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In ricordo di Pino Rustignoli

Se n’è andato improvvisamente Pino Rustignoli, uno di quei militanti che ci sono sempre, che non litigano, che vogliono unità.
Ricordo l’affetto con cui mi ha accolto alla Taverna Verde, quando un anno e mezzo fa mi sono iscritto a quella sezione oggi circolo del Partito Democratico.
Entusiasta di questa avventura del partito nuovo come tanti di quella generazione, spesso citava Luciano Lama che per lui era tuttora un punto di riferimento per intransigenza morale e lungimiranza politica.
All’ultimo direttivo di circolo a cui partecipò un mese fa intervenne con saggezza a fine dibattito preoccupato per le discussioni interne che ci assorbivano non facendo concentrare il nostro impegno su come risollevare le sorti del partito.
Con Pino se ne va un sincero democratico.

Alessandro Pilotti

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4 Commenti a "In ricordo di Pino Rustignoli"

  1. maria maltoni 14 giugno 2008 21:57

    Anche io voglio ricordare Peppino Rustignoli, scomparso in questi giorni, con cui prima del PD ( e dei DS) ho condiviso un’altra casa comune: la CGIL di Lama e di Trentin.
    Una casa comune in cui all’inizio degli anni ’80 convivevano “inquilini” molto diversi. Potevi trovarci giovani militanti socialisti come me ( a disagio in un PSI ormai tutto craxiano) e militanti comunisti come Peppino, che erano stati a Cuba per la campagna internazionalista di aiuto a Fidel.
    Visioni del mondo certo diverse, c’era chi si definiva riformatore chi riformista, ma accomunate da una idea forte. Un concetto di giustizia sociale che se a volte - come sosteneva Di Vittorio- faceva dare ragione ai lavoratori anche quando avevano torto, faceva comunque stare dalla parte dei più deboli. Oggi le disuguaglianze continuano a crescere, e a dismisura, i diritti nell’accezione più ampia di diritti umani, vengono messi in discussione in troppo paesi, a volte anche in quelli democratici per definizione e vocazione. Allora diventa importante riuscire a stare insieme anche se si è diversi, riuscire a trovare il minimo comun denominatore che unisce, piuttosto che la differenza che divide. Ed è la sfida di questo nostro PD, dove chi aveva gli anni di Peppino, si è trovato davvero accanto quelli che 50 anni fa erano i suoi “ nemici” politici. Mi stupiva la sua voglia di fare e di confrontarsi, nonostante gli anni, l’affetto che concretamente mi dimostrava ogni volta che ci incontravamo a qualche riunione: un abbraccio, un buffetto sulla guancia, come se fossi stata ancora quella compagna appena entrata in CGIL e lui il militante che aveva visto Fidel, contento di ritrovarsi insieme , di nuovo in una “casa comune”. L’impegno di fare crescere e consolidare questo partito, e portarlo nuovamente a vincere, è un impegno morale che tutti dobbiamo sentire, soprattutto nei confronti di militanti come lui.

  2. redames rustignoli 22 giugno 2008 08:24

    ciao Alessandro, ho apprezzato tantissimo il tuo ricordo vivo di mio babbo Pino, perchè era così sincero e vero nell’affermare la sua ragione del vivere.Un grazie a Maria Maltoni, ritengo importante e toccante per tutti gli uomini quando dice di stare insieme anche se diversi, trovare un minimo che unisce, piuttosto che differenze che dividono, questo lo definirei anche AMORE all’uomo.
    Grazie da parte di tutta la mia famiglia Redames Rustignoli

  3. Giorgio Zanniboni 25 giugno 2008 11:15

    Apprendo anch’io con dolore la scomparsa di Pino Rustignoli, una colonna per il PCI e la sinistra non massimalista che si è evoluta e ora milita nel PD. Il suo esempio di vita e militanza, nel sindacato e nel partito, deve servire per dare una impronta di moralità riformista, combattiva e unitaria al partito nuovo che stiamo cercando di costruire, molto faticosamente, vincendo resistenze conservatrici e spirito di appartenenza a precedenti formazioni.

  4. Alessandro Pilotti 30 giugno 2008 00:41

    Caro Redames, sono io che io voglio ringraziare ancora una volta tuo padre.
    Quando intervenni all’ultimo congresso di sezione di Ospedaletto dei Democratici di Sinistra, sentivo che quello era uno dei discorsi più difficili della mia vita.
    Io ero lì proprio perchè si chiudeva una storia e si iniziava un’avventura nuova, ma ero consapevole che per molti militanti del vecchio PCI quello era un cambiamento radicale.
    Quando scesi dal palco c’era tuo padre che mi disse: “Pilotti sono completamente d’accordo con te”.
    Dopo la tensione finalmente mi rilassai e quella sua dimostrazione d’affetto mi sta accompagnando tuttora.

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