Lettera aperta ai costituenti del partito democratico
Un partito nuovo: tra rete e territorio, per la partecipazione e la trasparenza
Un partito a rete
Il 14 ottobre oltre diciottomila forlivesi hanno partecipato alle elezioni per la scelta del segretario nazionale e regionale del PD.
Con il loro voto hanno espresso una domanda di cambiamento a cui bisogna dare risposte con scelte coraggiose nel territorio, ispirate alla buona politica.
Walter Veltroni e Salvatore Caronna nei discorsi di insediamento hanno tracciato il profilo del “partito nuovo”.
Ora tocca a noi superare la piramide, strutturare il partito a rete, abbandonando il modello gerarchico burocratico per approdare ad un’organizzazione per progetti e servizi.
I Forum sperimentati fino ad ora, non hanno funzionato perché hanno operato in modo parallelo, mancando la connessione reale con l’organizzazione tradizionale.
Un partito a rete dovrà far prevalere la dimensione del confronto delle idee su quella conflittuale.
Dovrà fare iniziativa politica, ma anche gestire iniziative di socializzazione. Il patrimonio di centinaia di volontari che animano le feste di Partito va salvaguardato e ad esso occorre dare un futuro pieno di nuove energie.
E’necessario affiancare agli eventi ludici adeguate iniziative ricreative e culturali capaci di elevare il livello qualitativo dei momenti di socializzazione.
Un partito radicato nel territorio
La Costituente Regionale ha previsto nella nostra Provincia due federazioni territoriali (Forlì e Cesena): riteniamo importante lavorare affinchè si possa giungere ad un coordinamento unitario, disciplinato nello Statuto regionale, che sia il luogo in cui si crea una contaminazione virtuosa tra democratici, in vista della realizzazione in prospettiva di un’unica federazione provinciale.
Da subito proponiamo che Forlì e Cesena diano vita congiuntamente un Centro di Formazione Democratica in collaborazione con le associazioni culturali operanti nel territorio, per approfondire i temi della politica e contribuire a formare le donne e gli uomini che, nel nostro territorio, rappresenteranno il partito nuovo.
L’organizzazione territoriale dovrà essere costruita su circoli che raggruppino più quartieri o frazioni, con l’aggiunta di circoli tematici capaci di offrire una possibilità di aggregazione anche in un contesto in cui la dimensione territoriale non ha grande rilevanza.
Circoli che sappiano interagire con le domande dei cittadini, ispirati non all’idea di controllo sociale come nei partiti del XX secolo, ma al dialogo permanente, anche utilizzando a fondo le potenzialità di partecipazione fornite dalle nuove tecnologie. A questo proposito sottoponiamo all’attenzione del costituendo partito un’ipotesi organizzativa di “partito complementare” elaborata in questi mesi attraverso un dialogo aperto sul sito/blog www.latuastagione.it.
Sarà nella vita dei circoli, fino ad oggi luoghi pressoché esclusivi del potere maschile, che si gioca il futuro del Partito Democratico e la rivoluzione del “riequilibrio di genere”.
Prevedere che nel territorio forlivese il 50% dei membri dei direttivi di circolo e dei coordinatori siano donne è indispensabile, in coerenza con quanto già attuato in occasione della costituzione degli organi regionali e nazionali, e deve divenire una prassi a tutti i livelli organizzativi, per rimarcare il carattere innovatore del partito nuovo.
Così come emerso dalla insoddisfacente partecipazione dei giovani alle primarie del 14 ottobre, è necessario avviare tutte le azioni possibili per avvicinare e coinvolgere le nuove generazioni nella costituzione e nella vita attiva del partito nuovo.
Un partito leale nei confronti delle amministrazioni
Il Partito Democratico governa in Provincia e nella stragrande maggioranza dei comuni del territorio.
Nella recente crisi in Provincia alcuni dirigenti hanno attaccato i nostri amministratori facendo venir meno quei vincoli di solidarietà che dovrebbero ispirare un corretto rapporto tra Partito e amministratori.
A nostro avviso il Patto per lo Sviluppo è restato un intento programmatico, piuttosto che diventare una vera prassi amministrativa, anche perché la visione progettuale in ambito provinciale non sempre è patrimonio condiviso da tutti i soggetti in campo, a causa dei persistenti localismi. Bisogna definire, anche in vista delle elezioni del 2009, un Patto sociale per l’Innovazione che metta al centro la sostenibilità ambientale e sociale, nonché la qualità della politica e dell’amministrazione pubblica.
Per questo è importante che si ricostruisca un dialogo anche al di fuori delle Istituzioni con Verdi e Sinistra Democratica per definire un profilo programmatico delle amministrazioni non ispirato alla mera gestione dell’esistente.
La delegazione forlivese deve trovare negli organismi del Partito Democratico un sostegno vigile, critico, ma leale.
Un partito partecipato e collegiale
Il Coordinamento Territoriale potrà allargarsi come definito dall’art.5 del Dispositivo approvato dall’Assemblea Nazionale, senza però superare i 61 membri.
Abbiamo visto anche in questa fase costituente come organismi pletorici vengano poi espropriati delle loro prerogative.
Il Tesoriere dovrà redigere per il 2008 un bilancio partecipato e sociale, che possa essere discusso dai circoli di base.
Il Coordinatore
In relazione a quanto espresso dal Segretario Veltroni nella sua recentissima lettera, riteniamo auspicabile che la candidatura a coordinatore possa rispondere ai seguenti criteri:
1) valorizzare la presenza femminile e adoperarsi perché a Forlì sia possibile realizzare la più ampia convergenza sulla figura di una coordinatrice
2) che siano evitati i cumuli degli incarichi
3) che la scelta possa garantire una grande apertura all’esterno, oltre il confine dei partiti
4) che il ruolo del coordinatore sia supportato e sostenuto nelle scelte politiche da un esecutivo rappresentativo della pluralità delle sensibilità in campo.
Forli, 20 novembre 2007
latuastagione.it
View blog reactions8 Commenti a "Lettera aperta ai costituenti del partito democratico"
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purtroppo i giornali stamattina non danno il giusto risalto a questo documento che invece segna un passo importante di decisa presa di posizione sul futuro PD. Mi auguro e spero che ci sia larga convergenza su questi punti e si apra una discussione sana e leale tra i costituenti perchè non si debba nuovamente assistere alla solita minestra riscaldata. Spero inoltre che aldila dei nomi si ragioni sul metodo organizzativo e sul modo di approccio con la società civile . In questa fase di profonda crisi politica e di voglia di rinnovamento da una parte e dall’ altra bisogna trasmettere messaggi chiari e inequivocabili perchè la confusione e i malintesi ingrassano le liste di coloro che sotto la parola libertà raccolgono la peggiore parte della destra italiana reazionaria e revisionista. Siamo la vera sinistra e dimostriamolo a parole e fatti sempre e comunque solo così avremo la fiducia dei nostri elettori e delle persone che credono in noi.
Non trovo un form per contattare tutto il gruppo, così sono costretto a commentare qui. Rimuovete pure il commento, una volta letto. Vi preghiamo di partecipare.
La proposta del Partito Democratico e delle associazioni dei commercianti di aprire al parcheggio gratuito in centro storico il sabato pomeriggio e tutti i pomeriggi della settimana dopo le 18 è un attentato alla salute dei cittadini.
In una situazione di allarme ambientale per i continui sforamenti ai livelli massimi ammessi dalla legge per le concentrazioni di polveri sottili non è accettabile questo passo nel passato.
Le macchine parcheggiavano gratis in piazza a fine anni 50 e inizio anni 60 quando a Forlì ne circolavano poche migliaia.
Oggi il comune di Forlì ha un parco di veicoli con motore a scoppio di oltre 85.000 mezzi e richiamarli in centro con lo specchietto della gratuità non può passare sotto silenzio.
Il partito dei verdi assieme ad altre forze di sinistra si stanno battendo per attuare il programma della maggioranza che proponeva una mobilità sostenibile e l’ampliamento delle aree vietate alle auto
private.
Con grande fatica si è riusciti a compiere i primi ma significativi passi. (- 30% di mezzi privati parcheggiati in centro, +30% di passeggeri sui tram), e proprio su questi qualcuno chiede di tornare indietro.
Invitiamo ad un incontro per la preparazione di una manifestazione da concordare e condividere con tutti gli interessati (associazioni, singoli cittadini, movimenti) a favore di una mobilità alternativa
all’automobile. Vogliamo far sapere che esiste un fronte di cittadini ed associazioni interessate alla qualità dell’aria, dell’ambiente e alla tutela della salute, superando le piccole differenze per ottenere
un beneficio comune su questa battaglia che riteniamo debba essere condivisa.
Siete quindi tutti invitati alla riunione per preparare la manifestazione Giovedì 22 alle 17.30 presso la sede dei Verdi di via Volturno 11 a Forlì.
Vi preghiamo di farci sapere la vostra disponibilità.
ECCO LE GRANDI SFIDE PER UN PARTITO NUOVO, per il quale ovviamente non può bastare il vecchio modello del partito basato sulle sezioni di un tempo. L’articolazione dei circoli va meditata, pensata, sviluppata con un ragionamento il più possibile sperimentale e frutto di confronto. Le geografie e le bandierine qua e là, senza un progetto d’insieme, sono “acqua asciutta”.
§§§
Coordinatori provinciali, circoli e forum: il Pd mette i piedi per terra
21 novembre 2007
«Tra dicembre e gennaio lavoreremo per costruire ottomila circoli del Pd in tutta Italia, per portare il partito nei luoghi dove c’è la gente». Ad annunciarlo è il segretario del Pd, Walter Veltroni. «Al tempo stesso - spiega – il coinvolgimento sarà fatto con modi nuovi. La discussione con i segretari regionali concorda sul fatto che dobbiamo lavorare per costruire il Pd attraverso il coinvolgimento del popolo delle primarie e non solo». I circoli avranno caratteristiche e collocazioni diverse rispetto alle sedi tradizionali dei vecchi partiti Ds e Dl. Saranno affiancati da mezzi nuovi di coinvolgimento come internet e le nuove tecnologie.
Comincia dunque il processo di “messa a terra” del Partito democratico. Il coordinatore della fase costituente Goffredo Bettini spiega nel dettaglio quali sono state le decisioni assunte durante l’incontro tenutosi a Roma con i segretari regionali del Pd. Via dunque alla nomina transitoria dei coordinatori provinciali, alla costruzione dei circoli e all’avvio del forum tematici.
«Ora dobbiamo mettere il Pd con i piedi per terra – spiega Bettini – dobbiamo implementare l’esperienza democratica delle primarie e raccogliere entusiasmo, attese e speranze. Ci siamo dati un calendario di lavori che si può riassumere in tre punti: l’elezione in forma transitoria delle strutture provinciali, la costruzione dei circoli di base e l’avvio dei forum».
«Il 24 novembre – spiega Bettini – ci sarà la nomina dei coordinatori provinciali e c’è stata una risposta alla sollecitazione mia e di Veltroni perché ci fosse una grande rappresentanza femminile. In Calabria ad esempio c’è la scommessa di nominare 5 donne coordinatrici provinciali. Sarebbe un fatto simbolico e concreto importante». )
Per quanto riguarda i circoli di base, Bettini sottolinea che saranno il modo «per tornare a stare dove la gente vive, lavora, studia e la parola d’ordine è costruirne ottomila tra dicembre e gennaio. Daremo un attestato a tutti coloro che parteciperanno alla fondazione dei circoli con una frase di Walter sul rinnovamento della politica e il nuovo simbolo».
Una sorta di pre-tesseramento? «Aspettiamo che ci sia lo statuto prima di parlare di tessere ma certo – aggiunge – sarà un modo per attestare che si è voluto fare un passo in più rispetto ad andare a votare alle primarie».
Per quanto riguarda i forum, Bettini spiega che a suo parere «dovranno essere molto aperti perché abbiamo bisogno come il pane di ripensare l’Italia e i suoi problemi in modo approfondito valorizzandone talenti e risorse. In questo senso i partiti tradizionali si erano troppo rinsecchiti. Inoltre, dal dibattito dei forum si potranno istruire temi su cui chiamare gli elettori a decidere. Penso ad esempio al testamento biologico. I forum potranno elaborare delle tesi su cui consultare gli iscritti del Partito democratico».
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Segnalo questo articolo di Bettini e Veltroni, che mi pare sia in bella sintonia con quanto abbiamo scritto nella lettera aperta ai costituenti.
Il partito a rete vive di circoli e sta nei luoghi dove si incontrano e operano le persone, dunque nel cuore delle diverse sfere sociali.
Di qui la grande sfida, ciò che nel territorio da anni alcuni di noi vanno dicendo, in realtà ascoltati solo in alcune occasioni contingenti (vedi anche i tentativi non riusciti o lasciati in sospeso nell’ultimo anno di vita dei Ds): su questo credo dovremo spostare l’asse di riflessione nella costruzione del partito nuovo. Il vino nuovo non sta in vecchi otri, come dice Veltroni stesso.
P.S. Ovvio che un partito nuovo debba anche porsi - in maniera radicale - la sfida della mobilità alternativa e un nuovo modo di pensare la città. La sfida lanciata dai Verdi, anche a livello locale, va raccolta, con autonome elaborazioni da parte del Pd. Esso o avrà una coscienza fortemente ecologista, o semplicemente sarà fuori dai nuovi paradigmi della “qualità della vita”.
Premetto che la mie auto sono a metano e GPL e tutti in famiglia per la maggior parte dei trasferimenti usiamo la bicicletta (ma questo devo ammettere che è un privilegio legato al fatto che abitiamo in centro storico) non solo, ritengo che nella maggioranza dei casi l’approccio a cui tutti in famiglia tendiamo è molto rispettoso dell’ambiente e questa è un’impronta culturale che considero orgogliosamente frutto anche di un modello educativo costante in famiglia.
Nonostante questa sensibilità sono anche convinto che l’approccio eccessivamente “talebano” all’ambiente, come tutti gli integralismi, non è mai giusto; piuttosto le problematiche ambientali vanno affrontate, certo con determinazione, ma sempre nella logica costruttiva di un connubio tra rigore e sostenibilità reale. L’esempio negativo che ho sotto gli occhi tutti i giorni è proprio il modello con cui si è pensato di salvaguardare il centro storico con il recente piano traffico.
Risultato: provate la mattina ad uscire dalla zona degli uffici statali passando da via Pedriali, Via Palazzola (rallentamento dovuto all’Asilo delle Francescane), imbottigliamento nel taffico adiacente il mercato coperto di P.zza delle Erbe (via C.Matteucci), con pedoni, biciclette (anche contromano), tratto di via dei Mille di fronte alla Suola delle Dorotee e raggiungere il semaforo sulla circonvallazione passando davanti alla Scuola Elementare Manzoni con macchine che si fermano in mezzo alla strada per “consegnare” i pargoli . Pensate forse che le auto ferme in coda che intasano con i gas di scarico i polmoni dei bambini che vanno a scuola a piedi o in bicicletta, gli anziani che frequentano l’area del mercato, sempre che non ne investano qualcuno stante le strade strette e l’esaperazione crescente, sia un modello più salutare di quello precedente in cui tutto sommato la diramazione da via Palazzola verso la circonvallazione dava sfogo almeno a che era diretto fuori dal Centro Storico??
E che dire di chi, come me, che abita in questa zona, che se usando la macchina tenta di parcheggiare (in regola con i permessi s’intende) vicino a casa e non trovando parcheggio (questo è una costante), per poter ritentare deve fare l’intero percorso sopra descritto e rientrare da corso Mazzini ??
Che dire inoltre del nostro bel centro storico ridotto a un accrocchio di negozi sfitti o a chincaglierie da spiaggia da terzo mondo, ma salubre (forse!), dove i bambini (non tantissimi, ma in forte crescita, belli, forti e tendenzialmente abbronzati) possono giocare a palla respirando a pieni polmoni (sempre che gli autobus non siano ancora EURO 0). Bello avere l’aria pulita (ma sarà proprio vero visto che continuiamo imperterriti a incenerire con un impianto tecnogicamente superato con emissioni assolutamente esagerate rispetto ai nuovi impianti di incenerimento disponibili da anni) ma non poter godere di un ambiente commerciale attrattivo, con negozianti coinvolti e sinergici con i loro rappresentanti nelle istituzioni locali per rendere il centro storico una vetrina diciamolo “anche di bellezza e di stile” non solo come cuore pulsante commerciale della città, ma anche come stimolo ad un rinnovato popolamento delle famiglie e occasione di opportunità di incontro culturale?
Perché non si è investito nell’attrezzaggio del centro storico con silos esterni o nel sottosuolo per garantire il parcheggio delle auto (come invece fatto in tantissimi centri storici come quelli di Bologna, Trento, Bolzano, ecc) investendo invece in un bello, ma insufficiente “restyling” del parcheggio di P.zza delle Erbe utilizzato tendenzialmente da masnade di ubriachi del sabato sera e di sbandati e ubriachi della quotidianità , che comunque non ha minimamente risolto l’intasamento quasi costante del traffico di auto che sbuffano gas di scarico proprio dentro i negozi prospicenti?
Che dire: la salvaguardia dell’ambiente non è una missione, ma è un approccio culturale che deve essere comune a tutti gli uomini che abbiano a cuore il proprio destino e quello dei propri figli; non può essere cioè un obiettivo politico perseguito a prescindere, ma piuttosto un tema trasversale , un’ottica che guidi responsabilmente tutte le scelte di sviluppo, altrimenti si rischia uno sterile scontro ideologico, mancando clamorosamente l’obiettivo del benessere della nostra comunità .
Quanto sopra per dire che, nonostante sia un aderente di questo blog non verrò ad alcuna manifestazione organizzata dai verdi Forlivesi per difendere il modello fino ad oggi perseguito nella ns. città .
Dimenticavo di dire che al referendum ho votato a favore del nucleare e ne sono ancora convinto, soprattutto adesso che un barile di greggio costa oltre 100 dollari….. ma questa è un’altra questione che non c’entra con il piano del traffico.
Sandro Mazzotti
Ho preso visione della dichiarazione del vostro gruppo e riportata dagli organi di stampa dove si afferma: “A nostro avviso il Patto per lo Sviluppo è restato un intento programmatico, piuttosto che diventare una vera prassi amministrativa, anche perché la visione progettuale in ambito provinciale non sempre è patrimonio condiviso da tutti i soggetti in campo, a causa dei persistenti localismi”.
Probabilmente e mi sorprende molto, non vi è forse ben chiaro cosa sia il Patto per lo Sviluppo (dico che mi sorprende molto perché mi sembra che la vostra formazione annoveri tra i suoi aderenti alti funzionari di questo ente che bene potevano spiegarvi i contenuti del Patto e in quanto direttamente coinvolti nella sua attuazione, mettervi a disposizione tutto il materiale prodotto….).
Con il Patto per lo Sviluppo volevamo creare una coalizione sociale fra i rappresentanti degli interessi collettivi (economici e sindacali) integrata con le istituzioni, le autonomie funzionali, le banche e l’università per condividere analisi, priorità e progetti per lo sviluppo e la coesione sociale del nostro territorio.
Quest’obiettivo non è rimasto un intento, è un fatto realizzato che ha pure trovato attenzione presso il Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri che l’ha addirittura assunto come progetto pilota. Mi fermo qui, dicendovi che sono comunque contento dell’interesse che anche da parte vostra si è creato attorno a questo progetto e mi rendo disponibile a incontrarvi per illustrare come intendiamo ora portare avanti il nostro impegno.
Con cordialità
Massimo Bulbi
Caro Massimo,
mi fa molto piacere questa tua attenzione al nostro blog.
Uso il tu non per mancanza di deferenza verso il tuo ruolo di Presidente della Provincia ma perchè siamo compagni di Partito nel PD.
Credo sia il momento di uscire dalla polemica e pensare in grande.
Ti invito a ragionare come fa, Mauro Ceruti, l’epistemologo molto vicino ai cattolici democratici già relatore al convegno di Quarta Fase e all’Assemblea Costituente di Milano sul concetto di Sviluppo.
Secondo Ceruti e con lui tutti filosofi della complessità, bisogna trovare un nuovo paradigma.
Per dirla con le parole del suo maestro Edgar Morin “bisogna far venire un altro divenire”.
E questa ovviamente è una riflessione personale e non della Tua stagione.
Quindi non bisogna buttare a mare ciò che tu ed altri hanno fatto in amministrazione provinciale, ma sostituire l’idea quantitativa di sviluppo con quella qualitativa di innovazione.
Ripensiamo quindi insieme. Riprogettiamo insieme.
Invio per darne notizia a tutti (da sestopotere.com).
(23/11/2007 20:40) | COORDINATORE PD FORLI’: STRADA SPIANATA PER CASTAGNOLI (MARGHERITA)
(Sesto Potere) - Forlì - 23 novembre 2007 - Soltanto un nome è sato depositato oggi per la candidatura di coordinatore provinciale del Pd di Forlì: si tratta di Alessandro Castagnoli (Margherita).
Sul suo nome s’è di fatto creato il consenso delle altre liste che hanno rinunciato a portare avanti candidature alternative.
Sulla carta, alla vigilia i nomi di Sergio Servadei (lista Letta), Giorgio Ravaioli (Lista Bindi). Il gruppo ‘La tua stagione.It’ ha deciso ieri di ritirare un’eventuale ipotesi di candidatura di bandiera.
Al segretario comunale Ds, Rosetti, nel risiko della vigilia, si sarebbe dovuta spianare in futuro la strada di “segretario” comunale del Pd.
Ma Alessandro Castagnoli , sottoscrivendo la lettera aperta del movimento ‘La tua stagione.It’ , ha accolto l’invito a valorizzare il ruolo delle donne ed escludere pluralità di nomine.
Domani i costituenti dovranno eleggere - con voto segreto - il nuovo coordinatore provinciale del Pd di Forlì.
Ho già richiesto al moderatore l’inserimento in una discussione autonoma del seguente intervento, poiché ritengo la questione ambientale e la mobilità dei temi da affrontare con la dovuta attenzione, In ogni caso, rispondendo a Ronchi, ma anche alla richiesta di Thomas di una nostra autonoma elaborazione, mi pongo in coda alla presente discussione:
Credo che l’intervento del collega Consigliere Alessandro Ronchi meriti alcune puntualizzazioni, soprattutto pensando all’importanza di un leale dibattito all’interno della maggioranza consigliare.
E’ vero che il nuovo piano del traffico (che - giova ricordarlo - è per tutta Forlì e non solo per il suo centro) ha introdotto elementi di novità, il più rilevante dei quali è probabilmente l’obbiettivo di ridurre il traffico privato circolante sul territorio comunale riducendo emissioni ed incidenti.
Il piano è stato votato con convinzione dai gruppi che a breve confluiranno nel Partito Democratico, oltre che dai Verdi e da Rifondazione Comunista (altri gruppi hanno effettivamente mostrato meno entusiasmo…).
Successivamente all’applicazione del piano in Centro Storico sono state manifestate delle criticità: in particolare alcuni commercianti, concentrati per lo più nelle zone Mazzini - Cantoni - Piazza Cavour, hanno riferito un rilevante calo del volume di vendite.
Crediamo che, se da un lato l’obbiettivo di tenere fuori le automobili dal Centro è senz’altro condivisibile, esso non debba avere in alcun modo l’effetto di tenere fuori anche i cittadini: la riduzione di afflusso al centro comporta il suo impoverimento e la conseguente difficoltà, per chi ha compiuto degli investimenti produttivi, di procedere con la propria attività e quindi di esercitare un’attrattiva rispetto ai potenziali visitatori.
Crediamo che rivedere una parte del piano attuativo della viabilità e della sosta nel centro storico non sia un “ritorno agli anni ‘50″, e questo per alcune semplici ragioni:
1) l’impatto sull’aria più pesante viene dai veicoli che si spostano per lavoro i quali, dopo le 18 ed il sabato pomeriggio non sono più in centro o nelle sue vicinanza. L’accesso al centro per i soli “aperitivi” o per lo shopping non sarebbe particolarmente traumatico, tanto più in considerazione del fatto che già oggi la domenica ed i feriali dopo le 20 sono caratterizzati da sosta gratuita;
2) è irragionevole trattare zone di pregio dotate di pubblici esercizi e negozi qualificati di articoli quali vestiario, gioielli ecc. con aree di pregio minore ed attività prettamente di servizio (lavanderie, autoscuole, mobilio). Ci sarebbe invece molto di più da fare per individuare ed accrescere le zone pedonali, sostanzialmente ignorate fino ad ora, e ferme alle aree “storiche”;
3) è invece ragionevole modulare un costo della sosta crescente in ragione della vicinanza al centro, anziché aumentare indiscriminatamente i costi tanto in Piazza XX Settembre quanto in via dei Girolimini;
4) la proposta di sperimentare nelle giornate di sabato delle corse bus gratuite è un’alternativa seria ed ecologicamente corretta all’uso dell’auto privata.
Molte di queste proposte e valutazioni sono contenute nella delibera di giunta del luglio 2007 e non costituiscono un terremoto o - ancor peggio - un dietro front rispetto agli indirizzi presi.
Un confronto sereno su questi temi, che prenda atto di talune rigidità della formula originaria del piano attuativo del traffico in Centro Storico, sarebbe senza meno un indice di capacità di ascolto oltre che di una capacità di sano riformismo che tiene sui principi fondamentali dando al contempo risposte adeguate alle esigenze che emergono.