La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Immagini in diretta dalla Costituente Regionale

Entela Mjeda (costituente) ed Elena Toni (invitata) hanno inviato alcune immagini in diretta dalla Costituente Regionale.

Tanti saluti da Bologna

Caronna sta parlando - E’ arrivato Prodi

Parla Romano Prodi

Parla Tatiana Gentilini

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22 Commenti a "Immagini in diretta dalla Costituente Regionale"

  1. Alessandro Pilotti 10 novembre 2007 18:21

    Reduce dalla appassionante trasferta a Bologna, in compagnia delle democratiche Tatiana, Entela, Elena e Sara volevo ringraziare pubblicamente Valter Bielli per tutto ciò che ha fatto in questi mesi.
    Oggi che siamo qualcosa di assolutamente originale, innovativo, consolidati ma in movimento, non abbiamo più il complesso di essere definiti come la corrente di Bielli come qualcuno per liquidarci sommariamente talvolta ha detto.
    Valter in questi mesi ha dato un contributo assolutamente generoso alla riuscita del nostro progetto politico e se oggi La tua stagione ha avuto la possibilità con Tatiana di intervenire per ultima nel dibattito in Assemblea e di conquistare uno spazio nella Commissione Regionale Statuto lo dobbiamo al lavoro paziente
    che Valter ha fatto fin dai primi di agosto.
    Questa sera io gli dico grazie anche per le frenate che ha dato alle nostre fughe in avanti che talvolta possono essere sembrate irriverenti ma erano dettate da una sincera voglia di cambiamento
    Credo sia giunto il momento di togliere dal banner del blog il logo delle elezioni del 14 ottobre.
    Da oggi siamo qualcosa di più di una lista.
    Dobbiamo dare la possibilità di antrare nel blog anche a chi a fatto fino ad ora un percorso diverso dal nostro.

  2. bruno carioli 10 novembre 2007 22:32

    Bielli che frena.Ma va là :-)))

  3. entela 11 novembre 2007 17:22

    ciao a tutti!
    mi aggiungo anche io al ringraziamento di Pilotti per il lavoro la pazienza e la tenacia di Bielli.
    Ieri come sapete sono stata a bologna. e’ stata una bella giornata piena di emozioni di vario tipo.
    mentre facevo la fila per andare a ritirare il cartellino di riconoscimento mi sono venuti in mente i primi giorni che ero qui in italia a “frampul” chi ci pensava, allora, che dopo nove anni sarei stata una delle costituenti del PD in ER…….
    è stato molto bello partecipare e vedere tanti giovani, donne e anche qualche “nuovo cittadino”.
    bellissima sorpresa l’arrivo del presidente del consiglio Romano Prodi accompagnato da un lungo e sentito applauso.
    molto chiaro e bello il discorso iniziale di Caronna. alcuni passagi che io personalmente ritengo importanti
    ” promuovere un patto tra mondo del lavoro,impresa e sapere elencando parole d’ordine del prossimo futuro: giustizia fiscale, buona amministrazione, retribuzione del reddito, PREMIO REALE E CONVINTO DEL MERITO”
    ” il profilo del PD APERTURA,PARTECIPAZIONE e DIALOGO, una forza popolare non solo tesserati ma anche forum su varie tematiche.
    ” primarie non solo per la scelta delle candidature a livello territoriale ma anche per scegliere i propri rapresentanti in Parlamento e nelle Assemblee regionali.
    ” mobilitazione straordinaria di tutti i partecipanti alle primarie ai quali sara consegnato un certificato di fondatore del PD.
    ” basta liti sulle pagine del giornale.
    ” il ringraziamento a Palma Costi e Antonio La Forgia per il loro contributo portato al prezioso risultato delle primarie.
    ” poi l’ultima parte è dedicata a questa grande, bella accogliente regione Emilia Romagna. Caronna mette in evidenza la richezza della ER, dicendo ” quando c’è da innovare questa terra è sempre in prima fila, e lo è stata per il numero di votanti alle Primarie.
    mi sono emozionata molto quando Caronna ha citato una frase di Enzo Biagi ” si può essere a sinistra di tutti ma non del buon senso” scatenando un lungo e caloroso applauso.
    mi è piaciuto molto l’intervento di Prodi.
    molto carichi e belli gli interventi dei delegati uno in particolare quello della Tatiana, anzi colgo l’occasione di ringraziarla di TUTTO.
    poi gli ultimi 15 min, dopo una giornata bella e intensa la delusione finale, votare gli emendamenti presentati da diversi delegati senza sapere il loro contenuto.
    lì per lì sono rimasta molto delusa ma ripensandoci bene mi sono chiesta allora se fosse cosi semplice cambiare, innovare non sarebbe stato necessario a costituire un partito nuovo,per questo, secondo me, non bisogna mollare ma andare avanti e lavorare sempre di più per un PARTITO POPOLARE nel vero senso della parola, e noi della provincia Forlì-Cesena dobbiamo lavorare più di tutti gli altri perchè abbiamo una questione in sospeso, una questione che rischia di indebolire la posizione di Forlì e Cesena a livello regionale.

  4. gianluca monti 11 novembre 2007 17:27

    E’ vero Alessandro, una trasferta davvero appasionante… Posterò questo commento con il Logout di Gianluca perché sto scrivendo dal suo PC e non sono riuscita a cambiare il collegamento già impostato(mi scuserete per la scarsa abilità nell’uso di questi strumenti!!!).
    UNa giornata certamente appassionante, dicevo, e ricca di entusiasmi, ma anche segnata da qualche delusione.
    I lavori sono iniziati con il saluto di Caronna, chiaro e condivisibile, come pure l’intervento di Prodi.
    I numerosissimi interventi che si sono susseguiti, chiusisi con quello di Tatiana Gentilini, sono tutti stati all’insegna del grande bisogno di NUOVA POLITICA, della piena consapevolezza di un compito arduo e difficile che sarà quello di sapere rispodere alle aspettative di tutti quegli ellettori che hanno dimostrato di credere in una partecipazione attiva e costruttiva piuttosto che alla logica dell’antipolitica.
    Sin dall’apertura dei lavori è stato evidente come l’intenzione fosse di gestire l’assemblea in modo da evitare gli inconvenienti lamentati per la costituente nazionale… ed, infatti, nella tarda mattinata è stato distribuito a tutti i partecipanti il testo del dispositivo che sarebbe stato votato al termine della seduta. Il giusto modo per condividere democraticamente le scelte che si intendevano fare. Il che, però (l’avversativo è dovuto a quanto successo dopo), ha aperto la possibilità di proporre emendamenti che, nell’arco di circa un’ora, sono arrivati alla Presidente dell’Assemlea (Laura Zaccagnini).
    E’ nella fase successiva che si sono evidenziati tutti i limiti di metodo….
    La richiesta di votare dispositivo ed emendamenti senza dare lettura di questi ultimi (poi letti a seguito delle voci di protesta levatesi dalla sala), un ordine del giorno “recepito” e non sottoposto a voto, ma solo letto velocemente, la formazione delle commissioni secondo un sistema “assembleare ma non troppo”.
    Non so… mi rendo conto che la gestione di un’assemblea di oltre 400 componenti sia particolarmente difficile, ma l’impegno deve, o, almeno dovrebbe, essere quello di trovare sistemi affinché tutti siano messi in condizione di partecipare con piena consapevolezza.
    Mi piacerebbe che prima ancora di discutere di grandi programmi si tenesse presente la necessità di istituire un metodo di lavoro democratico fino in fondo, e questo nelle grandi assemblee come in quelle più piccole.
    Sono certa però che la volontà sarà quella di un continuo miglioramento, di una crescita democratica che si vede anche dalle piccole cose, mantenendo quella giusta umiltà che fa riconoscere i propri limiti ed al contempo fornisce la forza per poterli superare.
    Elena Toni

  5. sara pignatari 12 novembre 2007 09:48

    Buongiorno a tutti, sabato 10 anche io ero presente all’Assemblea Regionale di Bologna in qualità di invitata e non posso non unirmi alle parole e all’esame molto minuzioso che hanno fatto prima di me, Entela e Elena.
    Sicuramente la giornata nel suo complesso è stata molto interessante, soprattutto per chi come me era alla sua prima partecipazione “politica”.
    La relazione di Caronna è stata puntuale nei temi a noi cari: primarie a ogni livello, priorità nel rapporto cittadino elettore ed eletto, allargamento e coinvolgimento di tutta la società civile e radicamento del PD sul territorio. Di qui la necessità di creare luoghi aperti, “forum” tematici per accogliere chiunque abbia interesse a intervenire, fondare “una casa comune dove si accolgono tutti e dove non si chiede ‹da dove vieni?›, ma ‹dove vai?›.
    Bello anche l’intervento di Prodi, in particolare dove punta l’attenzione sui giovani, dicendo che è inutile pretendere il coinvolgimento in politica dei giovani se poi a questi giovani non si danno punti di riferimento ai quali rivolgersi.
    Interessante il dibattito che è seguito dopo la relazione di Caronna, molti gli interventi dei candidati.
    Poi però l’assemblea ha avuto un’inflessione negativa per la non sufficiente gestione dell’approvazione del dispositivo e la valutazione degli emendamenti proposti dalla platea: come ha già scritto Elena, con frettolosità probabilmente visto anche il poco tempo a disposizione, e un po’ di superficialità è stata chiusa la fase finale dei lavori lasciando un po’ di “amaro in bocca”.
    Approvare il dispositivo e recepire nel contempo gli emendamenti è suonato come una contraddizione in termini soprattutto laddove solo su richiesta della platea, gli emendamenti sono stati letti.
    Forse in questa prima fase di PD, certi atteggiamenti sono ancora accettabili, ma dobbiamo stare attenti, tutti, a non farli diventare prassi comune proprio in virtù di quella TRASPARENZA che ci deve contraddistinguere.

  6. Tatiana Gentilini 12 novembre 2007 10:25

    Dalla giornata di sabato mi sono portata a casa molte emozioni, il più delle quali positive… tanta voglia di costruire un partito veramente nuovo.
    Ma è anche stato evidente che per essere veramente democratici ci vuole uno sforzo da parte di tutti.
    Come è già stato detto, fin da subito Caqronna ha dichiarato di non volere le critiche di Milano, quindi buoni propositi che si sono tradotti nei fatti in “difficoltà di gestione”.
    Io la direi così, è iniziato un percorso, è questi sono solo incidenti da cui si impara.
    Nell’intervento che ho letto a nome di tutti, abbiamo chiesto che le due commissioni non lavorino da sole ma che coinvolgano almeno tutti gli eletti, anche attraverso strumenti informatici.
    Io sono nella commissione statuto, e anche in quel luogo continuerò a chiedere l’allargamento delle discussioni.
    Mi convinco sempre di più, anche se non ce n’era bisogno, che le regole saranno la partita più importante su cui fonderemo il partito che vogliamo.

  7. Alessandro Pilotti 12 novembre 2007 10:54

    Concordo con quanto detto dalle democratiche presenti sabato.
    Molte delle difficoltà degli ultimi minuti di sabato sono dovute alla totale inesperienza ed inadeguatezza per il compito affidatole di Livia Zaccagnini.
    Si vedeva che non aveva mai presieduto nè un’assemblea studentesca, nè un’assemblea di condominio.
    Forse a volte (lo dico in primis a Veltroni e Franceschini) dovremmo non cercare il cognome roboante ma la capacità di svolgere un ruolo. La meritocrazia è anche questo.

  8. Valter Bielli 12 novembre 2007 12:09

    Un apprezzamento sincero a Bruno Carioli soprattutto perchè ha dimostrato interesse per il nostro blog a cui si è collegato e sicuramente ha seguito anche lo sviluppo del nostro progetto, fatto di grande trasparenza e teso ad allargare i confini della politica con uno strumento in più finalizzato a valorizzare e potenziare la democrazia. Solamente con un blog così aperto e tale da consentire visibilità piena delle idee, delle proposte, del confronto è stato possibile a Bruno commentare le considerazioni di Alessandro e di Sara. Già questa semmplice ragione mi fa dire che abbiamo fatto un buon lavoro, che deve proseguire sollecitando l’interesse anche di altri, di tanti che possono trovare un approccio con la politica di tipo nuovo e concorrere alla costruzione del partito nuovo, quel Pd che rappresenta una straordinaria opportunità ed una speranza. Ho parlato di partito nuovo, che come ha affermato con forza il suo/nostro segretario Walter Veltroni si muove in discontinuità con il passato e vuol valorizzare il cittadino/elettore come cardine dell’innovazione per una buona politica capace di includere, di allargare e non di rinchiudersi dentro i pur importanti recinti dei partiti. L’esperienza della “tuastagione” è importante e significativa appunto per essersi mossa in sintonia con queste idee. Vorrei dire che siamo stati anticipatori di un qualcosa che poi si è affermato, ma forse sarei tacciato di presunzione. Chi si è adoperato per promuovere e far crescere la “tua stagione” sa bene quanta passione, energie, intelligenze hanno catterizzato il nostro progetto finalizzato a far crescere la progettualità, legarla a principi valori e ad estendere, rendere credibile, gradevole, più interessante, più bello, più accogliente perchè più partecipato il partito nuovo di cui ha tanto bisogno il paese.
    Bruno può dare un contributo su questi temi; mi è sembrato troppo limitativo il suo commento ed è vero che io non ho alcuna intenzione di frenare chi in un progetto così importante mette disinteresse personale, passione politica e idee, ma di questo ne sono orgoglioso e se ho dato seppur un minimo contributo per tutto questo ne sono felice.
    Valter Bielli

  9. Valter Bielli 12 novembre 2007 12:18

    ACCANTO AI NOMI DI ALESSANDRO E SARA VANNO AGGIUNTI QUELLI DI TATIANA ED ENTELA

  10. Alessandro Pilotti 28 settembre 2008 23:01

    Ci tengo a farvi un breve resoconto dell’Assemblea Regionale che ha eletto gli organismi di garanzia e la direzione regionale.
    Nel nuovo Centro Congressi di Riccione, bellissimo da un punto di vista architettonico, Tiziano Tagliani ha fatto la relazione introduttiva e Giorgio Sagrini la relazione organizzativa.
    A quel punto la presidente Zaccagnini ha proposto il voto palese per la Direzione. Io sono salito sul palco e ho detto che il segretario Castagnoli non aveva adeguamente consultato tutti i delegati eletti con Caronna, e che, vista la mancanza del numero minimo per le deliberazioni sarebbe stato bene rinviare l’elezione della Direzione.
    A quel punto il responsabile organizzativo ha chiamato le federazioni vicine per garantire le presenze mancanti e si è raggiunto il quorum.
    All’interno del gruppo Bindi-La Forgia c’è stata una differente valutazione del modo di presentare la lista: una parte ha optato per la lista unica, mentre La Forgia e i “parisiani” volevano le liste contrapposte e essendo stati messi in minoranza hanno deciso di non partecipare al voto.
    Nel corso del dibattito ci sono stati buoni interventi di Vitali e La Forgia e una replica striminzita e stanca di Caronna.
    In Direzione per Forlì oltre a Castagnoli sono risultati eletti Roberto PInza e Nadia Masini tra i sostenitori di Caronna, mentre cosa assolutamente positiva, dovuta al riequilibrio di genere, l’elezione di Raffaella Guiducci in quota La Forgia.
    Considerando che mercoledì ho cercato ripetutamente Caronna e gli ho scritto una nota, sono assolutamente deluso per il comportamento del segretario regionale e pentito di averlo appoggiato un anno fa.

  11. Thomas Casadei 28 settembre 2008 23:16

    Complimenti agli eletti, a cominciare da Raffaella Guiducci che rappresenta nuove energie democratiche al servizio del nostro territorio.

    Chissà che questa nomina non serva anche a far sì che Roberto Pinza sia d’ora in poi più presente nell’attività del partito anche negli organismi forlivesi (ha disertato praticamente ogni riunione fino ad oggi dopo essere stato uno degli artefici - in negativo - della mancata elezione di un parlamentare per il nostro territorio; e di questo non hai mai reso conto in nessuna sede; e come lui coloro che hanno gestito quella fase di cui si sentono ora e sempre più gli effetti, a cominciare dalla vicenda dell’aeroporto con Rusticali che incontra l’On. leghista Pini…).

    Ancora una volta il Segretario Castagnoli e pochi altri con lui hanno gestito come cosa loro la fase di nomina dei componenti nella direzione regionale. Non è stata fatta alcuna consultazione e non si sono nemmeno riuniti i costituenti regionali. E’ chiaro che questo tipo di gestione solitaria non facilita la condivisione delle scelte e la partecipazione attiva.

    Davvero un brutto segnale poi la stanca gestione di Caronna e la scarsissima partecipazione all’Assemblea (un quorum risicatissimo raggiunto per il rotto della cuffia).
    Purtroppo sono segni evidenti che la costruzione del partito rischia di avvenire per via burocratica e che ancora mancano le giuste condivisioni per spingere in avanti il processo di consolidamento del partito democratico regionale.

    C’è molto da fare, specie per generare una prassi politica autenticamente democratica, a cominciare dal nostro territorio fino al livello regionale.

    A proposito del regionale, richiedo, per l’ennesima volta - visto che ne ho sentito parlare anche a Bologna da consiglieri comunali e rappresentanti del PD - che ne è del sondaggio commissionato dal Partito sulle amministrative? Non sarebbe il caso di tirarlo fuori e di studiarlo in dettaglio come strumento per vincere le prossime elezioni amministrative? Altrimenti perchè lo si è commissionato? E chi è titolato poi a secretarlo?

  12. gianluca 29 settembre 2008 10:14

    Riteniamo che sia la strada giusta da seguire quella di “scimmiottare” la Lega in tutte le sue scelte pensando così di aggraziarci il popolo?
    Sindaci sceriffi, telecamere in ogni angolo, ronde notturne, consultazioni bipartisan per elargire cariche e ottenere favori e crediti ( l’unico parlamentare è il loro!!), guerra aperta agli immigrati, in ogni scelta c’è l’impronta gretta e rozza del partito più reazionario e antidemocratico che esista. Rimane comunque che loro sono originali e noi siamo la brutta copia che li segue.
    Siamo così alla deriva senza uomini e senza idee da accodarci senza dignità al carro del vincitore sperando che si fermi per farci salire?
    La nostra gente si aspetta di più da noi, vuole scelte diverse, capacità di analizzare i problemi, volti nuovi che siano espressione reale dei loro bisogni e non scelte “pilotate”.
    Siamo storicamente lontani dai manganelli e dagli abusi di potere, così lontani che questi abboccamenti appaiono goffi e insignificanti.

  13. Stefania Collini 30 settembre 2008 14:53

    Newsletter n° 14 del 30 Settembre 2008

    Idee per l’efficienza e la crescita.
    Il Pd potrebbe cercare di descriversi come il team di gestione “onesto”, non vincolato alla
    difesa degli interessi particolari, come accade invece al Pdl. In realtà, gli elettori non sono
    interessati a distinzioni così sottili. I cittadini sono d’accordo sulla necessità che il governo
    tuteli l’ambiente e garantisca l’istruzione, sono favorevoli alla previdenza sociale e all’assistenza
    sanitaria, oltre che al finanziamento della ricerca di base. Bisogna instaurare il giusto equilibrio
    tra Stato e mercato perché è il modo migliore di avere una crescita sostenuta e raggiungere
    l’efficienza nel lungo periodo. Per esempio bisogna assumere un ruolo più attivo nella tutela
    dei consumatori e degli investitori, sostenere la ricerca e impegnarsi per una maggior tutela
    dell’ambiente. Si può fare ancora molto per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini, che
    si parli di servizi sanitari, assistenza e lotta alla disoccupazione.
    In allegato, l’invito alla Conferenza Economica del Partito Democratico di Forlì prevista per Sabato 11 ottobre 2008.
    Il Segretario dell’Unione Territorile del PD
    Alessandro Castagnoli

    Ho postato qui il testo della newsletter, che è stampato anche sul retro dell’invito alla conferenza economica organizzata da Castagnoli, in nome e per conto, dell’Unione Territoriale ( delegati territoriali ne sapevate qualcosa?).
    Semplicemente per rilevare che, ancora una volta,a priori non si informano gli organismi delegati ( neppure i coordinatori delle aree tematiche interessate) e si confezionato dall’alto le iniziative.
    E ancora, se, come penso, ci sono dei costi notevoli dato che la location sarà il Globus, chi paga e con quali soldi: con quelli del tesseramento del PD che come comuni mortali, pedine di basso taglio e profilo, ci approntiamo a realizzare dai circoli.E perchè per altre iniziative non c’erano soldi neppure per le spedizioni postali?Personalmente avrei scelto un luogo istituzionale, un luogo che la gente comune sentisse proprio ed avesse minore imbarazzo ad entrare, ascoltare e dire la propria. Ma la finalità qui è evidente e traspare dal parterre stampato sull’invito:è il solito incontro del Gotha economico e finanziario forlivese, nel quale non risulta compreso , fra i relatori, nessun rappresentante del mondo del lavoro, ma solo e soltanto le imprese,che tanto i sindacati… ed i lavoratori non contano, non sanno…non possono capire.
    Mi chiedo se il lavoro è ancora parte della definizione giuridica di impresa, uno dei fattori della produzione determinanti e costitutivi. Vi pare giusto strategicamente, affrontare i temi economici solo dal punto di vista delle imprese e bypassare totalmente, in una conferenza come questa, i rappresentanti del mondo del lavoro?
    Lo chiedo al Segretario Castagnoli, che pare aver pensato, organizzato in solitaria questa iniziativa.
    Altra cosa che non avrei scelto: l’uso di quel condizionale in apertura, quel potrebbe presentarsi “onesto” non vincolato da interessi individuali: perchè non lo siamo? Onesti e rappresentanti di interessi collettivi?
    Il coacervo poi di finalità e di scopi, contenute sempre nel testo,rendono ancora più evidente alcune considerazioni: parlare di efficienza e crescita è appannaggio tipico dell’imprenditore, a qualsiasi settore di attività economica appartenga, oppure può e deve essere ascoltata la voce dei lavoratori?
    Nell’equilibrio fra stato e mercato, nella difesa dei consumatori, idee e contributi li ascoltiamo solo se arrivano solo dalle categorie alte della società, quelle che non hanno problemi di sopravvivenza coi miseri stipendi,salari, pensioni o volgiamo l’orecchio anche al basso. Le elezioni si perdono e si vincono con gli operai ed impiegati, non dimentichiamolo.
    Immagino che si potrà tutti liberamente parlare, intervenire, dire la propria: spero non sia una passerella di opinioni tutte confezionate, ma aperte all’ascolto e a quei cambiamenti che le deludenti prove elettorali recenti e la volontà di vincere quelle future, anche amministrative, ci impongono.
    Stefania

  14. elettore PDL 30 settembre 2008 16:32

    “Il Pd potrebbe cercare di descriversi come il team di gestione “onesto”, non vincolato alla difesa degli interessi particolari, come accade invece al Pdl.”

    Mi piacerebbe sapere come fa il signor Castagnoli a decretare che il team di gestione del PDL non è onesto!
    Mi chiedo parlando di conflitto di interesse cosa avrà votato in consiglio comunale il signor Castagnoli in proposito della richiesta da parte di Sapro (per cui egli lavora) di acquistare un’altra società? non è un conflitto di interesse quello? La verità è che una legge sul conflitto di interesse non giova neppure a voi, se no avreste avuto il tempo di farla!

    “I cittadini sono d’accordo sulla necessità che il governo tuteli l’ambiente”

    anche il governo logale dovrebbe tutelarlo infatti su questo la giunta del PD forlivese non si sta ben comportando, basta solo vedere fra inceneritore e inquinamento delle falde in che situarione siamo arrivati

    se queste son le parole del vostro massimo dirigente locale non oso pensare agli altri

    Saluti

  15. Stefania Collini 1 ottobre 2008 09:16

    Caro elettore PDL grazie per il tuo intervento su questo blog, che garantisce libera e franca espressione.
    Alcune delle considerazioni che qui leggi, a volte sono proprio di persone elette nelle assemblee e direzioni comunale e territoriale del PD. Le nostre voci sanno anche essere critiche e si leggono eccome, ma le vostre voci critiche, quelle ci sono, dove sono? Possibile che ogni cosa decisa a Roma vi stia bene, che ogni provvedimento o decisione sia accettato sempre come pronunciamento o atto quasi divino, quindi incontestabile.
    Vorrei solo invitarti a non ” fare di tutta l’erba un fascio”: i giudizi non sono estendibili a tutti tout court. Ieri sera, ad esempio, ho visto una Brambilla a Ballarò in grado in ogni intervento di ripetere solo gli stessi discorsi,in crisi se la costringono ad uscire dal copione, dal canovaccio imparato a memoria, incapace di spiegare la cifra sparata (secondo lei con la detassazione applicata dal governo per 10 ore di straordinario un operaio al mese recupera 380 €), quando basta far di conto in modo elementare per capire che è una follia ciò che ha affermato. Quale operaio guadagna 38 € all’ora , se per per 40 ore settimanali, la paga mensile media va dai 1000 ai 1200 Euro? Eppure è un sottosegretario!!!
    Io non oso pensare (come te), voglio sperare che gli altri vostri dirigenti siano migliori.
    Stefania

  16. Maria Teresa Vaccari 1 ottobre 2008 23:53

    TRASPARENZA E RISPETTO DELLE REGOLE – CAPITOLO 4

    Dopo molto tempo (il terzo capitolo è datato 3/3/2008), mi sento in dovere di ritornare sul problema della trasparenza e del rispetto delle regole (e delle persone).
    Dopo lunghe discussioni e polemiche sulla gestione da parte del segretario Castagnoli delle candidature per le elezioni politiche e della nomina dell’esecutivo che hanno fatto perdere mesi preziosi prima di arrivare alla faticosa nomina di una mastodontica direzione, sembrava che il messaggio sulla necessità di un modo diverso di fare politica fosse giunto forte e chiaro.
    E invece la pausa estiva deve avere resettato la memoria del nostro segretario territoriale.
    E alla ripresa dell’attività politica, una serie di eventi mi fanno pensare che sia necessario riaprire la discussione, soprattutto in previsione dell’appuntamento delle prossime amministrative, dall’esito tutt’altro che scontato.
    In particolare, vorrei concentrare l’attenzione su tre fatti.

    AMMINISTRATIVE 2009
    Si sono tenute, se non sbaglio, due direzioni territoriali ed è stata convocata per il prossimo 15 ottobre l’Assemblea territoriale (l’ultima è stata il 30 giugno): in nessuno degli ordini del giorno, a quanto mi risulta, è prevista la discussione dell’organizzazione delle primarie a livello provinciale, della costituzione del comitato organizzatore, della definizione delle alleanze, insomma niente che riguardi le Amministrative del 2009.
    Eppure il segretario ha fatto in diverse occasioni pubbliche affermazioni molto impegnative a riguardo senza che nessuna posizione fosse stata precedentemente concordata con gli organi dirigenti del Partito.
    La ricandidatura di Bulbi è passata come un dato di fatto, nonostante molti mugugni soprattutto forlivesi, e neppure ci si è posto il problema di eventuali altre candidature (a parte il recente intervento di Pilotti).
    E nessuno è mai stato informato ufficialmente degli inevitabili contatti con la federazione di Cesena che la nostra anomalia provinciale rende necessari.
    E mi accodo alle ripetute richieste di conoscere modalità e risultati del sondaggio “fantasma” relativo al Comune di Forlì.

    DIREZIONE REGIONALE
    Lo scorso sabato è stata eletta in una semideserta assemblea la direzione regionale e per Forlì sono stati nominati Nadia Masini, Roberto Pinza e Raffaella Guiducci.
    Nessuno degli organi dirigenti, a quanto mi risulta, è stato consultato: e ancora una volta le decisioni sono state prese da pochi in qualche segreta stanza con criteri ignoti.
    Grazie all’intervento di Pilotti, almeno l’“ignoranza” della federazione forlivese è stata resa pubblica.

    CONFERENZA ECONOMICA AL GLOBUS
    Anche di questa iniziativa, con i “pezzi grossi” forlivesi, nessuno degli organi dirigenti è stato preventivamente informato.
    La scelta del luogo e dei contenuti la fa assomigliare più ad una convention di Forza Italia che non ad un convegno del Partito Democratico.
    Mi sarei aspettata che in un momento di grave crisi economica e sociale, come chiede anche Veltroni a Berlusconi, si fosse affrontato il problema dell’economia con maggiore attenzione e spazio ai problemi quotidiani e pressanti della gente comune.
    E i rappresentanti dei cittadini, dei lavoratori, dei consumatori citati nel retro dell’invito non mi sembrano presenti sul fronte tra gli oratori.
    Anche la scelta della data è poco felice: proprio nel weekend dedicato alla raccolta delle firme per la petizione “Salva l’Italia”. Mentre noi, delegati ed iscritti, saremo mobilitati nelle strade, nelle piazze e nei circoli, qualcun altro sarà seduto in comode poltrone e sarà servito ad un ricco buffet.

    CONCLUSIONI
    E quindi ancora una volta vorrei ricordare a Castagnoli che è segretario di un Partito che si chiama DEMOCRATICO e che ha tra i suoi principi fondanti la trasparenza, il pluralismo e la partecipazione.
    E invece questi principi sono stati nuovamente disattesi: nè gli iscritti nè i delegati che lo hanno votato e nemmeno i membri della “sua” direzione conoscono il bilancio e il suo utilizzo nè sono stati consultati su decisioni importanti ed impegnative dal punto di vista politico ed economico.
    La partecipazione non può essere a senso unico: non ci si ricorda degli iscritti solo quando c’è da fare numero alle manifestazioni o da fare i galoppini per il tesseramento.
    E la tanto sbandierata unità di un Partito che si chiama DEMOCRATICO non può essere un’entità calata dall’alto da accettare a scatola chiusa perchè altrimenti “si spacca il partito”.
    L’unità in un Partito che si chiama DEMOCRATICO si raggiunge attraverso il confronto e il dialogo, va conquistata e condivisa, se vuole essere duratura.
    Nei prossimi mesi, per le Amministrative, dovremo affrontare una sfida difficilissima e dall’esito assolutamente incerto: le circostanze economiche e politiche, a livello locale e nazionale, non ci aiutano.
    La nascita del Partito Democratico è stata accolta da molti con entusiasmo e speranza in un vero cambiamento e la numerosa partecipazione alle primarie del 2005 e del 2007 indica che è questa la strada giusta per cambiare la politica in Italia.
    Certe decisioni, certe iniziative, certi metodi, che sono molto lontani dallo spirito del PD, che nell’immediato hanno il vantaggio di essere più semplici perchè non passano attraverso la fatica del confronto, rischiano alla fine di avere un effetto controproducente.
    Come possiamo nelle prossime settimane andare a chiedere ai nostri elettori di PARTECIPARE alle manifestazioni e alle Primarie se noi stessi, militanti e dirigenti, non siamo resi PARTECIPI delle decisioni che ci riguardano?
    La gente è stanca e sfiduciata e continua a dire: “tanto sono sempre gli stessi”, “tanto non cambia niente”: noi dobbiamo dimostrare loro che invece la politica può essere realmente diversa.
    E’ per questo che mi sono iscritta al Partito Democratico lo scorso gennaio.
    Ma fatico a riconoscermi nel Partito Democratico così come è gestito dal segretario Castagnoli; per fortuna ci sono tanti altri che invece condividono con me un’altra idea del PD.
    E se vogliamo che il Partito Democratico sopravviva alle prossime elezioni, che si distingua veramente dalla destra, dobbiamo abbandonare definitivamente vecchie logiche verticistiche ed elitarie di gestione del potere, di spartizioni di poltrone e di salvaguardia di interessi personali.

    Maria Teresa Vaccari
    Componente della Direzione Comunale di Forlì
    Delegata all’Assemblea Territoriale di Forlì

  17. Thomas Casadei 2 ottobre 2008 00:16

    UNA GRANDE NOTIZIA PER I DEMOCRATICI DI TUTTA ITALIA

    Il sindaco pdci di Gela minacciato dalle cosche e rieletto con il 64% dei voti

    L’incontro con Veltroni
    Crocetta, simbolo dell’antimafia
    “Basta divisioni, entro nel Pd”
    di GOFFREDO DE MARCHIS

    Rosario Crocetta
    ROMA - Dice che la “sinistra radicale rappresenta ormai un politica vecchia” perché “non c’è più solo il conflitto sociale, il mondo è cambiato e non hanno senso le divisioni dei progressisti”. Rosario Crocetta è il sindaco di Gela, sindaco antimafia, protagonista, suo malgrado ovviamente, di conversazioni intercettate tra boss di Cosa nostra dove viene additato come un nemico, sei uomini di scorta giorno e notte. Crocetta è il fiore all’occhiello del Pdci, primo cittadino rosso in una terra dominata dal centrodestra, confermato per il secondo mandato con il 64 per cento.
    “Il comunismo per me significa condividere certi valori, lottare per gli ultimi, per la Costituzione, per l’antifascismo. Ma non amo le ideologie e non sono mai stato marxista, neanche da giovane”. Insomma, Crocetta ha incontrato Veltroni venerdì scorso in Sicilia, da tempo subisce il pressing del suo amico Beppe Lumia, senatore del Pd, e sta per fare il salto: lascia i comunisti italiani e aderisce al Partito democratico.

    Non ha ancora preso una decisione definitiva. “Sto riflettendo”. Parlerà con Oliviero Diliberto. Ma la scelta appare davvero vicina. Veltroni vuole portarlo sul palco della manifestazione del 25 ottobre, simbolo della Sicilia onesta che può persino vincere in una terra dominata dal centrodestra. Lui ha già pronunciato un mezzo sì: “Mi convince il progetto di cambiamento di Veltroni. È un politico contemporaneo, ha letto una mia intervista, mi ha chiamato, ci siamo capiti. Mi piace l’idea di una formazione politica post ideologica, un progetto che parla a tutta la società italiana”. Naturalmente un sindaco antimafia ha anche bisogno di non rimanere solo con la sua battaglia. “La sinistra radicale non è più rappresentata in Parlamento e io devo avere un interlocutore. Lo faccio non tanto per me, non perché ho paura ma per il mio ruolo, per il mio lavoro”.

    Alle assemblee del Pdci il disagio di Crocetta cresceva via via: “Lì la Confindustria resta un nemico di classe. Ma quando torno in Sicilia, l’associazione degli imprenditori è una mia alleata nella lotta al pizzo, così come il comitato antiracket di Tano Grasso”. Crocetta poi non crede all’efficacia di una “semplice testimonianza, di una battaglia di nicchia”. E il comunismo? “Quello in cui mi riconosco lo sento anche nelle parole di Veltroni: solidarietà, difesa dei poveri, legalità. E il Pd non può rinunciare a questi capisaldi”.

    Il sindaco di Gela non nasconde la sua omosessualità. Senza sbandierarla, senza farne la cifra del suo stare in politica. Ma nel Pd troverà i fronti contrapposti nella partita sui diritti. “Molti anni fa guidavo un’unità di fabbrica dell’Eni con 600 operai. Se il mio essere omosessuale lì non è stato un problema, figuriamoci nel Partito democratico. Io sono omosessuale, cattolico praticante, vado a messa tutte le domeniche, partecipo a un gruppo pastorale. Non credo negli steccati, ma solo nel confronto”. Parole che piaceranno a Veltroni.

    ————–

    Credo che questa sia una grande notizia e sono eventi di questo genere che possono dare al Pd e ai democratici e progressisti un po’ dispersi quella spinta propulsiva che dovrebbe avere un partito nuovo.
    Crocetta rappresenta una straordinaria battaglia di coerenza e concretezza contro la mafia;
    Crocetta rappresenta le ragioni dell’impegno politico che sa coniugarsi, serenamente, con una scelta di vita omosessuale dichiarata e che rivendica opportunamente diritti;
    Crocetta rappresenta un’ideale di emancipazione dalle profonde radici (lottare per gli ultimi, l’antifascismo e la Resistenza, i valori della costituzione, il comunismo come ideale di miglioramento radicale della società) e che può guardare dritto nel futuro.

    Abbiamo bisogno di questi esempi, per dare linfa al partito democratico e sono questi esempi che possono consentirci di trovare nuovi consensi, anche tra le giovani generazioni che pretendono e chiedono una politica alta, sana, che sa farsi prassi quotidiana.

    Nel chiudere queste note il mio pensiero va a tutti quei giovani, studenti universitari di Scienze politiche e giovani della città, che in una bellissima serata di qualche anno fa riempirono l’Aula di Piazza Mazzini per dialogare con Beppe Lumia (allora cristiano sociali nei DS) e Tano Grasso in un incontro promosso da giovani universitari e rete dei giovani democratici di sinistra. E’ una di quelle iniziative, tra le tante che insieme ad altri ho contribuito a realizzare in ormai quindici anni di attività politica, che porto nel cuore, perchè in quella occasione davvero respirammo insieme, e in tanti, il senso della politica.
    A questo tipo di passione che il Partito democratico deve ancora la sua azione e le sue politiche. Ed è a figure come Crocetta - e altre ce ne sono - che dobbiamo affidare la simbologia di un partito che vuole essere partito del cambiamento e della lotta trasparente per un mondo migliore.
    Al di là degli steccati, al di là delle vecchie liturgie, oltre la politica della vecchie stanze. Una politica fatta di partecipazione, impegno, progetti che divengono azione amministrativa.
    Questa è la politica che vogliamo, questa è la politica che dobbiamo esigere dai dirigenti del PD, dirigenti che devono essere sottoposti ad un salutare ricambio e ad una contaminazione con figure che vengono da altri percorsi, come il caso di Crocetta insegna emblematicamente.

    Grazie a Valter Veltroni per il suo lavoro in tal senso. Un partito nuovo ha bisogno di forze nuove, di nuovo slancio, di nuove narrazioni, e di nuove figure simbolo.

  18. Thomas Casadei 2 ottobre 2008 00:20

    una piccola rettifica

    il luogo dell’incontro, dedicato alla lotta a tutte le mafie, era l’Aula Magna di Via della Repubblica (già Cinema Mazzini).

  19. Thomas Casadei 3 ottobre 2008 00:33

    RETE DEI PRECARI E RICERCA

    RICEVO DALL’OSSERVATORIO DELLA RICERCA E POSTO

    ————————————————-

    Le politiche Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini su Università e Ricerca
    PRESENTANO IL CONTO AL PAESE e determinano una prospettiva di futuro per
    l’Italia fuori dagli accordi di Lisbona, ossia fuori dalla strategia europea
    che ha individuato NELLA CONOSCENZA IL FULCRO CENTRALE DEL NUOVO SVILUPPO
    ECONOMICO E SOCIALE.

    Riportiamo di seguito la lista dei drammatici interventi del Governo (era
    difficile prevedere in così pochi mesi la messa in atto di un progetto così
    disastroso, privo di qualunque indirizzo proveniente da una seria
    valutazione del sistema Università e Ricerca e senza nessuna trasparenza e
    confronto):

    1) Il finanziamento dell’abolizione dell¹ICI sulla prima casa per le
    famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi era già stata
    abolita dalla finanziaria 2008 del Governo Prodi), si basa tra gli altri sul
    decreto legge n. 93/2008 che ridurrà ogni anno (fino al 2013) di 467 MILIONI
    DI EURO il fondo statale di finanziamento ordinario delle università (taglio
    del 6% totale del fondo che però grava essenzialmente sulla parte
    comprimibile (13%): manutenzioni, utenze, etc);

    2) la legge n. 133/08 comporta una riduzione del turn-over al 20% per le
    università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo
    2009-2013 con la seguente riduzione di finanziamento (-64 milioni-euro nel
    2009, -190 milioni-euro nel 2010, -316 milioni-euro nel 2011, -417
    milioni-euro nel 2012, -455 milioni-euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una
    riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale
    che esce potrà essere sostituita da una sola unità personale in entrata e
    non in base al valore economico “liberato” (un dirigente di ricerca libera
    un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo
    impiego).

    Sommando i soli tagli all¹università provenienti da ICI e turn-over si ha
    che nel quinquennio 2009-2013 ci sarà una riduzione di quasi 4 miliardi di
    euro (circa 8.000 miliardi delle vecchie lire!!).

    3) Nella legge n. 133/08 viene inserita una norma che concede la possibilità
    alle università italiane di trasformarsi in fondazioni private. Sono del
    tutto evidenti i rischi per l¹autonomia degli atenei e dei docenti oltre che
    per quei settori e ambiti di ricerca che non sono appetibili sul piano
    economico.

    Di fatto il combinato disposto ­ taglio indiscriminato delle risorse e
    possibilità di trasformazione in fondazione privata ­ rischia di modificare
    il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente
    debole e con accessi differenziati in base al censo. Inoltre, senza alcun
    riferimento alla valutazione si selezioneranno le sedi universitarie non
    sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della
    diversità del contesto socio economico in cui operano

    Citiamo una parte dell¹articolo che lo storico Franco Cardini ha scritto per
    il Secolo d¹Italia il 16 luglio 2008: ³Il passaggio dall¹Università alla
    Fondazione è in un certo senso epocale: sarà il passaggio da una concezione
    culturale e comunitaria a una patrimoniale e privatistica del sapere; da una
    mediocre e magari, perché no?, scalcinata Università di tutti, a una (forse)
    buona e (certo) più costosa università per i ricchi. Privatizzandosi, alcune
    università potranno salvarsi: ma in questo modo andrà una volta per tutte a
    farsi benedire il diritto allo studio: o meglio lo studio come diritto.²

    4) la legge 133/2008 prevede, anche per gli enti di ricerca come per le
    altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari
    almeno al 10%: questo implica per quegli enti che hanno la pianta organica
    al completo un gravissimo problema di blocco, aggiuntivo a quello del
    turn-over.

    5) infine, ma di gravità addirittura più rilevante in quanto AGGREDISCE LA
    PARTE PIU’ DEBOLE E AL TEMPO STESSO PIU’ PREGIATA PER L’INVESTIMENTO SUL
    FUTURO, c¹è da considerare il combinato disposto tra l’articolo 49 della
    legge 133/2008 (che non permette l’utilizzo del medesimo lavoratore con più
    tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio
    nell’arco del quinquennio ultimo) e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter
    d¹approvazione parlamentare (che blocca la procedura delle stabilizzazioni).
    Il risultato è un blocco di massimo 3 anni per le forme contrattuali a tempo
    determinato (in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima) e il
    licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall’entrata in vigore del ddl 1441) di
    chi aveva già ricevuto garanzie (dallo Stato!) di un percorso per andare a
    stabilizzare la propria attività professionale.

    INSOMMA IL QUADRO CHE EMERGE è CHIARISSIMO:

    - TAGLI ECONOMICI INSOPPORTABILI per un settore già in grave sofferenza e
    del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo
    negli ultimi 15 anni. Tagli oltretutto del tutto indiscriminati, alla faccia
    di tutte le discussioni su merito e promozione delle eccellenze.

    - ABBANDONO DELLE RISORSE PIU¹ PREGIATE di cui un paese oggi può godere: i
    giovani di talento nella ricerca scientifica. Non è un caso che in tutto il
    mondo i nostri giovani trovino rapidamente collocazione e si inseriscano a
    livelli qualificati.

    - infine l’immagine che lo Stato fornisce di se stesso è drammaticamente
    incoerente. Uno Stato (non conta la parte politica che guida in quel momento
    il Governo) non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e
    immediatamente dopo tradire quella garanzia: sono in gioco tanto la
    reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei
    cittadini.

    L’Osservatorio sulla Ricerca su proposta di un gruppo di “stabilizzandi” si
    è reso disponibile a raccogliere, divulgare e promuovere un appello al Capo
    dello Stato perché si adoperi per sostenere una battaglia che ci pare di
    straordinaria importanza.
    La raccolta di firme riguarda ovviamente TUTTI quanti sono sensibili al
    problema di un Paese che intende evolvere e non fermarsi e regredire.

    Per sottoscrivere: http://www.osservatorio-ricerca.it

    Cordialmente,
    Osservatorio sulla Ricerca

  20. Maria Teresa Vaccari 3 ottobre 2008 10:21

    Posto questo intervento che ho trovato nella sezione “Dico la mia” di http://www.pdforli.it perchè, visto la bassa frequenza di aggiornamento, penso che pochi vadano a consultarla.
    Ogni tanto però io faccio un giro e ho trovato questa lettera che dimostra come non sono l’unica “rompiscatole” che ci tiene al rispetto delle regole e dei ruoli, al dialogo, al confronto.

    Caro segretario Alessandro Castagnoli
    ho letto l’articolo apparso oggi (30/09/2008) sul Resto del Carlino riguardo l’interrogazione sulla sospensione dei permessi temporanei di sosta per accompagnare i bambini a scuola.
    Io sono stata e sono ampiamente coinvolta nel problema, essendo il Presidente dell’Associazione Genitori della Scuola “Diego Fabbri”, che, fra parentesi, è l’unica in ZTL e questo comporta un aggravamento dei disagi per numerose famiglie.
    La “querelle” è assai lunga e spinosa e risale all’epoca in cui era Assessore per la Mobilità la sig.ra Morelli. Mi dilungherei troppo raccontando nei
    particolari tutto l’iter della questione, ma sarei lieta di ragguagliarti qualora tu lo ritenga opportuno ed interessante.
    In questa lettera ti parlo come aderente del PD, nonchè membro della Direzione del Circolo Centro Storico e membro della Direzione Territoriale.
    Sinceramente, sono stupita di questa tua pubblica presa in carico del problema. L’Assessore Galassi può aver preso delle decisioni discutibili, ma trattandosi di un attivo appartenente al ns. partito e avendo fatto seguito a decisioni di Giunta, ritengo che sarebbe stato opportuno discutere in sede di Partito la questione, prima di uscire con dichiarazioni sulla stampa.
    Non devo certo ricordarti io che siamo già in campagna elettorale e certi “autogol” non sono costruttivi.
    Io credo che sia il momento di tirare fuori veramente lo spirito di squadra e lasciare da parte i protagonismi personali.
    Abbiamo dedicato tante riunioni, troppe, a decidere incarichi e coordinatori e non ci siamo presi abbastanza tempo per conoscerci in maniera più
    approfondita fra di noi e mettere a frutto le competenze e la “voglia di fare” che tutti esprimono.
    Se mostriamo all’esterno le divisioni interne che, purtroppo, ancora sussistono, facilitiamo la vita a chi ha fatto della “tolleranza zero” la sua bandiera.
    Sono consapevole che per governare occorre analizzare continuamente i fenomeni sociali, conoscere i problemi, studiarli e dare agli stessi soluzioni avanzate e innovative. E’ una strada impegnativa, da affrontare con umiltà e disponibilità al dialogo per costruire insieme le condizioni per vincere la sfida delle elezioni amministrative.
    Mi auguro che tu non intenda liquidare questo mio sfogo come sterile polemica, ma possa essere l’inizio di un fattivo e collaborativo lavoro di squadra. Se ci crediamo, SI PUO’ FARE.

    I miei più cordiali saluti
    Elisabetta Scozzoli

    Inviato da SMS in data 1 ottobre 2008 alle 9:25

  21. Nostalgico DS 4 ottobre 2008 09:58

    Credo che il nostro amato segretario Castagnoli, saprà venire incontro alle ricieste di una così passionaria sostenitrice del diritto di pochi a scapito dei molti cittadini che in centro in auto non ci possono più mettere il naso.
    D’altro canto Castagnoli è un camplione in questo, visto che per andare al lavoro a ridosso di piazza Saffi fa largo uso del suo permesso da consigliere comunale.
    Come facciamo ad essere da esempio con degli esempi cos?

    Cito Thomas Casadei
    “il comunismo come ideale di miglioramento radicale della società”
    Non sono solo…Si può fare!!!!

  22. Maria Teresa Vaccari 4 ottobre 2008 10:47

    Rispondo a Nostalgico DS per precisare alcuni punti che forse non gli sono noti.

    Da quello che mi risulta, l’interpellanza di Castagnoli mirava a ripristinare le deroghe all’ingresso nel centro storico per i genitori che accompagnano a scuola i figli, mentre Elisabetta Scozzoli, come presidente dell’Associazione Genitori della scuola Fabbri, sosteneva le soluzioni alternative - trenino, percorsi pedonali protetti - per salvaguardare la sicurezza e il benessere dei bambini

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