La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Riceviamo e pubblichiamo l’odg proposto dai Giovani Democratici

ASSEMBLEA TERRITORIALE PD FORLI’ 26/05/08

ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL COORDINAMENTO GIOVANI DEL PD DI FORLI’ “PER UN PARTITO TRASPARENTE E DEMOCRATICO”

Siamo giovani fondatori del Partito Democratico, abbiamo creduto e crediamo in questo progetto perché sentiamo la forte esigenza di rinnovare la politica e la classe dirigente del nostro Paese, superando chiusura ed autoreferenzialità della “vecchia” politica.
Ci troviamo quindi nella necessità di esprimere un forte dissenso in seguito alle modalità di nomina dell’esecutivo del Partito Democratico di Forlì. Modalità che non hanno rispettato la richiesta di condivisione dei criteri di scelta emersa dalle ultime due assemblee territoriali.
Etica, merito,competenza,rigore morale, condivisione delle decisioni, sono criteri per noi imprescindibili nella scelta di gruppi dirigenti che hanno il compito di guidare il nostro partito. Non ci riconosciamo in una gestione politica non rispettosa di quei principi di democrazia e condivisione, sulla base dei quali il Partito Democratico è nato e si è sviluppato.
La definizione di un esecutivo largo con all’interno già le deleghe di lavoro, fatta cadere dall’alto senza alcun tipo di discussione preliminare sul suo effettivo ruolo rispetto sia all’Assemblea Territoriale sia al futuro Direttivo, rende quasi pleonastica ogni discussione sugli altri livello di governo del partito che rischiano, a questo punto, di svolgere poco di più di una funzione ornamentale, senza alcun potere reale di indirizzo e controllo.
Il suddetto esecutivo non rispetta alcuni fondamentali criteri di rappresentanza politica, in primo luogo quello della rappresentanza giovanile. Nessuno ha pensato di consultare i giovani democratici di Forlì, la cui costante crescita ed impegno politico sul territorio sono sotto gli occhi di tutti, per l’individuazione di un responsabile “giovani” all’interno dell’esecutivo, scavalcando in questo modo il percorso di radicamento che da mesi stiamo autonomamente portando avanti.
Qualunque sia la conformazione che si tenta ora di attribuire a quest’organismo (derubricando le deleghe di lavoro a semplici “sensibilità personali”) non è possibile sorvolare sul modo in cui è stato nominato e cioè sulla base di scelte oligarchiche ed autoreferenziali che non ci sentiamo di condividere. Il fatto poi di averne appresa la nomina dai mezzi di informazione ha causato una situazione di imbarazzo generalizzato che avrebbe meritato risposte immediate e risolutive.
Con tali decisioni unilaterali si continua a seguire un metodo individualista, più volte contestato, già verificatosi con la scelta delle candidature locali. Il “caso candidature” è infatti emblematico.
La gestione inadeguata delle consultazioni ha prodotto i risultati che tutti conosciamo: non solo un processo di cernita delle candidature discutibile (la presenza del segretario nella lista dei “papabili” ne è esempio lampante), ma anche un sensibile calo di autorevolezza a livello regionale, che ci ha portato a non avere alcun candidato eletto in Parlamento a rappresentare il nostro territorio.
Tutto questo non ha fatto altro che danneggiare ulteriormente l’immagine, la forza e l’unità del Partito, sempre più debole agli occhi dell’opinione pubblica e sempre meno rappresentativo della propria base. Chiediamo dunque una attenta verifica delle responsabilità che hanno portato il PD forlivese a tale condizione di debolezza. Al tempo stesso sentiamo la necessità di una tempestiva ed efficace elaborazione di un progetto politico serio in vista delle elezioni amministrative del 2009 e comunque degli anni a venire.
Data l’ urgenza e la necessità di una decisa inversione di rotta nella modalità di gestione del partito riteniamo che:
• Premessa indispensabile per un recupero di clima di reciproca fiducia e per consentire una possibilità di condivisione unitaria della gestione del Partito sia l’azzeramento integrale, in via formale e ufficiale, dell’esecutivo comunicato dal segretario in data 8 maggio 2008.

• Solo dopo che si sarà proceduto a tale azzeramento sarà possibile riprendere il discorso da dove era terminato dall’ultima Assemblea Territoriale, ovvero la definizione di un direttivo i cui compiti e la cui composizione devono essere stabiliti direttamente dall’Assemblea stessa che, in ogni caso, in quanto eletta direttamente dagli elettori/aderenti del PD è il principale livello titolato a stabilire l’indirizzo politico della federazione forlivese.

Un po’ di rassegna stampa qui e qui

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13 Commenti a "Riceviamo e pubblichiamo l’odg proposto dai Giovani Democratici"

  1. Sara 29 maggio 2008 19:20

    Ciao a tutti…
    dunque, leggendo alcuni degli ultimi post: per favore, per piacere, per pietà, please, non giustifichiamo più il sig. segretario provinciale. Andiamo oltre, sù. Soprattutto non giustifichiamolo nei termini di una difesa strenua alla sua supposta “avventatezza” e “ingenuità”. Soprattutto non accusando altri di attaccarlo su un piano personale. Basta per piacere. Non è un attacco ad personam, ma lo è al suo PROFILO POLITICO (basso) E’ legittimo farlo? E’ democratico? Beh, direi di si. Non ho nessuna intenzione di convincervi, vi faccio solo riflettere sul fatto, e lo ribadisco, che il principio di assunzione di responsabilità e coerenza è fondamentale per chi voglia assumere un ruolo di leadership ( dall’inglese to lead: “guidare”, e non “comandare”) Ragazzi, chi sbaglia va a casa! Come ai mondiali. Che ci piaccia o no. Funziona così, è così che si esercita la responsabilità e dignità politica (e più ancora personale) E il rispetto nell’ascoltare tutti, nello stare lì a sedere fino in fondo con modestia e senza mini fughe tattiche, è un altro modo di dimostrare il proprio spessore morale. Soprattutto, di fronte alla spaccatura del partito, si auspica che un buon segretario provinciale operi e combatta per riportarci all’unità, mediando e ascoltando. Non si può certo pretendere un pari a Re Salomone, la cui saggezza gli fece intuire quale era la vera madre disposta a rinunciare al figlio per farlo vivere, più semplicemente basterebbe una persona di buon senso che capisca quando è il caso di fare un passo indietro. Per chi crede che le “correnti”/”correntine” e “mozioni d’ordine” siano manifestazioni di antidemocraticità in virtù dei propri tornaconti utilitaristici e personali, consiglio di andare a ripassarsi un pò di Storia. Le spinte critiche e costruttive al riformismo sociale sono il SALE della democrazia e hanno segnato le tappe storiche che ci hanno portato oggi a celebrare i sessant’anni della nostra Repubblica. No, non sono gli “incendiari” (come ci ha “lucidamente” definito il sig. Errani durante l’assemblea di lunedì) a farci ripiombare negli orrori della “notte dei lunghi coltelli”, ma esattamente i loro opposti: i notabili (benpensanti) conservatori.
    Dedico a voi questa bellissima frase tratta dal Don Chisciotte:
    “La libertà, Sancho, è uno dei doni più preziosi che i cieli abbiano concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non le si possono eguagliare: e per la libertà, come per l’onore, si può avventurare la vita”

    (Don Chisciotte della Mancia)
    A presto,
    ciao
    Sara Samorì

  2. ricbacchi 30 maggio 2008 22:52

    C’è un aspetto della vicenda relativa alla formazione degli organi del PD che mi lascia sbigottito e assai preoccupato. Già in altri commenti è stata evidenziata la sequela di ragioni che vengono addotte per cercare di “andare oltre” ,”guardare avanti” senza perdersi in questioni metodologiche che “non fanno il bene del partito”.
    Quello che non capisco è l’atteggiamento di una larga parte della classe dirigente locale, di alcuni sindaci, amministratori comunali e provinciali, soprattutto di quelli che legittimamente aspirano a riproporsi alla guida delle nostre città anche nel 2009.
    Prendo ad esempio l’assemblea del mio circolo, dieci giorni fa, dove il dissenso per le vicende dell’esecutivo fantasma era espresso, seppure con argomentazioni e toni diversi, con proposte e conclusioni diverse, dalla maggioranza dei presenti che hanno criticato il perpetrarsi di prassi poco democratiche e soprattutto di una politica condotta tra pochi e per pochi.
    Ebbene, le uniche voci fuori da questo variegato coro sono state proprio ed unicamente quelle degli amministratori: che, pur riconoscendo gli errori del segretario, qualche difettuccio di democrazia hanno, naturalmente, inscenato la pantomima del rischio della spaccatura del partito, e soprattutto hanno non troppo velatamente “rimproverato” l’assemblea di non occuparsi delle questioni “che stanno a cuore alla gente” , dei programmi, delle alleanze ecc…e di fatto di occuparsi di fare fronde volte a delegittimare, scindere spaccare ecc…di volere fare la scelta dei candidati attraverso le primarie! ma come!, ci rimbrotta l’Assessore provinciale, quando il candidato ce l’hai, è come darsi delle martellate…
    Ecco, il mio sbigottimento sta proprio qui, nel non riuscire a cogliere l’istanze di questi amministratori, le loro ragioni e le loro preoccupazioni: ma se ci si sente in grado di amministrare ancora e validamente, come ci si può porre in contrapposizione così evidente con la base di questo partito, come si può trascurare la volontà di trasparenza e di partecipazione che fin prima del 14 ottobre sta animando una larga fetta di cittadini, e pure dopo l’opaca prova elettorale;
    come si può dimenticare che tutti siamo scesi in campo con volontà e uniti per fare campagna elettorale a candidati che onestamente non avevamo neppure scelto, eppure nel momento della competizione elettorale abbiamo corso per loro.
    Non capiscono i futuri sindaci, presidenti, assessori ecc…che prima bisogna conquistare la fiducia della base del proprio partito, poi si può chiedere a noi soldatini di scendere in campo a combattere. E questa fiducia non si conquista votando no, astenendosi, addirittura non votando le questioni di base, che sono le regole, la partecipazione, cose che creano collante, che rafforzano la base e quindi il partito stesso.
    Mi dicono che bisogna stare in strada, tra la gente, capire i veri problemi, altrochè sfiduciare le azioni del segretario: è vero, dimenticano molti nostri politici che noi in strada ci stiamo tutti i giorni, per lavoro, per questioni famigliari, conosciamo bene le nostre città, le viviamo nelle associazioni, nel volontariato, operiamo nelle circoscrizioni, nei consigli di quartiere. Usufruiamo dei servizi, quelli che funzionano e quelli che non funzionano. Conosciamo le scuole dei nostri figli, frequentiamo ospedali, uffici, giriamo in luoghi sicuri e meno sicuri ecc…
    Sappiamo anche quale sia il giudizio che cittadini ed elettori danno dell’operato di molti amministratori, e quindi anche del nostro partito. Purtroppo non sempre brillante!
    Credo che sia giunto il momento da parte di molti politici di uscire dall’arroccamento in cui negli ultimi anni hanno operato (compreso questi mesi), che si confrontino serenamente con la base, che ne accettino le aspirazioni di rinnovamento trasparenza e partecipazione, siano loro il motore di questo rinnovamento, siano loro a pretendere un partito nuovo e molteplice. Se riusciranno a interpretare le nuove istanze del partito non gli mancheranno i consensi per affrontare con rinnovata fiducia le prossime difficili sfide elettorali.

    Riccardo Bacchi

  3. gianluca 31 maggio 2008 08:53

    sono pienamente d’accordo con Riccardo soprattutto in un passaggio che non deve essere secondario, ma base principale di ogni discorso: ogni nostro sforzo, ribellione, alzata di scudi, contestazione avviene unicamente in difesa di una democrazia che è il collante dell’unità del PD. Chi continuamente taccia i ” ribelli” di spaccare il partito sa molto bene che le manovre e gli errori finora commessi dal segretario e dal suo staff sono i motivi principali delle spaccature avvenute. Non può esistere un partito fatto di poche menti e di molti operai, la vecchia logica della massa che ti seguiva anche in fondo al burrone è definitivamente tramontata. Oggi, qualcuno stenta troppo ad accettarlo, si sposa un progetto perchè ci si crede e se siamo qui a sbatterci e a combattere è perchè vogliamo che quel progetto che ha convinto tante persone rimanga tale e non un contenitore di tante belle parole e norme e pochi fatti. In Italia purtroppo sono sempre più numerose le eccezioni delle regole e anche nel nostro partito ne facciamo uso spesso, la regola principale delle primarie non deve conoscere eccezioni, il regolamento esiste e si rispetta. Credo che per noi, società civile, non servano eldorado o sogni impossibili, serve solo trasparenza e democrazia, serve rispetto delle regole e mancanza di colpi bassi, servono persone che decidono con noi e non tra di loro, serve un pò più di dignità da parte di chi abusa della nostra fiducia. Noi siamo il partito democratico, noi tutti siamo l’idea di unità e il progetto di Veltroni, noi compatti rappresentiamo il futuro.

  4. Alessandro Pilotti 31 maggio 2008 14:01

    Alessandro Pilotti (Liberal Pd) : “A Forlì troveremo soluzione unitaria”
    (31/5/2008 13:59) |

    (Sesto Potere) - Forlì - 31 maggio 2008 - Si è tenuta a Roma presso la sede nazionale del Partito Democratico la prima riunione dei soci fondatori dei Liberal PD, un’associazione politico-culturale che traendo ispirazione dell’elaborazione del pensiero liberaldemocratico, repubblicano, socialista, ambientalista, nonché dal Manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita” di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, intende contribuire alla diffusione e al rafforzamento degli stessi valori all’interno del dibattito e dell’iniziativa politica, parlamentare e istituzionale del Partito Democratico.

    L’associazione ha come Presidente l’ex-sindaco di Catania, Enzo Bianco, e come vicepresidente, l’ex-ministro Franco Bassanini e in Romagna annovera tra i soci fondatori il deputato cesenate, Sandro Gozi e il forlivese Alessandro Pilotti, e intende riaffermare il proprio sostegno a Walter Veltroni nella fase di radicamemento del partito.

    “Sono certo - ha dichiarato Alessandro Pilotti intervenendo sulla situazione del PD forlivese - che troveremo una soluzione unitaria. Non vedo un partito diviso ma solo una una pluralità di sensibilità che si confrontano apertamente. Nessuno può dire che a Forlì ci sia stata una fusione fredda. La nostra gente ha dimostrato di avere grande passione e questa passione darà una grande forza al PD in vista delle prossime scadenze elettorali. Credo - ha concluso Pilotti - che con il 2009 si debba chiudere anche in questa provincia con alleanze eterogenee, non è più tempo di coalizioni che tengano insieme dai clerical-moderati ai nostalgici della Falce e Martello. Il Partito Democratico deve correre libero definendo una proposta chiara di governo del territorio, e aprirsi alle istanze civiche di orientamento progressista.”

  5. maria maltoni 31 maggio 2008 15:58

    Sono convinta anche io, come Alessandro Pilotti di Liberal PD, che sia possibile a Forlì costruire un Partito Democratico forte, in grado di rispondere alle sfide che la situazione nazionale e locale ci richiede. E’ significativo anche il fatto che in ambito nazionale si siano costituite e si stiano costituendo associazioni, fondazioni, espressioni di quelle culture plurali di cui il PD è espressione. Ritengo che ciò possa garantire una maggior trasparenza di dibattito interno. Perchè si giunga però a determinazioni e scelte politiche chiare ed efficaci, è necessario andare al più presto a concludere il processo di formazione delle regole, in ambito regionale e provinciale.
    Infatti , è a partire da regole chiare e condivise , che la vita di un partito può essere effettivamente democratica. A questo riguardo la discussione sugli organi dirigenti , solo avviata nella scorsa riunione della assemblea territoriale, è fondamentale. E’ necessario, infatti, definire gli strumenti più utili per “governare ” il partito, posto che l’organo di indirizzo strategico, già esiste ed è l’assemblea territoriale. Penso che una direzione ristretta, affiancata da organi consultivi, quali le conferenze dei segretari di circolo e degli amministratori, possano essere la soluazione più adeguata. Ciò dovrà veramente consentire agli organi di funzionare, e di essere il luogo in cui si prendono le decisioni, senza dover più assistere - come si è visto in ormai troppe occasioni - a decisioni prese senza alcun coinvolgimento degli organi eletti.
    La votazione di lunedì scorso sul documento dei giovani democratici, ha evidenziato che sono tanti, all’interno del PD, che non sono disponibili ad accettare logiche non trasparenti. D’altro canto, chi si è assunta la responsabilità di fare proposte inaccettabili dal punto di vista del metodo e del merito - come quella dell’esecutivo poi azzerato dal voto- si è assunto anche la responsabilità di creare divisioni e malcontento all’interno del partito. Divisione che non esisteva, dato che il segretario era stato eletto pressochè all’unanimità.
    E’ davvero strano come questa lapalissiana verità non sia compresa da tutti, e come al contrario si tenti di strumentalizzare il dissenso, tacciando chi si è opposto a questo disegno , di ” frondismo”.
    Per arrivare ad una gestione unitaria del partito ed attivare tutte le riflessioni programmatiche che i forum rimasti sulla carta avrebbero già dovuto avviare da tempo, occorre uscire da questa situazione di stallo, ripartendo da zero, per ciò che attiene gli organi. Se alla fine del processo di completamente degli organi dirigenti il segretario, vorrà dotarsi di un staff tecnico, costituito da un numero limitato di persone, questo sarà il momento per farlo !
    Se riusciremo a procedere rapidamente sulla questione organi e sull’avvio della riflessione programmatica, ci saranno anche tutte le condizioni per avviare in tempi utili l’espletamente delle primarie per tutte le cariche per le quali lo statuto del PD le prevede.
    Credo al riguardo che l’atteggiamento assunto da Cofferati a Bologna, sia di grande trasparenza e serietà e dovrebbe essere di esempio per tutti i nostri ammnistratori.

  6. Maurizio 31 maggio 2008 17:45

    Sono un cittadino che votò alle primarie del 14 ottobre (ma ancora indeciso sull’aderire o meno al pd), e seguo da tempo questo blog (segnalatomi da un collega di ufficio), utilizzandolo anche come strumento di reperimento di informazioni e di comprensione del dibattito interno allo schieramento democratico. spesso mi mancano alcuni fondamentali, credo, ma ormai penso di riuscire ad orientarmi su alcune vicende: condivido molte delle analisi e delle riflessioni qui proposte. Pongo pertanto una domanda, a mio avviso cruciale, si teranno le primarie a Forlì per la scelta del sindaco, e per il presidente della Provincia? A mio avviso sarebbe un grandissimo e importante segnale se ciò avvenisse e se si presentassero diversi candidati. specie per il Comune è davvero opportuno capire se l’attuale sindaco gode di ampi consensi (e soprattutto se è in grado di uno scatto rispetto al grigiore e agli errori della sua amministrazione di questi anni) oppure se lo schieramento democratico ha bisogno di un nuovo candidato. Peraltro io credo che l’alleanza a sinistra vada fatta e che le primarie dovrebbero essere assolutamente di coalizione. temo però che i signori del vapore che anche qui qualcuno richiama nei vari post (sempre pronti ad accordi in circoli assai ristretti e legati a precisi interessi) stiano facendo di tutto per non favorire un vero confronto, e Alessandro Castagnoli, che non conosco, mi pare solo il paravento di questi pochi signori senza esercito.
    DA democratico e potenziale aderente (ma solo perchè credo nel progetto lanciato da Veltroni, non certo per quello che accade nella nostra comunità) vi chiedo: PRIMARIE SUBITO, E CON PIù CANDIDATI, DEMOCRAZIA SIGNIFICA SCEGLIERE TRA PIù OPZIONI.

  7. raoul mosconi 1 giugno 2008 16:04

    Vorrei offrire un contributo al dibattito pronendo una bozza di regolamento per lo svolgimento delle elezioni primarie scaricato qualche giorno fa dal sito del PD di Bologna. Si tratta di una proposta zero di un gruppo di aderenti che parte da questa premessa “Ogni circolo, ogni delegato, ogni amministratore e ogni aderente / elettore hanno il diritto dovere di avanzare idee e proposte al Partito.” che condivido fortemente.
    Un po’ lungo ma interessante, buonalettura!
    raoul

    Idee per un Regolamento Operativo per le Primarie

    Ogni circolo, ogni delegato, ogni amministratore e ogni aderente / elettore hanno il diritto dovere di avanzare idee e proposte al Partito.
    L’esperienza e la pratica politica ci insegnano che i programmi possono svilupparsi solo attraverso la testa e le gambe di coloro che saranno selezionati democraticamente per ricoprire ruoli istituzionali e di partito.
    Per favorire il dibattito pubblico a tutto campo in vista delle assemblee territoriali e comunali abbiamo redatto una “Bozza Zero” per un Regolamento Operativo per le Primarie, in applicazione di quanto stabilito dallo Statuto e dalle altre carte fondative del PD.
    Ci aspettiamo che questa bozza sia utile, anche in chiave partecipativa, a tutti i cittadini democratici e aiuti il Partito ad affrontare le scelte da prendere nelle prossime settimane, nella consapevolezza che siamo ancora “giovani” nelle procedure democratiche.
    Fermi nei principi democratici noi daremo, come sempre con passione, il nostro contributo.
    BOZZA ZERO PER LA DISCUSSIONE
    PROPOSTA PER IL DIBATTITO NEL PD EMILIANO-ROMAGNOLO
    IL CASO DI BOLOGNA
    (con qualche adattamento vale anche per tutti i coordinamenti territoriali dell’Emilia R.)
    Sulla base dello Statuto e a proposito dell’agenda politica proposta dalla segreteria territoriale (Conferenza Programmatica fissata per il 21 giugno 2008, per la quale auspichiamo l’immediato inizio delle attività preparatorie con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati), l’Assemblea territoriale / Comunale è tenuta a convocare le Primarie del PD e ad approvare il relativo Regolamenti operativo. Qui proponiamo che entro il 20 giugno sia definita una proposta di Regolamento, sulla base dei principi guida qui sotto riportati. La nostra richiesta politica-organizzativa è che per Bologna il Regolamento dovrà essere redatto dai primi due firmatari delegati del PD della presente proposta e da due delegati indicati dal Segretario Territoriale.
    PRINCIPI PER LA DEFINIZIONE DI UN REGOLAMENTO OPERATIVO PER LO SVOLGIMENTO DI ELEZIONI PRIMARIE
    PER LA SCELTA DEI CANDIDATI AL RUOLO DI SINDACO, DI PRESIDENTE DI QUARTIERE E DI PROVINCIA
    (nel caso della Provincia di BO ci dovrà essere un’intesa fra i Coordinamenti di Bologna ed Imola)
    RACCOLTA DELLE FIRME PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE
    - Dal 1 luglio 2008 fino al mercoledì antecedente la chiusura della Festa Provinciale de l’Unità per il PD è possibile raccogliere le firme per tutte le cariche (presidenti di quartiere, presidente della provincia e sindaci). Le firme potranno essere raccolte, nelle quantità previste dallo Statuto, direttamente dai vari candidati o raccolte dai segretari di circolo, o dalla segreteria delle sedi del PD e presso le Feste de l’Unità per il PD.
    - In questo periodo ogni struttura del partito deve garantire parità di condizioni ad ogni candidato che abbia raccolto almeno il 20% delle firme necessarie per la presentazione di quella determinata candidatura. Nelle iniziative interne al PD e in quelle pubbliche sarà quindi obbligatoria la presenza di tali candidati, nell’ambito del loro territorio di competenza. Si dovranno definire forme e modi per la parità di presenza negli organi d’informazione e pagine speciali dei siti del PD dedicate ai candidati delle Primarie.
    - Ogni candidato si deve far carico delle spese da lui sostenute, mentre il PD deve impiegare risorse finanziarie per iniziative comuni fra i vari candidati o per promuovere le Primarie fra i cittadini.
    - Il venerdì sera precedente la chiusura della Festa de l’Unità per il PD sarà dedicato alla presentazione delle candidature che avranno raccolto il numero di firme necessarie. Il sabato precedente la chiusura sarà dedicato al confronto fra le cariche di Sindaco di Bologna, di Presidente della Provincia e di Sindaco dei maggiori Comuni della Provincia.
    - Tutti i candidati, in riferimento al loro territorio, dovranno essere messi in grado di utilizzare da subito degli indirizzi (e-mail, telefoni, ecc.) degli iscritti e dei delegati del PD.
    - Entro tre giorni dopo la chiusura della Festa de l’Unità per il PD il segretario territoriale ufficializzerà, anche con l’acquisto di spazi nei quotidiani bolognesi, l’apertura della campagna elettorale nei territori in cui ci saranno due o più candidati per lo stesso ruolo.
    CAMPAGNA ELETTORALE DELLE PRIMARIE
    - Si svolgerà dal giorno dopo la chiusura della Festa de l’Unità per il PD fino al 28 novembre 2008.
    - Entro il 30 settembre tutti i candidati ammessi alle Primarie devono rendere pubblici (nel sito del PD, con la stampa di volantini a spese del PD, ecc.) i loro progetti / proposte specifiche sulla base dei punti programmatici emersi dall’Assemblea di Programma del Partito.
    - In questo periodo ogni struttura del partito deve garantire parità di condizioni ad ogni candidato. A tutte le iniziative pubbliche saranno quindi obbligatorie le presenze di tutti i candidati concorrenti per quel determinato territorio. Si dovranno definire forme e modi per la parità di presenza negli organi d’informazione.
    - Ogni candidato non può affiggere manifesti negli spazi pubblici o comprare spazi pubblicitari radiofonici o sulla stampa o sulla TV o in altre forme a pagamento.
    - Si svolgeranno confronti pubblici in tutti i circoli PD del territorio. Ogni circolo è tenuto ad organizzare, in raccordo con i candidati e con il segretario di zona (quartiere o comune), almeno un’iniziativa alla presenza di tutti i candidati. Ogni circolo deve convocare per tali dibattiti sia gli aderenti che gli elettori del 14 ottobre 2007 (più tutti i cittadini che hanno manifestato il loro interesse per il PD, come previsto dallo Statuto in vigore).
    - Per le cariche più importanti il segretario proporrà dibattiti pubblici cittadini (o provinciali o di quartiere), da organizzare anche alla presenza di soggetti economici, sindacali, professionali, associativi, culturali e fondazioni, ecc.
    VOTAZIONI ALLE PRIMARIE
    - Si svolgeranno nei giorni 29 e 30 novembre e si potrà votare in tutte le sedi dei Circoli del PD.
    - Per votare è necessario presentare un proprio documento d’identità (attestante la residenza nel territorio in cui si vota), sottoscrivere il programma del PD, versare una quota minima di 2 euro e accettare di iscriversi all’Albo degli Elettori del PD, rilasciando tutti i dati anagrafici necessari.
    - Vince il candidato che ha ottenuto il maggior numero dei voti validi per quel ruolo (metodo della maggioranza relativa).
    - Per tutte le altre modalità si fa riferimento agli articoli n° 18-19-20 del Capo IV (Scelta dei candidati per le cariche istituzionali) dello Statuto.
    ETICA DELLE PRIMARIE
    - Il Comitato Organizzatore territoriale, nominato dalla sua Assemblea di riferimento, si articolerà in tanti Comitati Organizzatori Comunali (per il Comune capoluogo anche di Quartiere). Ogni candidato può avere un proprio rappresentante all’interno del Comitato Organizzatore.
    - Il Segretario territoriale proporrà all’Assemblea un Comitato di Garanzia unico.
    - Tutti i candidati s’impegnano a collaborare con il partito per la campagna elettorale con gli avversari politici e quelli risultanti non vincenti alle Primarie riconosceranno la vittoria del compagno di partito.
    - I segretari e i componenti degli esecutivi ai vari livelli che si candidano devono dimettersi subito dai loro ruoli. Questo è evidente in quanto loro devono garantire in tutte le forme la correttezza e la buona riuscita delle Primarie.
    - I segretari e i componenti degli esecutivi ai vari livelli che non si candidano alle Primarie, devono garantire il regolare funzionamento del partito durante la campagna elettorale delle Primarie e al contempo devono garantire la parità d’opportunità dei vari candidati.
    - I segretari e i componenti degli esecutivi ai vari livelli possono pronunciare pubblicamente, solo come aderenti e a titolo personale, la loro preferenza per un candidato. Questo se espresso in forma pubblica (giornali, tv, assemblee, ecc.) deve avvenire solo nel mese di novembre 2008.
    COMITATO PROMOTORE PER LE PRIMARIE – Emilia Romagna (www.perleprimarie.org – info@perleprimarie.org )
    Firmatari delegati/e del PD Firmatari aderenti al PD o elettori / elettrici
    Paolo Orioli (Quartiere Porto - BO) Gianfranco Pasquino (Docente Universitario – BO)
    Riccardo Lenzi (Quartiere Reno – BO) Francesco Delli Santi (Bologna per l’Ulivo - BO)
    Andrea De Pasquale (Consigliere Prov.le PD) Nicoletta Zambon (Comitato Insieme – BO)
    Marco Valbruzzi (Comune Bagno di Romagna - FC) Riccardo Pradella (Dirigente d’Impresa - BO)
    Isabella Filippi (Quartiere Porto - BO) Isotta Pellicani (Dipendente Università – BO)
    Federico Aramani (Quartiere Savena – BO) Ornella Napoletano (Avvocato – BO)
    Anna Alberigo (Quartiere Savena – BO) Valerio Serra (Ass. Democrazia e Uguaglianza – BO)
    Enzo Gandolfi (Quartiere Savena – BO) Giovanni Militerno (Ass. Heritage Calabria – BO)
    Luca Foresti (Quartiere Savena – BO)
    NOTA BENE: per tutti quelli che vogliono contribuire alla stesura finale del documento o che vogliono contattare i firmatari o che vogliono firmare il documento, o che desiderano essere informati delle attività del Comitato, ci si può rivolgere a: info@perleprimarie.org
    Bologna, 9 maggio 2008

  8. raoul mosconi 1 giugno 2008 16:05

    Vorrei offrire un contributo al dibattito proponendo una bozza di regolamento per lo svolgimento delle elezioni primarie scaricato qualche giorno fa dal sito del PD di Bologna. Si tratta di una proposta zero di un gruppo di aderenti che parte da questa premessa “Ogni circolo, ogni delegato, ogni amministratore e ogni aderente / elettore hanno il diritto dovere di avanzare idee e proposte al Partito.” che condivido fortemente.
    Un po’ lungo ma interessante, buonalettura!
    raoul

    Idee per un Regolamento Operativo per le Primarie

    Ogni circolo, ogni delegato, ogni amministratore e ogni aderente / elettore hanno il diritto dovere di avanzare idee e proposte al Partito.
    L’esperienza e la pratica politica ci insegnano che i programmi possono svilupparsi solo attraverso la testa e le gambe di coloro che saranno selezionati democraticamente per ricoprire ruoli istituzionali e di partito.
    Per favorire il dibattito pubblico a tutto campo in vista delle assemblee territoriali e comunali abbiamo redatto una “Bozza Zero” per un Regolamento Operativo per le Primarie, in applicazione di quanto stabilito dallo Statuto e dalle altre carte fondative del PD.
    Ci aspettiamo che questa bozza sia utile, anche in chiave partecipativa, a tutti i cittadini democratici e aiuti il Partito ad affrontare le scelte da prendere nelle prossime settimane, nella consapevolezza che siamo ancora “giovani” nelle procedure democratiche.
    Fermi nei principi democratici noi daremo, come sempre con passione, il nostro contributo.
    BOZZA ZERO PER LA DISCUSSIONE
    PROPOSTA PER IL DIBATTITO NEL PD EMILIANO-ROMAGNOLO
    IL CASO DI BOLOGNA
    (con qualche adattamento vale anche per tutti i coordinamenti territoriali dell’Emilia R.)
    Sulla base dello Statuto e a proposito dell’agenda politica proposta dalla segreteria territoriale (Conferenza Programmatica fissata per il 21 giugno 2008, per la quale auspichiamo l’immediato inizio delle attività preparatorie con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati), l’Assemblea territoriale / Comunale è tenuta a convocare le Primarie del PD e ad approvare il relativo Regolamenti operativo. Qui proponiamo che entro il 20 giugno sia definita una proposta di Regolamento, sulla base dei principi guida qui sotto riportati. La nostra richiesta politica-organizzativa è che per Bologna il Regolamento dovrà essere redatto dai primi due firmatari delegati del PD della presente proposta e da due delegati indicati dal Segretario Territoriale.
    PRINCIPI PER LA DEFINIZIONE DI UN REGOLAMENTO OPERATIVO PER LO SVOLGIMENTO DI ELEZIONI PRIMARIE
    PER LA SCELTA DEI CANDIDATI AL RUOLO DI SINDACO, DI PRESIDENTE DI QUARTIERE E DI PROVINCIA
    (nel caso della Provincia di BO ci dovrà essere un’intesa fra i Coordinamenti di Bologna ed Imola)
    RACCOLTA DELLE FIRME PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE
    - Dal 1 luglio 2008 fino al mercoledì antecedente la chiusura della Festa Provinciale de l’Unità per il PD è possibile raccogliere le firme per tutte le cariche (presidenti di quartiere, presidente della provincia e sindaci). Le firme potranno essere raccolte, nelle quantità previste dallo Statuto, direttamente dai vari candidati o raccolte dai segretari di circolo, o dalla segreteria delle sedi del PD e presso le Feste de l’Unità per il PD.
    - In questo periodo ogni struttura del partito deve garantire parità di condizioni ad ogni candidato che abbia raccolto almeno il 20% delle firme necessarie per la presentazione di quella determinata candidatura. Nelle iniziative interne al PD e in quelle pubbliche sarà quindi obbligatoria la presenza di tali candidati, nell’ambito del loro territorio di competenza. Si dovranno definire forme e modi per la parità di presenza negli organi d’informazione e pagine speciali dei siti del PD dedicate ai candidati delle Primarie.
    - Ogni candidato si deve far carico delle spese da lui sostenute, mentre il PD deve impiegare risorse finanziarie per iniziative comuni fra i vari candidati o per promuovere le Primarie fra i cittadini.
    - Il venerdì sera precedente la chiusura della Festa de l’Unità per il PD sarà dedicato alla presentazione delle candidature che avranno raccolto il numero di firme necessarie. Il sabato precedente la chiusura sarà dedicato al confronto fra le cariche di Sindaco di Bologna, di Presidente della Provincia e di Sindaco dei maggiori Comuni della Provincia.
    - Tutti i candidati, in riferimento al loro territorio, dovranno essere messi in grado di utilizzare da subito degli indirizzi (e-mail, telefoni, ecc.) degli iscritti e dei delegati del PD.
    - Entro tre giorni dopo la chiusura della Festa de l’Unità per il PD il segretario territoriale ufficializzerà, anche con l’acquisto di spazi nei quotidiani bolognesi, l’apertura della campagna elettorale nei territori in cui ci saranno due o più candidati per lo stesso ruolo.
    CAMPAGNA ELETTORALE DELLE PRIMARIE
    - Si svolgerà dal giorno dopo la chiusura della Festa de l’Unità per il PD fino al 28 novembre 2008.
    - Entro il 30 settembre tutti i candidati ammessi alle Primarie devono rendere pubblici (nel sito del PD, con la stampa di volantini a spese del PD, ecc.) i loro progetti / proposte specifiche sulla base dei punti programmatici emersi dall’Assemblea di Programma del Partito.
    - In questo periodo ogni struttura del partito deve garantire parità di condizioni ad ogni candidato. A tutte le iniziative pubbliche saranno quindi obbligatorie le presenze di tutti i candidati concorrenti per quel determinato territorio. Si dovranno definire forme e modi per la parità di presenza negli organi d’informazione.
    - Ogni candidato non può affiggere manifesti negli spazi pubblici o comprare spazi pubblicitari radiofonici o sulla stampa o sulla TV o in altre forme a pagamento.
    - Si svolgeranno confronti pubblici in tutti i circoli PD del territorio. Ogni circolo è tenuto ad organizzare, in raccordo con i candidati e con il segretario di zona (quartiere o comune), almeno un’iniziativa alla presenza di tutti i candidati. Ogni circolo deve convocare per tali dibattiti sia gli aderenti che gli elettori del 14 ottobre 2007 (più tutti i cittadini che hanno manifestato il loro interesse per il PD, come previsto dallo Statuto in vigore).
    - Per le cariche più importanti il segretario proporrà dibattiti pubblici cittadini (o provinciali o di quartiere), da organizzare anche alla presenza di soggetti economici, sindacali, professionali, associativi, culturali e fondazioni, ecc.
    VOTAZIONI ALLE PRIMARIE
    - Si svolgeranno nei giorni 29 e 30 novembre e si potrà votare in tutte le sedi dei Circoli del PD.
    - Per votare è necessario presentare un proprio documento d’identità (attestante la residenza nel territorio in cui si vota), sottoscrivere il programma del PD, versare una quota minima di 2 euro e accettare di iscriversi all’Albo degli Elettori del PD, rilasciando tutti i dati anagrafici necessari.
    - Vince il candidato che ha ottenuto il maggior numero dei voti validi per quel ruolo (metodo della maggioranza relativa).
    - Per tutte le altre modalità si fa riferimento agli articoli n° 18-19-20 del Capo IV (Scelta dei candidati per le cariche istituzionali) dello Statuto.
    ETICA DELLE PRIMARIE
    - Il Comitato Organizzatore territoriale, nominato dalla sua Assemblea di riferimento, si articolerà in tanti Comitati Organizzatori Comunali (per il Comune capoluogo anche di Quartiere). Ogni candidato può avere un proprio rappresentante all’interno del Comitato Organizzatore.
    - Il Segretario territoriale proporrà all’Assemblea un Comitato di Garanzia unico.
    - Tutti i candidati s’impegnano a collaborare con il partito per la campagna elettorale con gli avversari politici e quelli risultanti non vincenti alle Primarie riconosceranno la vittoria del compagno di partito.
    - I segretari e i componenti degli esecutivi ai vari livelli che si candidano devono dimettersi subito dai loro ruoli. Questo è evidente in quanto loro devono garantire in tutte le forme la correttezza e la buona riuscita delle Primarie.
    - I segretari e i componenti degli esecutivi ai vari livelli che non si candidano alle Primarie, devono garantire il regolare funzionamento del partito durante la campagna elettorale delle Primarie e al contempo devono garantire la parità d’opportunità dei vari candidati.
    - I segretari e i componenti degli esecutivi ai vari livelli possono pronunciare pubblicamente, solo come aderenti e a titolo personale, la loro preferenza per un candidato. Questo se espresso in forma pubblica (giornali, tv, assemblee, ecc.) deve avvenire solo nel mese di novembre 2008.
    COMITATO PROMOTORE PER LE PRIMARIE – Emilia Romagna (www.perleprimarie.org – info@perleprimarie.org )
    Firmatari delegati/e del PD Firmatari aderenti al PD o elettori / elettrici
    Paolo Orioli (Quartiere Porto - BO) Gianfranco Pasquino (Docente Universitario – BO)
    Riccardo Lenzi (Quartiere Reno – BO) Francesco Delli Santi (Bologna per l’Ulivo - BO)
    Andrea De Pasquale (Consigliere Prov.le PD) Nicoletta Zambon (Comitato Insieme – BO)
    Marco Valbruzzi (Comune Bagno di Romagna - FC) Riccardo Pradella (Dirigente d’Impresa - BO)
    Isabella Filippi (Quartiere Porto - BO) Isotta Pellicani (Dipendente Università – BO)
    Federico Aramani (Quartiere Savena – BO) Ornella Napoletano (Avvocato – BO)
    Anna Alberigo (Quartiere Savena – BO) Valerio Serra (Ass. Democrazia e Uguaglianza – BO)
    Enzo Gandolfi (Quartiere Savena – BO) Giovanni Militerno (Ass. Heritage Calabria – BO)
    Luca Foresti (Quartiere Savena – BO)
    NOTA BENE: per tutti quelli che vogliono contribuire alla stesura finale del documento o che vogliono contattare i firmatari o che vogliono firmare il documento, o che desiderano essere informati delle attività del Comitato, ci si può rivolgere a: info@perleprimarie.org
    Bologna, 9 maggio 2008

  9. Alessandro Pilotti 1 giugno 2008 23:33

    Trovo che questa bozza zero determini una campagna un po’ lunga. Sono d’accordo che si debba votare il 30 novembre (ritengo che però la votazione su due giornate sia eccessiva).
    Per quanto riguarda la campagna vera e propria io lascerei l’apertura il 3 novembre. Tenere una campagna lunga in pratica 4 mesi per le primarie rischia di determinare un effetto boomerang con tutte le energie investire nella fase interna e in sostanza un anno di campagna elettorale, comprendendo i sei mesi e mezzo dalla primarie alle amministrative.
    Io sono un convinto sostenitore di primarie ma a volte di primarie si puo anche morire….

  10. maria maltoni 2 giugno 2008 21:38

    Ringrazio Raul per l’idea di postare questo documento sulle primarie. Infatti, le problematiche più di ordine interno che stiamo vivendo con particolare vivacità nella federazione forlivese, non ci possono far dimenticare che abbiamo di fronte appuntamenti molto importanti come le elezioni amministrative e che fare bene le primarie, è il migliore modo per arrivarci. Il meccanismo delineato dai bolognesi, mi pare sia aderente a quanto prevedono fino ad ora le bozze di statuto regionale, una prima consultazione interna agli iscritti per decidere i candidati e poi primarie aperte a tutti gli elettori, come già svolte anche in precedenza. Anche io ho qualche dubbio sui tempi ipotizzati, una campagna troppo lunga “all’americana” rischia di essere troppo destrutturante, come pure forse due giorni di voto sono troppi. E’ bene invece concentrarsi fin da subito anche sugli aspetti programmatici, oltre che sulla scelta dei candidati. Anche perchè pur in quella omogeneità di fondo che non può non esserci, tra soggetti che appartengono allo stesso partito, qualche differenza programmatica dovrà ben emergere, se non si vuole fare un confronto che riguarda esclusivamente le caratteristiche delle persone. Se pure è vero che anche questo aspetto non è nè indifferente nè ininfluente, ai fini della coerenza e della coesione dell’azione amministrativa. Un governo, a tutti i livelli, è legato anche alle caratteristiche delle persone che lo compongono. C’è poi la questione della rappresentanza di genere. Premetto che non ho affatto le idee chiare al riguardo, ma se si determinasse una situazione in cui sono presenti solo uomini quali candidati, verrebbe meno uno dei presupposti su cui il PD ha espresso un grande potenziale di novità: la presenza femminile pressochè paritaria, e se non del 50% però tendente a quella percentuale in liste ed organi.
    Devo rilevare con un certo disappunto che nelle ultime scelte compiute, in organismi nazionali e nello stesso Governo Ombra, questo aspetto è stato, come dire un po’ più in ombra e probabilmente hanno prevalso altri tipi di considerazioni. Non vorrei perciò che le primarie diventassero l’occasione per dimenticare del tutto questa priorità. Credo, quindi, che occorra individuare un qualche meccanismo che garantisca che tra i candidati che si sottopongono al giudizio degli elettori, vi siano anche presenze femminili, che in qualche modo si riesca ad incentivare anche la presenza di candidate donne. Come le liste per le primarie non erano valide senza una adeguata presenza femminile, così pure le primarie, potrebbero non essere realizzabili, senza almeno un candidato donna !

  11. riccardovitali 3 giugno 2008 10:48

    Credo che ci sia nel regolamento una parte che esclude la realizzazione di primarie per il secondo mandato se non si raccolgono almeno firme del 30% dei delegati comunali (non so se cito male non sono un esperto in regolamenti).
    Questo perchè, sebbene le primarie siano una sorta di investitura popolare del candidato, la prassi italiana al momento è che servano più ad indebolire il candidato prescelto (ricordiamo il tutti contro Prodi ed il tutti -quelli a cui è stato permesso farlo- contro Veltroni) che a rinvigorirlo.
    Prendiamo il caso di Cofferati.
    Non sono cittadino di Bologna ma da fuori mi sembra abbia ben lavorato. Ha sicuramente posto all’attenzione di tutti alcuni problemi che se fossero stati affrontati prima non ci chiederemmo oggi da dove spuntano fuori (la sicurezza, il rapporto con una sinistra immatura,l’apertura alle opposizioni - perchè se si parla di alleanze programmatiche non si può crocifiggere qualcuno se su alcuni temi l’opposizione è d’accordo,…).
    Il fatto che non abbia ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura non gli giova. Così come questa aria di continua supponenza. Ma pensare di obbligare gli elettori a primarie con il solo scopo di indebolirlo è penoso. Per quali leader alternativi poi (visto che non ce ne sono?).

    Io sono sempre stato un fautore di primarie vere (e di vere non ne abbiamo mai fatte tranne forse una per eleggere un presidente di circolo). Cerchiamo di trovare delle soluzioni valide che stimolino il dibattito ma che non abbiano il solo scopo di massacrare il candidato.
    Molti saluti.

  12. Carlo Giunchi 3 giugno 2008 14:34

    Il problema delle primarie anche secondo me va affrontato per tempo e con uno spirito il più possibile aperto.
    In linea di massima concordo con tutti coloro che le ritengono uno strumento fondamentale di democrazia e partecipazione e penso che un loro impiego molto esteso aiuti a rispondere nel modo migliore agli elettori sul piano delle candidature e quindi anche a vincere più facilmente le elezioni.
    Al riguardo non mi convincono molto i ragionamenti che evidenziano un loro rischio intrinseco, cioè quello di indebolire gli amministratori che si ricandidano per il secondo mandato, e ciò per due ragioni.
    Innanzitutto perchè il giudizio sul mandato precedente devono essere gli elettori a darlo, e non solo una ristretta cerchia di soggetti particolarmente politicizzati; poi perchè comunque in generale ogni scelta è più qualificata se deriva da un confronto fra più opzioni.
    C’è poi un fatto non irrilevante di carattere comunicativo, che concerne la forza che il partito riesce a mettere in campo in campagna elettorale, tanto maggiore quanto più esteso è il suo coinvolgimento nella formazione delle liste.
    Peraltro, come ricorda Riccardo Vitali,lo statuto prevede già la possibilità che ci siano altri candidati anche nella circostanza che il sindaco uscente si ricandidi (ci vuole il 30% di firme dell’organismo territoriale corrispondente).
    Però non si può non tenere conto che si sono già sentite opinioni del tipo “se il sindaco uscente si ricandida, andare alle primarie significa farsi del male”, che tendono in qualche modo a fare un’azione di scoraggiamento delle nuove candidature, quello sì destinato a fare molto male.
    Non capisco perchè un sindaco, se è convinto di aver lavorato bene, deve temere di sottoporsi alla valutazione ed al confronto con altri. Anzi, vincere tale confronto al contrario può rafforzarlo.
    Certo che se uno pensasse di soccombere alle primarie, facendosi lui del male, a quale titolo avrebbe la pretesa di essere ancora il candidato alle elezioni?
    E pensiamo a quanto grave sarebbe la responsabilità di candidarlo senza una verifica preventiva.
    Quindi io credo vada applicato integralmente lo statuto, e come esso stesso dice, se non verranno sottoscritte altre candidature, si evitino pure le primarie. Ma venga previsto tutto il tempo e i modi adeguati perchè queste procedure possanno concretamente essere attuate. Non si facciano giochetti dilatori o cose analoghe, le pagheremmo sul piano elettorale.
    D’altra parte consentire un’ordinata e trasparente competizione, sia di programmi che di persone, indurrà tutto il corpo del partito a sostenere con forza alle elezioni il candidato risultato vincente alle primarie, proprio perchè è frutto di un confronto democratico e, come tale, rappresenta tutti. Cosa che non è se la candidatura viene formulata in un ambito troppo ristretto e senza alternative.
    Ciò detto vorrei segnalare un problema caratteristico della nostra provincia, suddivisa com’è, per quanto riguarda il PD, in due territori, Forlì e Cesena.
    E’ chiaro che le primarie per la Provincia dovranno riguardare insieme entrambi i territori e ciò dovrà valere anche per il metodo di presentazione delle candidature. Su questo è indipensabile un confronto per valutare come tradurre sul piano locale le norme dello statuto e gli orientamenti regionali, senza ledere minimamente la capacità di pronunciamento da parte degli elettori.

  13. maria maltoni 3 giugno 2008 21:08

    La sottolineatura di Carlo sulla questione “primarie ” con riferimento all’anomalia costituita dalla nostra provincia con due federazioni PD, è molto opportuna. Occorre definire modalità possibilmente parallele nelle procedure e nei tempi, di fatto realizzando una sorta di primaria “provinciale “anche perchè si si giungesse alla scelta di due candidature diverse nelle due federazioni, dovremmo rifare le primarie tra il candidato di Forlì e quello di Cesena? Per questo motivo è fondamentale riprendere il tema del coordinamento tra le due federazioni, che dovrebbe essere previsto anche dal punto di vista statutario, per dirimere questioni e soprattutto per procedere di comune accordi su una serie di questioni in cui il livello decisione non può che essere più ampio dei singoli territori. Ciò varrà soprattutto sul piano amministrativo, ma sarebbe bene che i gruppi dirigenti dei due partiti territoriali, cominciassero a comunicare tra loro e a definire strategie comuni, fin d’ora.
    Come ho avuto modo di sostenere anche all’assemblea del 26 maggio, credo che il sottoporsi alla primarie, rafforzi anche i sindaci che sono al secondo mandato, perciò ben vengano candidature anche nelle realtà dove i primi cittadini ( o il presidente della provincia) ha espletato già un primo mandato!

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