La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Una nuova proposta sui circoli territoriali

Ancora sui circoli territoriali: una proposta per attenuare l’effetto disincentivante.
Dopo la riunione del 28 u.s. del nostro gruppo, avverto l’esigenza di ritornare, ancora una volta –l’ultima- sulla questione, non soltanto perché sempre più convinto dell’errore commesso, quanto e soprattutto perché sono certo che i danni provocati dall’adozione di criteri che violano principi di ordine generale, sono duraturi e ben maggiori delle conseguenze relative alle singole contingenze cui accedono.

Il criterio utilizzato per la preventiva dotazione organica dei delegati di ciascun circolo, si giustifica e fonda la sua ratio nella capacità potenziale del territorio di competenza, desunta dalla partecipazione al voto del 14 ottobre nel seggio o nei seggi ivi allestiti.

Come ho più volte osservato, questo criterio –allo stato attuale della costruzione del partito- non mi sembra né valido, né legittimo, alla luce della disciplina stabilita al riguardo(v. 3.5), che, nella sua letterale espressione –quanto meno- consente una diversa interpretazione della norma specifica, maggiormente rispettosa dei principi generali, ma anche della logica elementare.

Nello specifico ritengo che questo criterio sia particolarmente mortificante dell’impegno con il quale gruppi come il nostro si sono attivati per sensibilizzare i cittadini elettori, svolgendo il loro lavoro in maniera extraterritoriale, impegno che pure ha contribuito in maniera sensibile al successo conseguito.

Penso in particolare, a quanto fatto da “latuastagione.it”, che con l’attività svolta sul blog ha destato l’interesse di persone che si sono determinate a partecipare a questa avventura, intendendola come ultima chance per un partito nuovo e per una politica diversa, e che hanno voluto testimoniare la loro specifica fiducia solo ed esclusivamente in noi e non già nella futura struttura territoriale alla quale avrebbero dovuto necessariamente appartenere.

Usufruendo della facoltà consentita dall’art. 10, comma 3°, del Regolamento Quadro e della disciplina applicativa dell’U.T.A., persone di altre città, di altre province e persino di altre regioni, che nel territorio di appartenenza non avrebbero mai partecipato alla votazione, si sono determinate a venire a Forlì, solo per potere votare la nostra lista, in ragione di un intuitus personae avvertito come essenziale per una fiducia che altrimenti non avrebbero riposto nei candidati delle liste di appartenenza territoriale.

Come penso sia noto a tutti Voi, dopo essere stati autorizzati, sono venuti a votare per la nostra lista persone che sono giunte da Napoli, da Bologna, da Ravenna, da Parma e da Rimini. Costoro sono stati indirizzati a seggi della nostra città che –ovviamente- nulla avevano ed hanno a che vedere con il loro domicilio.

La normativa che ha permesso il voto di cittadini elettori fuori dell’ambito territoriale di appartenenza è del resto coerente con il fine delle elezioni del 14 ottobre, di costruzione del vertice del partito e non certo delle sue articolazioni provinciali e territoriali.

A quel seggio o a quei seggi ai quali sono state indirizzate le persone che sono venute da Napoli e dalle altre province dell’Emilia Romagna si è assegnata una preventivata quota di delegati, nell’illogica presunzione che i votanti del 14 ottobre siano nella loro stabile dotazione territoriale.

Se si è consentita la partecipazione di persone provenienti da altre province, non appartenenti al territorio ove era ubicato il seggio nel quale hanno potuto votare, quale è la logica che sorregge l’operazione con la quale si è tramutato il dato partecipativo del 14 ottobre come espressivo degli elettori ivi residenti?

Sotto diverso angolo di visuale, perché i seggi dove sono stati indirizzate le persone provenienti extra provincia, devono ora essere “premiati” per l’attività di sensibilizzazione da noi svolta e per la capacità attrattiva della nostra lista?

Né vale obiettare che rispetto ai 18.000 votanti del territorio forlivese, il caso di poche persone non incide in maniera sensibile sulla questione in argomento.

La validità e la legittimità dei criteri, soprattutto quando sono possibili più opzioni interpretative, non si misura sulla dimensione delle “vittime del fuoco amico”, ovvero sull’entità delle conseguenze negative che provoca la loro applicazione.

Per cercare di rimediare all’effetto disincentivante che consegue alla preventiva assegnazione del numero dei delegati, nell’irrilevanza dei votanti, ritengo opportuno che sia formalizzata la proposta integrativa che è emersa nella nostra riunione del 28 u.s.

Al fine di stimolare l’attività di sensibilizzazione dei cittadini elettori da parte di ciascun circolo, o meglio (nell’assenza dei soggetti, ancora da costituire), da parte delle persone che lì operano, sarebbe opportuno stabilire che un certo numero di delegati in più rispetto ai 192, individuati sulla scorta del rapporto percentuale dei votanti del 14 ottobre saranno assegnati ai circoli che risulteranno avere i migliori quozienti-scarto rispetto al risultato del 14 ottobre (maggior quoziente positivo, se la partecipazione dovesse risultare superiore a quella del 14 ottobre, minor quoziente negativo, in caso contrario).

In concreto si potrebbe ipotizzare un’integrazione di 20 delegati, 10 uomini e 10 donne, (pari a circa il 10% del dato percentuale totale), da assegnare ai 5 circoli con il miglior quoziente (2 uomini e 2 donne per ciascuno di essi). Nel caso di mancanza di ulteriori eligendi disponibili nei circoli interessati, si passerà ai circoli che seguono nella graduatoria dei migliori quozienti.

Qualora la proposta dovesse essere condivisa, sarebbe necessario chiedere al coordinatore territoriale ed al presidente del coordinamento di indire, con l’urgenza del caso, una riunione per poterla discutere.

Auguri a tutti

Fausto Baldi

View blog reactions

5 Commenti a "Una nuova proposta sui circoli territoriali"

  1. ricbacchi 1 gennaio 2008 19:54

    La forza dei diversi circoli non si misura in quantità di partecipanti alle elezioni costituenti soprattutto se le stesse hanno un carattere straordinario (non ordinario) quali le primarie per un partito nuovo e la costituzione dei nuovi organismi, per le quali la mobilitazione non prelude ad una conseguente presenza ed impegno a livello di base. E’ però un criterio che il nuovo partito si è dato e va rispettato, ma concordo con Baldi sulla necessità che fosse (stata) rispettata la norma in merito alla determinazione da parte del coordinamento del solo numero totale di delegati a livello territoriale.
    Sarebbe, infatti, l’elemento di reale novità e “freschezza” che ogni territorio scegliesse i criteri per suddividere tra i circoli il numero dei delegati: oltre al numero di votanti, anche il numero di candidati e prescelti under 30, di nuovi cittadini, di persone mai tesserate, di studenti ecc…(cioè le presenze “non ordinarie” in questi luoghi), anche la migliore capacità aggregativa (riduzione dei circoli nel territorio) avrebbe potuto determinare, a votazioni avvenute, la distribuzione delle deleghe. Si sarebbe trattato sicuramente di spostamenti minimi, si sarebbe potuto trattare di “bonus” a favore dei circoli più innovativi, ma avrebbe rimesso in moto quel treno che sta lentamente riavvicinandosi ai consueti binari.
    Per tutto ciò, condivido la proposta di Baldi ma chiedo a lui e ai costituenti se vi fosse l’interesse a verificare la possibilità ad introdurre ulteriori “integrazioni” per i circoli più innovativi.
    Aug. x 08

  2. Carlo Giunchi 2 gennaio 2008 19:28

    Condivido la proposta di Fausto Baldi.
    Il coordinamento è chiamato a valutarla.
    Buon 2008

  3. Tatiana 2 gennaio 2008 20:21

    Mi piace molto la proposta e penso che sia giusto avanzarla il prima possibile!
    Auguri a tutti

  4. Patrizia Graziani 10 gennaio 2008 18:38

    Mi scuso per il mio silenzio , ma solo ora mi hanno riconnessa causa problemi di linea da dicembre!
    Vi confesso che mi appassiono sempre meno a questa fase politica di discussione solo di organizzazione e “poltrone”,non di contenuti !

    Mi preme ,invece ,rendervi partecipi della trasformazione avvenuta nelle scorse settimane del Comitato Promotore per il No nel referendum sulla parte seconda della Costituzione in Associazione Nazionale denominata “Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla”.
    L’associazione ha i seguenti scopi:
    · la difesa della Costituzione della Repubblica;
    · la diffusione della conoscenza dei suoi principi e valori;
    · la promozione della attuazione della Costituzione;
    · la tutela del risultato referendario del 25-26 giugno 2006
    Lo statuto è scaricabile dal sito http://www.referendumcostituzionale.org (tra le news sulla destra)
    Chi volesse aderire, per proseguire il lavoro iniziato con la battaglia referendaria del 2006, può farlo compilando il modulo allegato. Sulle domande di adesione (accompagnate da una presentazione del referente del comitato locale), delibera il comitato direttivo nella prima seduta successiva all’arrivo della richiesta (art. 3 dello statuto). I moduli compilati devono essere spediti a: Associazione nazionale “Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla”, c/o Cgil, corso d’Italia 25, 00198 Roma. Oppure inviati per fax al n 06/85352957 o per mail (se scannerizzati) a comitatopromotore@salviamolacostituzione.it .
    Dopo l’accettazione della domanda di adesione si deve versare la quota annuale di iscrizione (5 euro studenti, pensionati e disoccupati, 10 euro altri, 100 euro istituzioni e soggetti collettivi) sul conto corrente bancario dell’associazione le cui coordinate sono:
    ASSOCIAZIONE “SALVIAMO LA COSTITUZIONE: AGGIORNARLA NON DEMOLIRLA”
    Corso d’Italia, 25, 00198 Roma
    Conto corrente 118389 presso
    Banca Popolare Etica (ABI 05018, CAB 03200)
    Filiale di Roma
    Via Rasella 14
    00187 Roma
    codice EUR IBAN completo è:
    IT66 N050 1803 2000 0000 0118 389

    Ho proposto al Comitato Locale di aderire ,vi invito a valutare la possibile adesione
    Cordiali saluti.Patrizia Graziani

  5. Alessandro Pilotti 14 gennaio 2008 08:26

    La Commissione Statuto si è riunita anche sabato. E’ bene che il dibattito non rimanga patrimonio esclusivo dei 100 membri.
    Ciò che sta avvenendo è grave.
    La corrente che fa capo al ministro degli Esteri (sì il mondo brucia dal Kenya al Pakistan e il ministro degli Esteri si occupa di PD)e la corrente di Quarta fase (quella per intenderci di Fioroni)stanno cercando di cancellare il 14 ottobre.
    Due norme su tutte: l’idea di un Albo dei sostenitori, ricorda molto i “padrones” dei partiti sudamericani.
    Con questo albo non ci sarebbe più la possibilità per il cittadino qualunque di partecipare alle primarie.
    Dovrebbe registrarsi. In questo modo sparirebbe la figura del cittadino-elettore perchè vi sarebbero gli aderenti (gli iscritti) e i sostenitori (stabili).
    Non più la possibilità di svegliarsi la domenica mattina e andare a votare.
    Una mortificazione del 14 ottobre.
    La seconda mortificazione è quella di non permettere come avviene in tutti i partiti democratici del mondo
    la contendibilità delle leadership.
    L’emendamento di questi signori prevede che si possano condidare a segretario solo i primi prescelti dal gruppo dirigente e non come prevede il segretario Veltroni, garantire la candidatura a chi raccoglie un certo numero di firme.
    E’ bene che anche nei territori si discuta di ciò che sta avvenendo in Commissione Statuto e che vi sia da parte di molti “forzati” sostenitori di Veltroni, in particolare in Emilia-Romagna la voglia di mettere in discussione solo 3 mesi dopo il risultato 14 ottobre.
    Quindi la volontà di blindare, alzare delle soglie.

Scrivi un commento

220 Aruba FTP Server