Festa Birra PD Fratta
Venerdi 19 e sabato 20 settembre, P.zza Colitto, Fratta Terme:
September Fest, Festa della Birra, due giorni di musica, balli e riflessioni.
Venerdi 19 settembre
h. 20 Festa della birra
h. 21.30 Dj Palino
Sabato 20 settembre
h. 20 iniziativa politica sul lavoro: Quale futuro per i giovani?
h. 21.30 Giacomo Toni e 900 band
Birra, piadina, salsiccie e porchetta a volontà!
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Ciao a tutti, vi ringrazio a nome del circolo del pd di Fratta Terme dello spazio concessoci sul vostro sito. Potrei quasi dire del “nostro”, data la mia candidatura nelle lista “ambiente, innovazione, lavoro” nelle primarie dell’anno passato!
Un breve commento sulla festa: purtroppo il maltempo ed il fredo autunnale hanno giocato un ruolo importante nella non perfetta riuscita dell’evento, e questo spiace ancor di più per il fatto che l’organizzazione era in mano totalmente ad un gruppo di under 35 che si è creato in questi ultimi anni nel nostro paese. Detto questo, il bilancio complessivo non è però così negativo.
L’iniziativa politica in programma è stata derubricata a poco più di un saluto del segretario di federazione, del sindaco di Bertinoro Zaccarelli e di un breve intervento tenuto da Sandro Gozi che ha comunque fatto alcune considerazioni interessanti, tra cui quella condivisibilissima sul progetto neppure troppo sotterraneo di questo governo di depotenziamento della scuola pubblica in favore di un modello privatistico. Siamo comunque impegnati nel proporre a breve una serata sui temi del lavoro che è a mio modo di vedere quanto mai importante.
Da un punto di vista politico però forse il vero evento è stato un altro. Dopo il breve intermezzo politico, è salito sul palco l’eccellente gruppo della 900 band che tra un pezzo e l’altro, ha dato vita per un’ora e mezza ad una simpatica spernacchiata nei confronti del pd ed in particolare della sua componente più cattolica con annessi sbeffeggiamenti alla Chiesa. Naturalmente era il loro modo di fare spettacolo, alcune battute hanno divertito anche me e di certo, da laico/libertario quale mi ritengo di essere, non posso ritenermi particolarmente ferito nella mia sensibilità dalla satira anti-clericale. Ciò che mi ha colpito però è stata la reazione entusiasta del pubblico, una ventina di giovani rigorosamente di sinistra, e la percezione lampante della distanza siderale che c’è in questa fase tra questo pezzo di Italia ed il nostro partito. Una distanza che, giorno dopo giorno, pare sempre più incolmabile.
Purtroppo la mancanza di un volto definito, di un chiaro progetto di società e di una concreta e coraggiosa alternativa in primis sui temi del sociale rischiano di condannare ad un’eterna minoritarietà la cultura riformista e progressista in Italia. D’altra parte il riformismo è costituito da fatti, da proposte; se queste mancano, semplicemente non esiste. E di certo contribuisce all’attuale spaesamento leggere su “la voce” che, mentre la città di Colonia dà una splendida dimostrazione di come reagire all’intolleranza, nella nostra provincia il segretario di federazione Castagnoli rincorra per alcuni aspetti un certo odierno sentire comune e sostenga che se un nato su due a Galeata e Civitella non è italiano “è colpa della Bossi-Fini”. Come se fosse una colpa il fatto che etnie diverse contribuiscano ad evitare che comunità colllinari e montuose rischino l’estinzione, a fronte della continua tendenza all’urbanizzazione.
Si sa che da giovani si è spesso più “radicali”, ma il rischio è che a differenza delle passate generazioni, questi un giorno si sveglino non da “riformisti di sinistra”, ma da berlusconian-leghisti. Urge correre ai ripari.
Scusate per la lunghezza, saluti.
Alessio Ronchi