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Pierluigi Castagnetti: una nuova tenda per la politica italiana

Edizioni Diabasis

Istituto Gramsci Forlì

Organizzano:

Una nuova tenda per la politica italiana

Alla Festa Provinciale dell’Unità del Partito Democratico di Forlì

Dialogo a partire dal libro di Pierluigi Castagnetti

La nuova tenda (Diabasis)

Venerdì 11 luglio alle 21.15, alla Festa Provinciale dell’Unità del Partito Democratico di Forlì, presso il Giardinetto (via Punta di Ferro, zona Fiera) un appuntamento politico-istituzionale di grande rilevanza, specie nell’attuale periodo di intenso dibattito e fermento: Pierluigi Castagnetti presenterà il suo libro La nuova tenda (Diabasis), in un incontro organizzato dall’Istituto Gramsci di Forlì. Coordinerà il dibattito, Thomas Casadei direttore del Gramsci e ricercatore all’Univ. di Modena e Reggio Emilia.

I “partiti-tenda” sono i nuovi protagonisti della politica italiana. A differenza dei vecchi “partiti-casa” o “partiti-chiesa”, la tenda è la metafora più appropriata al clima di provvisorietà che ad oggi si respira, ma dà anche, in positivo, il senso del cammino e della non rigidità dei nuovi soggetti politici.

Pierluigi Castagnetti, uno dei maggiori esponenti del cattolicesimo democratico, ripercorre nel libro La nuova tenda, da poco pubblicato da Diabasis, il lungo cammino che ha portato alla nascita del Partito democratico, identificando le caratteristiche che il nuovo soggetto politico dovrebbe avere per sopravvivere con successo. E sottolineando l’importanza, per il Pd, della presenza dei cattolici: un patrimonio culturale indispensabile al centro-sinistra italiano, che il Pd deve essere in grado di conservare, in sintonia con le altre correnti di pensiero che gravitano intorno ad esso.

Pierluigi Castagnetti è stato segretario nazionale del Partito popolare italiano (Ppi), presidente dei deputati della Margherita, vice presidente della Camera dei Deputati. E’ tra i fondatori dell’Ulivo, della Margherita e del Partito democratico. Ha pubblicato per Diabasis: L’Europa e la quarta generazione dei diritti, Conoscere l’Euro e La costituzione offesa; per le Edizioni il Popolo: Un fiore e le sue radici, Viaggio al centro di un anno difficile e Un passo giusto; per Pozzi Editore: Dopo l’Euro l’Europa e Il vento aiuta chi sa dove andare; per Rubbettino: I cattolici democratici nella vita nazionale e, insieme a Savino Pezzotta, Come esserci.

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5 Commenti a "Pierluigi Castagnetti: una nuova tenda per la politica italiana"

  1. [...] sconosciuto: [...]

  2. Collini Stefania 13 luglio 2008 07:32

    Avevo già apprezzato Castagnetti quando venne a Forlì nel 2006 per difendere la costituzione dall’attacco della destra. Rileggendo parte della presentazione del suo libro ” La Costituzione offesa” ho pensato che certe cose sono ancora le stesse… Leggi ad personam prima delle leggi per tutti, attacco alla Costituzione nel principio cardine dell’uguaglianza, narcolessia politica, incapacità di adeguare prontamente le proprie strategie da parte del centro sinistra: il PD può essere un ottimo tentativo di contrastare questa deriva , ma occorre fare attenzione a non scivolare nei vecchi vizi di casta dai quali, purtroppo, non siamo immuni.
    Presentando il suo nuovo libro ” Il Partito tenda” ha detto cose interessanti fra queste ricordo:
    1)Il PD partito nuovo deve aprirsi a nuove idee, noi ” vecchi della politica” facciamo fatica, per sedimentazioni molto datate, a rispondere a questa esigenza: quindi largo ai giovani ( questa brutta legge elettorale non ha certamente aiutato) e a noi vecchi un passo indietro
    2) Non abbiamo percezione della realtà del Paese e anche qui metodi nuovi di ricerca psicosociologica devono essere utilizzati ad es. i Focus Group- Io ne ho fatta sperimentazione e già prima delle elezioni il responso era “sarà una catastrofe” avete perso i contatti
    3) il PD o meglio i suoi rappresentanti politici di alto livello devono imparare ad auscultare, come diceva Moro, la gente. E’ da tempo che la politica autoreferenziale crede, parlando e solo parlando, di conoscere ,focalizzare e centrare gli interessi, ma non funziona più. Così abbiamo perduto il contatto con la classe operaia che in grande numero ha votato Lega, che almeno ascolta. Noi invece siamo percepiti come “il partito che non mi vede e non mi sente”.
    4) le modifiche intervenute a livello mondiale negli ultimi 10 anni sono talmente incisive, rivoluzionarie e pervasive, che hanno anche modificato il comune sentire delle persone anche indirettamente. Per questo ora valgono più le percezioni che non le realtà ( es. la sicurezza/e, es. il pericolo immigrazione), ma pesano anche le cocrete difficoltà economiche , sempre più diffuse, incomprese da professionisti della politica che sono definiti casta, anche per gli agi economici che li portano distanti dal comune disagio. E la pancia dell’elettore si volge verso chi ascolta, anche se le soluzioni che propone non sono per la maggioranza degli italiani ma per pochi, a volte per uno solo.
    5) il legame con il territorio non è il tesseramento , ma la presenza: impariamo dai rappresentanti della Lega che sono lì sul territorio sempre, mentre invece noi, professionisti della politica, andiamo solo al momento elettorale e basta.
    6) nella fase di costruzione del PD, quando i caratteri distintivi del soggetto politico nuovo non sono ancora compiuti, è deteriore pensare dove ci collocheremo nel Parlamento europeo se PSE o altro: penso che questa decisione debba essere presa dopo, non in corso d’opera. Perchè altrimenti la scelta oggi sarebbe condizionata troppo dalle storie incrostate dei vecchi partiti di provenienza e ancora non ben amalgamate , quindi tarate di preconcetti e posizioni del passato più che del futuro PD.
    7) Nuovo valore al merito e non alla cooptazione dei giovani nella politica. E non solo…nuovo valore primario allo studio e alla conoscenza, negli ultimi 15 anni offuscato dalle cattive abitutidini di puro presenzialismo e di sola immagine, con scadimento grave di tutti i valori, anche quello sociale e civile.

    Insomma, ho incontrato un politico navigato e schietto che, pur non volendo mettere in naftalina la sua intelligenza, vuole lasciare spazio ed apre con il suo concetto del PD partito tenda, davvero alla innovazione politica. E fornisce, con i suoi ragionamenti e riflessioni, una speranza di uscita dal torpore abitudinario e stanco che condiziona molti dei nostri politici e purtroppo caratterizza almeno finora anche la nostra opposizione a questo governo.
    Grazie all’Istituto Gramsci per questa ulteriore occasione di
    ragionamento politico.
    Stefania

  3. LucianaTampieri 13 luglio 2008 09:20

    grazie Stefania per l’utile sintesi, che mi informa dell’incontro con Castagnetti( a cui, come sai, non ho partecipato, e che soprattutto mi incoraggia a sperare che forse ce la faremo a costruire un partito come avevamo sognato
    luciana

  4. Alessandro Pilotti 13 luglio 2008 11:12

    Una domanda mi sorge spontanea.
    Perchè Castagnetti ha chiesto la deroga allo statuto per ricandidarsi nonostante le molte legislature alle spalle nelle ultime elezioni del 13 aprile?
    Quindi il largo ai giovani vorrei che fosse non solo dichiarato ma praticato.

  5. Giorgio Ravaioli 13 luglio 2008 16:21

    Castagnetti ha toccato vari argomenti con molto realismo e disincanto, senza attardarsi in nostalgie per il passato, da parte di chi ha svolto ruoli importanti.Ciò che mi è piaciuto ,fra l’altro, è stato lo sforzo di analisi e di comprensione delle ragioni che hanno determinato il parziale insuccesso del PD alle ultime politiche”.Per il prossimo futuro l’idea di praticare la capacità di ascolto di tutte le energie “positive ed attive” e l’idea di ” accompagnare” il Paese nel processo di evoluzione riformista mi paiono intuizioni molto buone. Già ci stavo pensando, quindi concordo con la necessità di dare “scientificità” al nostro ragionare organizzando anche sul piano locale “focus group” per costruire blocchi di ragionamento e prgetti utili alla definizione del Programma per le prossime scadenze elettorali locali.Ritengo molto importante che nel giro di poche settimane, cioè subito dopo le ferie, siamo in grado di definire a livello di Direzione Provinciale un piano di lavoro articolato e partire subito!! Giorgio Ravaioli

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