La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Il circolo (Web) che non c’è

Carissimi democratici, i recentissimi orientamenti  dello statuto nazionale confermano e legittimano pienamente i ” circoli web” come parte innovativa dell’organizzazione del Partito Democratico.

Incontriamoci per concretizzare  le idee fin qui proposte e lanciare  il  “Circolo (Web) che non c’è “,  per  un bilancio della fondazione dei circoli nel territorio forlivese e ragionare insieme sugli eventi futuri.

Presso il circolo P.D. Centro  Storico

c/o  Asioli  - C.so Garibaldi, 280

Giovedì, 31 gennaio 2008 ore 20.45

Vi attendiamo numerosi.

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16 Commenti a "Il circolo (Web) che non c’è"

  1. Alessandro Pilotti 30 gennaio 2008 09:56

    Ivan Scalfarotto in vista della riunione della Commissione Statuto del 2 febbraio ha presentato questo emendamento che anche noi dovremmo sostenere

    Articolo 14, comma 1

    Dopo le parole: “Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza o di domicilio, in Circoli di ambiente, legati alla sede di lavoro o di studio” inserire le parole “e Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possible aderire, dall’Italia o dall’estero, indipendentemente dalla sede di lavoro o di studio”.

    Dopo le parole: “Al momento della iscrizione, ove entrambe le alternative siano disponibili, l’iscritto deve dichiarare se intende iscriversi al Circolo del luogo di residenza oppure al Circolo della sede di lavoro o di studio” inserire le parole “, ovvero, alternativamente, se intende aderire ad un Circolo on-line.”

    Articolo 14, comma 2

    Dopo le parole: “L’articolazione dei Circoli, il loro funzionamento, i loro organi e le relative modalità di elezione sono stabilite dagli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano.” inserire le parole “Al momento della costituzione, ciascun circolo on-line delibera, con metodo democratico, l’adesione ad una delle Unione regionali ovvero all’Unione provinciale di Trento o di Bolzano e ne accetta tutte le relative norme statutarie e regolamentari.”

    Proponente: Ivan Scalfarotto

    Motivazione: Lo statuto di un partito che nasce in questi anni non può ignorare che la realtà, l’informazione e la circolazione delle idee ai nostri tempi non sono più legate a scambi di dati di tipo fisico ma che gran parte della nostra elaborazione culturale, della comunicazione, della ricerca e degli affari avviene sulla rete internet. Prevedere oggi che le sezioni di un partito debbano avere necessariamente una sede fisica è come pensare di creare adesso un giornale che non abbia una versione on-line: un giornale, cioè, che rinunci in partenza alla possibilità di aggiornarsi in tempo reale e di raggiungere i propri lettori ai quattro angoli del pianeta. I circoli on-line consentono la medesima ricchezza di dibattito dei circoli “fisici”, ma agevolano la partecipazione superando con estrema efficacia le barriere fisiche e le distanze. La creazione di circoli on-line, oltre a rappresentare un’innovazione su scala probabilmente mondiale per un partito politico, agevolerà senza ombra di dubbio il proselitismo, la ricchezza dei contributi da ogni angolo del mondo (penso in particolare alla nostra emigrazione intellettuale, i “cervelli in fuga”) e aprirà ai giovani in modo sostanziale consentendo loro forme di partecipazione attraverso un medium assai più congeniale per le nuove generazioni di quanto non sia una sezione fisica.

    *********

  2. patrizia barducci 30 gennaio 2008 15:10

    sono d’accordo,se non riconosciamo i nuovi linguaggi e i mezzi tecnologici,saremo spiazzati del tutto…già il gap fra chi detiene il potere mediatico e chi usa ancora metodi antichi etradizionali è incommensurabile…dobbiamo avvalerci della rete e delle possibilità che essa offre per arrivare ai giovani e sensibilizzarli…altro che scuola di partito….essenzialità,messaggi efficaci e sbugiardamento di coloro che spudoratamente mentono.

  3. franco piazza 31 gennaio 2008 06:53

    (29/1/2008 13:01) | PD, REGGIO EMILIA: UN SITO GIOVANE PER IL GRUPPO DELL’APPENNINO
    (Sesto Potere) - Reggio Emilia - 29 gennaio 2008 - Demos è il Gruppo dei più o meno giovani democratici dell’Appennino reggiano. Nato nell’estate del 2007 attorno al progetto del nascente Pd, ha catalizzato forze (invero molte già attivamente impegnate su altri fronti del volontariato e dell’associazionismo) con il comune denominatore della “voglia di fare qualcosa di nuovo o di diverso”. Qualcosa di ‘politico’, perlomeno. Ad esempio un sito (www.demos.re.it) che è luogo di confronto e discussione.

    Ho visitato il sito e oltre alla bella homepage con rassegna stampa mirata e al blog, mi è sembrato interessante che sono elencati e linkabili i nomi dei vari circoli: all’interno si trovano informazioni sulle elezioni in atto (candidati), risultati delle votazioni svolte, convocazioni delle varie riunioni, ecc.
    Discussione in atto anche fra loro sui circoli virtuali (che caldeggiano) e link al sito imille di scalfarotto

  4. gianluca monti 31 gennaio 2008 10:26

    sono favorevole indiscutibilmente alla creazione del circolo web. E’ indispensabile per riuscire a trovare un dialogo e un filo conduttore che riporti le generazioni più giovani a interessarsi nuovamente a una politica costruttiva. Troppo spesso vediamo ingrossate le file della nuova destra estremista e reazionaria da giovani liceali e universitari stanchi dei soliti giochetti della sinistra pasticciona e litigiosa che è sempre più interessata a guardarsi allo specchio piuttosto che attorno. Quindi largo spazio alle nuove forme di comunicazione in ogni ambito senza però perdere di vista il contatto umano , l’incontro personale, lo scambio di idee fra generazioni diverse che per ovvi motivi molto spesso non può avvenire su blog per l’incapacità di una delle due parti di interagire. Credo che l’esperienza della tua stagione abbia insegnato a tutti che serve ogni mezzo per arrivare alle persone, il blog; gli incontri; le conferenze; la musica; i momenti conviviali. Niente di tutto ciò al momento può e deve essere perso perchè la fase è molto delicata e il rischio di dover riccorere alle elezioni è altissimo. La nostra capacità dimostrata in questi mesi di toccare le corde giuste di tante persone dovrà essere usata tutta per ribaltare quello che sembra un risultato scontato e quindi massima compattezza e adesione . Il nostro entusiasmo e la nostra volontà devono essere direttamente proporzionali alla difficoltà dell’obiettivo da raggiungere.

  5. Simone Morgagni 1 febbraio 2008 12:17

    Chi si offre per un riassunto della serata agli assenti?

  6. riccardovitali 1 febbraio 2008 15:08

    Un articolo di oggi su repubblica.it penso sia attinente.Saluti

    L’under 30 si informa sul web
    l’altra faccia delle elezioni Usa

    di GABRIELE DI MATTEO

    I titolisti, si sa, a volte esagerano: “Facebook” e “MySpace” decideranno i candidati
    alla Casa Bianca!” strillano da tv e giornali gli analisti che stanno seguendo il circo mediatico delle presidenziali Usa, che da qui a novembre macinerà alcuni miliardi di dollari. Ma non si tratta solo di packaging giornalistico organizzato sapientemente
    per attirare l’audience e far pendere la bilancia a favore dei new media.

    Anche il serissimo Pew Research Center, afferma che un americano su quattro impara regolarmente dal web qualcosa di nuovo sulle elezioni Usa frugando tra i link della rete e -soprattutto tra i social network e i blog- che rispetto alle elezioni del 2004 hanno raddoppiato la loro influenza. Tanto che oggi nella fascia sotto i 30
    Internet ha battuto clamorosamente la “prima serata” politica dei grandi network.

    Il 42% dei giovani intervistati, di età compresa tra 18 e 29 anni, dice di informarsi regolarmente su internet. “La notizia clamorosa” spiegano nell’istituto Pew
    “è che nel 2004 erano esattamente la metà, intorno al 20% del campione, coloro che dichiaravano di usare la rete per raccogliere informazioni sui candidati”.

    Anche se la televisione, ad oggi ha trasmesso 160 mila spot incassando 141 milioni di dollari dai competitors, non è più il solo mezzo che deciderà la grande partita elettorale. “Tra l’altro” scherza Walter Hartsarich, ceo di Media Aegis Italia “Mitt Romney, il candidato che ha concentrato piu forze sui network, investendo 30 milioni di dollari, è stato costretto al ritiro. Barack Obama, che ne ha investiti appena 20 in spot tv, è ancora in corsa”.

    Un freschissimo sondaggio condotto SS&K e Advertising Age su duemila votanti del New Hampshire mette in evidenza che il 40% degli adulti ha visitato il sito dei candidati alla presidenza per verificare di persona, in un rapporto quasi faccia a faccia, quali idee girano nella testa dei nuovi politici per tirar fuori l’America dal tunnel della crisi economica, risolvere i problemi dell’immigrazione, riorganizzare l’assistenza.

    Un creativo milanese spezza una lancia a favore dell’effervescenza del web: “Su Internet circolano migliaia di nuove idee sulle elezioni americane, e soprattutto spopolano i siti interattivi dove il navigatore può dire la sua, mentre la televisione si limita ai dibattiti e agli spot. Ho trovato un sito dove si fa il gioco del candidato assimilando la politica ad un vero e proprio quiz show di prima serata, e un altro
    dove ci sono divertentissime animazioni su Bill e Hillary in cui ricompare, galeotto, il famigerato sigaro Lewinsky”.

    Imperdibile il sito in cui si va a fare i conti in tasca ai candidati dividendo stato per stato, nome per nome, la cifra di 146 milioni di dollari finora complessivamente raccolti per la campagna elettorale.

    La linea di demarcazione è sempre l’età: il pubblico al di sopra del 30 anni, per il 60% dei casi, attinge ancora informazioni e sensazioni dai dibattiti tv dei candidati, invece sotto i 30 anni le percentuali si capovolgono, in un sondaggio di Ad Age
    oltre il 52% degli intervistati afferma di frequentare social network e bloggers per informarsi sui programmi e sulle promesse dei politici.

    Facebook sta provocando risultati impensabili, i 250 mila supporter di Barak Obama, che frequentano questo social network da 50 milioni di utenti, hanno inserito dei profili del candidato democratico che trasformano l’invenzione di Mark Zuckerberg in un enorme manifesto elettorale e per di più a prezzi irrisori rispetto ad uno spot televisivo, che nel corso di un big match di Super Bowl arriva a costare 250 mila dollari per una manciata di secondi.

    Attivissimi e ispirati dalla figlia Chelsea sono i “friends” di Hillary Clinton su MySpace, che tra l’altro è di proprietà di un tycoon molto conservatore come Rupert Murdoch. Ma se è possibile influenzare il direttore di Tg, è impossibile pilotare i pensieri di community animate da decine di milioni di utenti.

  7. gianluca monti 1 febbraio 2008 15:25

    e’ stata una bella serata! Abbiamo analizzato il risultato delle urne nelle ultime elezioni dei circoli evidenziando l’ottima risposta del comprensorio forlivese dove la partecipazione al voto è stata molto più alta rispetto ad altre realtà. Sarà un caso ma ancora una volta dove c’è stata pluralità di scelta e presenza di volti nuovi la gente è andata più volentieri a votare. In seguito si è discusso dell’importanza del circolo web e della necessità che lo stesso venga al più presto attivato, soprattutto e a maggior ragione in vista delle probabili elezioni e della necessità di movimentare quanta più cittadinanza possibile. Mi scuso se non mi dilungo sui singoli interventi ma ognuno poi riporterà le proprie opinioni in calce se lo ritiene opportuno. Note di colore: Pilotti con barba lunga e verve da attivista sessantottino, era da tempo che non lo si vedeva così carico, speriamo si mantenga tale in caso di elezioni! Bielli all’inizio compassato e preciso ha comunque allietato la serata con vivaci scambi verbali con il sopracitato pilotti! Da segnalare la presenza del neo papà thomas casadei che nonostante il ritardo imbarazzante ha lasciato comunque il suo segno sulla serata. Ottima la partecipazione generale da parte di un gruppo che non ha alcun intenzione di perdersi.buona giornata a tutti

  8. Simone Morgagni 1 febbraio 2008 15:28

    In questo articolo ci sono alcune frasi molto interessanti tra le quali spicca senza dubbio l’ultima.

    La rete non è a priori più libera rispetto ai media tradizionali, ma la quantità quasi indefinita di informazioni che vi si possono immettere e il loro costo estremamente ridotto rende possibile un aumento esponenziale delle opinioni espresse.

    E’ proprio questo aumento a creare un potenziale e generale effetto di libertà. E’ il numero delle voci e non soltanto il modo in cui esse si esprimono.

    Si nota inoltre come stia avendo luogo un’effettiva trasformazione dell’informazione politica da parte non dei fornitori, ma degli utilizzatori. E, pur se in ritardo, questa arriverà anche da noi.

    Da qui la necessità di insistere per una riorganizzazione della comunicazione da parte dei partiti, della necessità di creare luoghi di discussione aperti e accessibili a tutti.

    Purtroppo c’è forte resistenza verso tutte queste forme di cambiamento e si preferisce continuare a rivolgersi alla televisione e alle agenzie di comunicazione piuttosto che ai circoli virtuali da affiancare a quelli classici e a coloro che detengono i nuovi saperi.

    Pensate all’effetto che avrebbe un gruppo di una decina di validi under30 che hanno studiato e conoscono le nuove tecnologie di comunicazione.

    Affidar loro, all’interno di un progetto a lunga scadenza, una riflessione globale e un riposizionamento della comunicazione complessiva in un’ottica a lungo termine avrebbe da qui a qualche anno un effetto dirompente con un costo finale incredibilmente ridotto. Senza bisogno di gettare denaro al vento presso agenzie varie esclusivamente in occasione delle elezioni.

    Non sarebbero forse queste le prime persone di cui avrebbe bisogno la struttura di un partito? Qualcuno conosce qualche seria riflessione a livello nazionale a proposito? Forse sarebbe il caso di svilupparla…

  9. maltoni maria 2 febbraio 2008 00:07

    Condivido pienamente l’analisi di Simone.L’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione avrà un ruolo sempre maggiore anche nella politica. D’altra parte l’esperienza della tua stagione insegna. In particolare credo sia uno strumento fondamentale per coinvolgere i giovani e per dare loro una dimensione diversa dentro i partiti. E’ importante perciò capire come andrà a finire la questione circoli telematici dentro lo Statuto del PD ( e ne abbiamo discusso a lungo anche ieri sera) ma occorre in ogni caso prevedere sperimentazioni anche a livello locale. Mi sembra interessante la proposta che sul blog avanza Barbiero di recuperare il problema della impossibilità di scelta dei candidati, attraverso primarie, anche on -line. Se vogliamo effettivamente coinvolgere le persone, dobbiamo individuare strumenti per farle contare davvero.

  10. mtvaccari 2 febbraio 2008 11:16

    A sostegno dell’importanza dei circoli web (o di internet più in generale) vorrei portare la mia esperienza personale.

    Fino ad un mese fa non avevo mai fatto politica attiva e non avevo contatti diretti con persone impegnate politicamente, ma la nascita del Partito Democratico e il progetto presentato da Veltroni mi hanno spinto ad avvicinarmi a questa esperienza.
    Quando ho scoperto l’esistenza di http://www.latuastagione.it, ho seguito per qualche settimana da spettatore gli interventi sul blog.

    E così mi sono resa conto che c’erano tante altre persone che condividevano le mie speranze su questo progetto e proprio grazie al blog ho chiesto informazioni, ho preso contatti e ho cominciato a partecipare alle riunioni.

    E così ho potuto conoscere di persona (perchè comunque i rapporti diretti e personali sono ancora indispensabili) chi, pur avendo storie, età ed esperienze molto diverse, ha in comune la stessa convinzione che è arrivato il momento di impegnarsi in prima persona per cambiare il modo di fare politica.

    E così adesso sono rappresentante nel circolo Resistenza di Forlì.

    E così è successo anche ad altre persone, una delle quali la conosco bene visto che è mio marito.

    E così può succedere a tanti altri che sono ancora alla finestra a guardare.

    Penso quindi, perchè l’ho provato io di persona, che uno strumento come questo sia un veicolo e uno strumento formidabile di divulgazione e aggregazione.

    In conclusione, faccio una proposta che riprende sia la positiva esperienza di questo blog (sezione “Sul terreno”) sia il suggerimento di Carlo Giunchi dell’indagine conoscitiva sui nuovi eletti.
    Durante le riunioni a cui io e mio marito abbiamo partecipato, abbiamo notato che tanti si conoscevano già fra di loro e quindi si saltavano le “presentazioni”; ma ora c’è molta gente nuova che vuole conoscere e farsi conoscere.
    Prima ancora di sapere se e come saranno previsti i Circoli web dallo Statuto, si potrebbe comunque predisporre una sezione di presentazione (anche nel sito istituzionale) in cui ogni rappresentante pubblichi una breve scheda informativa
    organizzata per circolo e assemblea.

    P.S. condivido anch’io la proposta di Barbiero di primarie per la composizione delle liste nell’ipotesi che si andasse a votare con questa legge elettorale

  11. Tonino Gardini 3 febbraio 2008 17:10

    Finalmente riesco a scrivere con una nuova password…
    Come anche nell’ultimo incontro desidero sottolineare l’importanza della proposta di Carlo Giunchi riportata sul blog nei giorni scorsi e che ha poi ancora richiamato:”in termini di innovazione, rinnovamento e radicamento sociale, sarebbe bello realizzare un censimento conoscitivo fra tutti gli eletti.
    Questo potrebbe essere realizzato con un questionario nel quale gli eletti scrivano la loro età, la loro residenza, il loro stato civile, la loro professione, il loro titolo di studio,le loro esperienze politiche precedenti (iscrizione a partiti, ecc.), le loro esperienze sociali e culturali, le cariche istituzionali eventualmente ricoperte, ecc..
    Sarebbe un segnale di grandissima trasparenza e di straordinaria qualità politica…ecc.”.
    Condivido moltissimo perchè questi a mio parere sono i segnali nuovi di cui c’è molto bisogno.

    Leggendo la Repubblica di oggi mi preoccupa molto l’indicazione nazionale di non procedere a primarie per la scelta dei candidati per le possibili elezioni politche anticipate! A livello regionale Caronna esprime parere opposto ma questa differenza non va bene…
    Sono assolutamente d’accordo con Raffaele Barbiero, e poi andare alle elezioni con i soliti metodi è una contraddizione inaccettabile rispetto alle sbandierate pretese di cambiamento!

    Il circolo telematico può diventare così strumento importantissimo di costruzione del partito ed anche strumento utilissimo in fase di campagna elettorale.

  12. paolo ventura 4 febbraio 2008 16:49

    “Apprendo da un articolo sul Corriere di Romagna che è cominciata la lottizzazione di aziende partecipate anche da parte del Partito Democratico. L’attore protagonista di questa vicenda è proprio la più alta espressione del partito nella nostra zona. Questo amareggia chi come me ha visto la cosa da fuori, ma credo che dovrebbe destare qualche perplessità a chi sta partecipando attivamente alla formazione di questo soggetto politico.
    Il Partito democratico è nato con l’ambizione di dar vita ad un nuovo corso della politica nel nostro Paese, in particolare nelle nostre realtà territoriali, in cui le condizioni di degrado economico e sociale di intere città, l’illegalità diffusa, l’assenza di un dibattito sulle prospettive future impongono una risposta forte e seria della politica.
    Quali sono invece nella nostra realtà i risultati prodotti dalla discussione in atto, le risposte che i pubblici amministratori del centrosinistra hanno fornito, le iniziative messe in campo e prima ancora quale squadra è stata selezionata per giocare una partita forse decisiva per il nostro futuro?
    Al contrario chi dispone di conoscenze, di professionalità, di autonomia di valutazione è tenuto volutamente ai margini da pubblici amministratori o politici la cui inadeguatezza, incompetenza e grigiore è sotto gli occhi di tutti.
    È la naturale conseguenza di una impostazione vecchia e deleteria della attività politica, condizionata dalla ricerca del consenso basato sullo scambio di favori piuttosto che sull’apprezzamento disinteressato per un impegno svolto nell’interesse della collettività.
    Sembra di essere tornati indietro di 15 anni. Arroccamento e chiusura corporativa del ceto politico, spartizione delle poltrone secondo criteri di appartenenza a questa o quella fazione, a prescindere dalla qualità dei proposti. Non vi è spazio per competenze e professionalità, solo fedeltà al capomastro di turno.
    E tutto questo accade mentre è in atto la formazione costituendo Partito Democratico. Doveva essere momento di netta discontinuità rispetto alle degenerazioni del sistema partitico del passato, un luogo aperto al confronto, in cui chiunque desiderasse fornire il proprio contributo potesse liberamente farlo senza rischio di alterare chissà quali equilibri di potere, senza essere costretto al giuramento di fedeltà a questo o a quel personaggio politico, il più delle volte assurto al ruolo di leader per la capacità di raccolta clientelare del consenso piuttosto che per la qualità delle idee messe in campo.
    I tratti distintivi del Partito Democratico sono purtroppo questi. Si costruisce un partito nuovo solo nel nome, in realtà completamente assoggettato alle logiche e agli interessi di alcuni gruppi di potere che hanno oggi in mano la città, tradendo lo spirito delle primarie e distruggendo sul nascere uno strumento concepito per un nuovo e diverso impegno politico.
    Il nuovo Partito Democratico, certamente sviluppatosi in altri terreni più fertili della nostra penisola, da noi non ha ancora messo radici”

    Cordialmente

    Paolo

  13. Alessandro Pilotti 4 febbraio 2008 17:29

    In Emilia-Romagna la costruzione del partito nuovo è certamente più difficile che in altre regioni, ma io sono per natura ottimista e tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno.
    Le elezioni costitutive dei circoli hanno messo in moto energie e speranze di rinnovamento.
    Poi in ogni processo costituente ci sono oltre ai valori che si mettono in gioco anche gli interessi che si esprimono in maniera più o meno trasparente.
    Io per la verità vedo nel territorio forlivese più dinamicità e più vivacità rispetto alle vicine realtà cesenati e ravennati.
    Entro sabato verranno eletti i segreatri comunali di Forlì, Meldola, Bertinoro, Civitella e Predappio.
    Anche in quelle occasioni i tratti di rinnovamento saranno certamente non trascurabili.
    Il Partito Democratico a Forlì non sarà una fotografia sbiadita del PDS e del PPI di 15 anni fa. Stanne pur certo.

  14. patrizia barducci 4 febbraio 2008 17:43

    scusa Pilotti,
    ma quali interessi nascosti e poco trasparenti,devono esserci in un partito nuovo?
    delucida,svela la mia ignoranza…ma non si era detto che un nuovo partito avesse come prerogativa quello di farsi portavoce degli interessi generali del paese, si sollevasse da quel pantano che è stata fino ad ora la politica televisiva,delle lobby e delle caste?
    io non sono nessuno,nè aspiro ad essere un animale politico che si imbroda in miseri giochi di potere…ma anche essendo nesseno sono un nessuno ingenuo e incantato se spero in qualcosa di nuovo…e se partecipo affinchè ciò avvenga?
    intanto sull’unità di ieri sono stati pubblicati i capisaldi deontologici dello statuto,e mi sembra che gli enunciati siano molto molto rilevanti..affinchè si ricambi l’aria dentro le pareti di casa

  15. Alessandro Pilotti 4 febbraio 2008 23:03

    Gli interessi in ogni democrazia esistono. Ti invitei a leggere un bel libro di Robert Dahl, Poliarchia. La poliarchia è sinonimo di democrazia. Nelle democrazie evolute gli interessi sono visibili, trasparenti. Nelle democrazie fragili è più facile che si nascondano proprio dietro agli interessi generali o del Paese.
    Ad esempio in un paese come il nostro dove le corporazioni hanno un peso fortissimo, gli interessi si manifestano eccome e la politica li subisce.
    Compito del Partito Democratico è far sì che non siano sempre gli stessi interessi a vincere e attuare politiche per tutelare i meno fortunati.
    Ad esempio cosa fa un partito difensore dell’interesse generale davanti all’interesse di una chiesa di non pagare l’ICI?

  16. Maria Teresa Vaccari 18 febbraio 2008 12:31

    Riporto dal sito del Partito Democratico

    “Nasce il primo circolo on-line del PD
    Dedicato all’impresa di Obama.

    Per la prima volta nella storia della politica italiana un partito si organizza non solo attraverso le tradizionali sedi e associazioni territoriali, ma anche su internet.

    Nello statuto del Partito Democratico approvato, sabato 16 febbraio nel corso dell’Assemblea Costituente Nazionale, sono previsti, infatti, i “circoli online”, la versione in rete delle vecchie sezioni locali dei partiti. “I Circoli – spiega il documento - costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”. Nuovi strumenti che permetteranno a qualsiasi cittadino, ovunque egli si trovi, di partecipare attivamente alla vita del partito.

    Capostipite di questo nuovo modo di fare politica, il Circolo ‘Barack Obama’, http://www.pdobama.net, un’iniziativa dei Mille, il movimento che ha portato diversi suoi aderenti alla Costituente del Partito Democratico dopo aver sostenuto la leadership di Walter Veltroni.

    Tra i primi soci Marco Simoni, Emanuela Marchiafava, Ivan Scalfarotto, Francesca Pollastrini, Francesco Costa e Luca Sofri.
    wwww.partitodemocratico.it ”

    A quando quello di Forlì?

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