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Dare fiducia alla nostra scuola

Il Partito Democratico di Forlì promuove un incontro rivolto agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, agli operatori della scuola, ai genitori, ai cittadini interessati, per affrontare i temi della scuola e della formazione in occasione delle prossime elezioni politiche del 13-14 aprile 2008.

DARE FIDUCIA ALLA NOSTRA SCUOLA:

GLI IMPEGNI DEL PARLAMENTO PER LA PROSSIMA LEGISLATURA

MARTEDI’ 8 APRILE 2008

Ore 17,00-19,00

Presso la Sala Incontri dell’Hotel della Città

C.so Repubblica – FORLI
Intervengono le candidate al SENATO della Repubblica in Emilia-Romagna per il PARTITO DEMOCRATICO:

MARIANGELA BASTICO, Vice Ministro della Pubblica Istruzione

Un bilancio di legislatura: le premesse per una scuola di qualità per tutti

LIVIANA ZANETTI, insegnante, Assessore Comune di Forlì

La scuola come risorse per l’innovazione, la cittadinanza, le pari opportunità

MARIA JOLE PELLICCIONI, dirigente scolastico, Rimini

Dare un senso vero all’autonomia scolastica

NADIA BERTOZZI, pedagogista, responsabile centro famiglie, Forlì

Servizi educativi, sostegno alle famiglie, qualità della vita… da zero a tre anni e oltre…

Partecipano

Loretta Lega, Assessore alle politiche educative del Comune di Forlì.

Margherita Collareta, Assessore all’istruzione e formazione professionale, Provincia di Forlì

Patrizia Barducci, Insegnante scuola dell’infanzia, Forlì

Denio Derni, Insegnante elementare, Forlì

Gianfranco Zacchini, Insegnante di scuola media, Forlì

Giuliana Branzanti, Dirigente scolastico scuola secondaria superiore, Forlì

Jaime Amaducci, Dirigente scolastico, Centro Territoriale Permanente, Cesena

L’incontro vuole raccogliere domande, esigenze, aspettative del mondo della scuola, per approfondire ed arricchire il programma del PARTITO DEMOCRATICO per le elezioni politiche del 13-14 aprile 2008.

UN’AGENDA PER LA SCUOLA: …SI PUO’ FARE

  1. Un impegno più forte, per una scuola “utile”.

La marginalità della scuola (per essa si spende troppo poco rispetto ai nostri partner europei) rischia di indebolire il nostro paese. Occorre promuovere riforme concrete, capite e condivise dagli insegnanti e dall’opinione pubblica, che incidano positivamente sulla vita quotidiana della scuola. Dalle dichiarazioni di intenti si deve passare a decisione concrete ed a segnali visibili nelle leggi finanziarie, nelle norme legislative, nei contratti di lavoro, nella ordinaria gestione amministrativa. Molto possono fare gli Enti locali, ma lo Stato deve fare la sua parte, aumentando le risorse per la scuola, la ricerca, l’innovazione, la cultura.

  1. Compiti educativi più chiari e condivisi

Vanno recuperati serietà e rigore degli studi (qualcosa si è cominciato a fare), vanno chiariti i compiti della scuola (che non può sostituirsi a tutte le altre agenzie educative), vanno precisati i traguardi e gli obiettivi di apprendimento in modo semplice ed essenziale (in sintonia con le nuove Indicazioni), va rilanciato il valore formativo delle discipline di studio. Al centro devono stare le persone, il loro diritto alla conoscenza, la promozione di competenze di base (a partire da quelle linguistiche, matematiche e scientifiche), un “nuovo umanesimo” che ricomponga cultura umanistica e cultura scientifica, l’educazione e la pratica di una cittadinanza ispirata ai valori della Costituzione e aperta all’Europa.

  1. Autonomia della scuola, responsabilità, professionalità da premiare

L’autonomia della scuola va sostenuta, per non trasformarsi in un “fai da te” senza risorse. Nuove regole devono consentire un effettivo autogoverno degli istituti, in una logica di rete di scuole, promuovendo forme intelligenti di cooperazione con il territorio, le imprese, le istituzioni culturali. In questo quadro un discorso innovativo va fatto per riconoscere la professionalità e l’impegno dei docenti e dei diversi operatori, con diritti e doveri meglio evidenziati, superando il tabù della carriera, del merito e della valutazione.

  1. Una moderna scuola di base, per un efficace diritto allo studio

Nel nostro territorio esiste una convinta cultura sulla centralità dell’infanzia, sul suo diritto a qualificati servizi educativi, sull’idea di una scuola di base (infanzia, elementare, media) capace di offrire il massimo delle opportunità a tutti i bambini. Vanno riscoperti i punti di forza di una scuola per tutti (i curricoli in continuità, i tempi distesi, il lavoro collaborativi tra i docenti), ma vanno affrontate anche le nuove emergenze (la presenza di alunni di altre culture, le disabilità, il disagio sociale), partendo dagli spunti aperti delle nuove Indicazioni per il curricolo (DM 31-7-2007) che sostituiscono quelle precedenti imposte dalla Moratti.

  1. Dalla scuola superiore al lavoro: obbligo, alternanza, formazione permanente

Occorre elevare i livelli di istruzione dei giovani, ecco perché l’estensione dell’obbligo fino a 16 anni (vedi Linee Guida, 27 dicembre 2007) è una questione decisiva, per contrastare la dispersione, il disagio, il mancato apprendimento dei ragazzi. Servono concrete misure di accompagnamento, per promuovere soluzioni innovative ed efficaci di partecipazione dei ragazzi all’esperienza formativa. Poli formativi, progetti di alternanza, bienni integrati, forme di protagonismo giovanile: sono tutti punti da sviluppare, per “rafforzare” la preparazione dei nostri ragazzi, dare un senso al loro impegno, renderli competenti, attrezzarli ad affrontare con convinzione il mondo del lavoro, gli studi universitari, la loro vita futura.

Va pensato un sistema di formazione permanente in rete, che offra opportunità (anche agli adulti) di: aggiornare e rinnovare conoscenze, coltivare interessi culturali, acquisire titoli di studio e certificazioni (lingue, qualifiche, ecc.), promuovere forme di partecipazione attiva allo sviluppo personale e del territorio.

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1 Commento a "Dare fiducia alla nostra scuola"

  1. maltoni maria 9 aprile 2008 17:26

    Non ho partecipato all’incontro sulla scuola, ma credo sia uno dei punti nodali su cui occorre intervenire nel nsotro paese, e lo dico nella veste di genitore. La scarsa qualificazione della scuola pubblica , dovuta alle insufficienti risorse ma anche ad una malintesa necessità di renderla ” accessibile ” a tutti, ha fatto sì che nel tempo ci sia stata una dequalificazione complessiva, come è dimostrato anche dall’elevato numero di abbandoni sia nelle scuole secondarie che all’Università.
    Penso che ridare fiducia in primo luogo a chi opera professionalmente nella scuola, sia fondamentale, ciò può avvenire però solo se si ridisegna un progetto complessivo, a partire dal ruolo che la scuola pubblica deve avere e da una giusta attribuzione di risorse, che premi anche chi manifesta impegno particolare che va oltre gli standard medi.
    Una scuola che sia fattore di innovazione e ricerca , è anche la condizione necessaria per rimettere in moto la nostra economia, che non può effettuare una competizione sui prezzi e sulla quantità, ma deve necessariamente farla sulla qualità e l’innovazione a tutti i livelli.
    E’ preoccupante che ancora oggi , dal punto di vista degli andamenti scolastici e professionali, si manifestino gli stessi fenomeni che denunciava oltre 40 anni fa ” Lettera ad una professoressa” , cioè che non vi sia mobilità sociale : i figli di laureati si laureano, mentre tra chi abbandona i percorsi scolastici ci sono troppo ragazzi le cui famiglie hanno condizioni di reddito difficili.
    La garanzia del diritto allo studio, nel senso di dare pari opportunità reali per tutti, è uno dei compiti che una sinistra di governo dovrà garantire.

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