La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Il governo ombra e la proposta politica del PD

Nell’ambito della Festa de l’Unità del Partito Democratico di Vecchiazzano

Il governo ombra e la proposta politica del PD

Sen. Enrico Morando
Cordinatore Governo Ombra del PD

Coordina
Elisa Massa
Segretaria Comunale PD Forlì

Martedì 2 Settembre 2008 Ore 21,00
Presso il Circolo Endas “Antonio Fratti”, Via Castel Latino 32,Vecchiazzano-Forlì

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10 Commenti a "Il governo ombra e la proposta politica del PD"

  1. [...] sconosciuto: [...]

  2. riformistadoc 31 agosto 2008 14:56

    bella iniziativa, e complimenti a Elisa Massa (che io non ho mai sostenuto): si sta rivelando una brava segretaria, e l’unico riferimento solido rispetto al disastro del segretario provinciale.
    speriamo che le primarie servano davvero, ho forti timori vista la assai deludente prova dell’amministrazione uscente (una giunta pessima, guidata da una Sindaca da cui tutti si aspettavano di più).

  3. ordelaffi 1 settembre 2008 09:18

    “unico riferimento solido”

    anche dal punto di vista fisico visto com’è smunto il castagnoli

  4. Thomas Casadei 5 settembre 2008 21:48

    Veltroni a Bertinoro:
    due proposte concrete all’insegna del radicalismo democratico

    E’ stato piacevole quest’oggi ascoltare in un clima di dialogo aperto il segretario del Pd Walter Veltroni a Bertinoro.

    Bella cornice e bella l’idea di uno scambio con i partecipanti alla scuola di politica dopo una breve introduzione: un modo diverso di pensare ad un partito e anche ad una diversa concezione della leadership. Più dialogica, più aperta, più democratica.

    Dopo un discorso un poco vago sul riformismo (parola che troppo spesso viene pronunciata come panacea di tutte le questioni, a voler risolvere un profilo identitario ancora da elaborare in maniera approfondita), finalmente si sono potute ascoltare - ed io l’ho fatto con vero entusiasmo - due proposte concrete, e molto radicali, espressione di quella *rivoluzione democratica* che la nuova stagione avviata da Veltroni si propone di portare avanti:

    1) il lancio di una proposta di legge per togliere i partiti dall’amministrazione delle Asl e della Rai, primo firmatario Veltroni, secondo firmatario Salvatore Vassallo (deputato PD e consulente per gli Affari Costituzionali del PD, nonchè coordinatore della scuola di politica)
    La proposta mira a separare la politica e prevederà “un albo nazionale” per dirigere le aziende sanitarie, in cui i candidati “verranno valutati secondo il curriculum e scelti per titolo. Lo stesso dovrà valere per la Rai dove Veltroni vedrebbe bene un amministratore delegato che risponde di quello che fa.
    Parlando giustamente di “una totale revisione del rapporto tra politica e amministrazione” Veltroni ha concretamente indicato una via di radicalismo democratico, che serve come il pane ad un Pd che voglia disegnare il suo profilo attraverso scelte chiare e nette, anche su materie difficili e delicate.

    2) la seconda proposta - lanciata nei giorni scorsi - riguarda un modo più ampio (finalmente!) di concepire la questione della sicurezza e dei migranti, ovvero il diritto di voto per i migranti che vivono nelle nostre città, lavorano, sono al servizio della collettività, e come tali oltre a doveri devono legittimamente essere portatori anche di diritti, a partire da quelli politici, fondamentali in una visione democratica della cittadinanza.
    Finalmente un modo autonomo, e libero dalle gabbie della paura che qualcuno vorrebbe imporre, di trattare la questione della sicurezza e della buona convivenza.

    A questo proposte Veltroni ha giustamente agganciato l’invito ad “un maggiore spirito di squadra”, e alla costruzione di un partito nuovo “al servizio dei cittadini”, non tutto rivolto all’interno “fatto di riunioni che convocano riunioni che convocano seminari, in una bulimia di discussione che porta a poco”.

    Un’ottima risposta a chi come D’Alema proprio ieri ha rilanciato l’idea di un “direttorio dei big” alla guida del partito…non è quel che serve adesso, serve un partito con un forte gruppo dirigente, ma senza direttori, e senza smanie di protagonismo dei singoli. Il Segretario del PD c’è, il partito va costruito dal basso, e con modalità innovative.
    Qualcosa si muove nella giusta direzione, dare corpo alle politiche e alle sollecitazioni della nuova stagione spetta a tutti i democratici che non si rassegnano alla conservazione degli antichi vizi e riti della politica che non c’è più.
    Stare tra i cittadini, costruire un partito al servizio dei cittadini: questa la sfida autentica.
    Questo il senso della rivoluzione democratica che non può fermarsi, nonostante le difficoltà.

  5. Maria Teresa Vaccari 6 settembre 2008 12:03

    Forlì, elezioni: Nadia Masini si candida alle Primarie del Pd

    http://www.Romagnaoggi.it - 6 settembre 2008 - 11.35 (Ultima Modifica: 06 settembre 2008)

    Nadia Masini si candiderà alle primarie del Partito democratico per la scelta del candidato sindaco alle elezioni amministrative 2009. La prima cittadina forlivese ha sciolto la riserva mettendo così a tacere voci ed indiscrezioni che si erano diffuse nei giorni scorsi e dopo l’Assemblea comunale che giovedì sera ha valutato positivamente il lavoro della sua giunta nei quattro anni di mandato fin qui trascorsi. Il termine ultimo per sciogliere la riserva scadeva il 15 settembre.
    “Ho valutato con attenzione la grande responsabilità che comporta questa scelta e ho deciso di rispondere positivamente - dichiara Nadia Masini -. Credo che il lavoro svolto in questi anni sia stato importante e abbia favorito un’ulteriore crescita della nostra Città”.
    Una candidatura convinta, che parte dai risultati raggiunti in questi anni. “Molto si è fatto (dalla sanità all’infanzia, dalla viabilità all’ambiente, dal sociale alla cultura ecc.), molto c’è da fare (penso allo sviluppo del nostro sistema imprenditoriale) - dichiara il sindaco -agendo con decisione sul terreno dell’innovazione tanto più necessaria a fronte di una situazione non facile nella quale versa il nostro Paese”.
    “I profondi cambiamenti in atto richiedono uno sforzo di progettazione alto e deciso - afferma Nadia Masini - tanto più importante in una realtà come quella forlivese che si colloca in cima e non in fondo alla graduatoria dei territori più avanzati. Questo significa un impegno straordinario per rafforzare l’elevato grado di sviluppo raggiunto, per riconoscere e dare risposte efficaci e condivise alle criticità esistenti, per alimentare e assicurare la più ampia partecipazione e condivisione degli obiettivi e delle scelte per il futuro della Città, poiché esso non si costruisce solo con l’impegno di uno o di pochi”.
    “Credo che ora si debba aprire un chiaro percorso per la definizione degli obiettivi programmatici con il più alto coinvolgimento sociale - è l’auspicio del sinadco -, declinando su questi le possibili alleanze fra le forze politiche realmente disponibili ad una precisa responsabilità di governo della Città”.

  6. Alessandro Pilotti 6 settembre 2008 12:06

    Finalmente…

  7. ricbacchi 7 settembre 2008 13:41

    Dalle primarie al governo della città
    Apprendo dalla lettura dei giornali locali che a Forlì il PD promuoverà elezioni primarie per la scelta del candidato Sindaco, consultazioni che si terranno il 14 dicembre. Le candidature dovranno essere presentate entro il 17 novembre previa raccolta di firme di sostegno del 30% dell’assemblea comunale o del 15% degli iscritti forlivesi.
    Il Sindaco uscente con tutta probabilità si ricandiderà a guidare la città anche nella prossima legislatura, accettando la sfida delle primarie, ed è oramai altrettanto certa la disponibilità del professore Roberto Balzani a partecipare alla prova delle elezioni “primarie”.
    Di altri sfidanti non vi è notizia certa ma sarebbe bello che a breve altre disponibilità vi fossero, per aggiungere contenuti e contributi a questa forma di “costruzione del programma” partecipata e sicuramente anche un po sofferta dove, speriamo, alla fine i candidati sconfitti si uniranno al vincitore per giungere al vero obiettivo di tutto questo processo: proporre alla città un candidato ed un programma che “innanzitutto” convinca la maggioranza del proprio partito, per poi cercare di convincere anche la maggioranza della città.
    La sfida che si profila ora è già di per sé interessante perché mette di fronte 2 personalità diverse: da una parte un candidato che incarna maggiormente istanze e percorsi politico-istituzionali, dall’altra parte un candidato che si può indicare come “espressione della società civile”, anagraficamente meno di una “generazione” di differenza.
    Il “Carlino” di oggi già precisa che Balzani è “punto di riferimento della minoranza interna”: credo sia un grave errore indicare la presenza di una minoranza del partito (figuriamoci un punto di riferimento) , anche perché ciò fa automaticamente pensare che esista “la maggioranza” del partito, e questo, sinceramente, non mi risulta così evidente: credo che la realizzazione del Partito Democratico sia ancora ad uno stadio iniziale, in una situazione “fluida”, con tutte le difficoltà e le insidie che un processo così importante ed innovativo porta con se, ancora la coesione (di intenti e di programmi) tra gli aderenti non è compiuta e non lo sarà neanche tra breve, ma individuare rapporti di forza interni è un gioco che può giovare solo all’opposizione, a chi vuole indebolire l’avversario, un gioco al quale noi aderenti non ci dobbiamo prestare e nel quale, ne sono convinto, i 2 candidati non vorranno certo cimentarsi.
    La sfida è aperta, credo che vincerà chi riuscirà a coinvolgere maggiormente “la base” nel processo formativo del programma, chi saprà coinvolgere maggiormente le organizzazioni economiche e sociali della città, soggetti tradizionali e nuovi, soprattutto chi guarderà avanti proponendo nuove soluzioni e nuovi punti di vista che possano catalizzare l’attenzione di indecisi, delusi ecc…
    Insomma, noi cittadini siamo pronti a contribuire alla definizione dei programmi e alle sfide del 2009: vediamo chi accoglierà queste disponibilità!
    Disse, in proposito, Walter Veltroni il 5 settembre a Bertinoro:
    “Il PD ha meno di un anno di vita, e già tutti son lì a dire che non va…Ma noi abbiamo l’idea di un partito riformista che faccia da baricentro della politica italiana: e ci vorrà del tempo, un lavoro programmatico, un partito che sta dove c’è la società, meno chiuso in se stesso. In alcune parti d’Italia lo vedo già; in altre noto la stanchezza di gruppi dirigenti che parlano ancora il vecchio linguaggio.”
    Vincerà chi ripartirà, non solo a parole ma nei fatti, dal PD di Veltroni.

    Riccardo Bacchi

  8. Giorgio Zanniboni 7 settembre 2008 19:19

    Servizio idrico: controriforma e monopoli protetti in Emilia-Romagna

    L’Antitrust ha bocciato la legge regionale n. 10 del 30 giugno 2008 per la parte riguardante il servizio idrico sostenendo che la Regione non può legiferare in una materia affidata allo Stato (Ministero all’Ambiente) peraltro ostacolando la concorrenza nel settore e caricando illegittimamente di costi le tariffe, quindi gli utenti.
    Ricordo che con questo provvedimento la Regione ha riorganizzato una serie di Enti per ridurre la spesa pubblica e ha soppresso gli ATO ma in materia idrica è andata ben oltre il problema e, a sviluppo di precedenti orientamenti, in particolare protesi allo svilimento della legge di riforma 36/94, ha nuovamente modificato normative statali e regionali confermando il sostegno alle gestioni monopolistiche e insistendo nella tendenza a penalizzare gli utenti.
    Il processo antiriformatore iniziò nel 1999 con la legge regionale n. 25 che anzichè istituire in Romagna un unico ATO - nel rispetto del fondamentale comma a) art. 8 della legge 36/94, che recita “tenuto conto dei vincoli contenuti …nel piano regolatore generale degli acquedotti” , cioè dell’esistenza dell’Acquedotto della Romagna – dava vita ad ATO provinciali e inoltre non rendeva obbligatorio l’uso prioritario dell’acqua di Ridracoli.
    Così il separatismo istituzionale, la moltiplicazione di apparati e posti di comando, l’uso irrazionale delle risorse idriche sono stati pagati dai cittadini-utenti e dall’ambiente; e sono costi socialmente e politicamente pesanti.
    Questa linea affatto di sinistra è stata sviluppata al punto di seppellire alcuni fondamentali presupposti per lo sviluppo del servizio idrico chiaramente indicati dai decreti di attuazione della legge 36/94: per il potenziamento degli acquedotti si deve ricorrere alle “acque di migliore qualità disponibili”, le fonti vanno scelte “valutando i costi/benefici energetici”, la tariffa del servizio “è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica…”
    Rovesciando la politica regionale portata avanti dal 1970 al 1997 (fonte primaria quella appenninica, Bidente e Rabbi poi il Savio) per la Romagna si è puntato sul Pò, scelta sciagurata sul piano politico e come strategia in rapporto ai mutamenti climatici, alla qualità della risorsa, ai consumi di energia e alle enormi ricadute tariffarie.
    E per sostenere la conseguente scelta fatta da Romagna Acque nel 2006 – aggravata dall’incredibile collocazione territoriale dei nuovi impianti - con tecnici molto servizievoli la Regione è arrivata al punto di manipolare i dati sulla portata del Savio, mentre gli struzzi sono stati super imitati nascondendo ed evitando ogni ragionamento sui 6 miliardi di mc/anno che mediamente produce la fonte appenninica in Emilia-Romagna.
    Ma poi è andata oltre con il Decreto del Presidente della Giunta n. 49 del 13 marzo 2006, integrato da un provvedimento del 13 dicembre 2007: 1° Viene scardinato l’art. 13 della legge nazionale 36/94 e l’acqua potabile diventa tutta uguale agli effetti tariffari perchè viene soppresso il determinante fattore della “qualità della risorsa idrica”. 2° Si aumenta la remunerazione del capitale oltre il 7% previsto dal D.M. 1° agosto 1996 nonostante la permanenza delle gestioni monopolistiche, cioè senza rischi, richieda la loro riduzione. 3° Non è più previsto l’obbligo del gestore di presentare, a fini tariffari, conti analitici e certificati come impone il citato D.M.
    E’ fin troppo evidente che tutto questo va a danno degli utenti e a favore di Hera ed Enia.
    Come non bastasse, con la legge regionale n. 4 del 6 marzo 2007 la Regione ha inventato una tariffa del servizio idrico tutta propria, che stravolge quella nazionale, inserendo tutti i costi inerenti la “gestione della raccolta e del convogliamento delle acque di prima pioggia o di dilavamento”, costi oggi carico dei Comuni o delle aziende.
    E per arrivare ad accollare agli utenti quanto dovrebbe essere a carico dei bilanci comunali, finanziati con la fiscalità generale o gli utili di Hera ed Enia, la Regione sopprime l’art. 13 del citato Decreto n. 49 il quale, nel rispetto della legge 36/94, stabiliva che “tali costi sono esclusi dal calcolo della tariffa del servizio idrico integrato”.
    Per ultimo, con la legge 10 dello scorso giugno che ha fatto scattare il pronunciamento dell’Antitrust, e al di la della congruità delle contestazioni, la Regione consacra la continuità di una regolazione del servizio idrico che esalta il conflitto di interessi degli Enti locali a protezione della gestione monopolistica, garantita in Romagna fino al 2023.
    Infatti con la soppressione degli ATO si istituisce una Autorità regionale per la determinazione delle tariffe composta dall’assessore all’ambiente e da 4 membri nominati in accordo con gli Enti locali, quindi non si coglie l’occasione per fare nascere, finalmente, un Autorità indipendente non legata ai proprietari di Hera ed Enia.
    Gli ATO saranno sostituiti a livello provinciale da Convenzioni tra Comuni e Provincia in base alle quali verranno svolte le altre attività di regolazione (organizzazione del servizio idrico, piani di investimento ecc.) e quindi rimarrà inalterata la commistione di interessi tra gestore e proprietario dell’azienda, sempre a scapito degli utenti.
    Tutti i costi di gestione della nuova e duale organizzazione della regolazione saranno a carico della tariffa e c’è seriamente da dubitare che saranno inferiori a quelli attuali; resta il fatto che l’Antitrust ne contesta la legittimità.
    Ora, sia chiaro che tutto questo non chiama in causa solo la Giunta ma anche i consiglieri regionali e i primi attori degli Enti locali che, con il loro voto o consultati, hanno detto si a provvedimenti di controriforma e antisociali, una politica mai praticata in Emilia-Romagna dove, al contrario, ci si è sempre battuti per riforme di segno progressista.
    Dopo di che non ho dubbi: è ora di cambiare programmi e molti amministratori, a livello regionale e locale.
    Basta con la sudditanza a Hera, basta con il consociativismo in alcuni campi, basta stare chiusi nei palazzi.
    E qualcuno dovrebbe tirarsi da parte da solo per evitare esiti elettorali nefasti per il PD e la sinistra.
    6 settembre 2008 Giorgio Zanniboni

  9. Maria Teresa Vaccari 13 settembre 2008 17:19

    Vi segnalo la sintesi dell’intervento del prof. Aldo Schiavone a Cortona -Scuola Estiva PD- che condivido pienamente, soprattutto nel passaggio sulla democrazia.
    L’articolo completo qui
    La storia recente e la cronaca quotidiana ci insegnano che certi concetti non vanno mai dati per scontati. E se Fini cerca di correggere il tiro dei suoi, anche a sinistra qualcuno avrebbe bisogno di ripetizioni.
    Ma ormai gli esami di riparazione sono terminati: dovremo aspettare il prossimo anno!

    IL RITORNO DELLA POLITICA, DEL SOCIALISMO, DELLA DEMOCRAZIA

    [...]
    La trasformazione in corso sta creando più problemi di quanti non ne possa risolvere, proprio per il suo straordinario successo. Ci sono scelte che abbiamo davanti per le quali le ragioni del mercato, l’assenza di regole e di politica non sono sufficienti. I problemi che sottostanno alle scelte non si riescono a risolvere, neanche con il semplice individualismo. Alla razionalità del mercato va affiancata quantomeno una razionalità “civile”, che abbia al centro la definizione di scelte condivise e il rafforzamento dei legami sociali.

    Perciò oggi “è importante il ritorno della politica. Ci troveremo di fronte una grande stagione di ritorno della e alla politica”, un revival del pensiero democratico. Bisogna, anzi, “tornare a riflettere sull’intreccio tra democrazia e politica perché dove c’è politica forte alla lunga arriva democrazia.”
    E’ fondamentale la funzione pedagogica dei partiti ed è quindi lodevole l’iniziativa del PD. Serviranno dei politici democratici (e non tanto cattolici come ha sollecitato il Papa perché le divisioni tra cattolici e laici non hanno più senso di fronte a queste sfide).

    Ma che cos’è la democrazia? E’ trasparenza e decisione. E la difficoltà della democrazia è oggi concentrata nella poca trasparenza degli intrecci tra tecnica, mercato e potere, sia su scala nazionale che internazionale. C’è bisogno inoltre di un progetto di lungo periodo, perché la tecnica ci trascina costantemente nel futuro. Dobbiamo rimpadronirci del futuro attraverso i progetti. La fine delle ideologie non vuol dire che non si possa pensare “strategicamente” al futuro.

    Inoltre, ci sarà “domanda di politica” perché l’idea di uguaglianza è connessa alla idea di democrazia. Bisogna, anzi, ritornare a fare dialettica sull’idea di uguaglianza, come processo per gestire l’uguaglianza di accesso alle opportunità. C’è bisogno di reimmettere idealità nella politica e nella società, nonché di depurare il concetto di socialismo dalle scorie della dittatura sovietica. Oggi viviamo in una forma di produzione capitalistica in cui la produzione di profitti non è legata drammaticamente allo sfruttamento della forza lavoro, proprio per la grande quantità di tecnica utilizzata per produrre beni e servizi. Abbiamo quindi grandi possibilità di riequilibrare le prospettive di qualità della vita delle persone.

    Una forza politica con proposte di sinistra sarà ancora più utile per la salvaguardia della caratteristica sociale della democrazia, appunto la uguaglianza. E l’uguaglianza sarà determinata anche dalla capacità di dare accesso alle risorse tecnologiche a tutti, come auspicato da Rifkin per le tecnologie di sfruttamento del solare, non solo per mezzo del mercato, ma anche per scelta politica. Spetta alla politica decidere quanto deve essere estesa l’autonoma attività del mercato.

  10. maria maltoni 14 settembre 2008 21:40

    Sempre a Cortona, Veltroni ha detto ( finalmente ) che questa destra sta portando l’Italia alla rovina, affermazione che io condivido profondamente. Nell’elenco degli orrori ormai quotidiani, spicca nel telegiornale di oggi la notizia di un ragazzo africano - con passaporto italiano- ucciso a sprangate perchè secondo i titolari di un bar avrebbe rubato ( non è ancora chiaro) qualcosa dentro il locale, a Milano. Questa convinzione che sta prendendo sempre più piede, di potersi fare “giustizia”da sè,di poter difendere la “proprietà” anche uccidendo, è inaccettabile e terribile. Fa parte , comunque , di quella deriva culturale che sta portando l’Italia alla rovina e di cui la destra oggi al governo è l’espressione compiuta.
    Del resto, questa è l’immagine della destra in tutto il mondo, a partire dalla candidata repubblicana alla vice presidenza sarah Palin, non a caso grande cacciatrice ed esperta di armi, che tanto successo ha riscosso sui media. Contro questa incultura della risposta violenta, dell’odio razziale ( perchè prima delle sprangate ci sono stati anche gli insulti connotati sul dato etnico) occorre agire in modo forte. Comprendo quanto possa essere difficile, stando all’opposizione, ma in un paese che sta perdendo la coesione sociale , perchè sta perdendo umanità, ricostruire la capacità di comportarsi da esseri umani, non da macchine, nè da giustizieri della notte, è fondamentale anche per ricostruire una prospettiva sul piano politico.
    Naturalmente non ho ricette, rilevo solo come tutto ciò che questo governo sta facendo, a partire dallo smantellamento della scuola pubblica, va in direzione opposta alla necessità di integrazione ed inclusione sociale. Per questo motivo, nelle realtà dove invece siamo forza di governo, quali le amministrazioni locali, questo tema diventa ancora più rilevante.

    Maria Maltoni

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