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Camicie verdi

i Giovani democratici vi invitano alla proiezione del film “Camicie Verdi” di Claudio Lazzaro che si terrà mercoledì 16 luglio ore 21 presso l’Area dibattiti (vicino libreria) al Festival dell’Unità Forlì.

Al termine della proiezione dibattito e apertivo.

Introduce la proiezione:

Roberto Balzani.

Scarica il volantino: qui

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1 Commento a "Camicie verdi"

  1. Sara 15 luglio 2008 09:34

    Dedicato a chi ha Occhi abbastanza Grandi per Vedere:

    “E’ necessario percorrere tutto il labirinto. Scendere nelle cantine con gli occhi aperti. Guardare in faccia il Negativo e “soffermarsi presso di esso”. Cogliere nello spirito di quel negativo tutta la forza che è in grado di trasmettere e che spesso nasce da una perdita, da una mancanza, oppure dalla paura. Il ribelle non attacca per rimuovere o accecarsi, ma per rimuovere ciò che impedisce di vedere e vivere”

    Cari tutti,

    in calce una breve analisi introduttiva al film “Camicie Verdi”. La nostra urgenza più grande è quella ora di dare risposte concrete alle persone, partendo da un’analisi approfondita dei fenomeni sociali in corso e affrontando quello che, a mio parere, rimane il nodo più complesso e insoluto: il deficit culturale della nostra società. Fuori e al nostro interno.

    SINOSSI:
    Dove sta andando la Lega Nord? Perché al suo interno cresce la componente fascista, mentre l’involuzione xenofoba e razzista diventa sempre più visibile? Per scoprirlo, nel nostro viaggio all’interno delle anime del movimento leghista, ci faremo accompagnare da una guida speciale: l’europarlamentare Mario Borghezio, protagonista, fin dall’inizio, dell’avventura che ha portato, lo scorso 17 novembre, all’approvazione in via definitiva al Senato della riforma costituzionale che sancisce la devolution, in altri termini la riorganizzazione dello Stato italiano su base federale. Il racconto inizia con i festeggiamenti della Lega Nord per l’approvazione in Parlamento della devolution e continua seguendo Mario Borghezio, che dopo Bossi è il leader più popolare, il più applaudito ai comizi. Borghezio è un “politico di strada”, ha un solido rapporto con la base elettorale, alterna la sua attività di parlamentare europeo a un fitto calendario di appuntamenti sul territorio (ronde, fiaccolate, manifestazioni contro le moschee) in qualità di presidente dei Volontari Verdi, organizzazione che prosegue sulla linea inaugurata dalle Camicie Verdi, volute da Bossi nel 1996 quando lanciò la sua sfida allo Stato italiano con la dichiarazione d’indipendenza dei popoli della padania. Secondo Guido Papalia, procuratore capo di Verona, le Camicie Verdi erano un’organizzazione paramilitare. Da quest’accusa dovranno difendersi, il prossimo ottobre, una quarantina di leader della Lega, a cominciare da Bossi, Borghezio e Calderoli. Il punto cruciale del film è l’intervista rilasciata da Carlo Marchini, fondatore delle Camicie Verdi ed ex senatore leghista: “Bossi mi chiamò all’una e mezza di notte chiedendomi di sparare ai carabinieri durante il raduno per la dichiarazione d’indipendenza padana. Voleva manifestazioni eclatanti, gesti estremi, voleva che si bruciassero i tricolori. Gli dissi che era pazzo. Poi scoprii che alcuni esponenti della Lega avevano ordinato, a mio nome, l’uccisione di Borghezio: serviva un martire da mostrare nelle piazze. Ma a quel punto feci un passo indietro”.
    Semplicemente agghiacciante. Lazzaro si raffronta anche coi giovani leghisti partecipanti alle iniziative culturali (!) organizzate nelle discoteche dal partito; li incalza con domande sui motivi che li hanno spinti nella scelta dell’adesione e i valori in cui credono, ottenendo come risposta solo fragili sorrisi che mascherano un profondo, inquietante vuoto di convinzioni e idee. Altro che “celodurismo”, qui siamo davanti ad una totale mancanza di sostanza. Ma questa è la Lega che fa più paura: la Lega del futuro che sta sorgendo dal fuoco, ancora acceso, del disprezzo e dell’odio che fuoriesce dalle bocche dei distinti rappresentanti parlamentari in camicia verde. È per questo che c’è bisogno di una forte e ostinata voce contraria. Avanti allora, o popolo, affinché nel domani l’unico verde sovrano sia quello dei campi in fiore.

    Andrea Piovesana

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