La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Riceviamo e pubblichiamo: Corso per Mediatori Internazionali di Pace

Corso per Mediatori Internazionali di Pace
Bertinoro 2008
dal 27 al 30 novembre 2008

Il Corso per Mediatori Internazionali di Pace si propone di fornire i primi strumenti di base per persone interessate a studiare e sperimentare modalità di soluzione nonviolenta dei conflitti, anche a livello internazionale, attraverso lo strumento dei Corpi Civili di Pace, un servizio il cui scopo è quello di intervenire in caso di crisi o di conflitti violenti con azioni pianificate nonviolente, come ad esempio la prevenzione, il monitoraggio, la mediazione, l’interposizione, la riconciliazione.

Il corso è organizzato dall’Associazione Locale Obiezione e Nonviolenza - Gruppo di Azione Nonviolenta Forlì-Cesena, dall’ISCOS-Cisl di Forlì-Cesena e da Pax Christi Italia; in collaborazione con l’Associazione Comunità Papa Giovanni XIII e il Centro Studi Difesa Civile; e’ sostenuta e promossa dalla Provincia di Forlì-Cesena Assessorato al Welfare Pace e Diritti Umani, dal Comune di Bertinoro, dalla Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Promozione delle politiche sociali, dal Polo Scientifico Didattico di Forlì dell’Università di Bologna e dal COPRESC Coordinamento Provinciale degli Enti di Servizio Civile di Forlì-Cesena.

Tutte le informazioni sul corso, con il programma e le modalita’ di iscrizione, le potete trovare su:
http://www.alon.it/mediatoridipace/images/scheda%20corso%20mediatori%2008.pdf

Per iscriversi basta andare al link:
http://spreadsheets.google.com/viewform?key=pESui_6rbZS6IIvTZnTPBZw

L’iscrizione deve avvenire entro mercoledì 5 novembre 2008.

Per maggiori informazioni:
Giorgio Gatta, tel. 0546.634280, cell. 393.2237343
segreteria@mediatoridipace.org www.mediatoridipace.org

View blog reactions

1 Commento a "Riceviamo e pubblichiamo: Corso per Mediatori Internazionali di Pace"

  1. Maria Teresa Vaccari 5 novembre 2008 14:25

    http://www.medicisenzafrontiere.it

    LAMPEDUSA: MSF COSTRETTA A CHIUDERE I PROGETTI
    Il Ministero dell’Interno non firma il Protocollo d’Intesa - 05/11/2008
    Medici Senza Frontiere (MSF) ha chiuso il 31 ottobre scorso le sue attività di soccorso medico al molo dell’isola di Lampedusa. MSF è costretta a prendere questa decisione dopo che il Ministero dell’Interno ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d’Intesa e di non rilasciare così le autorizzazioni necessarie perché MSF continui ad operare adeguatamente.

    MSF, come negli ultimi anni, chiede di operare sul molo di Lampedusa solo nell’ambito di un Protocollo d’Intesa che definisca gli ambiti di responsabilità e di azione. MSF era l’unica organizzazione indipendente di soccorso medico presente sul molo con un’equipe composta da medici, infermieri e mediatori culturali. Secondo il Protocollo d’Intesa, MSF era responsabile delle attività mediche sul molo in collaborazione con la ASL: visitava quindi i pazienti e ne autorizzava il trasferimento nel centro di prima accoglienza, e nei casi più gravi nel poliambulatorio di Lampedusa. Inoltre MSF era autorizzata a seguire i migranti che presentavano complicazioni direttamente nel centro di prima di accoglienza.
    Il protocollo prevedeva altresì il coinvolgimento della ASL Palermo 6 che avrebbe dovuto in questi anni prendere in consegna l’accoglienza sanitaria sul molo.

    “La mancanza di un Protocollo d’intesa mina l’efficienza e l’efficacia dell’intervento di MSF” dichiara Loris De Filippi responsabile progetti di MSF Italia. “Chiediamo chiarezza dopo 6 anni di lavoro svolto sul molo gratuitamente e ci piacerebbe capire se, secondo il Ministero e la ASL Palermo 6, c’è ancora bisogno di un servizio di prima assistenza sul molo di Lampedusa, e in caso affermativo chi se ne dovrà occupare e in quali termini e con quali competenze”.

    Dal 2002, MSF garantiva cure mediche gratuite d’emergenza ai migranti che sbarcavano sull’isola. Dal 2005 fino ad oggi il team di MSF ha visitato 4.550 migranti, 1.420 solo fra gennaio e ottobre di quest’anno. MSF ritiene che la sua presenza sull’isola sia necessaria fino a quando le autorità sanitarie regionali non saranno in grado di garantire un servizio adeguato di assistenza medica agli sbarchi. Solo nel 2008 sono sbarcate oltre 25mila persone a Lampedusa di cui il 20 % appartenete a categorie vulnerabili come donne e minori inclusi neonati. Le patologie che presentano all’arrivo sono legate alle proibitive condizioni di viaggio: ustioni, ipotermia, complicazioni osteomuscolari tra le più diffuse. Per questo MSF chiede il miglioramento degli standard di accoglienza e che venga quindi garantita assistenza medica specifica sul molo.

    —-
    Un altro passo indietro verso l’inciviltà e la ghettizazione.

Scrivi un commento

220 Aruba FTP Server