Archivio per settembre, 2008
Riceviamo e pubblichiamo: famiglia o famiglie?
Tra i vari gruppi proposti per le aree di lavoro uno in particolar modo suscita la necessità di una riflessione: famiglia e volontariato.
Sorvolando sull’originale accostamento di due argomenti che possono si avere punti di collegamento, ma ben differenziati campi di applicazione e problematiche, la questione fondamentale si pone su di una lettera, quella finale.
Una lettera che fa molta differenza, poiché è difficile anche solo pensare che un partito moderno ponga la questione famiglia al singolare. Sarebbe quindi meglio parlare di famiglie, argomento che deve abbracciare la sempre maggiore presenza di nuclei famigliari per cosi dire “atipici”, non solo in riferimento a coppie dello stesso sesso ( che tra l’altro sono la minoranza), ma a unioni che vedono la convivenza, il reciproco sostegno di famigliari o amici tra i quali non intercorre un legame sessuale e anche il limbo giuridico in cui si trovano le seconde mogli di nuovi cittadini provenienti da paesi in cui la legislazione prevede matrimoni multipli.
Pluralità di situazioni che non può essere non riconosciuta poiché largamente diffusa e con un trend in forte espansione.
Sarebbe d’altra parte un errore delegare alla sola amministrazione nazionale tali argomenti, spesso spinosi per interferenze anche da parte di stati esteri, e che vedono a oggi il completo vuoto amministrativo sull’argomento ponendo il nostro paese come fanalino di coda delle libertà individuali.
Ma anzi le famiglie sono argomento fortemente territoriale, in una regione che a livelli di unioni extra matrimonio maggiori della media nazionale, e che dovrebbe pensare ad esempio l’aiuto alle giovani coppie senza vincolare quest’ultimo al matrimonio, nel pieno rispetto delle liberta individuali.
In conclusione è bene notare come quest’argomento è uno dei tasselli che fanno la differenza .
Differenza tra una destra e una sinistra che negli ultimi anni si è sempre andata assottigliando nella percezione comune spesso a favore del centrodestra.
Matteo Valtancoli
12 commentiParty Democratico al Ronco
Segnaliamo il 2° Party Democratico che si svolgerà al Ronco dall’11 al 14 settembre prossimi.
Scarica qui la locandina per maggiori informazioni.
Nessun commentoPolitica e religione
Sul dibattito avviato sul rapporto tra politica e religione riceviamo dall’On. Angelo Satanassi e pubblichiamo:
Politica e religione
Una delle ragioni della crisi della politica italiana è nella scelta che la maggioranza dei cattolici ha fatto, accettando, dopo la fine della Democrazia Cristiana, l’ombrello protettivo della Destra. Una Destra cui manca il concetto di Stato, di bene comune e di solidarietà. A ciò è stata spinta dalla Chiesa di Roma, confidando quest’ultima di mettere al riparo alcuni temi che, nel suo antico lessico, sono chiamati modernisti.
I cosiddetti temi sensibili (dalla contraccezione all’eutanasia) il cattolico non li trova nella Vulgata di Girolamo, il traduttore dei testi sacri dall’ebraico e dal greco, che rappresentano ancora oggi l’impianto dogmatico del cattolicesimo, confermato dal Concilio di Trento e dal Concilio Vaticano primo.
Alla domanda perché solo oggi, la Chiesa risponde: perché le scoperte scientifiche e nuove relazioni sociali impegnano la Chiesa ad aggiornare il dogma. Accettare questa tesi significa che la verità teologica evolve seguendo le scoperte scientifiche, quando diventano protesi umane e sociali. In tal modo la Chiesa si fa soggetto storico che aggiorna la sua dottrina in relazione al progredire della scienza e della tecnologia.
Questo per me è relativismo e lo dico in senso positivo, perché sarà la sola arma di difesa, della Chiesa Cattolica e di tutte le fedi religiose che vivono nel pianeta, a fronte della tecnologia fatta potenza. Qui non è in gioco la dignità, la libertà e la personalità del cattolico, fare leggi che diano ordine alla conoscenza scientifica e alle sue applicazioni, significa arricchire la irripetibile individualità dell’uomo e quindi la sua etica identitaria.
I fermenti delle chiese riformate d’Europa e degli Stati Uniti sono un segnale. Non si tratta di rinnegare la fede, ma di sentirsi protagonisti nel costruire una nuova etica sociale. La riflessione non può essere affidata agli specialisti, così come non significa volere parlare d’altro di fronte ai problemi economici e sociali odierni. Su questi temi dovrebbe alimentarsi il dibattito anche nella nostra città.
Il pericolo sta nel fatto che quando il futuro appare incerto se non ostile, c’è la tentazione di chiudersi entro steccati di antiche certezze facendo del dogma la più sicura difesa. Se rifiutiamo tutti insieme di diventare strumento o un pezzo del mercato globale, il solo modo di reagire è l’incontro della fede con la ragione, quando anche la fede storicizza i suoi valori.
In uno degli ultimi piacevoli incontri con un Alto Prelato Vaticano, di cui mi onoro essere amico, a proposito del rapporto fra politica e religione questa fu la riflessione: il pastore deve guidare il gregge, ma quando il gregge scopre pascoli abbondanti, più rigogliosi e là vuole andare, il pastore lo deve accompagnare. Quei pascoli aggiungo io hanno il nome che gli diede il poeta Dante: ”CANOSCENZA”.
Angelo Satanassi
Nessun commentoReligione, politica, laicità dello stato: affrontare le nuove problematiche bioetiche
Su richiesta di alcuni nostri visitatori apriamo uno spazio di discussione dedicato ai rapporti tra religione e politica per quanto riguarda le questioni di bioetica recentemente riportate all’attualità dal caso Englaro e dalle proposte sul testamento biologico cosi come dalle recenti dichiarazioni del ministro Bossi.
Affrontare un dibattito come questo rappresenta sempre un certo rischio in quanto spesso ci si ritrova ad assistere ad un inutile e sterile muro contro muro.
Vorremmo pertanto partire lanciano una richiesta aperta a tutti i nostri lettori affinché commentino e ci facciano parvenire i loro interventi da pubblicare e sottoporre alla discussione comune.
Tentiamo cosi di aprire un dialogo, anche tra posizioni alquanto distanti tra loro, che, se saprà restare calmo e franco non potrà che essere di giovamento per tutti quanti.
A voi la parola
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