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Roberto Balzani si candida alle primarie

Il professor Roberto Balzani si è recentemente candidato alle primarie del PD (ricordiamo che al momento il  solo altro candidato è il sindaco uscente Nadia Masini) di Forli in vista delle prossime amministrative.

Proponiamo qui di seguito due articoli di presentazione recentemente usciti sulla stampa locale a favore dei nostri lettori ed auguriamo ad entrambi i candidati il nostro migliore in bocca al lupo.

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95 Commenti a "Roberto Balzani si candida alle primarie"

  1. riccardovitali 7 ottobre 2008 09:13

    Dalla lettura degli articoli credo di aver capito che la candidatura di Balzani è supportata dal 30% dei componenti l’assemblea comunale di Forlì.
    E’ possibile sapere chi ha sottoscritto la sua iniziativa? Grazie.

  2. raoul mosconi 7 ottobre 2008 13:32

    Il sostegno del 30% dei componenti l’assemblea comunale rappresenta la soglia minima necessaria per potere presentare una candididatura e, di conseguenza, per lo svolgimento delle primarie nel PD. La sottoscrizione vera e propria della candidatura si svolgerà dal 27/10 al 17/11 prossimi, solo dopo sarà possibile sapere chi sono i sostenitori dell’iniziativa per le primarie a sostegno di Balzani.
    Roberto Balzani ha chiesto sostegno ai componenti l’Assemblea Comunale e a tutti i democratici forlivesi che vogliono elezioni primarie vere e utili per l’affermazione del Partito Democratico alle prossime elezioni amministrative.
    Roberto Balzani dispone già di un sostegno addirittura più ampio del necessario per candidarsi. Il sostegno alla sua candidatura è aperto a tutti, per questo io cerdo che le percentuali dei sottoscrittori saliranno e, soprattutto, sarà altissimo il numero dei cittadini che parteciperà alle primarie del 14 dicembre per votarlo!
    raoul mosconi

  3. Tatiana 8 ottobre 2008 07:47

    Grazie a Roberto le primarie sono ora una realtà concreta, dobbiamo adoperarci tutti affinchè nessuno renda vano questo strumento di grande democrazia.
    Il famoso “apparato di partito” deve rendersi conto che la competizione tra i candidati deve essere onesta e leale, se no chi predica l’unità di partito solo per riempirsi la bocca in concreto divide e lacera.
    Faccio un appello a tutti: vigiliamo affinchè gli strumenti del partito siano accessibili da tutti i candidati, perchè solo lavorando insieme per le primarie (e non contro un candidato), saremo vincenti per la nostra città.

  4. riccardovitali 8 ottobre 2008 09:13

    Provo a riformulare una domanda che mi sembrava abbastanza chiara.
    Poichè per lo svolgimento di primarie è necessario o il sostegno di almeno il 30% dell’assemblea comunale o la raccolta di firme dei tesserati (il 15%), la candidatura di Balzani credo sia stata presentata (al momento, come segnala Mosconi) dal sostegno dei componenti l’assemblea. La mia domanda era rivolta a capire quali esponenti (o quali componenti) del partito l’hanno suffragata. Tutto qui.

    Ne approfitto per chiedere un’altra cosa agli esponenti del partito di Forlimpopoli. Si potrebbe avere un resoconto delle assemblee per chi non può presenziare o non è previsto? Grazie.

  5. Luciano Pirini 8 ottobre 2008 09:21

    primi commenti (che condivido in pieno).

    finalmente primarie vere per scegliere il candidato a sindaco della città!

    Balzani lancia la sua corsa: “Le primarie siano un arricchimento per tutti”

    Roberto Balzani ha iniziato la propria campagna elettorale in vista delle primarie del Partito democratico (14 dicembre) per la selezione del candidato sindaco di Forlì. “La mia è una candidatura di servizio e pedagogica, che servirà anche a verificare che le primarie siano davvero un modo per arricchire i programmi e selezionare la classe dirigente di un partito”. Intanto attorno al candidato alternativo a Nadia Masini fervono i preparativi per raccogliere consensi e adesioni.

    “Nel momento in cui ho verificato che c’era un consenso minimo per rendere credibile la mia candidatura - spiega il professor Roberto Balzani, 47 anni e preside della Facoltà di Conservazioni dei Beni ambientali a Ravenna - ho deciso di confermare la mia disponibilità a correre alle primarie”. Un consenso minimo che in realtà sembra andare oltre i limiti posti dal regolamento (30% dell’assemblea comunale) e che dunque rendono ancora più interessante la sfida con Nadia Masini.

    Balzani precisa, però, che “la mia è una candidatura vincolata al fatto che si possano fare le primarie civilmente e che le decisioni prese dalla commissione incaricata di organizzare le primarie diano la garanzia di pari opportunità a tutti i candidati”. A questo riguardo Balzani riconosce che “il segretario territoriale Alessandro Castagnoli ha speso parole rassicuranti in tal senso”.

    Su quello che succederà il 15 dicembre in caso di sconfitta, Balzani è chiaro. “Non sono interessato ad altri incarichi amministrativi”, chiarisce, motivando l’affermazione con il fatto che la sua è una candidatura “di servizio e pedagogica perché da un lato vuole verificare che le primarie siano davvero un modo per arricchire i programmi e arricchire la classe dirigente; dall’altro è una candidatura di servizio perché oltre a invocare il rinnovamento qualcuno deve metterci la

    faccia e le gambe”. Tuttavia in caso di sconfitta non accetterà altri incarichi perché “faccio già un mestiere che mi soddisfa pienamente e non ho nessuna intenzione di farne un altro”.

    Diverso sarebbe poter candidarsi al ruolo di sindaco, “che significherebbe battersi per un progetto ed una visione di città a lungo termine”. In ogni caso Balzani chiarisce e tranquillizza l’avversaria Nadia Masini: “Il giorno dopo, se sarà lei la vincitrice, le sarò leale e la sosterrò fino in fondo durante tutta la campagna elettorale”.

    Il consenso che sta nascendo attorno a Balzani e che sta mobilitando in queste ore decine di attivisti del Partito democratico nasce probabilmente anche da un certo distacco che in questi mesi si è verificato tra il soggetto politico guidato da Walter Veltroni e la sua base.

    Per recuperare il rapporto con l’elettorato il Pd deve “studiare progetti molto chiari per rispondere alle crisi dei ceti medi e delle classi popolari italiane. Finché non diciamo qualcosa che sia percepito chiaramente da queste classi è difficile che la gente ci possa seguire”.

    Quella che stiamo vivendo, osserva Balzani, “è una crisi profondissima, forse una delle più profonde degli ultimi settant’anni e per questo ci vuole una classe dirigente molto responsabile”. Una classe dirigente responsabile e nuova. Ma dove ‘pescare’ gli amministratori del nostro futuro? “Non credo nella cooptazione dei giovani da parte delle classi dirigenti più mature - chiarisce il professore forlivese -. Credo che ci siano momenti di fenditura generazionale in cui le persone più giovani devono assumersi le proprie responsabilità”.

    Insomma, è il momento che i giovani si facciano avanti e prendano in mano le redini del proprio futuro. “I mesi che ci aspettano non sono affatto rosei - prevede Balzani - credo che coloro che sono interessati a capire come saranno il nostro paese e il nostro territorio tra 20 anni siano quelli più titolati a governarli”.

    Marco Di Maio

    I Vostri Commenti
    1. alexgreco - 08/10/08 - 9.55
    non sono stato un elettore del PD, ma le intenzioni di Balzani costituiscono l’unica alternativa perchè si possa realizzare un possibile e reale rinnovamento della sinistra. La crisi che stiamo vivendo a livello globale ed anche locale, ha bisogno di nuove e giovani proposte sociali e non della vecchia politica. Ma voglio dare anche un suggerimento ed un’esortazione a Balzani, al quale auguro sinceramente di divenire il nuovo leader della comunità cittadina, e cioè di intraprendere nei fatti la strada della trasparenza amministrativa e della condivisione delle scelte per il territorio con il costante confronto della cittadinanza rispetto a quanto sente, a quanto desidera e ai bisogni reali della gente. Trasparenza amministrativa dovrà significare che le nomine nei C.d.a. delle società partecipate dal comune dovranno avvenire per competenze e capacità professionali e non per appartenenza politica, e con il mandato di nomina finalizzato a che i beneficiari della partecipazione ai C.d.a. siano in primis i cittadini quali utenti-consumatori con economia sulle tariffe di utenze (gas-acqua, etc.). Per confrontarsi costantemente con i cittadini circa i loro bisogni ed il loro sentire occorrerà incentivare e promuovere la diffusione e l’accesso alla rete Internet (ADSL). Auguri Balzani!

  6. Alex_Milanesi 8 ottobre 2008 09:25

    questo sito/blog è sempre straordinariamente aggiornato e al passo con gli eventi che si susseguono nel territorio forlivese!

    grazie davvero per il vostro lavoro, se il Pd fosse davvero quel che qui si vede e sente, lo voterei ad occhi chiusi!

    ora però vorrei capire bene, anche la questione delle primarie. ma grazie alla vostra comunicazione e alle vostre informazioni mi sto interessando di più alla politica locale, era tanto che aspettavo.

    Spero davvero che proseguiate nel vostro lavoro, io sarò molto attento, e chissà…forse anche partecipe. Per ora mi limito a osservare e cercare di capire.

  7. Stefano Fabbri 8 ottobre 2008 14:22

    Ho letto con interesse le dichiarazione del Prof.Balzani riportate dal Corriere di Romagna di domenica 5 Ottobre u.s..
    Non mi soffermo sulle primarie come strumento di definizione del/i candidato/i a ruoli istituzionali, perché meriterebbe un capitolo a parte.
    Tornando a noi, leggendo le parole di Balzani ho riscontrato un po’ di demagogia, degna dei miglior rappresentanti del centrodestra.
    Innanzi tutto, per quanto riguarda i costi della politica, chi si candida alla più alta carica cittadina dovrebbe sapere che nel nostro territorio una progressiva diminuzione dei consigli di amministrazione degli enti partecipati è gia iniziata sia nel numero dei membri del consiglio stesso sia nei gettoni e/o negli stipendi spettanti (vedi per esempio Romagna Acque). Inoltre già nella finanziaria del governo Prodi ( e chiedo conferma a chi ne sa più di me) erano previsti i tagli delle Circoscrizioni e di altri enti pubblici (comunità montane in primis….). Quindi le parole di Balzani sono sicuramente belle e piene di enfasi, ma un po’ “anacronistiche” in una realtà come la nostra dove certe cose si sono già iniziate a fare.
    Inoltre Balzani afferma che: “ non ho aspirazioni a fare il politico”, ma la realtà sembra ben diversa: in primavera quando è stata messa in discussione la leadership di Castagnoli il professore era il candidato più papabile a sostituirlo in caso di “ribaltone”, adesso in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno è pronto a gettarsi nella mischia per la carica di Sindaco. Mah….
    E poi, quando ho letto che anche il Sen.De Carolis, che a seconda dell’aria che tira si schiera con il Centrosinistra o con il Centrodestra, sostiene la candidatura di Balzani, darò ancor con più convinzione il mio sostegno, seppur critico, a Nadia Masini.
    Legandomi a questi discorsi, vorrei condividere un dubbio che mi assale. Con che criterio i delegati, che all’Assemblea Comunale del PD hanno votato all’unanimità un documento a sostegno dell’ amministrazione Masini, firmano per la candidatura di Roberto Balzani? E non mi si venga parlare di democrazia interna al Partito….
    I casi sono due o l’Amministrazione Masini ha fatto bene o ha lavorato male!
    Se ha lavorato bene non vedo la necessità di fare le Primarie di Partito (semmai vanno fatte quelle di coalizione quando si raggiunge un accordo con altri partiti) quando c’è la disponibilità a ricandidarsi per il secondo mandato: questo discorso era stato fatto anche dal ns Segretario nazionale non tanti mesi fa…..
    Se ha lavorato male è giusto allora rivolgersi a tutti gli aderenti del PD e ai cittadini per scegliere un candidato che possa al meglio rappresentare la Citta.

    Cordiali saluti.
    Fabbri Stefano

  8. gianluca 8 ottobre 2008 15:41

    mi scuso per il ritardo ma devo una risposta a Riccardo Vitali. I documenti riguardanti la segreteria e l’assemblea di circolo di Forlimpopoli sono custoditi presso la segreteria del PD ad esclusione dei periodi in cui sono in verbalizzazione (ad esempio ora) e che quindi sono in mano al sottoscritto. Tu, come membro dell’assemblea puoi tranquillamente consultare i verbali di assemblea anche se sarebbe preferibile finalmente conoscersi e parlare a voce su tutti gli argomenti che riguardano il nostro paese. Mi hai già spiegato che sei molto spesso fuori per motivi di lavoro ma una chiacchierata riassuntiva di quanto fatto fino ad ora e dei programmi futuri credo possa essere più esplicativa di una lettura di verbali fredda e sintetica. Mi auspico tu voglia contattare me o Thomas quanto prima affinchè possiamo metterti al corrente dell’attuale situazione.
    Ti ricordo inoltre che a breve entrerà in funzione il Circolo telematico sempre gestito da noi che sarà un ottimo supporto per tutti coloro che per vari motivi non riescono fisicamente a presenziare alle riunioni del proprio circolo. Ritengo comunque che il vedersi e il parlarsi sia ancora il mezzo più valido non per trasmettere informazioni, ma soprattutto per infondere sensazioni e creare nelle persone fiducia e consenso. Ti ringrazio intanto del tuo interessamento. Gianluca Monti componente segreteria PD di Forlimpopoli

  9. maria maltoni 8 ottobre 2008 15:47

    Alcuni interventi precedenti, in particolare Vitali e Fabbri, mi stimolano ad alcune precisazioni, anche perché faccio parte degli organi dirigenti del PD che hanno vissuto alcuni dei momenti richiamati negli interventi ed è giusto che chi fa parte di un organismo ne dia conto.
    La candidatura di Roberto Balzani alle primarie quale sindaco di Forlì, è stata esplicitata quale volontà in una comunicazione alla segreteria comunale e territoriale , ma materialmente potrà essere presentata e sottoposta alle primarie di dicembre, quando - dal 27 di ottobre in poi- si potranno materialmente raccogliere le firme, sia degli iscritti e/o di componenti dell’assemblea comunale PD che è l’organismo deputato a tale compito.
    Io, come tanti altri , la firmerò, l’ho già preannunciato anche nell’ultima riunione dell’assemblea comunale quando è stata data comunicazione della lettera di Balzani. Lo farò sia perché è una persona che stimo ed apprezzo, ma perché ritengo che sia necessario un rinnovamento della politica locale, e l’occasione di queste primarie è un segnale forte che possiamo far pervenire ai cittadini riguardo a un modo nuovo di concepire la politica e l’impegno politico, più rispondente ai cambiamenti della società ed ai bisogni che donne e uomini esprimono. Al di là del fatto che è evidente che tra le nostre realtà amministrative e certe amministrazioni del Sud, basti pensare al caso Catania, c’è un abisso ( che perfino Stella nel libro “La casta “ evidenziava nettamente ), è vero che occorre fare sempre meglio. Una società complessa come la nostra ha bisogno di risposte sempre più avanzate e credo che affrontare le prossime elezioni con volti diversi ed idee innovative sarebbe utile. Dire che è importante svolgere le primarie, non è assolutamente in contrasto con la valutazione che la stessa assemblea comunale PD ha espresso qualche tempo fa sull’operato dell’amministrazione di Forlì, con un documento che evidenziava ad esempio, che pur in una situazione di tagli di risorse e crescente difficoltà economica, si è riusciti a non ridurre il livello dei servizi per i cittadini. Il documento approvato segnalava , peraltro, la necessità di intervenire su una serie di criticità che si sono evidenziate nel corso del mandato ed auspicava che la prossima amministrazione , che tutti ci auguriamo veda il PD come componente fondamentale, possa farlo, contribuendo a disegnare la Forlì del futuro. Non ci vedo alcuna contraddizione con l’esigenza di tenere le primarie e di farlo in modo serio, garantendo pari dignità a tutti i candidati e, quindi, rispettando la volontà dei cittadini elettori . Io ho votato quel documento e firmerò per la candidatura di Balzani.
    Altra precisazione, nella ormai lontana assemblea territoriale di alcuni mesi fa, in cui si confrontarono due documenti quello del segretario Castagnoli e quello espressione di una vasta area critica, il documento venne presentato da Raoul Mosconi, ergo, non era Balzani l’eventuale candidato alternativo !
    Non c’è continuità nei due eventi, per quanto riguarda la persona di Balzani, se non la pervicace volontà di cambiamento che porta molti militanti e dirigenti del PD, anche a livello locale, a continuare a credere che questo partito possa dare davvero molto al nostro Paese, se riesce ad essere l’espressione vera di un cambiamento nel modo di fare politica. Le primarie sono una grande occasione democratica e dobbiamo utilizzarle al meglio

  10. gianluca 8 ottobre 2008 16:01

    Rispondo brevemente al sig. Fabbri da forlimpopolese quindi in maniera disinteressata sulla questione primarie a Forlì.
    Continuiamo a considerare le Primarie una sorta di resa dei conti, uno scontro fratricida inutile anzi dannoso.
    Cosa vogliamo dire ai tanti elettori che si sono espressi non in favore della Masini? Quanto ancora vogliamo nascondere i risultati del sondaggio in cui il gradimento del sindaco uscente è stato testato?
    Dare una scelta diversa dovrebbe essere un valore aggiunto e una possibilità per tanti scontenti e per tante persone indecise. La democrazia vera sta nella possibilità di scegliere e non di costringere la gente a turarsi il naso o peggio ad andare al mare invece che a votare! Ben vengano le primarie vere e alla pari senza nessun predestinato ma con due concorrenti che si sfidano in democrazia.

  11. Nostalgico DS 8 ottobre 2008 16:22

    stefano fabbri come lo spieghiamo alla gente che a romagna acque e ad alpina acque ci sono due direttori tecnici che continuano a lavorare pur essndo gia in pensione?

    http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/10/8/104909/

    FORLI’ - Prima uscita pubblica del candidato alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco a Forlì, Roberto Balzani. Martedì sera, nella saletta della Banca di Forlì, il professore universitario ha incontrato un primo gruppo di sostenitori spiegando perché ha deciso di scendere in campo e di candidarsi come alternativa al sindaco uscente, Nadia Masini, che a sua volta ha deciso di candidarsi per la sfida del 14 dicembre prossimo.

    > GALLERIA FOTOGRAFICA

    Riprendendo i concetti espressi anche nell’intervista concessa a RomagnaOggi.it, Balzani è tornato a far leva sui concetti di rinnovamento, partecipazione e sull’auspicio che le primarie diventino davvero uno strumento per arricchire il Partito democratico a Forlì.

    Ad affiancare il professore universitario, preside della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, a Ravenna, c’era anche Chiara Mattarelli, membro della Direzione nazionale del Partito democratico. Tra gli auspici anche quello che gli strumenti del partito siano accessibili da tutti i candidati. Come a dire: nessun favoritismo, le primarie siano una sfida vera.

  12. gianluca 8 ottobre 2008 17:03

    PICCOLA CORREZIONE: disinteressato sta come non direttamente coinvolto, mi interessa e come il comune di Forlì! gianluca monti

  13. ramon turone 8 ottobre 2008 20:29

    noi italiani siamo sempre pronti a copiere i sistemi degli altri, ritenendoli migliori dei nostri, ma non ci esimiamo mai di modificarli, in modo tale da incasinarne la fruibilità.
    Parliamo delle primarie, che indubbiamente garantiscono la possibilità di scelte democratiche, qualora siano caratterizzate da una massiccia presenza di elettori.
    Negli stati uniti, però, non mi risulta che i candidati uscenti siano coinvolti nelle primarie, fatto salvo in casi eccezionali. L’unico che ricordi che coinvolse un candidato uscente fu quello che vide contrapposto Taft, presidente uscente a Teddy Roosvelt, che l’aveva proceduto, a fronte di una netta spaccatura dei repubblicani. Vinse, in maniera rocambolesca Taft, Roosvelt si presentò con una sua lista e, naturalmente, vinse Wodrow Wilson, democratico.
    Ma si sa, la storia insegna poco, anche ai professori.
    L’immagine che l’opinione pubblica avrà del PD forlivese sarà quello di un partito spaccato da cui comunque emergerà un candidato più debole rispetto a una proposta unitaria.
    Sul piano programmatico è lampante, poi, che dopo una corale approvazione della giunta Masini è difficile capire la novità rappresentata dalle proposte di Roberto Balzani. O parecchi hanno peccato di ipocrisia politica, oppure in troppi sono stati folgorati sulla via di Damasco di un nuovo che temo sarebbe solo di facciata.
    Mi divertirebbe poi sapere quali saranno le posizioni degli esponenti della giunta, perchè un’adesione di qualche assessore alla candidatura Balzani sarebbe uno dei più clamorosi harakiri politici della storia.
    Non mi entusiasmano le storie di sondaggi, e dopo le esperienze delle ultime politiche eviterei di considerarli argomenti significativi di discussione, ma vorrei ricordare che il nostro sindaco è uscito solo dall’ultimo poll dalla lista dei supersindaci con oltre il 55% di gradimento.
    Speravo che la politica del PD volasse, e fossero temi alti ad essere discussi. Vorrei sapere dove si collocherà il mio partito in europa, vorrei che parlassimo di economia, anche a livello locale che la laicità fosse il nostro pane quotidiano, ma l’unica novità che vedo è la sterile ricerca di contenitori mediatici per pochi intimi, me compreso.
    Forse sarebbe veramente il momento di dire qualcosa di nuovo: cominciamo a parlare di politica, e mi incuriosisce, da uomo spudoratamente di sinistra la collocazione la nuova proposta, a destra della giunta o a sinistra?

    Apprendo ora che la corte costituzionale ha respinto i ricorsi di camera e senato sul caso di Eluana Englaro, e aggiungo questo ai temi alti di cui avrei voluto sentire parlare il mio partito.

  14. massimo 8 ottobre 2008 20:46

    Speravo che la politica del PD volasse…….e si sarebbe piaciuto anche a me, ma i lacci della politica lo tengo ancora ben a terra.
    Vi sono tante cose che non vengono dette neanche ai componenti dell’assemblea comunale a volte, c’era un misterioso sondaggio che rivelerebbe il gradiemento del Sindaco uscente, ma voi l’avete visto.. è stato portato all’attenzione di noi democratici, mi sembra di no, se non sbaglioè stato tenuto nel cassetto se pur commissionato anche coi soldi delle nostre tessere. Allora io credo che vi dovrà essere una bella svolta perchè in caso contrario…. arrivederci e grazie e poi ricominciamo con le liste civiche e le romagne riformiste e popolari. Insomma chi vorrebbe fare una bella politica per la gente c’è, ma forse non è abituata a sgomitare come si deve, per venire fuori dal mucchio. Pure io in assemblea comunale firmerò per la candidatura di Balzani ed ascoltati i candidati sceglierò chi più mi convince, le primarie servono a questo a farsi un’idea non a partire già con un assioma indissolubile.

  15. Archimede 9 ottobre 2008 11:33

    A Forlì con Roberto Balzani stiamo andando benissimo.
    L’incontro con le scuole private cattoliche dell’altra sera da esattamente il senso di quello che vogliamo essere: Mazzini più la Binetti.
    Anche Bartoletti ci sostiene.
    Dunque, siamo la vera speranza di rinnovamento e di etico afflato.
    Un grande augurio a tutti noi.
    Archimede
    P.S.: come si evince dalle denunce dei redditi degli amministratori pubblici forlivesi non avremo certo problemi a finanziare la campagna elettorale.
    In ogni caso ci protegge la Villa Serena…

  16. Carlo Giunchi 9 ottobre 2008 18:11

    Un solo, breve commento: ogni tanto in questo blog compaiono commenti proposti non da persone, ma da pseudonimi.
    Io ho una concezione molto rigorosa della democrazia e una delle mie convinzioni riguarda il fatto che quando le idee non vengono sottoscritte palesemente qualcosa non funziona, o nelle idee proposte o nella testa di chi le propone.
    Carlo Giunchi

  17. ramon turone 9 ottobre 2008 21:05

    caro giunchi ai tempi del papa re chi diceva la verità si chiamava pasquino, ma si sa non era democratico…non si firmava col suo nome

  18. ramon turone 9 ottobre 2008 21:12

    ma qualche risposta sul merito del mio post no?

  19. Alessandro Pilotti 9 ottobre 2008 22:55

    Che non sia il caso, Simone, di riconoscere, rendendo obbligatori l’identificazione di ognuno che posta messaggi sul blog. E’ possibile tracciare da quale PC scrive Ramon Turone e gli altri suoi amichetti…per me non è più tollerabile…

  20. Thomas Casadei 10 ottobre 2008 00:07

    Povero Ramon Turone, mette davvero tristezza…

    Dal mio punto di vista, credo sia bene lasciare sempre molto libero l’accesso a spazi aperti come questi, dove peraltro si interviene come singoli individui e appunto firmandosi con nome e cognome, e poi se si teme di essere trasparenti e di assumersi la responsabilità di quel che si dice si fa appunto come questo fantomatico burlone ( o burletto giocherrellone ) che usa lo pseudonimo di “Ramon Turone”.
    Prenderlo sul serio forse non varrebbe la pena, ma se si è aperti al dialogo si può anche farlo come esercizio, come esercizio retorico (e dialettico).

    L’affermazione: “noi italiani siamo sempre pronti a copiere i sistemi degli altri, ritenendoli migliori dei nostri, ma non ci esimiamo mai di modificarli, in modo tale da incasinarne la fruibilità”

    palesa chiaramente la lontananza di Turone dagli assunti fondativi del PD, dai suoi principi fondamentali che stabiliscono che per la cariche monocratiche si sceglie attraverso strumenti che rendano concreta la contendibilità della leadership.

    L’affermazione

    “Parliamo delle primarie, che indubbiamente garantiscono la possibilità di scelte democratiche, qualora siano caratterizzate da una massiccia presenza di elettori.
    Negli stati uniti, però, non mi risulta che i candidati uscenti siano coinvolti nelle primarie, fatto salvo in casi eccezionali. L’unico che ricordi che coinvolse un candidato uscente fu quello che vide contrapposto Taft, presidente uscente a Teddy Roosvelt, che l’aveva proceduto, a fronte di una netta spaccatura dei repubblicani. Vinse, in maniera rocambolesca Taft, Roosvelt si presentò con una sua lista e, naturalmente, vinse Wodrow Wilson, democratico”

    è un classico esempio di chi vuol fare il docente di politica comparata e non ne ha le competenze e che soprattutto di chi non coglie che i contesti hanno specificità e che l’innovazione passa, ovviamente, anche da inedite forme. Il principio - che Turone non comprende - è quello della contendibilità nell’accesso alle cariche, di cui lo strumento delle primarie è certamente - se correttamente inteso - quello più chiaro e trasparente.

    “Ma si sa, la storia insegna poco, anche ai professori”.

    inutile provocazione, quando si parla e si agisce nella sfera pubblica si vale per quello che si è come cittadini, militanti, dirigenti, amministratori, non per il ruolo professionale che si svolge (altrimenti chissà magari potremmo dire che Ramon Turone, esimio architetto o operaio o maestro o imprenditore, non ha imparato nulla dal suo mestiere, che dovrebbe sempre essere improntato al rispetto reciproco e non alla denigrazione o al dileggio).

    L’affermazione:

    “L’immagine che l’opinione pubblica avrà del PD forlivese sarà quello di un partito spaccato da cui comunque emergerà un candidato più debole rispetto a una proposta unitaria”.

    è - nell’ambito della teoria dell’argomentazione - una classica *fallacia*, intrisa di ideologismo che non tiene per nulla in conto che cosa significhi effettivamente primarie e soprattutto è un’affermazione cieca di fronte alla realtà delle primarie, e al loro potenziale di mobilitazione e di innesco di partecipazione attiva (ma probabilmente Turone non ama veramente i processi democratici, perchè magari viene da esperienze in cui in realtà a decidere devono essere i pochi, espressione di una ristretta cerchia di “notabili”, magari ben autoreferenziali e chiusi e sordi rispetto ai processi della realtà).

    “Sul piano programmatico è lampante, poi, che dopo una corale approvazione della giunta Masini è difficile capire la novità rappresentata dalle proposte di Roberto Balzani”.

    forse su questi temi occorre attendere innanzitutto il confronto tra i candidati (e magari se ne aggiungeranno anche altri) o poi forse immaginare che all’interno di un partito le primarie servono per disegnare prospettive differenziate, che comunque partono da visioni non certamente contrapposte, altrimenti sarebbe una competizione tra individui liberi da vincoli di ogni tipo).

    “O parecchi hanno peccato di ipocrisia politica, oppure in troppi sono stati folgorati sulla via di Damasco di un nuovo che temo sarebbe solo di facciata”.

    anche queste sono affermazioni in libertà, intrise di ottuso pregiudizio, che mostrano la chiusura, gretta, di chi a partire dalle sue concezioni non riconosce legittimità ad altre posizioni. Il classico esempio del cittadino che fatica ad essere democratico, o che proprio non lo è: perchè non si sforza, umilmente, di capire gli altri.

    “Mi divertirebbe poi sapere quali saranno le posizioni degli esponenti della giunta, perchè un’adesione di qualche assessore alla candidatura Balzani sarebbe uno dei più clamorosi harakiri politici della storia”.

    di ciò non so proprio, si vedrà immagino dal corso degli eventi (o Turone è anche un mago “sburone” che sa tutto e prevede il futuro??),

    ma sinceramente non si capisce il senso dell’affermazione: da quando in qua -terminato un mandato - una persona non può fare scelte coerenti ed, eventualmente, all’interno di un partito, scegliere tra le opzioni che si presentano? Turone ha davvero difficoltà con l’abc dei processi democratici e del rapporto tra ruoli politici, ruoli amministrativi, temporalità delle cariche, ecc.

    “Non mi entusiasmano le storie di sondaggi, e dopo le esperienze delle ultime politiche eviterei di considerarli argomenti significativi di discussione”,

    posso anche convenire, basterebbe conoscerli effettivamente i sondaggi e magari stabilire - in un partito democratico serio - che uno strumento lo si valuta all’interno del gruppo dirigente, non in ristrettissime cerchie di “amici”.

    l’affermazione “ma vorrei ricordare che il nostro sindaco è uscito solo dall’ultimo poll dalla lista dei supersindaci con oltre il 55% di gradimento”.
    verissimo, il punto - per il valore che possono avere i sondaggi (altrimenti Turone cadi in palese contraddizione con quanto hai scritto sopra, e nell’ambito della teoria dell’argomentazione la contraddizione è abbastanza grave) - è capire:
    a) se dare valore ai dati
    b) se sì, capire di quanto sotto
    c) capire le cause, eventualmente, e studiare i giusti rimedi.

    Ovviamente le valutazioni sull’operato possono essere positive e ci si deve interrogare, però, se c’è un calo - più o meno significativo - di consensi. Ricordando che per vincere al primo turno alle amministrative occorre andare oltre al 50%.

    “Speravo che la politica del PD volasse, e fossero temi alti ad essere discussi. Vorrei sapere dove si collocherà il mio partito in europa, vorrei che parlassimo di economia, anche a livello locale che la laicità fosse il nostro pane quotidiano”,

    su queste affermazioni posso concordare, ma appunto su queste cose ci si deve confrontare e con animo laico e apertura, altrimenti si rischia di essere schiavi delle proprio gabbie mentali.
    Di certo però, da che mondo è mondo, per le amministrative ci si confronta - per fortuna - sulle questioni che riguardano le città e i loro problemi, nonché sulle loro eccellenze (a Forlì ce ne sono) e sulle loro criticità (anche qui - come sul territorio - ce ne sono, e alcuni anche molto gravi e impellenti, AHINOI).

    “ma l’unica novità che vedo è la sterile ricerca di contenitori mediatici per pochi intimi, me compreso”.

    QUESTA PER ME è UNA FRASE NON FACILMENTE COMPRENSIBILE. Mi scuso e chiedo, gentilmente, di riformulare il concetto.

    “Forse sarebbe veramente il momento di dire qualcosa di nuovo: cominciamo a parlare di politica, e mi incuriosisce, da uomo spudoratamente di sinistra la collocazione la nuova proposta, a destra della giunta o a sinistra?”

    anche qui fatico a capire il senso dell’enunciazione e ne chiedo, cortesemente, la riformulazione.

    Un caro saluto a Turone, burlone che si burla ma che spero diventi così coraggioso - perchè la logica della democrazia e di un blog come questo lo richiede - da svelare le sue sembianze.

    Altrimenti se non si vuole dialogare meglio restare chiusi nelle proprie certezze, nel proprio orto privato, in compagnia dei fantasmi propri e altrui.
    Una situazione non da burlone ma appunto da “Turone”, “colui che si tura il naso” perchè l’aria è divenuta irrespirabile.

    Thomas Casadei

    (se poi vogliamo darci degli pseudonimi “Marramao”, ma dopo nome e cognome ;-) )

  21. ramon turone 10 ottobre 2008 15:10

    prendo nota del fatto che il grado di democrazie di questo forum è tale che alla prima critica alle idee della maggioranza, si assume un atteggiamento inquisitorio, come quello del signor Pilotti, che vorrebbe addirittura risalire al mio IP, con una lampante invasione della privacy, per scoprirne l’intestatario, in mancanza di un reato penalmente perseguibile. Mi sorge un dubbio, che la critica sia un reato? e in questo caso cosa differenzia i frequentatori di questo sito da quella presunta nomenclatura che vorrebbero abbattere…

  22. gianluca 11 ottobre 2008 08:58

    premetto che queste considerazioni in libertà rappresentano le vere espressioni di democrazia che a tanti danno fastidio ma non ai cittadini stufi del bla bla dei politici vecchio stampo. Alcune piccole considerazioni sul post di Elena: ritengo (è solo una mia idea) che il senatore Pinza non fosse affatto disinteressato al posto al Senato ma sia stato avvisato per tempo della non disponibiltà dello stesso ritengo peraltro che se ciò fosse poco anzi nulla abbia fatto per avere un degno sostituto (la posizione della Zanetti era un evidente segno di scarsa pressione da parte dei nostri dirigenti); per quanto concerne il segretario, altro delfino illustre, più e più volte in questi mesi abbiamo verificato come sia stato utilizzato più come parafulmine che per le sue doti dirigenziali.
    Nonstante questo quadro disarmante il senatore stamattina dà lezioni di economia al Globus insieme ai soliti noti, in un consesso che nessuno ha condiviso soprattutto i tanti piccoli imprenditori come me che ogni giorno combattono per la sopravvivenza della loro azienda e per il salario dei loro dipendenti e sono le vittime vere della bolla inflazionistica che il mondo occidentale ha impunemente creato.
    Non mi riconosco in loro non mi sento rappresentato e non partecipo ad iniziative dove dall’alto della loro sapienza vogliono tranquillizarmi su un dramma che non li coinvolge affatto.
    Se tutto ciò non bastasse ogni giorno dobbiamo leggere sul giornale questi saggi che sponsorizzano politici o personaggi del loro ambito per l’una o l’altra carica. Non credo che serva altro per dire ben venga qualcosa di nuovo di diverso con la spinta della popolazione civile lontana anni luce dai lustrini e la cartapesta di un mondo sempre più distante dalla realtà sia nei fatti che nelle idee. Gianluca Monti

  23. riccardovitali 11 ottobre 2008 10:09

    Gentili amici, forse perchè non sono interno agli sviluppi del partito confesso che questa continua lotta tra correnti comincia a darmi il voltastomaco.
    Possibile che si perda tempo a parlare continuamente di Pinza, di Castagnoli, dell’attuale apparato (che si rivolta a proprio piacimento visto che adesso si rivaluta persino Pedulli trombato non dall’apparato ma dal cosiddetto “nuovo che avanza”)?
    Davvero qualsiasi cosa (persino la manifestazione della Cgil ) deve essere usata a fini correntizi e non per aprire discussioni di merito ( a proposito come mai molto silenzio sul fatto che sulla stesura del rinnovo contrattuale si intenda firmare senza la Cgil? anche in questo caso colpa sempre degli altri? ).
    Se un gruppo di esponenti del partito si trova per discutere di economia chi intende partecipare va chi non intende non va. Semplice.

    Un’ultima risposta la devo a Maria Maltoni che stimo molto anche non condividendone spesso le posizioni. Il riferimento che il Sig. Fabbri fa del documento con il quale l’assemblea comunale di fatto ratificava l’operato della giunta Masini è a mio avviso corretto. Quel documento è stata la base (di facciata? non sta a me dirlo) con la quale Nadia Masini ha deciso di ripresentarsi, incassando la fiducia all’unanimità (il riferimanto che si possa fare meglio infatti è un principio che credo valga per tutti in tutti gli ambiti).
    Sarebbe andata ugualmente se parte dell’assemblea comunale, in sintonia con la maggioranza della base elettorale secondo la mia modesta opinione, si fosse espressa con criticità nei confronti di un’amministrazione che ha operato non bene?

  24. Thomas Casadei 11 ottobre 2008 10:55

    “Davvero qualsiasi cosa (persino la manifestazione della Cgil ) deve essere usata a fini correntizi e non per aprire discussioni di merito ( a proposito come mai molto silenzio sul fatto che sulla stesura del rinnovo contrattuale si intenda firmare senza la Cgil? anche in questo caso colpa sempre degli altri? )”

    Scusa Riccardo - mi soffermo solo su questo passaggio - ma ti inviterei ad un maggiore rispetto.
    E quali fini correntizi? Io, così come altri, siamo iscritti alla CGIL e non strumentalizziamo proprio nulla. Io da sempre sono vicino a certe istanze, e non mi impegno per partito preso, così come critico nel merito le posizioni, anche quelle della CGIL se occorre.

    Qui trovi spesso ragionamenti costruttivi, invito anche te a farli. Quanto alle polemiche o alle osservazioni critiche ognuno se ne assumo la responsabilità: qui ognuno scrive come singolo, ti pregherei ogni tanto che anche tu, come tanti altri lo fate, dunque basta con questa storia delle correnti. Ce ne sono e molte: oggi una si ritrova al Globus, a nome del partito, e lì parla solo ad una parte, leggi l’elenco dei relatori: solo uomini, età media 60 anni, senza la voce dei sindacati e del mondo dei precari, nonchè senza un imprenditore uno….
    E questo quando - due settimane fa (qui si strumentalmente) - qualcuno ha aderito alla manifestazione della CGIL. La coerenza chiedila a tutti.

    Grazie, un caro saluto come sempre, Thomas Casadei

  25. Thomas Casadei 11 ottobre 2008 11:00

    vchiedo scusa per gli errori e una frase incomprensibile

    (RIFORMULO: ti pregherei ogni tanto di tenerne conto, infatti anche tu, come tanti altri lo fate, dunque basta con questa storia delle correnti)

    ma sto scrivendo con mia figlia Caterina in braccio perchè oggi, come in altre occasioni, sto con lei, visto che mia moglie è al lavoro e i precari non hanno molte altre soluzioni, se non fare più cose insieme (ma Riccardo è padre di due bimbi e so che dunque mi capisce perfettamente).

    Sulla firma separata, è un errore così lampante che anche chi vorrebbe sempre far fuori la CGIL se ne è accorto. e il mondo del lavoro, chiaramente, da sempre lotta tra inclusione ed esclusione dagli accordi: non sta scritto da nessuna parte che deve avere la meglio chi è più forte e o ha più mezzi.

  26. patrizia barducci 11 ottobre 2008 12:54

    UN APPELLO PER LA SCUOLA STATALE CHE MUORE SOTTO I COLPI DELLA SCURE TREMONTI-GELMINI
    OGGI AI PORTICI,INSEGNANTI DELLA SCUOLA ELEMENTARE E MATERNA DI FORLI DALLE 14.30 RACCONTANO COME SARA IL DESTINO DELLA SCUOLA SE PASSA IL DECRETO LEGGE GELMINI,UNA DI QUELLE INFIDE E MALEFICHE MANOVRE PER RECUPERARE I MILIARDI DI EURO CHE DEBBONO INTEGRANE L’ABOLIZIONE DELL’ICI…O PEGGIO ANCORA UNA MANOVRA DESTABILIZZANTE NEI CONFROTI DELLA SCUOLA STATALE…CHE PRIVILEGERA’ LA SCUOLA PRIVATA.
    SE SIETE NEI PARAGGI AIUTATECI
    SONO MOLTO D’ACCORDO CON LE PAROLE CHE CHIUDONO IL POST DI ELENA BERTOZZI
    E TEMPO CHE LA POLITICA SI METTA IN CAMMINO VERSO IL NUOVO

  27. gianluca 11 ottobre 2008 13:56

    E’ giusto Riccardo quello che dici cioè che chi si sente di andare va ma è anche giusto che io possa esprimere la mia opinione visto che fanno credere che anche chi non si sente rappresentato appoggia l’iniziativa. Ripeto la democrazia sta nell’esprimere le opinioni anche quelle diverse e contrapposte. Io non condividevo l’iniziativa l’ho detto e non sono andato tu cosa hai fatto? Credo che alle tante parole ogni tanto andrebbe aggiunto qualche fatto altrimenti si rischia di perdere l’identità corporea e rimanere una firma in mezzo a tante parole…. un caro saluto. gianluca monti

  28. Alessandro Pilotti 12 ottobre 2008 07:50

    Io Riccardo ieri sono andato convinto che si trattasse della Conferenza Economica del mio partito. Invece mi sono trovato al convegno organizzato dal segretario con spirito correntizio. Io come te, Riccardo, faccio parte di quella gente e Gianluca Monti è uno di questi, che crea reddito vero. Che non parla di economia ma la fa. Che è stanca di vedere i Presidenti degli Enti (ACER, HERA, Seaf, Fiera) nominati in solitudine o meglio concertandoli solo copn Pinza dall’attuale sindaco per la fedeltà ad un clan senza tenere conto dei curriculum.
    Ieri c’ero e ho visto: il lucido ed efficace intervento di Tiziano Alessandrini, la rivendicazione di un ruolo politico per la Fondazione della Cassa di Risparmi da parte di Dolcini, l’intervento fuori posto e fuori contesto (non per responsabilità sua) di Marco Livigni, il modesto contributo di Sergio Mazzi, l’intervento acuto di Pasolini, le parole sfuggite ad Amadori che attorno all’oncologia nell’Area vasta c’è un giro d’affari, ripeto giro d’affari, di 40 milioni di euro (anche un liberale einaudiano come me si indigna di fronte alla mercatizzazione del dramma del cancro)e le conclusioni di Pinza.
    Pinza ha tracciato nei primi 10 minuti un bel quadro del panorama internazionale.
    Poi ha scelto quel palco. Un palco unitario del PD per ribadire il suo sostegno a Nadia Masini. Sapendo che Nadia Masini non è l’unico candidato del Partito. E’ intervenuto come se Roberto Balzani non esistesse. Non lo ha fatto in assemblea Comunale da lui sempre disertata e neppure in Assemblea Territoriale a cui ha partecipato solo per votare e rinnovare la fiducia all’ultima creatura del suo clan.
    Lui Rutelliano con Rutelli leader, veltroniano (via Franceschini) con Veltroni leader, ha scelto con il convegno di ieri di virare su Enrico Letta, adesso finalmente Pinza ha una scrivania all’Arel, per riaccreditarsi con Pierluigi Bersani e Vasco Errani, cioè chi comanda effettivamente in Emilia-Romagna.
    Ha trasformato la Conferenza Economica del PD in una sua cosa, ma il PD non è suo, è di tutti noi.

  29. Carlo Giunchi 12 ottobre 2008 11:19

    Sono stato solo un’ora alla conferenza economica del PD: non potevo fermarmi per ragioni di lavoro, ma non mi è dispiaciuto dover andarmene.
    Diciamo che ho fatto in tempo solo a respirare il clima, e mi è bastato.
    Era un clima che metteva soggezione, lo dico con sincerità, io che che alla soggezione non sono consueto.
    Eppure, quando nelle facce delle persone vedi l’arroganza che incontra il servilismo, la complicità di casta che si esibisce ed esclude palesemente tanti, l’autoreferenzialità che non misura la qualità etica e politica, quando vedi tutto questo riunito in una hall ed in un salone, non puoi che sentirti in soggezione.
    Del contenuto degli interventi non sono ovviamente in grado di parlare se non di quello di Alessandrini, misurato, non molto interessante, quasi insopportabile quando è ripartito con la storia della “cultura come volano dell’economia”, storia già lanciata dalla Masini nelle scorse elezioni amministrative e che oggi ci lascia un’economia di mattoni e un volano in pezzi, sdentato e senza prospettive se non oliato dal “governo ombra” o “in luce” costituito dalla Fondazione Carisp.
    Per me la cultura è, prima di tutto, un fatto costitutivo della vita umana, forse il più importante, un fatto che merita di essere tramandato oltre i millenni, per cui sentirla brutalizzata al servizio di qualche opportunità imprenditorale, mi amareggia.
    Tutti oggi a Forlì sembrano avere scoperto la cultura, semplicemente perchè ne hanno scoperto il risvolto economico, il “giro di affari”.
    Che poi le nostre collezioni archeologiche, artistiche, etnografiche, documentarie, si trovino in uno stato penoso, poco importa. Che poi si continui ad investire nel recupero di edifici senza sapere cosa farci o come gestirli, poco importa.
    Quest’idea un po’ peregrina che enfatizza le iniziative culturali più per il loro “effetto numeri”, ammesso che ci sia, che per la loro qualità intrinseca, ammesso che ci sia, non fa onore ad una città come la nostra.
    Per il resto Alessandro, che mi ha preceduto nei commenti, probabilmente ha bene ha sintetizzato la successione del dibattito, ma solo con un’ingenuità, quella di eccepire sul fatto che Pinza abbia sfacciatamente sostenuto la candidatura Masini.
    Io infatti credo che questo atteggiamento, che evidenzia l’aggregazione che sta dietro il sindaco uscente, debba opportunamente e liberamente manifestarsi. Forse succederà di scoprire che tanti “grandi elettori” sono comunque meno dei mille “piccoli elettori” che il 14 dicembre si recheranno alle urne delle primarie.

    Una nota per Ramon Turone: dopo il tuo commento su Pasquino credo di aver capito dove sta la criticità, fra le “idee proposte” e la “testa che le propone”.

  30. maria maltoni 12 ottobre 2008 19:42

    Come co-coordinatrice dell’area economica del PD Forlivese, ho avuto modo di esprimermi sulle modalità della organizzazione della Conferenza Economica svoltasi ieri, nella riunione a cui i coordinatori sono stati chiamati qualche giorno fa, solo quando il programma era già definito.
    In quella occasione ho fatto notare, in primo luogo, che dato che si è costruita una area di lavoro sull’economia ed innovazione, sarebbe stato opportuno coinvolgerla nella elaborazione di un appuntamento così importante. Ho inoltre fatto notare ( ed è la seconda volta che accade in una iniziativa economica ) che tra gli interlocutori non compariva neppure una donna, cosa molto grave per un partito che ha fatto della democrazia paritaria, uno dei suoi elementi fondanti inseriti anche nello statuto. E il punto di vista femminile, il ruolo delle donne nell’economia, che ormai tutti gli economisti sostengono essere cruciale per il destino del pianeta ? Mi è stato riposto da parte del Segretario provinciale che questa iniziativa era stata decisa da tempo per “incastrarla “ come date tra la conferenza nazionale e quella regionale e che comunque il partito ha una sua autonomia dalle aree ( che sono momenti di approfondimento e proposta non decisionali) , mentre sulla presenza femminile nessuna risposta come al solito.
    Infatti, il punto è questo, anche se il contributo dell’area non fosse stato possibile per problemi organizzativi, esistono comunque gli organi di partito, la direzione, l’assemblea territoriale, che su un appuntamento così importante come questo, avrebbero dovuto essere posti in condizione di dare un contributo, decidendo come svolgerlo, e non è avvenuto. E’ senza dubbio una occasione persa ed un ulteriore manifestazione di un metodo scorretto di gestione della vita di partito, perché quando le cose vengono decise a livello verticistico quando non oligarchico, senza che vi sia il necessario coinvolgimento, manca la democrazia interna.
    Poi per carità- io ho partecipato ai lavori- dagli interventi sono emersi dati anche interessanti, esperienze ed osservazioni che prese singolarmente possono avere un loro valore. Certo il parterre, come qualcuno ha già sottolineato, era composto soprattutto da uomini , bianchi, attempati ! Forse donne, giovani e cittadini stranieri non contribuiscono a formare il PIL e quindi non si era puntato sulla loro presenza !
    Quello che secondo me è mancato, ma forse manca a livello nazionale, ed aspetto di vedere i documenti della Conferenza Nazionale per saperlo , è una visione d’insieme del futuro. Qual è il tipo di sviluppo che vogliamo, in relazione a quale tipo di società. La crescita non può essere infinita per ragioni di spazio sul pianeta, compatibilità ambientali ed equità nella suddivisione della ricchezza dentro gli stati ed in ambito globale. L’attuale crisi finanziaria ha evidenziato ancora una volta che i mercati non si autoregolamentano e che qualche regola comune e condivisa ci vuole, se non si vuole l’autodistruzione dell’economia mondiale.
    Come il nostro territorio si colloca in questa prospettiva ? Dalla conferenza economica di ieri non mi è parso siano giunte risposte o ipotesi al riguardo. Nelle conclusioni il sen. Pinza ha affermato che ormai è evidente che lo sviluppo non è automatico, occorre promuoverlo, ma il punto come evidenziavo precedentemente non è questo. Il dato saliente del suo intervento, in gran parte incentrato sulla crisi finanziaria, è stato invece l’outing ufficiale a sostegno della candidatura del sindaco uscente di Forlì, che pone la parola fine alla ridda di voci su candidature dello stesso Pinza o di altri esponenti della ex-Margherita alle primarie ( perché c’è chi ragiona ancora nel PD in termini ex-qualcosa) . Ora sappiamo chi si confronterà alla primarie e su chi dovranno scegliere gli elettori del PD ed i cittadini: oltre al sindaco uscente, c’è un solo candidato che si chiama Roberto Balzani. Almeno è un elemento di chiarezza !
    Passo dalla conferenza al tema primarie, per ribadire un concetto già espresso un paio di giorni fa ed oggetto di successivi commenti.
    Non credo proprio che sia stato il documento votato dall’assemblea della Unione Comunale del PD di Forlì, che ha convinto il sindaco Masini a ricandidarsi, l’annuncio di ieri della scesa in campo di Pinza a suo sostegno lo dimostra.
    D’altra parte è prassi consolidata che il sindaco uscente, a fine mandato, illustri all’organismo territoriale di riferimento l’attività svolta. Le nostre amministrazioni mediamente, per quanti aspetti critici possano aver manifestato, non sono certo paragonabili alle realtà dove governa il centro destra, ed il fatto che sia stato approvato un documento che evidenzia gli aspetti positivi, ma anche quelli critici, spingendo sulla necessità di riprogettare il futuro della città anche alla luce delle crescenti difficoltà economiche, è solo una constatazione dei fatti.
    Personalmente io ritengo , e proprio per questo sostengo la candidatura di Roberto Balzani, che la città di Forlì abbia un grandissimo bisogno di rinnovamento nella politica e di una nuova progettualità e che la vittoria di Roberto alle primarie, potrebbe consentirci di avere il candidato sindaco in grado di interpretare al meglio queste esigenze.

    Maria Maltoni, co-coordinatrice area-economia innovazione territoriale,
    componente direzione, assemblea territoriale ed assemblea comunale di Forlì del PD

  31. riccardovitali 13 ottobre 2008 11:01

    Caro Thomas, credo non ci sia bisogno di commentare il tuo post. Il rispetto si offre in misura uguale a quello che si riceve e la ricostruzione dei fatti legata alla manifestazione che mi proponi, insulta il mio modesto comprendonio.
    Capisco che sia già partita la campagna elettorale e che ci sia poco spazio per chi non è inserito. Ringrazio quindi e tolgo il disturbo.
    Molti saluti e molti auguri al Prof. Balzani.

  32. gianluca 13 ottobre 2008 16:50

    Per chi non è inserito o non vuole inserirsi per partito preso? Qui c’è sempre stato grande rispetto per tutti e una risposta corretta verso chiunque sia intervenuto! Non è giusto però che si possa criticare senza poi accettare di essere criticati, è una regola fondamentale della democrazia. Con stima e rispetto gianluca Monti

  33. Simone Morgagni 14 ottobre 2008 00:36

    Si è già parlato più volte di iscrizione obbligatoria per commentare. Finora ho preferito lasciare l’iscrizione solo a coloro che vogliano sostenere maggiormente l’azione di questo sito, partecipando anche a sondaggi e votazioni varie. Il commento è sempre stato libero.

    Ovviamente questa scelta comporta delle difficoltà. Ci sono stati commenti offensivi (cancellati), utenti che si divertivano a commentare sotto tanti nomi differenti (cancellati anche loro) e tanto spam.

    Nonostante la mole di lavoro aggiuntiva continuo a trovare quest’ultima posizione più fertile e aperta a livello di discussione e non penso sia giusto impedire di commentare a chi usa un nick invece del proprio nome. Semplicemente i lettori impareranno a leggere differentemente i vari testi, con maggiore attenzione quelli di coloro che li rivendicano mettendoci la firma, più distrattamente quelli di chi, per motivi personali, preferisce non firmarsi.

    Ad ogni modo proveremo presto delle nuove soluzioni automatizzate di controllo in maniera da garantire maggiormente ogni commento pubblicato.

    Invito una volta ancora tutti quanti alla moderazione e ad un maggiore spirito di dialogo. Preferirei continuare a non dover intervenire se non in casi eccezionali.

  34. Marina Flamigni 14 ottobre 2008 07:19

    Concordo con Simone.

  35. ramon turone 14 ottobre 2008 09:11

    Mi scuso per il ritardo alla mia replica, frutto, evidentemente di un eccesso di democrazia, da parte del blog (ip bloccato da venerdì)
    La ringrazio per avermi indicato un lavoro per il mio futuro, mi darò alla magia, visto che l’intervista di oggi sul Carlino di Galassi mi dà ulteriormente ragione sulle mie modeste previsioni.

    @thomas marameo casadei
    La sua risposta mi richiama alla mente quello che, a mio modesto parere, è il miglior politico della sinistra italiana, Massimo D’alema. Di lui posso dire che è molto intelligente e abbastanza presuntoso, di lei che è molto presuntuoso e abbastanza intelligente.
    Molto presuntuoso, visto il tono che usa, a meno che il mio insignificante parere non le abbia fatto perdere le staffe, ma solo abbastanza intelligente, perchè la fondamentale obiezione che muove alle mie critiche ,è che lei ha ragione, io no. Affascinante tesi, assolutamente innovativa, e per niente, come direbbe lei, autoreferenziale.
    Ma veniamo ai fatti :
    sulla primarie: ammesso che non siano un mero esercizio di potere tra lobby contrapposte, mi chiedo come mai l’estensore del regolamento abbia previsto regole diverse in caso di ripresentazioni di candidati. Forse, ma interpreto, riteneva l’opzione delle primarie in quel caso un’extrema ratio, da utilizzare in particolari condizioni critiche, che a Forlì mi sembra gli organi democratici del partito abbiano escluso, approvando in maniera evidentemente acritica l’operato della giunta.
    Non faccio il docente di politica comparata ma basta il buon senso della massaia per capire che da uno scontro politico l’immagine del PD non ne uscirà bene. L’esperienza delle politiche del 2000, in italia, avrebbe dovuto insegnarci che gli scontri preelettorali, ancorchè ammantati da presunte dimostrazioni di democrazia giovano ai nostri avversari. E a dimostrazione mi limito a citare una dichiarazione di G.Pini comparsa ieri su Romagna Oggi:
    “Il deputato leghista non crede neppure che a Forlì, comune centrale per l’azione della Lega, possa essere riproposto lo ‘schema’ bolognese: “a Forlì Nadia Masini ha già detto di voler correre alle primarie e fare un passo indietro oggi sarebbe tardivo. Più probabile che dalle primarie il sindaco forlivese esca indebolito e a quel punto subentri Roberto Pinza nel ruolo di ‘salvatore’ della patria”.”
    come vede sarò fallace ma nel mio piccolo ci azzecco. E si prepari perchè le argomentazioni del centro destra in campagna elettorale saranno queste.
    Ma non so perchè incomincio a pensare che in questo PD, non solo forlivese vincere le primarie sia più importante di vincere le elezioni.
    Le sarei grato, quando usa termini come fallacia,con due asterischi, mi chiarisse meglio in quale errore sto incorrendo: nella fallacia della questione complessa, in cui lei cade quando afferma che, siccome non credo che le primarie siano sempre democratiche, rifiuto i presupposti del pd, o in quella dell’ignoranza in cui lei incespica dicendo che non essendoci prova tangibile del fatto che le primarie in un clima di spaccatura a Forlì nuociano al PD ciò non avverrà, o in quella della falsa disgiunzione, in cui lei dà per scontato che essendo in disaccordo con lei sono automaticamente contro di lei,senza valutare possibili sfumature di pensiero? Potrei continuare, ma mi fermo per non tediare eventuali lettori, e per non sembrare un professorino saccente.
    Non serve essere un mago sburone, basta leggere i giornal(incredibile, non sono analfabeta) e scoprire che oggi il carlino riporta tra la squadra che appoggerà il prof Balzani i nomi di Buffadini, Bucci e Galassi, e le domando squesto appoggio, se reale , non metterebbe in discussione i 5 anni di presenza in giunta di questi assessore senza particolari accenni critici ?
    Sui sondaggi le ho citato solo un esempio, le ripeto non mi appassionano e non mi preoccupano, anche perchè normalmente li sbagliamo.
    Sui contenitori le spiego meglio, mi sembra che si stiano facendo operazioni di facciata, blog, televisioni democratiche, mentre si perde sempre di più il contatto con la gente comune, che si sta allontanando da noi, ripiegati su una sicumera di superiorità intellettuale che traspare dal modo con cui anche lei affronta le critiche, che ci fa sembrare altezzosi e distanti.E negli spazi che lasciamo aperti si insinuano lega, e Idv, partiti con un linguaggio più semplice se vuole, ma proprio per questo più coinvolgente
    Quanto all’ultima domanda che evidentemente ho mal formulato , cerco di essere + chiaro, credo che un candidato che si presenti debba avere una collocazione su temi politici. Dal punto di visto programmatico, quali sono le differenze tra i due candidati? Perchè, tra l’altro, la storia politica del candidato che lei appoggia e la sua mi sembrano diverse, e secondo me, democraticamente, quando un candidato si presenta dovrebbe di nuovo parlare di politica e di programmi, perchè altrimenti potrebbe scontentare chi l’ha votato, cosa che sicuramente a un elettore attento, e non ottuso, come lei, non potrebbe mai succedere. Quando li vede, mi saluti Marcello Rosetti e Alessandro Castagnoli.

  36. ramon turone 14 ottobre 2008 09:25

    @carlo giunchi
    “Una nota per Ramon Turone: dopo il tuo commento su Pasquino credo di aver capito dove sta la criticità, fra le “idee proposte” e la “testa che le propone”.”

    Dopo aver letto i suoi post, non posso che concordare con lei.
    Mi permetta una chiosa, è bello che i portatori del nuovo usino un termine come criticità, che fa tanto vecchio politichese.

  37. Simone Morgagni 14 ottobre 2008 09:34

    Di nuovo con questa storia dell’Ip bloccato?

    Eppure credevo di aver risposto al problema in privato e in maniera soddisfacente.
    Evidentemente no.

    Ripeto, il commento (che del resto è stato uno solo negli ultimi quattro giorni) era entrato in moderazione automatica. Io ero a Metz prima e a Strasburgo poi, per quella cosa chiamata lavoro. Una volta tornato l’ho sbloccato manualmente. Ieri notte.

    Ecco il log di cui si parla:

    4417 4 Successfully updated comment entry ID: 2121 to status: moderated. sk2_anubis_plugin
    3 days, 18 hours

    2008-10-10 16:10:49

    Sarei proprio curioso di sapere come si fa a sproloquiare di Ip bloccati senza aver avuto un secondo commento bloccato e soprattutto avendo una connessione internet dinamica (che non mantiene lo stesso ip in due connessioni differenti).

    Evitiamo quindi i classici e scenografici eccessi che tirano in ballo la democrazia e i massimi sistemi.

    Per quanto riguarda la discussione vera e propria non entro nel merito, mi auguro semplicemente che quanto detto sia meno superficiale e più veritiero dell’introduzione che, forse, meriterebbe qualche scusa.

    E invito tutti, nuovamente, a pesare le proprie parole e ad evitare inutili ironie e attacchi personali.

  38. ramon turone 14 ottobre 2008 09:52

    mi permetto di citarla:

    >Semplicemente l’ultimo commento da lei inviato, venerdi scorso, è entrato in
    >moderazione automatica per via di alcune parole ivi contenute (in
    >particolare indirizzo IP).

    e di chiederle quali erano le parole del mio post che ne avevano provocato il blocco.

    per quanto riguarda il tono della mia replica al signor Casadei, mi sono beccato un: ” intrise di ottuso pregiudizio, che mostrano la chiusura, gretta,”, e se questi sono i toni della conversazione, credo che la mia risposta sia sullo stesso tono e mi permetta un tantino + ironica.

  39. ramon turone 14 ottobre 2008 09:55

    @simone morgagni
    ops e per la precisione, lo sblocco è avvenuto dopo una mia mail, e non avevo pubblicato nessun post dopo quello bloccato fino all’avvenuto sblocco.

  40. Simone Morgagni 14 ottobre 2008 10:01

    Forse non sono stato abbastanza chiaro nella mia risposta(del resto erano quasi le due di notte!)

    Giustamente le parole contenute in questione erano “indirizzo” ed “ip” che, come penso sia facile immaginare, potrebbero sembrare sospette ad un software che controlla gli indirizzi ip, mail e i testi dei commenti per identificare lo spam.

    La presenza di quelle due parole, che penso siano alla base della nostra mancata comprensione, ha giustificato la moderazione automatica. Tutto qui.

    Il tono delle repliche è bene che sia comunque abbassato, nonostante io abbia personalmente apprezzato il tono sottile con cui la sua ultima replica è stata argomentata.

    Non si trattava infatti di un consiglio personale, ma collettivo.

    Se ognuno continua ad alzare il livello dello scontro e ad ironizzare rispetto al precedente si fa presto a raggiungere un punto in cui il dialogo non potrà semplicemente proseguire oltre. E credo sia nell’interesse di tutti mantenersi sotto questo limite, pur continuando ad esprimere le proprie idee.

  41. Thomas Casadei 14 ottobre 2008 10:20

    Risponderò - appena avrò il tempo necessario - al Signor Ramon Turone.

    Due sole considerazioni metodologiche:

    - per quanto riguardo la mia storia politica, da sempre, sono abituato ad essere molto chiaro e trasparente, e a non avere timore di prendere posizione, sulla base di riflessioni e azioni. Lo faccio qui, nell’ambito pubblico e politico, in ambito culturale e sociale, in ambito professionale.
    Il Signor Turone preferisce lo pseudonimo forse per mancanza di coraggio politico o per piacere di ironia. A lui la legittima scelta. Io rispondo - con pacata ironia - firmandomi

    Thomas Casadei (e aggiungendo uno pseudonimo e scherzoso: *marameo*)

    - Quanto ai toni della mia replica: erano mi pare impostati sulla base dell’ironia voluta e cercata dallo sberleffo di Turone (che peraltro non manca, anche nella risposta, di portare in discussione profili personali velati e battutine che le persone abbastanza intelligenti, e attente, colgono subito). Ciò non disgiunto dalla ricerca di riflessioni e ragionamenti politici.
    E’ chiaro poi che il tono aggressivo era dello stesso Turone (e anche un’ironia un po’ “velenosetta” per me è aggressione) e - visto che mi conosce bene - sa che io, come tanti altri democratici, non temiamo proprio i toni violenti e intimidatori, neppure se accennati o velati. Per questo forse, a qualcuno, diamo un poco fastidio, ma la storia personale di ognuno - che ha il coraggio di firmarsi - sarà sottoposta al giudizio degli altri e della propria coscienza.

    Sono molto sereno e - pacificamente - combattivo. Come sempre.

    Proseguiamo il dialogo.

  42. ramon turone 14 ottobre 2008 10:44

    @simone morgagni
    la ringrazio, senza ironia, per la sua civile risposta. Non ci eravamo capiti, succede, soprattutto quando si scrive e si legge di notte. Consideri la mia nota un fraintendimento. Sono d’accordo con lei sul fatto di abbassare i toni, ma se mi offendono, ritengo doveroso replicare, e credo di essere stato meno pesante di Thomas. Sono disposto se lui “riformula” l’ottuso pregiudizio e la chiusura gretta” a rivedere il mio presuntuoso, e, almeno, gli ho consentito la scappatoia di aver perso le staffe.
    Mi piacerebbe portare argomenti di discussione con un tono civile, a una parte del mio partito con cui posso condividere battaglie ideali, ma ovviamente ciò non deve prescindere dal riconoscimento reciproco di pari dignità, nella speranza che prevalga la cultura del confronto sui temi programmatici chiave per la nostra città, in merito ai quali dovremo trovare l’unità per sconfiggere il centro destra.

    .

  43. Thomas Casadei 14 ottobre 2008 11:32

    Sottoscrivo Ramon Turone. Si possono avere posizioni distinte e differenziate ma ciò che conta è trovare punti di sintesi dopo discussioni aperti e confronti leali, anche se necessario conflittuali (ma di conflitto regolato, come insegna le forme più avanzate di democrazia).

    Solo su una cosa eccepisco: non ho perso le staffe, ma semplicemente replicato.
    Graditissime prossime riflessioni, nel merito delle questioni e magari con toni - se possibile - un po’ meno provocatori (ovviamente parlo come singolo individuo, e militante democratico, come tutti su questo blog).

    Saluti (con le staffe a posto).

    Thomas Casadei

  44. riccardo 14 ottobre 2008 13:47

    propongo un metodo comune per gli utenti di questo blog, per non farlo scadere nel folklore, operazione che alcuni vorrebbero:
    di fronte ad interventi reiterati chiaramente votati alla polemica sterile per abbassare la qualità del blog stesso, non si deve dare corda.
    Sperimento questo metodo con i miei figli e anche con i miei due gatti. E funziona.

  45. Archimede 14 ottobre 2008 15:37

    voglio fornire ai frequentatori del blog un lieve raggio di sole per chiarire meglio la forza che mettiamo in campo a Forlì con Roberto Balzani. il professore fa parte della massoneria che io considero un’istituzione positiva e progressiva. Certo sono passati di lì Berlusconi e Licio Gelli, ma non possiamo fare di ogni erba un fascio.
    solo la “cultura” veterocomunista di alcuni ex diessini può demonizzare queste persone elette.
    con la buona massoneria dalla nostra parte, si moltiplicano le possibilità di un ottimo risultato alle elezioni primarie del 14 dicembre.
    Archimede

  46. Alessandro Pilotti 14 ottobre 2008 22:06

    Mi piacerebbe, Archimede, che tu leggessi, anche se la tua ignoranza disarmante te lo impedirà, il discorso tenuto da Salvador Allende (massone, sì massone) alla Gran Loggia di Colombia il 28 agosto 1971.
    Un discorso illuminante, ovviamente per chi ha la luce dentro e non come te che hai dentro il cuore le tenebre.

  47. Marina Flamigni 14 ottobre 2008 22:22

    Caro Alessandro, non mi risulta comunque che Balzani faccia parte della massoneria…. o Archimede è organico a qualche loggia segreta e può affermarlo con cognizione di causa??

  48. Alessandro Pilotti 14 ottobre 2008 22:37

    E’ bene che Roberto dichiari al più presto la sua non appartenenza a logge massoniche. Per mettere fine a questi assurdi pettegolezzi velenosi. Però è giusto ricordare non solo Salvador Allende, ma anche un maestro della massoneria forlivese, Nazario Sauro Bargossi, persona integerrima, di cui mi onoro di avere condiviso in gioventù la comune militanza nei movimenti federalisti europei.

  49. gianluca 15 ottobre 2008 07:28

    Il deligittimare l’avversario politico cercando di frantumarne la solidità e il consenso è un segnale chiaro e forte della debolezza del proprio esponente. In ogni competizione che si rispetti conta la sana e sacrosanta difesa della propria squadra esaltandone le qualità e le capacità. Caro Archimede c’è così tanta pochezza nella tua sponda che ti preoccupa e ti consiglia di indebolire l’avversario? e pensare che a un sindaco al primo mandato dovrebbero bastare i propri cittadini come spot promozionale e non una vera e propria armata di paladini alla difesa del forte!! Evidentemente….. gianluca monti

  50. Fausto Baldi 15 ottobre 2008 13:31

    Codice Etico e massoneria.
    Intervengo, con riluttanza e fastidio, nella questione sollevata da “Archimede”, ravvisandone l’opportunità per i commenti che ne sono seguiti.
    Il problema non è, a mio avviso, chiedersi se Archimede abbia nel cuore luce o tenebre, né se -come perlatro sembra evidente- si sia mosso per mettere in difficoltà uno dei candidati alle primarie, o per favorire l’altro candidato.
    La questione introdotta da Archimede merita di essere esaminata sotto un duplice versante.
    Il primo tecnico-giuridico, il secondo politico.
    Quanto al primo, occorre chiedersi se l’appartenenza alla massoneria sia compatibile con le cariche e gli incarichi interni ed esterni del Pd e, in ipotesi in quale misura ed in quali limiti.
    Devo in tal senso far presente di non rinvenire una risposta nelle carte fondamantali del partito e soprattuttto nel Codice Etico.
    Questo, infatti al § 3 (Responsabilità personale e autonomia della politica), punto 1, (Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano, in particolare, a:), lett. c, così dispone: “non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni”.
    A questo impegno personale, non corrisponde però alcuna delle condizioni ostative alle candidature in genere e neppure per quelle interne al partito, di cui all’enco contenuto nel punto 5.
    La redisua disciplina del § 3, punto 2, sugli impegni di comunicazione dei dirigenti e degli eletti ed in particolare di coloro che rivestano cariche di vario livello, non pare che aggiunga alcunché ai fini che interessano, prescrivendo che alcune categorie di dirigenti e di eletti (tra i quali i componenti dei consigli e delle giunte dei Comuni capoluogo di provincia) hanno l’obbligo di comunicare:“l’appartenenza ad associazioni, organizzazioni, comitati, gruppi di pressione che tutelino o perseguano interessi di natura finanziaria, nonché i ruoli di rappresentanza o di responsabilità eventualmente ricoperti ovvero il loro sostegno”.
    Il divieto di appartenenza alla massoneria è, quindi, contemplato in maniera bizzarra dal Codice Etico che lo assume ed enuncia come impegno personale, ma alla sua violazione non corrisponde alcuna sanzione od altra conseguenza.
    Il Codice Etico considera, in altri termini, l’appartenennza alla massoneria come un disvalore, ma all’enunciato precetto (etico) non fa derivare conseguenze per l’inosservanza (norma puramente precettiva).
    E’ come se si fosse stabilita una nuova categoria di peccato, minore di quello mortale ed anche di quello veniale, che come tale non deve essere neppure confessato; pur restando peccato, non darebbe luogo a punizione di sorta.
    In campo religioso, più che l’enunciazione di un peccato sarebbe un’idiozia.
    E’ una delle tante defaiances del Codice Etico (che ho da sempre considerato e segnalato come inadeguato, incoerente ed assai manchevole, specie se confrontatao con le altre carte fonfamentali, Statuto e Manifersto dei Valori, di ben altro spessore e qualità tecnica), per il rinvio del cui esame ed approvazione in sede di prima riunione della costituente nazionale mi sono impegnato invano.
    L’intervento di Archimede è sicuramente “velenoso”, ma intelligente, perché mette il dito in una piaga, in una delle questioni affrontate in maniera inadeguata e sostanzialmente ipocrita. Meglio sarebbe stato ignorare la questione, puttosto che affrontarla in questo modo.
    Tanto osservato, resrebbe il versante politico coinvolto dalla vicenda in esame.
    Al riguardo mi sembra, però, necessario che sia le considerazioni introduttive, quanto he le analisi che ne potrebbero seguire siano svolte in prima battuta dal diretto interessato, dal quale ci si attende non tanto che confermi o smentisca la circostanza (la venelosità dell’intervento di Archimede sta anche nel fatto che l’eventuale smentita sarebbe pur sempre destinata a lasciare margini di dubbio), quanto che esponga le sue riflessioni politiche sulla questione.
    E’ un tema politico interessante, che si presta ad essere allargato a situazioni similiari e persino più allarmanti, così da poter coinvolgere anche l’altro candidato alle primarie.
    Fausto Baldi

  51. pietro caruso 15 ottobre 2008 17:41

    La logica della verità prevalga

    Conosco Roberto Balzani per frequentazioni personali e stima politica e personale dal 2000. Prima era una conoscenza superficiale, poi un’amicizia più profonda.
    Per quanto ne so Roberto Balzani non è, ne è stato mai iscritto ad una loggia massonica nè del Grande Oriente, nè della Gran Loggia, nè di altre obbedienze italiane o estere. Se poi si vuole negare ad un cittadino che ha facoltà di godimento dei diritti politici e civili di avere partecipato in qualità di docente di storia contemporanea o di presidente dell’Associazione mazziniana italiana a convegni pubblici promossi da istituzioni culturali vicine od espressioni del Grande Oriente d’Italia è un altro paio di maniche. Questo però diventerebbe un processo alle intenzioni. Del resto, cosa poco nota, per quanto Mazzini sia stato vicino anche ai mondi massonici, soprattutto inglesi, non fu mai massone, a differenza di Garibaldi che divenne addirittura Gran Maestro ad honorem.
    Per quanto sia comprensibile che un partito nuovo come il Pd non gradisca l’adesione di chi è stato iniziato a questa o a quella loggia credo proprio che nel caso di Balzani non vi siano problemi di sorta.
    Anche io stesso, ogni tanto, avendo fra altri incarichi quello di essere stato nominato nel luglio del 2004 direttore responsabile della rivista “Il Pensiero Mazziniano”, una rivista edita dal 1946 che ha avuto tanti illustri predecessori più illustri di me, vengo ogni tanto sottoposto al sospetto di amici e inimici di appartenere per questo o a questo o a quel mondo massonico.
    Come però, in talune occasioni ho avuto modo di fare osservare ad alte autorità massoniche, la difficoltà per me di aderire alla massoneria è misurata da tre questioni irrisolte: la impossibilità, almeno nell’obbedienza del Goi, di iniziare le donne; il dovere di obbedienza al Gran Maestro; l’abbandono del libero arbitrio come criterio universale per ciascun individuo.
    So anche distinguere fra “massoni bianchi” e “massoni neri”, soprattutto in un Paese come l’Italia. Ci sono massoni che si sono infilati nel tunnel senza uscita della P2, ma anche massoni che hanno impedito che quel tunnel fosse la via di uscita per l’avvento di un golpe di sovvertimento della democrazia. Ci sono massoni che sono morti nel Risorgimento e nella Resistenza e hanno aiutato a consolidare la democrazia e non a sovvertirla. Bisogna stare attenti a dare etichette senza conoscere il contenuto. Se si agisse in questo modo si avrebbe il paradosso di affermare che Massimo D’Alema è diventato opusdeista perché è stato ai funerali del fondatore di quell’ordine oppure Pierferdinando Casini è un massone di piazza del Gesù solo perché ha frequentato come conoscenti molti gran maestri della Gran Loggia.
    Attenzione anche a non criminalizzare tutto e tutti.
    Il Pd deve essere una cosa nuova, ma deve ragionare con lenti sottili la realtà e non piantandosi negli occhi “cocci aguzzi di bottiglia”.
    Pietro Caruso

  52. alessio ronchi 15 ottobre 2008 18:37

    Le primarie interne al Pd a Forlì saranno indubbiamente il tema caldo di quest’autunno.
    Si può decidere di condurle in due modi: il primo è quello di scatenare una guerra senza quartiere, che avrebbe unicamente il risultato di produrre danni incalcolabili per tutto il centro-sinistra forlivese (e vedere solevare certi temi, quale quello della massoneria per delegittimare l’avversario non porterà ad altro che a questo, a mio modesto parere).
    L’alternativa è considerare quest’occasione per quello che è e per come viene definita nelo stesso statuto del Partito Democratico; ovvero, come l’elemento qualificante - e non disgregante - del partito, come l’evento capace di produrre una positiva mobilitazione, di cui probabilmente si sente il bisogno in un periodo di così profondo appannamento per la sinistra in Italia e per lo stesso Pd ad ogni livello.
    Perchè si realizzino le condizioni per un confronto serrato, ma leale, è quindi necessario che questa consultazione non si risolva in una mera “chiamata alle armi”, perchè in tal caso sì che avremo la prevalenza dei contenitori sui contenuti, ma andranno poste in primo piano le questioni programmatiche.
    Certo, chi in Assemblea Comunale ( se ho ben capito ) si è espresso a favore dell’operato dell’amministrazione uscente, sostenendo poi Balzani, dovrà spiegare il perchè di questa scelta; forse un’uscita pubblica congiunta potrebbe servire a dare maggiore comprensibilità alla cosa.
    Detto questo, leggo comunque che in alcuni post stanno già emergendo delle differenze significative, sia per quel che riguarda i metodi di conduzione politica, sia per ciò che attiene alle proposte ed all’idea di città (mi riferisco alle considerazioni fatte sull’economia e la cultura ).
    Non sono forlivese, ma trascorro buona parte delle mie giornate a Forlì: credo di non dire nulla di nuovo affermando che del malcontento in città serpeggia, si percepisce. E si allarga agli organi di partito ancora alle prese con annosi ed irrisolti problemi, dovuti ad una gestione talvolta troppo chiusa in sè stessa, non sufficientemente aperta alle realtà esterne alla politica.
    Il risultato prodotto, agli occhi della gente, si concretizza in un palleggiamento degli incarichi che raramente si allarga al di fuori dei soliti nomi. Pur essendo il sindaco di Forlì uno dei più meritevoli rappresentanti del cosiddetto “ceto politico”, finisce abbastanza comprensibilmente per pagare anche questo.
    Purtroppo finora il Pd non è stato quello che molti avrebbero sperato, vedo anzi una contiguità non positiva con quello che erano i Ds: un gigante dai piedi di argilla. Ovvero, un partito con organi iper-rappresentati a cui non corrisponde un proporzionale radicamento tra la gente.
    Mi auguro che le primarie, comunque vadano, servano ad intensificare il confronto con la cittadinanza, che rimane il modo migliore per uscire da alcuni imbarazzi e rilanciare il Pd sul territorio.
    Un’ultima breve considerazione di carattere storico: se conservo buona memoria dei miei studi di storia degli Stati Uniti, in tempi recenti almeno due presidenti uscenti al primo mandato dovettero sottoporsi a primarie: Ford nel ‘76 con Reagan e Carter nell’ottanta con Ted Kennedy.
    Saluti.

  53. Maria Teresa Vaccari 15 ottobre 2008 18:59

    Ho visto oggi pomeriggio l’intervista di Roberto Balzani a “Salotto blu” su VideoRegione.
    Chiaro, diretto ed efficace lo stile.
    Ho apprezzato anche che siano stati messi in evidenza alcuni concetti che condivido in pieno:
    - la politica come servizio per la collettività
    - la sobrietà come fondamento per la credibilità di un’amministrazione
    - la necessità di un progetto per Forlì di ampio respiro nel tempo e nello spazio
    Se si manterrano questi toni e quest’impostazione nel corso delle primarie, il confronto non potrà che portare ad un arricchimento per tutto il Partito Democratico e (…sperando di vincere) per tutta la città.

  54. Sara 16 ottobre 2008 00:30

    Signori cari,

    premetto, le cosiddette “speculazioni filosofiche e spirituali” mi interessano/ divertono molto, ma per piacere faccio un accorato appello alla responsabilità individuale e sociale di tutti, e soprattutto all’uso del linguaggio e della competenza che si fa nell’esprimersi su determinati argomenti, ma:

    possiamo concentrarci sui problemi reali e soprattutto sui programmi e le risposte concrete da dare ai disagi sociali e culturali di cui la nostra società e città ha urgente bisogno?!!
    (a proposito Archimede, ma ce l’ hai un nome e cognome o sei la reincarnazione di qualche “veterocomunista” al vitriolo per la recente novità delle primarie o ancora meglio un “nirvana” o un’”apparizione luminosa, radiosa, colorosa, raggiolosa di una nebulosa”?(fa rima)…non dovrò pensare male nooo? )

    Soprattutto, come ebbe a dire Tom Brokaw nell’introdurre il secondo dibattito presidenziale Obama/McCain il 7 ottobre scorso:
    “forse sarebbe il caso di procedere immediatamente, se possibile, dato che dall’ultimo vostro incontro a Ole Miss 12 giorni fa, il mondo è cambiato molto, e non per il meglio. E non sappiamo ancora se questo è il fondo”…

    Bene cari, riflettiamo su questo accaduto in Italia oggi, ad esempio e “Viva dio” che “bella notizia”!

    ho fatto tutto corso della Repubblica in bici con la testa all’insù e pensando: tra poco cascheranno le
    “nuvole” anche a lui..

    Cito la notizia-bonsai in prima pagina: “la Camera ha approvato (256 si, contro 246 no) all’interno del pacchetto scuola,una mozione voluta dalla lega che impegna il governo a “rivedere il sistema
    di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione”.

    Quelli che non superano il test dovranno frequentare classi separate, le cosiddette “classi ponte” per l’”apprendimento della lingua italiana, propedeutica all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti”( ex: “autorizzando il loro ingresso previo superamento del test”) Umberto (Bossi) ha spiegato tra le altre cose che “il numero degli stranieri deve essere proporzionale a quello degli studenti italiani per evitare da un lato che si formino solo classi di stranieri e dove per i nostri alunni evidentemente non vi è più spazio”

    Aggiungo io: evidentemente lui, la Gelmini, Brunetta, la Carfagna e Borghenzio (per non citare il resto dell’allegra brigata) pare abbiano frequentato gli stessi corsi accelerati d’intelligenza, buoncostume e multiculturalità promossi dal Cepu della Banda bassotti

    Che dire?….

    ….ma non ci ribelliamo??Ma non ci interessano queste questioni???ma non sentite l’urgenza di parlare di cose concrete con un sano fair play senza entrare nei dedali mentali di chi dimostra soprattutto di non avere argomenti su cui discutere?(soprattutto di non avere più risposte da dare)…strasob…

    In più c’è da scommettere che dopo le “classi- ponte”, metteranno in agenda l’Università- Katun (la montagna russa alta pari 50m) in onore al parco divertimenti di Mirabilandia a Ravenna, che ora
    sempre più assomiglia all’uso personale che l’”onorevole”classe “dirigente” (???) nazionale (???????????) sta facendo della nostra “povera” Italia…

    speriamo che un giorno non si sveglino e dicano di avere trovato un nuovo antibiotico: si, l’olio di ricino!!!

    sigh- sob

    Sono certa che anche in questo Roberto Balzani, data la sua estrema sensibilità civile e culturale verso i temi sociali che ha dimostrato aderendo ad iniziative e conferenze cittadine su questi temi, si farà portavoce di un senso di responsabilità politico e culturale nei confronti di un fenomeno, quello dell’immigrazione, da affrontare con serietà, fermezza, ma certo serenità. Vogliamo politiche concrete di integrazione che facilitino l’inserimento degli immigrati nella nostra società, nei nostri circoli ricreativi, nei nostri corsi di nuoto. Vogliamo che si attuino attività culturali e sociali che permettano loro di farsi conoscere, come noi da loro, convinti che solo la conoscenza reciproca, la mutua solidarietà e un fattivo inserimento nel nostro tessuto locale costituiscano reali e concrete forme di integrazione.

    Il 14 dicembre, finalmente, si può fare….

    Ciao
    Sara Samorì

  55. patrizia barducci 16 ottobre 2008 19:33

    mi sembra di sognare,e pensare che io avevo una alta considerazione della politica!
    ma se i chiari di luna sono questi è meglio stare all’asilo con i cinni di tre anni,si ragiona molto meglio con loro che con i protagonisti del gossip politico.
    le classi -ponte una vergogna ennesima da parte di chi I-GNORA i fondamenti dell’etica della responsabilità e dell’impegno educativo dei maestri che abitano le nostre scuole,considerando che stanno a scuola da mattino e sera.
    i leghisti pensano di aver inventato l’uovo di colombo?
    non lo sanno che le scuole fanno tanta alfabetizzazione di italiano come lingua due per gli stranieri?
    a cominciare dalla scuola dell’infanzia.
    si documentino lor signori,si documentino e si scrollino il velo dell’ignoranza nel senso di non conoscenza.
    oggi a farheneit su radio tre, ho partecipato alla lettura ad alta voce di gomorra di roberto saviano..è una esperienza emozionatissima leggere alla rradio, le parole di chi ora non vive per le denunce fatte..affinchè noi conoscessimo.
    imarare da chi ha coraggio1ad essere uomini e do0nne che sognano un mondo migliore noooooooooooo!
    e sareb ora
    patrizia

  56. ramon turone 16 ottobre 2008 22:06

    @alessio ronchi
    ricorda bene,ma porta altra acqua al mio mulino: i due candidati uscenti , uno subentrato in corsa, l’altro reduce dalla crisi degli ostaggi vinsero le primarie, ma persero le elezioni. Mi sembra emerga sempre più chiaramente il fatto che le primarie con il candidato uscente non sono una scelta vincente per il partito che le indice.

  57. Carlo Giunchi 17 ottobre 2008 02:05

    Se è così comune che il candidato uscente dopo aver vinto le primarie perda le elezioni, c’è una ragione in più per fargli perdere le primarie.

  58. alessio ronchi 17 ottobre 2008 15:02

    A ramon turone: mah, francamente preferirei non vedere troppe analogie e fare parallelismi arditi tra vicende politiche con sfaccettature e specificità molto diverse tra loro.
    D’altra parte ne fai cenno tu stesso: Gerald Ford subentrò al presidente dimissionario Nixon, di cui era il vice; non propriamente un gran bel biglietto da visita in vista di una successiva rielezione. Carter invece pagò la pessima gestione nella crisi degli ostaggi in Iran.
    Se le primarie lasciarono qualche strascico nel partito che li candidò, è legittimo pensare per i motivi di cui sopra che non sia stato questo a costare loro la sconfitta e che gli elettori li punirono per ragioni superiori ad eventuali contrasti interni.
    Comunque la mia precisazione storica non era un modo per avvalorare maggiormente l’utilizzo delle primarie, ma una semplice correzione ad una piccola inesattezza.
    Io continuo a vedere nelle primarie uno strumento che può portare un contributo importante in termini di idee, proposte e partecipazione; pertanto sono in disaccordo con chi, più o meno esplicitamente, vede in esse un evento funesto, anticamera di una sicura sconfitta.
    Ciò che conta, ripeto, è che questa competizione avvenga all’insegna dei contenuti concreti.
    Questa resta a mio avviso la ricetta migliore per denudare i limiti di una destra che tanto abbaia a mezzo stampa con i propri giornali, ma al contempo tanto poco propone.

  59. ramon turone 17 ottobre 2008 20:28

    Archimede non è l’unico che sta avvelenando i pozzi. Trovo sconcertante la dichiarazione di Fausto Baldi “E’ un tema politico interessante, che si presta ad essere allargato a situazioni similiari e persino più allarmanti, così da poter coinvolgere anche l’altro candidato alle primarie.”Se sa qualcosa di interessente su Nadia Masini lo dica: Per quel che la conosco, l’unica appartenenza che le può nuocere in questa discussione è che Nadia è stata iscritta al Pci.E’ una colpa grave,oggi in una politica che, più che nuova, mi sembra elastica. Una politica in cui si chiede trasparenza, bilanci partecipati ma poi si ritiene irrilevante l’eventuale iscrizione di una persona alla massoneria: “E’ come se si fosse stabilita una nuova categoria di peccato, minore di quello mortale ed anche di quello veniale, che come tale non deve essere neppure confessato;” Evidentemente il nuovo non ritiene che la questione morale debba essere così centrale nel PD. E’ probabile che ciò dipenda dalle dimensioni del nostro pantheon, in cui trovano posto a fatica Berlinguer o Gramsci, spintonati da personaggi più moderni come Craxi. E, diciamolo, di certe ceneri qualcuno evidentemente si vergogna.
    Magari basterebbe a svelenire i toni una smentita del professor Balzani, a meno che l’intervento di Pietro Caruso più che di un amico sia quella di un addetto stampa.
    Che sull’argomanto massoneria crei qualche dissonanza nel blog me lo fa pensare anche il simpatico siparietto tra Alessandro Pilotti e Marina Flamigni.
    Per il primo, liberale eunadiano, l’appartenenza alla massoneria è evidentemente un valore, come traspare dalla veemenza della reazione. La Flamigni lo bacchetta e il povero Pilotti, richiamato all’ordine, prontamente rettifica, ma non riesce a non difendere la sua idea. Complimenti, senza ironia, a Pilotti, a cui almeno devo riconoscere la coerenza.

  60. Alessandro Pilotti 17 ottobre 2008 22:14

    Franca ha 73 anni suo padre votava PSIUP, suo marito era operaio alla Bartoletti. E’ morto di cancro tanti anni fa. Il suo ultimo segretario è stato Alessandro Natta. Lei ha sempre votato pensando a come avrebbe votato lui. Dal 1992 PDS, poi DS, Ulivo, la scorsa primavera PD. Oggi ha detto che voterà per chiunque ma non per Nadia Masini.
    Maria Teresa di anni ne ha 76. Anche lei ha sempre votato PCI, poi PDS, DS oggi PD. Ha perso il marito nel 1991. Ha votato il 14 ottobre Veltroni e poi addirittura a gennaio. Fa ancora la donna di servizio perchè la pensione che prende dopo la morte del marito avvenuta nel 1991 non le basta. Anche lei ha detto che non voterà per Nadia Masini.
    Mi dispiace Ramon Turone, Archimede. La massoneria è stata perseguitata dallo Stato Pontificio, poi dal regime fascista, è giusto che venga perseguitata anche dall’ala bolscevica del PD.
    Ma non è colpa del Grande Architetto dell’Universo se Nadia Masini perderà le elezioni primarie.
    E se a non volerla rivotare sono proprio gli elettori del PCI, PDS, DS.
    Lasciate quindi stare la massoneria che non c’entra niente con il soggetto.

  61. Thomas Casadei 17 ottobre 2008 22:20

    Gentile “Ramon Turone”,

    sinceramente speravo in una nuova fase dei tuoi interventi su questo blog, e invece torni - e di nuovo con prepotenza e una certa arroganza - ad alzare i toni e le forme dell’attacco aggressivo.
    Se questa è la tua modalità di fare politica, davvero dovresti - qui sì - interrogati sui nessi tra etica e politica e magari ricorda che i più insigni comunisti italiani, come Berlinguer e Ingrao (quelli a cui - a parole - dici di richiamarti) avevo ben cognizione di quanto solido dovesse essere il legame tra pensiero critico e azione costruttiva. Tu pare, non sappia fare altro che spargere veleni e alzare i toni, anzichè cimentarti nel confronto.

    Premetto fin d’ora - visto che una nuova possibilità di discussione pareva esserti aperta - che dopo questo post non risponderò più alle tue sollecitazioni, che hanno il solo compito di avvelenare il clima e lavorare sull’attacco personale. Se tu sei sostenitore di Nadia Masini - che conosco anche io da qualche anno, non so tu da quanto tempo - spero davvero che ne abbia altri, molti altri, più saggi e costruttivi.
    Il taglio dei tuoi interventi è davvero finalizzato - e scientemente - a spaccare il partito, a dividere, a rompere, a “frazionare”, anzi - consentimi se lo dice un socialista e radicaldemocratico quale sono sempre stato, per quanto in dialogo con tutte le culture politiche della sinistra - sei davvero il prototipo di quello che i vecchi compagni stalinisti del comunismo che fu avrebbero definito un “frazionista”. Spacchi e attacchi, senza ancora aver compreso - ma mi pare tu sia comunque un nostalgico del tempo che fu - che il partito democratico vive del rispetto del pluralismo e delle idee, e in tal modo, ovviamente delle persone.

    Per favore, un invito, considerato che una parte della mia famiglia - come di quella di tanti altri nelle nostre terre - ha dedicato tempo ed energie, nonchè autentica passione alla militanza nel PCI: non ti identificare troppo con quella tradizione - controversa ma in Italia in alcune fasi nobile e davvero fondamentale per la costruzione e la salvaguardia delle istituzioni repubblicane - perchè davvero la macchi.

    Spero che il tuo livore scemi piano piano, perchè davvero raggiungi livelli che non consentono un confronto civile e franco, nel merito delle questioni politiche, quelle che interessano a tutte le persone che amano confrontarsi in questo spazio aperto. A parte tu ed Archimede, sicuramente della stessa corrente e della stessa pasta (forse gli interventi li concordate pure).

    Saluti.

    Thomas Casadei
    (direttore Istituto Gramsci Forlì - attività da me sempre svolta al servizio del dibattito e del confronto, giusto così per fartelo sapere, se già non lo sai)

    P.S. Ricorda anche che i democratici che scrivono su queste pagine, in totale libertà, hanno tutti una propria professione e svolgono attività politica come cittadini liberi. Tu di cosa ti occupi nella vita?

  62. maria maltoni 17 ottobre 2008 22:25

    Il segretario Castagnoli nell’introdurre i lavori dell’assemblea territoriale del 15 ottobre, ha usato a mio avviso toni del tutto condivisibili, nell’affrontare l’argomento primarie.
    Ha sostenuto infatti che l’ effettuazione delle primarie, che per ora sono previste solo nel comune capoluogo Forlì, dovranno essere l’occasione per un confronto sui problemi e per avvicinare quante più persone possibili al nostro partito. Castagnoli si è detto soddisfatto che il confronto avvenga tra due candidati di spessore, il sindaco uscente Nadia Masini e il professor Roberto Balzani, in quanto ciò testimonia la qualità delle risorse umane e politiche che il partito democratico è in grado di mettere a disposizione della collettività.
    Il segretario ha altresì affermato che il confronto dovrà essere corretto e leale, come del resto prevede il regolamento regionale approvato a valido per tutte le realtà territoriali, e che il candidato che uscirà dalla “competizione “ dovrà trovare il sostegno convinto di tutto il partito.
    Credo veramente che queste affermazioni ci pongano in condizione di partire con il piede giusto nel confronto dialettico che si sta avviando in questi giorni, con le prime raccolte di firme a sostegno dell’uno o dell’altro candidato e con le uscite pubbliche che si stanno via via programmando.
    Infatti, ciò di cui dobbiamo avere tutti la consapevolezza, è che non c’è un candidato ufficiale del “partito “ ed uno non ufficiale, in quanto le due candidature, a cui sottendono storie politiche e personali molto diverse, sono entrambe nell’ambito del medesimo partito, dei cui organi dirigenti, i candidati Balzani e Masini fanno ugualmente parte.
    Porre l’accento sulla discontinuità, sul fare politica con maggiore capacità di ascolto , guardando al futuro e non solo al presente, come sta facendo nelle interviste che ha rilasciato in questi giorni Roberto Balzani, è a mio parere ciò di cui Forlì ha bisogno. Certo, la storia personale di Balzani è quella di una persona con ideali politici forti, ma soprattutto quella di uno studioso, non certo quella di un politico di professione o di chi ha passato gran parte della sua vita ricoprendo incarichi amministrativi o di governo. In questo sta la sua novità e la possibilità per il cittadino elettore di riconoscersi fortemente nella sua candidatura.
    Le questioni di innovazione della politica che il candidato in pectore sta ponendo con chiarezza, rispetto statutario del limite dei due mandati, parità di genere, ricambio generazionale, sono aspetti che il “popolo delle primarie “ si aspetta dal nostro partito, come elemento qualificante di una nuova concezione della politica, intesa come servizio.
    Considero molto positivo il fatto che l’Assemblea territoriale abbia approvato praticamente
    all’ unanimità un documento in cui si ribadiscono una serie di aspetti che anche il regolamento regionale prevede, a partire dalla neutralità delle strutture di partito nella competizione. Ciò è fondamentale, in quanto se si vuole dare spazio alla volontà dei cittadini, non si può poi in modo surrettizio condizionare l’esito della “competizione “ facendo scendere in campo soggetti , come i funzionari e le strutture di partito che dovrebbero essere neutrali , in quanto il loro intervento altererebbe scorrettamente gli equilibri. Fanno bene perciò il regolamento regionale – ed il documento approvato anche in ambito provinciale- a ribadire questi concetti.
    Non dimentichiamo , infatti, che condividiamo tutti un obiettivo comune, quello di battere la destra, a Forlì come nel resto del Paese, sul piano politico ed amministrativo, ma anche sul piano culturale.

  63. sara pignatari 18 ottobre 2008 14:56

    Mi riallaccio a quanto postato da Maria relativamente al buon esito dell’assemblea territoriale del 15 ottobre scorso. Anche io sono rimasta piacevolmente colpita dalle parole che il nostro segretario Castagnoli ha espresso in relazione al prossimo appuntamento delle primarie, appuntamento che vede, per il momento due candidati, Roberto Balzani e il sindaco uscente Nadia Masini. Testualmente il nostro segretario ha detto “accolgo con molto favore la candidatura del prof. Balzani alle primarie per la carica di sindaco di Forlì” perchè “lo strumento delle primarie è e deve essere una occasione di confronto politico sui temi che coinvolgono la città di Forlì”. Castagnoli si è augurato un corretto svolgimento delle primarie. Dopo la relazione di Castagnoli Raoul Mosconi ha presentato un documento sulle primarie e sul loro valore sottolineando come deve esserci un patto di lealtà tra i candidati e tra i gruppi che li sostengono per mantenere i toni del confronto sobri, ma allo stesso tempo chiari per favorire a tutti i cittadini di partecipare alle elezioni e di poter scegliere il proprio candidato. Un’ulteriore garanzia la daranno gli organismi di partito che dovranno assicurare pari opportunità e parità di strumenti a tutti i candidati. Dopo una serie di interventi dei presenti, il documento è stato messo in votazione ed è stato approvato all’unanimità con un solo astenuto. La contendibilità delle cariche istituzionali è uno dei principi fondanti del PD e lo strumento delle Primarie è il più efficace per una sana e ampia partecipazione. Se la competizione sarà trasparente e leale questo potrà soltanto giovare alla nostra comunità.

  64. LODOVICO BUFFADINI 19 ottobre 2008 07:04

    vorrei con tutto il cuore che quanto è stato auspicato dal seg. possa avverarsi, lo speriamo e lo vogliamo tutti, sarebbe un gran risultato di democrazia partecipata e di maturità nell’interesse di tutti i democratici.
    Abbiamo però segnali molto preoccupanti ed esattamente in controtendenza, vedi dibattito e confronto- scontro in alcuni organi del PD.
    Ho la netta e chiara senzazione che qualcuno cerchi provocatoriamente lo scontro, ciò sarebbe inaccettabile, ma se arroganza e non rispetto , anche sul piano personale ci fosse… BEH io personalmente farei fatica a subire.
    Viene chiesto a tutti un passo indietro, bene allora facciamolo non a chiacchiere ma con i fatti e comportamenti…
    Abbiamo tanto su cui discutere per quanto riguarda la tematiche progettuali a 360 gradi per il nostro territorio, e soprattuto lavorare per evitare risultati elettorali negativi.

  65. Carlo Giunchi 19 ottobre 2008 14:39

    SULLA CLASSE DIRIGENTE

    Spesso, nel caso di personalità, caratterizzate professionalmente o imprenditorialmente, che scendono in campo in politica o nel governo di enti pubblici, si ama parlare di “professionisti prestati alla politica”.
    Spesso tali circostanze vengono utilizzate per rappresentare, come elemento qualificante nel governo delle città, il dato presumibilmente positivo costituito da una maggiore presenza della “società civile”.
    Spesso ciò viene contrapposto al consolidato sistema di potere che si regge sulla cosiddetta “casta” dei politici o degli amministratori di professione.
    Ebbene, tutte queste valutazioni sono molto frequentemente il frutto di una non risolta ambiguità all’interno della quale si perdono gli elementi fondamentali che definiscono la relazione, nei ruoli attivi e pubblici delle persone, fra l’interesse generale e quello particolare.
    Cominciamo dai politici, o meglio, dagli amministratori pubblici di professione, almeno così come noi li conosciamo.
    Tradizionalmente essi si sono formati nell’ambito della militanza politica, nei diversi versanti, da quello diretto dei partiti, a quelli indiretti dei sindacati, delle organizzazioni di categoria o delle associazioni a larga base partecipativa, passando sovente da uno all’altro e cercando di guadagnare attraverso percorsi orizzontali qualche elemento di verticalità. Dunque in genere si è trattato, soprattutto in passato, di carriere con partenze molto deboli dal punto di vista professionale e molto forti dal punto di vista della capacità organizzativa e comunicativa.
    Per quanto riguarda poi la relazione fra interesse generale e particolare, va detto che tutto sommato essa veniva risolta nella dimensione intermedia dell’”interesse collettivo”, una dimensione ambigua, in quanto la stessa “collettività” non è di per sé accomunabile al fattore “generale”, essendo spesso caratterizzata anche da forti elementi di particolarismo associativo.
    Dal punto di vista “ideologico” però la cosa sembrava reggere, grazie ad un’equazione già in passato foriera di clientelismi ed ingiustizie e oggi comunque non più accettabile, che prendeva le mosse dalla tradizione comunista. In sostanza tale equazione era: noi rappresentiamo la classe operaia, il mondo cooperativo, gli artigiani e dunque, poiché dal nostro punto di vista queste sono le categorie di quella classe sociale alla quale è affidato il destino dell’uomo, occupandoci del loro interesse ci occupiamo dell’interesse di tutti.
    Analogamente la tradizione cattolica/ecclesiale, in quanto rappresentativa dei “poveri”, dei “giusti”, dei “buoni”, si sentiva anch’essa degna interprete dell’interesse di tutti, confondendo, come ancora oggi accade frequentemente, la generalità dell’umanità e la particolarità delle sue componenti.
    Ebbene oggi questa tipologia di politici o di amministratori pubblici sembra sempre di più aver fatto il proprio tempo, e, soprattutto di fronte all’opinione pubblica, si presenta come del tutto inadeguata ad affrontare le sfide della contemporaneità. Anzi la persistenza autoconservativa di questa tipologia di politici ha danneggiato la stessa immagine della politica in senso lato, trasformandola agli occhi di tanti da una delle pratiche più nobili dell’uomo a banale contenitore di ingiustizie, abusi, menzogne.
    Peraltro non è un caso che il centrodestra abbia insistito, con indubbi risultati comunicativi, su questo aspetto, anche se in realtà anch’esso è pieno di politici di professione e non c’è nulla di più falso dell’idea berlusconiana che il politico di professione lavora poco o, addirittura, non ha mai lavorato.
    Possiamo dire che la grande crisi di questa tipologia di uomini politici si è manifestata in coincidenza con tangentopoli, quando non ha retto alla macchia della corruzione, quando è sembrata essere spazzata via (è solo sembrato) dall’avanzare della “società civile”.
    Un prova dell’ampiezza di questo passaggio è data paradossalmente proprio dal maggiore partito della sinistra, il quale, pur toccato solo marginalmente da tangentopoli, è stato comunque costretto a “mettere in soffitta”, o in pensione, o da qualche altra parte, migliaia e migliaia di militanti di professione.
    Ricordo che negli anni settanta si diceva che solo il PCI forlivese aveva a busta paga qualcosa come un centinaio di funzionari, amministratori pubblici o altro.
    Così quando non è più bastata neanche l’origine “proletaria” di tanti dirigenti politici a garantire il loro essere portatori di un interesse generale, si sono fatte avanti le competenze, le professionalità, fino ad allora quasi irrise, se non intruppate nell’”organicità” di gramsciana memoria.
    Così si è cominciato a “scendere in campo”, a partire da Berlusconi, imprenditore spregiudicato e di successo, trafficante in politica per proprio interesse fino al coinvolgimento di Craxi e della sua predisposizione a tradurre, nel campo della comunicazione, il tradizionale libertarismo socialista in semplice e banale liberismo.
    Ecco allora, a partire dall’imprenditore prestato alla politica, sono partiti un bel po’ di altri prestiti, ingegneri, architetti, professionisti in generale, altri imprenditori, docenti universitari (fino ad allora una professione non assente nelle aule parlamentari, anzi, ma quasi praticata sommessamente), avvocati di successo, commercialisti, giornalisti, e così, via.
    E tutti all’insegna della società civile che invade e innerva la politica, all’insegna della novità e della qualità che si affermano.
    Un problema però rimane aperto: ora che le amministrazioni, le giunte, il parlamento si riempiono di professionalità, come finisce la relazione fra interesse generale e interesse particolare?
    Certo non si può dire che tali professionalità si siano formate in una cultura di interesse generale, anzi, proprio al contrario, esse hanno probabilmente costruito il proprio successo imprenditoriale o professionale nell’unico modo, o quasi, che la nostra società consente, cioè l’affermazione forsennata della propria soggettività, con la disponibilità a calpestare tutto e tutti pur di avere successo, con la predisposizione per ogni spregiudicatezza spacciata a sé e agli altri come l’arte di riuscire, con l’inclinazione più diffusa per la falsità.
    E così ci siamo trovati in breve tempo una classe politica superata, parzialmente sostituita da una classe politica inadatta. Con migliaia di politici e amministratori che invece di “essere prestati” alla politica, hanno colto l’occasione per “prestare la politica” ai loro interessi.
    D’altra parte ci si può meravigliare se un docente universitario, magari anche bravo, che però ha dovuto immergersi nella palude clientelare dell’Università per sopravvivere o per ottenere risultati, non abbia poi così chiaro il significato del termine “interesse generale”, oppure ci si può meravigliare se un imprenditore, magari anche bravo, che però ha dovuto fare i conti con le finzioni e le ingegnosità artificiali del mercato, sappia evitare il ricorso a furbizie e “colpi di genio” che non hanno nulla a che fare con l’”interesse generale”?
    E così contro la “rigidità” di una classe dirigente superata è partita la riscossa dei “furbi”, dei “creativi” con i soldi altrui, della comunicazione senz’anima che ci rende tutti un po’ coglioni e che sostituisce la partecipazione politica..
    Il massimo poi è quando si concretizza il tentativo di creare una commistione fra i due tipi, magari con ex sindacalisti, assessori, funzionari di partito, che provano a vendere una loro presunta managerialità, oppure con odontotecnici che provano a fare gli statisti.
    Il risultato è quello che abbiamo in genere di fronte oggi: una classe dirigente nella quale i politici di professione hanno portato il peggio dei loro metodi ed la società civile ha portato il peggio della propria inciviltà.
    Di fronte a tutto ciò l’unica speranza è che si sia capaci di discriminare al più alto grado l’interesse generale da quello particolare, e soprattutto che siano in grado di farlo coloro che accettano la sfida di un ruolo, di una funzione o di un incarico pubblico.
    Poco importa se questi provengono da un’esperienza o da un’altra, ciò che conta è che essi sappiano prendere le dovute distanze da tale esperienza, sappiano esplicitare il loro punto di vista accettando e dichiarando coerenze e contraddizioni.
    La classe dirigente che dobbiamo concorre a costruire dovrà essere fatta di persone che piegano all’interesse generale la loro esperienza e non viceversa.
    Sotto questo aspetto credo che la candidatura di Roberto Balzani alle primarie per la carica di Sindaco a Forlì sia di ottimo auspicio e ben rappresenti “la classe dirigente che vorremmo”.
    Roberto Balzani è una persona molto lontana dalla genealogia della vecchia classe dirigente, ma è anche una persona che, pur avendo conseguito un notevole successo professionale, non chiede di essere votato per questo e soprattutto non nasconde quanto l’ambiente in cui opera contraddica l’interesse generale che tutti vogliamo conseguire.
    Roberto Balzani ci ha abituati, pur in questo breve lasso di tempo, ad apprezzarlo per le sue convinzioni, che sono le nostre, e a condividerne un progetto politico che si plasma nel vivo del confronto e a cui non servono feticci né passati né futuri per essere legittimato e condiviso da parte di TUTTI i cittadini.
    Per la nostra città è una grande occasione, un’opportunità da non perdere, per costruire davvero una nuova classe dirigente, della quale tutti percepiamo un bisogno vitale.
    Carlo Giunchi

  66. Roberto 19 ottobre 2008 20:28

    Cari partecipanti al dibattito,
    siccome sono stato chiamato direttamente in ballo, chiarisco la mia posizione: non faccio parte, né ho mai fatto parte di logge massoniche. Le tessere che ho in tasca fin da ragazzo (ininterrottamente), a parte quella recente del PD, sono due: Movimento Federalista Europeo ed Associazione Mazziniana Italiana. Sono stato iscritto al Pri dal 1980 o 1981 (non lo ricordo neanche più bene) al 1993. Tutto qui. Ho saltuariamente partecipato come oratore invitato (ai professori universitari ogni tanto capita) a iniziative del Grande Oriente d’Italia su temi risorgimentali, sulla Costituzione, sui diritti civili. Francamente, sono propenso a credere che l’adesione alla Massoneria non rappresenti un problema per un democratico e ritengo che la nostra Costituzione dica in proposito tutto quello che serve: in ogni caso, la questione non mi riguarda direttamente. Né me, né mio padre, né mio nonno. Spiacente per il Sig. Archimede, ma questa volta ha mancato il bersaglio. Provi con un fucile di precisione più efficace.
    Cordialmente
    Roberto Balzani

  67. Sara 20 ottobre 2008 00:52

    ROBERTO come OBAMA

    Chiaro: due candidature non paragonabili da un punto di vista stretto come quello a sindaco della città di Forlì, e l’altro a Presidente degli Stati Uniti d’America. Ma ad accomunarli non sono solo lo stesso mese e anno di nascita (agosto, 1961). Non è nemmeno il semplice fatto che entrambi si siano misurati con il gradimento popolare tramite lo strumento delle primarie

    Questi due democratici esprimono con le loro idee e le loro proposte l’esigenza profonda di cambiamento nella nostra società e nel nostro sistema mondo, e gli elementi più puri e semplici della democrazia: consenso e partecipazione popolare.

    Queste le parole di Roberto Balzani:

    “Il diritto di scegliere i propri candidati, il diritto di farsi ascoltare, il diritto di partecipare”

    “Aprire nuovi spazi alla politica, alle idee e alle persone” (per troppo tempo rimaste schiave delle logiche di partito e di appartenenza partitica)

    “Offrire un modo autentico di selezione dei gruppi dirigenti per aprire la strada ad una nuova generazione di donne e uomini”

    “Per dare trasparenza alla politica, per ragionare INSIEME dei temi più urgenti e poi tracciare le linee di un programma condiviso per il governo locale”

    Vi allego il resoconto della conferenza stampa di Roberto Balzani al “Muffafè” di sabato scorso (tratto da Romagna Oggi). Di seguito alcuni stralci di un’intervista al candidato democratico alle Presidenziali Usa, Barak Obama (l’intervista integrale la trovate a questo indirizzo: http://www.rollingstonemagazine.it/page.php?ID=3723 perchè era sinceramente troppo lunga, già è troppo lunga…)

    Vorrei solo offrirvi un singolare punto di osservazione lasciando a voi tutti il gusto e la curiosità di scoprirne e analizzarne affinità e analogie

    Ultima cosa:

    Questi sono gli Uomini che danno respiro e forma a quel continuo processo educativo e culturale che è la Democrazia: con l’Esempio di risposte concrete e serene, e non con subdoli pseudonimi.

    Evidentemente il Nuovo ritiene che la questione morale sia centrale nel PD

    Da Romagna oggi del 18.10.2008

    Rinnovamento: è questa la parola d’ordine che guida la candidatura di Roberto Balzani alle primarie del Partito democratico forlivese per la scelta del candidato sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative del 2009. Il professore forlivese ha ribadito che la sua è una “candidatura di servizio, per far sì che il Pd diventi quel partito che all’inizio si proponeva di essere”. E a questo proposito è stata lanciato il ciclo di incontri “Apriti Forlì”.
     Presentandosi alla stampa sabato mattina al “Muffafè”, in piazza XX settembre, locale non tradizionalmente vocato alle conferenze stampa (anche questo un piccolo segnale di discontinuità), Balzani ha parlato dopo l’intervento introduttivo di Raoul Mosconi e affiancato da Chiara Mattarelli, Tatiana Gentilini e Sara Pignatari.
     ”Vedo una politica nuova dove il politico per recuperare il dialogo con il cittadino, si fà più “magro” - ha spiegato Balzani -, dimostrando che effettivamente tiene ad eliminare gli sprechi della pubblica amministrazione, ed a instaurare un rapporto alla pari con il cittadino”.
    Balzani ha anche spiegato che in politica è importante “abituarsi a compiere le verifiche sui programmi svolti. Si fanno troppe promesse senza vedere se vengono realizzate, quindi, periodiche verifiche sui programmi e sulle iniziative della giunta con rilievi sulla efficacia, come si fa nei paesi del nord Europa”.
    Balzani vuole portare novità anche negli strumenti di rapporto con i cittadini e con i mezzi di informazione. Tre i punti di riferimento sul web con il sito http://www.forliperbalzani.it, lo spazio web sulla community MySpace e una galleria fotografica in costante aggiornamento su Flickr. Poi un ciclo di quattro incontri per “prima ascoltare, poi decidere”.
     Ancora prematura secondo Balzani parlare di alleanze. “Sono ancora tutte da costruire - dice -, e non entreranno in questa fase nella discussione della competizione, si vedranno in seconda battuta una volta scelto un candidato sindaco”.
     A sostenere la candidatura di Balzani erano presenti anche gli assessori comunali Elvio Galassi e Lodovico Buffadini: tuttavia nei confronti di Nadia Masini il candidato alle primarie ribadisce di provare “stima per una persona che apprezzo sia sul piano morale che personale”.
     La campagna per le primarie è ormai aperta, ma per ora Balzani non ha avuto contatti degni di nota dal mondo politico. “Nessuno ancora si è fatto sentire per iniziative o semplicemente per avere un suo punto di vista”: la sfida per il rinnovamento invocato da Balzani e dai suoi sostenitori è appena cominciata.

    “Una chiacchierata con Barack Obama”. Il candidato parla del voto dei giovani, di cosa tiene nell’iPod e delle sue tre priorità da presidente
    DI Jann S. Wenner 31.08.2008
    *canzoni preferite di Dylan?
    Ho probabilmente 30 canzoni di Dylan nel mio iPod. Penso di avere l’album Blood on the Tracks al completo. A dire il vero, una delle mie preferite nella stagione politica è Maggie’s Farm. Mi fa pensare a quando sento un certo tipo di retorica politica.
    *Quando hai iniziato a pensare che avresti potuto, o avresti dovuto, essere il presidente? A che punto della vita ti è balenata questa idea per la prima volta?
    Farei una distinzione tra il pensare che, in astratto, avrei potuto prendere decisioni migliori rispetto all’attuale occupante, e credere che, in maniera molto concreta, essere presidente sarebbe stato qualcosa che avrei perseguito. Direi che ciò non è avvenuto finché non ho vinto le primarie al Senato, e poi sono andato alla convention democratica nel 2004. Qui ho avuto la sensazione che il messaggio che stavo trasmettendo avrebbe potuto fare presa su una vasta fetta trasversale del popolo americano.
    *Dunque è stata la risposta avuta alla convention democratica di quell’anno?
    Non è stato solo alla convention. Avevamo avuto una risposta abbastanza potente anche quando ero candidato alle primarie in Illinois. Dopo che ho vinto, c’era davvero la sensazione che la gente fosse disposta ad andare oltre le vecchie argomentazioni.
    *Quando hai detto: “Sono nero, il mio nome è questo… ma chissenefrega, posso farcela”?
    Non mi è mai mancata…
    *La fiducia in te stesso?
    La fiducia che il mio particolare background non sarebbe stato un ostacolo alla mia candidatura.
    *C’è stato un momento durante queste primarie in cui ti sei sentito come se avessi davvero colpito nel segno come candidato?
    Il mese scorso, in Iowa, si sentiva che le cose si stavano mettendo a posto. Si sentiva il messaggio scorrere, l’ingranaggio in movimento, tutto stava cominciando a funzionare. Una delle premesse centrali della campagna è sempre stata che se fossimo riusciti a rendere gli elettori eccitati di partecipare avremmo avuto buone possibilità. E i risultati si sono visti a dicembre in Iowa.
    *E questo ti ha dato la spinta e la fiducia?
    Assolutamente.
    *Che parte della campagna ti è piaciuta di più?
    Amo i town hall meeting, dove semplicemente interagisco con gli elettori, e loro fanno domande e commenti. C’è uno scambio che è reale. Ascolto quello che hanno da dire… anzi, proprio quello che raccontano viene poi convogliato nei miei discorsi e nel messaggio che trasmetto.
    *C’è qualcosa dell’America che forse non sapevi prima, che hai imparato durante la campagna?
    Non sono certo che sia una nuova lezione, ma si è rafforzata la mia convinzione che non siamo così divisi come la nostra politica potrebbe indicare. Incontri le persone normali - non importa che siano repubblicani, democratici, conservatori o liberali - non pensano a compartimenti stagni. È una specie di miscuglio di quelle che si potrebbero considerare idee liberali, e di quelle che si potrebbero considerare idee conservatrici. Ma c’è una piattaforma di valori comuni in cui tutti si ritrovano: tutti pensano che si debba lavorare sodo per quello che si ha, tutti sono convinti che cose come le pari opportunità dovrebbero essere reali, e non solo uno slogan.
    *Sei sorpreso di quanto ottimista ognuno sia in cuor suo?
    Gli Americani sono, credo, ottimisti in maniera congenita. In questo momento in particolare non si sentono tanto ottimisti rispetto a Washington - sono sinceramente preoccupati della direzione che il paese sta prendendo, hanno ansie rispetto alla globalizzazione e al fatto se saremo o meno in grado di competere. Ma di fondo, non sono fatalisti. Hanno sempre presente che c’è qualcosa che possiamo fare per migliorare le cose.
    *Che cosa hai imparato di te stesso durante la campagna?
    Ho imparato due cose, e penso che siano collegate tra loro. Una è che più invecchio, meno importante diventa nutrire la mia vanità. Ho scoperto che non ricavo molta soddisfazione dall’essere al centro dell’attenzione, ma ne ricavo molta quando riesco a finire un lavoro. E questo, come conseguenza, ha portato alla conferma che ho un carattere molto stabile. Non mi eccito troppo quando le cose vanno bene, non mi deprimo quando le cose vanno male, il che è stato molto utile durante questa campagna elettorale, e si riflette nelle persone che assumo e nel modo in cui gestiamo l’organizzazione delle cose.
    (…)
    *Godi di un supporto enorme da parte della comunità musicale. Perché pensi che abbiano risposto in maniera così forte alla tua campagna?
    I musicisti e le persone creative, generalmente, sono inclini all’idea di cambiamento, o almeno aperti nei suoi confronti - a non scegliere quello che c’è, ma quello che potrebbe esserci.
    (…)
    *In generale, che cosa pensi della cultura pop oggi? È un’influenza dannosa o salutare?
    Non sono il tipo di persona che pensa che la cultura popolare si porti sulle spalle tutto il peso; invece, modella e allo stesso tempo riflette quello che sta accadendo nel paese in generale. Quello che ho osservato è un cambiamento nell’atteggiamento dei giovani, che vogliono essere più impegnati e più coinvolti, e si comincia a vedere come questo si riflette sempre di più anche nella musica (…)
    *Il cambiamento è la parola chiave della campagna elettorale e la definizione della tua strategia. Puoi descrivere che cosa è il cambiamento? Come si presenta? Non in termini di prassi politica, ma piuttosto che tipo di cambiamento vuoi portare all’America in generale.
    Voglio che la gente si senta nuovamente connessa al proprio governo, e voglio che il governo risponda alle voci della gente, non solo a quelle degli insider e degli interessi speciali. Questo è vero cambiamento. Voglio che pensiamo a lungo termine e non solo a breve termine, che si tratti di cambiamento climatico, di politica sull’energia, di come stiamo istruendo i nostri figli, di che tipo di investimenti stiamo facendo nella nostra infrastruttura, di come gestiamo il budget federale e il debito nazionale. Voglio che pensiamo in maniera transgenerazionale, una cosa che facevamo di più e che è andata persa. Voglio che riscopriamo i legami che abbiamo l’uno con l’altro, che andiamo oltre i costanti battibecchi da quattro soldi che ormai caratterizzano la nostra politica. Con questo non voglio dire che sia possibile o addirittura desiderabile reprimere i dibattiti sulla reale prassi politica, ma il giochetto del dente per dente, del “ti ho beccato” che passa per politica oggi non risolve i problemi. Io voglio andare oltre.
    *Tutti i giovani che ti supportano, e che hanno riposto grandi speranze in te e nella tua promessa di cambiamento - che cosa cambierà per loro?
    La sensazione che possono aiutare a modellare la direzione di questo paese. Ho sempre saputo - in parte perché in veste di organizzatore di comunità ho fatto da mentore a moltissimi giovani e parlato a gruppi di persone impegnate nel servizio pubblico - ho sempre saputo che c’era una reale fame di coinvolgimento da parte dei giovani, ma la politica non era vista come la strada per farlo. Una cosa che questa campagna porta avanti è il dire: “Che tu stia organizzando qualcosa per il Darfur, o che tu sia coinvolto in quel tale gruppo ambientalista, oppure che tu stia entrando in Teach for America, c’è bisogno che tu prenda parte a questo dibattito che riguarda la nostra politica e il nostro governo”. E abbiamo avuto una risposta.
    *Come metterai in collegamento il supporto dei giovani al processo di governo?
    Qui entra il gioco la potenza di Internet. Una delle cose che mi ha sorpreso in questa campagna è il modo in cui siamo riusciti a usare la tecnologia per organizzare le persone. C’è un potenziale enorme - e noi abbiamo solo grattato la superficie di che cosa è possibile fare quando si tratta di fare lavorare il governo per le persone. Townhall meeting virtuali, aumentata trasparenza, responsabilità in materia di legislazione. Si pensi a tutte le inefficienze nel governo. Fondamentalmente, abbiamo un governo New Deal in un’economia del ventunesimo secolo. Dobbiamo aggiornarlo.
    *Così sei conscio del fatto che questo dovrà far parte del modo in cui governi?
    Sì, assolutamente. Internet fornisce ai giovani uno strumento per essere costantemente informati. Dà loro l’opportunità di parlarsi e mobilitarsi. Dà la possibilità di obbligarmi a rendere loro conto, quando non sto mantenendo le promesse che ho fatto. Dà a me un potente alleato, se il Congresso resiste alle misure che è necessario prendere.
    (…)
    *C’è un indicatore a cui faresti riferimento alla fine della prima legislatura per dire “se questo è successo (o non è successo), lo considero un voto negativo al mio governo?”
    Se non ho fatto rientrare le truppe dall’Iraq, fatto passare l’assistenza sanitaria per tutti e creato una nuova politica dell’energia che limiti la nostra dipendenza dalle risorse petrolifere estere, e affronti seriamente il problema del global warming, allora abbiamo perso il treno. Questi sono tre compiti importanti, così c’è bisogno di moltissima attenzione e immaginazione, e c’è bisogno che gli americani si sentano abbastanza ispirati e siano preparati ad affrontare queste grandi sfide.
    *Ci sono pochi dubbi sul fatto che in qualche modo sarai oggetto di attacchi alla credibilità e colpi bassi durante la campagna elettorale, e che ancora una volta saremo tutti di nuovo colpiti dalla politica della paura. Come affronterai la situazione? Di fronte a questo in passato i democratici si sono ritirati spaventati.
    Sì, io non mi spavento. Bisogna rispondere agli attacchi velocemente, con forza e convinzione. Finora abbiamo tenuto abbastanza bene.
    *Pensi che gli Americani abbiano imparato la lezione quando si tratta di quel tipo di attacchi?
    Una cosa che sanno è che non possiamo permetterci di distrarci adesso. Guarda i titoli di USA Today: oltre alle inondazioni, c’è il gas che potrebbe toccare quota 4,15 dollari al gallone, e la crisi del credito che riduce il numero di quei prestiti per gli studenti che contemplano la sospensione dei pagamenti. La gente ha problemi ad arrivare alla fine del mese. Il mio punto di vista è che se sono onesto e diretto, e hanno fiducia in me, queste vecchie tattiche non funzioneranno.
    *Buona fortuna. Ti seguiamo giorno per giorno con grande speranza e ammirazione.

    Ce la faremo.

    Se verificaste inesattezze del caso, sappiate che la responsabilità è mia e soltanto mia (e del mio pc che ogni tanto si incanta…)
    Un caro saluto a tutti
    Sara Samorì

  68. Paolo Ragazzini 20 ottobre 2008 07:24

    Caro Lodovico sono d’accordo con te.Sono anche d’accordo che esista un limite invalicabile riguardante il proprio”piano personale”,per citare le tue parole,oltre il quale nessuno dovrebbe andare.Purtroppo però questa linea di confine è riconoscibile e rispettata soltanto dalle persone intelligenti.Spesso però si deve fare il conto con chi,magari non avendo idee e magari dovendosi riscattare un passato non prorio “pieno di successi” sul piano politico,o professionale, non trova di meglio,vista la pochezza delle sue idee,che farsi apprezzare per le sue esternazioni fuori luogo.L’unica risposta da dare è politica per cui Lodovico andiamo avanti ,senza curarsi d’altro,per assicurare a questo Partito un futuro. Il primo passo è rappresentato sicuramente dalle Primarie del 14 dicembre .Ciao e ci vediamo domani sera alla Sala di Santa Caterina.

  69. raffaele barbiero 20 ottobre 2008 16:52

    A proposito di chi scrive con uno pseudonimo.

    Visto che molte risposte si concentrano su queste persone e che talora si impegna tempo su polemiche, vere e presunte che siano, io propenderei per questa scelta: ognuno è libero di scrivero in questo sito e ciò mi piace, ognuno è libero anche di non disvelarsi e di non rivelare il suo nome.
    Io però, come utilizzatore di questo sito e di questo spazio, sono libero di rispondere SOLO a chi ha un nome e cognome e a chi è identificabile come persona reale.
    Per cui ai partecipanti a questo sito e blog mando un invito: non rispondete più a nessuna persona che non si firmi con un nome e cognome reale e identificabile.
    Che queste persone scrivano pure, perchè comunque la loro libertà di opinione per me è un bene ancora più alto, ma io rispondo solo a gente in “carne ed ossa”.
    saluti
    raffaele barbiero, forlì, 20 ottobre 2008

  70. maria maltoni 20 ottobre 2008 22:01

    Una sera caldissima del luglio scorso, alla festa del PD a Forlì, Federica Montevecchi - invitata dall’Istituto Gramsci - è venuta a parlarci di Vittorio Foa e del libro scritto a quattro mani con lui “Le parole della politica “. Una serata di confronto molto bella, irrituale e vera. Oggi ho appreso dalle agenzie di stampa che Vittorio Foa se è andato, a 98 anni di età, tutti trascorsi lottando.
    Un esempio grandissimo per i politici di oggi e per chiunque voglia fare politica. Il senso del libro è tutto racchiuso per me in alcuni concetti essenziale. Uno è quello dell’esempio, manca per Foa, nei politici di oggi, la capacità di fare politica con il proprio esempio, troppo spesso si parla soltanto senza legare alle parole ad un agito ed una prassi vissuta, perciò le parole perdono di sostanza.
    Un altro concetto che mi è particolarmente caro, è quello dell’impegno politico come ricerca e sentirsi insieme agli altri. Sostiene Foa nell’introduzione : “ forse il degrado della politica e delle sue parole sta proprio nell’agire pensando di essere soli e nel pensare solo a se stessi”.
    Questa capacità di pensare non solo a sé ma agli altri nel fare politica, deve essere una delle chiavi di lettura a mio avviso più forti del nostro essere Partito Democratico. Non sempre riusciamo a farlo o quantomeno a farlo percepire. Viverlo e concretizzarlo, rendendo onore all’impegno di Vittorio Foa, da oggi è un motivo in più per farlo.

  71. simone 21 ottobre 2008 12:17

    E’ ora di dire alle ipocrisie maschiliste.
    Alle primarie del PD del 14 dicembre scegli al femminile e sostieni le donne, motore del cambiamento.
    Un sindaco rosa, per un futuro migliore.

    Collettivo Simone deBeauvoir

  72. Francesca 21 ottobre 2008 14:27

    evviva i collettivi, ma scusate - signore - cosa è ora di dire??

    e poi vi siete resi conto che il Sindaco attuale è attorniata da maschi che fanno politica per maschi e danno la linea, sempre e comunque?

    meglio un gruppo aperto e variegato, con tante donne pare, come quello che si va costruendo attorno alla figura di Roberto Balzani. Io da donna lo sosterrò perchè una persona seria e serie sono le persone che vedo scrivere su questo spazio, per lo meno quelle che si sono espresse in tal senso.

    le primarie siano comunque uno strumento di confronto e di ampia partecipazione!!!

  73. raoul mosconi 22 ottobre 2008 08:50

    Ieri sera c’è stata la presentazione pubblica della candidatura di Roberto Balzani alle primarie del PD a Sindaco di Forlì che si svolgeranno il 14 dicembre prossimo.
    Un evento bellissimo e una partecipazione strardinaria, oltre 400 persone e molti non trovando posto non sono potuti entrare!
    Con Roberto e altri amici costituimmo la “palestra per il partito democratico”, dopo tanti allenamenti ieri sera abbiamo avuto la conferma che la democrazia è uno sport per tutti. Ci rivedremo lunedì 27 ottobre alla sala Luciano Lama presso la CGIL in via Pellacano a Forlì (poi il 3 e il 16 novembre).
    I cittadini devono partecipare e grazie al Partito Democratico il 14 dicembre con le primarie possono anche scegliere! Non perdiamoci di vista!
    raoul mosconi

  74. Chiara Mazza 22 ottobre 2008 15:06

    GRAZIE!!
    «Mi colpisce che dell’esempio non si parla mai, non esiste come categoria di giudizio del proprio e dell’altrui comportamento: eppure sappiamo che tutto viene da lì. Anche a sinistra la “politica dell’esempio” è venuta meno, come se i valori bastasse predicarli, non viverli e praticarli. La rinascita è possibile soltanto se ciascuno pensa a ciò che fa, cioè a chi giova e chi danneggia. La rieducazione civile degli italiani riparte nelle case, nelle scuole, negli ospedali, nelle strade, nella vita personale di ciascuno di noi. Ho sempre pensato che il comportamento di mio padre verso mia madre abbia influito sul tessuto civile complessivo e sulle mie scelte personali successive. Non è così?». Tra le parole estinte e ora rimpiante, l’ ex azionista Foa annoverava, in una intervista a Repubblica del 15 gennaio 2008, il vocabolo “esempio”, una condizione quasi prepolitica da cui non si può prescindere. E di esempio ha parlato ieri sera Roberto Balzani nel suo saluto conclusivo ai tantissimi forlivesi che affollavano sala Santa Caterina, onorando la memoria di un grande intellettuale di sinistra e lasciando a tutti la voglia di rivedersi, di confrontarsi, di partecipare.
    La serata è stata veramente entusiasmante, non solo per la carica trascinante di Roberto, ma perché si è toccata con mano la voglia ed il bisogno dei forlivesi di Politica, con la p maiuscola.
    Quella di ieri è stata una tappa (certo la più emozionante) di un percorso che stiamo facendo con Roberto, con Raoul, con Thomas da alcuni mesi; uniti dalle stesse istanze di trasparenza, di regole chiare e precise, dalla stessa voglia di democrazia e partecipazione all’interno del PD forlivese, ci siamo aggregati quasi naturalmente. Anche le battaglie perse in Assemblea Provinciale non sono state vane… Siamo stati fin dall’inizio etichettati (quasi con lieve disprezzo) come minoranza, ala minoritaria, palestrati, stagionali, … bèh, la minoranza ieri sera è riuscita a coinvolgere, a far uscire di casa, a far incontrare tanti forlivesi che forse di politica non ne volevano più sapere e che, ne sono certa, sono usciti dalla Sala S.Caterina con una nuova passione da coltivare, la partecipazione.
    Grazie Roberto.

  75. maria maltoni 22 ottobre 2008 21:31

    Ragazze,questa volta voto Obama! Ho letto lo spot per il voto al femminile postato dal collettivo Simone de Beauvoir. Io sostengo da anni , in tutti i contesti in cui opero, da quello professionale a quello della partecipazione politica, la necessità della presenza paritaria ed a pieno titolo da parte delle donne nella vita del nostro paese ed in particolare nella politica e nelle istituzioni.
    Ho accolto con grande entusiasmo la nascita del PD , quale occasione per dare una grande chance alla voglia ed al diritto di partecipare delle donne italiane. Queste premesse sono state solo in parte mantenute, in quanto solo con fatica e con dure battaglie, si riesce a far applicare il principio della parità di genere negli organismi del nostro partito. Credo, in ogni caso, che il voto al femminile debba essere sostanziato anche di contenuti precisi. Non basta essere donna: se fossi negli Stati Uniti, non voterei mai per Sara Palin, ma non solo, ma tra Hillary Clinton ed Obama, questa volta la mia preferenza è andata al candidato uomo, perché sta esprimendo contenuti più innovatori nel modo di rapportarsi alla politica ma soprattutto idee più radicali ed al passo con la gravità dei tempi. E veniamo alle primarie di Forlì. Roberto Balzani, che ieri sera è stato salutato da una vera ovazione alla sua prima uscita pubblica, da centinaia di persone, sostiene tra gli elementi di forte e deciso rinnovamento, la necessità di applicare rigorosamente il principio della democrazia paritaria. Lo sostiene e lo sta già applicando : basti vedere come l’alternanza di genere è stata praticata anche nelle presenze e negli interventi della serata di ieri e negli appelli. Siamo ben lontani da certe iniziative del PD locale, dove in tantissime occasioni abbiamo visto solo uomini come protagonisti degli eventi. In primis quelle economiche, perché forse si pensa che le donne siano solo le “regine della casa”, perciò se si parla di economia non hanno titolo neppure a presenziare su un palco. Allora io dico, da donna impegnata da tempo nel movimento femminile e femminista ( è un termine che io uso ancora e che non mi spaventa affatto ) che votare Balzani alle primarie rappresenta una fortissima occasione di partecipazione per le donne democratiche e per tutte le donne di Forlì.
    Io ho sostenuto Nadia Masini nella precedente campagna elettorale e la sosterrò - se sarà la vincitrice della primarie - ma amiche e compagne attenzione, una rondine da sola non fa primavera ! Il parterre tutto maschile, in grisaglia, della nomenklatura dai capelli grigi presente alla recente conferenza economica del PD territoriale, che ha dato l’imprimatur alla ricandidatura del sindaco , era ben diverso anche visivamente dalla platea di ieri sera, in cui donne e giovani erano una grande e significativa presenza. La saggezza popolare ci ricorda “ dimmi con chi vai e ti dirò chi sei “ o nella migliore delle ipotesi “ il buon tempo si vede dal mattino “.
    Allora ragazze, io stavolta voto Obama, pardon, Balzani !

  76. Marina Flamigni 22 ottobre 2008 23:41

    E’ stato come vedere dal vero quello che da un po’ di tempo ci andavamo raccontando…

    “I cittadini che tengono le mani sulla democrazia”: così ha detto ad un certo punto Roberto Balzani ieri sera alla sala di S.Caterina, affollata di ragazzi e ragazze, di persone di diverse radici e provenienze, di tanti forlivesi attenti e rianimati dalle sue parole lucide e consapevoli.

    E questa è proprio la sensazione più viva e reale che mi è rimasta della serata.

    Credo che anche Simone de Beauvoire sarebbe d’accordo con Balzani e voterebbe per lui.

  77. riccardo bacchi 23 ottobre 2008 00:39

    Ad accendere gli entusiasmi e la speranza di rinnovamento vero della vasta platea di ieri sera è stato il discorso breve ma incisivo di balzani: vorrei ricordare qualche passaggio che mi ha colpito per lka chiarezza con cui sono state individuate le priorità per la nostra città:
    il richiamo rigoroso alle istanze nuove e alle regole nuove del partito democratico, dove alle parole devono seguire i fatti, anche nella conduzione della macchina politica ed amministrativa;
    l’eliminazione dei privilegi della politica e la riduzione dei costi;
    la trasparenza dell’azione politica con la rendicontazione e la verifica costante;
    la necessità di snellire la macchina burocratica a favore dell’efficienza a servizio del cittadino, particolarmente delle fascie più deboli;
    la visione della città come luogo della partecipazione;
    la visione urbanistica della città non solo come territorio da occupare ma come luogo delle relazioni, delle complessità da ricucire attraverso interventi qualificati e di qualificazione che ricreino l’identità di una città e di una comunità;
    che tale qualificazione può diminuire il bisogno di “sicurezze” che affiora anche in una città ordinata come Forlì;
    il ruolo primario e fondamentale della scuola e dell’educazione a tutti i livelli;
    la consapevolezza che la conduzione della vita culturale della città non può essere demandata in larga parte alle capacità economiche di altri enti;
    che un nuovo rapporto, più vicino alle esigenze del cittadino, va approntato anche con chi gestisce e somministra servizi, energia ecc…
    che le province non possono realisticamente essere eliminate ma possono essere accorpate per rendere efficace a livello territoriale la propria azione;

    spero di aver inteso correttamente il contenuto della bozza programmatica di presentazione del candidato Balzani;
    lo spero soprattutto perchè mi piace e mi stimola a sostenere Balzani alle primarie di dicembre.

    Riccardo Bacchi

  78. franco piazza 23 ottobre 2008 08:28

    sul sito http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/forli/
    è possibile votare il sondaggio “Chi preferisci come candidato sindaco?” a Forlì tra Nadia Masini E Roberto Balzani, cliccando sulla scritta: “Chi vincerà le primarie del Pd?” in coda all’articolo.

    p.s. notizia di servizio: il treno per la manifestazione di Roma del 25 ottobre parte da Forlì alle 5.45 e da Forlimpopoli alle 5.35 (sms appena ricevuto da F. Sensini)

  79. Francesca 23 ottobre 2008 09:23

    posto da SESTOPOTERE.

    condivido le sensazioni degli intervenuti!

    spero davvero che questo progetto vada avanti, e si affermi!

    occorre davvero questa carica, ciò che Nadia Masini non ha assolutamente imprimere alla città in questi anni, oltre a incorrere in colossali errori (per non pensare alle sue responsabilità in E Bus, areoporto, al disastro di un sistema di servizi sociali gestiti da un assessore al terzo mandato oramai logora e incapace di essere all’altezza della situazione).

    Sono una giovane simpatizzante democratica e davvero sogno che questa sfida possa essere vinta.

    —————————————————–
    Primarie Pd, straordinaria partecipazione al primo incontro pubblico di Roberto Balzani
    (22/10/2008 19:24) |

    (Sesto Potere) - Forlì - 22 ottobre 2008 - Il primo appuntamento del ciclo di incontri “Apriti Forlì” «Prima delle primarie», di presentazione alla città della candidatura di Roberto Balzani alle primarie del PD a Sindaco di Forlì, ha registrato una imponente partecipazione di pubblico. Oltre 400 persone hanno gremito la sala S. Caterina e moltissimi cittadini non essendo possibile entrare in una sala stracolma, hanno rinviato l’incontro e il dialogo diretto con Balzani ai prossimi appuntamenti in calendario promossi da “Forlì per Balzani”, nel solco del principio-metodo “Prima ascoltare e poi decidere”.

    Con la regia, nel ruolo di moderatore, del giornalista Pietro Caruso, la serata, partita ed ultimata nei tempi previsti dal programma, si è svolta con ritmo armonico e crescente. Dopo l’ampio spazio dedicato alla conoscenza di Roberto Balzani, significativi sono stati l’intervento del Segretario Territoriale del Partito Democratico di Forlì, Alessandro Castagnoli, e la comunicazione di saluto di Elisa Massa, Segretaria Comunale PD.

    Sono seguite poi brevi e intense testimonianze di Chiara Mattarelli, Tatiana Gentilini, Ennio Bonali, Stefano Orioli, Maria Teresa Vaccari, Paolo Ragazzini e Sara Samorì , a sostegno della candidatura Balzani.

    Nel corso della serata, così come anticipato, si è costituito il comitato “Forlì per Balzani”: al centinaio di promotori, che dalla prima ora sostengono la candidatura del Professor Balzani, si sono aggiunte altre 200 persone, fra queste hanno sottoscritto l’appello di sostegno alla candidatura:

    Baldi Corrado, già segretario UIL Forlì, pensionato

    Baldi Fausto, avvocato dello Stato

    Barducci Patrizia, insegnante scuola d’infanzia

    Brigliadori Andrea, insegnante in pensione

    Calista Rosella, dipendente pubblico

    Casadei Turroni Gabriella, pensionata - direttivo C.G.I.L.

    Castellini Angelo, medico di base

    Cicognani Patrizia, impiegata

    Cioja Anna, insegnante – Segr. MFE Forlì

    Derni Denio, insegnante – Ist. Gramsci Forlì

    Drossaki Angeliki, artigiana

    Fabbri Orazio, grafico pubblicitario

    Flamigni Marina, dirigente pubblico

    Forlai Edgardo, pensionato

    Gatti Bruno, commerciante

    Graziani Patrizia, avvocato

    Maraldi Flavio, psicologo

    Missiroli Aristide, medico

    Orioli Stefano, titolare cattedra di pianoforte principale -

    Conservatorio Statale “Bruno Maderna”

    Prati Iones, maestra elementare

    Ramina Roberto, dirigente associazione di categoria

    Rusticali Elide, sindacalista

    Savorelli Luca, dottorando di ricerca

    Saviotti Massimo, veterinario

    Scozzoli Elisabetta, sociologa, spec. in sociologia della salute

    Treossi Franca, direzione scuola materna

    Tampieri Luciana, insegnante in pensione

    Trenta Marina, insegnante e scrittrice

    Tupponi Marco, avvocato internazionalista

    Viroli Piero, bancario

    Zoffoli Novello, insegnante in pensione

    Zoli Stefania, logopedista

    Da lunedì prossimo 27 ottobre sarà possibile anche sostenere la candidatura e aderire al Comitato on line visitando il sito http://www.forliperbalzani.it.

    Le elezioni primarie del partito Democratico si svolgeranno il 14 dicembre 2008.

  80. raffaele barbiero 23 ottobre 2008 18:19

    Non sono certo belusconiano, ma non mi piace neanche che tutto si concentri su di lui. Sono però costretto a prendere nota che nel centrodestra e nel governo esiste solo lui e che le sue indicazioni vengono eseguite alla lettera. In questi 6 mesi di governo oltre ai provvedimenti in favore del suo elettorato (depotenziamento della lotta all’evasione fiscale annullando molte misure del vecchio governo, all’abolizione della legge sulle dimissioni in bianco) ha fatto e proposto ben 6 leggi per se stesso, i manager fallimentari i giudici amici (perchè ci sono anche i giudici amici come corrado carnevale che anche se va sugli 80 anni può diventare il responsabile primo della corte cassazione), ecc.
    Ieri con le affermazioni sulla necessità della polizia nelle scuole e nelle università e con la sua protesta contro la rai -e qui siamo al ridicolo- rea di dare troppo spazio alle proteste e di confondere l’informazione e la realtà abbiamo fatto un altro passo verso la democrazia autoritaria di cui vi riporto una parte dell’articolo scritto dall’ex presidente della corte costituzionale italiana.

    Democrazia autoritaria

    La Costituzione ai tempi della democrazia autoritaria (di Gustavo Zagrebelsky, da “La Repubblica”, 22/07/2008)

    …Non è forse questa la nostra china costituzionale?
    (si parlava che a legame sociale calante, si risponde con un sistema di costrizione crescente)

    Una china su cui troviamo, da un lato, per esempio, INDIFFERENZA:
    - per l’universalità dei diritti;
    - per la separazione dei poteri;
    - per il rispetto delle procedure e dei tempi delle decisioni;
    - per i controlli;
    - per la dialettica parlamentare;
    - per la legalità;
    - per l’indipendenza della funzione giudiziaria:

    INDIFFERENZA, in breve, per ciò che qualifica come “liberale” una democrazia;

    SOSTEGNO, dall’altro:
    - alle misure energiche;
    - alla concentrazione e alla personalizzazione del potere;
    - alla democrazia d’investitura;
    - all’antiparlamentarismo;
    - al fare per il fare;
    - al decidere per il decidere.

    in breve, a ciò che qualifica invece come “autoritaria” la democrazia.

    A proposito di Rai e di controllo della televisione pubblica riporto due interventi: uno di Ezio Mauro, direttore de “La Repubblica” nel quotidiano di oggi e uno di Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, in un intervento alla tv La 7 “Omnibus” (riportato su “La Stampa” del 01/08/2008.
    Ezio Mauro: “…la vera cifra del potere berlusconiano, cioè l’insofferenza per il dissenso. Lo testimonia l’attacco ai giornali e alla Rai fatto da un Premier editore, proprietario di tre reti televisive private e col controllo politico delle tre reti pubbliche, dunque senza il senso della decenza, visto che a settembre lo spazio dedicato dai sei telegiornali maggiori al governo, al suo leader e alla maggioranza varia dal 50,17 per cento all’82,25. Forse Berlusconi vuol militarizzare anche la libera stampa residua. O forse “salvarla”, come farà con le banche. ”
    (23 ottobre 2008)
    Pierferdinando Casini ad una domanda sulla dirigenza Rai e il governo: ” I dirigenti Rai, sono talmente sul governo che meglio di così non potrebbe averli”.

    raffaele barbiero, forlì

  81. raffaele barbiero 23 ottobre 2008 18:22

    PER UN ERRORE è SALTTA UNA PARTE IMPORTANTE CHE RIPORTO:

    Pierferdinando Casini ad una domanda sulla dirigenza Rai e il governo: ” I dirigenti Rai, sono talmente A PECORA sul governo che meglio di così non potrebbe averli”

  82. Giulio Marabini 23 ottobre 2008 18:35

    Care amiche e amici e care compagne e compagni,
    prima di tutto complimenti di cuore per l’ottima riuscita della serata di lancio di Roberto Balzani per le primarie del P.D., cui va tutta la mia stima personale ed un caloroso in bocca al lupo.
    La sua candidatura ha significato per me, fin da subito, che i Democratici Forlivesi si sarebbero potuti misurare con una vera elezione primaria e non, come alcuni temevano o addirittura proponevano, una “primaria di comodo”.
    A questo punto qualunque il candidato vincitore delle primarie sarà un candidato molto forte e dotato di una indiscutibile investitura democratica.

    Anche se molto probabilmente il sottoscritto non sosterrà Balzani, una “partenza veloce” come la sua non potrà far altro che innalzare qualitativamente il livello del confronto. Questo è un valore aggiunto ed un vantaggio per il Partito Democratico, che ha messo in campo una procedura di tutt’altra qualità rispetto al misero sondaggio/toto-nomi che qualche giornaluccio locale di propaganda a pagamento ha messo in campo per il cosiddetto PDL.

    A questo punto mi sento di fare solo due raccomandazioni: applichiamo il bell’ordine del giorno che abbiamo votato all’assemblea territoriale (piena lealtà nella campagna per le primarie ora e dopo piena lealtà di tutti i democratici al candidato democratico vincitore) e convinciamo i forlivesi a votare in massa il 14 dicembre usando i nostri migliori argomenti e proponendo i nostri obbiettivi più alti… Non ci serve giocare a chi è più nuovo o più democratico, ed oggi non sappiamo se sia più rispettoso dei generi portare molte donne ad una assemblea o candidare una donna a Sindaco.
    Coraggio! Per aspera ad astra…

  83. Patrizia Graziani 23 ottobre 2008 18:48

    A chi ha accusato Balzani di appartenere alla massoneria, si legga l’articolo di oggi da http://www.sestopotere.com e a seguire tutti i nomi!!!
    Patrizia Graziani

    Ecco la lista dei massoni di Forlì
    (23/10/2008 11:23) |

    (Sesto Potere) - Forlì - 23 ottobre 2008 - Il mensile nazionale La Voce delle Voci (ex La Voce della Campania, redazione e sede legale Napoli) ha pubblicato l’elenco completo dei 26.410 affiliati alle Logge Massoniche italiane. Nomi noti e meno noti, tutti generalmente di estrazione borghese, con una prevalenza di medici, avvocati, liberi professionisti, ma anche funzionari pubblici ed imprenditori. Negli elenchi - che non comprendono logge occulte ne’ le liste degli affiliati all’estero - sono presenti anche numerose donne, sia pur in percentuale minima rispetto agli iscritti di sesso maschile. In edicola , a puntate, tre fascicoli contenenti tutti i nomi degli italiani iscritti alle Logge Massoniche, citta’ per citta’ e in ordine alfabetico. Gli elenchi risulterebbero aggiornati al dicembre 2007 e La Voce delle Voci precisa nelle note di lettura che “si potrebbero verificare casi di persone nel frattempo decedute”.

    “Dallo spaccato dei 26.410 nomi che la Voce pubblica a partire da settembre emerge una comunita’ assai vasta, di stampo prevalentemente borghese, particolarmente radicata in alcune citta’ (Bologna e Firenze in primis, per restare alle citta’ presenti in questo numero). Par di capire che, come in molte forme di associazionismo vasto - e ancor di piu’, se improntate alla “segretezza” dei nomi - esistono anche all’interno della Massoneria italiana gruppi in qualche modo dominanti. Tanto dominanti che probabilmente, quando i personaggi piu’ in vista assurgono a cariche pubbliche elevate (in politica, magistratura o apparati economici), decidono di spostare i loro nomi in elenchi maggiormente riservati rispetto a quelle che comprendono i “comuni mortali”. Spesso si tratterebbe di Logge estere. Potrebbe trattarsi dei cosiddetti “elenchi coperti” sui quali stanno lavorando, peraltro, alcuni magistrati in diverse Procure italiane”: afferma nel suo editoriale di lancio dell’iniziativa Andrea Cinquegrani.

    Anche Giuseppe Mazzini (1805-1872) che oltre ad essere massone era stato pure un patriota, politico e filosofo europeo di grande spessore morale, sosteneva nella prima metà del XIX secolo, ne “I Doveri dell’ Uomo” che «L’associazione deve essere pacifica. Essa non può avere altre armi che l’apostolato della parola deve proporsi di persuadere, non di costringere. L’associazione deve essere pubblica. Le associazioni segrete, armi di guerra legittima dove non è Patria né Libertà, sono illegali e possono essere sciolte dalla Nazione, quando la Libertà è diritto riconosciuto, quando la Patria protegge lo sviluppo e l’inviolabilità del pensiero. Se l’associazione deve schiudere la via al Progresso, essa deve essere sottomessa all’esame e al giudizio di tutti.»

    Nella lista pubblicata a puntate da La Voce delle Voci , oltre al Grande Oriente d’Italia - che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Gustavo Raffi, gran maestro del Grande Oriente d’Italia, prevederebbe 18.500 iscritti - sono comprese anche altre diverse Obbedienze Massoniche tuttora attive, come dimostra fra l’altro l’inclusione negli elenchi di numerose donne.

    Essendo l’elenco già materia di dominio pubblico e aderendo all’ideale principio di trasparenza che ha sempre ispirato l’attività giornalistica di Sesto Potere, pubblichiamo oggi i nomi dei forlivesi indicati nella lista pubblicata dal mensile nazionale La Voce delle Voci, tra loro anche personalità “illustri” o più semplicemente famose .

  84. Nostalgico DS 23 ottobre 2008 20:00

    ossignur c’è il mio vecchio barbiere!

  85. maria maltoni 23 ottobre 2008 22:38

    Credo veramente che Roberto Balzani non stia giocando con le novità, ma che nel suo proposito di applicare le regole della democrazia paritaria previste dallo statuto del nostro partito anche all’ambito ammnistrativo sia molto serio.
    E’ stata una novità nella scorsa campagna elettorale candidare una donna a sindaco, anche se io avrei preferito anche allora le primarie e le ho proposte.
    Ma poi in questi anni su 12 assessori abbiamo avuto sempre e solo 4 donne e quando si è andati a modificare la compagine, si è scesi a 3!
    Non si tratta di chi partecipa alle assemblee , ma del modo in cui le donne possono e devono partecipare alla vita politica ed ammnistrativa della nostra città.
    Questo è uno dei capisaldi tra le innovazioni che Balzani propone, assieme al limite dei 2 mandati.

  86. Carlo Giunchi 25 ottobre 2008 19:11

    Cara Maria,
    credo che applicare le regole dello Statuto e del Codice Etico del PD riguardo alla parità di genere e al doppio mandato non debba essere considerata nè una innovazione nè un’opzione programmatica, ma una normale prassi per ogni democratico.
    Che poi ci sia chi mal digerisce queste regole non rende quella di chi le applica una testimonianza straordinaria.
    Magari potremmo “osare” qualcosa di più, che ne dici?
    Carlo

  87. maria maltoni 25 ottobre 2008 23:23

    Caro Carlo, sono assolutamente d’accordo con te che applicare lo Statuto del PD dovrebbe essere la norma e non l’eccezione, ma quando ancora non è una prassi riconosciuta e applicata, paradossalmente lo diventa!
    Viviamo una realtà geografica, quella della Romagna, dove storicamente la presenza femminile – anche nei partiti di sinistra, gli unici che dal dopoguerra in poi in Italia hanno contributo ad eleggere qualche amministratrice e parlamentare donna in Italia- è inferiore rispetto alla realtà dell’Emilia.
    Oggi anche il centro destra per non sfigurare è stato costretto a fare qualche concessione alla sua tradizionale misoginia , eleggendo alcune ministre, ma le loro politiche restano antifemministe e contrarie alle donne, nella sostanza.
    Noi siamo sempre stati il sud della Regione a mio parere, non tanto e non solo per il gap economico che nel tempo si è attenuato, ma soprattutto per quello culturale. Questo dato si continua a manifestare nonostante sia nato un nuovo partito, il PD appunto, che nel suo statuto prevede tra i principi fondanti la partecipazione paritaria di entrambe i generi, stabilendo perciò precise regole perché ciò venga attuato. Purtroppo non è così, lo hanno dimostrato in ambito locale varie situazioni.
    Voglio ricordarne solo alcune : la composizione a maggioranza maschile di una buona parte delle liste per le primarie del 14 ottobre , ad eccezione di Veltroni Ambiente Innovazione e Lavoro, costruita in modo assolutamente paritario, anzi con due donne capilista su tre; la discussione per comporre gli organi dirigenti in ambito territoriale , dove per aumentare la presenza femminile sono state necessarie strenue discussioni; il fatto che al massimo gruppo dirigente del PD locale, appaia “ normale” continuare ad organizzare iniziative in cui appaiono molto spesso solo uomini quali interlocutori.
    D’altra parte le compagini amministrative tuttora in carica, vedono nella migliore dei casi alcune presenze femminili, non certo la metà o la maggioranza ( in Emilia esiste perfino una giunta di sole donne in un comune non capoluogo !) La stessa cosa vale per la regola dei due mandati, dove vediamo molte eccezioni o per la presenza di giovani.
    In questo senso, per la nostra città, io considero una novità l’impegno che Balzani ha espresso di voler applicare in modo rigoroso le regole statutarie. Anche perché nel frattempo non ho sentito altri soggetti, sostenere od impegnarsi ad applicare queste regole in modo altrettanto rigoroso.
    La discontinuità che la candidatura di Balzani esprime, rispetto al modo tradizionale di fare politica, si evidenzia a mio parere, proprio a partire da queste da queste cose.
    Sono anche io, come te, assolutamente convinta che occorre sempre andare oltre, nel trovare forme più avanzate di partecipazione democratica, che consentano ai cittadini di esprimersi e far valore le proprie opinioni.

  88. Alessandro Pilotti 26 ottobre 2008 15:48

    Voglio fare i complimenti a Pierantonio Zavatti per la bella lettera apparsa sul Resto del Carlino di oggi, con il quale spiega in maniera asciutta ed efficace perchè la candidatura di Roberto Balzani ha tutti i requisiti per essere la più autorevole nel confronto con la destra.

  89. Alessandro Pilotti 26 ottobre 2008 15:49

    con la quale…

  90. Carlo Giunchi 26 ottobre 2008 17:19

    Cara Maria, d’accordo, mi rendo conto che siamo ancora molto indietro nel praticare ciò che è scritto nello Statuto e nel Codice Etico, ma ho fatto quella precisazione non per dare l’idea che i contenuti più qualificati siano già acquisiti, quanto piuttosto per cercare di tracciare una linea ideale fra ciò che è, almeno teoricamente, acquisito e ciò che invece può essere oggetto di una forte spinta innovativa.
    D’altra parte il Partito Democratico esiste da poco più di un anno e quindi molte cose che oggi vengono enunciate, sono state attuate pochissimo quando vi erano altri partiti che sulla parità di genere e sul rinnovamento delle cariche politiche avevano teorie e soprattutto pratiche di banale convenienza e profilo molto basso.
    Oltre a ciò mi perdonerai la forte resistenza che ho, in quanto neofita (trent’anni di intervallo sono un bel po’) dell’impegno politico diretto, nel vivere il benchè minimo senso di continuità fra questo nostro nuovo partito e ciò che lo ha preceduto, cosa questa da cui discende il mio scarso interesse per le consuetidini di DS, margherita o altro, che non posso trattare come termine di paragone di alcunchè.
    Inoltre, proprio perchè sono molto attento a come questo nostro partito cresce e dunque ai comportamenti ed alle opinioni che si diffondono, mi pare di aver colto, nel suo quadro dirigente, in senso trasversale, una certa insofferenza proprio per le innovazioni di cui stiamo parlando ed una sorta di conseguente “minimalismo” sul terreno del rinnovamento.
    C’è anche qualcuno che sono convinto non condivida affatto la forza strategica di queste scelte.
    Ma così non è per la gente che ci sostiene, che anzi credo vedrebbe con favore una spinta ulteriore in questa direzione, al di là dello Statuto e del Codice Etico, spinta della quale Roberto Balzani può essere il migliore protagonista.
    Sono convito che ridurre i mandati, il numero di amministratori, il cumulo di incarichi, le spese “di governo”, sia un male per qualunque sistema di potere, ma un grande bene per la democrazia e per il nostro partito che intende incarnarla.
    Carlo Giunchi

  91. maria maltoni 26 ottobre 2008 21:46

    C’è un sentire comune nel Paese , al di là delle strumentalizzazioni antipolitiche della destra , che segnala fortemente la necessità di rendere più sobria anche la classe politica italiana . Non si spiegherebbe, diversamente, il successo editoriale di un libro come la”La casta”. Non posso perciò che essere d’accordo con Carlo sul fatto che non ci si può fermare ad un statuto e ad un codice etico già di per sé significativi, quali quelli del PD. Occorre esigerne un rigoroso rispetto, per poi andare oltre nell’innovazione politica. Non è facile, perché come ci insegnano i sociologi che studiano le organizzazioni, le forme organizzate di per sé tendono ad agire per conservarsi e per riprodurre il proprio potere ( questo come dato di per sè, senza alcuna valutazione di ordine morale).
    Non mi meraviglia, perciò, che gli apparati di qualsiasi natura tendano ad essere tra loro solidali per autoconservarsi.
    Il problema è quello degli antidoti !
    Ragionando di PD, il limite dei due mandati è certamente importanti, il divieto di cumulare incarichi uno sull’altro pure. Mi pare che Roberto Balzani queste cose le stia dicendo in modo chiarissimo, facendo anche un ragionamento molto serio su come ridurre costi e sprechi in ambito amministrativo, proprio partendo dai costi della politica in quanto tale : riduzione del numero degli amministratori ,anche di secondo livello e delle strutture non strettamente necessarie. Come ho già affermato in altro occasioni, Forlì non è Catania ed i margini per operare in questo ambito sono certo molto più ristretti .E’ evidente, però , che questo potrà scontentare qualcuno, ma credo sia in assoluta sintonia con ciò che pensa la maggior parte dei cittadini. Chi vuole interpretare un nuovo modo di intendere la politica, non può che avere questi presupposti.

    Maria Maltoni

  92. LucianaTampieri 27 ottobre 2008 14:33

    ROMA, 25 ottobre : le mie emozioni

    Io c’ero!

    Non posso garantire il numero esatto dei manifestanti; un giornale di domenica è stato veramente spassoso nel proporre la foto di un Circo Massimo vuoto a metà, prima dell’afflusso dei due cortei , e le energie di alcuni professionisti, della carta stampata e non, si sono spese, con una serietà che sarebbe encomiabile se non fosse finalizzata a dimostrare un falso( il flop dell’iniziativa) allo studio di quante persone possano stare contemporaneamente in un mq , il che, moltiplicando per l’area del circo …..

    Ma credete a me, io c’ero !

    I due fiumi di manifestanti che si sono riuniti al Circo Massimo
    erano veramente una folla oceanica emozionata e sorridente, proveniente da ogni parte d’Italia :
    giovani e anziani, donne e uomini, ex militanti e mai tesserati, giovani coppie con bambini in carrozzina, anziani da tutte le regioni d’Italia che hanno scelto di partecipare, per manifestare il loro dissenso, per affermare che la misura è colma, che non assisteremo inerti alla rovina dell’Italia , che non possiamo permettere che il nostro paese sia defraudato del suo sistema di istruzione , che non si può chiedere agli italiani di pagare con le loro tasse i debiti di Alitalia e delle banche senza garantire salari e pensioni contro la recessione, che non ci identifichiamo nella bieca demonizzazione dello Straniero, perché non siamo razzisti.

    L’atmosfera che si respirava in treno, carica di attesa e di speranza per l’esito positivo di una giornata di forte spessore politico , si mescolava con la gioia di ritrovarsi assieme, di condividere emozioni in nome di una causa comune, ma anche con una sana allegria che si è consolidata ed ampliata nel piazzale della Stazione Ostiense, quando l’organizzazione romana , distribuendo a tutti i nuovi arrivati adesivi, bandiere e cartelli con la scritta “Un’altra Italia è possibile” ha galvanizzato i manifestanti un po’ assonnati, trasformando il corteo in un insieme colorato e festoso.

    Il corteo di Forlì è partito in ritardo, dietro a decine di altri ed il caldo e l’impazienza di alcuni rischiavano di minare l’entusiasmo, ma una volta avviati, l’incontro con le altre persone, singoli o gruppi fermi ai lati della strada, anch’essi con bandiere e distintivi che aspettavano altri amici, stimolava un bellissimo scambio di emozioni : “siamo davvero tanti…”, qualche saluto : “ ecco , arriva Forlì ” , qualche battuta ironica “anche voi siete facinorosi “?
    La scoperta anche negli altri di questa voglia di comunicare, di esserci, di abbracciarsi con lo sguardo in nome di un’idea comune, mi ha profondamente commosso e quando qualcuno ha intonato “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta” ho capito come non mai il senso profondo di quelle parole e quanta commozione, attorno a me, quanti occhi lucidi, non mi sono sentita mai tanto italiana ed orgogliosa di esserlo, parte di un progetto collettivo, di una volontà condivisa.

    Ed infine il Circo Massimo: alle 16.40 ( mi ero allontanata per bere) era così affollato che i manifestanti avevano riempito non solo il catino del circo, ma occupavano anche tutta la terrazza superiore, con tanta gente che non si riusciva più a scendere a vedere lo spettacolo .

    Finalmente ho raggiunto la curva opposta al palco ed ho visto il campo lunghissimo dell’antico ippodromo straripante di bandiere e di gente , una massa compatta, festosa e colorata di cui non vedevo le fisionomie, ma di cui avvertivo la convinzione e la spinta etica negli slogan urlati, negli striscioni e negli applausi scroscianti che accompagnavano le parole di Veltroni
    ed ho “sentito” che è questa l’Italia che amo e a cui sono orgogliosa di appartenere: forte, motivata e grintosa, ma anche laboriosa ed impegnata nella costruzione di un futuro migliore, che un anno dopo l’esaltante esperienza del 14 ottobre, ha dimostrato che sa partecipare, che sa credere e che ama il suo paese in modo civile ed appassionato.

    Io c’ero
    e con me c’erano tantissimi altri

    Luciana Tampieri

  93. Maria Teresa Vaccari 28 ottobre 2008 23:06

    GRANDE GRANDE GRANDE

    GRANDE la mia emozione.
    Essere presente ad una manifestazione pacifica ma determinata a non farsi mettere i piedi in testa dall’arroganza e dalla prepotenza di chi si crede più forte e più furbo solo perchè più ricco.

    GRANDE la partecipazione.
    200.000? 2.000.000? Non lo so. Eravamo tanti; potranno dire quello che vogliono, ma eravamo davvero tantissimi. E di tutte le età, di tutti gli accenti, di tutti i dialetti, di tutti i colori.
    In Piazza dei Partigiani, alla stazione Ostiense, migliaia e migliaia di persone hanno aspettato “pacatamente” (come direbbe Crozza) oltre due ore prima della partenza del corteo, perchè sapevano di essere lì per un evento straordinario.
    Il gruppo più bello? I bambini di Sogliano con uno striscione disegnato a mano con i pennarelli e tanti palloncini colorati che sfilavano allegri con i loro genitori cantando.

    GRANDE Walter Veltroni.
    Senza urli e senza strilli, ma con forza e determinazione ha voluto questa manifestazione e, a dispetto di tanti che hanno remato contro, e non solo nella maggioranza di governo, la “gente comune” l’ha seguito e gli ha dato fiducia. E, come Luciana, sono orgogliosa di poter dire: io c’ero.

    Per chi volesse rivivere quei momenti o li ha potuti seguire solo dalla tv, su http://www.flickr.com/photos/pdforliresistenza/ ci sono le foto scattate sabato scorso.

  94. raoul mosconi 1 novembre 2008 10:52

    Posto l’articolo apparso ieri su sestopotere che anticipa stralci dell’”Appello-manifesto” elaborato dal Comitato “Con Nadia Masini per Forlì” “Perchè con Nadia” perché credo sia utile al confronto in attesa di poter disporre della versione integrale.
    Ritengo che il confronto sui fatti e sulle proposte sia fondamentale per il PD e oggi soprattutto per la nostra città!

    Sesto Potere) - Forlì - 31 ottobre 2008 - S’è presentato oggi ufficialmente alla stampa il Comitato presieduto da Maurizio Benelli e Lucia Bongarzone a sostegno della candidatura del sindaco di Forlì, Nadia Masini , alle primarie del 14 dicembre 2008 , in vista delle elezioni amministrative del 2009.

    Il Comitato , che ha scelto lo slogan “Con Nadia per Forlì” , ha registrato le prime adesioni di spicco pescando anche dal mondo dello spettacolo e dello sport: erano presenti infatti anche la campionessa forlivese di boxe femminile , Simona Galassi, campionessa mondiale pesi mosca Wbc, e con lei ha aderito anche il campione mondiale di pattinaggio Enrico Fabbri ) e l’attrice Daniela Piccari .

    Presenti oggi in conferenza stampa (molti perchè inviati , altri simpatizzanti) tra gli altri: gli ex sindaci Sedioli e Rusticali, Ellero Morgagni, Arianna Bocchini, Paolo Talamonti, Graziano Rinaldini , Franco Scarponi direttore Arpa Forlì-Cesena, Claudio Mazzoni Direttore Generale Ausl di Forlì, Simonetta Lazzari (Fidapa) e molti esponenti del Partito Democratico: il segretario federale Castagnoli e comunale Elisa Massa, Marcello Rosetti, il capogruppo Errani e Daniele Alni… consiglieri ed assessori comunali (Bertozzi e Marzocchi) e provinciali (Collareta) e presidente del consiglio comunale Minghini. Ed anche il presidente (sfiduciato) della Circoscrizione n.1 Oredano Ravaglioli e il Presidente della Consulta Stranieri Raies Imed. Tra i giovani anche Gessica Allegni, responsabile dei giovani del Pd, figlia di Ariana Bocchini.

    Appello - manifesto. “In questi anni Forlì ha incrementato la sua capacità di produrre servizi qualificati, l’ospedale ha raggiunto livelli di eccellenza straordinari, la dotazione infrastrutturale sta crescendo con i nuovi assi viari e il riordino del traffico in città, il polo universitario si sta completando con l’avvio dei lavori per il campus, il nuovo San Domenico è ormai una realtà affermata, la domanda di servizi per l’infanzia è quasi completamente soddisfatta così come si sono consolidati i servizi per la terza età e l’impiantistica sportiva. Tutto questo con un Bilancio in ordine! Siamo orgogliosi della nostra città e del nostro Comune, del protagonismo dei cittadini e delle nostre imprese che hanno assicurato una buona tenuta economica e occupazionale. C’è un lavoro da finire, ci sono nuove sfide da affrontare. Solo chi è stato protagonista della qualificazione della nostra città può garantirci insieme continuità e innovazione. Alla città serve una guida sicura. Nadia Masini ha le capacità, l’autorevolezza, l’esperienza per affrontare le nuove sfide che globalizzazione, cambiamenti istituzionali e, da ultimo, la profonda crisi dei mercati propone anche alle regioni più avanzate d’Europa, come l’Emilia Romagna, e in questo contesto alla nostra città e al nostro sistema di piccole e medie imprese. All’on. Masini vogliamo affidare il compito di promuovere una nuova generazione di amministratori che porti nel futuro le buone cose di Forlì, la laboriosità, la generosità personale e la franchezza. Questo è la Romagna in cui ci piace vivere e che vogliamo rispettata e amata anche dai nuovi forlivesi che vengono da lontano. Esperienza, cultura, innovazione e amore per la città! Con Nadia si può! “: è l’ appello - manifesto lanciato dal Comitato.

    Documento-proposte. “Dobbiamo dare una risposta convincente ai nostri cittadini ed alle nostre imprese quando richiedono innanzitutto procedure ed organizzazioni dell’amministrazione più rapide e più vicine a loro.

    Questo è indispensabile nell’epoca moderna e va assunto come elemento chiave del governo della prossima legislatura. Studieremo insieme in questi mesi come si possano proporre miglioramenti significativi sapendo che per le imprese la rapidità della risposta amministrativa è una condizione di efficienza e per il cittadino è una ragione che lo induce a riconoscersi con più facilità nella propria Amministrazione. Durante la campagna elettorale faremo proposte precise per quanto riguarda l’organizzazione e le procedure in modo da dare certezze e non lesineremo sforzi per aumentare la capacità di risposta dell’organizzazione amministrativa, anche se la stessa è già oggi certamente non inferiore a quella di altri enti. Crediamo si debbano accelerare al massimo i nostri programmi in tema di sicurezza. In questo settore l’Amministrazione Comunale assume un ruolo di concorso con altri soggetti pubblici ma, per quanto è nelle nostre possibilità, continueremo ad operare perché la città si doti di presidi moderni e ben localizzati per quanto riguarda le nostre Forze dell’Ordine. E’ giunto il tempo inoltre di affrontare il tema dello sviluppo complessivo, urbanistico, economico e sociale, di un’area ormai di fatto unita che comprende ma va oltre il Comune di Forlì. Lo sviluppo iniziato ormai parecchi anni fa ebbe all’origine un’intuizione e cioè che bisognava creare un’area attrezzata e disponibile per gli investimenti a Forlì e Cesena e che interessasse anche altri Comuni minori. A distanza di tempo i risultati si sono rivelati notevoli: ma oggi occorre ripartire con una nuova progettazione che investa un’area ancora più grande ed in modo assolutamente unitario, così da poter cogliere al balzo le possibilità di insediamenti industriali quando gli stessi saranno resi possibili dall’attenuazione dell’attuale crisi economica internazionale. Approfittando anche delle disponibilità contenute nella Finanziaria varata nell’anno 2007 occorre intensificare gli interventi di edilizia sociale, in accordo anche con le Fondazioni e con altri soggetti che intendono partecipare, al fine di dare una risposta a famiglie, persone e gruppi sociali che non riescono più ad affrontare gli oneri dell’edilizia di mercato: la “casa” è ridiventata una questione “sociale” e come tale va affrontata”: sono alcune delle proposte contenute nel documento “Perchè con Nadia” elaborato dal Comitato “Con Nadia Masini per Forlì” .

  95. sara pignatari 2 novembre 2008 16:44

    Appuntamento importante domani sera a Forlì.
    Al Diagonal di viale salinatore dalle ore 20,45 si parla di scuola.
    Ecco il terzo appuntamento del ciclo Apriti Forlì, il primo ciclo di iniziative di Roberto Balzani e del suo gruppo, successivo alla stupenda presentazione alla sala Santa Caterina e l’interessante incontro del 27 scorso alla sala CGIL per parlare di sicurezze.
    “Scuola e cultura. Appello all’intelligenza.L’ignoranza che non vogliamo. Proposte per vincere il degrado culturale e l’emergenza di scuola e università”.
    Oltre a Roberto Balzani nella veste di candidato, di preside della Facoltà di Conservazione dei Beni culturali di Ravenna ed anche di conduttore della serata interverranno con piccoli contributi Loretta Prati insegnante scuola d’infanzia comunale, Claudia Fanti insegnante scuola elementare, Massimo Dellavalle docente Liceo Scientifico, Morena Mazzoni preside Liceo Scientifico Forlì, Giliberto Capano preside Facoltà di Scienze Politiche Univ. Bologna sede di Forlì e Marco Lepore ufficio stampa nazionale F.O.E. federazione opere educative.
    Molte e diverse testimonianze per un dibattito e confronto su un tema tanto attuale soprattutto dopo che a fine settimana il decreto Gelmini è diventato legge.
    Molti gli insegnanti, molti i rappresentanti di associazioni genitori e studenti che hanno assicurato la loro presenza e partecipazione.

    Ricordo uno striscione alla manifestazione della CGIL a Forlì portato da alcuni ragazzi di scuola media che recitava “noi non siamo il problema, noi siamo la soluzione” oppure lo striscione di alcuni bambini di sogliano alla manifestazione del 25 ottobre al circo massimo “tutti i maestri sono unici” per i bambini e “tutti i bambini sono uguali”….
    Ora, la scuola è forse il bene più prezioso che abbiamo, è una assicurazione sul futuro, e non merita di passare attraverso le tenaglie di una legge che sa tanto di manovra economica più che di riforma scolastica.

    vi aspetto numerosi domani sera, perché la scuola è un bene di tutti…a prescindere.

    Sara Pignatari

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