Porta a porta a Forlimpopoli, ancora dubbi sui costi (riceviamo e pubblichiamo)
Poche settimane fa, Alfonso Andretta, il tecnico individuato da ATO per dirimere la vicenda inerente al costo della sperimentazione PaP a Forlimpopoli, ha consegnato la sua relazione (bozza n°1) che merita uno studio molto approfondito giacché è una fonte “abbondante” di dati di tutti i tipi.
Senza scendere nei particolari un primo dato significativo c’è, la relazione di Andretta fa scendere il costo da 1.510.000€ rendicontati da HERA ad 1.385.000€ consentendo un risparmio di 125.000€. Tuttavia tale dato è ancora molto lontano da quei comuni del nord dove il costo è identico alla raccolta tradizionale mediante cassonetti stradali e in alcuni casi addirittura inferiore.
Per questo motivo, non appena sarà disponibile il documento definitivo, lo metterò a disposizione di tutti gli utenti del blog, al fine di poter individuare eventuali incongruenze e suggerimenti e per dettare la nostra linea politica in merito alla gestione dei rifiuti.
Voglio sottolineare l’anomalia con la quale sono stati divulgati questi primi dati.
A Forlimpopoli è stata istituita la Commissione Speciale sul PaP (senza gettone di presenza e composta da circa trenta persone, compresi i rappresentanti delle associazioni ambientaliste), ma i dati macroscopici sono stati divulgati mezzo stampa senza prima essere stati socializzati in commissione.
Non solo, alcune decisioni in merito alla raccolta dei rifiuti, sono già state lanciate sulla stampa dal presidente della Provincia massimo Bulbi.
Si è appreso che a Cesena (quartiere Cesuola) e a Forlì (quartiere Ronco o Cà Ossi secondo l’Assessore all’ambiente Palmiro Capacci) sarà sperimentata una nuova metodologia per incrementare la raccolta differenziata che consisterà nell’aumentare i cassonetti stradali del differenziato!!!
Ricordo a tutti che prima dell’introduzione del PaP, a Forlimpopoli erano già presenti i cassonetti di prossimità, ma i risultati erano scarsi, a mala pena un 28% di differenziata. Infatti, con la raccolta stradale, le buone abitudini dei cittadini operosi che differenziano, sono inficiate, spesso e volentieri, dai cittadini più negligenti che tendono a gettare i rifiuti indifferenziati nei cassonetti dell’indifferenziato rovinando così il lavoro dei primi.
Perciò questa nuova sperimentazione non ha nulla a che vedere col PaP.
Credo che questa nuova sperimentazione lanciata dal Presidente Bulbi sarà molto pericolosa e a tutto vantaggio di HERA.
E’ evidente a tutti che i costi di questa seconda sperimentazione saranno più bassi rispetto a quella forlimpopolese, sembra quasi un’astuta mossa per delegittimarla.
Più volte in commissione e in consiglio comunale ho detto che l’unico raffronto possibile, riguardo ai costi, sarebbe quello di “sperimentare” sempre a Forlimpopoli, un’azienda diversa da HERA, in tal modo non ci sarebbero più dubbi sui costi e sui dati forniti da HERA.
Qui scontiamo il peccato originale di ATO, che anziché farsi garante dei cittadini, si è fatta garante di HERA.
Perché dico questo? Perché in un libero mercato, e senza il monopolio assoluto di HERA, si sarebbe fatto un bando di gara ed appaltare il PaP al migliore offerente, invece con l’affidamento diretto a HERA si è all’origine eliminata la concorrenza e il libero mercato.
Tra l’altro, HERA, in un battibaleno ha subito subappaltato la raccolta ad Ecosphera. Quanto ci costa il subappalto?
Voglio aggiungere alcuni elementi di dibattito:
* Percentuale di raccolta differenziata raggiunta a Forlimpopoli 68,7% contro un obiettivo iniziale del 53,3%.
* Nel rendiconto fatto da HERA i contributi a fondo perduto dati dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provincia di FC devono essere integrati oppure no?
* HERA sottolinea che utilizzando il contratto FISE (federazione imprese di servizi), come lei fa, e non il contratto ATI (associazione temporanea d’impresa), cioè quello della cooperativa Ecosphera che fa la raccolta a Forlimpopoli, il costo è più elevato. Rammentiamo che gli operatori FISE dovrebbero essere più efficienti perché professionisti del settore, mentre a Forlimpopoli si è optato per Ecosphera una cooperativa di tipo B che consente l’impiego di personale problematico, perciò l’efficienza è più bassa e i tempi di raccolta sono più lunghi. Che valore politico-sociale si vuole dare a questa scelta? Per ultimo, siamo sicuri che HERA utilizzi sempre sui dipendenti e suoi mezzi anche per la raccolta stradale nella nostra provincia?
* Le famose 20 tonnellate che mancano all’appello che fine hanno fatto? Calo di produzione? Migrazione? Come faceva HERA prima del PaP a calcolare le tonnellate di rifiuti provenienti da Forlimpopoli visto che i loro automezzi facevano giri ampi e senza confini comunali?
* Altro effetto collaterale è stato l’esplosione dell’utilizzo della SEA di Forlimpopoli (Stazione Ecologica Attrezzata) con un aumento dei conferimenti del 20%. Un positivo effetto secondario del PaP, qui i cittadini operano più attivamente per ottimizzare la raccolta. Vi pare un effetto secondario?
* Recentemente sulla stampa diversi cittadini forlivesi hanno attaccato il PaP adducendo le stesse motivazioni che portavano i cittadini di Forlimpopoli prima della sperimentazione. Qui a Forlimpopoli dopo oltre un anno di sperimentazione anche le persone che prima individuavano le stesse criticità, ora convengono che sono perfettamente superabili e che non vorrebbero tornare indietro. La frase è scontata, ma prima bisogna provare, poi, semmai, si fanno le critiche.
Attendo spunti per il dibattito.
Collinelli Andrea
View blog reactions5 Commenti a "Porta a porta a Forlimpopoli, ancora dubbi sui costi (riceviamo e pubblichiamo)"
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Condivido la preoccupazione di Andrea Collinelli sulla questione del porta a porta a Forlimpopoli,da quanto leggo, stiamo correndo seriamente il rischio che una grandissima espressione di senso civico dei cittadini e di un lungimirante impegno politico dell’amministrazione, invece di essere motivo di orgoglio per la nostra comunita`,naufraghi miseramente per cause che nulla hanno a che vedere con il rispetto dell’ambiente e con l’interesse dei cittadini stessi. Non ho la competenza tecnica per argomentare con dati oggettivi, mi limito a dire che da un tiepido scetticismo iniziale sono passato senza fatica al totale entusiasmo di oggi,lo stesso entusiasmo che vedo nella stragrande maggioranza dei miei concittadini e oggi mi trovo a dire che questo progetto, perche` di questo ancora si tratta, se possibile va certamente migliorato, ma soprattutto va sostenuto da chiunque abbia fiato e i mezzi per farlo e non affossato come, per malcelati interessi qualcuno sta tentando di fare, spacciare poi un aumento di cassonetti colorati per le strade come raccolta differenziata e` una vera bufala, dobbiamo fare tutto il possibile perche cio` non avvenga, noi ce la metteremo tutta,sperando che mai debba prevalere la miopia di chi egoisticamente pensa:”perche` mai fare qualcosa per i posteri, cosa hanno fatto loro per noi?”
Ps. Riguardo alla stazione ecologica che quasi ogni sabato utilizzo per i rifiuti ingombranti o l’erba del giardino, credo di poter dire che le due o spesso tre persone per turno che vi operano francamente mi sembrano troppe, a meno che non si consideri lavoro socialmente utile, ma in questo caso i costi andrebbero attribuiti in altro modo.
Francesco Lombardi
Da forlimpopolese condivido appieno l’analisi di francesco e aggiungo che tutto cio’ che abbiamo potuto vedere per televisione in questo ultimo mese a riguardo dei rifiuti nella Campania deve essere usato come uno slogan pubblicitario forte per la raccolta differenziata e non, come purtroppo sembra, come spalla alla costruzione selvaggia di inceneritori moderni e “non” inquinanti. Una volta ancora l’informazione dei mass media cerca di indirizzare l’opinione pubblica verso mete prefissate sperando sempre che l’informazione giusta sia sempre quella che appare e non quella che si desume dall’uso delk cervello.
Forlimpopoli ha scelto semplicemente di essere al passo con lo sviluppo del resto dell’europa e mai e poi mai si potrà tornare indietro. La strada intrapresa non era una delle possibili, era l’unica percorribile per garantire ai nostri figli un paese vivibile.
condivido le preoccupazioni di andrea e quanto dettyo dopo.
la raccolta differenziata porta a porta è il vero sistema per raccogliere di più i rifiuti differenziandoli alla fonte, per riciclarne la maggior parte in modo corretto, per educare la gente toccandogli la tasca (ed evitando che chi non ne ha voglia butti tutto nel primo contenitore a lui più vicino), per capire che forse si puo’ anche fare meno rifiuti.
per hera e per i nostri amministratori sono invece un “affare” e a parte qualche attività di abbellimento estetico sull’ambiente si punta al profitto e ai dividendi azionari, quindi via con inceneritori, ecc.
sicuramente c’è una parte di rifiuto che non si puo’ riciclare e questa va smaltita nel modo migliore e quindi si può avere anche un inceneritore migliore dell’attuale, tecnologicamente avanzato, ecc, ecc. PERO’:
- deve bruciare solo i rifiuti del nostro territorio provinciale e quindi deve essere dimensionato per questo lavoro;
- il vecchio impianto deve essere abattuto
così come tra l’altro già previsto.
ma visto che ora non c’è nessuno che vigili sull’attuazione delle cose (anche quelle scritte dagli stessi amministratori) la tentazione puo’ essere di guardare solo al profitto e quindi è necessaria una maggior attenzione di tutti e del PD.
ACQUA PRIVATIZZATA: “MALEDETTI VOI…!”
Lettera di Padre Alex Zanotelli
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi: “Maledetti voi, ricchi…!”. Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua. Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano. E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business. A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese(bollette del 30-40% in più, come minimo), ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa “sconfitta” in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita, per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato. Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà. Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni. Per questo chiediamo
Ai CITTADINI di:
- protestare contro il decreto Ronchi, inviando e-mail ai propri parlamentari;
- creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
- costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
Ai COMUNI di:
- indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
- dichiarare l’acqua bene comune, “privo di rilevanza economica”;
- fare la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale. La nuova legge non impedisce che i Comuni scelgano la via del totalmente pubblico, dell’azienda speciale, delle cosidette municipalizzate.
Ai 64 AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI, oggi affidati a SpA a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
Alle REGIONI di:
- impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
- varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
Ai SINDACATI di:
- pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
- mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
Ai VESCOVI ITALIANI di:
- proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
- protestare come Conferenza Episcopale Italiana contro il decreto Ronchi.
Alle COMUNITÀ CRISTIANE di:
- informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’acqua.
Ai PARTITI di:
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’acqua;
- farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria, l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo Paese: “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili” sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto, e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.
Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica beni_comuni@libero.it con la scritta “Aderisco”.
…e non diciamo neppure una parola sulla s.p.a. Romagna acque? Giliana Mercatali