Archivio per novembre, 2007
Programma presentato dal neoeletto Coordinatore del Partito Democratico forlivese Alessandro Castagnoli
ELEZIONE COORDINATORE FORLIVESE PD
Forlì, sabato 24 novembre 2007
Care Elette e cari Eletti del Territorio Forlivese,
l’elezione del Coordinatore rappresenta un’ulteriore tappa per la costruzione del Partito Democratico Forlivese e sono oggi a proporVi una prima base di partenza, aperta e tutta da costruire.
Con la costituzione del PD è stato scardinato il centro-destra nel nostro Paese e Noi eletti, referenti dell’importante mandato e soprattutto della fiducia assegnataci dalle oltre 18mila persone che si sono recate nei seggi del nostro territorio, abbiamo anche il compito di scegliere il Coordinatore di una “squadra” capace di onorare al meglio gli impegni assunti con il popolo delle Primarie e dar corso alla fitta agenda dei lavori per la costruzione del Partito Democratico, guardando anche al di fuori della Provincia e puntando a traguardare al meglio gli appuntamenti e le sfide lanciate da Veltroni e dal nostro Segretario regionale Caronna.
Si tratta di organizzare e radicare, con semplicità e quanto prima, il Pd sul nostro territorio; una sfida che richiede l’impegno e la collaborazione di tutti.
Sono almeno tre i principali punti dell’agenda dei prossimi mesi; a partire dall’elezione del Coordinatore dobbiamo tornare a stare tra la gente e dare un attestato a tutti coloro che parteciperanno alla fondazione dei circoli di base da realizzarsi tra dicembre e gennaio, per andare oltre rispetto alla partecipazione data alle primarie. L’intenso lavoro che ci aspetta sarà caratterizzato dalle Assemblee degli elettori del 14 ottobre che si terranno nei mesi di dicembre e gennaio; gli elettori saranno chiamati alla costituzione dei circoli territoriali, come stabilito dalla Conferenza dei Segretari regionali tenutasi a Roma il 20 novembre u.s..
Dovremo fare dei Forum, che costituiranno il “pensatoio” del partito, e saranno luoghi molto aperti, capaci di riconoscere i problemi e i bisogni del territorio e del Paese; laboratori di idee su temi specifici dovranno anche essere luogo di elaborazione della discussione, base da cui partire per consultare gli aderenti.
Prioritario è costruire un radicamento sul territorio capace di “innovare nella tradizione” basandosi anche su un coinvolgimento fatto attraverso modi nuovi, caratterizzato da circoli che potranno avere caratteristiche e collocazioni anche diverse rispetto alle sedi tradizionali, forum tematici – in linea con gli intendimenti nazionali di Veltroni - molto aperti e capaci di coinvolgere le migliori competenze e risorse della società.
L’organizzazione territoriale dovrà essere costruita su circoli, che raggruppino più quartieri o frazioni, con l’aggiunta di forum tematici capaci di offrire una possibilità di aggregazione anche in contesti in cui la dimensione territoriale non ha grande rilevanza. Il PD deve rappresentare il territorio forlivese nella sua interezza e dare pari dignità a tutti i nostri 15 Comuni negli organismi che si verranno a formare. Circoli che sappiano interagire con le domande dei cittadini, ispirati non all’idea di controllo sociale come nei partiti del XX secolo, ma al dialogo permanente, anche utilizzando a fondo le potenzialità di partecipazione fornite dalle nuove tecnologie. A questo proposito considero necessario prestare particolare attenzione alle esperienze innovative che hanno caratterizzato le primarie – un esempio il dialogo aperto sul sito/blog www.latuastagione.it – da considerarsi area organizzativa “complementare” del PD.
Per costruire tutto questo è necessario il contributo di tutti i costituenti del nostro territorio, superando e valorizzando le differenze e le provenienze culturali e politiche, per costruire un partito di popolo e plurale, la diversità unisce e fa crescere.
A questo proposito gli eletti scelgono il coordinatore per unire ed essere artefici e attori di una “squadra” capace di semplificare il linguaggio della politica e costruire delle modalità operative snelle ed efficienti, mettendo in chiaro i processi e le decisioni. Insieme possiamo dare un contributo affinché lo Statuto del nuovo Partito raccolga le speranze di trasparenza, rinnovamento della politica e certezza delle regole perché il PD non può fondarsi su leader in solitudine. La velocità della comunicazione impone anche nuove regole per lo snellimento della struttura organizzativa del partito, che non si significa smobilitare ma valorizzare le competenze e il merito.
Vogliamo promuovere un metodo di lavoro capace di trattare con appropriatezza gli argomenti nelle sedi proprie e nel rispetto dei ruoli e degli organi, favorire un approfondimento adeguato degli argomenti avvalendosi delle più alte e qualificate competenze, pur mantenendo sempre i piedi per terra e compiere i più grandi sforzi per stare agganciati continuamente alla “nostra gente”.
Il Coordinamento sarà l’organo di indirizzo politico del coordinatore e potrà essere allargato di volta in volta ad invitati, come i sindaci e i referenti dei circoli del territorio. Altresì, il Coordinatore potrà avvalersi di un organismo esecutivo e di competenze che gli consentano di svolgere appieno le funzioni attribuite dagli statuti e l’autonomia necessaria per coordinare - raccordare gli indirizzi politici nazionali, regionali e provinciali. In relazione a quanto espresso dal Segretario Veltroni nella sua recentissima lettera, è opportuno evitare i cumuli degli incarichi e garantire che l’attività del coordinatore possa disporre di una grande apertura all’esterno, oltre il confine dei partiti.
Negli organismi e nelle scelte sarà presupposto di base il ruolo dei giovani e delle donne; il riequilibrio di genere non dovrà essere una mera questione quantitativa ma un approccio generale che verrà sviluppato anche in relazione alla capacità del nostro territorio. Tale approccio è da considerarsi proprio dell’etica del PD e andranno compiuti ulteriori sforzi, anche attraverso le Commissioni Statuto e Programma, per far si che tali istanze possano tradursi in prassi politica. E’ indispensabile prevedere che nel territorio forlivese il 50% dei membri degli organismi, ove questo sia possibile, siano donne, in coerenza con quanto già attuato in occasione della costituzione degli organi regionali e nazionali, deve divenire una prassi a tutti i livelli organizzativi, per rimarcare il carattere innovatore del partito nuovo.
Nel territorio, per superare i confini e uscire dai recinti incarnando al meglio il significato del PD, considerando che la Costituente Regionale ha previsto nella nostra Provincia due coordinamenti territoriali (Forlì e Cesena), riteniamo importante lavorare al fine di verificare la fattibilità di un coordinamento unitario, disciplinato nello Statuto regionale. Tale coordinamento unitario dovrà essere il luogo in cui si crea una contaminazione virtuosa tra democratici, in vista della realizzazione, in prospettiva, di un’unica federazione provinciale. In questa cornice è necessario dar vita, congiuntamente, ad un Centro di Formazione Democratica in collaborazione con le associazioni culturali operanti sui diversi territori e l’Università, per approfondire i temi della politica e contribuire a formare le donne e gli uomini e soprattutto i giovani, che rappresenteranno il partito nuovo. Il PD vincerà la sfida del futuro nella misura in cui saprà essere il partito dei giovani.
Il Tesoriere dovrà redigere per il 2008 un bilancio partecipato e sociale, che possa essere discusso dai circoli di base. Si collega a questa candidatura l’esigenza di nominare FRANCO GENSINI tesoriere del PD, che ha già dimostrato grande competenza e capacità organizzativa nello svolgimento del ruolo di Direttore dell’UTAP forlivese.
ALESSANDRO CASTAGNOLI
Coordinatore Partito Democratico Forlivese
Comunicato dei costituenti
In data odierna si è svolta a Forlì l’Assemblea dei costituenti per l’elezione del Coordinatore del Partito Democratico forlivese. Il candidato Alessandro Castagnoli ha presentato un programma che recepisce le proposte più innovative del nostro documento.
Fausto Baldi
Marina Flamigni
Tatiana Gentilini
Entela Mjeda
Stefano Orioli
Il logo del PD
Reso pubblico ieri in giornata il logo del Partito Democratico (vi sarete accorti della sua presenza al posto di quello della lista presentata alle primarie in apertura di pagina).
Voi che ne pensate?

Fausto Baldi a Walter Veltroni e Salvatore Caronna
Pubblichiamo copia dell’intervento inviato a Walter Veltroni e Salvatore Caronna da fausto Baldi riguardo le assemblee provinciali del Partito Democratico:
La costruzione del Partito democratico, nella complessità degli atti preparatori, trova la sua prima compiuta disciplina giuridico-amministrativa nel regolamento quadro per l’elezione delle Assemblee costituenti dell’Ulivo-Partito democratico.
Il regolamento è incentrato e finalizzato, in primo luogo, sulle figure del Segretario politico nazionale, dei Segretari regionali e delle Assemblee costituenti, nazionale e regionale.
Per dar vita a questo primo momento fondativo del partito è stata chiamata al voto l’intera cittadinanza.
Il regolamento all’art. 1, comma 1°, ha indetto l’elezione dei componenti della A.C.N. e nel contempo del Segretario per il giorno 14.10.2007 ed al comma 2° ha specificato i requisiti dell’elettorato attivo.
Gli organi del partito previsti dal regolamento sono:
1) L’Assemblea nazionale (art. 2, commi 1° e 3°), per la quale si stabilisce la data del 27 ottobre per l’insediamento e per la prima seduta. I compiti attribuiti all’Assemblea sono:
a) approvare il Manifesto; b) approvare lo Statuto nazionale del partito; c) adempiere agli ulteriori compiti che le norme transitorie e finali dello Statuto le potranno assegnare; d) approvare le ulteriori disposizioni per disciplinare le modalità di funzionamento degli organi, anche nella fase transitoria.
2) L’Assemblea regionale (art. 2, comma 2°), che dovrà essere convocata entro i 30 giorni successivi al 14.10.2007, come primo adempimento nominerà un Presidente con votazione a scrutinio segreto.
I compiti attribuiti all’Assemblea regionale sono:
a) approvare il proprio statuto regionale, nel rispetto dei principi stabiliti nello statuto nazionale;
b) adempiere agli ulteriori compiti che le norme transitorie e finali dello Statuto regionale e nazionale le potranno assegnare.
3) L’Assemblea provinciale ed il Segretario provinciale, la cui modalità di elezione, da tenersi entro la data del 31 dicembre 2007, verranno stabilite con successivo regolamento.
Il 27 ottobre 2007 l’Assemblea nazionale ha approvato un dispositivo, che si compone di 9 capi, con i quali:
1) si è creato ed assegnato l’incarico di Vicesegretario del partito (incarico peraltro non previsto dal regolamento quadro e –ovviamente- non ancora previsto dall’elaborando statuto);
2) si è creato ed assegnato l’incarico di Tesoriere del partito;
3) si è stabilita la costituzione entro il 30.11.2007 dei gruppi del Pd ad ogni livello istituzionale;
4) si è previsto l’onere di contribuzione finanziaria del partito a carico degli eletti ai livelli politici territoriali di comune, provincia, regione e parlamento;
5) si sono create le figure-organi del Coordinatore provinciale e del Coordinamento provinciale ai quali si è attribuito il (solo) compito di cui al successivo capo:
6) di coadiuvare il Segretario regionale perché entro la data del 23 dicembre siano convocate assemblee di tutti i votanti del 14 ottobre per costruire il Pd nel territorio;
7) si è incaricato il Tesoriere di porre in essere gli atti giuridici necessari per la fase transitoria, sino all’approvazione dello Statuto;
8 ) si sono attribuite, nella fase transitoria, le funzioni di organo di garanzia al Comitato dei garanti delle primarie;
9) si sono create e composte tre Commissioni alle quali è stato affidato il compito di redigere tre atti: Statuto; Codice etico e Manifesto dei Valori (alla previsione del regolamento quadro si è aggiunto il Codice etico).
L’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna, insediatasi il 10 novembre, ha deliberato-approvato un dispositivo articolato in 8 punti;
1) si è incaricato il Segretario regionale di nominare un esecutivo ed un ufficio organizzativo;
2) si è nominato un tesoriere;
3) si è confermato l’obbligo di provvedere alla costituzione dei gruppi ai livelli istituzionali regionale e sub regionale;
4) si sono costituiti i coordinamenti provinciali e territoriali parificati;
5) si è confermata la data delle elezioni dei coordinatori provinciali per il 24 novembre, con le modalità di presentazione delle candidature;
6) si è confermato l’obbligo, assicurando l’impegno, di convocare le assemblee dei votanti del 14 ottobre per costituire il Pd a livello territoriale;
7) si sono affidate le funzioni di garanzia nella fase transitoria al Collegio regionale delle primarie;
8 ) si sono creta e composte due commissioni per la redazione dello statuto e del Manifesto dei Valori.
Il deliberato organizzativo ha finora avuto riguardo -nella sostanza- alle strutture ed ai compiti delineati in maniera vincolante ed obbligatoria dal regolamento quadro.
Né avrebbe potuto accadere diversamente.
Le poche e lapidarie disposizioni precettive contenute in detto regolamento non sono, infatti, -almeno allo stato- suscettibili di modifiche sostanziali da parte di nessuno.
Non sono modificabili da parte dell’Assemblea nazionale la cui componente elettiva ha, per l’appunto ricevuto lo specifico mandato di provvedere ad adempiere ai chiari e ben delineati compiti organizzativi stabiliti dalla norma che ha indetto la chiamata al voto dell’intera cittadinanza, vero e primo soggetto fondatore del partito.
Il mandato elettivo è stato conferito dal soggetto protagonista della fondazione non in bianco, ma con l’incarico di provvedere nei modi e termini, e con i poteri previsti dal “bando”.
L’unico momento apparentemente innovativo rappresentato dalla creazione del coordinatore provinciale e del coordinamento provinciale può essere considerato legittimo, se interpretato come momento anticipatorio di una disposizione transitoria che, a mente del disposto dell’art. 2, comma 1°, avrebbe dovuto trovare collocazione nelle previsioni transitorie e finali dello Statuto.
Dal momento in cui non si è provveduto nella prima seduta all’elaborazione ed all’approvazione di quest’ultimo, il disposto del capo 5 trova legittimazione nella funzione di integrazione organizzativa consentita dalla norma citata, estrapolata ed anticipata solo a tale riguardo, nel rispetto del mandato conferito ai costituenti nazionali dagli elettori.
Il potere conferito al coordinatore ed al coordinamento è, poi, di fatto limitato al solo compito descritto al capo 6 del dispositivo nazionale. Ogni altro potere sarebbe illegittimamente esercitato perché non conferito, né consentito da alcuna norma.
Nel mentre appare eccessivo l’impegno politico che si è profuso per l’individuazione dei soggetti che si dovranno dare carico di coordinare il lavoro di convocazione delle assemblee di cui al punto 6, ritengo, invece, necessario sollecitare la costituzione degli organi (stabili e non transitori del partito) che ancora mancano, organi necessari ed indispensabili, perché previsti nel regolamento quadro.
Entro il 31 dicembre deve, infatti, provvedersi, all’elezione delle Assemblee provinciali e dei Segretari provinciali, secondo modalità stabilite da un emanando regolamento, previa individuazione del soggetto che dovrà provvedere all’emanazione di detto regolamento.
L’onere dell’adempimento di questo compito è –verosimilmente- sfuggito all’attenzione di chi ha predisposto il dispositivo nazionale letto il 27 ottobre a Milano. E’ lo statuto che si sarebbe dovuto dare carico di stabilire le modalità di emanazione del regolamento per l’elezione dell’assemblea e del segretario provinciale. Nella originaria configurazione del regolamento quadro era implicitamente prevista l’adozione dello statuto già in occasione della prima riunione, a tale conclusione porta l’ultimo periodo del comma 1° dell’art. 2.
Sarebbe stato possibile ed auspicabile prevedere una norma anticipatoria dello statuto a tale limitato fine, nel momento in cui si preferiva rimandare al lavoro che sarebbe stato compiuto nei mesi successivi da una apposita Commissione, così come si è del resto operato per l’anticipazione della disposizione transitoria relativa al coordinatore provinciale.
Così però non è avvenuto.
Non potendosi non provvedere alla costituzione del terzo livello organizzativo stabile e fisso, previsto dal regolamento quadro, e cioè quello provinciale, in aggiunta a quello nazionale e regionale, credo che sia indispensabile che venga convocata, con l’urgenza dettata dal rispetto della data del 31 dicembre di cui all’art. 1, comma 3° del regolamento quadro (termine peraltro –ovviamente- ordinatorio), una nuova riunione dell’Assemblea costituente nazionale per poter provvedere a tal riguardo, come ad altri aggiustamenti che a mente fredda, dopo una più attenta lettura del dispositivo, parrebbe opportuno adottare.
Fausto Baldi (costituente nazionale)
Giornata Onu contro la violenza alle donne
Riceviamo e pubblichiamo il volantino e il programma degli incontri organizzati in occasione del 25 novembre, giornata Onu contro la violenza alle donne.
Trovate il tutto qui (pdf 734 kb)
4 commentiLettera aperta ai costituenti del partito democratico
Un partito nuovo: tra rete e territorio, per la partecipazione e la trasparenza
Un partito a rete
Il 14 ottobre oltre diciottomila forlivesi hanno partecipato alle elezioni per la scelta del segretario nazionale e regionale del PD.
Con il loro voto hanno espresso una domanda di cambiamento a cui bisogna dare risposte con scelte coraggiose nel territorio, ispirate alla buona politica.
Walter Veltroni e Salvatore Caronna nei discorsi di insediamento hanno tracciato il profilo del “partito nuovo”.
Ora tocca a noi superare la piramide, strutturare il partito a rete, abbandonando il modello gerarchico burocratico per approdare ad un’organizzazione per progetti e servizi.
I Forum sperimentati fino ad ora, non hanno funzionato perché hanno operato in modo parallelo, mancando la connessione reale con l’organizzazione tradizionale.
Un partito a rete dovrà far prevalere la dimensione del confronto delle idee su quella conflittuale.
Dovrà fare iniziativa politica, ma anche gestire iniziative di socializzazione. Il patrimonio di centinaia di volontari che animano le feste di Partito va salvaguardato e ad esso occorre dare un futuro pieno di nuove energie.
E’necessario affiancare agli eventi ludici adeguate iniziative ricreative e culturali capaci di elevare il livello qualitativo dei momenti di socializzazione.
Un partito radicato nel territorio
La Costituente Regionale ha previsto nella nostra Provincia due federazioni territoriali (Forlì e Cesena): riteniamo importante lavorare affinchè si possa giungere ad un coordinamento unitario, disciplinato nello Statuto regionale, che sia il luogo in cui si crea una contaminazione virtuosa tra democratici, in vista della realizzazione in prospettiva di un’unica federazione provinciale.
Da subito proponiamo che Forlì e Cesena diano vita congiuntamente un Centro di Formazione Democratica in collaborazione con le associazioni culturali operanti nel territorio, per approfondire i temi della politica e contribuire a formare le donne e gli uomini che, nel nostro territorio, rappresenteranno il partito nuovo.
L’organizzazione territoriale dovrà essere costruita su circoli che raggruppino più quartieri o frazioni, con l’aggiunta di circoli tematici capaci di offrire una possibilità di aggregazione anche in un contesto in cui la dimensione territoriale non ha grande rilevanza.
Circoli che sappiano interagire con le domande dei cittadini, ispirati non all’idea di controllo sociale come nei partiti del XX secolo, ma al dialogo permanente, anche utilizzando a fondo le potenzialità di partecipazione fornite dalle nuove tecnologie. A questo proposito sottoponiamo all’attenzione del costituendo partito un’ipotesi organizzativa di “partito complementare” elaborata in questi mesi attraverso un dialogo aperto sul sito/blog www.latuastagione.it.
Sarà nella vita dei circoli, fino ad oggi luoghi pressoché esclusivi del potere maschile, che si gioca il futuro del Partito Democratico e la rivoluzione del “riequilibrio di genere”.
Prevedere che nel territorio forlivese il 50% dei membri dei direttivi di circolo e dei coordinatori siano donne è indispensabile, in coerenza con quanto già attuato in occasione della costituzione degli organi regionali e nazionali, e deve divenire una prassi a tutti i livelli organizzativi, per rimarcare il carattere innovatore del partito nuovo.
Così come emerso dalla insoddisfacente partecipazione dei giovani alle primarie del 14 ottobre, è necessario avviare tutte le azioni possibili per avvicinare e coinvolgere le nuove generazioni nella costituzione e nella vita attiva del partito nuovo.
Un partito leale nei confronti delle amministrazioni
Il Partito Democratico governa in Provincia e nella stragrande maggioranza dei comuni del territorio.
Nella recente crisi in Provincia alcuni dirigenti hanno attaccato i nostri amministratori facendo venir meno quei vincoli di solidarietà che dovrebbero ispirare un corretto rapporto tra Partito e amministratori.
A nostro avviso il Patto per lo Sviluppo è restato un intento programmatico, piuttosto che diventare una vera prassi amministrativa, anche perché la visione progettuale in ambito provinciale non sempre è patrimonio condiviso da tutti i soggetti in campo, a causa dei persistenti localismi. Bisogna definire, anche in vista delle elezioni del 2009, un Patto sociale per l’Innovazione che metta al centro la sostenibilità ambientale e sociale, nonché la qualità della politica e dell’amministrazione pubblica.
Per questo è importante che si ricostruisca un dialogo anche al di fuori delle Istituzioni con Verdi e Sinistra Democratica per definire un profilo programmatico delle amministrazioni non ispirato alla mera gestione dell’esistente.
La delegazione forlivese deve trovare negli organismi del Partito Democratico un sostegno vigile, critico, ma leale.
Un partito partecipato e collegiale
Il Coordinamento Territoriale potrà allargarsi come definito dall’art.5 del Dispositivo approvato dall’Assemblea Nazionale, senza però superare i 61 membri.
Abbiamo visto anche in questa fase costituente come organismi pletorici vengano poi espropriati delle loro prerogative.
Il Tesoriere dovrà redigere per il 2008 un bilancio partecipato e sociale, che possa essere discusso dai circoli di base.
Il Coordinatore
In relazione a quanto espresso dal Segretario Veltroni nella sua recentissima lettera, riteniamo auspicabile che la candidatura a coordinatore possa rispondere ai seguenti criteri:
1) valorizzare la presenza femminile e adoperarsi perché a Forlì sia possibile realizzare la più ampia convergenza sulla figura di una coordinatrice
2) che siano evitati i cumuli degli incarichi
3) che la scelta possa garantire una grande apertura all’esterno, oltre il confine dei partiti
4) che il ruolo del coordinatore sia supportato e sostenuto nelle scelte politiche da un esecutivo rappresentativo della pluralità delle sensibilità in campo.
Forli, 20 novembre 2007
latuastagione.it
8 commentiRiceviamo e pubblichiamo: sulla riduzione dei costi
In merito al tema della riduzione dei costi della politica faccio presente che che lunedì scorso 5 novembre il Consiglio Comunale di Forlì ha approvato una delibera, la n. 175, con la quale si sono approvati gli indirizzi per gli adeguamenti statutari ai sensi della legge finanziaria 2007 delle aziende partecipate dal Comune.
La delibera nasce dall’esigenza di adeguare la composizione e quindi gli emolumenti alle norme previste dalla finanziaria 2007 ma anche dal codice per il presidio delle partecipate del Comune di Forlì approvato dal Consiglio Comunale il 22 dicembre 2006 con Delibera n. 224 visionabile al link sottoindicato.
Tale adeguamento andrà effettuato improrogabilmente entro il 22 novembre per quanto riguarda la composizione degli organi mentre per gli onorari la decorrenza è retroattiva a partire dal 1 gennaio 2007.
Si precisa che ai sensi della suddetta normativa Il numero massimo degli amministratori delle società partecipate interamente da Enti Locali è di 3 per le società che hanno un capitale sociale inferiore a 2 mln di € e di 5 per le altre. Per le società “miste”, ossia al cui capitale partecipino anche altri soggetti privati e pubblici, oltre gli enti locali, il numero
massimo dei componenti designabili dai soci pubblici locali, ivi comprese anche le Regioni, è di cinque.
Per quanto riguarda i compensi i tetti massimi previsti dalla finanziaria sono pari all’80% e al 70% dell’indennità prevista per il Sindaco del Comune azionista di riferimento rispettivamente per il Presidente e i componenti del cda. Il codice del Comune di Forlì, in via di approvazione anche da parte di Cesena, prevede invece sempre rispetto alle indennità del
Sindaco del Comune azionista di riferimento un compenso massimo pari al 75% per i Presidenti e pari al 30% per gli altri componenti.
C’è poi il tema della qualità delle nomine. Personalmene credo sia giusto che a presiedere tali aziende ci vadano principalmente ex amministratori in quanto devono essere persone di stretta fiducia dei Sindaci che li nominano e per cui conto (ovvero per le comunità che i Sindaci rappresentano) devono operare e conseguentemente a loro rispondere. Persone di esperienza e capacità in grado di non farsi prendere per i fondelli dal managment aziendale, capaci di relezionarsi coi Sindaci e nel caso coi cittadini/utenti, persone cioè che adempino a quel lavoro politico-amministrativo che in aziende pubbliche o parapubbliche dovrebbe comunque essere necessario. Una mansione che va svolta con autentico spirito
di servizio verso la propria comunità e richiede pertanto dedizione e fatica se si vuole farla bene, nel caso contrario qualsiasi indennità sarebbe comunque troppo elevata. Credo sia importante pertanto capire se chi è negli enti di secondo grado svolge adeguatamente o no il proprio compito, se è in grado di capire e di influire sulle scelte aziendali, di rapportarsi e
tutelare i soci pubblici (e quindi i cittadini), di ricercare i modi per far erogare i miglior servizi al minor prezzo (senza magari tirare il collo ai lavoratori o ricorrere ad infiniti subappalti). Sinceramente non so quali siano i mezzi più efficaci e trasparenti per arrivare a nomine di qualità. Il legislatore a suo tempo attribuendo tale nomine esclusivamente ai Sindaci pensava di sottrarli così al gioco della lottizzazione. Le cose credo siano andate un pò diversamente, non so però se
riportare tale scettro in capo ai partiti e aprire a tal fine appositi “congressi” sui nominativi sia un possibile rimedio e se rappresenti un modo nuovo di fare politica…
Sottolineo che personalmente a me non da fastidio vedere nostri onorabili ex amministratori andare in certe aziende se nel corso della loro esperienza hanno dimostrato onestà, dedizione, capacità.. mi da più fastidio vedere quando alcuni di essi si trasformano improvvisimente in dei novelli manager e perdono ogni contatto con le ragioni “pubbliche” che dovrebbero
presidiare…
Luciano Minghini
(Presidente del Consiglio Comunale di Forlì)
Flussi autorizzati di migranti in Italia
Flussi decreto per 170 mila posti
Firmato il provvedimento che autorizza le nuove assunzioni di lavoratori extra UE: 65 mila quelle riservate al settore domestico
CENTOSETTANTAMILA. Tanti saranno i lavoratori extracomunitari ammessi quest’anno in Italia. Per più di un terzo, colf e badanti. Lo stabilisce il Decreto flussi 2007, firmato dal presidente del consiglio il 30 ottobre scorso. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista nella seconda metà di novembre e la presentazione delle domande dovrebbe scattare entro la prima metà di dicembre. La vera novità? Da quest’anno le domande potranno essere inviate solo via internet, sul sito www.interno.it , dal singolo datore di lavoro o attraverso patronati e associazioni imprenditoriali. Addio dunque file alle Poste, tutto avverrà via computer.
Col Decreto flussi, l’Italia fissa un tetto massimo di ingressi di cittadini extracomunitari per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Questo sulla carta. In verità il Decreto è spesso l’unica chance per mettere in regola chi si trova in Italia: si fa domanda, si spera di rientrare nelle quote, si esce dal paese e si ritorna regolari.
I lavoratori stranieri ammessi quest’anno saranno 170mila. Meno del fabbisogno interno: secondo le stime di UNIONCAMERE, le previsioni di assunzione delle imprese italiane sarebbero comprese tra un minimo di 160mila lavoratori e un massimo di 228mila. “le quote sono inferiori alle richieste del mercato – spiega il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero – perché in tal modo ci auguriamo di portare a termine rapidamente la lavorazione delle domande e ripartire nel 2008 con un nuovo decreto. Speriamo inoltre che il prossimo anno venga approvata la nuova legge sull’immigrazione”.
Il Decretto 2007 consente l’accesso in Italia di 47. 100 lavoratori subordinati provenienti da quegli stati (14) che hanno sottoscritto con il nostro paese specifici accordi di cooperazione e di riammissione dei clandestini. Altri 2. 500 quote sono riservate a quei paesi pronti a concludere analoghi accordi.
LE QUOTE PER NAZIONALITA’ I TEMPI PER LE DOMANDE
ALBANIA 4.500
ALGERIA 1.000
BANGLADESH 3.000
EGITTO 8.000
FILIPPINE 5.000
GHANA 1.000
MAROCCO 4.500
MOLDAVIA 6.500
NIGERIA 1.500
PAKISTAN 1.000
SENEGAL 1.000
SOMALIA 100
SRI LANKA 3.500
TUNISIA 4.000
ALTRI 2.500
TOTALE 47.100
Dalle ore 8 del QUINDICESIMO giorno dopo la pubblicazione del Decreto.
Per lavoratori provenienti da paesi che hanno quote riservate
Dalle ore 8 del DICIOTESIMO giorno per lavoro domestico e di assistenza alla persona
Dalle ore 8 del VENTUNESIMO giorno per tutti gli altri
A cura di Entela Mieda (costituente regionale)
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Walter Veltroni al Mei di Faenza
Cari Amici desidero condividere con voi questa bella lettera di Walter Veltroni di auguri al Mei 2007. Colgo l’occasione per invitarvi naturalmente , il 23 novembre ala Teatro Masini faremo anteprima Mei con Premio Italiano Musica Indipendente (Mario Biondi, Eugenio Bennato, Massimo Bubola, Nada e tanti altri). Siete invitati se volete fare una mailing list e farmela avere con accesso gratuito. Grazie e a presto,
Giordano Sangiorgi
(Già referente Lista Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro - Faenza)
“Caro Giordano,
ti scrivo in occasione della nuova edizione del MEI, che in poco più di dieci anni è diventato un appuntamento fisso per sapere cosa c’è di nuovo sulla scena musicale italiana.
La cultura è un fattore strategico per la crescita del nostro Paese e la musica popolare è a pieno titolo parte della cultura nazionale. Tutta la musica lo è, anche quella che non va quasi mai in televisione. Il vostro meeting è per me ancora più significativo perché so che al MEI si può incontrare la realtà delle etichette indipendenti, uno dei primi scenari apertosi alle nuove generazioni. Durante questi mesi la candidatura a segretario del Pd mi ha portato a girare tutta l’Italia e in ogni città c’erano manifesti e locandine di concerti dei gruppi più disparati, in gran parte fatti da giovani. Ragazzi che cominciano a suonare nelle cantine ma che poi hanno più opportunità di una volta. Grazie a internet, che porta nel mondo alla portata di tutti qualsiasi contenuto lungo percorsi inconoscibili, fatti da 1.000 rivoli, non ci sono più solo i messaggi in bottiglia, le audizioni attese per giorni con i produttori. Oggi i ragazzi possono farcela, con un semplice computer possono trovare la strada più facile verso un palco e una platea attenta.
Quando nel 2003 avete voluto premiarmi ho mandato un video-messaggio e prima di farlo ci siamo fatti raccontare cosa succedeva a Faenza.
Mi hanno descritto la scena di una serie di giornate con migliaia di persone, espositori, artisti impegnati nei live, videomaker, scrittori, produttori. Così ho avuto l’idea di una grande e divertente confusione, ma scritto con il trattino: con-fusione dove si possono vedere i gruppi più disparati conversare con i loro ascoltatori e con quelli di altri gruppi, presentare i propri dischi non solo ai critici, quasi dei giudici, ma al popolo di chi ama la musica e agli altri artisti. Per questo ritengo che incontri come il vostro, dove si trova un patchwork di esperienze diverse, sono fondamentali: siete una grande coperta multicolore per la ricca vita culturale italiana.
La politica spesso parla ma fatica ad ascoltare. Tralasciamo gli stimoli che arrivano da chi tutti i giorni si impegna nei settori più diversi della nostra società e della nostra economia, tra cui quello dell’industria musicale, che nella mia esperienza di ministro dei Beni Culturali è stata fondamentale. Apprezzo molto che Faenza sia un luogo dove non ci si limita a lamentarsi ma si riflette, indicandoci idee e strade nuove a supporto della creatività contemporanea. Dalla proposta di legge per la musica consegnata al Parlamento in questi giorni, ai suggerimenti per l’applicazione di sgravi fiscali alle produzioni discografiche indipendenti e ai giovani autori, come a coloro che fanno corsi di musica. Tutti contributi utili a difendere questo che è un mercato culturale, in cui è più che lecito sviluppare le proprie creazioni, i propri sogni.
Tra le etichette che hanno fatto la storia del XX° secolo una è stata La voce del padrone, quella del grammofono col cane di fronte. Con voi ascoltiamo ogni anno le voci e le note degli autori. Le loro storie, voci, suoni, ma anche le immagini e i volti. La musica che si ascolta oggi è molta di più di quella delle nostre generazioni, quantitativamente e culturalmente: 30 anni fa non avremmo mai ascoltato musica africana o se fosse esistito I-tunes mai avremmo messo nella stessa play-list Cesaria Evora, i nuovi gruppi rock italiani e la musica tradizionale, come la taranta. Tanti cantautori hanno insegnato a diverse generazioni di artisti una strada diversa, profonda per esprimersi facendosi comprendere da tutti, nelle forme più immediate e popolari. È così che la musica indipendente continua ad accompagnarci con note e parole sincere.
Tutti i miei auguri quindi per il successo dell’edizione 2007 del MEI.
Walter Veltroni“
Nessun commentoImmagini in diretta dalla Costituente Regionale
Entela Mjeda (costituente) ed Elena Toni (invitata) hanno inviato alcune immagini in diretta dalla Costituente Regionale.

Tanti saluti da Bologna

Caronna sta parlando - E’ arrivato Prodi

Parla Romano Prodi

Parla Tatiana Gentilini
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