In diretta dalla costituente!
Foto inviate dalla nostra eletta Marina Flamigni dalla costituente di Milano:

In diretta dalla costituente!

Parla Prodi dopo una autentica ovazione…

Il saluto a Veltroni e agli altri candidati…

Ovazione per i ringraziamenti ad Anna Finocchiaro e Rita Levi Montalcini, e perché lui resta al governo non per sopravvivere ma per governare al meglio !!!

Prodi dichiara l’elezione di Veltroni a segretario del pd !!

Ora ovazione per Veltroni che inizia il suo intervento ringraziando Scoppola…

Veltroni: “… non possiamo mettere il vino nuovo in otri vecchi. Abbiamo bisogno di un nuovo orizzonte ideale e culturale. I protagonisti del PD saranno i cittadini elettori …”
“…il modello organizzativo deve vedere valorizzato la partecipazione prima dell’appartenenza. Forum aperti a persone con esperienza, studiosi, ricercatori, anche non appartenenti al PD, per mobiitare le migliori qualità del nostro paese. Partito più a rete che a piramide …”
“…L’Italia deve dare la precedenza al futuro. Dobbiamo puntare sul valore delle scelte che si fanno oggi per avere benefici domani. I paesi che hanno innovato sono più competitivi e garantiscono più giustizia sociale. Se l’economia va male non ci può essere giustizia sociale …”
“… La riforma elettorale è priorità e queste riforme si devono fare insieme, a larga maggioranza. L’impotenza di chi decide è la frustrazione egli elettori. I movimenti e le associazioni vogliono partecipare e contare: la riforma elettorale deve garantire potere e partecipazione. Tre cose: superare le frammentazioni, governabilità, scelta dei candidati.”
“… il PD deve avere una visione umanistica della politica per dare risposta alle grandi sfide europee e mondiali …”

“… alle donne il 50% dei posti negli organismi dirigenti del PD …”

Veltroni sta terminando con
“considerazioni finali … non conclusioni!”
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Sto guardando su Nessuno tv la Costituente Nazionale.
Spendere un milione di euro per sei ore di Convention è una follia. Mi dispiace caro Walter (no stavolta non ce l’ho con Bielli ma con il mio amato Veltroni) ma eventi così non servono a nulla. La passerella poi dei segretari regionali lombardo, molisano e pugliese, della imprenditrice del nord-est, dell’ambientalista che dicono cose scontate e per nulla innovative potevamo rispiarmarcela.
Mi rendo che gestire una costituente di 2853 persone sia difficile, ma c’è bisogno di democrazia autentica non di fiction.
Mai come adesso.
A me non sembra una vuota passerella !!
Le cose dette negli interventi , in particolare da Veltroni e dalla Bindi e le facce “poco politiche” dei costituenti che mi circondano mi fanno sperare con maggiore ottimismo che quella “discontinuità” che qui Veltroni ha fortemente riaffermato sia effettivamente possibile.
grande Marina! è splendido dialogare con la Costituente in diretta! Anche questa è concreta innovazione….abbiamo abbattuto i muri della politica chiusa e che giunge ‘in ritardo’ e che comunque separa nettamente chi c’è e chi non c’è…tu ci stai facendo avere sensazioni in diretta….
Immagino che ci siano concreti segni di discontinuità e atmosfere positive (che possano ispirare fiducia…) e forse anche cose da aggiustare o rivedere (come osserva Sandro Pilotti): ma la democrazia è, in primis, sperimentazione, tensione al miglioramento, far tesoro dei limiti e provare a superarli, non da soli…
Tra le tante cose che circolano dai resoconti ne colgo una, probabilmente in maniera idiosincratica, Romano Prodi, presidente del Partito democratico ha usato un’espressione assai significativa: *rivoluzione democratica* (una espressione che il costituente della repubblica Piero Calamandrei legava alla Costituzione repubblicana e alla sua rigorosa attuazione). Solo una cosa: Prodi ha detto che oggi si è chiusa la rivoluzione democratica aperta nel 1995 (anno in cui anche io insieme a tanti iniziai l’avventura della politica con i Comitati e l’Ulivo)…si è chiusa probabilmente una fase di quel percorso, ma ora si apre un’altra fase cruciale, una fase in cui la rivoluzione democratica deve dare nuovi frutti ed espandere la sua azione a tutti i livelli. Di spirito democratico - ovvero dialogo, regole, trasparenza, conflittualità mitigata - nel nostro paese c’è bisogno come l’aria, in tutte le sfere sociali…avanti dunque…e che i democratici e le democratiche siano quotidianamente impegnati nell’esercizio operoso di questa nuova fase.
Intanto che ci sono e grazie alle notazioni di Marina, mi permetto di mettere a fuoco due questioni cruciali che Veltroni ha toccato:
il passo “non possiamo mettere il vino nuovo in otri vecchi. Abbiamo bisogno di un nuovo orizzonte ideale e culturale. I protagonisti del PD saranno i cittadini elettori” ha una forza straordinaria e fornisce davvero l’idea rivoluzionaria che Veltroni intende assegna al modo di essere del partito nuovo.
Nuovo per davvero…a partire da metodi, regole, forme di partecipazione: una bella sfida, che va tenuta aperta.
“… il modello organizzativo deve vedere valorizzato la partecipazione prima dell’appartenenza. Forum aperti a persone con esperienza, studiosi, ricercatori, anche non appartenenti al PD, per mobiitare le migliori qualità del nostro paese. Partito più a rete che a piramide …”
è il suggerimento che in qualche modo su questo blog si è cercato di sollecitare: Sandro Pilotti ha in diverse occasioni richiamato l’attenzione sul partito a rete, la proposta del partito complementare messa a punto da Morgagni va nella direzione di favorire forum aperti e partecipazione attiva. Insomma c’è tanto lavoro, l’importante è aver chiare le coordinate.
Mrina tu c’eri e le tue sensazioni sono sicuramente quelle che contano.
Ho apprezzato fortemente, come sempre, l’intervento di Veltroni, in particolare il suo contrapporre la “rete” alla “piramide” e mi è piaciuto anche l’intervento di Adinolfi che ha superato gli eccessi narcisisti del passato facendo una riflessione sull’antipolitica condivisibile.
Sono preoccupato su un’idea una fase Costituente che sia solo una serie di Convention.
E’ vero Marina che solo trecento degli eletti saranno coinvolti nelle commissioni di lavoro e gli altri 2500 saranno chiamati solo per applaudire?
Le commissioni di lavoro sono tre, la commissione statuto, la commissione per il manifesto dei valori e quella per il codice etico. Ognuna è composta da 100 costituenti nominati di concerto tra il segretario nazionale e i segretari regionali votati alle primarie del 14 ottobre, rappresentativi dei territori e delle competenze. Queste commissioni hanno il compito di redigere una bozza degli atti, determinando le modalità di partecipazione (anche con tecniche innovative: blog, ecc) per la partecipazione di tutti i costituenti…..
e come suggerivano le parole della colonna sonora della costituente, cantata da Jovanotti “io mi fido di te, mi fido di te …”
A buon intenditor…poche parole! Su quanto scritto a commento da Thomas concordo.Anche sulla necessità di sobrietà espressa da Alessandro, ma oggi era una grande festa.
Ringrazio Marina per la sensazione in diretta che ci ha regalato.
Sottolineo che finalmente, si andrà verso la fine della “democrazia dimezzata” che hanno vissuto finora le donne nel nostro Paese. Il 50% non più utopia, ma formale affermazione e promessa del neo-segretario del P.D.-
Per le donne finalmente esserci, alla pari, per contare, determinare, sperimentare e apprendere un nuovo modo di fare una nuova politica,anche coraggiosa alla “maniera delle donne” e non solo ” alla maniera degli uomini”, non escludente ma aggregante e con pari possibilità di partecipazione( qui il riferimento è per le condizioni di svantaggio a monte), su cui si deve adeguatamente intervenire altrimenti anche la garanzia del 50% non servirà.
Alla pari, finalmente!
Dicevo di sperimentare e apprendere, perchè tante donne dovranno imparare ed impegnarsi nel proporre la visione nuova, che guardi anche con i loro occhi: non più poche e solitarie “teste di ponte”, costrette ad adeguarsi, per sopravvivere, alla vecchia politica di foggia maschile , appannaggio esclusivo degli uomini per una sorta di sistematica, anacronistica divisione dei ruoli, compiti, competenze. Non più una politica che solo rivendica, ma che garantisce parità fin da subito, con nuove regole e modalità, nuove forme di partecipazione. Non predominanza di un genere e quindi solo spazi faticosamente conquistati per l’altro , ma democrazia paritaria nel rispetto dei generi.
Anche il ringraziamento di Prodi alla Finocchiaro e alla Montalcini mi ha commosso. Mi unisco nel ringraziamento alle due straordinarie amiche e compagne in questo viaggio democratico e con loro ringrazio anche tutte le costituenti per il lavoro che faranno. La strada è ancora lunga e difficile, ma si può, anzi si deve percorrerla.
Parto dall ultima frase di Alessandro,ci siamo detti in diversi momenti che la politica non e piu esempio di diversita positiva rispetto ad altre forme di impegno sociale ;un dramma per chi ha speso una vita a combattere su quella frontiera .E’ bello vedere in diretta quello che sta succedendo a Milano,ma siamo stati chiamati veramente solo ad applaudire? no….no…non ci sto…Alcune considerazioni anche sulla serata di ieri sera ;Sono concorde con il documento ma per chi come me ultimamente fa parte di una associazione che dal 2001 si e’ fatta carico dei problemi specifici del territorio ,tutti gli articoli che sono stati scritti,tutte le iniziative che si sono fatte ,sono sempre state concordate e discusse in maniera DEMOCRATICA e ognuno di noi per il pezzo che era in grado di seguire si e’ speso fino alla fine .Non siamo mai usciti dal palazzo della politica ,anche se qualcuno avvrebbe avuto piacere di sotterarci……quindi molte considerazioni su se essere una corrente ,un gruppo non lo capisco,noi siamo noi con la nostra gente che vuole veramente cambiare la politica dove il merito deve essere l’unico valore aggiunto per potere governare la citta’.PER LE MIE DONNE CONCLUDO COME SEMPRE CON UNA FRASE …..una donna che vuole assomigliare a un uomo e’ una donna che mette il lucchetto alle ambizioni.
Ho dato una occhiata sul sito nazionale ds alla composizione nominativa delle tre commissioni dei 100. E’ buona norma e regola, per un partito nuovo, andare oltre la semplice indicazione di nomi e cognomi.I cittadini vogliono anche sapere chi sono, che fanno nella vita, con quali criteri sono stati scelti. In una parola trasparenza, la sola parola che possa ispirare fiducia. Certamente tutti eletti alle primarie.Ma credo che il cittadino comune vorrebbe, come me, conoscere anche qualcosa di più delle 300 teste selezionate come pensanti, che elaborano nelle tre commissioni gli atti e le basi di discussione sul P.D. , sapere cosa fanno nella vita, se sono rappresentanti dei partiti promotori,se rappresentano Istituzioni, Associazioni, se sono appartenenti ai mondi della società civile.Io ne conosco in parte alcuni, ma tutti gli altri?
Sarebbe un modo semplice per farceli conoscere e riconoscersi con fiducia in tutti loro e non solo nei nostri diretti eletti. Tutti democratici dopo il 14 ottobre, ma come diceva Marina…facendo eco alla canzone di Jovannotti scelta come base musicale: mi fido di te ma… se so riconoscerti mi fido meglio no? La gestione di una assemblea costituente di quella mole numerica non deve essere facile. I termini di confronto e la possibilità di esprimere anche correttivi e integrazioni, da parte dei 2500 rispetto al lavoro delle tre commissioni da 100, deve essere chiara, trasparente, percorribile, garantita.
Cominciare bene,per finire bene.
Non 2500 solo ad applaudire, ma a costruire il P.D.: spero che si siano dotati di software in grado di raccogliere, catalogare, gestire i pareri, le obiezioni, i contributi migliorativi. I soldi qui sarebbero davvero spesi bene,almeno secondo me. Dico banalità, ma credo che la mia curiosità, una volta soddisfatta possa costituire iniezione di fiducia ulteriore.
altro che banalità, cara Stefania, le tue osservazioni sono sacrosante….
C’è certamente una tensione, che accompagnerà questa fase costituente, e sarà in certi casi anche una tensione radicale.
- Da un lato mi pare che alcuni riti della vecchia politica siano stati abbandonati.
Così leggo su Repubblica quanto segue, all’insegna della *mescolanza*, di mondi, di culture, di storie:
“I posti a sedere, più di tremila comprese le due gradinate laterali, non bastano. Così vedi Sergio D’Antoni che in grisaglia grigia si accuccia accanto a due ragazzi mai visti, Violante è qualche metro più in là, sempre in terra, sulla moquette grigia, Treu si accoccola su uno strapuntino di prato con il sottosegretario Marcella Lucidi. In prima fila mamma e figlia siedono accanto al vicesindaco Maria Pia Garavaglia che dice: “Che bella confusione, siamo proprio tutti mescolati”. Giornalisti in terra a prendere appunti accanto a giovani-delegati che chiedono, fanno domande e hanno anche le loro risposte”.
Svaniscono, almeno oggi, le gerarchie precostituite, le rendite di posizione nella successione degli interventi, ecc. Una ventina di delegati “sconosciuti” salgono sul palco a parlare. E’ bella questa apertura! E’ il seme del nuovo.
- Dall’altro lato, mi pare che alla fine, sulle commissioni tutto sia stato fatto in modo un po’ troppo frettoloso.
sempre da Repubblica:
“Alle cinque deve essere tutto finito, regole della Fiera e degli allestitori che devono smontare. L’assemblea mormora: “E le commissioni, il dibattito?” In una parola: la partecipazione?
Sono trecento nomi letti in fretta che non si capisce bene chi li abbia scelti. “Hanno chiesto chi era disponibile” spiega Adinolfi e “ognuno ha indicato se e cosa voleva fare”. Ci sono tutti quelli che contano, ministri e parlamentari, i collaboratori più stretti di Veltroni, Fassino, D’Alema, Veltroni. Viene letto il nome di De Mita, membro della commissione Etica e salgono mugugni e fischi.
CHI APPROVA DEVE ALZARE IL TESSERINO IN SEGNO DI CONFERMA. SE NE ALZANO POCHISSIMI. MA NON IMPORTA.
“Bene, approvato” corre con la voce Finocchiaro.
Una delegata calabrese prova a dire: “Beh, come. Io non sono d’accordo con questi nomi, ma che modi sono, perché questa fretta”. Se ne va delusa. Partito aperto sì, ma mica autogestito. Se ne riparlerà nei rispettivi collegi. E poi per la seconda tappa della Costituente. A febbraio, questa volta a Roma. E’ classica dei partiti vecchi questa chiusura e questa fretta nel chiudere le cose (come le commissioni) senza illustrare criteri, presentare argomenti, lasciare spazio al dibattito (ovviamente secondo regole). E’ nota questa chiusura, e cela rischi. Sono le abitudini che pian piano occorre lasciare al passato.
la tensione c’è, a tratti è radicale: è qui la sfida, il senso del processo, il piano su cui si misurerà l’incedere della rivoluzione democratica. I democratici devono essere vigili ed esigenti.
Noi credo lo saremo….
Noi saremo vigili ma diro’ di piu’ saremo il Grillo parlante dei molti pinocchio della politica locale …..
Se fosse così semplice dare vita ad un partito davvero nuovo, forse non ci sarebbe neppure bisogno di fondare un partito.
Concordo con tutti coloro che annunciano attenzione e vigilanza, perchè, come ogni tanto ci diciamo, ne vedremo di tutti colori, anzi, come sapete, ne stiamo già vedendo di tutti i colori.
D’altra parte proprio qui sta il bello di questa nuova esperienza, dopo anni e anni di rinuncia alla “bellezza” della politica, o di adeguamento forzato a questo o quel partito, a questo o quel dirigente, o di accettazione del senso di impotenza di fronte al peggio del mondo, senza neppure avere più il gusto per quel poco del meglio che è nostra portata di mano.
Come molti di noi sanno, quello che in questa partita è in gioco non sono i punti di un programma di governo “più o meno” sociale, non sono in gioco le liste di risultati o le linee di schieramento, o questa e quella riforma.
Qui si affronta la possibilità di esistenza stessa della democrazia, qui si gioca la sfida più importante, quella che davvero ci può fare uscire dal secolo scorso e dalle sue tragedie. Qui si sperimenta la possibile corrispondenza fra l’esistenza del vero e la coscienza di esso, la reale possibilità che la giustizia sia formalmente condivisa e difesa dalla maggioranza formale delle donne e degli uomini del nostro paese.
Partecipare alle riunioni de La tua stagione per me è stato un po’come respirare questa tensione, che vedo un po’ in tutti, ben al di là dei limiti che ciascuno di noi fortunatamente ha.
Questa secondo me è la forza che ci permetterà di essere attenti e vigilanti, soprattutto verso coloro, e ce ne sono un bel po’, dentro e fuori la costituente, che sperano di non essere travolti da questo tsunami, che sperano di evitare il virus del rinnovamento o di cavalcarlo malamente.
Di fronte alla grandezza di questa voglia di rinnovamento, ambiziosa e stimolante, gli epigoni della nostra classe dirigente che non sono disposti a mettersi radicalmente in gioco sono come piccoli molluschi, che come tali sapranno magari vivere un attimo in più fuori dall’acqua della democrazia, ma che non riusciranno probabilmente a sfuggire comunque al banchetto della storia.
Mi si perdoni il tono, ma ogni tanto è bello anche lasciarsi andare alla retorica.
Carlo Giunchi
In effetti guardando in questi giorni le cronache dei giornali, le sensazioni che si scatenano sono molteplici, si va dall’euforia ad una certa preoccupazione. Ci sono stati indubbiamenti aspetti organizzativi della prima riunione della Costituente, che avrebbero potuto essere gestiti con meno approssimazione e quindi, con più democrazia. Ma a volta anche ciò che appare - nel senso di ciò che si vede - conta. E la visione è senza dubbio quella di gente che in grandissima parte ha molta voglia di cambiare. Poi c’è senza dubbio anche chi è ancorato a vecchi schemi o a posizioni di “rendita ” personale, che vede in qualche modo messe in discussione da quanto sta avvenendo con la nascita del PD. Per questo occorre grande attenzione in questa fase costituente, a livello nazionale , ma anche a livello locale.Per esempio le indicazioni per la costituzione degli organi sono precise, ma lasciano qualche margine di apertura, quali allargamenti fuori dall’ambito strettamente istituzionale e degli eletti. Questione che qualche giorno fa ho sentito indicare , da un compagno come : “c’è il problema delle donne, quindi qualche integrazione si dovrà farla ( sic) dato che sindaci e capigruppo sono praticamente tutti uomini “. Mi piace l’idea che una delle questioni più innovative, quale la presenza femminile paritaria, possa essere l’elemento che consente di scompaginare schemi costituiti, o quantomeno mi auguro che lo sia. Perciò chiedo il massimo impegno da parte dei nostri costituenti in questa direzione.
Il PD nato sabato scorso, è ancora la mia idea felice che mi consente di volare ( come Peter Pan).
Accendendo la mia magica lampada ho saputo che il Dr.Baldi,vostro capolista, all’Assemblea Nazionale di Milano, ha votato contro i deliberati dell’assemblea.Siete veltroniani di ferro o di pasta frolla?
Saluti democratici
Aladino
caro aladino, mi sai dire grazie alla lampada, in quanti hanno votato a favore, in quanti si sono astenuti, in quanti hanno votato contro? Te ne saremmo grati, perchè di questa informazione non c’è traccia.
Ti rammento anche che il discorso programmatico di Veltroni è incentrato su discontinuità e innovazione, trasparenza, nuove forme di partecipazione attiva alla politica (partito di cittadini attivi), chiarezza di intenti programmatici. Quello che da tempo qui sperimentiamo in forma aperta e dialogica con l’umiltà di chi l’attività politica la fa per passione.
saluti democratici
Non sapevo che Fausto avesse votato contro la delibera della costituente. Mi fa davvero piacere saperlo. (se il genietto grazie ai suoi poteri delatori dice il vero)
Anche io avrei votato contro nel caso specifico.
Per un basilare non rispetto della tanto decantata democrazia che ha portato i costituenti a Milano.
Ho già espresso altrove le mie motivazioni e le azioni che mi piacerebbe fossero prese per manifestarle nelle apposite sedi.
E tu, caro Aladino, hai anche una tua idea in proposito capace di giustificare ai miei occhi le delibere dell’assemblea quali il vicesegretario nominato senza che ci fosse una regola apposita oppure i componenti le commissioni scelti in maniera che definire oscura è un eufemismo, oppure il massimo che riesci a fare è uscire dalla lampada per trasformarti in uno yesman?
Veltroniano in questo caso, di chissà chi in altri…
Sarei, per la cronaca, curioso di aver risposta una volta tanto dato che puntualmente, appena apro bocca rivolgendomi a qualcuno, questo tace ad libitum per motivi a me ignoti!!!
C’è una sola risposta ad Aladino, chiunque sia, che presenta il condivisibilissimo voto contrario di Baldi quasi come un peccato di incoerenza.
Caro Aladino, sei democratico di ferro o di pasta frolla?
Carlo Giunchi
Io ribadisco la mia delusione per la “prima” dell’assemblea costituente e la mia delusione si associa a quella di molti altri giovani, proprio quelli per cui in teoria questo partito dovrebbe nascere…
Ci sono cose poco chiare, soprattutto per quanto concerne l’elezione dei segretari provinciali, che non ho ancora capito se saranno transitori o no! Dal regolamento se teniamo conto dell’art.6 pare di sì ma poi dalle voci che si sentono in giro pare proprio che andremo ad eleggere un vero e proprio Segretario e quindi non reputo del tutto giusto che ad eleggerlo siano costituenti (me compresa) eletti all’interno di liste bloccate e dunque non portatori di una legittimazione popolare vera e propria.
Oltre a questo se davvero fosse così vorrebbe dire che ci siamo presi in giro e abbiamo preso in giro la gente quando abbiamo detto che quelle liste non avrebbero rappresentato gli organismi dirigenti futuri del pd ed invece…adesso si vuole proprio andare in quella direzione.
Io non credo che chi contesta l’andamento della costituente o le parole di Veltroni “ragioneremo se avere o meno tesserati”(ragioneremo?!?!?!? ci esponiamo davvero al rischio di sfasciare tutto e diventare un vero partito all’americana pseudo berlusconiano?!?!?)
lo faccia perchè ha paura di perdere poltrone o privilegi (qualcuno ci sarà così come qualcuno i privilegi pensa di raggiungerli con questa innovazione…) io credo che ci sia semplicemente la volontà di costruire questo partito come si deve e se scavalcare le vecchie logiche di partito significa fare congressi o costituenti in cui nella platea si mischiano indistintamente delegati, invitati, ospiti, giornalisti, con delega e invito praticamente uguali (dove nemmeno i voti vengono contati, tantomeno quelli contrari), e dove pare che l’unico scopo sia legittimare chi già è legittimato dai 3 milioni e passa di voti che si porta sulle spalle, beh…penso che siamo partiti col piede sbagliato.
Questo non mi demoralizza, ma noi abbiamo sostenuto sia Veltroni che Caronna, giusto?
E allora se anche Caronna l’abbiamo sostenuto consapevolmente credo fosse perchè in un’idea di Partito VERO ci crediamo ancora e credo che dovremmo fare in modo di realizzarlo.
Cambiare non significa radere al suolo il passato e ricominciare, significa evolversi…migliorare ciò che è migliorabile, cancellare ciò che non funzionava.
Allora io credo che senza tesserati, sedi e sezioni, senza lughi in cui discutere le questioni quotidiane, confrontarsi, dibattere, crescere INSIEME, un partito non possa vivere… Ma spero che Franceschini sappia portare avanti la sua idea di partito a “doppio binario”.
Lo spero, perchè non voglio un partito del Leader, tantomeno un partito dei gazebo (non solo gazebo, almeno).
Caro Aladino,
se, come credo, la finalità che Ti ha mosso ad intervenire è solo polemica, questa mia risposta Ti deluderà.
Hai ragione, non sono un veltroniano di ferro, nel senso in cui lo intendi Tu, credo ed intendo esserlo, però, in ben altro senso; in maniera cioè perfettamente e rigorosamente coerente con i principi ed i metodi che il Segretario nazionale ha posto ad inequivoco fondamento del nuovo partito e non con prassi derogatorie che contingenti evenienze possono suggerire.
Mai iscritto ad alcun partito, ho aderito al progetto di costruzione del Pd condividendone le finalità e le modalità innovative con le quali intendeva operare. Momento parametrale e cerniera di snodo delle problematiche che occorreva ed occorre porre al centro della attenzione è rappresentato dal ruolo assegnato al cittadino-elettore. Felice sintesi della parte assegnata a quest’ultimo, quale protagonista della nuova fase politica, si coglie nelle parole con le quali si è espresso il neoproclamato segretario nazionale il 27 ottobre: “siamo in presenza di una figura nuova , quella del cittadino-elettore attivo….vero protagonista della fondazione del Pd.: ed è attorno al primato di questa nuova figura che dobbiamo costruire il modello organizzativo del partito nuovo”.
Questo, come tutti gli altri principi fondamentali, affermati e ribaditi nel corso dell’assemblea costituente ed in particolare quelli che devono contraddistinguere i modelli organizzativi (“un’organizzazione che poco o nulla avrà a che fare con le vecchie e tradizionali strutture di lavoro, che vivrà invece di momenti di forum aperti alla più grande partecipazione ed al contributo di tutti gli studiosi e professionisti, di tutte quelle persone …che rappresentano oggi le migliori qualità italiane”) ed i metodi operativi (“il metodo aperto usato il 14 ottobre è quello che meglio corrisponde all’idea di un partito federale e plurale…da domani esistono solo persone, sedi, idee, strumenti, luoghi e forme di confronto e di partecipazione del Partito democratico…in relazione a ciascun incarico politico, dovrà prevalere la valutazione delle qualità personali dei candidati, rispetto alle vecchie appartenenze, a logiche oligarchiche o di corrente, a pratiche più o meno lottizzatici”) hanno riscosso in tutti una adesione piena. Il Veltroni dei principi e delle regole fondamentali si è addirittura spinto oltre le più ottimistiche aspettative. Mi ha, poi, anche favorevolmente colpito il processo di accelerazione che ha inteso dare alla costruzione di questo nuovo partito, quando ha affermato e sottolineato che i principi “nuovi” operano fin da subito.
Negli ultimi minuti delle conclusioni finali, al Veltroni dei principi è subentrato un Veltroni della prassi, che ha contraddetto e smentito il primo.
Il primo passo organizzativo del cammino appena intrapreso ha negato in radice il senso e la lettera di questi principi.
Il modello prescelto, per come è stato imposto, è apparso a tutti in evidente contrasto con gli enunciati generali e fondamentali. Lo sconcerto con il quale è stato vissuto da tutti questo stridente strappo ha portato a differenti reazioni.
Dal momento che ai costituenti si è chiesto di poter offrire il proprio contributo partecipativo in forma più che succinta, in maniera cioè meramente fisico-gestuale (alzata di mano), ho personalmente ritenuto di non convalidare il vulnus inferto ai principi, principi che se vengono negati già nella prima prassi applicativa, sono destinati a perdere di valore e significato per sempre.
E’ sul metodo seguito che ho avvertito la necessità di non poter prestare consenso, anche perché, pur tenendo conto delle enormi difficoltà che comporta la gestione organizzativa del lavoro di una inusitata folla di costituenti, sarebbe stato possibile pervenire allo stesso risultato finale, facendo salvo il rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione, principi dapprima affermati come basilari e cogenti e subito appresso negati nella pratica.
Senza alcun aggravio di tempo e senza alcuna complicazione procedimentale, nulla avrebbe impedito il varo di quello stesso modello organizzativo nel rispetto dei principi e dei metodi che devono (o a questo punto, dovrebbero) caratterizzare l’agire del partito nuovo.
Oltre a ciò vi è anche un ulteriore momento delle dichiarazioni conclusive del Segretario nazionale che mi ha destato perplessità e preoccupazione. Trattasi peraltro di questione che attiene ad una complessa problematica di ordine tecnico-giuridico, alla quale non credo che Tu sia interessato.
Di tutto ciò ho avvertito la necessità di riflettere immediatamente con gli aderenti alla lista che mi ha voluto candidare.
Il 29 ottobre, in una riunione che avevo richiesto che venisse indetta proprio a questo proposito (alla quale non ha partecipato Simone, il quale nel risponderTi –e di ciò lo ringrazio- ha ipotizzato una delazione che era impossibile, vista la trasparenza con la quale noi stessi, per primi, intediamo agire) ho riferito tutto quanto era accaduto ed ho esposto con totale franchezza il mio pensiero. In esito alla discussione che è ne è seguita, in termini ampi ed approfonditi, è ora possibile trarre meditate conclusioni sul mio e sul nostro futuro impegno.
Sulla questione da Te sollevata, mi auguro, pertanto, che sia possibile intervenire entro breve tempo in maniera completa ed esauriente.
Tengo da ultimo a ringraziarTi, caro Aladino perché, sia pure con spirito polemico, sei intervenuto nel nostro blog, ponendo intelligente attenzione ad una questione che ritengo di particolare importanza.
PS. se vuoi rivolgerTi a me in termini rispondenti alla qualifica professionale, puoi pure chiamarmi avvocato, titolo di cui sono orgoglioso; meglio sarebbe però se non usassi titoli, come si usa tra compagni di viaggio (mi auguro che anche Tu abbia intrapreso questo cammino) o, se proprio vuoi far ricorso a qualità personali, mi chiamassi “democratico”.
Fausto Baldi