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Europa, Mondo e Relazioni Internazionali

Mercoledì 11 Giugno 2008 alle ore 20,45 presso la sede del PD in Via Dragoni, 57

avrà luogo una riunione aperta a tutti gli aderenti e a tutti i cittadini elettori per la costituzione di un Forum sul tema

Europa, Mondo e Relazioni Internazionali

Il referente per la costituzione del Forum è Lamberto Zanetti lazanet(chiocciola)tin.it

Considerata l’importanza dell’argomento, si raccomanda la massima partecipazione.

Cordiali saluti,

Roberto Borroni

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4 Commenti a "Europa, Mondo e Relazioni Internazionali"

  1. Alessandro Pilotti 8 giugno 2008 22:01

    Ecco una nobile sentenza della Cassazione

    La deportazione e l’assoggettamento ai lavori forzati sono un crimine contro l’umanità
    Perché la Germania deve risarcire i deportati
    (Cassazione 14201/2008)
    Sono legittime le cause promosse dagli ex deportati italiani in Germania nei confronti della Repubblica Federale tedesca per ottenere il risarcimento delle sofferenze patite durante i lavori forzati nei campi di concentramento nazisti. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione respingendo i ricorsi presentati dalla Germania che, attraverso il suo ambasciatore in Italia, aveva sostenuto che il giudice italiano non potesse decidere sulle richieste di risarcimento dei danni. I procedimenti giunti al vaglio della Cassazione riguardano una cinquantina di ex deportati, provenienti da tutta l’Italia, e fanno seguito ad altre richieste di danni presentate in cause analoghe e decise favorevolmente dalla Cassazione con il rigetto dei ricorsi presentati dalla Germania contro l’instaurazione di processi risarcitori in Italia. Ora come allora, le Sezioni Unite hanno ribadito che non possono essere escluse dal risarcimento quelle violazioni che costituiscono crimini contro l’umanità e “che segnano anche il punto di rottura dell’esercizio tollerabile della sovranità”. La Suprema Corte ha infatti affermato che “la Repubblica federale di Germania non ha il diritto di essere riconosciuta immune dalla giurisdizione civile del giudice italiano”, ma deve piuttosto riconoscersi piena giurisdizione al giudice del nostro paese anche in considerazione del fatto che le deportazioni iniziarono in Italia dopo l’8 settembre 1943, e che “la comunità internazionale considera la deportazione e l’”assoggettamento dei deportati al lavoro forzato come crimine contro l’umanità”.(06 giugno 2008)
    La deportazione e l’assoggettamento ai lavori forzati sono un crimine contro l’umanità
    Perché la Germania deve risarcire i deportati
    (Cassazione 14201/2008)
    Sono legittime le cause promosse dagli ex deportati italiani in Germania nei confronti della Repubblica Federale tedesca per ottenere il risarcimento delle sofferenze patite durante i lavori forzati nei campi di concentramento nazisti. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione respingendo i ricorsi presentati dalla Germania che, attraverso il suo ambasciatore in Italia, aveva sostenuto che il giudice italiano non potesse decidere sulle richieste di risarcimento dei danni. I procedimenti giunti al vaglio della Cassazione riguardano una cinquantina di ex deportati, provenienti da tutta l’Italia, e fanno seguito ad altre richieste di danni presentate in cause analoghe e decise favorevolmente dalla Cassazione con il rigetto dei ricorsi presentati dalla Germania contro l’instaurazione di processi risarcitori in Italia. Ora come allora, le Sezioni Unite hanno ribadito che non possono essere escluse dal risarcimento quelle violazioni che costituiscono crimini contro l’umanità e “che segnano anche il punto di rottura dell’esercizio tollerabile della sovranità”. La Suprema Corte ha infatti affermato che “la Repubblica federale di Germania non ha il diritto di essere riconosciuta immune dalla giurisdizione civile del giudice italiano”, ma deve piuttosto riconoscersi piena giurisdizione al giudice del nostro paese anche in considerazione del fatto che le deportazioni iniziarono in Italia dopo l’8 settembre 1943, e che “la comunità internazionale considera la deportazione e l’”assoggettamento dei deportati al lavoro forzato come crimine contro l’umanità”.

  2. Raffaele Barbiero 15 giugno 2008 11:27

    Da Vicenza: facciamo diventare il 21 giugno una giornata nazionale di riflessione sul ruolo della Cooperazione

    Salve a tutti, come gruppo boicottaggi del presidio permanente contro il Dal Molin proponiamo a tutti i comitati di aiutarci nella raccolta firme che stiamo facendo fuori dai supermercati Coop Adriatica vicentini.
    Si tratta di banchetti di pressione su Coop affinchè prenda posizione, come mebro della lega delle Cooperative, su CCC e CMC, cooperative “rosse” che hanno vinto l’appalto per la nuova base Usa.
    Nel sito http://www.nodalmolin.it trovate il testo dell’appello per la raccolta firme, che vanno inviate alla casella postale n. 200, Presidio Permanente No Dal Molin, 36100, Vicenza.
    Chiediamo inoltre di contattarci al numero telefonico 3403793658 per comunicarci dove verrà fatto il banchetto.
    Per noi significa molto, pur essendo questa un’azione collaterale, diciamo della nostra lotta la Dal Molin; ma crediamo che solo cambiando la mentalità delle persone possiamo riuscire a fermare le grandi opere e
    le nocività, e che questa raccolta firme riapra il dibattito sul ruolo della cooperazione e di come questa stia perdendo il suo significato, ma diventi una macchina di profitto.
    Facciamo invece vedere cos’è in grado di mettere in campo il patto di mutuo soccorso.

    *BOICOTTAGGI DI CCC E CMC A VICENZA: COSA STIAMO FACENDO?*

    * *

    Come molti di voi sapranno, l’appalto per costruire la nuova base USA Dal Molin a Vicenza è andato a due cosiddette ?Coop rosse?, la C.C.C. di Bologna e la C.M.C. di Ravenna.

    Si tratta di realtà che non sono nuove ai voltafaccia in cambio di denaro: il Tav, i Cpt, queste le loro opere: il loro curriculum fa impallidire.

    Da alcuni mesi il Presidio di Vicenza si sta muovendo per boicottare queste due realtà, che poco hanno di etico e Cooperativo. Dall’andare nelle loro sedi a mettere in chiaro che per fare la base dovranno
    utilizzare la forza pubblica contro la popolazione, ai volantinaggi informativi, ci siamo mossi in molti modi.

    Ci piacerebbe che questi signori venissero isolati, che altre realtà italiane che fanno cooperazione sociale prendessero posizione, dicendo che non sono questi i valori portati avanti dal terzo settore.

    Entrambe queste cooperative fanno parte di Legacoop, la lega delle Cooperative, di cui sono parte anche Coop adriatica, Unipol, Conad, tra le altre.

    Molti di noi sono soci e consumatori Coop. Abbiamo deciso quindi di inizare a fare pressione su questa realtà affinchè prenda posizione rispetto alla presenza all’interno della Lega delle Cooperative di C.C.C. e C.m.c..

    Da un mese stiamo raccogliendo firme fuori dalle Coop di Vicenza, nonché partecipando alle assemblee di zona dei soci Coop per porre con forza il problema di incoerenza all’interno della Lega delle Cooperative.

    *TU COSA PUOI FARE?*

    - Il 21 Giugno vogliamo che fuori dalle Coop di tutta Italia vengano raccolte firme di pressione su Coop. Il testo per la raccolta firme lo trovi su http://www.nodalmolin.it alla
    sezione boicottaggi. Le firme ci vanno poi inviate il prima possibile, entro il 30 giugno vogliamo chiudere la raccolta. L’indirizzo a cui inviarle lo troverete a breve sempre sul sito, alla sezione boicottaggi.

    - se sei socio Coop partecipa all’assemblea dei soci e fai mettere all’ordine del giorno la mozione che anche noi abbiamo presentato, che trovi sempre sul sito.

    - Se lavori in una Cooperativa sociale poni il problema che questa si dissoci ufficialmente da ccc e cmc, coop che non rispettano i valori etici della cooperazione,e faccelo sapere via mail.

    *per info: *www.nodalmolin.it

    boicottaggi@nodalmolin.it **

  3. riccardovitali 16 giugno 2008 12:33

    Ma l’avallo al progetto DalMolin non l’ha dato il governo Prodi ?
    Così come per la Tav?

    No perchè i casi sono due : o qualcuno poco attento alle valutazioni della maggioranza (del partito e del paese) pensa di poter continuamente tirare la coperta dove più gli aggrada in barba alle elementari regole di convivenza politica o si mette di nuovo in discussione tutto al che chiediamoci se ha senso continuare.

    L’analisi fatta poi è molto fuorviante si alterna il riferimento a cooperative ed a cooperative sociali che sono due mondi completamente diversi (uno dei quali non si può pensare senza fini di lucro a meno di non vivere sugli alberi).

    Proporrei di far diventare il 21 giugno una giornata di riflessione (e basta). E magari di assunzione di responsabilità (politica e civile). Sai che rivoluzione.
    Molti saluti.

  4. Alessandro Pilotti 15 luglio 2008 12:35

    Domenica scorsa è morto in un incidente stradale Bronislaw Geremek.
    Ecco il ricordo del più europeo dei polacchi.

    Ascoltando parlare questo grande uomo, non si aveva tanto l’impressione di essere di fronte a un Polacco, ma piuttosto di essere in compagnia di un europeo. Questo attaccamento all’interesse generale europeo che lo caratterizzava ne faceva già un candidato probabile per occupare il posto di Presidente del Consiglio Europeo in caso di ratifica del Trattato di Lisbona.

    Ritorno sulla via di un Europeo indimenticabile
    Bronislaw Geremek era nato il 6 marzo 1932 a Varsavia da una famiglia ebrea. Egli conobbe la vita nel ghetto di Varsavia e quando non aveva ancora 11 anni suo padre fu ucciso dopo la deportazione ad Auschwitz. Dopo questo periodo doloroso, si inscrisse all’Università di Varsavia per seguire un corso di studi in Storia.

    … gli europei lo rimpiangeranno

    Raggiunta la Francia alla fine degli anni 50 qui si stabilì per lo studio e all’inizio degli anni 60 cominciò a frequenare l’Alta Scuola Pratica degli Studi di Parigi . Fu anche direttore del Centro di Civiltà Polacca della Sorbona. Presentò la sua tesi nel 1972 sul tema dei parigini emarginati del XIV e XV secolo. Divenne dunque Professore di Storia all’Università di Varsavia e specialista della civiltà europea nel Medioevo. Vi insegnò dal 1965 al 1980. Fu anche accolto come insegnante al Collegio d’Europa di Bruges , ma questo molto più tardi.

    Storico, ma soprattutto politico e fine negoziatore.
    Bronislaw Geremek ha avuto un ruolo di primo profilo nella storia della Polonia. Aderente nel 1950 al Partito Operaio Unificato Polacco, il solo partito politico autorizzato, lasciò questa formazione nel 1968 per le purghe antisemite e per la primavera di Praga.

    Ritornerà alla politica attiva solo nel 1980 con la partecipazione al Comitato di difesa degli operai durante lo sciopero dei cantieri navali di Danzica. Fu responsabile degli accordi di Danzica tra gli intellettuali e gli operai che fondarono il sindacato di Solidarnosc in quanto consigliere speciale di Lech Walesa. Vittima della repressione comunista, fu imprigionato nel 1981 per due anni e mezzo. Nel 1989 in occasione della Tavola Rotonda tra il Partito e l’opposizione, partecipò attivamente alla transizione del suo paese verso la democrazia.

    Fu eletto deputato lo stesso anno e occupò le funzioni di Presidente della commissione degli affari esteri della Dieta. Nel 1997, fu chiamato al posto del Ministro degli Affari Esteri e operò per tre anni per l’adesione del suo paese all’Unione europea. È sotto i colori del partito che ha fondato nel 2001, Unia Wolnosci – Partia Demokratyczna (Unione delle libertà - Partito Democratico), che è stato eletto deputato europeo nel 2004 per la prima elezione europea del suo paese. Ha tentato di diventare Presidente del Parlamento Europeo contro la candidatura di Josep Borell. Aveva in effetti raccolto più voti del numero di deputati membri dei gruppi parlamentari che lo sostenevano: Verdi e ALDE.

    Si ricorderà anche della sua lotta contro la legge di lustrazione dei fratelli Kacinskij nel 2007 dove fu anche minacciato di essere destituito dal suo posto di deputato europeo. Il Parlamento Europeo lo ha allora sostenuto con fervore. Qualche mese più tardi, la Corte Costituzionale polacca annunciò l’illegalità della misura. Ricompensato per le numerose distinzioni nel corso della sua vita come il Premio Internazionale Carlo Magno per il suo impegno per l’unificazione europea, è stato anche insignito, in Francia, Ufficiale della Legione d’Onore e Comandante dell’Ordine nazionale del merito.

    Fu anche, se convenite, Presidente dell’OSCE. D’altra parte, egli ha occupato le funzioni di Presidente della Fondazione Jean Monnet per l’Europa. Da iscrivere al suo attivo, allo stesso modo, ci sono la fondazione nel 2002 del Collegio di Europa di Natolin presso Varsavia.

    … è senza dubbio il più europeo dei Polacchi …

    Il più europeo dei Polacchi
    Diplomatico, innamorato della Libertà ed europeo convinto, Bronislaw Geremek resterà in ogni modo nelle nostre menti come un uomo impegnato. È senza dubbio il più Europeo dei Polacchi per la sua storia, i suoi atti, le sue parole. Ci si ricorda delle sue dichiarazioni in occasione degli Stati generali d’Europa del 21 giugno scorso a Lione dove aveva presentato con pieno vigore il suo attaccamento all’Unione Europea a fianco del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Egli aveva infatti spiegato che Unione Europea rappresentava per lui una possibilità in tanto che cittadino di un antico paese del blocco sovietico. Egli aveva richiamato tutta l’’importanza della libertà di circolazione, “questa formidabile capacità di attraversare le frontiere” che non era immaginabile ancora 20 anni fa in Polonia.

    Bronislaw Geremek resterà un monumento per la Polonia e per l’Europa, per la trasmissione dei valori di pace e di rispetto dei diritti civili, per il suo umanesimo, per la sua lotta per l’ottenimento del pluralismo e delle libertà. L’opera della sua vita è quella della democrazia. Per questo gli europei lo rimpiangeranno.

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