce, nemmeno se questo è il ricco e civilizzato (centro)nord.

  11. Alessandro Pilotti 11 ottobre 2007 00:18

    Sono d’accordo con Serena. Il segretario di federazione dei DS con il suo fondo della Quercia non solo entra in contraddizione con quanto ha scritto in questo blog pochi giorni fa, ma viola due articoli dello Statuto dei Democratici di Sinistra: l’art.4 e l’art.12, negando di fatto il pluralismo che è condizione costitutiva dei Democratici di Sinistra e continua in questa opera di delegittimazione della lista Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro iniziata martedì 28 agosto.
    Non presenterò, perchè il nostro stile ce lo impone, alcun ricorso al Collegio dei Garanti dei Democratici di Sinistra, ma questo comportamento non ha eguali in Italia, visto che a Bologna in reception a Via della Beverara le due liste sono presentate paritariamente.

  12. Alessandro Pilotti 11 ottobre 2007 00:21

    Stefano,
    chi sei? Hai un vero nome e cognome?
    Tra compagni ci si da del tu, ma dandosi del tu non ci si nasconde.

  13. Thomas Casadei 11 ottobre 2007 00:58

    condivido molto l’intervento di cami e la parte in cui afferma che “l’intelligenza di una persona non ha niente a che fare col posto in cui cresce”, e, mi permetto di aggiungere, non ha nulla a che fare con la collocazione che gli viene attribuita.
    Stefano - il quale, constato con piacere, segue le nostre discussioni, e ne provoca altre - interviene qui non avendo chiari, a mio avviso, due aspetti decisivi:

    - stiamo costruendo un partito nuovo, che dovrà essere democratico, aperto e pluralistico, e dunque dobbiamo costruire insieme qualcosa di diverso da ciò che già c’è (altrimenti perchè lavorare ad un partito nuovo?).

    - il tentativo di ridurre l’esperienza di questo blog e di questa lista a qualcosa di interno ai ds di forlì è qualcosa di completamente fuorviante, visto che nel comitato di sostegno a questo progetto almeno la metà delle persone non sono iscritte ai ds, e quelli che lo sono (in parte fin dal PCI, altri solo al PDS/DS: sono due cose diverse) hanno sempre avuto percorsi autonomi, pur ritrovandosi, in diverse occasioni, su posizioni di merito e di prospettiva in accordo o in piena sintonia.

    Dunque i ragionamenti andrebbero svolti con questa cautela, altrimenti si fa solo confusione. Non è poi un caso che il nostro capolista uomo per l’Assemblea Nazionale (Collegio Forlì-Forlimpopoli) sia Fausto BAldi, che non è mai stato iscritto ad un partito, e che la nostra capolista donna al nazionale, Maria Maltoni, venga dalla tradizione (e dalla militanza) del socialismo italiano poi innestatasi, anche se, purtroppo, solo in parte, nel PDS/DS. Entrambi non hanno mai svolto attività come amministratori o dirigenti di partito (senza nulla togliere a questi necessari e nobili ruoli) e soprattutto esprimono professionalità ad alto livello, l’uno nell’ambito giuridico-istituzionale, l’altra nell’ambito economico (in un’ottica “di genere”). Quanto alla lista “Con Caronna. Ambiente, Innovazione, Lavoro”, Tatiana Gentilini, trentenne, è iscritta al PDS (per ragioni anagrafiche non ha conosciuto da vicino il PCI) ma soprattutto è una operaia, delegata sindacale FIOM-CGIL della ZAnussi (ti rammento che la lista intende dare voce al mondo del Lavoro e che tra i promotori nazionali c’è Achille Passoni), mentre Stefano Orioli, da sempre orientato a sinistra, è un musicista di alta professionalità, attualmnete impegnato solo in associazioni culturali, e politico-culturali.
    Tutto questo in linea con quanto voluto da Veltroni: rispettiamo anche il criterio - come ci segnalava soddisfatta Giovanna Melandri - degli under 35 capolista: Tatiana, appunto.

    Dunque? che c’entra in tutto questo, nell’ottica del PD, quella serie di ragionamenti tutti interni ad una logica chiusa di un partito che sta dando vita a qualcosa di straordinariamente nuovo, e che dovrà essere necessariamente diverso da quel che c’è stato fin qui.

    Per quel che riguarda gli iscritti e i componenti degli organismi dirigenti dei DS di Forlì (ribadiso, cosa che riguarda solo una parte degli animatori e sostenitori di questo progetto): tutti noi, quando invitati, siamo stati presenti alle riunione del partito, e molti di noi erano presenti e sono presenti alle iniziative che si svolgono sul territorio (ti segnalo che ci sono tra noi anche diversi segretari di sezione, alcuni consiglieri comunali, assessori, dirigenti del partito a livello territoriale), nonchè anche alle manifestazioni come quella del PD. A proposito tu c’eri al pranzo di 40 euro della domenica di chiusura della festa? IO c’ero, diversi di noi c’erano, Patrizia ti ha detto quel che ha fatto? Tu c’eri al pranzo di sottoscrizione per la nuova sede, e ancora tu c’eri, caro Stefano, alla presentazione di tutte le liste al pomeriggio? Noi eravamo certamente il gruppo più numeroso…Non abbiamo mai disertato le occasioni di confronto comune, nè tantomeno le riunioni a cui siamo stati convocati.
    Ti rendo noto che il sottoscritto, giusto per essere un po’ pignolo, è stato il più presente insieme a Franco Gensini e Marco Errani nelle direzioni del partito degli ultimi tre anni (verifica, se lo ritieni, tutti i dati con Tiziana Dobrigni). Chi fa parte dei ds de la nuova stagione, in questi è stato presente, in maniera consapevole e attiva, franca, e con grande dignità, convinto delle proprie idee, e sempre - ricordarlo caro Stefano - sempre al servizio!

    P.S. Il passaggio sulla “mentalità abbastanza meridionale” è davvero una grossa scivolata per usare un eufemismo (visto che tu dai giustamente peso alle parole …), e a lamentarsi, spesso ingiustamente di tante cose, sono anche i nostri conterranei, o gli iperprogrediti uomini del Nord. A meno che non si sia vicini alle posizioni della Lega, che però non mi pare sia il soggetto al quale noi guardiamo con interesse.

    Ti faccio anche notare che la storia “del fare tutto in comunella” (detto da te con un tono assai sprezzante e poco gradevole, visto che tu misuri molto i toni degl interventi) è davvero una menzogna, per almeno tre ragioni:

    - un sito/blog come questo è il massimo di trasparenza che un gruppo di discussione e azione politica può darsi

    - ogni nostra iniziativa, fin dalla costituzione di questo progetto, è stata illustrata ai segretari di DS e Margherita di Forlì, e ovviamente trattandosi di liste per il PD a tutti i livelli, nazionali e locali (non sarà un caso che Andrea Ranieri della Segreteria dei DS di Forlì sia di recente venuto a Forlì) o che il ministro Melandri abbia postato qui un suo messaggio ad agosto e l’altra sera si sia intrattenuta con noi in video-conferenza. Ogni nostra iniziativa è stata inviata agli organi di informazione e all’indirizzo della Federazione dei Ds di Forlì e dei Segretari di Ds e Margherita? Alcuni amici e compagni del partito dei DS (forse anche non tantissimi), come tante altre persone, hanno partecipato alle nostre iniziative (questa sera per es. l’amico Marco Lelli, in un’altra occasione una candidata della lista nazionale Democratici con Veltroni o assessori e figure istituzionali), senza aderire necessariamente a questo progetto: che è un progetto *aperto* (le adesioni come vedi giungono ogni giorno).
    Dunque: a quale “comunella” ti riferisci??

    Quanto al poco rispetto per gli altri, lasciamelo dire, sei proprio fuori strada: nel dettaglio ti ha già risposto Simone. sappi che noi non “vendiamo” proprio nulla e presto avrai un quadro in trasparenza di quello che abbiamo fatto (non proprio poco), tutto con molto sudore, molta passione e tanta allegria (come suggerisce Veltroni).

    Quanto ai limiti del buon gusto, mi pare che sia un argomento da lasciar cadere, in quanto davvero aleatorio e fuori di contesto.

    Sulle nostre presunte “reazioni sempre scomposte”: davvero non mi pare, ognuno di noi interviene, personalmente, e riflette e discute, critica, propone, come si fa nell’ambito del dialogo e del confronto. Di certo di fronte ad eventuali illazioni, banalizzazioni, attacchi più o meno espliciti ognuno di noi del tutto liberamente decide di intervenire e qui sul blog - fai attenzione a questo punto - sempre a titolo personale.

    Non cado poi nella tua trappola del contrapporre noi - sedicenti più “animosi” - al ”Partito”: contrapposizione pretestuosa e di comodo, che qualcuno ha voluto creare e alimentare per delegittimare un progetto aperto come questo.

    Le lettere di Marcello Rosetti (segretario dei ds) e di Marco Errani (capogruppo ds in consiglio comunale) sono state tranquille, anche se su alcuni punti qualcuno ha ritenuto di dover fare delle osservazioni, o di rilevare le problematiche relazioni con altri atti. Tutto qua.

    Siamo molto sereni e tranquilli, caro Stefano, purchè ci si rispetti. Abbiamo certamente la schiena dritta, come tutti coloro che si ritengono democratici.

    Concordo moltissimo sulla tua conclusione: “il 15 ottobre bisogna partire tutti insieme, non ci devono essere rese dei conti da parte di nessuno; ognuno deve portare il proprio contributo perchè il PD sia ben fatto e sempre migliorabile”, noi abbiamo certamente fatto “la nostra scelta”, quella di portare questo contributo, ricercando, per quanto possibile, di fornire spunti e modalità innovative, oltre che su alcuni temi, così come vuole la lista nazionale che rappresentiamo (in cui sono candidati, forse è bene segnalarlo, i ministri dei DS Melandri, Damiano, Niccolais, il ministro Amato, Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo al Senato, Lilli Gruber, Treu e Costa della Margherita, il segretario nazionale della Sinistra Giovanile e la presidente dei Giovani della margherita, nonchè esponenti di Legambiente e della rete bloggers de “I mille”).

    Saluti, Thomas Casadei

    p.s.: quanto al tuo presunto disaccordo - quasi preventivo - sull’organizzazione e la struttura da dare al nuovo partito, non si capisce bene sulla base di cose, visto che il dialogo è stato avviato da poco grazie anche ai contributi di Marco Lelli, Marco Errani, e di Simone Morgagni.

  14. maria maltoni 12 ottobre 2007 14:27

    Ritengo opportuno socializzare sul blog , la versione integrale della lettera che ieri l’on.le Satanassi mi ha fatto trasmettere tramite il nostro segretario DS Rosetti e le mie considerazioni a commento:

    Cara Maria, Satanassi mi ha chiesto di farti avere la sua lettera per intero, data la pubblicazione parziale di RomagnaOggi, chiedendomi di evidenziarti il fatto che lui, sul frazionismo, avverte un rischio ed esprime una preoccupazione, non una accusa.

    Un abbraccio,

    Marcello Rosetti

    Al Segretario dei DS
    Marcello Rosetti

    Caro Marcello,
    alcuni compagni si chiedono quale sarà la mia scelta il 14 ottobre prossimo.
    Tu sai che io ho espresso a suo tempo e solo all’interno degli organi dirigenti di Partito, il mio punto di vista critico circa la candidatura alla direzione del Partito Democratico sia nel metodo come nel merito.
    Ciò comunque non modifica il modo di vivere la vita di Partito che è nel mio DNA.
    Per questo, al di là delle riserve, voterò il candidato Veltroni perché scelto dalla grande maggioranza dei compagni.
    Poiché a Forlì sono due le liste di riferimento, io voterò, senza alcuna riserva la lista “storica” che comprende, fra gli altri, il Segretario della Federazione e il Sindaco di Forlì.
    La seconda lista mi preoccupa perché denuncia un disagio interno al Partito che andrà verificato e affrontato successivamente.
    Ho combattuto una vita contro il frazionismo che è stato il peccato originale della sinistra italiana lungo il ‘900.
    Queste tendenze al frazionismo vanno contrastate con le idee, il confronto, il progetto programmatico nutrito con grande tensione ideale e morale.
    Avremo occasione di parlarne a tempo e luogo.
    Con stima e affetto.

    Angelo Satanassi

    ” Caro Marcello, ringrazia da parte mia Satanassi per avermi voluto far avere la versione integrale della lettera e mi fa molto piacere sapere che la sua espressione sul “frazionismo ” era una preoccupazione, non una accusa, come sembrava dal testo pubblicato.
    Però non condivido la sua valutazione sul fatto che la presenza di più liste esprime un disagio interno al partito, non è affatto così.
    Credo sia stata una scelta lungimirante, da parte di Veltroni, quella di ampliare la platea delle possibilità di opzione, a fronte di liste bloccate in partenza, chiedendo di predisporre più liste a supporto della sua candidatura . Sono fortemente convinta che ciò ( assieme al fatto che ci sono anche altri candidati) abbia messo in moto un interesse che non ci sarebbe stato diversamente e che mi auguro porti tante persone al voto il 14 !
    Un abbraccio fraterno ( ci sono cose e modi della storia passata che va davvero bene mantenere ) a te e a Satanassi. Maria Maltoni “

  15. Carlo Giunchi 20 ottobre 2007 11:26

    L’intervento di Simone Morgagni è molto interessante e come tutte le cose interessanti induce a riflessioni ulteriori.
    Per cui, pur se un po’ in ritardo, provo a fare qualche valutazione.
    Non c’è dubbio che la sua proposta ha due aspetti fondanti: il primo è una carica innovativa molto forte sul terreno dei linguaggi e della comunicazione, il secondo è una visione molto corretta dell’integrazione democratica che dovrebbe caratterizzare il lavoro delle diverse anime del Partito Democratico.
    Su entrambe le cose non si può che essere daccordo, ed apprezzare l’alto grado di concretezza che accompagna la proposta.
    Vi è però una questione che ritengo molto importante e che rimane un po’sospesa. Si tratta del rapporto fra l’utilizzo del sito e le metodologie tradizionali impiegate nell’organizzazione dell’espressione democratica degli iscritti.
    Io credo che anche Internet, come tutti gli strumenti che hanno rivoluzionato il sistema delle comunicazioni, abbia in sè sia elementi fondamentale per l’ampliamento della democrazia partecipativa, sia grandi rischi di manipolazione.
    La partecipazione politica è proprio uno di quei temi nei quali i rischi sono particolarmente rilevanti.
    Concretamente ciò che voglio dire è che non dobbiamo produrre una separazione fra coloro che, per acquisizione anche solo di esperienza, sono in grado di gestire i propri interventi sulla rete e coloro che non sono in grado di farlo, che sono ancora una buona parte del paese, e che così rimarranno per ancora diversi anni.
    E’ per questo che le iniziative di democrazia diretta (referendum, primarie, ecc.) proprio oggi sono così importanti, perchè inducono l’operatività che corre sulla rete a misurarsi con un livello di democrazia esterno alla rete stessa.
    Non so se è solo un timore regressivo, ma credo comunque opportuno approfondire la questione.
    carlo Giunchi

  16. Simone Morgagni 20 ottobre 2007 11:43

    Caro Carlo,
    comprendo il tuo timore nei confronti di chi rischia di restare escluso dal “modo” in cui tutto questo verrebbe a crearsi, ovvero sulle nuove tecnologie.
    Ci sono altri due punti che sto sviluppando, ma che ancora non avevo inserito al momento in cui il testo è stato pubblicato. Li aggiungo, per ora, qui a postilla.

    a)pensavo a tre tipi diversi di utente per un sistema come quello descritto sopra. Coloro che devono scrivervi ed hanno cariche all’interno del partito (per loro già ho parlato di formazione continua necessaria perché comprendano come e peché questo mezzo puo servire), coloro che sono iscritti al partito (secondo me dovrebbero avere la possibilità di votare elettronicamente, di esprimere giudizi semivincolanti su quanto scritto e, di conseguenza, dovrebbero ricevere una password e un profilo personale al momento dell’iscrizione oltre a ricevere una minima alfabetizzazione informatica e avere la possibilità di accedere alla rete anche grazie al partito) e gli utenti esterni (che dovrebbero poter commentare, discutere e esprimere giudizi in maniera non vincolante). Purtroppo per questi ultimi è impensabile organizzare in autonomia qualcosa contro il digital divide, non sarebbe possibile.

    b)durante almeno il primo anno di vita di questo spazio di discussione virtuale il tutto sarebbe osservato da un ristretto gruppo di “saggi”. Per saggi intendo un ristretto numero di persone che fa della rete il proprio principale oggetto di studio e lavoro. Essi dovrebbero avere il ruolo di garanti tra il singolo e l’istituzione politica, mantenendo l’ultima parola e il compito di conservare l’indipendenza della struttura fino a che non si sia creata l’abitudine all’uso da un numero tale di cittadini per cui non ci sia un eccessivo rischio di derive né dal lato della parcellizzazione eccessiva, né dal lato di un recupero limitato al potere partitico.

    Spero che con questi due elementi in più io possa aver almeno in parte risposto alle necessità che manifestavi.

    Ogni altra proposta resta comunque benvenuta dato che non ci potrà essere una reale e sistematica progettazione del modello fino a che non ci sia una richiesta ufficiale del nuovo PD locale e non ci sia anche un relativo stanziamento per poterlo sviluppare (teoricamente e praticamente)

  17. Gessica Allegni 1 novembre 2007 13:56

    Ciao Morgan! (concedimi l’appellativo) :-)
    Ieri sera al comitato promotore parlando con Marina abbiamo condiviso l’idea di portare avanti il progetto che tu hai proposto qui sul blog de “la tua stagione”.
    Siccome ho sollevato nel corso del mio intervento la necessità per il PD di Forlì (fosse Forlì/Cesena sarebbe anche meglio per quanto mi riguarda) di un proprio sito internet e blog, volevo darti la mia disponibilità a ragionarci insieme quando avrai tempo e modo.

    Per ora ti mando un saluto!!
    Gessica.

  18. Thomas Casadei 1 novembre 2007 15:36

    Cara Gessica,

    ho apprezzato il tuo intervento di ieri sera nell’ambito del Comitato Promotore del Pd e il riferimento al “laboratorio” de la tua stagione. La proposta di Simone, che si situa nell’asse di lavoro sviluppato in queste mesi anche tramite questo blog, tocca più ampiamente il modo di essere e di vivere - proprio così “vivere” - del partito nuovo, sotto diversi profili: dalle nuove modalità comunicative a quelle organizzative alle necessarie connessioni tra “rete” e “territorio”.
    Credo sia importante continuare a sviluppare il progetto in maniera anche pubblica, a questo proposito avevamo in animo di promuovere un’iniziativa di dibattito e confronto sul tema, dunque la tua disponibilità - e quella di tutti coloro che intendono collaborare e dare il proprio contributo fattivo - è assai gradita. Con Simone hanno lavorato in questi mesi esperti di alto profilo come Sandro Mazzotti e Massimo Lenzi e dunque data la loro disponibilità non resta che convogliare le energie e trovare anche sedi in cui dare corpo a queste idee in itinere. Simone al riguardo ha avanzato precise proposte, e noi continueremo a lavorare al servizio del progetto.
    A presto dunque, e grazie per aver riconosciuto ciò che di positivo, e con grande profusione di energie e lavoro, in questi mesi si è fatto in questo luogo di scambio e confronto.
    Thomas

  19. Simone Morgagni 1 novembre 2007 16:39

    Ringrazio Gessica (anche per la priorità al rapporto umano che leggo nell’appellativo) e Thomas per la disponibilità e l’impegno con cui stanno difendendo e portando avanti le idee che espresse nell’intervento di cui sopra.

    Da parte mia, oltre a rinnovare la mia disponibilità a discuterne ogni parte (pur in forma quasi esclusivamente virtuale per ovvi motivi…) propongo una road map minima per tentare di gestire al meglio tutto quanto.

    i) Sarebbe bello avere il sostegno di tutte le componenti locali del PD, per dimostrare l’unanimità sul nuovo e la volontà di procedere in questa direzione. Il mio progetto aveva ambizione di essere provinciale e di restare unico riferimento ufficiale in rete per il PD locale. Concordo con Gessica sulla necessità dell’unità a riguardo.
    ii) Occorre inoltre, a priori a mio avviso, stabilire la disponibilità su cui si puo contare per sviluppare l’intero progetto. Disponibilità che come dicevo si rifarebbe in gran parte sulle spese, a mio avviso eliminabili esposte sopra.
    iii) Elaborazione in tempi stabiliti di un progetto e del suo piano di realizzazione concreto basati sulle idee precedentemente esposte
    iv) Organizzazione di una giornata pubblica di discussione e miglioramento del progetto aperta a chiunque voglia partecipare. Da questa giornata usciranno sia il programma definitivo che i tempi necessari alla sua creazione
    v) Creazione e messa in linea

    Siamo ancora al primo passo, ma è già importante l’essersi avviati!!!

  20. Carlo Giunchi 1 novembre 2007 19:09

    Caro Simone,
    visto che la tua idea di sito ha fatto fortunatamente fortuna, riprendo il discorso che avevamo avviato qualche giorno fa sul tema del livello di democraticità della rete, che è uno di quei “problemoni” sui cui anche tanti sociologi e studiosi di comunicazione stanno riflettendo.
    Per quanto ci riguarda la questione principale è quella dell’accesso attivo, cioè della possibilità di intervenire proponendo temi, esprimendo valutazioni e giudizi, al limite votando (come abbiamo fatto noi per le primarie).
    In merito a ciò io sono convinto che oggi la rete (forse domani no) è ancora troppo ad appannaggio di una componente minoritaria della società. Nulla di male: semplicemente però non dobbiamo confondere la conquistra della maggioranza della minoranza, con la conquista della maggioranza vera.
    Quello che temo cioè è che si vada frettolosamente verso una sorta di aristocrazia mediatica, tanto più permeabile al proprio interno, quanto più escludente verso l’esterno.
    Parlando di questi aspetti non si può non avere in mente la società americana, che è l’emblema della democrazia fra i meno, che si dimentica dei più.
    Quello che serve secondo me, oltre alle cose essenziali che hai aggiunto nella tua risposta, è:
    1) portare avanti in modo inscindibile l’avvio del sito e la concretizzazione degli strumenti di democrazia diretta e tradizionale (referendum, primarie, ecc.);
    2) costituire il gruppo di “saggi” non solo coinvolgendo persone che “fanno della rete il proprio principale oggetto di studio e lavoro”, ma anche altri,
    onde evitare una logica “tecnocratica”;
    3) creare nell’ambito del sito un’area di “metacomunicazione”, che nasce spiegando passo per passo da parte del gestore del sito stesso il percorso che si sta attuando;
    4) accompagnare sempre ai “sondaggi” tramite il sito, sondaggi di tipo tradizionale.
    Spero di aver contribuito ad un altro passo avanti.
    Ciao
    Carlo

  21. franco piazza 1 novembre 2007 20:09

    Posto la sintesi di una intervista a bersani prelevata dal sito del Partito Democratico. Penso che vada nel senso della discussione in atto.
    1 Novembre 2007 - 13:06
    PD, BERSANI: COME UNA “SALA MACCHINE” GUIDATA DA PARTECIPAZIONE
    - Roma, 1 nov – Non un partito “pesante” ma un partito radicato nel territorio, che sia “una sorta di sala macchine” con “un cervello della partecipazione che non è quello che detta il compito, non è quello che organizza il potere attraverso i pesi e le misure delle tessere. Ma una macchina ed un cervello che promuove la cittadinanza”. Lo dice il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani in un intervento pubblicato sul “Foglio”: “Se nei prossimi sei mesi questo tessuto si disfacesse, si sciogliesse come un gelato, noi perderemmo per sempre”, sottolinea Bersani, secondo il quale il Pd deve promuovere formule nuove, come le primarie e i forum aperti e al tempo stesso “rinverdire” il radicamento sul territorio, storico vantaggio del centrosinistra. “Ci vuole - aggiunge il ministro dello Sviluppo economico - una macchina, un apparato forte ed un gruppo dirigente. Dei volontari della politica che non siano solo la macchina che monta i gazebo ma che abbiano il cervello”.

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