Veltroni: Pd solidale con i metalmeccanici
- Anzola Emilia, 11 gen - ”Il Pd è solidale con la battaglia dei metalmeccanici per ottenere il rinnovo di quel contratto che aspettano da tempo”. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni al termine di una breve visita alla Carpigiani, fabbrica metalmeccanica che produce macchine per i gelati, ad Anzola Emilia, oggi quasi deserta per lo sciopero delle tute blu. Veltroni al termine della visita, accompagnato dall’amministratore delegato Gino Cocchi, ha auspicato anche il sostegno del Governo alla battaglia per accrescere i salari e il potere d’acquisto dei lavoratori.
View blog reactions13 Commenti a "Veltroni: Pd solidale con i metalmeccanici"
Scrivi un commento
Ecco perchè abbiamo sostenuto e sosteniamo Walter Veltroni. Perchè sarebbe stato facile di fronte ad un imprenditore in visita alla sua fabbrica elogiare chi gli stava di fronte dimenticando gli operai che manifestano da mesi.
Invece no, Veltroni ha pensato a chi stava scioperando, arrecando sofferenza al proprio bilancio familiare per difendere la giustizia distributiva.
Sono molto contenta della solidarietà espressa da Veltroni. Noi metalmeccanici siamo abituati a lottare per ottenere i nostri diritti, ma credo che, più di altre volte, la controparte datoriale cerchi di esasperare la trattativa. La richiesta economica è veramente modesta, noi chiediamo 117,00 €. al mese al quinto livello, che sono poi 100,00 €. per la maggioranza che è di terzo, e per stipendi da 1.000,00-1.100,00 €. al mese è veramente poca cosa. Le associazioni datoriali rispondono chiedendo, per la parte normativa, sempre più flessibilità. La legge 30 (legge maroni) non gli è sufficiente, vogliono poter decidere anche dell’organizzazione della vita degli operai, chiedono di poter ottenere ore in più di lavoro senza concordarle e senza particolari giustificazioni. Gli operai, come tutte le persone, hanno diritto di organizzarsi la loro vita e soprattutto di avere una Vita fuori dal luogo di lavoro!!! Per tutelare il diritto dei lavoratori di avere una vita sociale fuori dalle fabbriche i metalmeccanici sono anni che lottano e continueranno a lottare! La manifestazione di ieri mattina, presidio sul ponte del ronco, si è svolta in un clima di allegria e determinazione. I cittadini hanno dimostrato grande solidarietà (molti ci hanno incoraggiato e hanno espresso solidarietà per le nostre rivendicazioni) e le stesse forze dell’ordine sono state professionali e hanno aiutato affinchè la manifestazione si svolgesse in un clima tranquillo. Nonostante la grande riuscita delle iniziative su tutto il territorio nazionale, la trattativa a subito un aggiornamento per oggi. Noi abbiamo appuntamento lunedì mattina in tutti i luoghi di lavoro per valutare la situazione e decidere quali altre forme di lotta visibili mettere in campo. Sono 7 mesi di lotta e 36 ore di sciopero, noi resistiamo!!!
Sono molto contenta anche io della solidarieta’ espressa da Veltroni ,ma avrei preferito che la esprimesse all ‘ interno della manifestazione piuttosto che insieme ai dirigenti della fabbrica.Sono contenta che le manifestazioni riescano,e che il clima non sia esasperato,anche perche sostenere la lotta dei metalmeccanici ,a sempre portato benefici anche agli invisibili.Come al solito quando scrivo ed esprimo le mie idee,mi vengono in mente frasi del passato di qualche grande ,oggi nel leggere le parole di Veltroni,mi e’venuto in mente Don MILANI da una lettera A Pipetta scritta a un giovane comunista…
”Il giorno che avremo sfondato insieme la cancellata di qualche parco ,istallato la casa dei poveri nella reggia del ricco,ricordati Pipetta,quel giorno io ti tradiro’,quel giorno finalmente potro’cantarel’unico grido di vittoria degno di un sacerdote di CRISTO,beati i poveri perche’il regno dei cieli e’loro.Quel giorno io non restero’con te ,io tornero’,nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio signore crocefisso.”Don milani fu il primo ad adottare”I care”[io mi prendo cura….vi ricorda qualcosa ? a me si lo abbiamo adottato al primo congresso dei DS ,impariamo dagli errori del passato senza pero’sepellirlo tutto.RESISTIAMO TATIANA LA CLASSE OPERAIA NE HA MOLTO BISOGNO.
Concordo con chi ha sottolineato l’importanza della presa di posizione di Veltroni sul tema del contratto dei metalmeccanici: sul tema dei “lavori” e della lotta al degrado dei lavori credo però occorre una maggiore incisività del costituendo partito e soprattutto una messa in chiaro delle priorità di progetto e di azioni: le questione dei salari, delle tutele dei lavori (da quelli usuranti a quelli precari), della meritocrazia nelle diverse sfere ove essa è martoriata o negletta devono trovare non solo un’efficace progettualità e spinta ideale (aspetti comunque imprescindibili per un partito che aspira ad avere ampi consensi) ma addivinere anche a proposte pratiche da sottoporre al vaglio del governo. Occorrono azioni strutturali ma soprattutto occorre rimettere a tema alcuni questione sulle quali ancora Veltroni sembra un po’ oscillare: la tassazione delle rendite e la critica delle forme di capitalismo finanziario, nonchè di quelle forme di produzione degradante che vivono di nuove schiavitù, sono temi che non si possono lasciare ad altre aree politiche, così come la questione della democrazia economica e degli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro non può essere un tema degli anni che furono. Certamente dice bene Veltroni quando osserva che l’imprenditore è un lavoratore, forse però occorrerebbe sia per il mondo degli imprenditori sia per quello del lavoro esaminare chi tutela e valorizza la qualità del lavoro, chi si fa carico e cura nel migliore dei modi la sua attività e chi invece gioca al ribasso o vive di sfruttamento e di profitti ingiusti e iniqui. Su questo si misurerà se il partito democratico mira ad essere un partito progressivo e di sinistra nuova oppure se ambisce ad occupare il centro dello schieramento politico flirtando con settori assai opportunisti dell’impresa e magari seguendo per filo e per segno le ricette di Ichino, rispettabili ma assai lontane dal valorizzare il senso dei lavori, e dal contrastare le forme - inique e ingiuste - della flessibilità che diviene precarietà con pochi o nulli diritti.
Molte vertenze su queste verranno aperte, la palla ai dirigenti presenti e futuri di un partito che ancora sta costruendo la sua anima. senza anima - ovvero senza valori che diventano prassi politica - un partito non credo abbia grande futuro.
Speriamo in bene.
Rispetto molto l’opinione di Thomas ma la differenza tra precarietà e flessibilità è gigantesca ed Ichino, così come Biagi se seguiti alla lettera (e non come si è fatto in maniera vergognosa) lo hanno ben presente.
Oggi la sfida della quasi totalità dei mercati è sovranazionale e se si vuole aprire una discussione bisogna farlo senza paraocchi e sapendo bene che nell’assoluto silenzio quasi tutte le aziande negli ultimi anni hanno spostato la produzione in paesi con minore tassazione e minori costi (e non sempre facendo una scelta al ribasso).
Bisogna tener presente che la richiesta di un paio di sabati di produzione non può diventare una richiesta “irricevibile” (vi invito a riflettere che sono più le categorie che lavorano anche il fine settimana di quelle che non lo fanno).
E bisogna che le manifestazioni ad oltranza le si faccia per la sicurezza sul lavoro (ed anche la categoria dei lavoratori prenda le proprie responsabilità), visto che anche nel tranquillo contesto cesenate si registrano 5 infortuni al giorno(fonte Inail).
Ed invito anche a dismettere l’odiosa contrapposizione tra classi sociali, se dio vuole i settanta sono passati da un pezzo.
Saluti
Riccardo, non dobbiamo banalizzare però le affermazioni di Thomas.
Io sono di cultura borghese, da sempre critico nei confronti di certe posizioni della Fiom.
Sono stato quadro dell’industria chimica prima, quadro del commercio poi.
Mi sono sempre sentito poco tutelato dal sindacato confederale.
La responsabilità è però spesso di chi, manager, è convinto che la trattativa individuale risolva tutto.
Non ho mai sentito da Ichino nessuna parola per tutelare per esempio i lavoratori (quadri, impiegati o operai) a tempo indeterminato nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Molte volte queste aziende impiegano 14 interinali e 14 lavoratori a tempo indeterminato e passano per micromipresa anche se non lo sono.
Se solo c’è una mattina in cui il “padrone” (scusa ma da borghese mi voglio permettere un rigurgito classista e usare “padrone” al posto di imprenditore)si sveglia male puoi essere licenziato per giustificato motivo oggettivo con le tutele della legge del 1966 (pre statuto dei lavoratori), cioè da 2,5 a 6 mesi.
E sono decine di migliaia le imprese che in Italia si mantengono forzatamente al di sotto della soglia dei 15 dipendenti. E poi quali tutele in termini di indennità di disoccupazione?
Gli esempi sarebbero molti, ma sapete cosa significano i 100 euro lordi (65 euro netti) di aumento proposti da Federmeccanica: carità pelosa.
Sapete quanto guadagna in più un lavoratore nei paesi di Europa a parità di prestazione? Almeno il 30% in più se non vogliamo gurdare al Portogallo.
Quindi sì, questa volta sono con la FLM.
A me la discussione piace, molto meno le banalità.
Strano che una persona molto attenta a quello che accade in Europa citi solo salario ed ometta la diversa produttività dei paesi stranieri.
In Germania tutti sappiamo che non esistono fine settimana e i lavoratori hanno una calendarizzazione diversa di ferie e permessi (e nessuno avanza la tesi che qualcuno vuole attentare alla vita al di fuori del posto di lavoro).In Francia il nuovo presidente si è presentato dicendo che verranno abolite le 35 ore.
Tralascio altri esempi perchè sono tutti dello stesso tono.
Non si può citare solo quello che fa comodo (in tipico stile italiano) e omettere il rovescio della medaglia.
Se poi c’è un padrone che si sveglia e decide di licenziare qualcuno a caso è solo perchè c’è anche un padrone che è costretto a reintegrare qualcuno che non ha voglia di fare un tubo(se non ne hai mai sentito parlare, ti ricordo che è di oggi la notizia che un giudice è stato sanzionato con il trasferimento perchè a casa dal lavoro per una presunta patologia alla schiena partecipava a delle regate estreme - non so se hai capito, trasferita non LICENZIATA).
Vediamo allora come dare ad alcuni e togliere ad altri, perchè ci sono diseguaglianze imbarazzanti.
Se poi pensi che fare il padrone sia facile e remunerativo non credo ci sia il numero chiuso.
Vorrei spiegarmi meglio. Sono figlio di un imprenditore che per scelta ha deciso di non rimanere nell’azienda con papà ma di mettersi in gioco e di andare “sotto padrone”.
So le difficoltà che ci sono nell’attività impenditoriale, ma so anche che in questo paese c’è chi parla di fabbrica senza esserci mai stato così c’è chi parla di natalità senza aver mai vissuto l’esperienza della paternità o della maternità.
Ti assicuro che chi come me, ha vissuto l’esperienza, in parte entusiasmante di lavorare per una multinazionale americana, conosce non per luogo comune, ciò che i miei colleghi francesi facevano grazie alle 35 ore.
Una volta ogni 3 settimane a turno il venerdì stavano a casa per la cosidetta “récupération”.
E questo ti assicuro, incrementando la produttività.
Molto interessante questo dibattito, scusate se mi intrometto, solo per dire che sono appena rincasata dalla fabbrica in cui lavoro dove abbiamo discusso sulla richiesta aziendale di gestionre degli orari. L’azienda in cui lavoro, in sostanza, vuole utilizzare gli orari per coprire le richieste di mercato, spiegandomi meglio vuole che oggi tutto un reparto faccia dalle 8 alle 17, tra due giorni (perchè bastano 48 ore di preavviso per legge) lo vuole con turni alternati dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22, (per non incasinare il discorso non spiego cosa ha in testa per il part-time!). Flessibilità oggi non è chiedere le ferie scaglionate o dei sabati lavorativi, cose che ha già ma che come contropartita deve pagare un po’ di piu. Per le aziende la flessibilità oggi è la gestione totale della vita dei lavoratori, capirete certo come è difficile ad esempio iscriversi ad un qualsiasi corso, anche di ricamo, avendo turni di lavoro che possono variare ogni 48 ore, e badate bene questo per persone che montano 4 viti su 74 pezzi all’ora in catena di montaggio con 1.000,00 €. al mese di stipendio!!! Dove è la conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro in queste richieste? Per quel che riguarda i licenziamenti (Art.18) vi assicuro che molto spesso le aziende avrebbero la giusta causa per licenziare ma non lo fanno perchè fa comodo avere delle persone che destabilizzano i lavratori e non li fanno stare compatti, mentre ne ho visti molti, pultroppo, licenziati perchè, essendo molto malati, superano il periodo di comporto. L’ultima osservazione riguarda la sicurezza, il problema delle morti bianche è sicuramente drammatico. C’è un aspetto della sicurezza di cui si parla poco, le malattie professionali, queste rendono invalide le persone ed incapaci di svolgere qualsiasi lavoro se non con dolori costanti, su questo aspetto sento spesso dire che costa meno una malattia professionale che ne attuare delle tecniche di lavoro che evitino i danni sulle persone. Non volevo essere banale ma aggiungere alcuni spunti di riflessione…
Veltroni aveva tre scelte:
Non prendere cautamente posizione per non perdere posizioni.
Stare dalla parte del lavoro e camminare con gli operai in sciopero.
Stare dalla parte del capitale e fare un bel tour della fabbrichetta con l’amministrazione delegato.
Ha scelto. Scegliete anche voi.
Ringrazio Tatiana per gli spunti di riflessione che sono molti.
Lavorando in un altro ambito non conosco i dettagli delle modifiche che riporti, perchè mi sembrano molto diverse da quelle che si leggono sui quotidiani che parlano della richiesta di due sabati obbligatori e di due permessi retribuiti. Dove sta il vero? Quanti sono i sabati obbligatori? La richiesta degli orari che è stata fatta a voi è estesa a tutto il comparto o si tratta di esigenze aziendali?
Quanti operai siete e quanto pensi questo nuovo orario possa portare all’azienda in termini di maggiore produttività (o di minore costo)?
Le tue risposte aiuteranno me e credo tutti ad una migliore comprensione del problema.Grazie.
Per quanto riguarda Veltroni da quando ha elogiato i referendari senza firmare ( minimo storico dell’indice personale di gradimento, che come credo ormai chiaro non è mai stato granchè) si è distinto correttamente come persona decisa che sa scegliere (atteggiamento che non può che essere vincente).
Saluti
da Repubblica appena battuto:
Metalmeccanici, raggiunto accordo
127 euro di aumento per 30 mesi
ROMA - Fumata bianca per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici: l’intesa è appena stata raggiunta al ministero del Lavoro e prevede un aumento di 127 euro al mese per i prossimi 30 mesi, 260 euro per chi non fa contrattazione di secondo livello e 300 euro di una tantum a compenso del ritardo di nove mesi dalla scadenza del contratto.
“E’ un’intesa di grande rilevanza quella raggiunta sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici tra sindacati e aziende” ha sottolineato il ministro Cesare Damiano, evidenziando che con questo accordo migliorano le tutele dei lavoratori e le loro retribuzioni mentre le imprese possono accrescere la loro competitività
I metalmeccanici hanno ottenuto il rinnovo del contratto nazionale, in Electrolux, dove lavoro però questo dato positivo è offuscato dalla dichiarazione dell’azienda di voler chiudere uno stabilimento. In Italia Electrolux ha 5 stabilimenti, forlì che fa cottura, Porcia che fa lavatrici, Solaro che fa lavastoviglie e Susegana e Firenze che fanno frigoriferi. Electrolux ci ha convocato e ci ha messo al corrente della sua intenzione di chiudere lo stabilimento di Firenze (450 persone) e di ridurre l’organico dello stabilimento di Susegana (350 persone coinvolte su di un totale di 1.400). Mercoledì sono stata alla manifestazione di Firenze e lo slogan che più mi ha colpito è stato “sognavo un bel futturo per mio figlio, adesso penso che era meglio se non lo facevo, perchè senza lavoro non potrò dargli un futuro”. Da queste pagine voglio mandare il mio abbraccio solidale a tutte le famiglie che si stanno trovando in queste condizioni. Oggi più che mai è necessario rivitalizzare l’art. 1 della Costituzione Italiana….”L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro” Riportare al centro dei programmi politici il tema del lavoro in ogni sua forma e sfaccettatura è vitale per continuare ad essere un paese civile e sviluppato.