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I Prossimi appuntamenti

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6 Commenti a "I Prossimi appuntamenti"

  1. riccardovitali 4 aprile 2008 13:39

    Vorrei confrontarmi con voi sulla campagna elettorale del nostro territorio.
    Premetto che per motivi di famiglia e lavoro questa volta mi sono dato da fare meno del solito, anche se per la prima volta si poteva fare una campagna elettorale d’attacco. Ieri sera al circolo Arci che gestisco insieme ad amici (Fuorimano a Calabrina di Cesena) c’è stato un incontro con Damiano Zoffoli, molto partecipato.
    Ne sono uscito con la consapevolezza che difficilmente si potrà cambiare. Innanzi tutto le argomentazioni dei presenti, di nuovo contro Berlusconi ed il berlusconismo, di seguito l’analisi che le persone votano destra solo perchè pensano al lato economico e perchè sono assuefatte dalle tv commerciali.
    Autocritica? Zero.
    Voglia di girare pagina ? Zero
    La solita lavagna divisa in due dove tra i buoni ci siamo NOI e tra i cattivi ci sono LORO.
    Ultimo dato (ed a mio avviso il peggiore): i presenti erano tutti già convinti.
    Allora mi chiedo che senso ha organizzare ancora incontri con i soliti in cui si usano i soliti argomenti in cui non ci si sforza minimamente di capire le ragioni dell’altro, come se gli italiani di sinistra avessero delle necessità e quelli di destra ne avessero di opposte?
    Il limite di molte iniziative organizzate non è quello di non rivolgersi all’elettorato incerto o addirittura all’elettorato di destra per capire, spiegare, confrontarsi, ma finire nell’autocelebrazione?

    Ps il mio personale tabellino di convinti è uno che non votava ed uno che non sarebbe andato a votare ( è poco ma speriamo di far meglio l’ultima settimana). Il vostro?

  2. Maria Teresa Vaccari 5 aprile 2008 15:26

    Questa è la mia prima campagna elettorale.
    Finora la mobilitazione è stata rivolta soprattutto verso gli elettori 14 ottobre che però, secondo me, quasi sicuramente voteranno Partito Democratico.
    Forse l’obiettivo era quello di coinvolgere attivamente (ed economicamente) il maggior numero di persone simpatizzanti.
    Ma le elezioni saranno determinate dagli indecisi.
    E il mio dubbio è se si è fatto abbastanza in questo senso (almeno a Forlì).
    I “veterani” del mio circolo mi hanno detto che di solito le iniziative a largo raggio si concentrano soprattutto nell’ultima settimana.
    Ma anch’io ho incontrato amici e conoscenti, apparentemente moderati, che mi hanno detto “Tanto siete tutti uguali, fate tutti schifo”.
    Abbiamo ancora una settimana di tempo per convincerli che invece non siamo tutti uguali.
    Ieri una signora a cui ho consegnato la tessera di fondatore (la mia terza, dopo tante promesse di voto) e che ha dato più dei 5 euro previsti, mi ha detto: “Mi raccomando, fate i bravi”
    Ed è questo che dovremo fare: non tradire chi ci ha dato fiducia.

  3. Alessandro Pilotti 5 aprile 2008 20:00

    Condivido almeno parzialmente le preoccupazioni di Riccardo Vitali. C’è una tendenza all’autoreferenzialità in gran parte dei militanti del PD talvolta disarmante. Stiamo insistendo troppo sulla platea del 14 ottobre. Stiamo insistendo troppo sull’antiberlusconismo militante. Veltroni sta facendo tanto. Ritengo sbagliato poi che ci siano autorevoli candidati del PD che fanno campagna elettorale individuando in Tommaso Padoa Schioppa (bersaglio troppo facile)l’origine di tutti i mali.
    Io, sto frequentando più i luoghi fuori dalla campagna elettorale classica, cerco di parlare con gli incerti, trovare argomentazioni valide per trasformare l’apprezzamento in Veltroni in voto al PD.
    Non sarà facile ma si può fare.
    Dobbiamo però rivoluzionare anche il nostro modo di comunicare Uòlter da solo non basta.

  4. Collini Stefania 6 aprile 2008 14:45

    Davvero Walter , pur se ha ha dato una grandissima pigiata all’accelerazione verso un nuovo modo di far politica, sa solo non può bastare.
    Dobbiamo imparare a fare e comunicare la politica anche in modo più aperto,ascoltando le tante e diverse voci ma tenendo ferma la barra sui principi, quelli che ci spingono a crederci ancora.
    Certo i tempi sono cambiati, ma certi mezzi ancora non lo sono: ieri le donne del PD hanno promosso e realizzato con grande successo di partecipazione la tavola rotonda sul tema “Donne,libertà di informazione e democrazia”, volutamente allangardo i forti temi in discussione anche a pensieri e voci diverse( tra le giornaliste presenti oltre a Bice Biagi figlia di Enzo Biagi,sue colleghe di diverse testate locali e non). Per la stampa locale la notizia oggi non è stata degna di grande nota e rilievo a parte l’eccezione del Corriere di Romagna, che ha fornito un resoconto dei temi e degli umori emersi nel pomeriggio, così fortemente legati ai fondamenti della nostra costituzione ( lavoro, libertà, pari opportunità). La voce e il Carlino, hanno oggi trascurato totalmente l’evento ( chi era presente ha palpato invece, anche con forte emozione, che non si stavano lanciando slogans, ma venivano esaltati principi validi sia a destra che a sinistra).
    Essendo io donna del PD, qualcuno potrebbe valutare questa come una opinione di parte: ma sfogliando i due giornali stamani, ho compreso che il tema del nostro incontro era davvero centrato.
    Libertà di informazione e non condizionamento della proprietà editoriale, che devrebbe corrispondere sempre al diritto di essere ben informati.
    Va bene che Mazzuca è l’ex direttore del Carlino, va bè che la Brambilla venga candidata nella Romagna rossa,va bè che si evidenzino i baci e gli abbracci ricevuti, che le foto a colori ed ampi spazi siano destinati dalle due testate ai loro brindisi, ma che neppure due righe siano presenti oggi su Voce e Carlino sulla libertà d’informazione e la democrazia , è evidente esempio che racconta di un mondo in cui, ancora oggi, la pubblica opinione si vuole influenzare o condizionare, magari accendendo i riflettori solo e soltanto su una parte di ciò che accade intorno a noi.
    Di informazione libera ieri invece le numerose persone presenti in Salone Comunale hanno sentito parlare, vivendo dal vivo il tentativo di realizzarla.
    Ma c’è anche un diritto all’informazione da salvanguardare!
    Anche solo per onorare la memoria di un maestro del giornalismo italiano quale Enzo Biagi,oltre al rispetto di una professione che dovrebbe deontologicamente essere super partes, trovo bizzarro che La voce e il Carlino abbiamo omesso il pur minimo resoconto, non abbiamo mandato neppure l’ultimo dei collaboratori per un commento di questa iniziativa. O il buon Sante Montanari per una fotografia, che se non c’è spazio per il pezzo almeno una foto si può piazzare.
    La Brambilla “romagnola e nella rossa Romagna” ( chi le ha consigliato la tintura per capelli? ) e il Mazzuca allievo( con che profitto?) dell’altro maestro del giornalismo Montanelli, uscito dalla casa di Vespa ” Porta a Porta” e… come mai…subito subito paracadutato in una certa casa politica ,hanno avuto onori della piena pagina: un gran peccato per la libertà di informazione cui dovrebbe corrispondere sempre il diritto dei lettori alla completa informazione.
    Chiudo riprendendo Alessandro: noi non avremo carta stampata dalla nostra, ma abbiamo la parola e la voglia di contattare con le persone, anche chi non la pensa come noi, per spiegare la forza di un progetto che potrà davvero cambiare il Paese.
    Stefania

  5. Thomas Casadei 9 aprile 2008 22:59

    “Il potere di convocazione”

    Riporto qui di seguito un bell’articolo di CLAUDIA FUSANI, apparso oggi su Repubblica: credo esprima molto bene la portata dell’impegno innovativo di Veltroni e le potenzialità di mobilitazione del partito democratico inteso come partito nuovo (nello stile, nella comunicazione, nelle forme stesse della politica).

    Veltroni non è un uomo nuovo, lo sappiamo, ma è certamente uno straordinario generatore di energie democratiche e di riattivazione di una politica più vicina ai cittadini e alle persone comuni. la sua azione ha certamente messo in atto un forte “potere di convocazione” che non va disperso: starà al Partito democratico, muovendo dal basso e attivando processi orizzontali e a rete, portare avanti questo progetto nel tempo.
    Regole chiare, buon funzionamento interno degli organismi, rendicontazione dell’operato di ogni dirigente saldati ad un progetto politico strutturato dovranno essere anima e motore del partito - in qualsiasi situazione esso si trovi (l’auspicio è davvero di governare il paese) - un partito che deve continuare nel tempo, costruendo costantemente la sua piattaforma progettuale in stretto dialogo con tutti i settori della società.

    §§§

    ROMA - Ore 17 Napoli, piazza del Plebiscito, centomila in piazza e un cartello: “Napoli con il cuore per Walter”. Un’ora e mezzo di parole e di carica, “siamo un paese nuovo e forte” , “siamo la parte civile della politica italiana”. Poi Jovanotti, l’Inno di Mameli e via di corsa, aeroporto Capodichino, volo per Bologna. Ore 21, piazza Maggiore, si ricomincia, “Mi fido di te”, “Fratelli d’Italia”, un’altra ora e mezzo di parole e carica. Domani comincia presto: tribune stampa in tivù e radio, registrazione di Porta a Porta, poi in volo per Milano. Venerdì, infine, l’ultimo giorno, intervista a Repubblica tv, registrazione di Matrix, e nel pomeriggio piazza del Popolo, la casa dove la sinistra ha sempre chiuso le sue campagne elettorali.

    Quattro grandi città in soli tre giorni, gli ultimi. Ma se il senso di vertigine non è venuto finora, dopo 55 giorni con questi ritmi, è escluso che possa insorgere adesso che il “Giro per l’Italia nuova” è finito. Veltroni stanco? Viso più sfilato, ma neanche tanto, voce piena, un buon colorito perché tanti comizi sono stati sotto un bel sole pieno, il candidato leader del Pd tranquillizza: “Una persona che mi vuole bene mi ha chiesto preoccupata come sto, ma io sto benissimo…”. C’è una cosa che se dovesse diventare premier non farà mai: “Non aumenterò il numero delle provincie…”. Centodieci sono sicuramente tante, le ha girate tutte, una per una, anche quattro tappe al giorno. Domenica 17 febbraio, Pescara, piazza Salotto piena, sole, quasi primavera, cartelli “Si può fare”, Jovanotti e Mameli. Comincia tutto qui…

    Ettore Scola, il regista, ci ha fatto un film-diario. Staff e giornalisti al seguito, comunità variabile ma costante, alla fine sono un po’ smarrita, senso di vuoto, vertigine acuta, “e ora?”. Comunque vada, una delle tante sfide di Veltroni è già vinta. Solo i viaggiatori finiscono, il viaggio non finisce mai. Ecco, al di là dei protagonisti la sensazione, la promessa, è che un certo tipo di viaggio continuerà: quello della politica che torna nelle piazze, a cercare le persone, a stanarle dai loro qualunquismi, che le provoca e le interpella, le chiama, le ascolta e le fa parlare.

    Il massacrante tour de force di Veltroni è stato esattamente questo, al di là della meta e della stazione di arrivo: è iniziato un “viaggio”, un nuovo rapporto tra politica e cittadini, che deve poter continuare. E in una campagna elettorale fiacca, schiacciata in tv dalla par condicio, il segretario del Pd è riuscito a ribaltare i ruoli: non ha inseguito le tv e le tv hanno dovuto invece inseguire lui. Gli esperti di comunicazione politica lo chiamano “potere di convocazione”. Il candidato premier del Pd ha convocato tutti, persone e telecamere, nelle piazze e le piazze si sono riempite. All’inizio ci credevano in pochi, il solito tour, il bus ecologico, le tappe … già visto. In fondo nel 1996 fu proprio un torpedone a portare a palazzo Chigi Prodi e l’allora vice Walter.

    La differenza è che questa volta il bus ha fatto per davvero il giro d’Italia, ventimila chilometri (ottomila in più di quelli previsti, colpa di deviazioni, lavori in corso, fuori programma e strade sbagliate) in su e in giù per l’Italia. E alla fine anche Berlusconi si è dovuto adeguare e ha messo in agenda palchi, piazze e comizi.

    Ventimila chilometri quindi, 55 giorni, due pullman rivestiti di verde con la scritta “Italia viva” e la W disegnata con le dita, uno per lui e il suo staff - specie di Air Force One con camera da letto, ufficio, collegamento wireless e internet sempre aperto - l’altro per i giornalisti al seguito. Veltroni non è stato sempre sul pullman - impossibile vista la tabella di marcia - spesso ha usato macchine e aerei. Ma il pullman c’era sempre, ad ogni tappa, almeno quello con i giornalisti, con l’autista-istituzione Walter Proietti. Centodieci comizi a cui vanno aggiunte almeno una settantina di iniziative parallele, dagli incontri con gli artigiani e con le varie eccellenze incontrate per l’Italia ai pranzi nelle case, nelle famiglie. Il premio gastronomico del tour sarebbe stato assegnato al budino mangiato a Bologna: “Indimenticabile” la definizione di Veltroni.

    Dicono che il candidato premier non abbia seguito una dieta particolare. Né che abbia assunto ricostituenti particolari. “La nostra droga sono state le piazze, sempre piene, entusiaste, incredibile” racconta Giovanni Lattanti, ribattezzato “la lepre” perché doveva ogni giorno anticipare la tappa per organizzare la parte logistica. A un certo punto s’è rotto il malleolo, ha continuato lo stesso munito di gesso e stampella ed è scattato il nomignolo: dottor House, gli assomiglia. Stasera a Bologna era alle prese con un principio di pioggia e il dubbio cosa fare con i centomila in piazza Maggiore. A Milano, domani, se per caso piove, scatterà “l’ombrello democratico”, distribuzione in massa di parapioggia in piazza del Duomo.

    Tutti i giorni - quattro giorni a Pasqua esclusi - , in ogni parte di Italia, sveglia tra le sette e le otto. La tabella di marcia ha segnato, per 55 giorni, un comizio la mattina, uno il pomeriggio o lo sera “con inizio mai dopo le 21 però” . Certe giornate non si possono scordare. Come il 27 marzo in Sicilia cinque comizi tra Siracusa e Messina e chiusura all’una di notte con una video chat a Catania. O il 5 aprile, quando dopo il giro della Campania (Avellino e Caserta) e una conferenza stampa a Roma il pullman ha raggiunto Conversano per la notte bianca della campagna elettorale. “C’erano sette-ottomila persone, incredibile” ricorda lepre-Giovanni. Quante hanno partecipato al tour? Impossibile dirlo. Si può tentare, individuando una media di cinquemila e moltiplicandole per 110, risultato 550 mila persone, la somma dei quattro grandi comizi finali. Alla fine, forse, un milione di persone. Dice Veltroni: “Stasera chiudo il giro delle 110 province italiane. Un’esperienza meravigliosa ed incredibile, fatta con grande allegria. Piazze sempre piene di ragazze e di ragazzi è una notizia non per il Pd ma per l’Italia”. Ecco, l’importante è che il viaggio continui. Anche se dovessero poi cambiare i viaggiatori.

  6. Maria Teresa Vaccari 10 aprile 2008 08:28

    Ho seguito via web (anche questo è il nuovo PD!) il comizio di Bologna e quello di Cosenza.
    E se è stato emozionante vedere Piazza Maggiore della “rossa” Bologna colma di gente e bandiere, ancora più significativo è stato per me, di origini calabresi, vedere piena la piazza di Cosenza.
    Da quel palco ha parlato un ricercatore cinese che studia da 10 anni nella facoltà di farmacia dell’Università di Calabria impegnato nella lotta contro il cancro e che insieme ai suoi professori ha istituito delle borse di studio internazionali per promuovere lo scambio tra Italia e Cina.
    Uno schiaffo ai luoghi comuni su meridionali ed extracomunitari.

    Condivido in pieno le riflessioni di Thomas e, comunque vada, tocca a tutti noi dal 15 aprile non disperdere le enormi energie che la nascita del Partito Democratico sotto la guida di Veltroni ha fatto uscire allo scoperto e realizzare in concreto ciò che è stato in questi mesi progettato attraverso tre basilari strumenti: trasparenza, pluralismo, rispetto delle regole.

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