La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Programma presentato dal neoeletto Coordinatore del Partito Democratico forlivese Alessandro Castagnoli

ELEZIONE COORDINATORE FORLIVESE PD

Forlì, sabato 24 novembre 2007

Care Elette e cari Eletti del Territorio Forlivese,

l’elezione del Coordinatore rappresenta un’ulteriore tappa per la costruzione del Partito Democratico Forlivese e sono oggi a proporVi una prima base di partenza, aperta e tutta da costruire.

Con la costituzione del PD è stato scardinato il centro-destra nel nostro Paese e Noi eletti, referenti dell’importante mandato e soprattutto della fiducia assegnataci dalle oltre 18mila persone che si sono recate nei seggi del nostro territorio, abbiamo anche il compito di scegliere il Coordinatore di una “squadra” capace di onorare al meglio gli impegni assunti con il popolo delle Primarie e dar corso alla fitta agenda dei lavori per la costruzione del Partito Democratico, guardando anche al di fuori della Provincia e puntando a traguardare al meglio gli appuntamenti e le sfide lanciate da Veltroni e dal nostro Segretario regionale Caronna.

Si tratta di organizzare e radicare, con semplicità e quanto prima, il Pd sul nostro territorio; una sfida che richiede l’impegno e la collaborazione di tutti.

Sono almeno tre i principali punti dell’agenda dei prossimi mesi; a partire dall’elezione del Coordinatore dobbiamo tornare a stare tra la gente e dare un attestato a tutti coloro che parteciperanno alla fondazione dei circoli di base da realizzarsi tra dicembre e gennaio, per andare oltre rispetto alla partecipazione data alle primarie. L’intenso lavoro che ci aspetta sarà caratterizzato dalle Assemblee degli elettori del 14 ottobre che si terranno nei mesi di dicembre e gennaio; gli elettori saranno chiamati alla costituzione dei circoli territoriali, come stabilito dalla Conferenza dei Segretari regionali tenutasi a Roma il 20 novembre u.s..

Dovremo fare dei Forum, che costituiranno il “pensatoio” del partito, e saranno luoghi molto aperti, capaci di riconoscere i problemi e i bisogni del territorio e del Paese; laboratori di idee su temi specifici dovranno anche essere luogo di elaborazione della discussione, base da cui partire per consultare gli aderenti.

Prioritario è costruire un radicamento sul territorio capace di “innovare nella tradizione” basandosi anche su un coinvolgimento fatto attraverso modi nuovi, caratterizzato da circoli che potranno avere caratteristiche e collocazioni anche diverse rispetto alle sedi tradizionali, forum tematici – in linea con gli intendimenti nazionali di Veltroni - molto aperti e capaci di coinvolgere le migliori competenze e risorse della società.

L’organizzazione territoriale dovrà essere costruita su circoli, che raggruppino più quartieri o frazioni, con l’aggiunta di forum tematici capaci di offrire una possibilità di aggregazione anche in contesti in cui la dimensione territoriale non ha grande rilevanza. Il PD deve rappresentare il territorio forlivese nella sua interezza e dare pari dignità a tutti i nostri 15 Comuni negli organismi che si verranno a formare. Circoli che sappiano interagire con le domande dei cittadini, ispirati non all’idea di controllo sociale come nei partiti del XX secolo, ma al dialogo permanente, anche utilizzando a fondo le potenzialità di partecipazione fornite dalle nuove tecnologie. A questo proposito considero necessario prestare particolare attenzione alle esperienze innovative che hanno caratterizzato le primarie – un esempio il dialogo aperto sul sito/blog www.latuastagione.it – da considerarsi area organizzativa “complementare” del PD.

Per costruire tutto questo è necessario il contributo di tutti i costituenti del nostro territorio, superando e valorizzando le differenze e le provenienze culturali e politiche, per costruire un partito di popolo e plurale, la diversità unisce e fa crescere.
A questo proposito gli eletti scelgono il coordinatore per unire ed essere artefici e attori di una “squadra” capace di semplificare il linguaggio della politica e costruire delle modalità operative snelle ed efficienti, mettendo in chiaro i processi e le decisioni. Insieme possiamo dare un contributo affinché lo Statuto del nuovo Partito raccolga le speranze di trasparenza, rinnovamento della politica e certezza delle regole perché il PD non può fondarsi su leader in solitudine. La velocità della comunicazione impone anche nuove regole per lo snellimento della struttura organizzativa del partito, che non si significa smobilitare ma valorizzare le competenze e il merito.

Vogliamo promuovere un metodo di lavoro capace di trattare con appropriatezza gli argomenti nelle sedi proprie e nel rispetto dei ruoli e degli organi, favorire un approfondimento adeguato degli argomenti avvalendosi delle più alte e qualificate competenze, pur mantenendo sempre i piedi per terra e compiere i più grandi sforzi per stare agganciati continuamente alla “nostra gente”.

Il Coordinamento sarà l’organo di indirizzo politico del coordinatore e potrà essere allargato di volta in volta ad invitati, come i sindaci e i referenti dei circoli del territorio. Altresì, il Coordinatore potrà avvalersi di un organismo esecutivo e di competenze che gli consentano di svolgere appieno le funzioni attribuite dagli statuti e l’autonomia necessaria per coordinare - raccordare gli indirizzi politici nazionali, regionali e provinciali. In relazione a quanto espresso dal Segretario Veltroni nella sua recentissima lettera, è opportuno evitare i cumuli degli incarichi e garantire che l’attività del coordinatore possa disporre di una grande apertura all’esterno, oltre il confine dei partiti.

Negli organismi e nelle scelte sarà presupposto di base il ruolo dei giovani e delle donne; il riequilibrio di genere non dovrà essere una mera questione quantitativa ma un approccio generale che verrà sviluppato anche in relazione alla capacità del nostro territorio. Tale approccio è da considerarsi proprio dell’etica del PD e andranno compiuti ulteriori sforzi, anche attraverso le Commissioni Statuto e Programma, per far si che tali istanze possano tradursi in prassi politica. E’ indispensabile prevedere che nel territorio forlivese il 50% dei membri degli organismi, ove questo sia possibile, siano donne, in coerenza con quanto già attuato in occasione della costituzione degli organi regionali e nazionali, deve divenire una prassi a tutti i livelli organizzativi, per rimarcare il carattere innovatore del partito nuovo.

Nel territorio, per superare i confini e uscire dai recinti incarnando al meglio il significato del PD, considerando che la Costituente Regionale ha previsto nella nostra Provincia due coordinamenti territoriali (Forlì e Cesena), riteniamo importante lavorare al fine di verificare la fattibilità di un coordinamento unitario, disciplinato nello Statuto regionale. Tale coordinamento unitario dovrà essere il luogo in cui si crea una contaminazione virtuosa tra democratici, in vista della realizzazione, in prospettiva, di un’unica federazione provinciale. In questa cornice è necessario dar vita, congiuntamente, ad un Centro di Formazione Democratica in collaborazione con le associazioni culturali operanti sui diversi territori e l’Università, per approfondire i temi della politica e contribuire a formare le donne e gli uomini e soprattutto i giovani, che rappresenteranno il partito nuovo. Il PD vincerà la sfida del futuro nella misura in cui saprà essere il partito dei giovani.
Il Tesoriere dovrà redigere per il 2008 un bilancio partecipato e sociale, che possa essere discusso dai circoli di base. Si collega a questa candidatura l’esigenza di nominare FRANCO GENSINI tesoriere del PD, che ha già dimostrato grande competenza e capacità organizzativa nello svolgimento del ruolo di Direttore dell’UTAP forlivese.

ALESSANDRO CASTAGNOLI
Coordinatore Partito Democratico Forlivese

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35 Commenti a "Programma presentato dal neoeletto Coordinatore del Partito Democratico forlivese Alessandro Castagnoli"

  1. Alessandro Pilotti 26 novembre 2007 14:56

    Ero presente alla Conferenza Stampa che oggi il nuovo Coordinatore Territoriale del PD ha tenuto all’Hotel della Città. Dal programma che ha ha presentato si evince una grande sintonia con le le elaborazioni del nostro blog ed un esplicito riconoscimento alla tua.stagione.
    Si respirava un’aria di cambiamento e Alessandro è stato asciutto ed efficace.
    Mi sembra doveroso sottolinearlo, visto che sono stato tra i più critici nei confronti della sua candidatura, in particolare per il metodo con cui è stata proposta.
    A questo punto per “La tua stagione” si apre un interrogativo su che cosa fare ora.
    Innanzitutto è indispensabile mettersi alle spalle l’esperienza delle liste del 14 ottobre.
    Personalmente mi capita di riscontrare affinità metodologiche e politiche con tanti che hanno scelto Democratici con Veltroni o le liste Bindi.
    Continuare a ragionare in termini di liste sarebbe fuorviante e non utile al progetto di costruzione del PD.
    Non penso neppure alla costituzione di un’associazione strutturata.
    Abbiamo notato che quando ci troviamo ogni quattro o cinque giorni come è capitato da un mese a questa parte è più facile che emergano conflitti e tensioni propri delle dinamiche gruppettare e correntizie.
    L’idea dell’assemblea permanente con gente che lavora rischia di logorare i partecipanti e fiaccare gli entusiasmi.
    Non penso ad un autoscioglimento.
    Penso che il blog debba continuare ad esistere come esperienza di innovazione e penso che non solo gli aderenti ma gli Amici del blog possano riunirsi in assemblee “stagionali”.
    Due assemblee solstiziali (21 giugno-21 dicembre) e due assemblee equinoziali (22 settembre-21 marzo).
    Penso che vada confermato il portavoce che ha dato grande dimostrazione di equilibrio, ma credo che sarebbe giusto per riequilibrio di genere e per non appesantirne il ruolo di affiancarlo con una portavoce donna.
    Vedo troppi di noi recalcitranti a dialogare sul blog.
    E’ vero che questo blog è sotto i riflettori da più di tre mesi.
    Ma è qui che dobbiamo tenere pubblicamente le nostre discussioni.
    Io penso che il blog possa diventare oggi lo strumento fondamentale ma certamente non esaustivo di costruzione
    di quella rete necessaria a tutti noi per dare al PD forlivese e, speriamo provinciale, quelle cartaristiche di progetto aperto come si legge nel nostro banner.

  2. piazza franco 30 novembre 2007 23:39

    Ho trovato questo articolo sul sito del Partito Democratico. Nella nostra realtà cosa sta avvenendo a proposito. Il patrimonio dei Ds(immobili, residui finanziari, debiti, mutui, ecc.)ma anche archivi, atti, biblioteche,ecc. che fine farà. Sarebbe interessante che qualcuno che conosce i fatti riferisse.

    PATRIMONI, SPOSETTI: I SOLDI E I FATTI
    Intervento di Ugo Sposetti – L’Unità

    Caro Direttore,
    poiché leggo notizie del tutto prive di fondamento, su cui si innestano a loro volta commenti e dichiarazioni improprie e ingenerose, voglio ribadire - come ho già avuto modo più volte di dichiarare - che non c’è, né può esserci alcuna lite su soldi e immobili tra i Ds e il Partito Democratico, un partito che i Ds hanno voluto con determinazione e convinzione, profondendo per la sua nascita e costruzione impegno e risorse con straordinaria generosità. Ed è, dunque, per noi assolutamente evidente che al Pd devono essere assicurate risorse e strumenti adeguati alle ambizioni e agli obiettivi che ci siamo dati. Per questo obiettivo i Ds stanno lavorando ogni giorno, come dimostrano i fatti che qui richiamo.
    1. In questi mesi in cui il Pd ancora non esisteva abbiamo sostenuto - insieme alla Margherita - tutte le spese del “cantiere” del nuovo partito (in primo luogo l’organizzazione delle primarie). Per un ammontare che, a livello nazionale, è stato oltre 4 milioni di euro (2,5 la quota sostenuta dai Ds). Cifra a cui aggiungere l’impegno economico sostenuto dalle nostre organizzazioni in ogni realtà locale. Si tratta di uno sforzo finanziario, come ognuno può ben immaginare, di assoluto rilievo.
    2. Con la nascita dei nuovi gruppi del Pd alla Camera e al Senato, i parlamentari Ds - dal primo novembre - devolvono i loro contributi, pari a 210.000 euro al mese, al Pd e così gradualmente sta avvenendo per tutti gli eletti ai vari livelli: regioni, province e comuni.
    3. In tutta Italia le sedi dei Ds sono state messe a disposizione - a titolo del tutto gratuito - del Partito Democratico ed al nuovo partito stiamo trasferendo tutta la rete dei servizi (informatici, editoriali, ecc.) che fino ad ora erano riferiti ai Ds.
    4. Il personale retribuito attualmente impegnato nelle nascenti strutture nazionali, regionali, provinciali e territoriali del Pd è carico dei Ds e della Margherita, fino a che il PD non abbia messo a regime la propria organizzazione e la propria autonomia finanziaria.
    5. La riorganizzazione del patrimonio immobiliare che fin qui è stato nella disponibilità dei Ds è finalizzata all’unico obiettivo che tale patrimonio possa entrare nella piena disponibilità del Partito Democratico, con le stesse regole di autonomia gestionale e di forma giuridica adottate fin qui dai Ds. È dunque del tutto priva di fondamento che tale riorganizzazione sia estranea alla costruzione del Partito Democratico o addirittura che voglia sottrarre al nuovo partito la disponibilità di strutture e beni.
    6. Contestualmente i Ds sono impegnati nel definire una ordinata sospensione della propria attività, onorando - come fa un partito di gente per bene - tutti gli impegni assunti verso terzi. È fuori discussione l’impegno dei Ds a garantire certezze a tutto il personale, sia a quello che si trasferirà al Pd, sia agli altri. Come è fuori discussione l’impegno a portare a conclusione il programma di rientro delle nostre esposizioni bancarie. Nel 2001, all’atto del mio insediamento come tesoriere dei Ds, ho trovato un’esposizione di 580 milioni di euro. Essa è stata nel corso di questi anni considerevolmente ridotta. Residuano oggi 150 milioni di euro in mutui bancari. Il programma di estinzione di tali mutui, che deve necessariamente concludersi nel 2010, non può quindi prescindere dall’utilizzo delle risorse dei rimborsi elettorali dei Ds.
    Fermo restando che ogni risorsa eccedente quelle necessarie al pagamento dei mutui sarà devoluta al Partito Democratico.
    Questi sono i fatti e questo dovevo per chiarezza e verità.

  3. Alessandro Pilotti 1 dicembre 2007 19:25

    Questo articolo mi stimola ad esprimere le mie perplessità sulla futura sede del Partito Democratico.
    Non sono d’accordo su una struttura che assembli Partito, uffici ministeriali e parlamenatari.
    Inoltre temo che questa nuova sede dreni troppo risorse sittraendole all’iniziativa politica.
    Senza parlare dell’apetto logistico di essere in pieno centro storico.
    Mi sento di fare una proposta: il tesoriere presenti un preventivo sui costi dell’operazione poi si faccia una consultazione nei circoli.
    Non sono certo che il trasferimento in Corso Diaz sia una scelta saggia.

  4. franco piazza 2 dicembre 2007 07:34

    La lettera di Sposetti sull’Unità, che ieri ho postato, ha stimolato il tesoriere del PD a una replica pubblicata sul Corriere della sera. Eccola:

    AGOSTINI: “ORA DISCUTIAMO DELLE FONDAZIONI”

    Gentile direttore,
    Le considerazioni svolte nella lettera del tesoriere dei DS pubblicata ieri dal suo giornale vanno ben oltre una semplice “messa a punto” di precedenti dichiarazioni e rivestono un rilievo tale da suscitare un commento su temi che è indispensabile vengano portati sempre più spesso al vaglio della pubblica opinione. Si deve sempre partire dal presupposto, e a questo principio mi ispirerò nello svolgimento dell’incarico recentemente affidatomi, che le risorse che i partiti gestiscono sono risorse pubbliche e di terzi, per le quali per definizione c’è bisogno di un di più di informazione.
    Soltanto le contribuzioni degli eletti possono in qualche modo avvicinarsi a risorse “proprie”, ma non per questo esenti da un obbligo di rendicontazione, ma soprattutto i rimborsi elettorali che provengono dal contribuente impongono una rigorosa informazione sul complesso dell’uso che ne viene fatto. Ben venga ogni dibattito su questi temi che può forse aiutare a riavvicinare i cittadini alla politica. Dallo scritto di Ugo Sposetti emergono alcuni elementi di novità che vanno apprezzati e al tempo stesso approfonditi per evitare che rimangano ad un livello un po’ troppo generale di formulazione. In modo particolare il tema delle fondazioni a cui conferire gli immobili di proprietà delle strutture territoriali dei DS. Finalmente si comincia ad entrare nel merito e a chi ha sollevato il problema, tra gli altri una mia intervista al suo giornale subito dopo l’elezione a Milano, non si oppone più una sorta di stizzito risentimento. La fondazione, come è noto, è giuridicamente un patrimonio per uno scopo. L’obiettivo è, dice Sposetti, “che tale patrimonio possa entrare nella piena disponibilità del Partito Democratico”. Da questa affermazione si possono e si devono ricavare alcune conseguenze. Innanzitutto, che al PD viene riconosciuta una legittimazione ad occuparsi dell’argomento in quanto destinatario della disponibilità. Dove immagino che per disponibilità non si intenda riferirsi soltanto alla messa a disposizione delle sedi per l’esercizio dell’attività politica. Questo, infatti, è nell’ordine delle cose. Immaginiamo una sezione o una “casa del popolo” che da sempre è stata non soltanto il luogo della politica ma molto spesso, come accade in alcune regioni, un vero e proprio luogo di vita collettiva. E di cui tutti, la comunità e non soltanto gli iscritti, ritengono in qualche modo di essere proprietari. Sono un po’ delle piazze al coperto. Si può anche solo immaginare che nel momento in cui i DS sospendono l’attività politica questi luoghi non mantengano la loro vocazione? Sposetti dice una cosa politicamente molto importante e che mi sento di apprezzare in pieno. Credo, però, che vada anche fatto un passo ulteriore che consenta di dare concretezza a quella affermazione politica. La costituzione di una fondazione implica la nomina di un comitato di indirizzo che è l’organismo principe della fondazione e che a sua volta nomina un comitato di gestione. Il problema è, a quanto mi risulta e sarei ben lieto di sbagliare, che nel caso in questione i membri del comitato di indirizzo, in numero assai ristretto, sono nominati a vita e che in caso di morte si procede per cooptazione. Io credo che questo non sia il modo migliore di procedere soprattutto se si vuole che alla fine del percorso ci sia il Partito Democratico. E allora chiedo: quante sono le fondazioni in cui si è già proceduto al conferimento degli immobili? Quante sono quelle che sono solo costituite? Lo chiedo per amore di trasparenza e anche per il rispetto che merita il lavoro che Ugo Sposetti ha svolto in questi anni. Forse, se non è ormai troppo tardi, qualche strada migliore si può trovare.
    Mauro Agostini

  5. Paolo Ragazzini 5 dicembre 2007 09:22

    In primis il mio sincero in bocca al lupo ad Alessandro per l’elezione a Coordinatore Provinciale del P.D. Mi fa piacere che tanti punti del suo documento programmatico di insediamento siano stati a più riprese proposti anche dalla Tua Stagione. Una risposta a coloro che criticavano le nostre scelte e i nostri programmi a prescindere senza conoscerne i contenuti. Mi fa piacere che sia stato nominato Tesoriere Franco Gensini disponibile, attento e capace.Ma mi permetto di rimarcare ad Alessandro anche le capacità, disponibilità e professionalità di Enrico e Tiziana . Ritengo, senza paura di essere smentito che la loro presenza nel futuro P.D. sia fondamentale. Un progetto infatti , per essere efficace, deve poter contare su persone come loro: affidabili , leali e capaci.Mi riservo invece, dopo avere esaminato con più attenzione i dati che ho chiesto di esaminare di esprimere il mio giudizio in merito alla nuova sede di C.so Diaz. Un dato però mi è chiaro fin da ora: come per altre scelte politiche del nostro recente passato politico( e in questo caso mi riferisco ai D.S.)millantate come frutto dell’elaborazione e della volontà di tutti ma in realtà portate avanti solo da una parte e tristemente naufragate, mi sembra che anche nel caso della sede nuova non si siano fatti a suo tempo i necessari passaggi democratici negli organi di Partito.

  6. Alessandro Pilotti 5 dicembre 2007 12:10

    Io ne approfitto per fare i complimenti a Stefania Collini per la nomina avvenuta lunedì sera di componente dell’Esecutivo Territoriale.
    Credo che Alessandro abbia scelto nella sua squadra una persona che unisce alla grande capacità di analisi la concretezza del lavoro di cura.
    Buon lavoro a tutto l’Esecutivo per i mesi a venire.

  7. maria maltoni 5 dicembre 2007 13:38

    Apprendo dalla mail di Alessandro della nomina di Stefania, alla quale faccio anch’io le più vive congratulazioni. Abbiamo sempre detto in questi mesi che vogliamo molte donne di qualità, credo che Stefania rappresenti molto bene questi requisiti. Buon lavoro !
    Maria

  8. gianluca monti 5 dicembre 2007 16:21

    Naturalmente mi associo ai complimenti di chi mi ha preceduto verso Stefania certamente persona di grande professionalità e capacità. La nomina nell’esecutivo e’ un giusto premio alla convinta battaglia di Stefania a favore della nascita del PD sempre condotta con toni costruttivi e moderati. Sono certo che anche le altre persone elette danno un bel segnale di rinnovamento e fanno partire con il piede giusto il difficile percorso che sta intraprendendo Alessandro. L’unico vero e sincero augurio e’ di non arrendersi alle prime difficoltà perchè il cammino non sarà facile ma la strada e’ quella giusta e cio’ che conta ora e’ dare segnali netti e chiari a chi ci ha dato fiducia il 14 ottobre. Mi permetto anche io , da non iscritto, di ribadire un concetto importante sulla sede. Dal mio punto di vista la ricerca di un posto nuovo diverso dalle vecchie sedi e’ un segnale importante e doveroso, nello stesso tempo è sempre bene non perdere di vista il discorso economico e la possibilità della partecipazione. Scegliere un luogo molto in centro può dare un segnale di vicinanza politica alle istituzioni della città, ma credo in questo momento che serva di più un riavvicinarsi della gente comune con un luogo faclmente raggiungibile e a costi relativamente bassi. E’ ovviamente un pensiero molto personale ma in questa fase di estrema democrazia credo che anche su questo si possa discutere e soprattutto si debba discutere.

  9. Paolo Ragazzini 6 dicembre 2007 07:52

    Anche se colpevolmente in ritardo faccio a Stefania i miei sinceri complimenti per la nomina . Con Stefania ho in corso da diversi anni un rapporto di collaborazione politica nel territorio che ha dato sicuramente risultati lusinghieri. Arroganza, autoreferenzialità e soprattutto opportunismo politico non fanno parte del suo dna. Lei mi e ci rappresenta in questa fase delicata e decisiva del nuovo soggetto politico per le sue indubbie capacità politiche oltre che la sua lealtà e trasparenza.

  10. Thomas Casadei 6 dicembre 2007 18:29

    Complimenti a Stefania, oltre che per la sua nomina nell’esecutivo del Pd forlivese anche per questo secondo riconoscimento al suo lavoro in Circoscrizione.
    §§§
    FORLI’ - Alla Circoscrizione 5 nasce il gruppo del Pd

    FORLI’ - I Gruppi Consiliari dei Democratici di Sinistra e della Margherita della Circoscrizione n. 5 hanno formalizzato la nascita, grazie all’accordo tra gli ex capigruppo di DS e Margherita, Stefania Collini e Gino Diti, del gruppo consiliare denominato “Partito Democratico”.

    Capogruppo è stata confermata la consigliera Stefania Collini.

    Il gruppo Partito Democratico nel consiglio della Circoscrizione n. 5 è composto da 12 membri e precisamente:

    Bandini Enzo

    Collini Stefania – Capogruppo

    Diti Gino

    Ghetti Fiorenzo

    Giacomini Sonia

    Gurioli Alberto

    Mantellini Sabrina

    Mazza Chiara

    Sedioli Enrico

    Serasini Riccardo

    Soglia Gianluca

    Zanetti Veronica

    §§§§

    Stefania rappresenta per tutti noi, da diversi anni, un esempio di rigore etico, intelligenza politica e grande capacità organizzativa, nonchè un alto esempio morale di agire politico del tutto disinteressato. Con lei l’etica della cura si concretizza nella sfera pubblica e sociale (non va dimenticato il suo splendido lavoro, oltre che per il partito dei DS e ora per il PD, con il Forum delle Donne).
    Sono tra coloro che possono dirsi onorati e orgogliosi di aver condiviso con lei ogni scelta politica in questi anni di militanza nei Ds forlivesi, sempre all’insegna della trasparenza e della richiesta incessante di una politica esigente.

    Trovo molto interessante la composizione dell’esecutivo da parte del coordinatore Alessandro Castagnoli, peraltro rigorosamente conseguente a quanto aveva annunciato nel suo discorso di insediamento: 3 donne, 2 uomini, radicamento nei territori, intelligente coniugazione tra rinnovamento e valorizzazione delle esperienze.

    A tutto il gruppo i migliori auguri di Buon lavoro.

  11. Thomas Casadei 6 dicembre 2007 18:49

    Riprendendo un ragionamento avviato da Paolo Ragazzini, mi permetto di tornare su un tema che avevo già affrontato nei mesi scorsi.

    Concordo pienamente con lui: Tiziana Dobrigni e Enrico Sedioli rappresentano forze imprescindibili per una buona ed efficiente organizzazione tecnico-amministrativa del partito nuovo, a loro non si dovrebbe mai smettere di dire grazie per il lavoro svolto in questi anni. Ritengo però che un partito democratico debba, anche con riferimento ai suoi dipendenti, essere sommamente equo e dunque porsi il problema di una giusta retribuzione, abbinato ad una valutazione attenta del lavoro svolto. Tiziana ed Enrico, sotto questo profilo, insieme a Franco Gensini credo meritino non solo dei rigraziamenti formali, ma anche un riconoscimento equo per il loro buon lavoro.

    Legato a questo si pone il tema, che rilancio nella discussione in modo aperto, della distinzione all’interno di un partito nuovo, al passo con tempi nuovi, tra funzioni professionali e tecniche, da un lato, e incarichi politici, dall’altro. Ritengo - come in precedenza ho sostenuto - che si debba progressivamente andare verso una netta distinzione di ruoli, e soprattutto che siano da evitare le figure di dipendenti del partito con incarichi politici tendenzialmente a tempo indeterminato. Su questo occorre impostare una visione della forma partito stessa, nonchè una diversa concezione delle sue articolazioni, basate su una militanza che sa coniugarsi con le attività professionali, nonchè con la valorizzazione di un attivismo part-time che se svolto da molti può davvero essere il cuore di un partito aperto, partecipato, diffuso, e assai efficace.

    In questo contesto, credo fondamentali altri due cose per il Pd forlivese:

    - che vada finalmente avviata la sperimentazione - nei Ds rimasta solo sulla carta, dopo la sua proposta un anno e mezzo fa (era il giugno 2006) - di un bilancio partecipato e sociale, ove le scelte e le voci siano discusse e condivise (e qui il tema della sede, giustamente, è stato posto all’attenzione in diversi interventi): è questo un modo per essere democratici sul serio, e per avvicinare a sè cittadini che credono nella buona politica. Franco Gensini ha tutte le credenziali per essere il coordinatore di un gruppo di lavoro che si cimenti con questa impresa, che potrebbe avere un grande valore anche al di là del nostro territorio, e porsi come virtuoso esempio di una politica di partito che si fonda sulla trasparenza e la partecipazione. Il mondo dell’università e della cooperazione, peraltro, potrebbe essere validi interlocutori di un progetto di questo tipo.

    - che si proceda ad un’analitica disamina di tutti gli incarichi e le retribuzioni in riferimento agli enti di seconda nomina, e dunque di nomina pubblico-partitica (argomento affrontato in questo blog da Carlo Giunchi, ma anche da Luciano Minghini). La frontiera della trasparenza, coniugato con quello della sobrietà istituzionale e della valutazione dell’efficienza degli enti, potrebbe davvero configurare un ponte per riavvicinare alla politica cittadini non lontani ma diffidenti - sovente con buone ragioni - rispetto a certi meccanismi di partito.

    Forse su questi temi occorrerebbe avere il coraggio, come nuovo partito, di discutere e pensare concretamente a proposte da sottoporre all’attenzione di coloro che saranno iscritti, militanti, dirigenti del Partito democratico. Su questi punti occorre elaborare, perchè la continuità non è quanto serve in questa fase.

  12. Stefania Collini 6 dicembre 2007 19:04

    Ringrazio tutti gli amici ed amiche che con modalità diverse hanno avuto per me belle parole . Saprò rimboccarmi le maniche e continuare il lavoro nel coordinamento esecutivo del P.D. (organizzazione dei circoli, loro funzionalità e migliore dislocazione, il legame coi territori , i problemi concreti , il coinvolgimento dei giovani e delle donne così indispensabile al rinnovamento della politica, il contatto con l’associazionismo).
    Lo farò con il mio consueto approccio, con modestia, metodo e semplicità, avendo a cuore principalmente il rapporto con le persone , l’ascolto delle diverse opinioni, senza pregiudizi e preconcetti, il necessario confronto con chi sapendo e conoscendo più di me su certi argomenti, potrà assicurare le conoscenze necessarie per scelte e orientamenti condivisi per lo scopo comune: il rinnovamento della politica, la formazione di nuove classi dirigenti, l’inclusione di sensibilità e competenze diverse, nuove modalità di relazione e partecipazione dei cittadini alle politica.
    La recente esperienza vissuta ne latuastagione mi ha stimolato e arricchita, rivelando un’originale forza ed efficacia: sento di dover proseguire la strada con lo stesso metodo aperto e trasparente che abbiamo fin qui praticato. La passione per il progetto del P.D. che vogliamo, deve spingerci a non deludere, con un rinnovamento fittizio, gli elettori del 14 ottobre, che dovranno nuovamente trovare spinta e motivazioni come fondatori e attori dei circoli e degli organismi dirigenti del partito democratico.
    So di poter contare sul sostegno dei democratici, in questa fase transitoria ma determinante; ho assicurato a Castagoli e Gensini la mia piena disponibilità a lavorare e a contribuire con idee e proposte di lavoro.
    Saprò far meglio se sostenuta e corroborata dalle preziose, schiette, meditate opinioni di quanti davvero vogliono un partito nuovo e vitale.
    Domani, nel pomeriggio, ci sarà il primo incontro dell’esecutivo, il cantiere comincia i lavori!
    Partire bene,con metodo e chiarezza, per arrivare alla meta.
    Grazie ancora!
    Stefania

  13. entela 6 dicembre 2007 19:59

    Ciao Stefania!
    mi associo anche io alle parole di Thomas. complimenti vivissimi.personalmente ti ringrazio per la disponibilità che dimostri nei miei confronti. da quando ti conosco la cosa che mi stupisce sempre di più è il sorriso e la serenità con le quali affronti ogni situazione.
    grazie di tutto

  14. franco piazza 7 dicembre 2007 07:26

    Sulla fiducia al decreto sicurezza, leggendo i resoconti giornalistici, vedo che una democratica, Paola Binetti ha votato contro perchè la norma riporta sanzioni contro le discriminazioni razziali e sessuali:

    dal sito di repubblica: ” ….. I teodem sul piede di guerra. Ma a mettere in ansia l’Unione, in queste ore frenetiche, ci sono anche i Teodem, il gruppo dei cattolici del Pd. In particolare Paola Binetti ed Emanuela Baio si oppongono alla parte del maxiemendamento che fa riferimento al Trattato di Amsterdam e che riguarda norme contro le discriminazioni razziali e sessuali. La Binetti si riserva fino all’ultimo minuto per decidere come votare la fiducia. Si sparge la voce di una comunicazione del ministro Chiti in aula, con al promessa che il testo cambiaeràalla Camera. Anche Fernando Rossi, ex Pdci, alimenta le ansie del centrosinistra: “Voto sì alla fiducia ma mi riservo di valutare sul merito del provvedimento”.
    Applausi dalla Cdl. Un applauso dai banchi del centrodestra ha sottolineato il no alla fiducia pronunciato dalla senatrice teodem, Paola Binetti, e dal senatore a vita, Giulio Andreotti. Preannunciato il no di Andreotti, incerto fino all’ultimo quello della senatrice teodem. Quando è stato chiaro il voto contrario, dai banchi del centrodestra è partito un applauso al suo indirizzo.
    Il voto. Al momento della chiama, la “teodem” Binetti (ma non la Baio Dossi e Bobba) vota no alla fiducia. Tra gli applausi del centrodestra. Il resto, sono conferme. Sì dai senatori a vita, tranne Andreotti. No di Turigliatto. Gli altri dell’Unione votano compatti per il governo. Il risultato è un’altra fiducia all’esecutivo di Romano Prodi. Per mano di uan maggioranza sempre più fragile. E di un imprevedibile Francesco Cossiga. …”
    Penso che all’interno del PD ci sia spazio per tutte le culture e gli orientamenti politici democratici, ma non ci deve essere spazio per l’omofobia e il razzismo.
    Se fosse vero il resoconto giornalistico, chiedo a chi ne ha modo di prendere una iniziativa perchè il PD di Forlì si dissoci da questi comportamenti attuati da una rappresentante del Partito Democratico.

  15. Alessandro Pilotti 7 dicembre 2007 09:43

    Sono d’accordo, Franco, non è accettabile l’esistenza di un’ala teocratica nel Partito Democratico.
    Il cattolicesimo preconciliare potrà avere spazio in AN o ne la Destra ma non nel PD.
    Propongo di inviare e-mail alla senatrice Binetti chiedendole di dimettersi da senatrice perchè non rappresenta le sensibilità di chi la eletta.

  16. Alessandro Pilotti 7 dicembre 2007 09:45

    …di chi l’ha eletta, pardon!

  17. Alessandro Pilotti 7 dicembre 2007 09:52

    L’inidirizzo e-mail è
    binetti_p@posta.senato.it

  18. Thomas Casadei 7 dicembre 2007 10:02

    concordo, propongo di invitare nei prossimi mesi a discutere della questione - centrale nel contesto delle azioni positive previste dall’Unione europea - figure del Pd con sensibilità differenziate ma ferme nella lotta alle diverse forme di discriminazione. Ad es. Paola Concia e Rosi Bindi, o anche Castagnetti.

    Sul tema, peraltro, abbiamo appena avviato una Convenzione Regione-Dipartimento di Scienze giuridiche all’Università di Modena per l’attivazione di un Laboratorio su “Forme di discriminazione, istituzioni, azioni positive”.

  19. maria maltoni 7 dicembre 2007 14:31

    Anch’io sono rimasta basita quando ho visto il resoconto di Repubblica, anche se va ovviamente verificato, dato che si legge tutto e il contrario di tutto. Concordo sul fatto che nel PD non possano esserci orientamenti razzisti ed omofobici, ed anche sulla proposta di aprire un dibattito anche a livello locale nel PD su queste questioni. ce n’è assolutamente bisogno, perchè il dato culturale di non accettare comportamenti e modelli di vita ” non conformi” è purtroppo ancora molto presente e mi capita spesso di riscontrarlo anche per conoscenza diretta dei problemi.
    Il fatto che possano coesistere più opzioni di vita e di orientamente personali, a partire da quelli sessuali, è una cosa purtroppo ancora poco diffusa e vedo regressioni in vista. L’impiccagione del ragazzo gay in Iran ne è una tragica riprova.
    Non so se manderò una mail di insulti alla Binetti, come suggerisce Alessandro che è sempre molto diretto, e come sarei tentata di fare, ma la questione va posta secondo me anche a livello di organismi politici del PD, qui non è un fatto di coscenza, ma di civiltà.

  20. Alessandro Pilotti 7 dicembre 2007 14:45

    Non credo di averla insultata l’ho solo invitata weberianamente all’etica delle responsabilità insieme all’etica delle convinzioni…

    Senatrice,
    si dimetta. Non c’è spazio per un’ala teocratica nel PD.Lei tradisce gli elettori lombardi che l’hanno votata.
    Si dimetta.

    Alessandro Pilotti

  21. Alessandro Pilotti 7 dicembre 2007 15:02

    7 Dicembre 2007 - 14:24

    SICUREZZA, CONCIA: PD IMPEDISCA STRALCIO NORMA ANTI-OMOFOBIA

    - Roma, 7 dic – “Paola Binetti, con il voto contrario alla norma contro l’omofobia, tradisce se stessa, tradisce questo Paese, non rispetta la Costituzione e, facendo valere un vincolo esterno più delle sue responsabilità di parlamentare, viene meno al suo mandato. E tradisce me e il mio grande sforzo di donna omosessuale che si è messa davvero in gioco per aprire un dialogo anche con lei oltre gli steccati, oltre le ideologie, oltre i muri invalicabili che rischiano di far arretrare questo paese ai tempi bui”. Lo dichiara in una nota Anna Paola Concia, del coordinamento politico nazionale Pd. “Mi appello al mondo cattolico – prosegue - perché faccia sentire la sua voce. Mi appello al PD perché si batta con tutte le sue forze affinché quella norma alla Camera non venga stralciata perché non sarebbe da paese civile. Senza questa norma non sarebbe un Paese in cui noi omosessuali possiamo vivere perché considerati dei reietti. E chiedo a Paola Binetti di domandarsi fino in fondo se il Pd è il suo partito, visto che quello che tutti vogliamo è che questo partito sia il partito del rispetto e del dialogo tra diversi”.

    In collaborazione con 9colonne.it

  22. maria maltoni 7 dicembre 2007 19:01

    Caro Alessandro, condivido assolutamente quello che hai scritto, l’uso della frase ” una mail di insulti , come suggerisce Alessandro ” era in effetti più riferita a quello che pensavo io. Non avevo dubbi sul fatto che la tua mail fosse espressa in termini assolutamente “urbani”, come sono sempre pur nella franchezza che ti contraddistingue, tutte le tue posizioni. Maria Maltoni

  23. franco piazza 11 dicembre 2007 23:43

    Propongo al coordinamento di Forlì di richiedere al Segretario Nazionale Valter Veltroni di andare a incontrare il Dalai Lama. Potrebbe, a nome di tutti i democratici italiani, ringraziarLo per la sua visita in Italia, chiedere aggiornamenti sulla situazione in Tibet e sopratutto manifestare rispetto e solidarietà umana verso il suo popolo.

  24. piazza franco 12 dicembre 2007 23:03

    Posto l’ansa sul “caso Binetti”. Sono indignato. Sull’omofobia e il razzismo non c’è bisogno di aspettare la carta dei valori. Se questi non sono valori nel dna dei democratici qualcosa non mi torna.

    12 Dicembre 2007 - 15:37
    PD, ANSA: NESSUNA SANZIONE PER PAOLA BINETTI
    - Roma, 12 dic - Niente sanzioni per Paola Binetti da parte del Pd, dopo lo strappo di giovedì scorso, e il suo ”no” alla fiducia sul decreto sicurezza, a causa di una norma sull’omofobia. La decisione – riferisce l’Ansa - è stata presa stamani in un incontro svoltosi in Campidoglio tra il segretario del Pd, Walter Veltroni, Dario Franceschini, la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e il suo vice Luigi Zanda. Assente invece l’interessata. La riunione ha escluso in partenza provvedimenti del partito: oltretutto in assenza di una Carta dei Valori approvata e di un collegio dei probiviri, sarebbe stata una via non percorribile. Ma al di là di questo i presenti hanno concordato con Veltroni sull’inopportunità politica di una sanzione contro la Binetti che – osserva l’Ansa - verrebbe cavalcata dagli avversari politici come una incompatibilità tra Pd e cattolici. Anche se c’è da registrare nel Pd il fatto che i più irritati con la senatrice teodem sono i parlamentari cattolico-demcoratici. Il tema posto da Finocchiaro nell’incontro è stato: quali sono i temi eticamente sensibili sui quali il gruppo lascia la libertà di coscienza ai singoli parlamentari? Se non si identificano questi paletti si rischia di ballare in Senato ad ogni voto. La carta dei Valori, che dovrebbe essere approvata dall’Assemblea costituente a febbraio risolverà il caso. Nell’attesa ci sarà un faccia a faccia tra la stessa Binetti e Veltroni-Franceschini da concordare. Tra i senatori del Pd il malumore verso la loro collega è palpabile, tanto che alcuni di essi hanno chiesto a Finocchiaro una riunione del gruppo. A quelli che oggi hanno avvicinato Binetti per chiedere chiarimenti su quali siano i confini dei temi eticamente sensibili, l’esponente teodem ha mostrato copia del quotidiano ”Avvenire” e il testo del messaggio del papa per la giornata della Pace. In esso, ha sottolineato Binetti, si parla di una ”norma morale naturale” che ”permette agli esseri umani di capirsi tra loro sugli aspetti più importanti del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto”. D’altra parte, ha ricordato Binetti ai suoi interlocutori, alla legge naturale si appellava Ratzinger nel 2003 quando, da prefetto della Congregazione della dottrina per la fede, pubblicò una nota dottrinale contraria al riconoscono legale delle unioni omosessuali. Risposta che – osserva ancora l’Ansa - non ha lasciato tranquilli gli altri senatori del Pd sui confini dei temi eticamente sensibili.

  25. Maria Teresa Vaccari 14 dicembre 2007 16:08

    Leggo spesso questo blog per tenermi aggiornata sull’andamento della costituzione del partito democratico e quindi so che sono state fatte le varie nomine a livello locale.
    Vorrei sapere:
    quali sono le prossime scadenze?
    quando e come è prevista la fase di coinvolgimento della cosidetta “società civile”?
    Sono molto fiduciosa sul futuro di questo partito ma di tanto in tanto mi sembra che qualcuno abbia nostalgia del vecchio sistema.
    E visto il penoso spettacolo che stanno dando i nostri politici a Roma, penso sia sempre più urgente che dal basso arrivino segnali di rinnovamento e di voglia di lavorare seriamente per questo Paese che altrimenti andrà definitivamente allo sfascio!

  26. Thomas Casadei 15 dicembre 2007 13:33

    si parla tanto di diritti umani e poi quando si possono svolgere azioni concrete ovviamente si resta in un assordante silenzio. Nè il Papa - che parla di tutto e tutti bacchetta (dimenticandosi spesso di alcune realtà che mettono in crisi la gerarchia ecclesiastica e le sue istituzioni) - nè il governo hanno incontrato il Dalai Lama…

    http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/summit-nobel/dalai-lama-rimpianti/dalai-lama-rimpianti.html

    forse una rappresentanza del Pd poteva farlo, no?
    I diritti umani si difendono con le buone prassi, non meramente a parole….

  27. Stefania Collini 15 dicembre 2007 18:51

    Cara Maria Teresa, costruire il partito nuovo dal basso, con segnali chiari di rinnovamento e voglia di lavorare e di impegnarsi per questo Paese. La parole sacrosante che hai utilizzato possono e devono diventare realtà . La tua lettera e il tuo desiderio ” di informazione” sul P.D. a livello locale mi fanno davvero pensare che tante e tante persone come te non vedono l’ora di partecipare concretamente a questo straordinario percorso che si sta tracciando ora.
    Il coinvolgimento della società civile, dei cittadini elettori ora si radica nel territorio forlivese, con la consegna dei certificati di FONDATORE DEL PARTITO DEMOCRATICO a partire da domani, domenica 16 dicembre. Potranno ritirarlo tutti i votanti delle primarie del 14 ottobre scorso, ma anche coloro che, pur non avendo partecipato al voto, sentono di condividere il progetto aperto del Partito Democratico.
    Questi i primi appuntamenti programmati per la consegna degli attestati, cui ne seguiranno certamente altri, fino a giungere nel mese di gennaio alla realizzazione delle assemblee dei circoli territoriali che porteranno alle elezioni degli organi dirigenti del partito nuovo:
    DOMENICA 16 DICEMBRE -DALLE ORE 10 ALLE ORE 12
    - PARTITO DEMOCRATICO c/o UTAP-V.le G.Matteotti,21/bForlì
    - VECCHIAZZANO -c/o Circolo Castel Latino,51-Forlì
    - RONCO - C/O Circolo ARCI - V.le Roma,344- Forlì
    - OSPEDALETTO - C/O Taverna Verde - Via Somalia,2- Forlì
    - CAVA- C/O Circolo ARCI - V.le Bologna,250- Forlì
    - FORLIMPOPOLI - c/o Circolo ARCI - P.za Garibaldi,26
    - BERTINORO - c/o Circolo ARCI - Via Saffi,27
    - FRATTA TERME - C/O ex Teatro Eliseo
    - CAPOCOLLE - c/o Circolo ARCI - Via Novara,8
    - S.MARIA NUOVA - C/O Bar ARCI - Via S. Croce,3825

    DALLE ORE 16

    - SANTA SOFIA - C/O Sala Centro Visite del Parco

    Maria Teresa, per far passare la nostalgia del vecchio, è necessario che il nuovo, anche a fatica, si faccia avanti, soprattutto se è donna: il rinnovamento della vita politica di questo Paese passerà anche e solo con l’impegno e la partecipazione di tante e tante donne.
    Per prima cosa quindi andiamo in tante a ritirare il nostro certificato di fondatrici del P.D.: spero che fra i punti di consegna sopra indicati, ce ne sia uno vicino a te.
    Se anche fosse distante, ti invito ad allungare il passo
    per recarti a ritirare il tuo certificato, come segno e testimonianza della volontà di proseguire questo cammino.

    Stefania Collini

  28. maria maltoni 16 dicembre 2007 20:08

    Realpolitik è una parola che ha già di per sè un suono inquietante, ma in effetti, come definire diversamente se non così, questa strana visita in Italia del Dalai Lama in cui non ha incontrato nessun rappresentante del Governo? Concordo sul fatto che avrebbe dovuto farlo almeno il PD. Mi è sembrato scandaloso, anche se non strano, anche il mancato incontro con il papa, ma d’altra parte dopo l’accordo con il governo cinese per la nomina dei vescovi, evidentemente al vaticano stanno più a cuore i miliardi di cinesi che potrebbero diventare cattolici, che non i buddisti, i cui monaci hanno peraltro con la pericolosa tendenza ad essere “rompiscatole ” in tutti i paesi. Infatti non si parla più della Birmania, ma la cifre della repressione, per il poco che riesce a trapelare, sono enormi,si parla di migliaia di giovani monaci uccisi. Ed anche qui l’ombrello protettivo della politica cinese, ha fatto dimenticare in fretta quello che era successo. Troppi gli scambi commerciali che avrebbero potuto soffrirne.
    Ho sentito su Euronews che ormai nessun paese europeo insiste più per la consegna dei criminali di guerra serbi ( che era precondizione per l’ingresso nell’Unione Europea), realpolitik anche questa ?
    Si dimentica troppo in fretta ed invece ricordare è alla base di ogni progresso che può migliorare il passato. Abbiamo scritto a sufficienza di diritti civili nella carta dei valori del PD ? Forse qualche verifica è bene farla.
    L’unica notizia positiva di questi giorni , è la ratifica della road map di Bali sul clima.Accordo di basso profilo, ma almeno allargato, anche a chi inquina di più, come gli USA. Sempre che anche loro, fra qualche tempo, non dimentichino di averlo firmato.

    Maria Maltoni

  29. franco piazza 2 gennaio 2008 23:06

    La “democratica” Paola Binetti ha oggi dichiarato che è favorevole a votare assieme a Forza Italia (proposta di legge Bondi) in appoggio alla campagna lanciata sul giornale “Il foglio” dal suo direttore, ex Ministro del governo Berlusconi, Ferrara sulla “moratoria dell’aborto”.
    Dobbiamo anche in questo caso aspettare la conclusione dei lavori della Commisione Valori o qualcuno del Direttivo Nazionale vuol mettere all’ordine del giorno l’espulsione della parlamentare Binetti dal PD?

  30. maria maltoni 3 gennaio 2008 22:22

    Credo che il problema delle legge 194 vada ben al di là della questione Binetti. E’ in atto una offensiva senza precedenti per riaffermare una visione della società parziale e che fa riferimento solo ai valori di qualcuno, non a quelli sanciti dalle leggi che valgono per tutti i cittadini. I dati dimostrano che la 194 ha inciso positivamente anche sulla diminuzione degli aborti, e questo credo sia da ascrivere al ruolo delle strutture di assistenza pubblica preposte alle procedure, che riescono anche ad intervenire nella prospettiva , sul problema della prevenzione dell’aborto. Perchè questo è il dato di fondo, l’aborto prima di essere un diritto, è comunque una sconfitta , perchè è mancata la prevenzione della gravidanza non voluta. Gli unici dati in crescita sull’aborto, sono quelli riferiti alle donne straniere, che peraltro provengono da culture in cui la contraccezione spesso non esiste neanche come dato culturale, e dove spesso le proibizioni rispetto alla contraccezione vengono anche in questi casi da convinzioni di carattere religioso. E’ particolarmente grave che la “politica” della Chiesa in Italia abbia condizionato negativamente tutti i processi volti ad affermare la diffusione degli strumenti di contraccezione, per non parlare della posizione assunta sul problema AIDS, dove viene proibita addirittuta la prevenzione nei paesi dove la malattia è endemica, per evitare l’uso del preservativo. Chi è quindi che favorisce - nei fatti- situazioni che producono la decisione di ricorrere all’ aborto, se non chi boicotta o impedisce che si attui la prevenzione ?
    E’davvero fuorviante anche la posizione relativa alla pillola del giorno dopo e la possibilità che viene data ai medici di fare obiezione, è recente un caso drammatico di cronaca al riguardo.
    Infine ritengo pazzesca l’iniziativa relativa alla moratoria sull’aborto, proposta da Ferrara , dopo l’approvazione della moratoria sulla pena di morte. Sono questioni che non hanno a che fare con l’etica, ma con il buon senso. Su questi temi credo sia necessario che le donne, ma non solo, si facciano sentire il più possibile, perchè i rischi di arretramento sono elevatissimi, una cosa sono le leggi dello stato, altra cosa le opzioni individuali.

  31. Alessandro Pilotti 4 gennaio 2008 01:18

    Mancano poco più di due mesi alle elezioni spagnole. Io credo che il risultato di quelle elezioni sarà importantissimo per il Partito Democratico.
    Se Zapatero si confermerà, come io spero, primo ministro di Spagna, il coraggio dimostrato dai socialisti spagnoli nel realizzare riforme radicali in campo sociale e civile sarà uno stimolo per noi tutti e sarà possibile dimostrare che la coesione sociale è stata rafforzata da Zapatero, nostante il firore ideologico dell’Opus Dei e dei settori tradizionalisti.
    Zapatero per prevenire un’altra crociata da parte della chiesa cattolica spagnola ha invitato in questi giorni gli abortisti a non riaprire il dibattito.
    Legge di Dependencia per tutelare chi ha familiari non autosufficienti, legislazione liberale sulle famiglie, sono solo alcuni dei provvedimenti che il governo minoritario di Zapatero ha attuato in questa legislatura.
    Il problema è che Binetti o non Binetti questo parlamento italiano non riesce neanche ad approvare i Dico, i Cus, insomma dare piena attuazione all’art.2 per tutelare “le formazioni sociali ove il singolo svolge la sua personalità”.
    L’unica fortuna per noi è che i Ferrara possono solo abbaiare contro la 194 ma non sono in grado neanche di far passare un testo in commissione.

  32. Paolo Ragazzini 7 gennaio 2008 14:55

    Condivido le riflessioni di Alessandro.Per quanto riguarda invece le dichiarazioni della Binetti sulla Legge 194/78 non mi preoccupano tanto le sue idee quanto invece i silenzi di coloro che in passato hanno sostenuto con lei scelte spesso non condivisibili in ambito di procreazione assistita e di fecondazione artificiale. Mi piacerebbe conoscere anche in questa occasione il loro pensiero. Su problemi così importanti per tutti i cittadini occorre dialogo e confronto senza condizionementi e senza radicalismi esasperati.

  33. Tatiana 8 gennaio 2008 20:34

    Non credo che siano particolarmente interessanti le ragioni della Binetti o di altri che in qualche modo tentano di creare opinione attorno alla modifica della legge 194, credo importante il concetto espresso in poche parole dalla Pollastrini “la 194 non si tocca”.
    Non è accettabile nel metodo, che si strumentalizzi un argomento così delicato per coprire i problemi veri del paese e nel merito, i dati ci dicono chiaramente che la 194 è una legge che ha fatto diminuire drasticamente gli aborti ed è quindi, nell’obbiettivo, una legge che ha funzionato bene.
    Sono altri i temi che dovrebbero assorbire tutte le energie possibili per ricercare soluzioni.

  34. Alessandro Pilotti 9 gennaio 2008 15:14

    Ecco di seguito il testo dell’appello firmato da personalità del PD a cui ho personalmente aderito pubblicato questa mattina sull’Unità:

    Si discute molto di laicità, diritti civili e temi ‘eticamente sensibili’. Lo si fa sui giornali, con saggi, nelle istituzioni, nei partiti. Lo fanno le religioni. Lo fa la Chiesa cattolica. E ovviamente la politica. Dico, Cus, testamento biologico, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza, rispetto dell’orientamento sessuale e lotta all’omofobia, il grande capitolo della convivenza: da mesi sono alcuni temi del confronto politico e pubblico. Per molte ragioni è una discussione inevitabile. Quegli argomenti, infatti, alludono a domande di “senso” fondamentali per la democrazia e per l’autonomia della politica. Per classi dirigenti che sentano l’onere di contribuire a una nuova etica pubblica. Questa discussione ovviamente accompagna, e per certi versi scandisce, la nascita del Partito Democratico. Ne interroga scelte e cultura politica. Pensiamo sia una riflessione strategica per l’avvenire del progetto. E però scorgiamo una sovrapposizione di concetti che ci preoccupa. Il punto è che si scambia di frequente la richiesta di legittimi diritti civili per tematiche etiche. L’effetto è che l’estensione arbitraria, o comunque non sufficientemente argomentata, della sfera eticamente sensibile rende più confusa la discussione e la ricerca di un approdo condiviso anche dentro il centrosinistra. A questa difficoltà se ne somma una seconda legata al processo costituente del Partito Democratico. La riassumiamo così. Quale dev’essere, o può ragionevolmente diventare, l’equilibrio tra il pluralismo delle posizioni interne al nuovo partito e la scelta dei principi costitutivi che definiscono oggi la cultura politica delle Democratiche e dei Democratici? Su questo piano manifestiamo la nostra inquietudine. Guardiamo ad esempio con qualche timore a posizioni, certamente minoritarie nel Pd e nella società italiana, che restituiscono all’omosessualità una patente di malattia da curare, concetto abbandonato da tutte le democrazie occidentali anche in seguito alla chiara affermazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Più in generale viviamo come un limite la difficoltà del nuovo partito di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti e delle responsabilità del singolo, una chiave indispensabile della propria identità. Il che non equivale all’imposizione di un unico punto di vista su questioni complesse, ma esige appunto un chiarimento sul significato di termini decisivi per il vocabolario e l’azione del Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernità. Ne indichiamo alcuni. I diritti umani e civili. Il valore della persona, la sua libertà e responsabilità. L’autonomia femminile. L’indipendenza e il principio di precauzione della scienza, l’autonomia dei pazienti nella scelta delle terapie come indicato dalla Costituzione. La cittadinanza piena e il contrasto a ogni forma di discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale, di orientamento sessuale. Crediamo che questi temi siano determinanti per la crescita civile ed economica dell’Italia e sentiamo il dovere di alimentare questa discussione nel processo costituente del nuovo partito. Intendiamo farlo nel rispetto delle regole che il nuovo statuto definirà. Decideremo insieme se si tratterà di un forum, di un associazione o di altro. Ma è comunque sulla base di un’esigenza di confronto, approfondimento e chiarezza che abbiamo deciso di promuovere un primo seminario su questi temi e sul percorso da avviare nelle prossime settimane.

    Barbara Pollastrini
    seguono altre firme

  35. gino castagnoli 24 aprile 2008 21:02

    [...] …… neoeletto Coordinatore del Partito Democratico forlivese Alessandro castagnoli …http://www.latuastagione.it/wordpress/2007/11/26/programma-presentato-dal-neoeletto-coordinatore-del…FanNation Search Tags Gino CastignoliWhen the Pope visits Yankee Stadium he promises to sprinkle [...]

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