Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta al sindaco
Al Sindaco del Comune di Forlì
On. Nadia Masini
Caro Sindaco,
vogliamo manifestare a Lei, oltre che all’attenzione pubblica, alcune perplessità e riflessioni sugli avvenimenti ed il dibattito che ultimamente popolano le cronache locali.
È necessario partire dall’antefatto, in questo caso si tratta di portare alla memoria un passato non certo così remoto da essere rimosso; nel mese di febbraio il Consiglio Comunale del Comune di Forlì ha approvato ad ampia maggioranza un ordine del giorno che chiedeva al Sindaco ed alla Giunta di applicare la raccolta dei rifiuti “porta a porta”, così come in uso nel Comune di Forlimpopoli, in una zona di Forlì, precisando che tale applicazione partisse prima dell’estate.
Non è di poco conto sottolineare che tale iniziativa promossa dal Partito della Rifondazione Comunista è stata sottoscritta anche dal suo partito, capogruppo e segretario del PD.
Ora, dopo le varie dichiarazioni che si sono avvicendate e le prese di posizione del Presidente di A.T.O. (l’insieme dei comuni della provincia), sembra che l’ordine del giorno votato possa essere disatteso, questo ovviamente apre due fronti di discussione, uno di merito riguardo specificatamente “il porta a porta”, l’altro più profondo che attiene il rispetto di una Istituzione fondamentale, il Consiglio Comunale, che per legge esprime gli indirizzi dell’Amministrazione.
Non è bastata evidentemente la legge Bassanini a limitare la decisionalità del Consiglio Comunale, eletto direttamente dalla volontà dei cittadini, appare ora chiaro che persino la massima autorità, deputata ad essere garanzia del rispetto delle indicazioni dell’assise consiliare, cioè il Sindaco ignori tale mandato.
Siamo lontani dal volere impartire lezioni di comportamento istituzionale a Lei, che ha alle spalle una importante carriera dentro le più alte Istituzioni, ma vogliano comunque segnalare una deriva che a nostro avviso ammala la politica e porta ad una progressiva divaricazione fra istituzioni e cittadini, mortificando la credibilità del ceto politico e la partecipazione della società alla responsabilità pubblica.
Lo scopo di questa nostra è quello di invitarla a promuovere ogni azione necessaria al fine di mettere nuovamente al centro la sovranità dell’espressione della volontà collettiva chiedendole, nel contempo, l’impegno concreto a proseguire nell’indicazione ricevuta dal Consiglio Comunale adoperando ogni risorsa a sua disposizione per perseguire gli obiettivi dati, come Sindaco del Comune capoluogo nonché come importante componente di A.T.O.
Il Partito della Rifondazione Comunista sarà sempre dalla parte di coloro che si dimostreranno nei fatti sostenitori di quella politica che sappia essere garanzia di partecipazione, di confronto e di rispetto.
Poiché la politica è anche pratica concreta, soprattutto tesa a rispondere e a corrispondere alla collettività, l’esito positivo del suo impegno rafforzerebbe l’Istituzione che Ella rappresenta proprio nel momento in cui da più parti si sollevano dubbi, che anche a livello locale, i poteri forti possano permettersi pesanti intromissioni che, nella fattispecie potrebbero avere un solo nome e cognome, Hera S.p.a.
Ruscelli Luciano
Segretario della Federazione di Forlì
Partito della Rifondazione Comunista
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La lettera di Luciano Ruscelli è la testimonianza di quel male endemico della politica Italiana, dal quale dobbiamo come Partito Democratico definitivamente affrancarci.
Condivido nel merito le considerazioni che Ruscelli fa sul “porta a porta”, ma mi sembra che nella sua lettera ci sia un vizio di fondo: quello di essere partito di lotta e di governo.
Rifondazione a Forlì ha un assessore all’Ambiente che è anche l’unico amministratore di Rifondazione nella giunta Masini.
E allora perchè rivolgersi direttamente al Sindaco bypassando il proprio amministratore.
Non è forse che lo scontro interno a Rifondazione tra le cinque mozioni, Vendola (Bertinottiani), Grassi-Ferrero (Essere Comunisti+Movimentisti), Pegolo (L’Ernesto), Bellotti (Trotkisti), Russo (pacifisti) rischi di investire le amministrazioni di centro-sinistra?
E’ per questo che io condivido la linea del capogruppo bolognese Merighi e del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati: basta coalizioni per vincere mettendosi in casa partiti più di lotta che di governo!
Ora, rispetto le opinioni dentro e fuori al mio partito, ma il ns. congresso non ha nulla a che fare con la richiesta al Sindaco e mi pare anche con la tua risposta. Il punto viceversa è se il Consiglio Comunale conti o non conti, se un accordo politico fatto sul tema abbia o non abbia un peso. Se siamo daccordo su allargare il metodo, come pareva, abbiamo indicato un termine e dovrebbe essere rispettato a meno che il dialogo politico e il valore degli indirizzi Istituzionali non servano a nulla. Questo era il nodo, non è questione di lotta e di governo, ma di contenuti ed io senza strumentalizzazione ne ho indicati 2. Comunque grazie della tua presa di posizione che è senmpre meglio di quella che altri non vogliono assumere. Lasciamo quindi Cofferati, Grassi, Vendola etc. ad un’altra discussione e concentriamoci su questo.
Ps: non abbiamo bypassato nessuno tanto è che lo stesso Assessore ha sollevato la questione.
saltuti
Mi rendo conto delle buone intenzioni del segretario di Rifondazione e che non ci sia alcun retroscena interno nella lettera al Sindaco.
Voglio solo ammonire come non ci sia spazio oggi e tantomeno in futuro per “assessori di opposizione”, il termine fu coniato da Sandra Morelli quando venne nominata assessore nel 2004, e i risultati di quell’atteggiamento sono sotto gli occhi di tutti.
Comprendo la difficoltà a dare spinte riformatrici all’interno di coalizioni eterogenee ma dobbiamo distinguere i ruoli di opposizione da quelli di governo.
Smentisco categoricamente l’infondata affermazione di Pilotti che (per quanto mi riguarda) non perde il vizio di alterare le dichiarazioni e il pensiero altrui.
Non ho mai usato l’espressione che mi viene attribuita quando sono stata nominata. Anzi, al contrario, è proprio perchè non avevo alcuna intenzione di essere una specie di “assessore di opposizione” che, assieme al mio partito, ho molto serenamente e con altrettanta determinazione assunto la responsabilità di non continuare a parlare in un modo e ad agire in un altro.
Ti prego per l’ennesima volta di non essere fuorviante dato che si può essere avversari nella massima lealtà.
S.
Dispiace Sandra che tu neghi un’affermazione che facesti al momento della nomina di fronte ad alcuni amici che potrebbero confermare, ma non è la prima volta che dimostri una memoria “selettiva” e , comunque, che tu l’abbia detto o no, ti sei comportata come un’assessore di opposizione su diverse questioni, anche su quelle in cui avevi ragioni da vendere.
Per non parlare degli errori commessi nella delega al benessere animale, che come sai, è un tema che mi sta molto a cuore.
Non voglio tediare nessuno continuando a contestare le tue affermazioni.
Non ho MAI detto quella frase al momento della nomina e si faccia pure avanti chi può testimoniare il contrario.
Per il resto ogni critica è ben accetta ma tu sentenzi.
Sempre disponibile a confrontarmi, ti saluto.