La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

I diritti di tutti

Giovedi 12Giugno 2008
Dalle ore 21,00

Presso Exarea
Viale Gramsci, 81 - Forlì

Presentano

Per i diritti allargati/coppie di fatto
e serata a sostegno dei diritti umani

Ore 21,30
Musica Llive
Antonio brigante e i suoi briganti
Brani dal loro concerto Beata varietà

Coordina e presenta
Roberto Borroni
Segretario Circolo PD “Musicisti-Coriano”
Voci recitanti Rita Ballini e Pierpaolo sedioli,
brani e poesie da Brecht, Pasolini, ecc…

Ore 22,30
Disco music
Special guest star  “antonio brigante e i suoi briganti”

Per un’Area: Associazioni, formazione, cultura, arte e spettacolo

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11 Commenti a "I diritti di tutti"

  1. Alessandro Pilotti 12 giugno 2008 09:32

    Bisogna iniziare a fare politica dicono da più di un mese i sostenitori dell’inerte segretario.
    Ma chi è che fa politica? Chi ieri sera si è incontrato al Circolo Musicisti per costruire un Forum Tematico Europa, Mondo e Relazioni Internazionali, chi questa sera si incontrerà per la costituzione di un Forum associazioni, formazione, cultura, arte e spettacolo attorno all’iniziativa i diritti di tutti o chi sta cercando di cucire un organismo direttivo attorno ad un segretario che se avesse un po’ di dignità si sarebbe dimesso martedì 27 maggio?
    Chi vuole bene al PD?

  2. Gessica Allegni 12 giugno 2008 11:54

    Complimenti per l’iniziativa! Finalmente qualcuno ha il coraggio di trattare certi temi.

    Purtroppo non ci sarò causa assemblea comunale,
    ma vi auguro una buona riuscita!

  3. maria maltoni 14 giugno 2008 22:01

    Il fatto che oggi la Lega abbia festeggiato a Milano la bocciatura del Trattato Europeo da parte dell’Irlanda, la dice lunga sulla visione politica di quella che oggi è la terza forza politica italiana , parte rilevante della compagine governativa.
    La posizione della Lega sull’Europa, ma anche su altre questioni rilevanti di politica interna, come ad esempio le politiche legate all’immigrazione nel nostro Paese, la dice lunga su quello che spesso è il sentimento dominante nelle discussioni “da bar”, dove non si ragiona in un’ottica di prospettiva, ma con la pancia, come se si discutesse di una partita di calcio persa ( tanto per stare sull’attualità). Personalmente avevo sperato che i tangibili benefici che l’Irlanda ed i suoi cittadini hanno potuto ottenere dall’Unione Europea, fossero sufficienti a far comprendere la necessità di ratifica del Trattato, ma evidentemente non è così. Qualche commentatore politico oggi, sostiene , forse la bocciatura deriva dal fatto che hanno già avuto…ma come si può pensare che nell’interdipendenza oggi esistente tra i fenomeni non solo economici e sociali, ma perfino ambientali oggi esistente, ci sia qualcuno che può pensare di farcela da solo? Il problema è che il ruolo dell’Europa, soprattutto sui grandi temi internazionali economici e dei diritti, è ancora troppo debole: c’è ancora poca Europa nella politica mondiale , non troppa!
    E poi da donna, non posso non pensare che l’Italia sarebbe davvero peggiore e meno paritaria di quanto non lo sia oggi ( e lo è ancora troppo poco) se non ci fosse stata l’integrazione europea.
    Qualche giorno fa , nell’ambito di un seminario di studio, ho sentito la presidente delle donne dell’internazionale Socialista, l’europarlamentare M. Pia Locatelli, affermare ( e detto da lei quindi con cognizione di causa per conoscenza diretta ) una cosa che anche io sostengo da tempo: cioè che quel poco di parità tra i generi che esiste in Italia, ci viene direttamente dal processo di integrazione europea. Certo, prima forse indirettamente, perché le direttiva sulla parità salariale degli anni ’70 erano più volte a tutelare la libertà di concorrenza che non le donne, ma da vari decenni ciò che è avvenuto in Italia, in termini di legislazione di parità e di azioni positive, è frutto diretto dell’applicazione di direttive comunitarie.
    Sono fortemente preoccupata perciò dell’antieuropeismo leghista e non vorrei che come su altre vicende, questa posizione diventasse condizionante a livello governativo italiano.
    Certo, la bocciatura da parte dell’Irlanda rischia di rimettere in discussione tutto. Occorrerà perciò trovare meccanismi che consentono di arrivare a processi decisionali diversi, che non prevedano- di fatto- diritti di veto da parte di singoli paesi. L’Europa deve andare avanti, insieme, non abbiamo alternative.

  4. Sara 15 giugno 2008 23:13

    Cari tutti

    ho trovato un pò di “cibo” per la mente e voglio condividerlo con voi anche se è terrificante. Dedicato a chi pensa che la Storia sia solo un esecizio di nozionistica (si noti la data in calce)
    Un caro saluto
    Sara

    …Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri…
    Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo.
    Tratto da De la démocratie en Amerique di Alexis De Tocqueville, 1840

  5. Alessandro Pilotti 16 giugno 2008 10:45

    Qual’è alternativa a ciò che descriveva Tocqueville in questo lucido brano postato da Sara de la Democrazia in America?
    Io provo a condividere con voi questo brano che Luigi Einaudi pubblicò nel 1944 a Lugano, tanto più attuale dopo il No Irlandese.

    “Ma la federazione vuol dire invece liberazione degli stati dalle funzioni accentratrici: difesa nazionale, moneta e comunicazioni. La funzione di difesa o di offesa contro il nemico richiede il massimo di concentrazione di comando in un solo luogo di ubbidienza delle varie parti del’organismo nazionale. Sono le funzioni economiche del governo della moneta, delle poste, telegrafi e telefoni, della navigazione aerea e simili che chiedono unità di direttive. Liberiamo gli stati da questi compiti accentratori, affidandoli a corpi tecnici federali quanto più possibile privi di splendore esteriore; facciamo sì che siano adempiuti da tecnici militari ed economici; e noi avremo non scemata ma accresciuta l’importanza morale e spirituale dei singoli stati, ai quali continuerà a spettare il governo delle cose che sono veramente importanti per gli uomini: la giustizia, la sicurezza, l’educazione, i rapporti di famiglia, la tutela dei deboli, le assicurazioni sociali, la lotta contro l’indigenza, le bonifiche, i rimboschimenti.
    La federazione ha bensi un fondamento economico. Essa è il risultato necessario delle moderne condizioni di vita le quali hanno unificato il mondo dal punto di vista economico, trasformandolo in un unico mercato. Spiritualmente, essa mira però alla meta opposta; che è quella di liberare l’uomo dalla necessità di difendere a mano armato il proprio piccolo territorio contro i pericoli di aggressioni nemiche ed a lui, così liberato, consente di aspirare a prendere parte, utilizzando al massimo le risorse del proprio piccolo territorio alla vita universale. Liberazione dalla materia e non asservimento ad essa: questa è la ragion d’essere della federazione: epperciò anche è sua ragion d’essere non la mortificazione ma la esaltazione dello spirito.”

    E ancora in una conferenza del 1947

    “Occorre che i popoli in una di quelle misteriose maniere di cui è feconda genitrice la storia, consapevoli delle difficoltà dell’impresa e degli incommensurabili vantaggi che essa è destinata a produrre, impongano la loro volontà ai governanti, sempre timidi - e sia data venia per la umana esitazione - nel rinunciare ad una parte dei diritti sovrani dela loro nazione.”

  6. Casadei turroni gabriella 17 giugno 2008 14:27

    Scrive Giorgio Bocca un bel editoriale sull’espresso,in seguito alla recente visita di Berlusconi al Papa,visita senzáltro dovuta ,visto le promesse in campagna elettorale ,su scuole private ecc….,ma quello che vorrei condividere con il blog e’la conclusione dell’articolo che fa riflettere anche se datato 2008.”Il comunismo e’fallito ovunque….il nostro capitalismo non ha assicurato nemmeno lúnita’della nazione o la nettezza urbana,non ha sonfitto,ma ha fatto prosperare le mafie. [come in un paese con guerra civile avremo i militari a presidiare il territorio,aggiungo io.]Si direbbe che il potere religioso e quello politico stiano trovando un pieno accordo, per denunciare la lotta di classe come l’unico vero ostacolo al benessere e alla felicita’generali.E’un vizio antico dei ceti dominanti,purtroppo pagato con milioni di morti e affamati.”GIORGIO BOCCA

  7. Alessandro Pilotti 27 giugno 2008 19:46

    Domani sarò a Bologna al Pride Nazionale dell’orgoglio gay lesbico transgender e bisex.
    Torno dopo otto anni ad un Pride, da quella straordinaria manifestazione di gioia e di colore che fu il World Pride del 2000 durante il Giubileo.
    Dopo l’ottusità del Ministro Carfagna e le dichiarazioni del Ministro Maroni, dobbiamo trasformare il Pride in una manifestazione nazionale per i diritti civili che ogni giorno vengono messi in discussione.
    Mi auguro che un giorno non ci sia più l’esigenza di organizzare un Pride o di rivendicare un’appartenenza ad una comunità gay e lesbica.
    Ma oggi bisogna esserci.

  8. patrizia barducci 28 giugno 2008 13:28

    buongiorno a tutti,
    io vorrei portare l’attenzione alla dichiarazione del ministro Maroni sul monioraggio dei Rom,con rilevazione delle impronte digitali ai bambini.
    i segni di un orrore che fu di qualche tempo fa si stanno sempre più ingigantendo..a quando il numeto tatuato sul braccio..su chi appartiene ad un mondo diverso, pur appartenendo al genere umano(sic).
    perchè tanta paura dello straniero…quando i primi stranieri siamo noi e abbiamo tanta tanta paura del diverso che è dentro di noi..?

  9. Alessandro Pilotti 29 giugno 2008 07:57

    Ieri è stata una bellissima manifestazione colorata.
    Circa cinquantamila persone hanno occupato pacificamente i viali di Bologna. Putroppo i democratici erano pressochè assenti, ma questo fa parte dei tempi che stiamo vivendo.
    L’unico deputato presente in testa al corteo era Benedetto Della Vedova del PDL.
    Presenze significative erano la Presidente del’Istituto Storico della Resistenza di Forlì e Cesena Patrizia Dogliani, del Presidente del Consiglio Comunale di Bologna, Gianni Sofri e dell’ex leader della Sinistra Giovanile Fausto Raciti.
    Se continueremo così perderemo, dopo la comunità gay lesbica lombarda, quella che per intenderci fattura e da tempo ha scelto Berlusconi, anche i tanti che non si riconoscono in un partito che non ha ancora una chiara identità sui diritti civili.

  10. Maria Teresa Vaccari 29 giugno 2008 10:27

    Appello a difesa della legge 188/2007 contro i licenziamenti mascherati da dimissioni

    Vi segnalo questo importante appello che è stato lanciato da un gruppo di donne (politiche, sindacaliste, giornaliste e imprenditrici) per scongiurare l’abrogazione della Legge sulle dimissioni in bianco, della quale la Parlamentare Pd, Teresa Bellanova è stata promotrice nella XV Legislatura.

    Per il testo completo http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=1955216

  11. Maria Teresa Vaccari 3 luglio 2008 07:56

    GOOD NEWS!!!
    Adnkronos - Mer 2 Lug - 22.48

    Bogotà, 2 lug. - (Adnkronos) - E’ stata liberata Ingrid Betancourt. La candidata alla presidenza della Colombia era nelle mani dei guerriglieri delle Farc da febbraio del 2002. Con lei sono stati rilasciati anche altri 14 ostaggi, tra cui tre americani.

    A confermare la notizia della liberazione, è stato il ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos, il quale ha spiegato che si è trattato di un blitz militare e non di un rilascio concordato.

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