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La democrazia della (dovuta) trasparenza

Ieri sera, 26 febbraio, presso la sede di via della Beverara 6, si è riunito il Comitato di Coordinamento del Partito Democratico di Bologna. Nell’incontro il Comitato ha condiviso unanimemente la proposta del Segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria, relativa alla rosa di candidature, per le elezioni del 13 e 14 aprile, da sottoporre alle valutazioni che saranno assunte a livello regionale e nazionale.

Ha inoltre approvato il regolamento per l’elezione del coordinatore cittadino, prevista per il prossimo 10 marzo. Infine, si è concordato di richiedere a Walter Vitali di predisporre una proposta di indicazioni programmatiche per Bologna, che rappresenti anche la “traduzione” per il territorio del programma nazionale, che andrà confrontata con i candidati bolognesi e, poi, definitivamente approvata a cura del Comitato di Coordinamento. Le proposte nominative per le candidature sono disponibili sul sito pdbologna.it.

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24 Commenti a "La democrazia della (dovuta) trasparenza"

  1. Simone Morgagni 27 febbraio 2008 23:49

    A Bologna sembra avanzare la trasparenza, un po’ in tutta italia si costituiscono i circoli online del PD, i giornali e le televisioni stanno iniziando a comprendere il nuovo ruolo assunto dalla rete ed iniziano a renderne conto.

    In questo contesto di novità quotidiane sarebbe divertente fare notare come noi continuiamo ad andare avanti principalmente grazie alla forza di volontà di pochi, mancando ancora quelle decisioni e quel riconoscimento che la nascita tempestiva di questo spazio avrebbe, a mio avviso, già dovuto ottenere.

    Non si potrebbe avere perlomeno un po’ di trasparenza in più sui nomi e sui modi con cui si stanno costruendo le candidature? Mi pare questa una richiesta che in tanti stanno facendo in questi giorni e, mi pare, del tutto giustificata.

    Ah, se possibile…prima che tutto sia chiuso, deciso e sigillato.

  2. Maria Teresa Vaccari 28 febbraio 2008 09:04

    Da testimonianze dirette (mio fratello vive a Bologna) mi sembra che lì si stiano muovendo molto bene.
    Anche per la convocazione dei circoli, agli aderenti sabato è arrivata una mail che diceva:
    “Carissimi,
    vi invio l’invito alla consultazione tra gli aderenti ai Circoli del nostro Quartiere, al fine di raccogliere proposte di nuove candidature dai livelli
    territoriali di base, per le elezioni del prossimo aprile.

    L’incontro è previsto per lunedì 25 febbraio 2008, ore 21.00, presso la Sala Conferenze del Baraccano - Quartiere S. Stefano - Via S. Stefano n. 119.

    Mi scuso per lo scarsissimo preavviso, ma come capirete la vicinanza delle elezioni impone decisioni di incontri anche a breve termine.

    Spero di vedervi numerosi.

    Un caro saluto,
    Giulia Bonafè

    - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
    Segretaria Circolo Colli del PD
    Quartiere Santo Stefano”

    In allegato una lettera di quasi 2 pagine in cui si riportava un riassunto del regolamento per la presentazione delle candidature, il link per scaricarsi la versione completa e la spiegazione dei tempi stretti.
    In quel caso è stata organizzata una riunione comune dei circoli Colli, Galvani e Murri del quartiere Santo Stefano.

    Vorrei porre, anche questa volta, una questione di metodo:
    non conosco bene le modalità organizzative del coordinamento di Forlì e quindi non posso esprimere giudizi su come stanno lavorando e se certi passaggi un po’ bruschi siano dovuti solo a mancanza di tempo e di mezzi oppure no.
    Io da sempre sostengo che, in tutti gli ambiti, il lavoro di squadra e la diffusione delle informazioni siano strumenti che incrementano la qualità del lavoro, che premiano coloro che lavorano bene e che arricchiscono tutta la comunità.
    In questa fase così concitata quindi prendere esempio da chi sta lavorando bene e sta ottenendo risultati può solo portare vantaggi per tutti: siamo in tanti e se ognuno di noi mette a disposizione un po’ di mezzi e di tempo possiamo ottenere grandi risultati.
    E’ quindi un peccato disperdere forze e risorse che più volte sono state rese disponibili.
    E in questo momento perdere anche solo pochi giorni può essere veramente rischioso e compromettere la buona riuscita di questa faticosa campagna elettorale.

  3. Giancarlo Romanini 28 febbraio 2008 09:17

    Allego la mail che ho scritto a Castagnoli.

    “Senza elencare i contenuti del Manifesto dei Valori e dello Statuto a proposito di trasparenza e diffusione delle informazioni relative al partito e alle sue varie componenti, dai circoli alle assemblee, è mai possibile che il sito del PD forlivese sia ancora vuoto?
    Cosa si aspetta?
    All’incotro con Vassallo si è parlato della pubblicazione delle liste uscite dal coordinamento territoriale a Bologna e altrove.
    Cosa si aspetta?
    C’è bisogno di aiuto pratico per organizzare il sito ed inserire i contenuti?
    Io non sono un informatico ma uno straccio di sito lo so mettere su…….
    Perché non c’è un piano organico per dotare ogni circolo di un sito?
    Mancano pure le cose più semplici: l’elenco dei circoli, il loro perimetro cittadino, i recapiti dei segretari, ecc. ecc.
    Sabato saremo in piazza per spiegare alla gente la diversità e la novità del PD, partito aperto alla partecipazione di tutti, ma gli spazi sono gli stessi di prima: sedi di partito e qualche oscura segreteria che, come le società finanziarie di copertura, sono poco più che una targhetta e un indirizzo da qualche parte.”

    Credo che una raccolta di firme o anche solo un invio massiccio di mail, potrebbero dare forza alla richiesta.
    Ancora meglio se si riesce a fare un passo ufficiale.

  4. Maria Teresa Vaccari 28 febbraio 2008 09:29

    Seguendo il consiglio di Giancarlo ho inviato direttamente il contenuto del mio precedente intervento a Castagnoli e p.c. al segretario Mazzani del Circolo Resistenza.

  5. Carlo Giunchi 28 febbraio 2008 11:22

    I risultati della consultazione devono essere pubblici.
    Una scelta contraria metterebbe in discussione radicalmente il rapporto di fiducia che è stato alla base dell’elezione del segretario provinciale.
    In tal caso quale membro dell’assemblea territoriale sollecito una raccolta di firme per l’autoconvocazione di tale organismo a norma di regolamento.

  6. Chiara Mazza 28 febbraio 2008 11:43

    Concordo pienamente con quanto scritto da Maria Teresa e da Giancarlo. Alcune considerazioni: 1) mancanza di criteri condivisi per la proposta di candidature. Utilissima la riunione del circolo, io sono di Ca’Ossi, come momento di confronto, di dibattito; ognuno ha motivato i nomi proposti, i più vari, tutte persone su cui non avevo nulla da eccepire, se non su qualcuno che rispecchiava la vecchia politica. Ma con quale criterio? La conoscenza personale, il nuovo, l’impegno sociale, la possibilità di raccogliere più voti possibili perchè persone note, o meglio scegliere la professionalità?? Credo che l’assemblea provinciale potesse essere una buona sede per confrontarsi su questi criteri.. mi direte che non era la sede giusta, ma io la considero una occasione mancata.
    2)assenza di informazioni relative alla fase successiva, dopo le proposte avanzate dai circoli attraverso i verbali. Ora chi sceglie chi? In base, di nuovo, a quali criteri? Quantitativi-numerici, ovvero i più nominati, o in base a criteri qualitativi? Credo che vi siano da fare riflessioni sia sulla tanto decantata trasparenza dei procedimenti, finora direi poco chiari (ma non siamo maliziosi e consideriamo pure i tempi ristretti e convulsi), sia sulla mancanza di comunicazione (il sito è “aggiornato” al 19 febbraio!?) .
    3)necessità di essere aggiornati e informsti tutti, simultaneamente, su quanto succede nel PD forlivese. Questo forum è un formidabile strumento di irradiamento, di passaparola di notizie e di info, ma, mi chiedo, e chi non lo legge, non lo conosce? Quali informazioni riceve dalla nosta segreteria?

    Vassallo ieri sera ha espresso una posizione molto chiara sulle correnti, che non devono essere precostituite, ma che possono, ed è naturale che nascano, come aggregazione libera rispetto ad una presa di posizione comune su determinati problemi.
    A conclusione, invoco anch’io che vengano attivati tutti gli strumenti idonei, a partire dal sito, affinchè non si creino correnti, o presunte tali, e, quindi, divisioni, tra chi è aggiornato sulla vita del PD locale e chi no. Anche questa è democrazia.

  7. Simone Morgagni 28 febbraio 2008 13:44

    Noi a suo tempo proponemmo un progetto complessivo di comunicazione online (alfabetizzazione informatica, comunicazione globale e locale, online e offline) per il PD locale, ma se ne son perse le tracce e nel frattempo è stato commissionato ad altri quello che è divenuto il sito del pd forlivese…

    Comunquesia, nel limite delle nostre possibilità, possiamo ospitare qui tutte le informazioni che i lettori ci faranno giungere (segretari di circolo, indirizzi, iniziative e via dicendo). Abbiamo già una pagina per questo, basterà aggiornarla ed arricchirla.

    Invito quindi tutti quanti a scriverci, inviandoci i dati e le informazioni riguardanti il proprio circolo territoriale in maniera tale da dare a tutti la possibilità di accedere all’informazione.

  8. Chiara Mazza 28 febbraio 2008 14:44

    Molto interessante ed utile il progetto; penso che sarebbe proprio il caso di riproporlo a chi di dovere, forti anche del successo di questo forum.
    Scusate l’ermetismo del mio intervento precedente.

  9. Maria Teresa Vaccari 28 febbraio 2008 17:14

    Riporto la risposta inviatami da Alessandro Castagnoli

    “Gentile Maria Teresa,
    proprio oggi abbiamo dato mandato a chi si occupa del sito di mettere tutto on line al più presto (forse già domani).
    Ogni Circolo avrà una sua sezione da alimentare in modo autonomo, nella quale ovviamente potrà inserire materiale, news, foto, etc.
    Non appena avrò tutte le indicazioni per fare questa operazione, sarà mia premura comunicarle a te e a tutti i referenti dei Circoli.

    Cordialmente, Alessandro.”

  10. Chiara Mazza 28 febbraio 2008 19:51

    Dal sito Romagnaoggi:

    “Elezioni, il Pd forlivese gela Pedulli: ”Serve discontinuità”

    FORLI’ - “Discontinuità rispetto al passato”. Così la segreteria del Partito democratico forlivese commenta l’esito della consultazione nei circoli sui rappresentanti locali nelle liste regionali del Pd alle elezioni del 13-14 aprile. Dunque, traducendo dal politichese, Giuliano Pedulli non incassa la conferma e deputato. In lizza per la successione tre donne (Ariana Bocchini, Maria Maltoni, Liviana Zanetti) e tre uomini (Roberto Balzani, Thomas Casadei e Alessandro Castagnoli).

    “Gran parte delle assemblee ha espresso valutazioni sul parlamentare uscente, Giuliano Pedulli – viene spiegato dalla segreteria – pur rilevando la difficoltà nel poter esprimere giudizi di merito stante il breve periodo di legislatura. In linea di massima, pur apprezzandosi la sua presenza ed attenzione ai problemi del territorio, è stata dai più sottolineata l’esigenza di una discontinuità rispetto al passato”.

    Come spiega Alessandro Castagnoli, neo segretario del Partito democratico forlivese, “la consultazione della base doveva esprimere una eventuale valutazione sui parlamentari uscenti e raccogliere indicazioni su possibili proposte di candidati”. Proposte che però devono tenere conto delle “caratteristiche individuate dal segretario regionale Salvatore Caronna, cioè candidati non localistici, giovani, donne, della società civile e che rispecchino il pluralismo”.

    Venendo alle proposte emerse dalle consultazioni sul territorio, sei sono i nomi più gettonati. “I nomi che hanno trovato riscontro in un ampio numero di assemblee di circolo – spiega la segreteria – sono, in ordine alfabetico, fra le donne Ariana Bocchini, Maria Maltoni, Liviana Zanetti; fra gli uomini Roberto Balzani, Thomas Casadei, Alessandro Castagnoli”.

    Ora la parola passa al segretario regionale Caronna, che dovrà decidere quali di questi nomi inserire nelle liste regionali per Camera e Senato, oppure potrebbe anche decidere di confermare la presenza di Giuliano Pedulli. Ipotesi quest’ultima che appare remota, vista l’indicazione emersa dai circoli e le dichiarazioni della segreteria del Pd forlivese.

    Pedulli era stato eletto deputato nel 2006 nella lista dell’Ulivo, dopo la sconfitta alle elezioni regionali del 2005, quando nel collegio provinciale venne battuto dai cesenati Paolo Lucchi e Damiano Zoffoli.

    La ‘nomination’ per il parlamento di Pedulli, che nel 2006 era segretario della Federazione Ds di Forlì, emerse dopo una sorta di ‘primaria’ con Tiziano Alessandrini, direttore di Cna Forlì-Cesena, e non senza lasciare polemiche all’interno del partito. Qualora dovesse tramontare l’ipotesi di una sua conferma da deputato, Pedulli manterrà l’impegno politico di consigliere provinciale del Pd, ruolo che ricopre sin dalle elezioni amministrative del 2004.”

  11. Max Zoli 29 febbraio 2008 00:42

    Cambiamento e rinnovamento, parole che se non saranno accompagnate da uno slancio deciso verso un modo diverso si vedere la politica, cadranno nel vuoto.
    Dobbiamo cogliere a livello locale la spinta di rinnovamneto che proviene dall’ambito nazionale, senza timori, senza se e senza ma.

    http://lalunaeifalo.wordpress.com/

  12. riccardovitali 29 febbraio 2008 12:45

    Poichè credo che cambiamento e rinnovamento siano concetti importanti ma anche la logica debba seguire un percorso lineare non capisco questa fase.
    Si tromba Pedulli (dodicimila preferenze a consigliere regionale e primarie vinte per il ruolo da parlamentare ) per esigenze non dipendenti dal lavoro svolto e si propone una rosa di nominativi che i (pochi) partecipanti a delle riunioni convocate in fretta e furia (con meccanismi che ancora non comprendo visto che per il mio circolo a molti non è arrivato l’invito) hanno proposto spesso con metodi già correntizi.
    Se questo è il rinnovamento e se queste sono le regole di un partito nuovo sono orgoglioso di sentirmi molto vecchio (tra l’altro alle primarie per il candidato Ds ho votato Alessandrini, pensa te)

  13. ricbacchi 29 febbraio 2008 14:12

    c’è stato un tempo in cui larga parte di cittadini, giovani e meno giovani desiderava e auspicava “cambiamento e rinnovamento” ma non trovava un partito pronto a dare voce e attuazione a queste istanze…molti ne hanno sofferto, molti si sono battuti, altri gle l’hanno “data su”, molti hanno abbandonato la militanza, l’emorragia nel partito è stata pesante…speriamo che venga il tempo in cui nel partito nuovo provino quel disagio quelli che adesso “si sentono orgogliosi di essere vecchi”, che auspicano “un percorso lineare (?)”, che si ritrovano nei metodi fino ad ora adottati; speriamo siano molto pochi e che l’emorragia si fermi e ritorni entusismo, partecipazione e fiducia, come emerso fino ad ora.
    Speriamo che lla fiducia sia ben riposta.
    Non sono sicuro che sia stato già deciso dai vertici nazionali e regionali (sono loro che decideranno) che il parlamentare uscente non sarà ricandidato. so comunque che è stato chiesto di esprimersi e di indicare figure che avessero determinati requisiti per rappresentare il paese (fatto di donne, di competenze, di forze nuove e non solo anagraficamente) e il nostro territorio ne ha espresse in buon numero e sinceramente varie e valide per aspetti diversi, con il solo metodo possibile: alzare la mano in assemblea e indicare uno o più nomi di gradimento. Una volta non si faceva.

  14. riccardovitali 29 febbraio 2008 15:25

    Guarda che per me puoi farneticare fin che ti pare ma un percorso lineare in politica significa che hai delle idee ti presenti agli elettori vieni votato per la persona che sei o per le idee che hai espresso e rappresenti chi ti ha votato.
    Semplice.
    Nessuno della rosa di nomi è mai stato sottoposto al consenso di nessuno o ha mai chiesto di essere valutato per idee o argomentazioni.
    Sono nomi usciti da riunioni in cui molti non sono stati convocati, in cui molti hanno proposto il vicino di sedia per essere successivamente da lori proposti, ed alle quali molti altri non hanno ritenuto di partecipare (per le tesi espresse giorni fa dal Sig.Baldi).
    Per completezza di informazione io non sono stato invitato pur avendone diritto, ma mi sarebbe piaciuto vedere che in un paese come Forlimpopoli (il mio) c’erano addirittura una ventina di candidature di aspiranti parlamentari (e poi dicono che nessuno cerca più il posto fisso).

  15. LUKA 29 febbraio 2008 16:15

    sono molto d’accordo con riki bacchi e un po’ meno con riccardo vitali. Innanzi tutto mi scuso con riccardo per il fatto che per le ultime riunioni non sia pervenuto alcun invito. Nella distribuzione dei nominativi mi sono accordo che il suo nome e quello della sua compagna non avendo alcun cellulare non erano inseriti in alcun elenco di invio automatico.Chiedo venia e prometto che da oggi gli avvisi arriveranno puntuali. Ciononostante mi sembra riduttivo snobbare le consultazioni effettuate perchè in realtà è stata la prima volta che la base è stata chiamata ad esprimersi. Tutti noi avremmo voluto le primarie ma i tempi tecnici non lo permettevano. Forse molto più discutbile è il modo adottato dal segretario per evincere una rosa di nomi. Il regolamento disponeva che il segretario decidesse in perfetta solitudine ma forse lo stesso Castagnoli avrebbe potuto, in deroga al regolamento e a garanzia delle sue scelte, aprire i famosi verbali insieme all’esecutivo, tanto più sapendo che nella rosa dei nomi sarebbe apparso anche il suo!!!
    Per quel che riguarda Pedulli mi sembrano importanti alcune cose: 1) Le primarie che l’hanno consacrato l’altra volta erano dei DS, cioè una componente, seppure importante, del Partito Democratico ma riduttiva e non paragonabile alla realtà dell’attuale partito 2)Pedulli nonostante l’appoggio incondizionato e il grandissimo lavoro di squadra di tutto il partito ha raccolto SOLO 11000 preferenze e questo è un segnale indiscusso che il gradimento nel territorio non era già allora così evidente. 3) Oggi il regolamento che Veltroni ci ha trasmesso per individuare il profilo del candidato è lontano anni luce dalla figura di Pedulli; si parla di giovane , di donna , di persona che non usa la politica come professione principale. Nessuno puo’ giudicare Pedulli come parlamentare in 20 mesi ma il vento di rinnovamento e di novità che ha scombinato l’arena politica chiede un segnale chiarissimo che vada in quel senso e una ricandidatura di Pedulli purtroppo non lo è.

  16. LUKA 29 febbraio 2008 16:16

    scusate il nome ma ho avuto problemi con la password comunque sono gianluca monti nessun mistero!!!

  17. LUKA 29 febbraio 2008 16:26

    caro riccardo nessuno a forlimpopoli si è candidato spontaneamente e visto che non eri presente per colpa mia mi scuso di non averti informato sull’accaduto. Le proposte dei nominativi sono uscite dell’assemblea e sono state appena sei: quattro donne e due uomini, tra l’altro due di questi nomi risultano anche nella rosa consegnata a Caronna. Nessuno cerca il posto fisso perche’, almeno per i sei di forlimpopoli, si guadagna il pane con un altro lavoro!!! Scusa ma è solo per completezza di informazione. Quanto sia servito farli questi nomi è un dibattito più profondo e anche io posso concordare in parte con quanto espresso da Baldi.

  18. riccardovitali 29 febbraio 2008 18:41

    Il mio riferimento a Pedulli era chiaramente un richiamo al concetto espresso giorni fa sui meccanismi del consenso.
    Cosa chiede un territorio al parlamentare di riferimento ? Che sia donna, giovane, che abbia un mestiere diverso dalla politica?
    O che lo rappresenti al meglio conoscendone le complessità?
    Se il candidato Pedulli non andava bene perchè non aveva raggiunto un risultato soddisfacente (io che ai DS andavo ricordo che si parlava di un grande risultato il raggiungimento di 8000 preferenze, poi il senno di poi modifica anche i ricordi) si potevano considerare più degni i candidati che meglio di lui hanno fatto.
    La rosa di nomi di cui non discuto personalmente perchè nulla ho in contrario difetta secondo me di un elemento primario, non è mai stata sottoposta al voto di preferenza degli elettori, non ci sono termini di valutazione dei rispettivi componenti sul grado di rappresentatività del territorio.
    Ad avvalorare questa tesi se non ho male interpretato gli interventi precedenti anche il pensiero del Sig.Baldi che lamenta che in lista vengono fatte candidature mediatiche (ed a mio avviso questa lo sarebbe) e quello della Sig.ra Alessandri che parla di legami con il territorio.
    Se poi questi legami sono solo anagrafici mi sembra un concetto sbagliato.
    Allora chiedo in maniera più semplice : quali sono le valutazioni che hanno portato gli elettori a candidare quelle sei persone? Sono rappresentative del territorio ? Come intendono risolverne le problematicità? Sono, secondo i criteri del Sig.Baldi, candidature che aumentano la capacità di consenso o la restringono?

    Un’ultima riflessione su Forlimpopoli.
    A me il rapporto abitante/aspirante parlamentare pare un pò forzato. Tredicimila abitanti e sei candidature. Sono l’unico che non si sente all’altezza di un impegno così gravoso e così complesso? Sono l’unico che crede che per svolgere al meglio quel lavoro serva necessariamente una competenza che forse non tutti hanno?
    Se mi sbaglio felice di farlo.

  19. LUKA 1 marzo 2008 08:49

    non mi permetto di discutere le dichiarazioni di allora dei ds dei quali non ho mai fatto parte ; certo è che Pedulli dopo una sonora sconfitta nel regionale ha raccolto molto meno consensi di quelli sperati(e non è il senno di poi ma già allora si diceva!). Inoltre continui a definire candidati i nomi di forlimpopoli. Ribadisco che il candidato è colui che sara nominato dal consiglio nazionale dopo la dovuta selezione di bologna e roma. Allora e sono allora avremo dei candidati che ci spiegheranno e ci illustreranno i loro programmi. Quale era il nostro compito? Segnalare al Sig. Castagnoli che esisono delle disponibilità in persone che a pelle, per il modo di approccio al nuovo partito, per la loro storia personale, per il consenso che riscuotono non solo a Forlimpopoli (non si parla di compagni di banco!!) per la loro attività professionale fuori dalla politica , possiono essere un valore aggiunto per il Partito Democratico. Quasi sicuramente nessuno dei sei sarà nominato dal nazionale, però esiste una segnalazione di gradimento che non deve essere dimenticata perchè è comunque e sempre un segnale della base. Sarebbe piaciuto a tutti ritrovarci in un tendone con tutti i 37 circoli e ascoltare le dieci o venti proposte e poi scegliere in base al gradimento, ma non c era fisicamente il tempo e il modo per farlo e sminuire o ridicolizzare la scelta di alcuni cittadini che con grande diligenza e coraggio hanno alzato la mano un po’ increduli e hanno detto io vorrei….non mi sembra molto democratico. Mi parli di competenze, di capacità,di complessità dell’incarico io penso invece che sia ora di smetterla con questa distanza tra il mondo della politica e la società civile penso anche, e molte indagini ce l’hanno dimostrato, che purtroppo la stragrande maggioranza delle persone che siedono in Parlamento difficilmente siano in grado di scriversi un discorso, o conoscano in maniera almeno sufficiente la storia d’Italia e siano lì per altri motivi che tutti conosciamo.

  20. riccardovitali 1 marzo 2008 15:02

    L’ultima riflessione postala sul sito di Beppe Grillo diventerai uno degli idoli del blog.
    Ignorare che per svolgere bene un lavoro come quello servano competenze è parlare di niente.

    Io ho fatto parte di un’esperienza politica che credo meriti rispetto, nessuno mi ha mai impedito di parlare e le scelte sono sempre state sottoposte a votazione (con metodi a volte discutibili che però si usano ancora oggi e non solo dalle componenti “vecchie”).Il partito a cui fai riferimento non è mai esistito, dire che questa è più democrazia dell’altra è un’assurdità (con che cognizione di causa poi visto che non ne hai fatto parte).

  21. LUKA 2 marzo 2008 12:27

    mom è mio intenzione diventare l’idolo di nessuno e non mi voglio assolutamente permettere di individuare la Democrazia con la lettera maiuscola facevo solo considerazioni, forse troppo spicciole, ma legate a tue osservazioni che derivavano dalla non conscenza dei fatti. La prima regola è informarsi prima di parlare, non sono mai stato un DS iscritto ma ho partecipato da più di cinque anni all’attività essendo stato presentato come indipendente proprio dai DS al Consiglio Comunale di Forlimpopoli. Nessuno critica o vuole insegnare ,ognuno spende di se ciò che può. Scusa se con il mio pensiero ho leso qualche tuo principio, ma non era mia volontà.

  22. Alessandro Pilotti 4 marzo 2008 21:00

    Buona notte amara

    Scritto da Nando dalla Chiesa
    Tuesday 04 March 2008
    Alla mezzanotte tra lunedì e martedì è definitivamente ufficiale. Sono stato escluso dalle liste per il nuovo parlamento. La deroga non mi è stata concessa (chi vuole si informi su coloro a cui è stata concessa; e chi vuole si rilegga sul post di una decina di giorni fa i motivi per cui l’avevo chiesta…). Non so se, come ipotizzava una gentile blogghista, l’abbiano fatto perché “sono tutti pazzi”. So che l’hanno fatto. Mentre non so se l’avrebbero fatto se ci fossero state le preferenze. Così si conclude un ciclo di impegno nelle istituzioni in cui mi sono dato senza risparmio. E’ notte e, desiderando evitare ipocrisie, ammetto di essere amareggiato. A domani. Buona notte a tutti.

  23. Alessandro Pilotti 4 marzo 2008 21:06

    In un parlamento in cui Fioroni candida la sua segretaria in posizione sicura, Franceschini il suo addetto stampa in posizione sicura, Prodi il suo portavoce e la sua addetta stampa in posizione sicura sono fuori Lumia, fuori Dalla Chiesa.
    Io dico NO al PD dei portaborse. Meglio quei funzionari tanto bistrattati che arrivano in parlamento dopo trent’anni di gavetta.

  24. Carlo Giunchi 9 marzo 2008 13:35

    La tua stagione e il pluralismo in rete.

    Ritengo che questo blog debba essere uno spazio libero. Anzi direi di più: credo che il pregio della sua esistenza derivi soprattutto da questo, nonché dalla sua capacità di essere un contenitore pluralista.
    In questo senso la qualità degli interventi, e la loro stessa correttezza formale, non può che essere affidata agli autori, che non vanno intesi come dei “portavoce” di un organismo strutturato e coerente, ma piuttosto come “recettori” di opinioni e di tensioni presenti nella società, e come tali diverse e a volte anche contraddittorie.
    Sbaglia dunque chi legge i commenti del blog, sia esso giornalista o semplice e apprezzabile curioso, per cercare di capire le posizioni de “La tua stagione”; fa molto bene invece se il suo obiettivo è cogliere il dilagare di un pronunciamento democratico che viene dal basso, oppure misurare la complessità e l’originalità degli approcci alla politica, o interpretare la prevalenza di alcuni temi nelle aspettative del popolo democratico.
    Comunque, anche se ciascuno è portavoce di se stesso, uno stile nella comunicazione è auspicabile, e bisogna evitare assolutamente di confondere la critica politica con i personalismi.
    E ciò naturalmente senza cadere nell’errore di evitare sempre ed in ogni caso di misurarsi con la qualità delle persone, soprattutto quando queste si sottopongono volontariamente al giudizio pubblico degli elettori, o comunque scelgono di assumere una funzione istituzionale pubblica, della quale inevitabilmente accettano di rendere conto.
    Ciò che è difficilmente condivisibile invece, in termini culturali, è che un giudizio di merito, su qualunque problema, non sia degno di essere valutato a prescindere dalla biografia di chi lo ha espresso. Troppo spesso infatti si scivola nel più banale dei ragionamenti che induce a chiederci i pregi o i difetti di chi ci manda un messaggio, prima di chiederci quali pregi e difetti ha quel certo messaggio. A tutti noi, chi più e chi meno, capita per esempio di provare un certo disagio, quando leggiamo o sentiamo qualcosa di cui non conosciamo l’autore, con un atteggiamento di evidente diffidenza, che rivela però in realtà una scarsa autostima della nostra capacità interpretativa.
    Ciò detto però, credo che sia giusto e maturo porre il problema della gestione di quella parte del sito che ha la funzione di presentare temi e giudizi largamente condivisi da parte di quell’area di persone che si sono progressivamente aggregate, pur in forme molto libere e leggere, prima attorno alla lista delle primarie, poi all’espressione di candidature per gli organi del partito e ultimamente per l’orientamento delle consultazioni per le candidature alle elezioni politiche, e che, pur rappresentando una vastissima pluralità di provenienze e di orientamenti, stanno costruendo, soprattutto sul terreno della “qualità della politica”, una visione comune, concepita come opportunità messa a disposizione della crescita complessiva del PD.
    Da questo punto di vista credo che la prima cosa da fare sia respingere il ricatto di chi vorrebbe ghettizzarci disegnandoci come una banale corrente, con l’evidente tentativo di renderci il capro espiatorio della sua incapacità di imporre la propria sopravvivenza, non tanto di corrente, quanto di vero e proprio sistema di potere.
    Non possiamo sentirci intimiditi nel presentare la nostra aggregazione, del tutto nuova e proiettata nel futuro, quando ci troviamo di fronte al riconoscimento, in modo quasi ufficiale, di non so quante altre componenti del partito, legittimate non dal futuro, ma dal loro passato.
    Non dobbiamo sentirci elemento di divisione, perché non lo siamo, se non altro perché il nostro modo di fare politica non solo è altra cosa dal perseguire nel PD divisioni “verticali”, ma anche perché abbiamo una grande attenzione, francamente non molto comune, per contrastare anche le divisioni “orizzontali”.
    Tutti oggi, da Veltroni a Castagnoli, si sbracciano per difendere il pluralismo interno al partito, cosa sacrosanta che però deve essere una condizione pratica oltre che un’affermazione teorica.
    Carlo Giunchi

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