La tua stagione

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Archivio per gennaio, 2008

Il circolo (Web) che non c’è

Carissimi democratici, i recentissimi orientamenti  dello statuto nazionale confermano e legittimano pienamente i ” circoli web” come parte innovativa dell’organizzazione del Partito Democratico.

Incontriamoci per concretizzare  le idee fin qui proposte e lanciare  il  “Circolo (Web) che non c’è “,  per  un bilancio della fondazione dei circoli nel territorio forlivese e ragionare insieme sugli eventi futuri.

Presso il circolo P.D. Centro  Storico

c/o  Asioli  - C.so Garibaldi, 280

Giovedì, 31 gennaio 2008 ore 20.45

Vi attendiamo numerosi.

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Sulla costituzione dei circoli territoriali

A Forlì e nei comuni del comprensorio sono intorno a 5mila le persone che tra venerdì 25 e domenica 27 gennaio si sono recate alle urne per eleggere gli organi dirigenti locali del Partito Democratico, costituendo in questo modo i primi Circoli territoriali del PD.

Un dato molto alto, che corrisponde al 26% sul totale dei cittadini che il 14 ottobre scorso hanno partecipato alle Primarie.

A Forlì città i votanti sono stati circa 2.500, pari al 21% sulle Primarie. Nei comuni periferici il picco del numero di elettori si è raggiunto a Bertinoro, dove ha votato oltre il 50% di quanti parteciparono alle consultazioni del 14 ottobre.
Manca all’appello solo il dato di Rocca San Casciano, comune che andrà al voto il 10 febbraio.

«Si tratta di un dato davvero straordinario – commenta il coordinatore forlivese del PD Alessandro Castagnoli – soprattutto se riferito ai congressi dei singoli partiti che compongono questa nuova forza politica. Il Partito Democratico – prosegue – dimostra già in queste prime battute di superare ampiamente la somma dei partiti e dei tesserati delle forze politiche che lo compongono. E questa ampia partecipazione diretta alla sua costituzione – sottolinea Castagnoli - testimonia l’interesse vivo e reale dei forlivesi verso il Partito Democratico. E’ la dimostrazione – conclude – che il PD è una forza di popolo vera, che coinvolge tutti i cittadini aperti a questo nuovo progetto politico».

Ampiamente soddisfatto anche Franco Gensini, tesoriere del Pd: «Abbiamo ottenuto un risultato ottimo, grazie all’impegno profuso da centinaia di persone che si sono rese disponibili a candidarsi e a lavorare nei Circoli. Le adesione al PD – prosegue – superano i 5mila aderenti, e il nostro obiettivo è quello di aumentare le adesioni progressivamente, per la fondazione più ampia possibile del Partito Democratico nel forlivese. Anche sotto il profilo finanziario – sottolinea il tesoriere – questa adesione di massa è stata importante, ed è andata ben al di sopra dei 5 euro minimi richiesti. Siamo di fronte ad un risultato importantissimo per radicare il PD in tutto il territorio comprensoriale».

Il prossimo appuntamento per i delegati comunali di Forlì, Bertinoro, Civitella, Meldola e Predappio è fissato entro il 9 febbraio 2008, per l’elezione dei segretari Comunali.

Ecco l’elenco dei cittadini eletti a Segretario dei Circoli di Forlì e del comprensorio (in allegato il documento completo, con il numero di votanti e confronto con le Primarie):

Forlì Centro Storico - Gialuca Siboni
Forlì Cava – Luciana Tampieri
Forlì Romiti – Daniela Bartolini
Forlì Villagrappa – Franco Valbonesi
Forlì Ospedaletto – Maurizio Benelli
Forlì Foro Boario – Lucio Nardi
Forlì Lughese – Valeria Camorani
Forlì Musicisti/Coriano  – Roberto Borroni
Forlì Cervese – Marco Di Maio
Forlì Ronco – Massimo Gaspari
Forlì Bussecchio – Selay Lumturi
Forlì Spazzoli – Renzo Rivalta
Forlì Vecchiazzano – Paride Maretti
Forlì San Martino in Strada – Luciano Minghini
Forlì Carena – Raffaella Guiducci
Forlì Ca’ Ossi – Paolo Ragazzini
Forlì Resistenza – Veris Mezzani
Forlimpopoli – Luciano Burnacci
Bertinoro centro – Riccardo Ballani
Bertinoro/Capocollo Panighina – Gianluca Lucchi
Bertinoro / Fratta Terme - Simone Guzzoni
Bertinoro / S.Maria Nuova – Nicla Lucchi
Castrocaro – Federica Pierotti
Civitella – Davide Stefanelli
Civitella /Cusercoli – Vladimiro Bertaccini
Dovadola – Giorgio Faccini
Galeata – Marco Iacchetta
Meldola – paola Zucchi
Meldola /S.Colombano Ricò – Massimo Castellucci
Modigliana – Gimmy Valentini
Portico – Piero Berti
Predappio – Loretta Cimatti
Predappio / Fiumana – Nastasia Zanoni
Premilcuore – Francesco Milanesi
Santa Sofia – Maurizio Tommasiello
Tredozio – Giuseppe Lioy

Per qualche informazione in più: clicca qui

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Spazio di crisi

Spazio aperto ai commenti e alla discussione in merito alle ultime notizie riguardo la decisione dell’Udeur di lasciare il governo e la probabile crisi che ne seguirà.

Aggiornamenti via Repubblica.it

Aggiornamenti via Corriere.it

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Riflessioni sull’importanza dell’esperienza de Latuastagione.it

Questo sito internet ha aperto i battenti alla fine dello scorso mese di agosto.

Budget molto limitato, il che significa che il suo costo totale non ha, ad oggi, superato la cinquantina di euro.

Nonostante questo i cinque mesi di attività in rete possono essere riassunti dalle seguenti cifre:

109.148 pagine consultate

21.672 visite

6.003 visitatori differenti

262 interventi pubblicati

788 commenti ricevuti

 

Occorre inoltre fare presente come queste cifre non includano tutto il lavoro che è stato effettuato fuori dalla rete Internet, gli incontri, i concerti, le manifestazioni e via dicendo. Senza bisogno di parlare del risultato ottenuto in occasione delle primarie.

Comincia tuttavia a sentirsi il bisogno di un rinnovamento e di una nuova collocazione dopo una prima e necessaria fase di transizione.

Al momento le possibilità che sono avanzate o restano possibili mi sembrano ridursi al numero di tre: 

  1. L’esperienza de Latuastagione.it trova una sua collocazione nel novero del progetto di comunicazione in rete del PD a livello locale all’interno dei territori che erano coperti dalla sua esperienza primaria. A riguardo è stato sottomesso un progetto per la trasformazione del locale sito internet del partito democratico in uno spazio aperto al pubblico e alla discussione. Il progetto, tuttavia, non è per il momento andato in porto.
  2. L’esperienza de Latuastagione.it trova una sua collocazione come circolo tematico virtuale all’interno della rosa dei circoli territoriali del nuovo partito. La proposta era stata avanzata, ricordo ad esempio un intervento a riguardo di Alessandro Pilotti, ma non sono poi giunte ulteriori novità a riguardo.
  3. L’esperienza de Latuastagione.it esce dal livello partito in senso stretto per riposizionarsi come luogo dedito sia alla riflessione politica a più ampio raggio che alla discussione pubblica degli avvenimenti e delle scelte locali di rilievo. In questo contesto il sito internet acquisisce una sua maggiore indipendenza per ristrutturarsi con una rosa di collaboratori per i vari argomenti  e per identificare una modalità semplice per coprire le spese fisse (inserimento di qualche non invasiva pubblicità contestuale o raccolta periodica di fondi tra i lettori per coprire le spese fisse).

Al momento credo che le prospettive siano queste, ma ritengo sia fondamentale rilanciare questo dibattito in maniera pubblica e aperta (quindi nel novero di tutti i nostri lettori) per avere altre idee per una potenziale collocazione. 

Occorre cominciare a discutere nuovamente: quale futuro dare ad un’esperienza senza dubbio innovativa, ma che inizia a sentirsi bloccata nella lentezza che le vecchie strutture sembrano mantenere anche all’interno del loro processo di rinnovamento.

Voi verso quale ipotesi propendereste? Quale futuro per questo spazio?

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Bozza statuto PD

Il prossimo 19 gennaio si terrà a Bologna la prossima riunione della commissione statuto.

Nei tre documenti qui allegati (uno, due  e tre) trovate l’attuale stato dei luoghi.

Nel caso abbiate qualcosa da segnalare, modificare, richiedere potete contattare direttamente Tatiana Gentilini che si preoccuperà di trasmettere quanto da voi detto.

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Rifiuti : seminando vento si raccoglie tempesta

Il tema dei rifiuti in Campania, dramma sociale per le popolazioni, disastro ambientale incomparabile e grande problema nazionale, anche per i grotteschi comportamenti della destra e le violenze con le quali si tenta di impedire l’intervento solidaristico delle Regioni merita qualche commento, per il problema in se e per il dibattito che a mio avviso si dovrebbe sviluppare a Forlì e in Emilia-Romagna.

Non so se è gradito, nella forma, ma soggettivamente ritengo utile fare conoscere la mia opinione pur se lo scritto che segue è pubblicato in data odierna su un giornale locale.


Rifiuti  :  seminando vento si raccoglie tempesta

Il governo ha assunto nuove e più pressanti iniziative per tentare di porre fine all’emergenza rifiuti in Campania e di riavviare il percorso che entro pochi anni deve portare a realizzare gli obiettivi, indegnamente mancati, per gestire stabilmente e correttamente la “monnezza” prodotta nella regione nel segno della autosufficienza.

E’ chiaro a tutte le persone dotate di raziocinio, non fuorviate da pregiudizi razzistici o affette dalla peggiore patologia della politica - la strumentalizzazione delle situazioni socialmente più esplosive – che quanto accade a Napoli e dintorni ha una dimensione nazionale e perfino europea, quindi ognuno deve fare quanto può per risolvere il problema.

Un richiamo alla assunzione di responsabilità che giorno dopo giorno ci proviene dalle TV e dai giornali con le notizie sugli incendi, i blocchi stradali, le violenze contro i vigili del fuoco e le forze dell’ordine : quasi una guerra civile.

E’ del tutto evidente che dietro la legittima protesta dei cittadini agiscono bande di teppisti e uomini della camorra; per questo l’accesso e l’uso delle discariche vecchie e nuove sarà garantito dall’esercito come richiesto da Di Gennaro.

Ma mentre la malavita organizzata ribadisce in modo cruento che i rifiuti da sempre sono un suo business in Campania ecco che la mala-politica fa la sua parte, nonostante l’estrema gravità della situazione, per allontanare ogni soluzione.

Da una parte inasprisce la polemica nel tentativo di colpevolizzare l’avversario e disorientare la gente, dall’altra mira a impedire l’intervento solidale delle regioni invitate a collaborare per smaltire parte del pattume che invade le strade.

Intervento doveroso, secondo le possibilità di ciascuna di esse, sostenuto pure dalla Comunità europea con uno stanziamento finanziario straordinario; solidarietà che non deve mancare anche ricordando che tanti rifiuti, sopratutto tossici, sono stati esportati dal nord verso il sud venendo a patti, e pagando, le organizzazioni criminali.

Ma mentre la Sardegna da il buon esempio ecco la destra che contesta Soru e scatena i violenti : spettacolo indecente. !

Ho già sostenuto, la scorsa settimana, che le responsabilità politiche per l’emergenza campana sono indiscutibili e in primo luogo riguardano coloro che più a lungo hanno svolto e tuttora svolgono ruoli istituzionali di primo piano.

Ma non è accettabile, anzi è indecoroso, che tanti uomini politici si chiamino fuori e invochino le dimissioni di altri quando le loro responsabilità sono evidenti e comunque alcuni giornali le hanno esposte citando fatti, luoghi e date.

Contro le nuove discariche e i previsti inceneritori hanno marciato sia uomini e partiti di destra che esponenti e partiti di sinistra, compresi Verdi e Rifondazione, alla testa dei cortei si sono confusi sindaci di AN, alcuni parlamentari poi diventati ministri, preti e no global, con la benedizione di qualche vescovo e l’incitamento di Beppe Grillo.

Nel frattempo il primo pilastro della gestione dei rifiuti - la raccolta differenziata - che avrebbe dovuto impegnare tutti, a partire dagli ambientalisti, non è decollata (salvo lodevoli casi) nonostante l’assunzione di migliaia di persone da parte dei Commissari; e questo sia nei Comuni governati dal centrosinistra che in quelli amministrati dal centrodestra.

E così l’emergenza decretata quattordici anni fa non solo non è stata risolta ma è esplosa, e siamo al dramma attuale.

La verità ha però anche un’altra faccia, e qui il discorso diventa generale e va ben oltre la Campania.

E’ un fatto che potenti lobby di operatori privati e pubblici hanno spinto a una gestione dei rifiuti finalizzata al massimo utilizzo degli inceneritori, sostenuta da una legge (solo italiana) che allinea l’energia prodotta a quella delle fonti rinnovabili con relativi sostanziali contributi statali fatti pagare ai cittadini e alle imprese con le fatture Enel.

Per questo spesso viene trascurata o rallentata la raccolta differenziata contenendo il riuso-riciclo di materiali utili, si utilizza solo in parte l’impiantistica di selezione secco-umido dei rifiuti indifferenziati per aumentare surrettiziamente i quantitativi da incenerire, allo stesso scopo viene travisata la normativa per il superamento delle discariche sorvolando sul fatto che  una quota di umido può essere biostabilizzata e poi sotterrata senza rischi futuri per l’ambiente.

Di conseguenza il ricorso eccessivo all’incenerimento ha suscitato e susciterà sempre di più proteste e movimenti di opposizione tra i cittadini, che giustamente non capiscono perchè le autorità sanitarie e gli amministratori locali non tengano conto adeguatamente delle emissioni inquinanti di questi impianti, specie del CO2  che provoca l’effetto serra.

Certo in Emilia-Romagna da una parte possiamo sentirci sollevati per una situazione diversa in positivo da quella della Campania ma dall’altra dobbiamo ragionare su entrambe le facce del problema inducendo la politica a dare risposte.

Chi sostiene che in questa fase si può fare a meno degli inceneritori anche per la frazione residuale di rifiuti gestiti correttamente è fuori della realtà; ma altrettanto lo è chi vuole bruciare più del necessario per mere ragioni di profitto.

Non è certo facile governare sballottati tra queste opposte impostazioni ma se occorre combattere i fondamentalismi altrettanto necessario è prendere le distanze da imprese private e pubbliche che chiaramente mirano al business.

I riformisti dovrebbero sapere che soltanto discutendo con la gente, armati di competenza e proposte sagge, disponibili ai giusti compromessi, si può evitare che i progetti dimensionati prima di tutto all’utilità economica immediata possano prima o poi diventare ingestibili e troppi cittadini in buona fede finiscano per passare dalla parte sbagliata.

Se gli Enti locali di Ravenna e Faenza hanno detto no a nuovi inceneritori, quelli di Ferrara vogliono ridurre il volume di rifiuti da bruciare vuol dire che qualcuno comincia a preoccuparsi (era ora) più dei cittadini che di Hera, senza per questo rinunciare a considerare gli inceneritori utili, oggi,  ma solo per la quota di rifiuti strettamente necessaria.

Ricordiamoci che seminando vento si raccoglie tempesta: non si può dire solo no, il si va bene se si usa l’intelligenza.

12 gennaio 2008, Giorgio Zanniboni

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Veltroni: Pd solidale con i metalmeccanici

- Anzola Emilia, 11 gen - ”Il Pd è solidale con la battaglia dei metalmeccanici per ottenere il rinnovo di quel contratto che aspettano da tempo”. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni al termine di una breve visita alla Carpigiani, fabbrica metalmeccanica che produce macchine per i gelati, ad Anzola Emilia, oggi quasi deserta per lo sciopero delle tute blu. Veltroni al termine della visita, accompagnato dall’amministratore delegato Gino Cocchi, ha auspicato anche il sostegno del Governo alla battaglia per accrescere i salari e il potere d’acquisto dei lavoratori.

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Mozione proposta dal comitato promotore per il PD di Ospedaletto

Il comitato promotore per il Partito Democratico di Ospedaletto,

 

Ritenendo particolarmente rilevante la svolta che le elezioni primarie del 14 ottobre ha impresso alla vita politica del nostro Paese, introducendo nello scenario della politica la volontà di un nuovo approccio alla stessa;

 

Avendo condiviso a pieno l’importanza che il nuovo Partito fosse guidato e rappresentato da Segretari, sia a livello nazionale che regionale eletti con la più larga consultazione possibile;

 

Sostenendo il diritto dovere di ogni lettore del Partito Democratico di partecipare in forma attiva alla elezione diretta del Comitato di Circolo e del Segretario di Circolo,

 

ritiene

indispensabile adottare lo stesso modello di elezione a suffragio universale anche per l’elezione diretta del Segretario Territoriale e Comunale, in emendamento a quanto previsto al punto 4.2 del Regolamento “ Per la fondazione del Partito Democratico”.

 

Sottopone

La presente proposta di modifica al coordinatore territoriale per l’inoltro a tutti gli organismi competenti.

 

 

 

Sottoscritto all’unanimità

 

Forlì 09/01/08

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Assemblee fondative circoli, candidature, elezioni

Secondo quanto concordato nell’ultimo incontro del 28 dicembre 2007, in previsione delle imminenti assemblee fondative dei circoli, per illustrare le modalità di presentazione delle candidature e delle elezioni  per  il progetto aperto del P.D., ci ritroviamo

  GIOVEDI’ 10 GENNAIO 2008 - ORE 20,30
PRESSO IL CIRCOLO ASIOLI - C.SO GARIBALDI, 280- FORLI’
Nello spirito di “progetto aperto del Partito Democratico”, e dato che IL PD LO FACCIO IO, LO FAI TU, LO FACCIAMO TUTTI INSIEME, invitiamo a partecipare all’incontro quanti interessati , come il 14 ottobre, ad essere protagonisti della fondazione del partito nuovo.

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Una nuova proposta sui circoli territoriali

Ancora sui circoli territoriali: una proposta per attenuare l’effetto disincentivante.
Dopo la riunione del 28 u.s. del nostro gruppo, avverto l’esigenza di ritornare, ancora una volta –l’ultima- sulla questione, non soltanto perché sempre più convinto dell’errore commesso, quanto e soprattutto perché sono certo che i danni provocati dall’adozione di criteri che violano principi di ordine generale, sono duraturi e ben maggiori delle conseguenze relative alle singole contingenze cui accedono.

Il criterio utilizzato per la preventiva dotazione organica dei delegati di ciascun circolo, si giustifica e fonda la sua ratio nella capacità potenziale del territorio di competenza, desunta dalla partecipazione al voto del 14 ottobre nel seggio o nei seggi ivi allestiti.

Come ho più volte osservato, questo criterio –allo stato attuale della costruzione del partito- non mi sembra né valido, né legittimo, alla luce della disciplina stabilita al riguardo(v. 3.5), che, nella sua letterale espressione –quanto meno- consente una diversa interpretazione della norma specifica, maggiormente rispettosa dei principi generali, ma anche della logica elementare.

Nello specifico ritengo che questo criterio sia particolarmente mortificante dell’impegno con il quale gruppi come il nostro si sono attivati per sensibilizzare i cittadini elettori, svolgendo il loro lavoro in maniera extraterritoriale, impegno che pure ha contribuito in maniera sensibile al successo conseguito.

Penso in particolare, a quanto fatto da “latuastagione.it”, che con l’attività svolta sul blog ha destato l’interesse di persone che si sono determinate a partecipare a questa avventura, intendendola come ultima chance per un partito nuovo e per una politica diversa, e che hanno voluto testimoniare la loro specifica fiducia solo ed esclusivamente in noi e non già nella futura struttura territoriale alla quale avrebbero dovuto necessariamente appartenere.

Usufruendo della facoltà consentita dall’art. 10, comma 3°, del Regolamento Quadro e della disciplina applicativa dell’U.T.A., persone di altre città, di altre province e persino di altre regioni, che nel territorio di appartenenza non avrebbero mai partecipato alla votazione, si sono determinate a venire a Forlì, solo per potere votare la nostra lista, in ragione di un intuitus personae avvertito come essenziale per una fiducia che altrimenti non avrebbero riposto nei candidati delle liste di appartenenza territoriale.

Come penso sia noto a tutti Voi, dopo essere stati autorizzati, sono venuti a votare per la nostra lista persone che sono giunte da Napoli, da Bologna, da Ravenna, da Parma e da Rimini. Costoro sono stati indirizzati a seggi della nostra città che –ovviamente- nulla avevano ed hanno a che vedere con il loro domicilio.

La normativa che ha permesso il voto di cittadini elettori fuori dell’ambito territoriale di appartenenza è del resto coerente con il fine delle elezioni del 14 ottobre, di costruzione del vertice del partito e non certo delle sue articolazioni provinciali e territoriali.

A quel seggio o a quei seggi ai quali sono state indirizzate le persone che sono venute da Napoli e dalle altre province dell’Emilia Romagna si è assegnata una preventivata quota di delegati, nell’illogica presunzione che i votanti del 14 ottobre siano nella loro stabile dotazione territoriale.

Se si è consentita la partecipazione di persone provenienti da altre province, non appartenenti al territorio ove era ubicato il seggio nel quale hanno potuto votare, quale è la logica che sorregge l’operazione con la quale si è tramutato il dato partecipativo del 14 ottobre come espressivo degli elettori ivi residenti?

Sotto diverso angolo di visuale, perché i seggi dove sono stati indirizzate le persone provenienti extra provincia, devono ora essere “premiati” per l’attività di sensibilizzazione da noi svolta e per la capacità attrattiva della nostra lista?

Né vale obiettare che rispetto ai 18.000 votanti del territorio forlivese, il caso di poche persone non incide in maniera sensibile sulla questione in argomento.

La validità e la legittimità dei criteri, soprattutto quando sono possibili più opzioni interpretative, non si misura sulla dimensione delle “vittime del fuoco amico”, ovvero sull’entità delle conseguenze negative che provoca la loro applicazione.

Per cercare di rimediare all’effetto disincentivante che consegue alla preventiva assegnazione del numero dei delegati, nell’irrilevanza dei votanti, ritengo opportuno che sia formalizzata la proposta integrativa che è emersa nella nostra riunione del 28 u.s.

Al fine di stimolare l’attività di sensibilizzazione dei cittadini elettori da parte di ciascun circolo, o meglio (nell’assenza dei soggetti, ancora da costituire), da parte delle persone che lì operano, sarebbe opportuno stabilire che un certo numero di delegati in più rispetto ai 192, individuati sulla scorta del rapporto percentuale dei votanti del 14 ottobre saranno assegnati ai circoli che risulteranno avere i migliori quozienti-scarto rispetto al risultato del 14 ottobre (maggior quoziente positivo, se la partecipazione dovesse risultare superiore a quella del 14 ottobre, minor quoziente negativo, in caso contrario).

In concreto si potrebbe ipotizzare un’integrazione di 20 delegati, 10 uomini e 10 donne, (pari a circa il 10% del dato percentuale totale), da assegnare ai 5 circoli con il miglior quoziente (2 uomini e 2 donne per ciascuno di essi). Nel caso di mancanza di ulteriori eligendi disponibili nei circoli interessati, si passerà ai circoli che seguono nella graduatoria dei migliori quozienti.

Qualora la proposta dovesse essere condivisa, sarebbe necessario chiedere al coordinatore territoriale ed al presidente del coordinamento di indire, con l’urgenza del caso, una riunione per poterla discutere.

Auguri a tutti

Fausto Baldi

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