La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Studi sulla campagna elettorale (1)

Apparsi i primi manifesti elettorali del PD. La campagna di  comunicazione riprende tempi e modi di quella del 2003 per la provincia di Roma. Spindoc riprende l’argomento offrendo qualche primo spunto di riflessione.

Interessante notare come il tutto si apra su una negazione per poi giungere al cambiamento. Ho qualche dubbio sul fatto che negare sia più efficace che proporre tout court, ma la campagna non mi sembra male indirizzata partendo da queste prime premesse, anche se non arriva al livello di quella per Gasbarra, che era davvero riuscita.

Vedremo i prossimi passi, oltre, ovviamente a quelli dei concorrenti all’interno di questa minirubrica inventata durante il pranzo di oggi!

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18 Commenti a "Studi sulla campagna elettorale (1)"

  1. Alessandro Pilotti 20 febbraio 2008 22:05

    La foto di Veltroni è ammiccante. La scelta dei colori e dei caratteri giusta, ma ritengo che non sia efficace partire con una negazione.
    Il primo “pay off” ricorda molto la campagna di Barack Obama.
    I’m Asking you to believe. Not just in my ability to bring about real change in Washington….I’m asking you to believe in yours.
    Come vedete Barack Obama pone una negazione ma incastrata tra due affermazioni.
    Inoltre Barack Obama non chiede di credere nella propria abilità di portare il cambiamento a Washington ma chiede a te di credere in te stesso.
    Quindi mi permetto sommessamente di dire che ci sono due errori in termini di efficacia della comunicazione nella campagna di Veltroni. Il primo la negazione ad inizio frase. Il secondo l’uso del voi. Una forza progressista usa il tu.
    CAMBIA L’ITALIA.
    VOLTA PAGINA.
    Voglio ricordare che le campagne più efficaci della storia sono:
    La forza tranquilla Mitterand 1981
    Motivos para creer Motivi per credere Zapatero 2008
    Veltroni deve stare a Prodi come Sarkozy stava a Chirac
    Il PD non è l’Unione. l’UMP di Sarkozy non è l’RPR di Chirac.
    IL governo di Sarkozy rappresenterà una rottura con il governo di Chirac.
    Il governo di Veltroni rappresenterà una rottura con
    il governo Prodi.
    Mi perdoni Veltroni questo rigore da uomo di marketing, ma visto che dal 27 giugno non ha sbagliato nulla o quasi in termini di strategia. Anche la comunicazione politica non può essere improvvisata visto che i manifesti 6X3 lasciano un segno indelebile nell’immaginario degli elettori.

  2. riccardovitali 21 febbraio 2008 09:26

    Confermata ufficialmente la visita di Veltroni sabato mattina a Cesena.
    Più tardi conferenza stampa per i dettagli

  3. Thomas Casadei 22 febbraio 2008 18:06

    Il collega, consigliere regionale del PD in Lombardia, Giuseppe Civati detto “Pippo” (con il quale peraltro si è lavorato insieme ad una pubblicazione su simboli e abusi del potere qualche anno fa) ha lanciato quest’oggi in rete un’idea web, a mio avviso molto utile e simbolicamente efficace, a testimonianza di come la rete sia divenuta uno strumento innovativo e centrale di questa campagna elettorale. E la cosa che salta all’occhio è davvero, che anche su questo terreno, veltroni e il pd giocano d’anticipo, e bene

    http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/videocivatimani220208.htm

    credo che l’idea possa servire per la campagna elettorale e possa essere di stimolo alla grande creatività e alle energie in movimento che il pd sta suscitando.

  4. Alessandro Pilotti 28 febbraio 2008 09:29

    Questo post dal blog di Gianfranco Miccichè e forse il migliore spot per il PD…..

    Sono qua, un deluso che ha trovato comunque una strada, insieme al Presidente Berlusconi, per rendere utile alla Sicilia un progetto che sembrerebbe fallito. Partiamo dalla conclusione poi racconto quello che successo. Sino all’altro ieri ho lottato perchè si capisse che non era così necessario il collegamento con Lombardo colpevole, a mio avviso, di trascinarsi dietro colui che mi aveva minacciato di non farmi candidare (e, purtroppo, c’è riuscito). Quando ho capito che la mia candidatura non sarebbe mai andata in porto con il PdL ho provato insieme a Stefania Prestigiacomo (che ha dimostrato di essere per me come una sorella) di lanciare la sua candidatura.

    Insieme però, alla fine, abbiamo trovato un muro da non potere abbattere. Mi ha richiamato per l’ennesima volta il Presidente che mi detto una cosa che mi ha convinto: “guarda Gianfranco, io sono convinto che sui numeri hai ragione tu ma siamo arrivati ad un punto in cui, se noi lasciassimo l’MpA, si creerebbe nel Paese la convinzione che Berlusconi perde pezzi e che adesso può perdere le elezioni. Io sono uomo di marketing, prima che politico, ed ho capito che era vero. Gli ho ribattuto che non potevo permettere comunque di darla vinta a chi mi aveva intimidito e che rappresentava quel metodo clientelare che io volevo abbattere! Mi ha detto che senza il mio OK non avrebbe chiuso ma che a quel punto era già deciso il suo ok a Lombardo. Pensate quanto vale oggi la pressione dei media e dell’opinione pubblica! ma era così. Ormai, non avendo più la speranza di realizzare un sogno, mi sono chiuso con i miei amici più stretti e ho cominciato a pensare cosa fare. Avevo lasciato il Presidente dicendogli che lui doveva chiudere con Lombardo, se riteneva questo inevitabile, ma che io mi sarei sentito libero di fare quello che volevo. Mentre ragionavo sul nostro futuro mi ha ancora richiamato il Presidente ed io ho ancora resistito. Poi il Presidente ha chiamato Marcello dell’Utri (che ancora una volta è stato per me come un secondo padre) pregandolo di convincermi a trovare una soluzione positiva. Ci siamo incontrati anche con Stefania e gli altri ragazzi che sono stati quasi un mese con me a Roma, Pippo, Mario, Gaspare, Michele, ed abbiamo cominciato a ragionare su cosa fare. Fino a quel momento avevamo rifiutato qualsiasi offerta. Mi ha richiamato il Presidente, era quasi mezzanotte, e mi ha detto: “se vai da solo farai certo una bella battaglia ideale ma, alla fine, non porterai a casa nessun risultato per la tua Sicilia. Ti chiedo invece di essere, per me, il garante di quel processo di cambiamento e di rafforzamento delle infrastrutture di legalità di cui tu parli sempre. Solo stando insieme a me avrai la possibilità di influire realmente sui nomi che costituiranno la prossima giunta di Governo Regionale, potrai garantire un futuro ai tuoi uomini ed offrire un futuro ad una nuova classe dirigente che inizi quel ricambio generazionale che ti sta a cuore!”

    Sapevo che accettando avrei deluso tanti di voi e me per primo, ma mi hanno insegnato che quando si ha davanti la certezza di una sconfitta bisogna sapere trasformare i problemi in opportunità.

    Sognavo salire di salire in un altro autobus, accetto di salire su questo ma con il fastidioso ruolo di controllore.
    Ho parlato con Fini che mi dato ampie garanzie per un progetto che, peraltro, è nel DNA di Alleanza Nazionale e, in mattinata, ho sentito anche Raffaele Lombardo. Lo so che tanti di voi penseranno che mi sono venduto per una poltrona (qualcuno ha anche guadagnato scommettendo) ma voglio dimostrarvi che il mio progetto di rinnovamento e rafforzamento della legalità è vero. Ho detto al Presidente Berlusconi che io oggi sono fortemente condizionato dal mio blog che ha raggiunto livelli di interesse fenomenali.

    Ho comunicato che presenterò una lista elettorale che rappresenti la tanta gente di centro destra che vuole cambiare il vecchio metodo di una politica fallimentare e vuole gridare la propria voglia di cambiamento. Bene, io voglio continuare a stare con voi ed è per questo che vi invito tutti a partecipare a questa lista. Voglio essere sicuro che tanti di voi sono interessati realmente al futuro della nostra Sicilia e allora vi invito alla sfida! voglio una lista che nasca dal blog e si formi nel blog! voglio che vi facciate avanti, voglio che alcuni di voi diventino deputati regionali. Io ci metterò le risorse per fare conoscere la nostra lista (che non ha ancora un nome e si accettano suggerimenti). Voglio vedere di che pasta siete fatti. Voglio ricevere centinaia di curricula per iniziare subito le selezioni e voglio con voi iniziare una battaglia che ormai è diventata realtà. Anche dopo la delusione iniziale. Speravamo di iniziare ed avere subito successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E’ difficile ma aiutiamoci a vincere. YES WE CAN

    Gianfranco Miccichè

  5. Simone Morgagni 28 febbraio 2008 20:27

    Per chi si vuole divertire un po’ grazie alla rete e alla fantasia dei tanti che “correggono” i manifesti elettorali che stanno invadendo l’italia:

    http://www.repubblica.it/speciale/2008/elezioni/gallerie/index.html

  6. gianmaria 8 marzo 2008 13:00

    Raccomando a quanti non l’avessero ancora fatto di vedersi (e di far vedere) il comizio di Walter a Ravenna, di ieri sera. Causa influenza ne ho visti diversi, e (assieme forse a quello a Macerata) è il più bello.

    http://www.partitodemocratico.it

    (al momento non sono in grado di mettere un link diretto al video, purtroppo)

  7. gianmaria 8 marzo 2008 13:07

    per Macerata dovrebbe funzionare ancora questo link:
    http://mediaserver.dol.it/pd/viaggi/20080225_macerata.wmv

  8. franco piazza 11 marzo 2008 05:37

    Posto dal sito nazionale del PD
    10 marzo 2008
    AREA PRINCIPALE | Dalle regioni
    Pd: on line da oggi il portale dell’Emilia Romagna
    - Bologna, 10 mar - Questa mattina, alla presenza del segretario Regionale Salvatore Caronna e del responsabile della Comunicazione Davide Celli, è stato presentato il portale on line del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna http://www.pder.it . Il nuovo portale del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna intende essere uno strumento di comunicazione e dialogo tra i cittadini, i sostenitori del partito, gli operatori della stampa e le strutture regionali e territoriali del Pd. Il portale non si limita ad aggiornare e informare sulle iniziative promosse dal Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, ma offre una visione di insieme della vita del partito negli undici Coordinamenti territoriali della Regione. Non solo infatti tutti i siti dei Coordinamenti sono direttamente accessibili dalla home page, ma grazie a una forte integrazione tecnologica e redazionale, il portale si caratterizza di fatto come una finestra informativa sulle realtà territoriali, dando spazio ad articoli, interventi e appuntamenti segnalati in autonomia dalle redazioni locali. Il portale si caratterizza come uno strumento di comunicazione bidirezionale, offrendo diverse possibilità di partecipazione attiva. Sono in avanzata fase di studio le ipotesi di realizzare in tempi brevi, integrandole nel portale, una web radio e una web tv. Il nuovo sito è stato realizzato con la collaborazione tecnica della società Antherica Srl di Reggio Emilia (www.antherica.com).

  9. gianmaria 13 marzo 2008 22:42

    Care amiche democratiche, cari amici democratici,

    Sto guardando in diretta un palasport di Bergamo stracolmo e felice. E mi sto chiedendo…

    …come sarebbe se il comizio finale fosse un grande evento di democrazia, come una grande festa del primo maggio?, se andassimo tutti a Roma l’11 aprile?, a dimostrare che

    si può fare

    democraticamente,
    gianmaria

  10. ricbacchi 26 marzo 2008 00:24

    Gli spazi della politica

    Questa breve nota l’ho scritta e inviata via mail ad alcuni amici del circolo PDForlimpopoli impegnati nella campagna elettorale, che mostravano “qualche perplessità” sulla scelta di svolgere la serata di presentazione del programma PD dal titolo: Con noi per cambiare l’Italia, il giorno 3 aprile 08 a S.Andrea in uno spazio inusuale.
    Relatori della serata, a cui siete tutti invitati, saranno Thomas Casadei e Milena Garavini. Insieme.
    La inserisco nel blog perchè è significativa dello sforzo che stiamo compiendo (e forse delle “cappelle” che stiamo facendo) per promuovere il progetto PD.

    …Il luogo prescelto è il teatrino posto dietro la Parrocchia di S.Andrea, uno spazio che da tempo è inutilizzato ed in effetti, dentro, è completamente vuoto: non una sedia, una panca, un tavolo, un mobile. Niente. E’stato per decenni un centro di aggregazione giovanile, molto frequentato anche da fuori provincia. Io mi sono trasferito a S.Andrea dal 2001. Non ho frequentato i due-tre luoghi aggregativi del paese ma so che, ad un certo punto, il teatrino è stato chiuso e vi è stata una migrazione un po disordinata dei giovani verso altri locali. Ho chiesto spesso cosa fosse successo “al ritrovo della Chiesa” e tutte le volte ho ricevuto risposte un po evasive, come se l’argomento fosse ancora una piccola ferita non del tutto rimarginata. E a proposito degli attuali circoli funzionanti in paese, sui luoghi di ritrovo giovanile e non solo, ricevo ugualmente delle risposte che rimandano a questioni mai risolte, e forse mai affrontate.
    Credo di avere comunque capito che il teatrino è stato chiuso perché l’autogestione in atto continuava a “sfuggire” al controllo e alle aspettative non solo dei parrocchiani più attivi, ma anche dei genitori che là avevano figli piccoli e meno piccoli.
    Ho scelto di discutere di politica proprio in questo luogo. Il parroco ha dato disponibilità senza chiedere altro. Spiego il perché:
    la nostra società è spesso malamente intrisa di simboli, ogni cosa è simbolo di qualcos’altro. I simboli spesso diventano motivi e causa di quell’immobilismo che molti deprecano ma che in fondo, difendono. Intanto le nuove generazioni, che non conoscono approfonditamente la storia moderna, le trasformazioni politiche e sociali, i movimenti, che crescono in una società votata alla globalizzazione che spesso vuole fare rima con omologazione e semplificazione, che dividono i banchi ed i posti di lavoro con “diversamente-credenti”, come al solito stanno alla finestra e guardano. Crediamo veramente che queste generazioni associno, ad un teatrino annesso ad una Parrocchia, la stessa simbologia politica e sociale che riconosciamo noi e le generazioni prima di noi, e che “comprendano” il disagio o il rifiuto da parte di molti di mischiare la tradizione laica dei partiti di sinistra con l’acquasantiera di una Chiesa di campagna?
    Credo, invece, che queste nuove generazioni siano interessate a partecipare ad un confronto politico solo nel momento in cui “si scende” sul proprio terreno, si affrontino i temi con il linguaggio e con le modalità proprie di queste generazioni: scegliere di andare a parlare di PD in luoghi non frequentati, ormai da anni, da giovani, da famiglie, da casalinghe, da studenti, dove vige una certa “radicalizzazione”, che è la paura di confrontarsi con le sfide del futuro, a cosa ci serve in questo momento? non è forse più significativo provare ad andare “in campo neutro” e lanciare a nuovi potenziali sostenitori, a quei giovani, a quelle madri e padri questo segnale: veniamo a confrontarci anche nei vostri luoghi di aggregazione (in realtà gli unici spazi “sociali”) perchè è da queste realtà (i circoli, centri sociali, luoghi di lavoro e di studio, anche nei luoghi dell’attivismo di matrice cattolica) che il PD lancia la sua sfida ad un paese immobilizzato.
    E’ però ben chiaro che l’atteggiamento del partito deve rimanere assolutamente laico, come mi suggerisce un amico: ”in una società composta da “diversamente-credenti” la laicità è una necessità, ed è essenziale che essa sia parte del DNA del PD.”
    La sera del 3 aprile 08, all’ombra della Chiesa di S.Andrea, infatti, si parlerà di lavoro, precarietà, sviluppo, ambiente, di famiglia e scuola. Speriamo che venga gente!!!

    Riccardo Bacchi
    pdforlimpopoli.it

  11. Thomas Casadei 26 marzo 2008 00:25

    Veltroni: giovedì la “Notte Bianca” del web

    PER CHI CONCRETAMENTE SOSTIENE E PRATICA IL WEB COME MEZZO DI MOBILITAZIONE E PARTECIPAZIONE POLITICA, QUESTO - INSIEME AD ALTRI - è DAVVERO IL SEGNO “CHE SI PUò FARE”…

    NELLE PROSSIME SETTIMANE NON CI RESTA CHE INTENSIFICARE IL LAVORO E DUNQUE UN APPELLO, UTILIZZIAMO TUTTI GLI STRUMENTI, E DUNQUE ANCHE QUESTO BLOG, PER INFORMARE, MOBILITARE, *CONVINCERE*.
    l’INNOVAZIONE DI QUALITà VA PRATICATA E NON SOLO MENZIONATA…

    C’è una provincia in più nel Giro dell’Italia di Walter Veltroni.
    La centoundicesima. Per visitarla non serve il camper, ma un computer. Il leader del Pd lo farà nella notte fra giovedì 27 e venerdì 28 marzo. È la provincia dei bloggers, dei videoamatori, delle twitterate e delle foto su flickr. O semplicemente dei tanti naviganti che ogni giorno seguono e partecipano attivamente alla campagna elettorale su internet.
    A loro Veltroni ha deciso di dedicare una notte del suo tour. L’ha chiamata la notte bianca del web: una videochat con il candidato premier dei democratici collegato in diretta da Catania per ascoltare e rispondere alle domande dei suoi elettori.
    Una novità evidente: non tanto per il mezzo (internet) o per la forma (la diretta video con la possibilità di inviare domande scritte al candidato), ma per l’importanza che Veltroni ha scelto di dare al web come mezzo di mobilitazione e partecipazione alla campagna elettorale. Per partecipare basta collegarsi al sito http://www.partitodemocratico.it

  12. Simone Morgagni 26 marzo 2008 13:01

    Notevole anche questo video autoprodotto:

    http://www.youtube.com/watch?v=wJE4AAfV7b0

    Forse un po’ troppo ottimistico sapendo che il problema di mettere in pratica il cambiamento che in tanti si aspettano resterà e che le resistenze non stanno solo fuori dal PD, anzi, ma resta un esempio gradevole e ben fatto di quello che tante persone stanno cercando e che in parte sperano di trovare nel PD stesso…

  13. maltoni maria 26 marzo 2008 15:37

    troppo bello questo video, alla faccia di quelli che trovano sempre difetti a tutto, che sono comunque pessimisti, lo girerò tutte le persone che non sono ancora del tutto convinte che il PD ce la può fare, grazie, Simone !!!

  14. Alessandro Pilotti 26 marzo 2008 16:59

    Esilarante….fresco…..divertente…..che facce “stagionali” i protagonisti.

  15. Maria Teresa Vaccari 26 marzo 2008 19:46

    Spiritoso e divertente.
    Ma avete letto i commenti? Che gente gira per YouTube?
    Un po’ di sana leggerezza e autoironia ogni tanto ci vuole!

  16. Alessandro Pilotti 28 marzo 2008 14:06

    Ieri è stata diffusa una nota Giuliano Pedulli di seguito riportata che deve servire di stimolo. Sono d’accordo con lui, la leadership di Walter Veltroni sta facendo tanto, ma per dare la spinta finale deve mobilitarsi un “popolo intero” per usare un’ espressione dei Modena City Ramblers.
    “Si può fare” non solo se mobiliteremo la nostra gente, ma se parleremo a chi non ci ha mai votato, le elezioni si vinceranno con le relazioni che sapremo costuire nei rapporti di vicinato, nei luoghi di lavoro, in cui fa sport.

    Di Giuliano Pedulli
    “Siamo arrivati alla fase decisiva di una campagna elettorale che fin qui si è giocata tutta sul leaderismo, che è un replay sul fronte del centro-destra, mentre è una rilevante novità nel nostro campo.
    La profonda crisi nella quale si è consumata la breve legislatura dell’Unione, reclamava l’investitura di un “leader”, che ancora prima del discorso di Torino, risultava trainante e coinvolgente. Il giro d’Italia in corso lo conferma pienamente.
    La spinta che Walter Veltroni ha impresso al PD, è stata significativa e l’indice del consenso è venuto crescendo settimana dopo settimana, attestandosi, secondo gli ultimi dati, all’incirca sul voto dell’Ulivo del 2006: in Emilia-Romagna un po’ sopra.
    L’avvicinarsi della distanza fra i due principali contendenti, ci dice che lo slogan “Si può fare”, era ed è azzeccato. Serve, però, a questo punto, qualche cosa che sa di antico, ma che è sempre stata e può essere ancora la carta vincente: la mobilitazione vera dei sostenitori del PD.
    In questo momento sembra si registri una stagnazione nel processo di avvicinamento, per il sorpasso finale, del PD nei confronti del PDL.
    Alcuni temi hanno ridato un po’ di fiato al centro-destra.
    Ma se questa è la fotografia che viene scattata in questo momento, subito dopo, però, si può aggiungere che la partita vera si gioca su due versanti ben definiti e fin qui sfumati:
    1 - in primo luogo sulla crisi effettiva che investe le condizioni di vita della stragrande maggioranza delle famiglie italiane, che non osano fare progetti per il futuro: e la responsabilità di ciò viene addossata interamente al centrosinistra.
    E’ su questo terreno che dobbiamo concentrare il grosso dell’attenzione di qui all’11 aprile, non solo con i tradizionali convegni, ma con proposte precise (sul precariato, i salari e gli stipendi, le pensioni più basse, i prezzi), da diffondere casa per casa, azienda per azienda, in un rapporto diretto con le persone, mettendoci la faccia e facendoci tutti quanti garanti del rispetto degli impegni che ci assumiamo;
    2 - in secondo luogo, sul tema della sicurezza, scardinando definitivamente il senso comune che in noi prevalga la tolleranza, rispetto al rigore, alla certezza del diritto dei cittadini ad essere garantiti nella loro tranquillità.
    Insieme a questa questione, troppo spesso confondendola, c’è quella dell’impennata dell’immigrazione. I derelitti del mondo, che affrontano l’incognito, anche a costo di morire, per una migliore prospettiva di vita, dentro le regole che il Parlamento stabilisce, debbono avere l’opportunità di tentare di farcela. Noi dobbiamo rispettarne la cultura e la religione e tutti dobbiamo avere gli stessi doveri e gli stessi diritti.
    Anche qui da noi, dove le condizioni materiali sono migliori che altrove e la convivenza fra diversi si sta facendo problematica, questi sono i temi che influiranno su quanti non hanno ancora deciso se andare a votare (e in prevalenza si tratta di un elettorato di centrosinistra-sinistra).
    Mi pare che questa campagna elettorale, comunicata d’imperio nel segno della discontinuità e del rinnovamento, abbia bisogno di una svolta, di un salto forte nella mobilitazione, affinché anche Forlì possa dare di più per la vittoria del PD.
    “Si può fare”, certamente, ma facendo tesoro della saggia considerazione del Sindaco di Parigi Delanoe, che all’indomani della sua conferma alle recenti elezioni amministrative francesi - che hanno segnato un grande successo socialista -, forse con la mente rivolta all’esito, diverso, delle elezioni presidenziali, ha detto (cito a memoria): “Le grandi vittorie si ottengono quando in campo c’è un collettivo e non solo un leader”.
    Walter Veltroni, col PD, ha riaperto una partita che sembrava non si dovesse nemmeno giocare, ma il miracolo lo può fare solo il “collettivo”, cioè ciascuno di noi. Vale per oggi e dovrà valere anche per domani, ovunque.
    L’Italia è in Europa, non in un altro continente!”.

  17. Maria Teresa Vaccari 28 marzo 2008 23:44

    Ieri ho seguito la “Notte bianca” del web.

    Era curioso vedere da una parte dello schermo scorrere le domande man mano che venivano inserite sulla chat e dall’altra il giornalista che leggeva quelle più curiose o più interessanti praticamente in tempo reale.
    Ad un certo punto anche Veltroni si è messo a sbirciare sullo schermo i messsaggi che arrivavano.
    Certo i temi sono quelli ricorrenti in questi giorni (lavoro, precarietà, fuga dei cervelli, ecc.) ma sono arrivati anche spunti originali come quello del frate francescano che si è reso disponibile a parlare del rapporto tra politica e religione.

    Un ennesimo esempio concreto da parte di Veltroni di apertura al confronto.
    Se uno è convinto delle proprie idee, non teme di confrontarsi con gli altri ed è disponibile a raccogliere suggerimenti e critiche; e, con umiltà, a cambiare anche idea (come è successo per la candidatura di Lumia dopo il tam tam di proteste sui blog).

    A proposito di campagna elettorale, vorrei fare una proposta: sarebbe utile dedicare sul sito del PD uno spazio riservato alla presentazione dei candidati che dopo le elezioni potrebbe essere usato per rendere conto delle loro attività, così come prevede lo Statuto.

  18. Thomas Casadei 2 aprile 2008 23:48

    Posto questo articolo (tratto dall’Unità) che conferma l’importanza della sfida in cui siamo impegnati da tempo come democratici innovatori.

    La democrazia partecipativa oggi non può prescindere dagli strumenti telematici.
    Berlusconi anche su questo arranca, come mostra la parte conclusiva dell’articolo. BUON SEGNO!

    §§§§

    Internet è di sinistra: dal Pd to-peer al Berti.net

    di Giovanni Visone

    Mai come in queste elezioni, internet è di sinistra. Il Partito Democratico ha fatto della mobilitazione sul web un punto di forza della sua campagna elettorale: un sito che viaggia ad una media superiore ai 100mila contatti giornalieri, un network che raccoglie ormai 19235 iscritti, un blog per i Wolontari ed uno per seguire (e finanziare) il «Giro dell´Italia nuova di Veltroni». Ma anche la Sinistra Arcobaleno di Fausto Bertinotti risponde da par suo. Per il presidente della Camera ecco una videochat sperimentale, tutta basata sulla tecnologia peer-to-peer. Berti.net: la dimensione assembleare della Rete. Non solo gli elettori hanno potuto inviare in diretta le loro videodomande al candidato su YouTube, ma hanno potuto assistere all´intervista su internet utilizzando una tecnologia che sostiene la banda attraverso il peer-to-peer. Vale a dire che i computer connessi alla trasmissione non ricevevano il segnale da un unico server centrale, ma se lo trasmettevano fra di loro, fornendosi reciprocamente anche la banda di connessione e moltiplicandone il potenziale. «Un modello di comunicazione orizzontale – spiegano gli ideatori del progetto - che a noi piace sia nella rete che nella società».

    Qualcosa di simile aveva fatto nei giorni scorsi anche Walter Veltroni che, pur senza sperimentare nuove tecnologie, si era collegato su internet con i suoi elettori per una «notte bianca del web». Un viaggio nella «111ma provincia italiana», lo aveva definito. Certo, fra i due leader qualche differenza c´è. Il democratico Veltroni, si definisce «un vecchio navigatore» e vanta la sua passione per ogni forma innovativa di comunicazione. Bertinotti, invece, non nasconde il suo imbarazzo di fronte a quelle che definisce «diavolerie elettroniche». «Sono relativamente impedito – ammette - Uso ancora la penna stilografica e la matita». Però nell´utilizzo di internet vede «una chance in più». E ci si butta.

    È questa, d´altronde, la vera novità. Ed è questa la grande differenza fra destra e sinistra nella Rete. È finito il tempo dei siti vetrina, fatti per poter ostentare un indirizzo web sui manifesti elettorali. È finito il tempo di un rapporto passivo con Internet, limitato alla ricezione di notizie, informazioni pratiche, propaganda. Quello che stanno facendo il Pd e, in parte, anche la Sinistra Arcobaleno è completamente diverso. In queste elezioni la parola d´ordine è partecipazione. Rendere i navigatori protagonisti attivi della campagna sul web, mobilitare, lasciare campo libero alla creatività dei singoli.

    Il risultato potrebbe essere ricondotto ad una definizione dal suono sinistro: marketing virale. Non una malattia, ovviamente, né un´infezione informatica, ma la versione moderna del classico “passaparola” unito alla logica imprevedibile ed intuitiva del “tormentone”. È la comunicazione che, come un virus, si propaga nel web da computer a computer, da elettore ad elettore. Una tecnica di propaganda che sfrutta la dimensione orizzontale e democratica della Rete per trasmettere un messaggio da un numero limitato di soggetti promotori ad un numero esponenziale di destinatari che a loro volta continuano a diffonderlo ad altri utenti. Tutto sta ad innescare il contagio. I mezzi: blog, pagine personali, Twitter, piattaforme per la condivisione di video e foto come Flickr o YouTube.

    Prendete ad esempio il video tormentone I´m Pd, la dance veltroniana ricalcata sulla celebre Y.M.C.A. dei Village People. Realizzato con un budget di soli 65 euro dal circolo 02PD di Milano, ha ottenuto decine di migliaia di contatti in poche ore. E nonostante la band americana abbia intimato al sito ufficiale dei democratici di ritirarlo, resta facilmente scaricabile su YouTube e in un´infinità di blog. Ulteriore effetto “virale” e sintomo della libertà della Rete: quando il contagio parte, fermarlo diventa quasi impossibile.

    «Nessuno ha ancora mai studiato scientificamente quanti voti vengano orientati da internet», spiega Francesco Verducci, responsabile del sito del Partito Democratico e docente di Sociologia dei Fenomeni politici all´università di Macerata. «È però ormai evidente che per una fascia di elettori, quella compresa nelle statistiche elettorali fra i 18 e i 34 anni, la Rete rappresenta oggi il mezzo di informazione privilegiato». Ed anche il più affidabile: «La possibilità di commentare, partecipare alle discussioni, entrare in un contatto diretto con il proprio interlocutore, aumenta il grado di fiducia nei messaggi che si ricevono. Non a caso gli utenti considerano il web molto più affidabile della televisione». Ed ecco allora l´importanza del Pd Network, il gruppo online che consente di condividere blog, video, foto e twitterate sfruttando gli appositi canali forniti dal Pd. Il meccanismo “virale” anche in questo caso è semplice e non richiede interventi “pesanti” da parte dei gestori: è la campagna elettorale a dettare i temi di copertina e ad orientare l´agenda, i 19mila iscritti al network arricchiscono e rilanciano la discussione, creando un effetto domino nella Rete.

    Da questo punto di vista, Berlusconi è alla preistoria. Il sito del candidato del Popolo delle Libertà, realizzato solo a campagna elettorale iniziata, appare statico e arretrato. L´unica verniciata di nuovo è offerta dal video «Meno male che Silvio c´è» (vedere per giudicare) e dai collegamenti a Flickr e YouTube. Ma in sostanza è il vecchio modello del “sito vetrina”. D´altronde lo stesso Berlusconi lo ammette candidamente. Ad un giornalista che gli chiedeva un´opinione sull´importanza di blog e informazione on line nella campagna elettorale americana, ha replicato: «Non sono io la persona più adatta a darle una risposta realistica e con una conoscenza del mezzo che francamente non ho. Io uso il computer e internet, ma lo usano soprattutto i miei collaboratori. Mi sa che hanno ragione loro quando dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno».

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