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Giornata Onu contro la violenza alle donne

Riceviamo e pubblichiamo il volantino e il programma degli incontri organizzati in occasione del 25 novembre, giornata Onu contro la violenza alle donne.

Trovate il tutto qui (pdf 734 kb)

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4 Commenti a "Giornata Onu contro la violenza alle donne"

  1. maria maltoni 22 novembre 2007 22:28

    Alle donne e uomini di buona volontà: il 25 novembre , giornata ONU contro la violenza alle donne, è una data che deve diventare sempre più importante e per il numero maggiore di persone. Dico persone e non solo donne, perchè credo che anche un numero sempre più grande di uomini debbano prendere posizione su questa questione. Occorre un enorme lavoro a livello culturale che parta dalle scuole, per modificare comportamenti e mentalità per arrivare ad una cultura del rispetto tra i generi. Tutti abbiamo letto in questi giorni i dati sui giornali, sono quelli di una vera e propria guerra che in tutto il mondo viene combattuta contro le donne e che uccide più delle guerre dichiarate ufficialmente dagli stati. Nelle giornate del 23-24 e 25, anche a Forlì, ci saranno momenti e luoghi dove esprimere testimonianza e solidiarietà, organizzati dal tavolo contro la violenza di cui fanno parte 25 associazioni femminili del territorio. Tante amiche e compagne de latuastagione.it ci saranno, invito anche voi, amici e compagni ad esserci.

    Maria Maltoni

  2. Thomas Casadei 11 dicembre 2007 00:56

    SFATARE I LUOGHI COMUNI

    Credo che questo dato vada preso sul serio e reso noto. Di fronte alle retorica della sicurezza, occorre prima capire - in profondità i fenomeni - e poi attuare politiche efficaci.
    E su questi temi sarebbe assai auspicabile che il PD la smettesse di inseguire la destra e delineasse la sua, specifica, visione delle “sicurezze”.

    §§§

    Una ricerca dell’Istat sfata molti luoghi comuni sui reati a sfondo sessuale
    Secondo i dati resi noti dall’istituto solo il 10% delle violenze arriva da stranieri
    Il 90% degli stupri commesso da italiani
    Il rischio maggiore da familiari e conoscenti

    ROMA - Non sono immigrati ma italiani i responsabili della piaga della violenza sulle donne nel nostro Paese. Secondo le stime dell’Istat, non più del 10% degli stupri commessi in Italia è attribuibile a stranieri, contro un 69% di violenze domestiche commesso a opera di partner, mariti e fidanzati. Dati che fanno crollare d’un colpo il luogo comune che associa l’immigrazione a una diminuzione della sicurezza nelle città italiane.

    Secondo l’Istat, che oggi ha aperto, nella sua sede centrale a Roma, il Global Forum sulle statistiche di genere, solo il 6% degli stupri in Italia è commesso da persone estranee alla vittima: “Se anche considerassimo che di questi autori estranei la metà sono immigrati - ha spiegato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell’istituto di statistica - si arriverebbe al 3% degli stupri; se ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti, al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri a opera di stranieri”.

    Le forze politiche di sinistra denunciano una realtà “oscurata e alterata” dai media e “strumentalizzata dai partiti di minoranza”. “Una doccia fredda per il narcisismo nazionale”: così il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, commenta la ricerca. Paola Balducci, responsabile giustizia del Sole che ride, ricorda “l’ostruzionismo della destra che alla Camera ha ritardato l’approvazione del disegno di legge contro le discriminazioni sessuali e la violenza sulle donne” e evidenzia la necessità di “un salto di qualità nelle politiche culturali e informative”. “I dati rafforzano le ragioni e lo spirito della manifestazione del 24 novembre” commenta la senatrice Prc Giovanna Capelli.

    Il lavoro dell’Istat non si ferma qui. “Ora dovremo porre l’attenzione - osserva Luigi Biggeri, presidente dell’istituto - anche su altre tematiche come la discriminazione, terreno difficilissimo ma che ormai necessita di essere misurato in tutte le sue manifestazioni”.

  3. maria maltoni 11 dicembre 2007 13:05

    Ringrazio Thomas per avere riportato sul sito questa serie di dati, perchè sul tema della violenza contro le donne è in atto ogni genere di strumentalizzazione. Finalmente i dati ufficiali confermano, oggi, quello da sempre il movimento delle donne sostiene, cioè che la maggior parte delle violenze sulle donne - siano violenze sessuali che fisiche o psicologiche - avvengono per la stragrande maggioranza in un contesto familiare o amicale. Dove per contesto familiare sono da intendere anche le persone con cui c’è stato un rapporto matrimoniale o affettivo, che sempre di più reagiscono all’abbandono con la violenza, fino all’assassinio.
    Per questo è particolarmente grave il ritardo che si registra in parlamento nell’approvazione delle norme contro la violenza e le molestie insistenti.
    C’è poi , più in generale, un dato culturale preoccupante di imbarbarimento che interagisce su più fronti - ed a livello mondiale tra più culture - dove alle culture patriarcali ancora presenti in troppe parti del mondo, si saldano gli integralismi religiosi ( e qui ognuno fà i conti con i suoi, noi quello cattolico, in altri paesi quello musulmano o indù).
    Per dare un contributo alle discussione, riporto la lettera che come commissione Pari Opportunità del comune di Forlì abbiamo il mese scorso chiedendo un impegno dei parlamentari locali su più fronti.

    Appello ai Parlamentari della Provincia di Forlì-Cesena “ CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE”

    La Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì, riunitasi il 30 ottobre scorso, ad un anno di distanza dall’appello lanciato alla città e fatto proprio dal Consiglio Comunale, esprime nuovamente forte preoccupazione per i ripetuti fenomeni di violenza nei confronti di donne avvenuti in tutto il Paese ed anche nella nostra Regione.

    Ci rivolgiamo in questo caso a voi, Parlamentari della realtà provinciale , per chiedere il vostro impegno per combattere a tutti i livelli questa tragica realtà.

    Non è possibile accettare che le donne divengano oggetto di violenza sessuale e maltrattamenti, compiuti nella maggior parte dei casi da persone che appartengono alla sfera familiare o amicale, né che i principi di autodeterminazione delle persone riguardo alla loro vita vengano violate.

    Occorre una forte azione di contrasto da parte delle forze dell’ordine, attraverso un attento presidio del territorio ed un monitoraggio che i servizi sociali devono operare, servizi che occorre siano capillarmente diffusi su tutto il territorio nazionale . Occorre, però, prevedere anche una modalità certa ed univoca di statisticazione del fenomeno, in particolare per ciò che attiene le denunce presentate per violenza sessuale e maltrattamenti - dato che i soggetti deputati in questo caso sono diversi - allo scopo di avere dati complessivi ed attendibili, che rendano in modo certo le dimensioni dei fenomeni.

    Chiediamo, in particolare, un vostro impegno per arrivare al più presto alle definizione di norme che perseguano efficacemente il reato di molestie insistenti, che in tanti casi abbiamo visto essere l’anticamera di reati ben più gravi, con conseguenze spesso mortali per le vittime. Come pure riteniamo che occorra accelerare i tempi del giudizio, riservando a questi reati corsie preferenziali e consentendo perciò certezza della pena. Altro aspetto emerso, anche in relazione a recenti fatti di cronaca, è la necessità di evitare contatti diretti tra vittime di violenze e responsabili delle stesse (ad esempio in occasione delle udienze giudiziarie relative al pronunciamento di divorzio) modificando la normativa affinchè sia possibile convocare separatamente le parti.

    Occorre piena consapevolezza della necessità di una azione culturale, nelle scuole di ogni ordine e grado, mirata ad affermare il rispetto e la parità dei diritti tra donne e uomini. Vi chiediamo perciò un impegno anche in questa direzione, perché sia introdotto nell’ordinamento scolastico a partire dalla scuola primaria , un vero e proprio insegnamento di “ cultura delle pari opportunità e del rispetto dei diritti e della dignità di tutte le persone” quale complemento alla necessaria formazione rivolta più all’ambito della educazione alla legalità ed al senso civico, che pure sono ugualmente necessarie ed oggi così carenti.

    Certi della vostra personale sensibilità su questi temi, auspichiamo da parte vostra il coinvolgimento , nell’ambito dei gruppi di appartenenza, di tutti i parlamentari coinvolti nei lavori delle commissioni che si occupano di queste materie.

    Inviamo i nostri più cordiali saluti con l’augurio di un proficuo e sollecito lavoro anche su questi argomenti da noi proposti, augurandoci da parte vostra un ritorno di informazione sulle problematiche che abbiamo evidenziato.

    La presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì
    Dott.ssa Maria Maltoni

  4. Alessandro Pilotti 25 dicembre 2007 11:46

    Innanzitutto Buon Natale a tutti. Poi vorrei segnalarvi un libro da acquistare assolutamente. E’ uscito in questi giorni “Lo Chopin partiva- Storie di donne” una raccolta di interviste apparse negli ultimi 15 anni nel mensile Una Città.
    Tra le altre, si trova una bellissima intervista alla nostra Tatiana Gentilini.
    Per informazioni http://www.unacitta.it

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