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Risultati elettorali di Camera e Senato in Emilia-Romagna

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1 Commento a "Risultati elettorali di Camera e Senato in Emilia-Romagna"

  1. maltoni maria 20 aprile 2008 23:14

    DELUDENTE LA PRESENZA FEMMINILE IN PARLAMENTO
    Unica consolazione per Forlì, l’intitolazione di luoghi pubblici !

    Il parlamento uscito dalle elezioni del 13 a 14 aprile, è meno rosa di quello precedente.
    E’ questa la sconfortante constatazione che noi donne possiamo fare alla luce dell’esito del voto. Si passa da 188 a 168 donne, pari al 17,7 % dei componenti le due assemblee legislative. Questo dato è prodotto dal risultato della Camera ( 116 parlamentari, pari al 18,4% ) e da quello del Senato( 52 senatrici, pari al 16,5%), che potrebbe ancora subire qualche modifica per effetto di eventuali rinunce. Nella realtà forlivese, purtroppo, dobbiamo constatare che non ci sono parlamentari elette in nessun partito.
    Dopo tante promesse ascoltate in fase elettorale sull’importanza delle donne per accaparrarsene il voto, il risultato è davvero deludente. L’unica forza politica che ha espresso una presenza di elette significativa è il Partito Democratico ( 61 deputate e 39 senatrici) che corrispondono al 30% di donne tra gli eletti di quel partito, gli altri gruppi hanno percentuali molto più ridotte.
    Ancora una volta le donne italiane sono state penalizzate nella rappresentanza politica, mentre in altre nazioni europee, non solo del Nord Europa dove la presenza delle donne ha radici consolidate nei parlamenti, ma anche in quelle del sud, come la Spagna, vediamo esecutivi dove la maggioranza è composta da ministre. Devo dire che mi ha commosso vedere la ministra della difesa spagnola passare in rassegna le truppe con il pancione! Ma anche governi di segno politico opposto, come quello francese, vedono una presenza quasi paritaria di donne.
    Evidentemente l’Italia è un paese dove ciò che rappresenta parametri universalmente riconosciuti di civiltà , quali la percentuale di donne elette negli organi istituzionali, non viene considerato tale dalla maggioranza delle forze politiche. E’ un segnale estremamente preoccupante , anche nella prospettiva delle scelte da attuare su importanti questioni relative alla condizione delle donne nel nostro paese.
    Gli obiettivi di Lisbona sull’occupazione femminile ( 60 %) sono ancora lontani in molte regioni ; il livello di disponibilità di servizi sociali che consentano una più agevole conciliazione tra famiglia e lavoro, è ancora insufficiente rispetto alla media europea : un parlamento in cui le donne sono così poco rappresentate saprà occuparsi in modo prioritario ed efficace di queste questioni?
    Personalmente temo di no.
    Chiudo , però, con un segnale positivo, il Comune di Forlì ha definito una serie di proposte riguardanti la toponomastica, tra le quali figura anche l’intitolazione collettiva di un piazzale alle “operaie delle filande” , proposta dalla Commissione Pari Opportunità del comune di Forlì. Per questa intitolazione l’assessore Gabriele Zelli – che ringrazio per la proposta - ha suggerito la localizzazione ( di fronte all’ex-filanda Maiani) che poi è stata individuata come quella definitiva. Ricordare il ruolo delle donne lavoratrici della nostra città, è un importante elemento costitutivo della memoria collettiva, mi auguro che ciò possa essere di auspicio anche per tutte le scelte che riguardano la valorizzazione della presenza femminile nella vita politica e sociale locale, ma non solo.

    Maria Maltoni

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