E il tuo circolo, chi voleva?
Finalmente il sito Internet del pd forlivese ha preso vita, pur se già un po’ datato per la sua impostazione verrebbe forse da pensare. Ad ogni modo lo trovate qui
Ieri sera invece, su Romagnaoggi.it è stato pubblicato un articolo presentante, finalmente, i nomi impostisi all’interno delle consultazione dei circoli territoriali. Lo trovate qui
In più, non trovando da nessuna parte la liste completa delle personalità espresse dai differenti circoli, proviamo a lanciare un appello in pieno stile di democrazia delle reti per avere il quadro completo.
Il tuo circolo, chi ha proposto?
Lascia qui sotto un commento indicando i nominativi e il circolo in cui essi sono stati espressi. Saranno inclusi all’interno di questo post che verrà aggiornato.
Se tutti quanti porteranno i loro singoli risultati potremmo avere gli stessi dati in brevissimo tempo. Vediamo cosa riusciamo ad ottenere….
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Circolo Centro Storico, 25/02/2008, dai miei appunti (Siboni ha comunque assicurato di dare copia del verbale nel corso della prossima riunione):
Marina Flamigni xxxxx
Tatiana Gentilini xxxx
Thomas Casadei xxxx
Raoul Mosconi xxxxx
Simona Zuccherelli xx
Maria Maltoni xxx
Elisa Massa x
Marco di Maio xx
Franco Rusticali xxxx
Arianna Bocchini xxxx
Liviana Zanetti xxxxx
Pedulli xxx
Roberto Balzani xxxxxx
Siboni xxx
Alessandro Castagnoli x
Ho indicato le segnalazioni esplicite, così come le ho colte io, anche se nei commenti si diceva spesso: mi vanno bene tutti quelli che ha detto questo o quello, per cui non è facile contare.
La valutazione preponderante è quella della invalutabilità di Pedulli, comunque non conforme al “profilo” richiesto, e largo ai nuovi.
L’articolo di Repubblica Bologna di oggi non mette comunque nessun “forlivese” nei trenta con possibilità di elezione.
Tanto rumore per nulla?
E il sito del PD Forlì contiene le stesse cose di prima, seppure impaginate diversamente.
Aspettiamo qualche giorno………
Riporto da DA “SestoPotere”
http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=200&Rid=154281
(2/3/2008 09:46) ELEZIONI, IL PD DELL’EMILIA-ROMAGNA CHIUDE LE LISTE: I NOMI DEI 25 ELETTI “SICURI” (14 DONNE), IL “CASO” FORLì
(Sesto Potere) - Bologna - 2 marzo 2008 - Era fissato per la mezzanotte di venerdì sera il limite massimo per presentare le liste dei candidati in Parlamento del Pd.
Per i collegi di Camera e Senato dell’Emilia-Romagna sono stati presentati 64 nominati, e di questi , circa la metà sono donne: su 32 posti ritenuti “sicuri” ( ma è più prudente la quota di 25: con 16 eletti a Montecitorio e 9 a Palazzo Madama ) in base alla legge elettorale almeno 13/14 - infatti - sono riservate alle “quote rosa”.
Il segretario regionale Salvatore Caronna, nella foto con Romano Prodi, incontrando i segretari delle nove province ha chiuso la partita e in queste ore si trova nella capitale per consegnare la lista a Walter Veltroni ed al vertice nazionale del partito che comunque si riserva la possibilità di indicare “candidati paracadutati” in ogni collegio.
Sono almeno quattro i posti in quota nazionale ancora da assegnare definitivamente sui quali l’esecutivo regionale del Pd ha chiesto a Veltroni di inserirne almeno due al
femminile: uno riservato ad un Ecodem, uno ad un esponente del Partito Radicale e due
lasciati alla scelta di Veltroni, tra i quali rientra già l’indicazione di Salvatore Vassallo.
In realtà, c’è ancorta margine per ulteriori colpi di scena, formalmente le liste dovevano essere presentate entro il 10 marzo.
Ma per ora c’è già una certezza: l’esecutivo regionale ed i segretari provinciali hanno votato quasi all’unanimità (con una sola astensione) determinata da alcune dinamiche
territoriali una rosa di nomi che comprende nomi sicuri: come Mariangela Bastico Bastico, Giuliano Barbolini, Ivano Miglioli , Manuela Ghizzoni , Elena Malaguti e l’economista Cecilia Guerra a Modena; Liviana Zanetti a Forlì (che prenderà il posto di Giuliano Pedulli); Sandro Brandolini a Cesena; Ermanno Vichi e l’assessore comunale alla Scuola Elisa Marchioni a Rimini (tramontata la candidatura di Giuseppe Chicchi ); Vidmer Mercatali e Gabriele Albonetti a Ravenna ; Donata Lenzi, Antonio La Forgia, Valter Vitali , Rita Ghedini, con l’ex segretario della Margherita Gianluca Benamati a Bologna dove sono ancora nella lista degli “insicuri” la bindiana Teresa Marzocchi, Marilena Fabbri e il consigliere comunale Sergio Lo Giudice, presidente nazionale onorario di Arcigay; Massimo Marchignoli ad Imola ; Ferrara non candiderà l’ex segretario regionale Ds Roberto Montanari, ma riconferma il numero due del Pd Dario Franceschini e apre le porte al sindaco di Copparo Maria Teresa Bertuzzi (con Maria Chiara Ronchi, Paolo Panizza e Patrizia Micae nella cosiddetta ’seconda fascia’ di probabilità ad essere eletti); Maino Marchi, Pier Luigi Castagnetti e Leana Pignedoli a Reggio Emilia (e Sara Iori, Anna Marzi e Gigliola Venturini nella cosiddetta ’seconda fascia’); Albertina Soliani e Carmen Motta correranno a Parma; l’assessore comunale al Bilancio Paola De Micheli, e l’ex Ds Maurizio Migliavacca a Piacenza.
Infine, è ancora aperta la questione dei capilista, con Pier Luigi Bersani, Sergio
Zavoli, Sandra Zampa e Giancarlo Sangalli indicati nel collegio emiliano-romagnolo.
Ancora aperta la questione del secondo candidato indicato dalla federazione di
Forlì del Pd, guidata da Alessandro Castagnoli, nei nominativi emersi nelle “mini primarie” svoltesi nei 37 circoli locali del Pd figurano, oltre a Liviana Zanetti, anche: Arianna Bocchini, Maria Maltoni, Roberto Balzani, Thomas Casadei, ed Alessandro Castagnoli.
Da molti mesi, e da ultimo nei giorni scorsi, La Tua Stagione viene tacciata di essere una corrente.
La Tua stagione non è nè una corrente , nè una componente, nè un’area nel senso tecnico del termine, ma un MOVIMENTO d’opinione organizzato interno al PD.
Non è una corrente perchè ci sono al proprio interno anime diverse (dai”liberal” come me ai cattolici progressisti come Raoul, ai socialisti progressisti come Thomas ai “cofferatiani” come Tatiana ecc.).
Non è una corrente perchè le riunioni sono pubbliche e aperte e chiunque può parteciparvi.
Non è una corrente perchè nonostante ciò che dicono molti non abbiamo proposto dei nomi secchi alle consultazioni del 24 e 25 scorso ma dei profili di almeno 6 persone che, a nostro avviso, rispondevano alle indicazioni fornite da Walter Veltroni: donne e uomini, imprenditori, operai impegnati sindacalmente, docenti universitari, dirigenti pubblici e dell’associazionismo economico.
Abbiamo proposto dei profili e dei nomi, in particolare quello di Maria Maltoni che ha riscosso un forte consenso fuori dal nostro MOVIMENTO, quindi nessuna logica di clan.
Questo non è il PCI o il PDS dove le correnti significavano l’anticamera di una scissione e nemmeno la DC dove le correnti erano fazioni di tipo clanico.
Chi dice che La tua Stagione è una corrente non vede che l’unica corrente a Forlì è quella riorganizzata l’1 e 2 settembre ad Assisi, la corrente di Quarta Fase, che fa capo al vicesegretario Franceschini e al viceministro Fioroni.
Uno corrente che ha ottenuto il 7% dei voti alla fondazione dei circoli del nostro territorio poco più di un mese fa e che con il 7% vuole prendersi tutto:
parlamentare, segretario del partito e tra un anno magari il sindaco, a dispetto delle migliaia di cittadini-elettori e militanti che tutti i giorni tirano la carretta.
Sono d’accordo con Alessandro Pilotti; è avvilente doverlo ancora ribadire: La Tua Stagione non è una corrente interna del Partito Democratico di Forlì. La Tua Stagione è un’incontro di persone molto diverse tra loro che hanno deciso di discutere di politica e di confrontarsi su tanti temi senza preclusioni. E’ l’incontro di tante persone che hanno sostenuto il progetto del partito nuovo di Veltroni e Caronna e che dopo il 14 di ottobre si sono date da fare per aiutare la nascita dei Circoli; che animano gli incontri e i dibattiti politici e colturali della nostre città; che stanno rimotivando tante persone alla politica; che stanno facendo campagna elettorale per il Partito Democratico per il 13 aprile.
Il fatto stesso che lo strumento scelto sia il blog avrà un senso. Il mezzo pubblico, la piazza elettronica che tutti possono ascoltare potrà mai essere una corrente?
Condivido anch’io il post di Alessandro. Non è una corrente. Nasce dall’esigenza di tanti democratici di aprire “nuovi luoghi” della politica, diversi da quelli riservati agli “addetti ai lavori”, dalla necessità di riportare al centro della politica i problemi della gente, ridisegnando regole nuove che consentano davvero la partecipazione e il confronto. A Forlì questa “onda energetica” (più forte che altrove – vedi il record di partecipazione per la costituzione dei circoli) si è manifestata a mio avviso anche grazie a questo blog!
Anche per chi come me partecipa all’attività del mio circolo (quello della Cervese) in modo attivo, questo blog è diventato un buon modo di capire anche gli altri amici che con pazienza e impegno fanno si che a Forlì sia tutto un pò più bello. Si stà iniziando veramente a gurdarci negli occhi e non più le punte dei piedi. Non ho aderito direttamente a La tua stagione, perchè credo appunto che si rischia troppo di essere etichettati come “corrente”, non da me comunque. Con qualche intervento mi piace partecipare a questa assemblea sempre aperta. Forse si pensava che vi fosse la necessità di una “corrente” che rompesse un pò le scatole per fare cambiare le cose, le persone e i modi di operare in politica. Io che sono nuovo, non avevo tessere di partito prima di questa avventura, posso assicurare che c’è veramente aria di novità e ormai per chi voleva difendere posizioni troppo conservatrici non c’è più alternativa se non seguire la voglia della gente di fare. Quindi meglio che ci sia questo spazio che non è la voce di una corrente e solo la trasposizione scritta del sentire comune di tanti democratici.
(www.lalunaeifalo.wordpress.com)
MA CHI OSA??!
Chi osa sostenere Veltroni per un Partito realmente Democratico, e poi calpestare fin da subito quel minimo di regole che ci siamo appena dati?
Chi osa convocare i Democratici in trentasette circoli per fare le consultazioni, e poi saltare a piedi pari l’esito trasmesso al regionale dal nostro Segratario territoriale?
Chi osa parlare di democrazia e regole, e poi estrarre dal cilindro nomi diversi concordati “altrove”?
Chi osa farsi beffe senza ritegno di tanti Democratici che alla “discontinuità” veltroniana ci stanno credendo davvero?
Chi osa riproporre antichi metodi che vogliamo veder superati, correndo il rischio di perdere la sfida che ci aspetta?
Chi osa presentarsi giovedì di fronte a Veltroni e raccontare sorridendo come siamo bravi?
Voglio sapere: chi osa??!
purtroppo Marina sappiamo bene CHI osa , quello che non vogliamo capire da tempo è che i puri e gli ingenui continuiamo ad essere noi che ci fidiamo ciecamente di una persona che da subito a molti non è apparsa in grado di sostenere il compito assunto. La figura un pò trasecolata e apparentemente ingenua del nostro segretario serve a chi guida DAVVERO i giochi a dare un senso di tranquillità e di apparente controllo alle persone che sperano in qualcosa di nuovo. Oggi alla luce dei fatti mi trovo perfettamente d accordo con quanto affermato da Pilotti in tempi non sospetti, e aggiungo che a noi “nuovi” democratici ci manca la capacità di capire che a volte è meglio perdere qualche battaglia e lasciare perdere certi giochetti creati ad arte per farci perdere di vista l’obiettivo finale. Adesso però bisogna fare capire che queste commedie devono finire , che le carte vanno scoperte tutte e fino in fondo e che se qualcuno gioca sporco scende dal treno e va a casa!! Il Partito Democratico spende anche la nostra faccia e il nostro nome ed è giusto che lo faccia in questo modo?
Hai centrato il problema, purtroppo! Io chiederei conto di tutto ciò in un incontro pubblico, in cui il segretario finalmente si confronti con i circoli. Credo che CHI OSA debba avere la faccia di farlo davanti a tutti coloro che si impegnano per cambiare e che si sentono parecchio presi in giro. è ora di farsi sentire.. Chi è e perchè il candidato di Modigliana???
Questo era il motivo per cui ritenevo di non partecipare alle consultazioni, non prestando il fianco a chi spettava l’ultima parola !!!
Ora capite il perchè della mia amarezza e del mio rifiuto a certi giochi ( consultazioni e nomination!!); per essere democratici davvero occorrono regole chiare e rispettate ,ed in tal caso non erano chiare sia le consultazioni , tanto è vero che ognuno ha verbalizzato ciò che ha ritenuto , le discussioni non sempre erano elevate e con poca partecipazione in alcune sedi, sia, peraltro ,alla fine , il rispetto di quanto emerso (se l’interpretazione era esatta), tanto è vero che si tiene conto sol di quel che più piace!!!!
Allora ,insisto , si faccia questo circolo on line sul territorio, dove tutto sia trasparente , denunciamo pubblicamente ciò che viola e tradisce le aspettative di tutti coloro che hanno votato alle primarie,e di ciò che Veltroni sta portando in giro con il pulman,è l’unico strumento efficace al momento, che va oltre i vari comunicati stampa di ogni provenienza !!
Ci vorrebbe, credo, un incontro pubblico auto-organizzato nel corso dei prossimi giorni.
Domani o dopodomani al massimo.
E chi ha preso decisioni si presenti e spieghi le motivazioni alla base del proprio elettorato.
O se preferisce non lo faccia e ne accetti le dovute conseguenze.
Intanto si prosegua sulla strada dell’innovazione, che potrebbe anche passare dall’idea di circolo online come ribadito da Patrizia, e su cui ovviamente, come già successo in passato, non si hanno mai novità.
Ricorda un po’ la scena del progetto di comunicazione proposto qualche mese fa e poi abbandonato per rivolgersi altrove e commissionare l’attuale pdforli.it
Nel frattempo vedo che questo è il commento nr. 1001 da quando abbiamo aperto questo spazio comune, a riprova del fatto che lo spazio per il dialogo e l’apertura si trova sempre, quando si vuole.
Scusate la veemenza del post “chi osa”!
E’ nata dalla lettura dei giornali di stamattina…. ma chi ha osato, a mio avviso, non è stato il nostro segretario.
La rosa dei nomi da lui presentati a bologna rappresentava in qualche modo l’esito della consultazione nei circoli.
Il nome di oggi non mi risulta in quella rosa!!
Marina, se sei veemente non moderare la veemenza rischia di non produrre gli effetti sperati.
Quello che tu chiami il nostro segretario e formalmente lo è, da quasi due mesi non riunisce l’Esecutivo e non si è preoccupato a differenza dell’ottimo Andrea De Maria di convocare neppure il Coordinamento Provinciale per ratificare le sue scelte.
La generosa Stefania Collini e così gli altri membri dell’Esecutivo per quanto ne so hanno appreso da Romagna Oggi della rosa dei nomi che il segretario ha fatto.
Io non posso certo essere considerato tradizionalmente sulle posizioni di Giuliano Pedulli, ma come dirigente politico non posso accettare come sia stato esposto ad una sorta di plotone di esecuzione da parte del segretario.
Il segretario autocandidandosi ha violato un “gentleman agreement”.
Per quanto mi riguarda ha osato eccome.
Tralascio la soddisfazione per il risultato delle consultazioni della scorsa settimana, nelle quali, nonostante una metodologia di rilevamento delle opinioni molto discutibile è certamente prevalso un orientamento che ha premiato la qualità delle nostre candidature, e nondimeno del nostro messaggio politico.
Non tralascio invece una valutazione sulla modestia politica, e forse anche di comportamento, di Castagnoli, il quale ha affrontato questa scadenza con tutto in mente, fuorché l’obiettivo di raccogliere effettivamente, anche dal punto di vista quantitativo, l’orientamento degli aderenti.
Essere una proposta di candidatura e al tempo stesso l’esaminatore delle proposte, non è solo un paradosso, è l’emblema di una politica che la maggioranza degli aderenti al PD non vuole più.
Ma oltre a ciò vi è il fatto che, nonostante la visibilità assicuratagli dalla recente nomina a segretario provinciale, nonostante l’evidente sostegno di buona parte della vecchia nomenclatura della margherita, ha ottenuto ben poco, classificandosi dopo Thomas Casadei e Roberto Balzani, dimostrando uno scarso livello di rappresentatività reale e inducendo a pensare che probabilmente nelle elezioni a segretario provinciale ha vinto solo grazie al fatto che era in competizione solo con se stesso.
Non solo, gettandosi nella “tenzone” in prima persona ha tradito quello spirito di equilibrio, col quale aveva detto di voler caratterizzare appunto il proprio ruolo di segretario (forse ha tradito anche qualche altro accordo).
Non so se tale comportamento è addebitabile più alla presunzione personale o allo scarsa coscienza delle trasformazioni in atto: certo è che il risultato è davvero misero.
A questo quadro aggiungo una certa insoddisfazione per come è stata sintetizzata la consultazione, evitando di mettere in risalto il diverso peso delle segnalazioni nell’ambito di essa.
Per quanto riguarda la presenza femminile infatti la candidatura è stata assegnata a Liviana Zanetti, nonostante essa sia stata segnalata meno di Maria Maltoni, prima classificata, e della stessa Ariana Bocchini, e nonostante fossero state registrate per lei le stesse segnalazioni di Tatiana Gentilini, giovane operaia, delegata Fiom, con un profilo impeccabile che non farebbe certo male in questa fase alla fisionomia del PD, o per lo meno sarebbe, almeno per me, più coerente di un profilo da insegnante prestata o, a quanto pare, regalata definitivamente alla politica.
Anche su questo mi soffermo.
Immagino infatti che ciò che ha indotto Caronna a privilegiare l’indicazione di una candidata meno segnalata di Maria, cioè Liviana Zanetti, sia il più volte citato criterio, anche nelle indicazioni nazionali, del “pluralismo”; o meglio, nel nostro caso, di una malintesa visione del pluralismo.
Mi spiego: Liviana Zanetti, al di là della sua simpatica spregiudicatezza, che la induce di volta in volta a farsi parte di qualche “particolare quota”, e dopo quasi dieci anni di incarico di assessore, è certamente espressione della vecchia area della margherita.
Dunque la scelta di Caronna di privilegiarla nella candidatura è stata, credo, motivata dall’idea di assicurare spazio alle diverse componenti originarie del partito, confondendo questo col pluralismo.
Cioè si è pensato che pluralismo significhi la vecchia storia del “uno a me ed uno a te” dovunque, non tenendo conto che il “te” ed il ”me” non può più essere meccanicamente fatto corrispondere ai vecchi partiti, né alle vecchie componenti. Perché in tal modo il risultato è quello che abbiamo tutti sotto gli occhi, cioè ingessare il partito negli schemi del passato, lottizzato e appiattito fra ex diessini affidabili, ex democristiani e, magari da noi, ex repubblicani, con buona pace di quanti si sono avvicinati al PD con percorsi indipendenti, o del tutto estranei all’impegno politico.
Al limite un equilibro delle componenti poteva avere un senso nell’ambito della parte di candidati di competenza nazionale, ma trasferirlo sulle candidature espresse dal territorio è stato un grave errore, perché chiamare gli aderenti a pronunciarsi per sovvertire poi il loro orientamento è davvero una cosa di basso profilo.
Se Caronna avesse davvero voluto tenere conto del pluralismo nel territorio non avrebbe dovuto fare riferimento a tali aree, ma paradossalmente andare a cercare i candidati proprio laddove rappresentavano una spinta all’innovazione, soprattutto in un ambito territoriale come il nostro, nel quale questa caratteristica ha coinciso molto chiaramente con le segnalazioni più esplicite.
Ma, come si sa, questo non è tutto: i giornali di oggi hanno annunciato la possibile candidatura alla camera per il nostro territorio di tale Jimmi Valentini da Modigliana, giovane. Riferiscono essere anche lui, come Maria Maltoni, un funzionario della CNA, ma di Ravenna.
Dopo un rapidissimo sondaggio risulta che nella consultazione è stato segnalato da un solo circolo, il suo.
Se qualcuno poteva dubitare che potesse esistere una così forte sfrontatezza del Segretario regionale nel mettersi sotto i piedi il risultato delle consultazioni, qui abbiamo la prova eclatante.
Così il quadro è completo: un segretario provinciale che seleziona la propria candidatura, che rimescola i risultati come un mazzo di carte, un segretario regionale che confonde le segnalazioni della margherita con quelle degli iscritti al suo partito, che inventa un candidato “fuorigioco”.
Per stare alla metafora di Marina Flamigni, mi pare che coloro che osano siano un bel gruppetto.
Mentre scrivo probabilmente le decisioni sono già state assunte e dunque credo che il tempo sia scaduto, ma la politica rimane, come il bisogno di trasparenza e chiarezza, come la scommessa su questo partito.
Su questo piano sarebbe opportuno che i protagonisti di tutto ciò si misurassero pubblicamente, magari in un’assemblea territoriale, o comunque in una sede qualificata.
E se chi ne ha il dovere politico e morale di convocarla non lo fa, l’unica strada è quella dell’autoconvocazione.
Speriamo che il segretario non ci costringa a fare anche questo.
In effetti il giovane Jimmi Valentini è stato messo al 22esimo posto alla Camera. Quindi ha ragionevoli possibilità di essere eletto. Curioso ma non tanto.
Che la dinamica della selezione delle candidature dovesse essere di un certo tipo era evidente. E forse non poteva essere altrimenti. Resta il fatto che non si fa un bel lavoro, non tanto e non solo per il PD ma soprattutto per la democrazia rappresentativa e il Parlamento, se esso viene “riempito” non sulla base delle capacità, delle competenze e della passione per la politica ma su altri criteri.
Credo, con grande franchezza, che se alcune cose non vengono aggiustate da subito, appena finita la campagna elettorale, difficilmente si potrannno aggiustare. E non importa come andranno le elezioni (che non dipenderanno certo dalle candidature avanzate ma da latri fattori) Un certo lavoro di chiarificazione dovrebbe essere definitivo.
A questo proposito mi permetto di sottolineare solo due elementi tra i tanti rilevanti:
a. sia sulla questione del segretario provinciale che sulla questione delle candidature, il forlivese è stato considerato in “quota” Margherita…..;
b. l’esito delle consultazioni dei circoli ha mostrato non tanto il non gradimento alla riconferma dell’on. Pedulli quanto, complessivamente, un giudizio fortemente negativo su quanto la classe dirigente dei DS locali ha fatto, anche a livello di selezione di se stessa, negli ultimi anni.
Forse mi sbaglio ma si tratta di due elementi da non sottovalutare….
posto da sesto potere
(3/3/2008 20:34) | ELEZIONI, ECCO LA LISTA DEI CANDIDATI DEL PD EMILIA-ROMAGNA, I NOMI DELL’AREA FORLì-CESENA
(Sesto Potere) - Bologna - 3 marzo 2008 - Presentata ufficialmente la lista dei 64 candidati del Pd Emilia-Romagna in Parlamento.
Confermate le indiscrezioni della vigilia e gran parte dei nominativi già pubblicati anche dalla nostra agenzia.
Alla Camera il capolista sarà il ministro uscente Pierluigi Bersani; seguito dal numero due del Pd Dario Franceschini e dalla deputata uscente Donata Lenzi; seguiti da: Maurizio Migliavacca, Pierluigi Castagnetti; Carmen Motta; Ivano Miglioli; Salvatore Vassallo; Maino Marchi; dalla giornalista Sandra Zampa; dal sindaco di Imola
Massimo Marchignoli; dal deputato Antonio La Forgia; dal dirgente Arpa Alessandro Bratti; da Gabriele Albonetti; dal deputato radicale Marco Beltrandi; dalla giornalista Elisa Marchioni; dal deputato cesenate Sandro Brandolini; dalla deputata Emanuela Ghizzoni; da Gianluca Benamati e Paola De Micheli. Seguono a “fondo lista”: il sindaco di
Sasso Marconi Marilena Fabbri; il consigliere di Modigliana (Fc) Jimmy Valentini; la docente universitaria Silvia Giannini; il deputato Luca Marcora; l’insegnante Elena Malaguti; l’operatrice sociale di Bologna Maria Teresa Marzocchi; l’avvocato Matrizia Micai; il metalmeccanico Giovanni Cossu; la consigliera comunale di Rimini Emma Petitti; la consultente di politiche comunitarie Chiara Manicardi; l’assessore di Bagno di
Romagna (Fc) Sara Monti; consigliere comunale a Bologna Giovanni Mazzanti; l’ operatore sociale Fabio Pazzaglia; l’imprenditrice Maria Chiara Ronchi; l’operaia
Carmen Ramponi; la vicesindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni; la ricercatrice Chiara Bologna; l’ assessore comunale a Ravenna Lisa Dradi; il giornalista Raymond Dassi e l’ assessore provinciale di Modena Palma Costi.
Al Senato la capolista sarà Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato e candidata alla presidenza della Sicilia. Seguita dal segretario nazionale Cna e presidente della Camera di commercio di Bologna, Giancarlo Sangalli; dal giornalista Sergio Zavoli; dal viceministro all’Istruzione Mariangela Bastico; dall’ex sindaco di Bologna e senatore uscente Walter Vitali; dalla presidente della coop Cadiai Rita Ghedini; dal sindaco di Copparo Maria Teresa Bertuzzi; dall’ex primo cittadino di Ravenna Widmer Mercatali; dall’esponente della commissione Agricoltura Ileana Pignedoli; dagli altri due senatori uscenti Giuliano Barbolini ed Albertina Soliani; dall’assessore comunale di Forlì Liviana Zanetti; dal dirigente sanitario Anna Maria Marzi; dall’assessore provinciale di Modena Stefano Vaccari; dal consigliere regionale ecodem Gian Luca Borghi; dalla responsabile del centro famiglie del Comune di Forlì Nadia Bertozzi; dall’insegnante Gigliola Venturini; dal consigliere provinciale di Rimini Lino Gobbi; dal consigliere provinciale di Ferrara Paolo Panizza; dal consigliere comunale di Rimini Maria Iole Pelliccioni e dal sindaco di Sogliano Enzo Baldazzi.
Riporto la mail che oggi pomeriggio ho inviato al Segretario Territoriale, Comunale e del circolo Resistenza.
TRASPARENZA E RISPETTO DELLE REGOLE - CAPITOLO III
Buongiorno Alessandro, Elisa e Veris
mi sento in dovere di tornare ancora una volta sulla questione della trasparenza e del rispetto delle regole.
Le dimissioni da costituente nazionale di Fausto Baldi, eletto a ottobre nella lista “Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.” a sostegno di Veltroni e Caronna, e soprattutto le motivazioni portate (in sintesi cito “Il muro che si è creato tra prassi e teoria”), richiedono a mio avviso una profonda riflessione su ciò che sta accadendo nel Partito Democratico del nostro territorio in questi giorni.
Come ho già più volte ripetuto, i tempi stretti, le difficoltà organizzative di un partito che sta nascendo in una clima politico così turbolento, giustificano solo in parte la carenza di informazione e di trasparenza con cui si sta gestendo la preparazione alle prossime elezioni politiche.
Le modalità di svolgimento delle consultazioni presso i circoli e il ritardo, rispetto ad altre realtà a noi vicine, con cui sono stati resi pubblici i risultati delle stesse, sollevano da più parti dubbi e perplessità.
Anche oggi è uscita sugli organi di stampa (www.romagnaoggi.it) la notizia di un probabile nominativo che non appare tra i sei nomi comunicati solo 2 giorni prima e che sono stati indicati come quelli più segnalati dai circoli.
Continuano ad arrivare a noi che ci siamo resi disponibili a lavorare per questo progetto e a tutti coloro che ci stanno osservando dal di fuori con interesse, curiosità ma anche scetticismo, segnali troppo discordanti e contradditori.
In questi giorni ci stiamo giocando la credibilità dell’idea che sta alla base del Partito Democratico e che è formalizzato nell’articolo 1 dello Statuto, dove le parole “partecipazione”, “trasparenza”, “pluralismo”, “ricambio”, “pari opportunità”, “a tutti e a tutti livelli” ricorrono più e più volte.
Sulla cronoca di Bologna de “La Repubblica” di qualche giorno fa venivano riportati i dati degli iscritti in Emilia-Romagna: nonostante la lunga e consolidata tradizione di centro-sinistra siamo solo i terzi e le percentuali rispetto ai votanti del 14 ottobre rimangono piuttosto basse.
Anche questo è un dato che dovrebbe far riflettere.
Io condivido gran parte delle considerazioni fatte da Baldi (www.latuastagione.it) ma sono solo due mesi che mi sono dedicata a questo progetto e ritengo sia troppo presto per far prevalere la disillusione e il pessimismo, anche perchè so che ci sono molte altre persone che come me ancora credono che “si può fare”.
E vorrei esprimere il mio parere anche sulla polemica interna circa il ruolo de “La tua stagione”.
Io sono una principiante della materia, non so leggere i sottintesi tra le righe e non so se “La tua stagione” sia una corrente, un movimento o qualcos’altro.
Tutto quello che ho per esprimere le mie opinioni è la valutazione dei fatti.
Io, non avendo mai avuto contatti con la politica attiva fino a pochi mesi fa, ho potuto conoscere cosa si stava facendo a Forlì per la nascita del Partito Democratico proprio attraverso il blog http://www.latuastagione.it.
Dopo aver seguito da spettatore per qualche settimana gli interventi sul blog, ho cominciato a prendere contatti diretti e a partecipare alle riunioni (pubblicizzate attraverso il blog stesso).
Nessuno mi ha chiesto da dove venivo, nessuno ha filtrato o posizionato i miei interventi secondo criteri che non fossero il puro ordine cronologico di alzata di mano.
Hanno ascoltato ciò che avevo dire, le proposte che avevo da fare e hanno accolto con grande interesse la mia disponibilità a lavorare e il mio entusiasmo per questo progetto.
E al circolo Resistenza, dove sono stata eletta da “perfetta sconosciuta” anche come delegata comunale e territoriale, l’atmosfera che si vive è la stessa. E anche lì ci sono persone di età, esperienze e provenienze molto diverse: dai principianti come me ad ex-parlamentari, da ex-militanti che si sono riavvicinati a chi non si è mai allontanato dalla politica attiva.
Ma tutti parliamo, ci confrontiamo, interveniamo, proponiamo alla stessa maniera senza che nessuno salga in cattedra o si ritenga depositario di verità prefissate. Diversi di loro si sono voluti fermare fino a tardi per ascoltare il mio intervento notturno all’Assemblea territoriale.
Ma a volte ho la sensazione che man mano che si cresce di livello, questo spirito di partecipazione e collaborazione si indebolisca a discapito della salvaguardia di interessi che dovrebbe essere proprio ciò da cui ci vogliamo differenziare.
E come dice lo Statuto
- art.1, comma 6: “Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita democratica, e riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità, l’orientamento sessuale, l’origine etnica.”
- art1, comma 9: “Il Partito Democratico assicura un Sistema informativo per la partecipazione basato sulle tecnologie telematiche adeguato a favorire il dibattito interno e a far circolare rapidamente tutte le informazioni necessarie a tale scopo. Il Sistema informativo per la partecipazione consente ad elettori ed iscritti, tramite l’accesso alla rete internet, di essere informati, di partecipare al dibattito interno e di fare proposte. Il Partito rende liberamente accessibili per questa via tutte le informazioni sulla sua vita interna, ivi compreso il bilancio, e sulle riunioni e le deliberazioni degli organismi dirigenti. I dirigenti e gli eletti del Partito sono tenuti a rendere pubbliche le proprie attività attraverso il Sistema informativo per la partecipazione.”
- art 1. comma 10. “Il Partito Democratico promuove la circolazione delle idee e delle opinioni, l’elaborazione collettiva degli indirizzi politico-programmatici, la formazione di sintesi condivise, la crescita di competenze e capacità di direzione politica, anche attraverso momenti di studio e di formazione.”
Non vedo quindi dove stia il problema dell’esistenza di un gruppo che ha fatto di internet il suo luogo primario di incontro, che ha sempre reso pubbliche e aperte a tutti le sue idee e le sue riunioni, ha sempre coinvolto gli organi istituzionali del Partito sugli argomenti trattati, è stata propositiva e ha messo più volte a disposizione risorse ed esperienze per attuare in concreto il progetto del Partito Democratico.
In questi giorni sto contattando le persone del mio quartiere per consegnare loro gli attestati di fondatore e devo spiegare cosa stiamo facendo.
Con quale credibilità posso dire loro che uno degli elementi innovativi del Partito Democratico è la partecipazione degli elettori quando anche noi che ci siamo dentro abbiamo dei dubbi che questo avvenga realmente?
Penso che sia necessario un immediato chiarimento pubblico su cosa vogliamo che diventi il Partito Democratico di Forlì prima che sia troppo tardi (anche nel nostro circolo c’è stato un caso di ritiro e qualche giorno fa, a livello nazionale, anche il matematico Odifreddi si è dimesso).
E, appena passate le elezioni politiche, bisognerà cominciare a lavorare per le prossime amministrative senza alcuna deroga a quanto previsto dallo Statuto, dal Manifesto dei Valori e dal Codice Etico del Partito Democratico.
Elisa e Veris mi hanno risposto.
Castagnoli no (per il momento, ma immagino abbia cosa più importanti da fare).
Quindi la rosa espressa da Forlì è la seguente:
Alla Camera il consigliere di Modigliana (Fc) Jimmy Valentini;
Al Senato l’assessore comunale di Forlì Liviana Zanetti e la responsabile del centro famiglie del Comune di Forlì Nadia Bertozzi.
Nadia Bertozzi!!!!
Dopo il casino che ha combinato con gli affidi!!!
Io non sono un esperto legale e non posso certo valutare quella che si dice la “rilevanza giuridica” delle sue azioni, ma certo tra tutti i nomi che erano stati proposti (ma lei c’era?) non mi sembra la più presentabile.
Sono allibita. Sono senza parole.
Scusate ma l’assessore di FOrlì si chiama Loretta Bertozzi e Nadia Bertozzi è consigliere a Ravenna
Ma allora chi è nelle liste del PD?
Da Repubblica Bologna
Ecco le liste nome per nome
Il Pd ha diffuso le liste per la Camera e il Senato: Ecco tutti i candidati nome per nome, età e professione
CANDIDATURE PD EMILIA-ROMAGNA - Camera dei Deputati
1 Bersani Pier Luigi M 56 Ministro Sviluppo Economico
2 Franceschini Dario M 49 Vice Segretario Nazionale PD
3 Lenzi Donata F 52 Componente della Giunta delle elezioni e della Commissione Lavoro della Camera
4 Migliavacca Maurizio M 57 Commissione Difesa della Camera
5 Castagnetti Pierluigi M 62 Vice Presidente della Camera
6 Motta Carmen F 56 Vice Pres. Commissione Lavoro della Camera
7 Miglioli Ivano M 53 Commissione Lavoro della Camera
8 Vassallo Salvatore M 43 Docente di Scienza Politica, Università di Bologna - Sede di Forlì
9 Marchi Maino M 51 Commissione Bilancio Tesoro e Programazione della Camera
10 Zampa Sandra F 52 Giornalista
11 Marchignoli Massimo M 49 Sindaco di Imola dal 1999 al 2008
12 La Forgia Antonio M 63 Commissione Affari Costituzionali della Camera
13 Bratti Alessandro M 50 Dirigente ARPA Emilia-Romagna
14 Albonetti Gabriele M 56 Questore della Camera dei Deputati
15 Beltrandi Marco M 39 Vice Presidente della Commissione Trasporti Poste e TLC della Camera (P. Radicale)
16 Marchioni Elisa F 41 Giornalista - Assessore Comune Rimini
17 Brandolini Sandro M 58 Commissione Agricoltura della Camera
18 Ghizzoni Emanuela F 46 Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera
19 Beneamati Gianluca M 45 Direttore ENEA Brasimone
20 De Micheli Paola F 34 Assessore Comune Piacenza
21 Fabbri Marilena F 38 Sindaco di Sasso Marconi (BO)
22 Valentini Jimmy M 33 Consigliere comunale Modigliana (FC)
23 Giannini Silvia F 55 Docente di Economia Pubblica, Università di Bologna - Sede di Forlì
24 Marcora Luca M 48 Commissione Agricoltura della Camera
25 Iori Sara F 26 Dipendente comunale
26 Malaguti Elena F 48 Insegnante
27 Marzocchi Maria Teresa F 53 Presidente del Centro Accoglienza La Rupe
28 Micai Patrizia F 43 Avvocato
29 Pastore Leonardo M 26 Studente universitario
30 Cossu Giovanni M 55 Operaio Metalmeccanico
31 Petitti Emma F 38 Consiglire comunale Rimini
32 Manicardi Chiara F 41 Consulente politiche comunitarie
33 Monti Sara F 29 Assessore Ambiente di Bagno di Romagna (FC)
34 Mazzanti Giovanni Maria M 37 Consigliere comunale Bologna
35 Pazzaglia Fabio M 34 Operatore Sociale
36 Ronchi Maria Chiara F 51 Imprenditrice
37 Ramponi Carmen F 55 Operaia metalmeccanica 38 Proni Eleonora F
38 Vice Sindaco di Bagnacavallo
39 Bologna Chiara F 33 Ricercatrice Università di Bologna
40 Dradi Lisa F 35 Assessore Comune Ravenna
41 Dassi Raymond M 37 Giornalista
42 Costi Palma F 50 Assessore Provinciale Modena
43 Casella Carmine M 26 Studente universitario
CANDIDATURE PD EMILIA- ROMAGNA - Senato
1 Finocchiaro Anna F 53 Presidente Gruppo PD del Senato
2 Sangalli Giancarlo M 55 Segretario Naz. CNA
3 Zavoli Sergio M 84 Giornalista - Presidente della Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico del Senato
4 Bastico Mariangela F 56 Vice Ministro Pubblica Istruzione
5 Vitali Walter M 55 Commissione Affari Istituzionali del Senato
6 Ghedini Rita F 48 Presidente Coop. Sociale CADIAI
7 Bertuzzi Maria Teresa F 46 Sindaco di Copparo (FE)
8 Mercatali Vidmer M 59 Commissione Industria Commercio Turismo del Senato
9 Pignedoli Ileana F 52 Vice Pres. Commissione Agricoltura del Senato
10 Barbolini Giuliano M 62 Commissione Finanze e Tesoro del Senato
11 Soliani Albertina F 63 Commisione Istruzione Pubblica e Beni Culturali del Senato
12 Zanetti Liviana F 56 Assessore Comune Forlì
13 Marzi Annamaria F 52 Dirigente Sanitario
14 Vaccari Stefano M 41 Assessore Provinciale Modena
15 Borghi Gian Luca M 43 Consigliere regionale
16 Bertozzi Nadia F 41 Responsabile del Centro Famiglie di Forlì
17 Venturini Gigliola F 54 Insegnante
18 Gobbi Lino M 53 Consigliere provinciale Rimini
19 Panizza Paolo M 49 Consigliere provincialele Ferrara
20 Pelliccioni Maria Iole F 57 Consigliere comunale Rimini
21 Baldazzi Enzo M 45 Sindaco di Sogliano (FC)
(03 marzo 2008)
Oggi è una giornata di grandi delusioni….
E’ quanto prima necessario capire chi sia questa Bertozzi… (di Forlì - e ormai nulla più mi stupirebbe - o Ravenna).
Condivido pienamente quanto scritto da chi mi precede.
Non so chi sia stato ad aver “osato”, posso solo avere dubbi e nessuna certezza; ma quel che è certo è che chi doveva essere esempio nel rispetto delle regole non lo è stato, tradendo aspettative e speranze di buona e nuova politica.
Passi la delusione per aver dovuto rinunciare alle primarie, ma non si può accettare la leggerezza dei modi con cui si è scelto di superare/ignorare/bypassare il risultato di quella consultazione che si era voluta proprio per garantire quel minimo di “democrazia” che i tempi stretti consentivano.
Perchè segretare i risultati di queste consultazioni se questi erano la vera espressione di quello che “i più” volevano? Giusto sarebbe stato convocare il coordinamento provinciale o almeno l’esecutivo in modo che la scelta finale, almeno a livello territoriale, fosse il più possibile nota e condivisa.
E invece no …. per sapere come sono andate le cose ci siamo ritrovati a doverci rivolgere la domanda “ma scusa, nel tuo circolo quali nomi sono stati fatti?”.
Ma questo PD non doveva essere un partito diverso? E dove starebbe questa diversità?
Non dimentichiamo che c’è grossa voglia di cambiamento e c’è grande aspettativa anche a livello locale per vedere come sarà questo PD… Saremo in grado di vincere la sfida e dimostrarci all’altezza delle aspettative di novità? Gli avvenimenti di questi ultimi giorni non promettono niente di buono.
In ogni caso credo sia necessario ed opportuno promuovere un incontro pubblico dove “chi ha deciso” venga a giustificare le sue decisioni… almeno come atto dovuto verso quei “poveri illusi di democratici” come me che nel week end del 23 e 24 febbraio hanno creduto di spendere tempo per una buona causa.
Bene! direi che se volevamo un nome nuovo nel PD forlivese l’abbiamo avuto, tanto che non la conosce nessuno e quindi suppongo che nessuno l’abbia votata. A questo punto siamo stati presi un po’ tutti per i fondelli con lo specchietto delle consultazioni …
..e l’analisi di capano mi sembra appropriata
(commento spostato in seguito ad un errore di inserimento)
Alcune considerazioni in forma molto schematica:
1) nonostante la legge elettorale sia vituperata da tutti, c’è chi la usa a man salva per comporre nelle segrete stanze quei giochi che la glasnost veltroniana da una parte, e una sana competizione per le preferenze dall’altra, renderebbero impossibili. Fra il dire e il fare ci sono di mezzo interessi di gruppo e, nel caso forlivese, anche un po’ di insensatezza.
2) i candidati, specie quelli in posizione eleggibili, sono comunque da sostenere, per non indebolire complessivamente la capacità attrattiva del PD. Dopotutto abbiamo evitato il rischio di candidature che avrebbero fatto perdere voti.Tesi consolatoria? Mica tanto, viste certe manovre della vigilia.
3) i dirigenti ex DS che hanno lavorato in cucina escono da questa vicenda umiliati e derisi. Ciò è conseguenza di anni ed anni di una direzione politicamente e culturalmente asfittica, prigioniera di una logica di potere miope e pasticciona.E L’ultimo segretario DS, cui ci si era affidati nel tentativo di cambiare le cose, le ha cambiate- se è possibile-in peggio. Dunque resta decisivo – oggi nel PD- l’impegno per costruire un gruppo dirigente all’altezza. A cominciare dal segretario locale, che ho votato aspettandomi prove più brillanti di questa.
4) i nostri soci ex margherita hanno dimostrato di saper puntare dritto all’obiettivo; essi sono del resto portatori di una esperienza formidabile in fatto di battaglie interne. Lo dico con rispetto e con un pizzico di preoccupazione. Dato che il PD è stato definito un partito “contendibile”, allora “alla contesa come alla contesa” nel più rigoroso rispetto delle regole e nella massima trasparenza.
5) Tutte le proposte di candidature più gettonate nella consultazione avevano padre e madre. Chi accusa “la tua stagione” di aver usato pratiche correntizie va a caccia di farfalle, oppure usa il vecchio espediente di chi attacca per non doversi difendere.
In conclusione, la “tua stagione” deve restare sulla palla, e ampliare il novero di coloro che intervengono: io stesso rompo il riserbo che mi ero imposto per contribuire a questo allargamento. Altrimenti sarà meglio trasferire il nostro impegno altrove. Saluti.
A. Mini
((commento spostato in seguito ad un errore di inserimento)
Alcune piccole considerazioni a caldo, in aggiunta alle critiche che trovano spazio in questo blog, che condivido in pieno e che, da Ravenna, paiono già l’espressione di una base viva e pensante, un esercizio di democrazia da cui noi ravennati sembriamo ancora molto lontani.
La presenza femminile nelle liste del Partito Democratico appena rese note è pari al 40% circa.
Anche se non siamo ancora in un regime di parità, sembrerebbe a prima vista un buon risultato.
Ma se andiamo a guardare come sono state posizionate le candidature femminili nelle liste presentate regione per regione la situazione che emerge è ben poco lusinghiera e dimostra ancora una volta come le donne non siano considerate una risorsa ed uno strumento per il rinnovamento e la riqualificazione della politica.
Le candidature femminili posizionate nella prima metà delle liste sono circa il 31% al Senato e il 27% alla Camera; nella seconda metà delle liste invece troviamo il 46% di candidature femminili per il Senato e il 51% alla Camera.
Nella nostra regione la situazione è la seguente:
Al senato le donne posizionate tra i primi dieci posti sono 5 (Finocchiaro, Bastico e Ileana Pignedoli, già con incarichi parlamentari e governativi, e Rita Ghedini (a rappresentare la società civile) e Bertuzzi M.Teresa (sindaco di Copparo, a rappresentare il ricambio).
Alla Camera nelle prime 20 posizioni troviamo 6 donne, (Lenzi, Motta,Ghizzoni, parlamentari uscenti, Sandra Zampa, giornalista, a rappresentare la società civile, Elisa Marchioni (Assessore di Rimini) e Paola De Micheli (assessore di Piacenza, che rappresentano il rinnovamento.
Che messaggio dovrebbero trarne le tante donne che si sono impegnate in questi mesi nella costruzione del Partito Democratico, che hanno creduto in buona fede che le volontà espresse nello statuto per una democrazia paritaria trovassero finalmente applicazione nella pratica della politica e non solo nelle parole?
Un brutto segnale e una occasione perduta per distinguersi in un rinnovamento reale e non solo di facciata.
Non bastano pochi nomi ad effetto e qualche candidatura “nuova” per nascondere la vecchia politica che, nei nomi e nei metodi, trova espressione in queste liste.
Evidentemente si pensa che in Emilia Romagna la fedeltà dell’elettorato sia indiscussa e che i militanti debbano sostenere, zitti, sempre e comunque perchè “così si vuole là dove si puote”.
Alessandri Paola
Una risposta personale e aperta a Marco Errani
Caro Marco, su La Voce di oggi leggo tuoi giudizi a proposito della consultazione per le candidature.
Il primo di questi recita fra virgolette (lo trascrivo per chi non ha letto l’articolo): “Adesso siamo un nuovo partito, non possiamo più ragionare come se ci fossero ancora DS e Margherita. La scelta dei candidati ad esempio è stata fatta con altre logiche che tengono conto anche di equilibri regionali. Forlì per esempio nel bilancio complessivo doveva esprimere la componente cattolica e così è stato”.
E’ un giudizio che non può essere ignorato, sia perché contraddice sfacciatamente le regole per lo svolgimento delle consultazioni approvate il 20 febbraio dal coordinamento nazionale del partito, sia perché ha in sé qualcosa di abnorme, dal punto di vista politico, ma anche culturale.
Cominciamo dall’inizio: dici che non bisogna fare più come se ci fossero DS e Margherita, benissimo, è un’affermazione che commuove, ma subito dopo sostieni che però ci sono degli equilibri regionali da rispettare. A parte che verrebbe da dire “ma se non ci sono i più i vecchi partiti fra chi vanno gestititi tali equilibri?”, la contraddizione con lo spirito del regolamento si coglie come evidente.
Infatti all’art. 6 esso dice testualmente:
”Le proposte di candidatura nazionale includono dirigenti politici di rilievo nazionale, nel rispetto del pluralismo politico interno; personalità espressive di importanti realtà della società italiana; persone con competenze acclarate, che assolvano a rilevanti esigenze di buon funzionamento dei gruppi parlamentari, persone indicate da altre forze politiche con le quali il Pd abbia stretto accordi politico elettorali.”
Dunque il pluralismo è problema del livello nazionale.
E infatti all’art. 9 si precisa, per quanto riguarda il livello regionale, che i criteri di cui tener conto sono: recepire le candidature nazionali, assicurare una rappresentanza femminile pari almeno a un terzo delle candidature e dei potenzialmente eletti ed una equilibrata presenza dei rappresentanti di tutte le province.
Caro Marco, dove trovi in tutto questo la necessità di equilibri regionali fra le componenti? Non ti sei forse confuso col tema della presenza femminile e col tema della presenza delle province?
Da dove viene l’asserzione che un territorio deve esprimere una componente politica?
Io penso che in un partito democratico un territorio debba esprimere se stesso, non quello che altri gli dicono di esprimere, foss’anche Veltroni: semmai si fa carico giustamente di segnalazioni nazionali, di interesse generale, ma non le esprime come proprie.
Eppoi Castagnoli poteva dirlo prima: guardate, cari circoli, che dovete segnalare qualcuno, ma tenete conto che sia della componente cattolica, che è quella che tocca a noi forlivesi, quindi informatevi prima sulle abitudini domenicali delle persone e non perdete tempo con altre candidature”.
Dunque la tua è stata un’affermazione davvero disastrosa, innanzitutto in quanto contraddice sfacciatamente, oltre che il più elementare buon senso, anche tutte le indicazioni che provengono dalla sedimentazione in regole dello spirito di questo partito.
Ma, attenzione, tu vai molto oltre, e qui il disastro diventa anche culturale, infatti dici: “Forlì doveva esprimere la componente cattolica”. Perfetto, non la componente musulmana, ebraica, atea, valdese. No, la componente cattolica.
Ho riguardato nel modulo di adesione al PD e non ho visto la domanda “religione di appartenenza” e neppure l’opzione “ateo/religioso”. Scopro ora che in questa provincia essere cattolico ha corrisposto ad avere una opportunità in più.
Ma ne sei davvero convinto? Davvero puoi pensare che oggi la Margherita non ci sia più e che il problema si possa porre in termini di componente cattolica?
Guarda che è una mostruosità culturale, ancor prima che politica.
Ma a quale partito pensi se confondi le sue componenti con le confessioni religiose? Se non ti rendi conto che alla base dei valori di questo partito c’è la laicità? Se non capisci che il bello del pluralismo è la convivenza paritaria di tutte le opzioni religiose, vissute non come componente, ed al tempo stesso la convivenza di tante opinioni diverse, politicamente diverse?
Bene, ma il tuo pronunciamento nell’articolo prosegue, entrando nel merito del secondo candidato e dici:
“Il suo nome (Jimmi Valentini) è venuto fuori dalle consultazioni nei circoli del territorio, è un giovane e con lui le candidature sono state completate secondo le indicazioni di Veltroni, più donne e più giovani”.
Così, tanto per confermare che non è più problema di DS e Margherita, spari un’altra sciocchezza, visto che Valentini è stato segnalato solo nel suo circolo (Modigliana) su 37, visto che sembra risultare all’anagrafe che non è l’unico in provincia ad avere una trentina d’anni, visto che non è evidentemente una donna, e nemmeno una personalità di spicco a livello nazionale.
Non c’è dubbio che giustamente Veltroni ha sollecitato a fare liste con più donne e più giovani, ma non credo che da ciò si possa dedurre automaticamente che qualunque scelta, da chiunque fatta, sia di per sé corretta.
Caro Marco, visto che non c’è più il partito dei DS, chi ha proposto Valentini? E’ stato Castagnoli, è stato Caronna, è stato qualcun altro? visto che nella consultazione almeno altre 72 persone hanno avuto la sua stessa segnalazione o più segnalazioni?
Perdonami la franchezza, ma forse ho capito male il tuo “…come se ci fossero ancora DS e Margherita”.
Forse volevi dire “… come se non ci fossero ancora…”, forse volevi farci sapere che siamo ancora al Partito Comunista ed alla Democrazia Cristiana.
Carlo Giunchi
LA SERENITA’ DELLA TRASPARENZA
Posto qui di seguito una nota che Maria Maltoni ed io abbiamo ritenuto opportuno trasmettere quest’oggi agli organi di stampa, dopo i giorni un poco convulsi che hanno portato alla individuazione delle candidature per il nostro territorio e che hanno visto i nostri nomi segnalati tra coloro che erano parte della rosa uscita dalla consultazione dei 37 circoli (gli altri - come noto - erano R. Balzani, A. Castagnoli, A. Bocchini, L. Zanetti).
Non è certamente per ‘inficiare’ in qualche modo la bella giornata che vedrà il nostro Valter Veltroni partecipare alla grande manifestazione di mobilitazione che si terrà a Forlì (e a cui ovviamente prenderemo parte) ma solo per richiamare lo spirito della sua visione del partito democratico, e i principi di chiarezza e trasparenza che devono animarlo nei passaggi salienti.
So che Maria questa sera era alla sua riunione di Circolo all’Ospedalletto, mentre io ero a quella del Circolo di Forlimpopoli, stiamo lavorando entrambi - tra le altre cose - su progetti di comunicazione e partecipazione attiva dei militanti e dei cittadini, e dunque ovviamente siamo già pienamente impegnati nella campagna elettorale al servizio del progetto del PD, e dei nostri candidati.
Dunque faremo la nostra parte, come sempre, perchè riteniamo che …”ce la si possa fare”!
§§§§
Partito democratico e consultazioni:
la trasparenza utile alla partecipazione attiva
In questi giorni siamo già tutti impegnati, come è giusto che sia, nella campagna elettorale per il Partito democratico, per il suo successo alle prossime elezioni politiche e perché esso ottenga i più ampi consensi nel territorio forlivese. Domani sarà bello e significativo incontrare Walter Veltroni e sentirsi direttamente partecipi del grande progetto di trasformazione e cambiamento radicale della politica italiana che egli sta tentando di attuare. C’è bisogno di un’Italia viva, e ce la si può fare a coltivarla.
Da sempre siamo impegnati nella militanza di base e in una prospettiva di servizio alla politica, e ciò è sempre andando di pari passo con l’impegno nelle professioni che svolgiamo, rispettivamente nel mondo dell’economia e delle istituzioni scolastiche e universitarie. Anche in questa occasione lavoreremo per idee e progetti in cui crediamo, mettendo a disposizione le nostre energie, al sostegno dei candidati del nostro territorio: di Liviana Zanetti, di Jimmy Valentini, e anche di una figura radicata a Forlì come il Professor Vassallo, che abbiamo avuto occasione di incontrare più volte grazie ai dibattiti promossi dalla “palestra dei democratici”.
In questi giorni abbiamo seguito tramite i giornali e i vari strumenti di informazione locale le vicende che hanno portato all’individuazione delle candidature dopo le consultazioni nei 37 circoli del territorio forlivese. Abbiamo appreso, da quando i verbali sono stati resi consultabili -secondo opportune forme di trasparenza., di essere stati coloro che, rispettivamente tra gli uomini e le donne, hanno ottenuto il maggior numero di segnalazioni e indicazioni nei vari circoli. La cosa ci onora grandemente e ringraziamo tutti coloro che hanno ritenuto i nostri profili, le nostre esperienze politiche e sociali, la nostra professionalità, degni di attenzione.
Tuttavia la consultazione era cosa ben distinta da elezioni primarie, non aveva il compito di individuare candidati sulla base di mere preferenze quantitative bensì di segnalare profili e nominativi che potessero comporre una rosa da sottoporre al Segretario regionale Salvatore Caronna e da cui sarebbero stati individuati i candidati per il nostro territorio (così almeno era stato detto). Essere tra i sei nominativi inseriti nella rosa è stato per noi qualcosa di molto significativo (e inaspettato).
L’art. 9 del regolamento delle consultazioni, dispone al riguardo che il segretario regionale “recepisce le candidature” proposte dai segretari provinciali/territoriali potendovi derogare solo per assicurare almeno 1/3 di presenza femminile e per equilibrare la rappresentanza di tutte le province.
Abbiamo appreso che questo processo, oltre che dal Segretario Alessandro Castagnoli, è stato seguito da Marcello Rosetti (in quanto componente l’esecutivo regionale del PD) e, da quel che si apprende dai giornali, dal Capogruppo del Pd nel Comune di Forlì, Marco Errani. Non abbiamo avuto nessuno tipo di contatto diretto con questi rappresentanti, con responsabilità diverse e forse non sempre chiarissime, del Pd locale, né prima né durante né dopo la consultazione.
Dalla consultazione dei verbali risulta, peraltro, che - oltre ai nostri nominativi e a quelli resi noti anche dalla stampa nella rosa sottoposta al Segretario Caronna (Ariana Bocchini, Liviana Zanetti, Roberto Balzani, Alessandro Castagnoli; non figura Valentini che risulta essere stato indicato dal solo circolo di Modigliana) - numerosi consensi avesse registrato anche Tatiana Gentilini, la quale però non è stata inserita nell’elenco. Le ragioni ci sfuggono ma immaginiamo che qualcuno dei rappresentanti sopra citati possa fare lumi su questi passaggi.
Spettava al coordinatore provinciale redigere la rosa dei nomi valutando “quanto emerso dai circoli” e “tenendo conto delle indicazioni emerse”.
Ci pare che la logica che ha condotto all’individuazione dei candidati sia stata tutta impostata sulla base di quelle vecchie ‘componenti’ che hanno gestite le sorti della politica forlivese negli ultimi anni e interna ad un ragionamento che non condividiamo, ovvero ad un’interpretazione del PD come mera aggregazione di gruppi dirigenti ex DS (di cui peraltro siamo stati parte con incarichi e ruoli ben definiti) ed ex Margherita.
Non ci pare questo il processo che può condurre al successo del partito dei democratici come partito nuovo e all’altezza dei tempi, così come non ci pare sia stato questo quello che hanno chiesto i 3.000.000 milioni di elettori che hanno preso parte con nuovo entusiasmo alle primarie del 14 ottobre, o ancora coloro che hanno partecipato alle consultazioni dei circoli (da cui sono stati colpevolmente esclusi, di fatto, quei “cittadini-elettori” che invece dovrebbero figurare tra i soggetti-chiave del Partito democratico, come si legge nello statuto nazionale – come ha finemente argomentato l’Avvocato Fausto Baldi in più occasioni [in questa sede]).
Non ci preoccupa più di tanto essere considerati da qualcuno come “figli di nessuno”, nell’ambito di questa logica, che riteniamo preoccupante e sbagliata; abbiamo militato, con convinzione e costante partecipazione, in partiti e movimenti della sinistra e poi nei DS e ora siamo impegnati nel Pd, al di là di vecchie logiche, vecchi steccati, consapevoli che le appartenenze e le sensibilità culturali si misurano nel merito politico e nella discussione democratica; da laici abbiamo sempre tenuto aperto, anche per motivazioni ideali e personali, un dialogo con altre culture e prospettive, a partire da quelle del cristianesimo di base e associativo. I nostri profili e le nostre esperienze, in vari ambiti associativi e istituzionali, sono piuttosto noti e come tali possono essere vagliati, discussi, criticati, utilizzati, quando e laddove lo si ritenga opportuno.
Ci piacerebbe che avvenisse sempre secondo criteri di trasparenza.
Un’ultima considerazione. Nel 2006 fummo tra coloro che chiesero attivamente che si tenesse una consultazione sul modello delle primarie per individuare il parlamentare degli allora Ds, ritenemmo assai positivo il fatto che Giuliano Pedulli, che ebbe la meglio in quel confronto (grazie anche ai consensi della quasi totalità del gruppo ‘storico’ del PCI/PDS/DS), si fosse sottoposto ad una procedura di questo tipo. Lavorammo intensamente per il buon esito della sua elezione.
Nelle consultazioni che si sono appena tenute ci siamo espressi molto serenamente sul suo operato e sulla sua attività, anche con forme e analisi differenziate, e ovviamente abbiamo registrato l’esito della discussione avvenuta nei circoli che chiedeva, a quanto pare, discontinuità.
Non abbiamo, perciò, ben capito quali siano stati tutti i passaggi successivi che hanno condotto all’indicazione delle nuove candidature. E’ una domanda che tanti rivolgono a noi, e che noi rivolgiamo direttamente a chi ha avuto ruoli di conduzione del partito democratico in queste settimane (facendo presente che gli organismi esistenti non sono stati convocati né consultati in alcun modo sulla vicenda).
Riteniamo che la trasparenza sia il fondamento di un partito democratico, liberale, aperto al futuro. Quello per cui insieme a tanti altri lavoriamo e continueremo a lavorare.
I nostri migliori in bocca al lupo ai candidati del nostro territorio.
Maria Maltoni e Thomas Casadei
Componenti Assemblea Territoriale PD
caro thomas, cara maria dobbiamo essere convinti tutti che ce la possiamo fare ma dobbiamo imparare a guardarci negli occhi. Troppe volte in questi ultimi giorni ho ricevuto telefonate “strane” con richieste sulle nostre candidature e troppe volte ho sentito la frase ” voi fate sempre dei guai”. Abbiamo svolto la parte dei monelli di strada irrispettosi degli “anziani” e dei “saggi” e abbiamo per questo preso dei ceffoni. Adesso, però, credo che ci siamo stancati di questo ruolo perchè chi gioca sporco, chi ha l’asso nascosto nella manica, chi prende per il naso i propri elettori NON siamo noi. Per questo credo sia giusto dirlo anche in maniera brutale e farlo capire a chi da mesi crede fermamente in ciò che molto limpidamente facciamo. NON abbiamo mai giocato con le poltrone, NON ci siamo mai abbassati a logiche legate alla vecchia partitocrazia, NON siamo coloro che creano confusione dentro partiti che da anni non esistono più come tali ma sono divenute lobby di pochi eletti. BASTA non chiediamo la luna in terra chiediamo che ci sia CHIAREZZA e siccome il silenzio assume solo l’aspetto di ammissione di colpa , a fine gara , che combatteremo con tutta la forza che abbiamo, con tutti i nostri valori, con tutte le potenzialità che possiamo esprimere per il bene di tutti i democratici, qualcuno dovrà dire HO SBAGLIATO e dovrà togliere il disturbo per il bene della Democrazia per un segno tangibile che VERAMENTE qualcosa è cambiato.
“Ora è il tempo di rimettersi in cammino.” Chiudeva così Walter Veltroni la sua introduzione a Il sogno spezzato, quindici anni fa. E’ tempo mettersi alle spalle le polemiche e tornare a scrivere pagine di nobile politica. Oggi al Palafiera di Forlì alle 18 non saremo noi, i “veltroniani”, a rovinare la festa al nostro candidato premier. Per questo mi sembra giusto ricordare un brano dall’introduzione di quel libro.
“Io credo che dobbiamo dobbiamo risalire alla fonte originale delle scelte di ciascuno di noi. Chi è di sinistra ha scelto di esserlo, in buona sostanza, perchè vuole aiutare chi ha di meno. Chi ha meno ricchezza, meno opportunità, meno diritti, meno libertà. Che sia il disoccupato del Sud, il figlio di una famiglia povera, il nero del Sud Africa, il cittadino iraniano o cambogiano. Chi è di sinistra pensa che lo sviluppo della società debba tendere all’equità sociale, alla conquista della pari opportunità per ogni cittadino, alla piena espressione dei diritti politici. Chi è di sinistra cerca costantemente di indirizzare il modo della crescita verso una capacità della società di rimuovere la povertà, la disgregazione, la solitudine.
Chi è di sinistra pensa che le ragioni della violenza vadano rimosse prima che represse, che l’agonismo sociale debba essere temperato dall’interesse colllettivo, che una collettività non ha ragioni di esistere come tale se non sostiene i più deboli, siano essi i portatori di handicap o coloro che sono ai margini del ciclo produttivo. Chi è di sinistra immagina che la società moderna sia multietnica e capace di imprimere in una nuova ricchezza, le differenze culturali e storiche. Chi è diu sinistra pensa che alla donna spetti il diritto di decidere sulla maternità che ha in corpo.
Chi è di sinistra pensa che i diritti umani devono essere rispettati ovunque, in un carcere come in una guerra. Chi è di sinistra pensa che la difesa dell’equilibrio naturale non sia un bene disponibile.
Perchè sinistra e destra esistono.”
Nessuno intende fare polemiche quando - nel pieno spirito del partito nuovo che Veltroni sta cercando di costruire, non senza fatica - si richiedono pacatamente, anche se con nettezza, espressioni di trasparenza.
La “nobile politica” la si scrive praticandola con argomenti e buone ragioni. Assumendosi il coraggio delle scelte e spiegandole. E richiamando tutti alle loro responsabilità.
Questo mi pare cerchi di esprimere Veltroni quando parla di un partito effettivamente *nuovo*. E come tale il partito democratico non può essere la sommatoria delle logiche deteriori (senza le virtù) delle vecchie aggregazioni partitiche che hanno contribuito - in modo determinante - a farlo nascere.
I singoli eventi sono importanti, ma molto di più contano - in politica - i processi di sviluppo. E per avere buoni processi (ovvero efficaci), occorre prendere le vie giuste, al di là delle contingenze, anche le più positive.
Ho sempre preferito Veltroni ad altri dirigenti del PDS e poi DS (anche quando era meno di moda) e soprattutto grazie a lui, e ai suoi slanci, sono passato dall’esperienza dell’Ulivo delle origini all’iscrizione al PDS nel 1997. Ho cercato costantemente di praticare, ovviamente con tanti limiti, i suoi inviti alla chiarezza e al coraggio. E anche nei momenti più delicati questi valori vanno perseguiti.
Con molta serenità. Prima della comunicazione, viene la politica. Cercando di far sì che questa sia, appunto, nobile. Concordo.
Ecco le liste ufficiali per l’Emilia Romagna prese dal sito nazionale del PD
ELEZIONI POLITICHE 2008
ORDINE DI LISTA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA
CIRCOSCRIZIONE EMILIA ROMAGNA
1 Finocchiaro Anna
2 Sangalli Gian Carlo
3 Zavoli Sergio
4 Bastico Maria Angela
5 Vitali Walter
6 Ghedini Rita
7 Bertuzzi Maria Teresa
8 Mercatali Vidmer
9 Pignedoli Ileana
10 Barbolini Giuliano
11 Soliani Albertina
12 Zanetti Liviana
13 Marzi Anna Maria
14 Vaccari Stefano
15 Borghi Gian Luca
16 Bertozzi Nadia
17 Venturini Gigliola
18 Pelliccioni Iole
19 Panizza Paolo
20 Gobbi Lino
21 Baldazzi Enzo
ELEZIONI POLITICHE 2008
ORDINE DI LISTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
CIRCOSCRIZIONE EMILIA ROMAGNA
1 Bersani Pierluigi
2 Franceschini Dario
3 Lenzi Donata
4 Migliavacca Maurizio
5 Castagnetti Pier Luigi
6 Motta Carmen
7 Miglioli Ivano
8 Vassallo Salvatore
9 Marchi Maino
10 Zampa Sandra
11 Marchignoli Massimo
12 La Forgia Antonio
13 Bratti Sandro
14 Albonetti Gabriele
15 Beltrandi Marco
16 Marchioni Elisa
17 Brandolini Sandro
18 Ghizzoni Emanuela
19 Benamati Gian Luca
20 De Micheli Paola
21 Fabbri Marilena
22 Valentini Jmmi
23 Giannini Silvia
24 Marcora Luca
25 Malaguti Elena
26 Iori Sara
27 Marzocchi Teresa
28 Micai Patrizia
29 Pastore Leonardo
30 Cossu Giovanni
31 Petitti Emma
32 Manicardi Chiara
33 Monti Sara
34 Mazzanti Giovanni Maria
35 Pazzaglia Fabio
36 Ronchi Maria Chiara
37 Ramponi Carmen
38 Dradi Lisa
39 Bologna Chiara
40 Proni Eleonora
41 Dessi Raimond
42 Costi Palma
43 Casella Carmine
Credo che si dovrà, facendo presto, subito dopo le elezioni, mettersi attorno ad un tavolo con tutti i segretari dei circoli e fare molta chiarezza.
Si dovranno stabilire date per il congresso e comunque nel frattempo, se queste date dovessero arrivare dal direttivo nazionale, chiarire le posizioni all’interno del partito perchè il partito lo fanno gli iscritti.
Saranno gli iscritti con le loro idee a fare avanzare il partito che deve fortemente uscire dalle sterili logiche di potere che tengono imbrigliate le mille potenzialità del nostro territorio.
Non dobbiamo però prestare il fianco agli attacchi dei Gagliardi, dei Biondi o dei Nervegna, non aspettano altro che criticare ciò che li spaventa, insomma per una volta fare chiarezza si, ma con la consapevolezza che il partito è di tutti e devono essere consultazioni libere e trasparenti a garantirne la direzione (nel senso di verso di marcia).
Bologna con 107.257 voti alle primarie si trova con il numero 3, 8, 10, 12, 19, 21 alla Camera e 2,5,6 al Senato
Modena con 72620 voti si trova con il 7,18 allla Camera e il numero 4,10 al Senato
Reggio Emilia con 61904 voti si trova con il numero 5 alla Camera e il numero 9,11 al Senato
Ravenna con 43.174 voti si trova con il numero 15 alla Camera e il Numero 8 al Senato
Ferrara con 34.690 voti si trova con il numero 2 ed il numero 13 alla Camera
e il numero 7 al Senato
Parma si trova con il numero 6 alla Camera
Forlì con 18.644 voti si trova con più voti rispetto
a Rimini, Piacenza, Cesena e Imola ma con delle posizioni peggiori.
Addirittura Piacenza ha il numero 1, il numero 4, il numero 20 alla Camera…………….