Riceviamo e pubblichiamo: appello del gruppo Primarie sempre
Care democratiche, cari democratici,
sapete tutti che il 25 ottobre ci
sarà una grande manifestazione del Partito Democratico a Roma.
Per noi è molto importante essere presenti.
Sappiamo che alcuni, delusi dal percorso che il partito sta facendo, sono
tentati di dare un segnale rimanendo a casa. Ma questo segnale rischia
seriamente di essere interpretato, dall’opinione pubblica, come il segnale
definitivo del gradimento delle politiche di Berlusconi. Gli spazi per
l’opposizione si ridurrebbero ancora.
“Primarie vere, primarie sempre”, invece, vi chiede di essere
presenti. Di venire in tanti, di manifestare contro questo governo, ma anche
di diffondere la campagna e di raccogliere altre adesioni. Questo può essere uno
dei messaggi più efficaci contro chi vuole meno democrazia nel Paese, e anche a
per chi non crede ad un Partito veramente Democratico.
A questo scopo noi ci stiamo già organizzando. Avremo un banchetto, le nostre
bandiere, i nostri manifesti. Ma soprattutto, vogliamo avere tanti
volontari che girano tra la folla, a distribuire volantini e
raccogliere adesioni.
Invitiamo chi verrà alla manifestazione a darci la sua disponibilità per un
po’ di volontariato. Se saremo in tanti, basterà fare anche solo un’oretta a
testa, e potremo ottenere risultati importanti: vogliamo, e possiamo, almeno
raddoppiare le 1500 adesioni che abbiamo già raggiunto.
Chi magari non può venire, o non se la sente di raccogliere adesioni, ci può
comunque aiutare con una piccola sottoscrizione. Abbiamo calcolato che per il materiale (volantini, moduli,
penne e tavolette con clip) ci serviranno circa 280 euro. Anche qui, se donate
in tanti, possono bastare 5 euro a testa per coprire la cifra e non far pagare
sempre gli stessi. Clicca
qui per donare 5 euro o più.
La riforma della legge
l’abolizione delle preferenze che vuole Berlusconi, si avvicina. E’ il
momento giusto per far sentire ancora di più la nostra presenza. E’ anche il
momento per incontrarci di persona, per partecipare ad una grande festa per la
democrazia. Non mancate!
Per segnalare la vostra presenza il 25 ottobre, per favore scrivete a primariesempre@gmail.com . Vi contatteremo nei prossimi
giorni per maggiori dettagli e per darci appuntamento.
A presto!
Il gruppo di primarie vere, primarie sempre.
View blog reactions73 Commenti a "Riceviamo e pubblichiamo: appello del gruppo Primarie sempre"
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Cari amici, scusate il ritardo ma vi volevo ringraziare molto di questa pubblicazione.
I contributi sono arrivati, e abbiamo praticamente coperto le spese previste: il 25 avremo bandiere, tavolino e tutto il resto. Ora… speriamo solo che non piova!
Ciao
Daniele
Vi ricordate il documento che abbiamo approvato all’unanimità il 15 ottobre in Assemblea Territoriale, che ribadiva la necessità che gli organi tecnici del partito garantissero l’imparzialità nei confronti dei candidati alle primarie.
Vi sembra giusto che un funzionario del partito di Forlì, quindi a libro a paga di tutto il partito, si sia messo ad organizzare un “comitatone” per la Masini, facendo telefonate a destra e manca a dispetto del documento approvato il 15.
Chiedo formalmente al segretario del PD, Alessandro Castagnoli, di richiamare formalmente quel funzionario al rispetto dei deliberati del supremo organo del partito e , se tali comportamenti, non verranno modificati, di prevedere il licenziamento di tale funzionario per mancanze, cioè per giustificato motivo soggettivo.
L’ho detto il 15, intervenendo a sostegno dell’ordine del Giorno presentato da Mosconi.
I funzionari non sono prestatori d’opera nè della Masini, nè di Balzani, ma di tutto il Partito Democratico
Per non dimenticare posto il documento approvato dall’assemblea territoriale del PD forlivese il 15 ottobre scorso con una sola astensione.
DOCUMENTO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA TERRITORIALE DEL PD DI FORLÍ IL 15/10/08
LE PRIMARIE PER FARE PARTECIPARE I CITTADINI
E VINCERE LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Il Partito Democratico è un Partito nuovo e i valori che ne hanno ispirato la nascita, da cui sono scaturite le regole che si è dato, ne incarnano l’azione. É sulla partecipazione dei cittadini che si fonda la novità del PD, il pluralismo rappresenta il suo elemento costituente e la democrazia non ne è solo il fine, ma il modo con cui esso si esprime.
Le primarie per la selezione dei candidati alla carica di sindaco sono il primo esempio concreto della novità che il Partito Democratico intende esprimere sul territorio forlivese.
Saranno le Unioni Comunali, nella loro autonomia e responsabilità, a decidere se svolgere o meno le primarie, in base a quanto stabilito dal Partito a livello nazionale e regionale. Esse, poi, dovranno svolgersi in base a regole e tempi certi e soprattutto dovranno consentire al maggior numero possibile di cittadini di partecipare alle votazioni. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che le primarie non sono l’obiettivo del Partito Democratico ma uno strumento capace di aumentare la partecipazione e valorizzare i contributi di idee e competenze per vincere le prossime elezioni amministrative.
Le primarie non vogliono depotenziare i sindaci al primo mandato che intendono ricandidarsi, ma sono utili per coinvolgere i cittadini nella scelta dei futuri primi cittadini e per ascoltare i bisogni, le critiche e le idee di persone, famiglie, organizzazioni economiche, sindacati e associazioni del terzo settore, che emergeranno in occasione delle primarie e saranno utili per il governo della città.
Per questo motivo gli organismi del Partito e le sue strutture operative saranno i garanti per lo svolgimento delle primarie secondo i regolamenti approvati, e garantiranno ai candidati pari opportunità nella disponibilità di strumenti per promuovere le loro candidature.
Con questo spirito positivo, ricchi delle energie che la partecipazione porterà alla politica sul territorio forlivese, i candidati che parteciperanno alle primarie, dopo il 14 dicembre, prendendo atto del loro risultato, dovranno impegnarsi a fondo per fare vincere al Partito Democratico le elezioni amministrative del 2009.
Al contrario della destra, in cui saranno ancora una volta i segretari di partito a decidere sindaci e candidati, con le primarie il Partito Democratico intende conquistare la fiducia dei cittadini e accrescere il proprio consenso, per aprire una nuova fase che attraverso una progettualità innovativa, il rinnovamento della politica e l’allargamento della partecipazione democratica, rafforzi il buon governo che le nostre città hanno conosciuto fino ad oggi.
Vi posto di seguito l’articolo tratto da romagnaoggi.it, di oggi appunto, dal titolo “Forlì, primarie Pd: 115 under 40 firmano per “correre con Nadia”. Tra questi 115 compare anche Gessica Allegni “qui in veste di studentessa e non di rappresentante dei giovani del Pd”; fa sorridere questa precisazione e come facilmente ci si dimentichi, all’occorrenza e a piacere, dei ruoli che si ricoprono. Pirandello, del resto,insegna. Saluti a tutti Chiara
“- Sono 115, per ora, le firme raccolte da un gruppo di sostenitori del Pd, under 40, a favore della ricandidatura di Nadia Masini. L’età media dei firmatari è 32 anni e il 51% sono donne. “Crediamo che l’amministrazione Masini si sia inserita nel tradizionale filone del buongoverno - spiega Fabio Lellli, 36 anni, libero professionista - e che, fino ad oggi, abbia ottenuto buoni risultati, potendo portare avanti gli aspetti positivi in un secondo mandato”.
Sicuramente quello che questi ragazzi chiedono è una maggiore apertura al confronto con la cittadinanza, per questo, tra le loro proposte spicca quella del ‘Cantiere delle buone idee’. “Si tratterebbe di un comitato di cittadini che faccia da tramite tra cittadinanza ed amministrazione - sottolinea Marco Lelli, 33 anni, impiegato - per colmare lo iato tra politica ed elettori”.
“La nostra iniziativa è stata accolta positivamente dal Sindaco - continua Gessica Allegni, 25 anni, qui in veste di studentessa e non di rappresentante dei giovani del Pd - l’argomento centrale della nostra proposta, che non vuole avere alcuna pretesa di documento programmatico, è il rinnovamento, con la piena valorizzazione del capitale umano. Questa amministrazione ha lavorato molto in favore dei giovani, a partire ad esempio dall’Università”.
Insomma spazio ai giovani ed è proprio Nadia Masini ad essere eletta come ‘paladina’. La raccolta di firme continua sul sito http://www.nadiamasini.it, attivo entro breve.”
Cara Chiara, come hai ragione…
la Storia come al solito fa scuola, e quando il “vecchio” tenta a parole di rappresentare il “nuovo”, scusatemi davvero, ma a me personalmente fa un pò sorridere (non me ne vogliano i sostenitori della Masini: decisione rispettabilissima e, in fondo, pare, “coerente”)
peccato che Nadia Masini parli per e rappresenti (in parte) lo zoccolo duro del partito, quello che ormai governa da lustri la nostra città, senza infamie certo, ma nemmeno senza lodi; quello che in parte non si è espresso favorevolmente per la prassi delle primarie
Quello zoccolo duro che più volte è stato contestato, anche e soprattutto dai “giovani”, nelle assemblee comunali e provinciali da gennaio a questa parte, per avere dedicato poca attenzione e poco spazio a voci alternative, a voci giovani, ma propositive e con poca creanza delle più primitive prassi di partecipazione e coinvolgimento democratico.
Non c’è bisogno di mostrare “numeri”: parlano per loro le assemblee comunali, provinciali e regionali svuotate e alienate dalle persone che poco tempo prima le affollavano.
Credo che la risposta della società civile nella sua interezza (quindi anche dentro il partito) ha dimostrato chiaramente di “aprirsi” al Nuovo, e di volerlo, quando è accorsa, incuriosita e numerosissima, ad ascoltalo nella sua prima uscita pubblica alla sala S.Caterina, lunedì 21 ottobre alle 21 di sera.
Questo mi pare più che sufficiente a commentare l’articolo postato da Chiara
Ci tengo però a precisare, e a rafforzare il concetto che, il sostegno di Gessica Allegni NON si traduce in alcun modo in un sostegno dell’intera compagine dei Giovani democratici alla candidatura della Masini.
Scusate, ma ci tengo molto a precisare che i Giovani democratici, di cui anch’io faccio parte e che però non era al corrente di una prossima uscita pubblica della nostra coordinatrice, si sono dichiarati ufficialmente NEUTRALI rispetto alla competizione nelle primarie a sindaco della città di Forlì(data la mancata unanimità a sostegno dell’uno o dell’altro candidato)
Fatto salvo che, una volta uscito il candidato vincitore dalle primarie, anche i Giovani democratici, com’è ovvio e naturale, lo sosterranno INDIPENDENTEMENTE da chi hanno sostenuto nella competizione alle primarie
Spero non me ne vorrà Gessica se preciso a tutti la posizione ufficiale dei Giovani democratici, ma lo faccio in primis per rispetto a quei giovani che coerentemente con il percorso perseguito da gennaio a questa parte hanno deciso, diversi, di sostenere entusiasti e volenterosi la candidatura di Roberto Balzani.
Lo faccio in secondo luogo per la sincera perplessità suscitata anche in me nell’avere visto tra le firme, la sua. Forse sono ancora eccessivamente attaccata ad un’idea di trasparenza e chiarezza per cui sarei stata felice di ricevere questa comunicazione direttamente da lei.
Lo faccio in terzo luogo perchè sono sinceramente convinta che chi occupa determinati ruoli, detenga una responsabilità maggiore delle singole responsabilità individuali, e debba avere l’autorevolezza e la capacità di mantenere un ruolo super partes in questioni così delicate che giocoforza interessano (e indentificano nell’opinione pubblica) tutti i giovani.
Detto questo ragazzi/E vogliamoci bene!
Saranno le persone, la gente comune, soprattutto i giovani a valutare e scegliere
A loro, questa volta, la possibilità concreta di…scegliere!!
ciao a tutti
Sara Samorì
Tutto quello che riguarda la neutralità dei giovani democratici ed il fatto che parte di loro sia schierata per Balzani, parte per la Masini, parte per nessuno dei 2 è stato AMPIAMENTE SPIEGATO AI GIORNALISTI. Mi è stato chiesto se ero lì a rappresentare la giovanile ed io ho risposto che assolutamente no, la mia partecipazione era a titolo personale. Per i motivi che ho già elencato.
Detto ciò, come sai Sara ultimamente i giovani democratici si sono riuniti diverse volte per discutere anche di questioni che riguardavano più direttamente la giovanile.
Occasioni di confronto ne abbiamo avute molte, ma purtroppo non sempre alle riunioni partecipano tutti soprattutto nell’ultimo periodo.
Ribadisco il diritto sacrosanto delle persone a rendere pubbliche le loro posizioni. Qui i ruoli non c’entrano, si tratta di scelte PERSONALI.
In ogni caso se questo può creare grossi problemi sono pronta a dimettermi dal mio incarico, molto serenamente ne parleremo, non ho nulla da nascondere nè di cui preoccuparmi.
Ora la priorità dei giovani democratici è organizzare le primarie del 21 novembre per l’elezione del segretario nazionale.
Preciso questo, e preciso la mia volontà di non strumentalizzare l’organizzazione. Mi dispiace molto che invece qui si preferisca giocare al gatto col topo e si rinunci invece alla politica.
Con sincerità e RISPETTO per tutto quello che state facendo.
Gessica.
Carissima,
nooo, non c’è bisogno di arrabbiarsi, né che tu ti dimetta, per carità!
sei stata eletta democraticamente da ragazzi/E che hanno riposto in te la loro fiducia. Quindi non mi sembrerebbe davvero il caso venire meno la loro scelta e fiducia. Io personalmente non le chiedo. Ma perchè vai a pensare a queste cose? Dai! ,)
ho pensato semplicemente fosse corretto fare le precisazioni del caso nel rispetto di tutti, anche e soprattutto per spiegare la situazione a chi non frequenta e/o non conosce la realtà del partito, in questo caso dei giovani, ma anche dell’opinione pubblica in generale che può erroneamente identificare la tua persona, com’è ovvio nell’era della comunicazione, con il gruppo nella sua interezza. Anche se certo, nessuno mette in discussione che tu l’abbia specificato in sede stampa
ripeto, la notizia a molti di noi giovani è giunta “nuova” considerata anche la sostanziale indifferenza con cui ricordo, nei nostri ultimi discorsi, era stata accolta in linea generale tra il gruppo di giovani democratici, la competizione alle primarie cittadine.
Detto questo, ripeto, è una mia personalissima opinione quella che chi ricopre incarichi delicati e di un certo tipo, non dovrebbe esporsi pubblicamente. Nel senso materiale di apporre la propria firma su qualcosa. Anche se certo, a livello personale, assolutamente giusto e liberi di sostenere le idee e i programmi di una persona piuttosto che di un’altra, anche se non improntati al cambiamento e alla dialettica (sempre per mia n.d.r. E personalissima opinione)
Sulla questione riunioni, mi esprimo dato che tu le citi.
Beh, Gessica, o l’etere è cleptomane o io personalmente non ricevo più mail dai Gd. Questo lo dico senza rancore, davvero. No, Gessica, non sapevo, mi spiace contraddirti. E dato che sono come molti di voi una giovane precaria, cerco di arrangiarmi come posso facendo lavoretti vari e il mercoledì sera (sera in cui si riuniscono solitamente i Gd) lavoro. Detto questo, mi basta essere informata e partecipare eventualmente“via mail”, come molti altri. Non mi pare di avere fatto mancare la mia presenza quest’estate al festival (dove invece varie altre figure “istituzionali” del pd hanno palesemente mancato, con buona pace dei tanti anziani e giovani che hanno lavorato tutti i giorni del festival!) , o di non essermi impegnata attivamente con voi da gennaio a questa parte (anche se certo: si può dare di più!)
Espressi nelle ultime due riunioni dei giovani democratici a cui ho partecipato, sia il mio sostegno alla candidatura di Balzani, sia la mia sostanziale impossibilità di seguire, almeno fino a dicembre, tutti gli impegni che si prospettavano dal momento che si era aggiunta anche questa, la competizione alle primarie cittadine, che io personalmente ritengo prioritaria ad altre questioni visto che si tratta del governo della nostra città e quindi direttamente anche delle scelte che si faranno su spazi e possibilità da dare ai giovani.
Aggiungo una cosa, ma senza cattiveria: chiediamoci perchè le riunioni dei giovani democratici sono il più delle volte “vuote”. Questo lo dico anche e soprattutto con un senso di autocritica, chè faccio anch’io parte del gruppo.
E certo che non mi crea problemi la tua adesione alla candidatura della Masini, anche se rimango delle idee espresse precedentemente.
Se nelle mie parole hai ravvisato toni particolarmente “accusatori”e/o vi hai scorto una mia richiesta di “dimissioni”, francamente ripeto, mi pare davvero eccessivo. Anche che tu dica che si giochi al gatto e al topo…..direi che è meglio non fare falsi moralismi in questo caso davvero, per carità!C’è già chi gioca a questo…noi siamo democraticamente ispirati giusto? E accettiamo le “critiche”(costruttive)
e, aggiungo: la politica va benissimo ed è seria quando è aderente alla realtà, quando NON è vecchia politica, quando non esce nelle vesti di “nuovo” solo in occasione delle campagne elettorali, quando ascolta i bisogni dei cittadini, si apre alla società civile, mantiene le promesse, scende dai salottini e non si limita a bei discorsoni programmatici ( a volte anche troppo lunghi e noiosi) senza applicare poi i concetti alla pratica
Quindi stai dove sei, fai ciò che ritieni più giusto, occupati come sempre hai fatto (e nessuno te ne toglie il merito!) dei ragazzi/E che ti hanno votato.
Semplicemente, la prossima volta, magari rendi pubblico prima a noi la tua decisione, così possiamo darti il nostro parere, senza essere costretti da un tua scelta pubblica a farlo sul blog.
Sei pur sempre la nostra coordinatrice, giusto???
,)
Non perdiamoci di vista!!!e buon lavoro a tutti!
ciaooo
Sara Samorì
Tento sempre dal trattenermi dall’ intervenire, ma a volte mi sento tirato per i capelli. Il fatto poi che il buon Pilotti sembri pronto a preparare liste di proscrizione (questo mi sembra un bel segnale di novità), mi fa preoccupare per il mio futuro. Ma la passione per il teatro mi costringe replicare a Chiara Mazza.
Più che di Pirandello, parlerei di Ionesco o Becket, del teatro dell’assurdo. Perchè quando la segretaria dei giovani democratici appoggia “mozioni di sfiducia” al segretario comunale non protestate con uguale veemenza? Perchè quando i giornali affiancano Gessica Allegni al gruppo che sostiene Balzani non vi precipitate a smentire? Bè, in fondo quando qualcuno è d’accordo con voi, sul ruolo istituzionale ci si può passare sopra.
E se di Pirandello volete parlare, e di ruoli nelle istituzioni, potreste proporre un adattamento di una sua opera: Tre assessori in cerca d’autore.
In cerca d’autore è forse proprio Lei Ramon Turone: dai suoi scritti su questo blog mai che emerga una proposta concreta, un’idea costruttiva, qualcosa di diverso dall’attacco strumentale e personale.
è davvero triste questo suo ripiegarsi nell’attacco e nella denisgrazione.
Lei rappresenta davvero la sintesi migliore della vecchia politica (e magari la sua busta paga è legata, chissà, a qualche tessitura di rapporti che ha a che fare con politica, amministrazioni, enti, le piace che si facciano illazioni su di lei come lei le fa di altri?) Si guardi attorno e prima di attaccare guardi bene in quale compagnia si trova lei: “uno, nessuno, centomila”? o forse lei è tra i tanti molto legati alla loro “roba”?
la smetta di attaccare e si dedichi ad un’attività politica più consona al partito democratico, a quello che Veltroni con tanti sforzui stacercando di realizzare: un’attività di progetto, e di realizzazioni concrete, non di chiacchiere, o peggio ancora di attacchi personali.
Ramon Turone!!!
mmm, forse si comincia a capire quale sia la tua vera identità…….cavaliere mascarato direttamente dal passato..
bene, bravo, finalmente
(ma per buona prassi etica, e morale non ti commento finchè non avrai il coraggio di firmarti con nome e cognome. Sono certo d’accordo con Raffaele quando dice che ognuno è libero di commentare anche sotto pseudonimo, ma non quando lancia delle accuse)
ciao, ciao
Sara Samorì
Credo che queste primarie siano straordinarie: ognuno va dove lo porta il cuore. Non sono stupito che Gessica sia una sostenitrice di Nadia Masini. Mi stupisco però quando si nasconde dietro a un dito. Lei che fa politica da quando era in fasce sa bene che se un coordinatore di un movimento giovanile fa una scelta non può essere a titolo personale ma è una precisa scelta politica, che coinvolge tutta l’organizzazione.
Credo che fare politica significhi anche assumersi la responsabilità di fare delle scelte e nascondersi dietro ad un dito sarebbe proclamare una neutralità di facciata e magari lavorare all’oscuro a favore di uno dei 2 candidati.
In ogni caso, davvero, chiudiamola con queste polemiche sterili, la giovanile è liberissima di cambiare il proprio segretario (oltretutto dopo le primarie del 21 novembre gli organismi dovranno essere tutti riconfermati).
A chi si chiedesse perchè sostengo Nadia Masini rispondo: perchè le valutazioni sulle persone si fanno nel merito di ciò che hanno saputo mettere in piedi nel corso del loro mandato. E la mia personale opinione è che questa amministrazione abbia lavorato egregiamente. Per questo reputo sbagliato mettere in discussione un sindaco al primo mandato che, oltretutto, si è espresso con grande chiarezza in favore di un radicale rinnovamento della propria giunta e di un impegno ancora più profuso per migliorare gli elementi di criticità che in ogni buona amministrazione ci sono.
La battaglia va fatta per Forlì, non per noi stessi o per qualcun’altro.
Ognuno di noi lavori sui programmi, eviti gli scontri personali, e vedrete che al PD queste primarie gioveranno. Altrimenti non faremo altro che indebolirci regalando alla destra una grande occasione.
Saluti.
Va bene,
allora chiariamo nuovamente perchè, come dice “Torrone” (ramon) (che abbiamo saputo così avere almeno i capelli..) su certi temi vengo “presa davvero per i capelli”:
premesso: questo blog mi pare un’ottima àgora del XXI secolo, creata apposta per dibattere, discutere, essere d’accordo o meno su ciò che si viene detto. Se questo non fosse nelle vostre corde, consiglierei di cambiare “canale”. E premetto, esprimo solamente il mio libero pensiero.
Dunque:
1.polemiche sterili: scusami, non le vedo proprio. Piuttosto vedo opinioni diverse, che diversamente possono essere accettate o meno. Vedo un confronto libero di idee, e non “polemiche”. Da parte mia non c’è certo l’intenzione di farne. Il confronto non si dovrebbe fare al nostro interno? Perchè no? Non è prassi costruttiva quella della critica (costruttiva)? non è un buon principio quello di lasciare le persone liberi di commentare e criticare, e di esprimere le proprie opinioni? non è alla base del principio di democraticità? Questo è il primo punto che segna una differenza, dal mio punto di vista, con la gestione che sinora si è fatta del partito democratico a livello locale. Ma mi pare che anche tu, da gennaio sino ad ora, ti fossi espressa in questa direzione. Dunque su questo punto siamo d’accordo, ma insisto: le persone devono esprimersi liberamente e non accettare passivamente quello che reputano non siano pratiche chiare e trasparenti. La pratica degli struzzi personalmente non mi convince
2.programmi dei candidati:
davvero, non vorrei entrare nello specifico, ma penso sempre si usi un po’ di buon senso. Dunque, mi pare di ricordare molto bene che quando io ed altri proponemmo di prendere in considerazione l’idea di appoggiare Roberto Balzani all’interno dei giovani democratici anche ma certo non solo per coerenza con il percorso seguito sino a quel momento (che presuppone anche una sostanziale condivisione di idee), la critica principale che ci è stata mossa fosse quella di una sorta di “pregiudiziale”. Ok, giusto, valutiamo. E ricordo anche molto bene che in quella occasione tu affermasti di esplicitare in un secondo momento la tua posizione e di renderla palese a tutti noi, ma soprattutto che avresti valutato l’opportunità o meno di sostenere la candidatura dell’uno o dell’altro una volta valutati i programmi elettorali d’ entrambi…… non mi risulta che i programmi dei candidati siano ancora stati resi pubblici com’è ovvio e naturale visto che la campagna elettorale vera e propria per le primarie parte dal 18 novembre, mi pare. Ma tu potrai certo correggermi al riguardo.
(continua…)
(…)
3.francamente sono un po’ stanca del fatto che si taccia un confronto libero e aperto, definendo gruppi e voci “alternative”, ma che operano all’interno e sono dello stesso partito, alla stregua di polemici e/o spaccapartito. E’ strategia peraltro già bene nota nei partiti tradizionali, e per fortuna in questo caso, la storia e l’informazione è alla portata di tutti. Probabilmente io ho un’idea di democraticità che parta dal basso e coinvolga direttamente le persone. Non credo che accettare passivamente le linee guida che emergono dall’alto e dalla dirigenza del partito possa giovare ad un’evoluzione positiva del partito stesso. Se non siamo d’accordo a partire da questo assunto, cioè che le posizioni debbano essere costruttivamente e rispettosamente criticate, non vedrei allora la necessità di contrastare in generale le azioni poco ortodosse che si prendono al governo e che in questo caso sono criminose.
4. no, non sono d’accordo: il tema “personale”, quando si ricoprono incarichi di un certo tipo, sai bene quanto non sia convincente. E aggiungo: non mi pare che il segretario provinciale, né quello comunale si siano schierati ufficialmente da una parte piuttosto che dall’altra, chè questo potrebbe sollevare, com’è ovvio e naturale, critiche da più parti. Capisco che responsabilità più spesso significhi anche sacrificio, ma è un onere di cui si è consapevoli doversi fare carico. In questo caso la politica si fa assumendosi appunto delle scelte: la tua responsabilità prima è quella che hai nel rappresentare tutti i giovani democratici e le loro varie e vaste sensibilità. Poi davvero non capisco a chi ti riferisca quando dici: “nascondersi dietro un dito” , “lavorare all’oscuro”….a chi ti riferisci? mi pare che chi aderisce al progetto di Roberto l’abbia esplicitato subito al circuito dei Gd. Detto questo: non utilizziamo nemmeno il grimaldello del “potete certo destituirmi”. Scusa davvero, ma ho già chiarito nelle mail precedenti questa cosa, cioè che nessuno vuole le tue dimissioni. Ma certo non è il massimo rispondere costruttivamente a delle critiche con questa sorta di “minaccia”. Ma perchè? Rispondi solo quello che meglio credi e basta. Finisce lì, va bene li. Ripeto è una critica mirata a questa tua uscita pubblica, non certo al tuo operato come coordinatrice, che è buono davvero. Basta, please
5.La destra: signori, diciamolo francamente, ma è davvero anche merito di alcune politiche e campagne informative sbagliate da parte dell’universo della sinistra se siamo nella condizione in cui siamo. Certo, condivido con te la preoccupazione, e tanto. Ma il tuo sembra più uno slogan elettorale. Più semplicemente mi chiedo concretamente cosa si possa fare, a partire da noi, per rendere la gente consapevole e attiva. E la mia risposta è stata quella di ripartire cercando di ridare il senso della partecipazione e della progettualità alle persone, a partire da loro, e non dalle dirigenze di partito. In questo sta la novità più grande e di ampio respiro che è alla base delle proposte di Roberto e del suo gruppo: ascoltare e poi decidere. Dare voce alle tante voci e non accettare passivamente, come sinora si è fatto a tutti i livelli. Nascondercelo credo non giovi a nessuno. Di certo non ci aiuta a raccogliere consenso tra la gente che è già abbastanza delusa e alienata. Il rischio in questo senso che si alimenti il fenomeno dell’ antipolitica è concreto: avete provato a dare un volantino qualunque del pd a una qualunque persona? No? Allora provate, e vi darete la risposta. Forse, agendo in un orizzonte e in una prospettiva nuova di REALE partecipazione possiamo restituire un po’ di fiducia e speranza alle persone e soprattutto ai giovani. Sono certa che le assemblee torneranno ad affollarsi. Come lunedì 21 ottobre a s.caterina.
Un’ultima battuta sulla notizia di oggi del ricambio di giunta masini:
premetto, non faccio un processo alle intenzioni, ma davvero queste cose escono solo e belle impacchettate in occasione delle campagne elettorali?? segnali di rinnovamento avrebbero certo potuto arrivare prima. la gente può crederci, mi chiedo? A sentire da alcuni commenti in giro oggi, no. Ma va bene uguale. Il resto è una tua personalissima opinione e la rispetto anche se certo non la condivido: ho vissuto e lavorato abbastanza a forlì per esprimere un mio giudizio in merito. Aggiungo: si gessica, le valutazioni si fanno assolutamente nel merito di ciò che le persone hanno saputo fare e io credo, nel caso della masini, non male, ma non abbastanza.
ma seguendo questo tuo ragionamento (e facendo un piccolo esercizio socratico a questo proposito) della valutazione dell’operato, per quale motivo sarebbe allora sbagliato mettere in discussione un sindaco al primo mandato?? e se la gente reputa non abbia lavorato come avrebbe dovuto, sbaglia a farlo?? ma perchè? Detto questo certo, l’amministrazione perfetta non esiste, ma i rinnovamenti sono giusti e vitali. Mi pare anche che nadia masini sia al suo primo mandato di sindaco, ma non certo alla sua prima esperienza amministrativa e politica che risale al lontano 1975. perchè non considerare persone nuove, lontane dagli apparati di partito, e quindi non viziati dai medesimi, che abbiano competenze e si esprimano certo concretamente sui programmi da attuare? Credo anche che le persone non vadano alienate da quelle che è il loro personale: una persona va valutata anche in base al suo lato umano, alla sua sensibilità sociale e capacità di ascolto. Se no rimaniamo davvero all’anno 0.
ciao,
Sara Samorì
Dire che Il Prof. sia così lontano dagli apparati e che sia una persona nuova. Anche la sua esperienza politica risale a tempi “antichi” come la Masini pure lui ha fatto il consigliere comunale se non sbaglio negli anni 80, e pure lui a militato per anni in un partito politico. Inoltre sicuramente anche lui si fa portatore di amicizie importanti con tanti che della politica non sono nuovi, Galassi, Bufaldini, Sansavini, che poi al suo fianco ci siano facce nuove, come per la Masini ci sono altre facce nuove al suo, poco conta. Il Nuovismo è una moda che ci ha contagiato, ma non ci vogliamo rendere conto, che le forze in campo sono sempre quelle e quei tant, under 40 e under 30 che credono che ci sarà un rinnovamneto dovranno capire che se ci sarà avverrà con tempi molto lunghi. ciao
Massimo
Per sara: spero tu mercoledì sera ci sia così se ne parla tutti insieme e chiudiamo questa cosa. Non condivido molte delle cose che hai scritto, ma non intendo più intervenire su questo blog, ci conosciamo tutti bene quindi rispolveriamo i vecchi cari dialoghi faccia a faccia.
Ribadisco, questo continuo gioco di attacchi personali non fa bene al partito. Lo dico dall’alto della mia lunghissima esperienza politica il cui inizio risale a quando ero ancora in fasce (mi chiedo come faccia Pilotti a saperlo, ai tempi non mi pare ci si frequentasse) quindi riconoscetemi almeno la saggezza dei vecchi
A presto, dal vivo.
Gessica Allegni.
Cara Gessi, perchè si scambia la polemica politica con l’attacco personale?
Tu hai scelto di essere la prima firmataria di un documento e hai ritenuto di farlo a titolo personale. E’ una scelta coerente con il tuo percorso e la tua storia, che però, siine consapevole, non fa bene al movimento giovanile perchè lo spacca tra “masiniani” e “balzaniani”.
Tutto qui, nessun attacco personale.
E’ un po’ di giorni che i miei tarli tacciono. Sono tornati a rodere il legno, anziché torturarmi coi loro dubbi. Almeno su qualcosa, ho delle certezze.
Su tanto altro, gli intarsi e le gallerie scavate dai miei amici rodi legno sono disegni infiniti, geografie fantastiche sconfinate, opere sopraffine d’intarsio postmoderno.
Ma su alcuni punti il discrimine è di una chiarezza lampante.
Il merito è di alcuni eventi recenti: la grande manifestazione di Roma, il ritrovarsi in tanti fuori dei miasmi dell’abbattimento e dall’autocommiserazione impotente, con la voglia di esserci e di fare; la reazione diffusa al decreto Gelmini e la mobilitazione pulita, forte e consapevole nel mondo della scuola; un movimento degli studenti con caratteristiche nuove…e la sala Santa Caterina strapiena il 21 novembre.
Strano l’accostamento? non credo. C’è un tratto comune in questi eventi che tenterò di esplicitare.
Partiamo da Forlì…Ho letto alcuni degli interventi sulle primarie. Ritengo che il nostro blog sia uno strumento prezioso per il confronto e l’approfondimento, e sono molto lieto che sia così frequentato. Mi chiedo, se non ci fosse, quale sarebbe il livello del dibattito. Certamente sotterraneo e molto meno a viso aperto. (Quel viso che chi interviene con uno pseudonimo non ha il coraggio di mostrare…che tristezza! E che mancanza di attributi!)
Eviterei comunque, anche a faccia scoperta, gli attacchi personali. Per questo non sono d’accordo con Pilotti: il fatto che Gessica sia coordinatrice di un movimento non deve impedirle di prendere posizione. Presumo anche che tutti i membri di quel movimento siano liberi di scegliere senza condizionamenti.
Le primarie a Forlì sono vere primarie ! Tutto il PD dovrebbe gioirne. E’ una grande prova di crescita di un progetto. Un esempio di maturità democratica. E’ così che si accredita di fronte alla gente, ma prima ancora di fronte ai propri iscritti ed elettori, la veridicità della novità del nuovo partito, la sua attendibilità. E qui invece noto nervosismi (anche anonimi) e il ritorno del vecchio sistema di chiamare in fuori gioco i contendenti. Perciò mi associo a Sara e faccio anche mia la sua frase, che qui riporto: “francamente sono un po’ stanca del fatto che si taccia un confronto libero e aperto, definendo gruppi e voci “alternative”, ma che operano all’interno e sono dello stesso partito, alla stregua di polemici e/o spaccapartito.” Giusto!
Giustissimo! Io la frase “quelli vogliono spaccare il partito”non vorrei sentirla più! E’ vecchia e odiosa e affonda le sue radici nel più vecchio stalinismo e nel ciarpame che dovremmo tutti lasciare alle spalle. Viene detta da chi tende a identificare se stesso e il suo gruppo ristretto nel partito stesso, solo per la consuetudine di ricoprire incarichi a nome del partito. Viene usata sempre per conservare posizioni e privilegi, a danno della democrazia e di chi pone idee e proposte alternative. Per favore, basta!
E basta anche col metodo di porre tutto sullo stesso piano, di confondere i profili e le cose, di far sì che nella nebbia tutti i gatti siano grigi…mi riferisco all’intervento di Massimo che afferma essere Balzani non nuovo, non lontano dagli apparati, ricorda che è stato consigliere e che ha militato…si scaglia contro il nuovismo contagioso…Massimo, forse non ti conosco, ma spero tu stia scherzando…dove sarebbe il nuovismo che ci sta investendo nella conduzione politica locale o nella pratica amministrativa di Forlì? E perchè usi gli stessi argomenti che Berlusconi usava contro Veltroni?
Fare parte di un apparato significa ben altro che essere stato consigliere. Significa per decenni aver ricoperto incarichi come assessori o nei ministeri o come presidente di società o fondazioni, essere stato sindaco, aver fatto sempre parte degli organismi dirigenti, anche ristretti… Balzani vive della sua professione di docente, non mi risulta sia mai stato stipendiato da partiti, e per questo e per tanto altro, caro Massimo, non puoi mischiare le carte nascondendole nella manica. E’ gioco da baro.
E qui voglio dichiarare, a scanso di equivoci, la mia grande stima, per altro da vecchia data, in Nadia Masini. Aver ricoperto quegli incarichi non è una colpa. E’ un merito.
E ha dimostrato sempre grande capacità e onestà. Spero anche che legga queste mie modeste considerazioni, perché nel momento stesso in cui riaffermo la mia stima, che lei ben conosce, ribadisco anche che nelle primarie non la voterò. E sosterrò Balzani. Perché credo nel progetto di rinnovamento e discontinuità che porta avanti con grande chiarezza di intenti.
Perché attorno a lui si è aggregato un gruppo di persone anche eterogeneo, di diverse aree culturali e provenienze politiche, accomunati dalla passione politica e dalla voglia di creare il “nuovo”, non il nuovismo ,e questo aggregarsi è esemplificazione di come dovrebbe essere il Partito Democratico. So bene che anche qui c’è qualche uomo d’apparato, non sono nato ieri… ma la densità non è equiparabile! E ho visto e letto, in quell’aula gremita il 21 novembre, la grande voglia di contare e partecipare di tanti cittadini. Questo sarà condizionante, questo entusiasmo è la novità. La stessa atmosfera che ho visto a Roma o negli scioperi per la scuola.. Quella cosa che ha fatto ritirare i miei ipercritici tarli nel legno…Quell’entusiasmo che sarà decisivo nelle elezioni vere per sconfiggere un ringalluzzito centro destra locale.
E poi ho visto la foto, sul Carlino, del comitato pro-Masini… Massimo, stai tranquillo! Lì il virus del nuovismo non attecchisce!
L’apparato intero nel suo splendore di sorrisi e polvere!
Ho letto qualche commento, su RomagnaOggi: “questo sarebbe il nuovo? Ma questo è l’ancien regime!” Eccessivo, certo, nell’accostamento. Ma temo che lo slogan “discontinuità nella continuità” non sia molto credibile agli occhi dei Forlivesi e non sarà il miglior modo per raccogliere consensi.
Sull’apparato, e sul perché ritengo abbia bisogno di una grande opera di rinnovamento, vorrei tornare con un altro intervento prossimo, perché il discorso è lungo e vorrei essere ben chiaro e non frainteso, e dato che l’ora in cui sto scrivendo è tarda, e persino i miei tarli sono andati a letto, chiudo qui…a presto, con la puntata specifica…
Denio Derni
Cara Gessica,
anche il mio sarà l’ultimo intervento sul blog su questa questione specifica, chè è giustissimo che il confronto continui faccia a faccia, anche e soprattutto coinvolgendo gli altri ragazzi (che avranno certo la loro da dire al proposito)
Ma, se non l’avessi ancora capito, è proprio stato questo il motivo della mia precisazione sul blog (e peraltro sarebbe finita lì)
Se tu avessi informato tutti noi, prima, e faccia a faccia, della tua decisione, ognuno di noi ragazzi/E avrebbe potuto darti la propria personalissima opinione. Poi libera di fare le tue scelte che però, indirettamente, rappresentano tutti noi. La tua è, dopotutto, una carica politica. E le strumentalizzazioni del caso sono già partite, com’era ovvio e naturale.
E concludo: se avessi letto più attentamente e senza le pregiudiziali del caso, non insisteresti sull’attacco personale: questa è davvero demagogia politica, di vecchia politica.
Il mio non è un attacco personale, ussignor! Ma dato che io di politica non me ne sono mai occupata, forse tu sei più esperta di me e anche se non la chiamerei saggezza, ti riconosco certo l’anzianità di servizio.
Forse è di un po’ meno “politica” che abbiamo bisogno, e di un po’ più di trasparenza e partecipazione. Questo è il nuovo, e non il nuovismo
procediamo uniti e con serenità, per carità!
Ciao,
Sara Samorì
Il profilo riformista da conquistare, le resistenze da superare
Il 25 ottobre può avere segnato una svolta nel cammino che porta a fare nascere in forma compiuta il più grande partito di centrosinistra italiano, riformista e innovatore, soggetto credibile per una azione politica volta a cambiare il paese facendolo uscire da una lunga fase di stagnazione economica e peggioramento della condizione sociale.
La speranza non è legata solo al segnale arrivato al vertice del PD dalla straordinaria partecipazione popolare, ben oltre le previsioni di una vigilia inquieta per le divisioni al vertice e l’affannoso procedere ad ogni livello; una mobilitazione e una presenza di massa che, questo è il punto, ha superato quella della destra del dicembre 2006.
Ancora più importante è che si è realizzata una prima saldatura tra una base frustrata dalla sconfitta elettorale e gruppi dirigenti che ancora devono esprimere le potenzialità, e le promesse, del manifesto di nascita del partito nuovo, innanzitutto con il cambiamento dell’etica e del modo di fare politica, oggi nella battaglia di opposizione.
Il contrasto a un governo di destra che procede imponendo le sue scelte senza discutere ne con le categorie e i gruppi sociali colpiti da provvedimenti che tagliano importanti servizi pubblici – prima la sicurezza adesso la scuola – ne con le forze politiche e in parlamento in modo corrispondente alla serietà dei problemi da affrontare.
Non c’è contraddizione tra azione nelle istituzioni e iniziativa di mobilitazione popolare (Follini stia tranquillo) ma occorre saldare i due momenti per evitare che militanti e cittadini partecipino solo guardando la TV; e questo comporta il dovere, per i dirigenti di ogni livello e i rappresentanti istituzionali, di studiare i problemi, elaborare proposte, rapportarsi con la base del partito e gli elettori attivando i Circoli e tenendo conto di quanto esprimono.
Dunque è giusto e necessario manifestare in piazza il dissenso e la protesta per le decisioni inique del governo ma occorre pure mettere in campo proposte alternative, chiaramente riformiste e di lotta decisa alla conservazione.
Ad esempio, mi sta bene lanciare l’idea di un referendum contro il decreto Gelmini, comunque difficile da impostare e fare approvare, ma più necessaria e incisiva sarebbe l’organizzazione degli “stati generali” sul sistema formativo per discutere del suo funzionamento, cambiare quello che non va bene a partire dalle medie superiori e dalle università, eliminare inefficienze, assetti e pratiche di potere che costano tanto e sono moralmente riprovevoli.
Altrettanto importante è dimostrare coerenza nella battaglia per difendere salari e pensioni dall’aumento dei prezzi e da una tassazione esagerata, ciò in funzione sociale e come contributo alla ripresa del mercato interno e dell’economia; ma allora le critiche al governo devono andare di pari passo con iniziative regionali e locali volte allo stesso scopo, influendo su alcuni fattori che determinano anch’essi la perdita di reddito delle famiglie.
Ad esempio, attenuando selettivamente elementi di fiscalità e agendo sulle rette, sopratutto imponendo alle aziende a prevalente proprietà pubblica di ridurre le tariffe dei servizi gestiti in assenza di concorrenza, riconducendo il tasso di remunerazione dei capitali investiti al livello comunemente indicato per le attività d’impresa senza rischio.
E’ poi successo che tra gli entusiasti dell’intervento dello Stato nelle banche in difficoltà per il ciclone che ha investito la finanza mondiale sono finiti alcuni Sindaci di Comuni diventati imprenditori con le multiutility, i quali hanno colto l’occasione per proclamare che l’Ente pubblico deve continuare a fare questo improprio mestiere.
Così, mentre la destra si straccia le vesti per la conversione neo statalista e si affanna a promettere la provvisorietà dell’intervento (qualche dubbio in proposito) e il PD giustamente sottolinea che il riformismo non può accettare il ritorno alle partecipazioni statali, a livello locale non ci si pone neppure il problema di un percorso di uscita da un sistema di gestione definito “socialismo municipale” ma che in realtà è tutto il contrario, e a danno degli utenti.
Percorso che dovrebbe passare innanzitutto dalla costituzione di Autorità di regolazione indipendenti per i servizi non assoggettati a quelle nazionali e da sistemi di governance dualistici delle aziende – Consiglio di gestione e Consiglio di sorveglianza, fattispecie prevista dal codice civile - per fare partecipare al controllo di società troppo legate alle finalità della Borsa rappresentanti di piccoli Comuni, delle associazioni dei consumatori e dei dipendenti.
Da tutto questo risulta chiaro che il PD è solo all’inizio del percorso riformista, le resistenze conservatrici sono forti.
Come forti sono quelle per dare un volto nuovo, come progetto politico e immagine dei candidati, alla iniziativa politica in vista delle elezioni amministrative che, in non pochi Comuni, si presentano difficili e affatto scontate.
Laddove le candidature si decidono con le primarie si avverte che il “continuismo” si coniuga, in alcuni importanti campi, con la conservazione di politiche di governo che non si conciliano con la necessità del cambiamento.
Scendono poi in campo apparati del partito che dovrebbero essere neutrali tra i vari candidati e, stando almeno all’apparenza, persone assegnatarie in partenza di ambite cariche negli Enti elettivi o in quelli derivati; il tutto senza considerare gli effetti perniciosi sulla mobilitazione elettorale se vince chi è stato sostenuto in modo scorretto.
Così come si nota che la ricerca del consenso per i candidati in alcuni casi avviene richiamando e facendo pesare le precedenti esperienze politiche e appartenenze partitiche, cioè negando la principale premessa costitutiva del PD.
In questo modo si offuscano i due essenziali riferimenti per la scelta tra candidati diversi: l’immagine e la sostanza del necessario cambiamento, la persona che ha più possibilità di successo elettorale conquistando voti nuovi.
Ecco la dimostrazione che il cammino è ancora lungo e la conservazione è il primo ostacolo da superare.
Chiuso alle ore 12,20 di sabato 1 novembre 2008 Giorgio Zanniboni
Forse sono stato male interpretato, la mia era solo una considerazione sul fatto che non si può secondo il “mio” punto di vista considerare Balzani nuovo della politica. Magari si può dire che ha idee nuove rispetto alle posizione fino a qui espresse dai Ds o dalla Margherita, su quelle possiamo aprire il serio dibattito che occorre.
Ma siccome sento per ora invocare quasi sempre il fatto, da una parte come dall’altra, di voler rinnovare le posizioni con le facce più che con le idee, non mi piace molto la situazione. Il fatto che mi si paragoni a Berlusconi mi spaventa, siamo già arrivati a questo punto?? Eppure ho la tessera del PD, non ho mai fatto politica fino a ottobre dell’anno scorso. Forse dovrei pensare di aver perso la retta via, ma non credo. Aspettando di sentir parlare di programmi, e di scegliere il candidato migliore. Un saluto. Massimo
Caro Massimo,
(chissà perchè qualcuno continua a non avere il coraggio delle sue posizioni…. direi “contributi senza…attributi”!)
hai comunque ragione: prima ascoltare poi decidere.
Se ne hai voglia questa sera l’appuntamento è al Diagonal, ore 21.
Intanto, se per caso il 21 ottobre non eri presente alla sala di Santa Caterina, alla prima delle iniziative “Apriti Forlì”, posto qui di seguito l’intervento di Roberto Balzani
Marina Flamigni
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Buonasera a tutti,
vi ringrazio per essere qui, stasera. Quello che debbo fare è spiegare a voi la ragione per la quale io ed un gruppo di persone piuttosto eterogenee, ma - vi assicuro - estremamente interessanti, ci siamo buttati in questa avventura.
Molti ormai lo sanno. Non sono un uomo politico, se per politico s’intende una persona che fa dell’amministrazione della cosa pubblica la propria occupazione prevalente. La mia esperienza è diversa. Sono un insegnante; un docente universitario
Mi sono, certo, sempre occupato di politica come cittadino. E, in particolare, della partecipazione politica, cioè del modo con cui i cittadini tengono, o cercano di tenere, le mani sulla democrazia.
E qui, dopo tante speranze e tante illusioni, ho incrociato il progetto del Pd. Il Pd prometteva esattamente quello che cercavo: competizione per la leadership, primarie, trasparenza delle scelte, frequente ricambio del gruppo dirigente, parità di genere, iniezione di energie giovani a fianco di persone di più consolidata esperienza.
Mi sono detto: “forse questa è la volta buona!“. Basta con le ipoteche ideologiche del XX secolo, con gli “ismi” del vecchio mondo. Il XXI secolo ha bisogno di aria nuova, perché nuovi sono i problemi: gigantesche trasformazioni economiche, il valore decisivo della questione ambientale, la riclassificazione delle forze sociali, ecc.
Poi ho commesso ancora un errore: quello di pensare che bastasse votare il Pd, perché questo piccolo “miracolo” si compisse. Naturalmente, non era vero. Non basta. Ci vuole impegno e disponibilità e pazienza. E allora, proprio quando, ancora una volta, mi sono trovato sul limitare del ripiegamento definitivo sulla mia primaria attività, mi sono detto: facciamo l’ultimo tentativo.
Ed eccomi qua, a testimoniare che il Pd è vivo, perché attraverso il confronto civile fra opinioni diverse possiamo scrivere una nuova, nella pagina di storia della democrazia forlivese. Qui non si costruisce una fazione o una corrente. Qui si FA fisicamente, attraverso la materia versata nel crogiuolo delle primarie, quella fusione di idee, di passioni, di storie che rappresenta il progetto più alto del Pd. E che è un obiettivo ancora tutto da raggiungere.
Il bello di questa opportunità è che si rivolge a tutti, non ai soli iscritti del Pd: tutti i cittadini possono partecipare alle primarie, versando un piccolo obolo simbolico di 2 euro. Quindi, il Pd si mette in gioco e consente ai suoi potenziali elettori di indicare la leadership. La trovo un’idea magnifica, che anche il centro-destra dovrebbe utilizzare per dare il senso di un cambiamento di stile che - a mio avviso - dovrebbe coinvolgere tutto l’arco politico, da destra a sinistra.
E tanto più questo è importante, in quanto le leggi elettorali, approvate dal centro-destra eliminano per il cittadino la possibilità di scegliere il candidato. I cittadini devono fidarsi dei partiti che costruiscono le liste. Ebbene, io trovo questa modalità profondamente errata.
Ho pensato, mettendo la mia faccia in questa partita, di rendere un doppio servizio: al Pd e ai cittadini di Forlì. Non sono così ingenuo da credere che questa via sarà semplice, perché il Sindaco uscente, Nadia Masini, è una persona eccellente e proviene da una solida tradizione amministrativa. Come ho già detto, se dovessi risultare soccombente, non accetterei incarichi politici e amministrativi e tornerei a fare il mio mestiere. E’ vero, però, che tutte le persone che si saranno battute al mio fianco costituiranno a quel punto un prezioso deposito d’esperienze e di passioni al quale non potrà non attingere - se vorrà davvero vincere le elezioni “vere” - il candidato sindaco ufficiale.
Io farò un passo indietro, ma combatterò perché loro, se lo desiderano, abbiano la possibilità di farne uno avanti. E farò fino in fondo la campagna elettorale per il candidato del centro-sinistra.
Dunque, candidatura di servizio, candidatura pedagogica, dimostrativa, esplicativa di un’idea di democrazia semplice, spontanea, dal basso. Vorrei dare un po’ di speranza a tanti che l’hanno perduta e che considerano la politica solo una schifezza. E vorrei farlo, affermando nettamente alcune idee chiare e precise:
1. discontinuità con uno stile che i cittadini sentono ormai estraneo e remoto (l’idea del palazzo, dei luoghi oscuri e riservati della politica, in cui pochi decidono per tutti: vero o falso, è sentimento diffuso);
2. inserimento di energie fresche e di competenze;
3. applicazione del limite due mandati per rendere il cambiamento strutturale;
4. affermazione della politica come “servizio a termine”, principio che naturalmente applicherò per prima cosa a me stesso;
5. introduzione di un’anagrafe pubblica degli eletti e di un codice etico per gli amministratori stringente e preciso.
Dobbiamo essere una casa di vetro: trasparente.
Questo per cominciare.
Ma che cosa è in gioco, in fondo? Il futuro della città.
Ed è logico che, nell’approssimarsi delle primarie, si ascoltino i cittadini e si facciano proposte, circolino idee, emergano progetti. Lo faremo anche noi, nelle prossime settimane, con tre iniziative ad hoc.
E’ vero, non sono mai stato un amministratore comunale: gli amministratori, nella mia vita, li ho solo studiati come soggetti della storia. E infatti non pretendo di avere - come i politici - una risposta a tutto.
Molte cose non le conosco, molte cose le sto imparando (e insieme a me, il comitato promotore). E’ una grande operazione di autoeducazione: ascoltiamo, riflettiamo, ci confrontiamo. Chi vuole può aggregarsi, su un piano di parità. Una esperienza formidabile di democrazia dal basso.
Posso assicurarvi una cosa: so studiare, ne ho sempre avuta voglia. E il lavoro non mi spaventa.
Posso darvi alcuni rapidi cenni di un discorso che dovrà meglio sostanziarsi in futuro.
In primo luogo, la visione della città. Non c’è città, se non c’è visione, se i cittadini non sono conquistati da questa visione. La crescita urbana, negli ultimi anni, è stata disorganica e tumultuosa. Parti intere dello spazio urbano non dialogano fra loro. Immagino il centro come grande piattaforma dell’integrazione sociale e dell’identità, che dia centralità alle persone e alle famiglie. Perché l’urbanistica non si occupa solo di case da costruire o di strade. Può influire sulle dinamiche della vita di tutti noi.
Integrazione: perché ci aspettano tempi bui. E noi dovremo difendere i nostri standard di servizi alla persona. Lo dovremo fare con una politica di bilancio rigorosissima, perché ogni euro risparmiato dal municipio deve andare nei servizi diretti che servono a tutti coloro che vivono nello spazio comunale. Per questo, anche i politici dovranno fare sacrifici: prima di tutti gli altri. Anche loro dovranno liberare risorse. Ci saranno meno poltrone, a meno che non siano davvero utili.
Si dovrà verificare ciò che serve realmente tenere in piedi, e ciò che è meglio chiudere.
Dovremo verificare i nostri atti. I cittadini debbono sapere se un progetto funziona o no, se un investimento ha dato i frutti sperati, o si trasformato in una catastrofe. Verifica, dunque; con procedure chiare e trasparenti. E’ necessario.
Ancora. Ci vuole un orizzonte più largo per la politica e l’amministrazione della città. Non possiamo pensare di risolvere da soli i grandi problemi infrastrutturali. Occorre muoversi. Va ricostruito un rapporto col territorio oggi frammentario e carente. Di più:
Forlì deve tornare ad esercitare il ruolo di “capoluogo” per comuni del comprensorio,
in senso positivo, di collaborazione e di crescita comune. E poi c’è l’idea della fondere le province, dal basso, a partire dalle necessità nostra, dei cittadini. Un’ipotesi per ridurre i costi della politica e raggiungere una scala sufficiente alla soluzione di problemi grandi.
Ci sono tante altre cose da dire, ma ci sarà tempo e modo per farlo.
Forlì, un città laboratorio:
di idee per noi cittadini (la visione integratrice), per la regione e per la nazione. Una spinta a dare il meglio di noi stessi, proprio ora, che il futuro è incerto e in giro c’è tanta paura.
Solo per questo, almeno per me, ha senso lanciare questa sfida. Apriti, Forlì!
Roberto Balzani
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@sara
Apprendo con piacere dell’interesse per le mie chiome ed essendo tirato in ballo (non parliamo delle mie gambe) porto qualche spunto alla discussione.
Premetto che ritengo che chiunque abbia il diritto di fare politica trovo sconcertante è il fatto che si attacchi qualcuno per cose che fatte da altre persone non destano alcuno sdegno.
A) sono stati fatti attacchi a un anonimo funzionario di partito e alla segretaria dei giovani democratici per un loro impegno a favore della Masini. Quando però ad appoggiare l’altro candidato sono funzionari di associazioni, che anche loro, applicando questi concetti, dovrebbero essere neutrali, non sento levarsi voci di dissenso.
B) Premesso che dissento da Pilotti lo cito: “Lei che fa politica da quando era in fasce sa bene che se un coordinatore di un movimento giovanile fa una scelta non può essere a titolo personale ma è una precisa scelta politica, che coinvolge tutta l’organizzazione.”
Suppongo che ciò valga anche per gli adulti.
Roberto Balzani è presidente dell’Ass.Mazziniana Italiana, che ha uno statuto che recita:
art 9 – Attività
comma 1. L’A.M.I. si asterrà da appoggiare nelle competizioni elettorali politiche o amministrative, singoli partiti o candidati.
Mentre nei casi sopracitati non vi sono norme statutarie ostative, in questo caso è evidente un conflitto se non d’interessi almeno di funzioni, che già qualche discussione ha provocato, vedi gli interventi di Valbonesi sulla Voce, tra gli iscritti all’AMI, anche perchè a differenza del PD o dei GD quell’area è divisa tra noi e il centro destra.
Vuole Pilotti e chi la pensa come lui essere conseguente?
C)se il programma dei candidati non sono ancora pubblici, con che criterio firmeranno la candidatura i membri dell’assemblea comunale? e su che base si raccolgono le firme dei cittadini per Balzani? Per la Masini i 5 anni di mandato sono già una base programmatica, ma non individuo i criteri per firmare per Balzani.
Quanto all’agorà del XXI secolo si guardi attorno. E’ una ZTL con pochi permessi, e tutti di parte, quando qualcuno interviene in dissenso viene rapidamente multato anche quando usa toni soft, come Massimo.
@denio derni
vorrei tranquillizzarla circa le condizioni dei miei attributi, il mio nick è il segreto di pulcinella,lo conoscono decine di persone, non riesco a capire come non sia stato scoperto… consideri la ricerca della mia identità un mio modesto contributo al “brain training” dei frequentatori del sito.
Peraltro una delle ragioni che mi spinse ad usarlo era una mia ritrosia a dissentire con persone per cui provavo stima, e simpatia. Ma il tono e l’atteggiamento tenuto su questo sito, mi sta facendo ricredere su molte opinioni.
Per tutti i frequentatori del sito, segnalo che alla pagina http://www.forliperbalzani.it/dicono-di-me/
Roberto Balzani risponde alle varie obiezioni e considerazioni che vengono sollevate circa la sua candidatura alle primarie.
Segnalo anche che alla pagina http://www.forliperbalzani.it/questionario/ è possibile scaricare il questionario della campagna d’ascolto “Prima ascoltare. Poi decidere” che può essere consegnato ai banchetti presenti in vari punti della città fino al 16 novembre (es: piazza Saffi nei giorni di mercato) oppure agli eventi del ciclo “Apriti Forlì”.
I prossimi appuntamenti sono questa sera, 3 novembre, al Diagonal Loft per parlare di scuola e cultura e domani 4 novembre al Madamadorè per vivere insieme l’andamento delle elezioni americane.
Tutte le informazioni sempre aggiornate sul sito http://www.forliperbalzani.it
La faziosità di Ramon Turone, nonché i suoi toni sempre calati dall’alto (non di mero dissenso ma sempre di puntiglioso attacco), credo siano un tratto saliente del suo modo di concepire la politica. Ci rassegnamo e lasciamolo sostenere in questo modo uno dei due candidati del nostro partito, ovvero il Pd (perchè il pd oltre alle persone come Ramon Turone - che immagino abbia moltissimo tempo da dedicare alla costruzione di dossier contro il candidato Balzani, anzichè fare altre cose più costruttive), speriamo che i sostenitori della Masini (cosa di cui sono convinto peraltro) abbiano altri toni, altri argomenti, altri modi di confronto. La partita con ramon è persa perchè per lui il confronto deve essere scontro, e questo NON è lo spirito delle primarie, per lo meno per chi vuole primarie vere, utili al Pd, e primarie per vincere le sfide di Forlì e del territorio forlivese (visto che parliamo del capoluogo).
Invito poi Ramon ad una rettifica: qui non c’è un blog che parla, ma singole persone - che in genere hanno la buona creanza - di firmarsi. E ognuno risponde per sè. Un blog non è una proprietà.
Altra cosa, infine, metodologica e etico-politica: anche se si dissente da qualcuno (che si stima o che si rispetta )- in forme anche nette - che male c’è nell’esprimerlo nei dovuti modi e in trasparenza? Credo sia il senso profondo del confronto e dell’agire democratico. Ma anche su questo possono esserci opioni diverse, naturalmente.
Con questo chiudo le conversazioni con Ramon, le ho riprese perchè alcuni suoi spunti andavano oltre il dialogo con lui ponendo questioni più generali sulle quali credo sia bene mettere a fuoco gli aspetti rilevati e non dare adito a fraintendimenti.
E’ stato attivato anche il sito di Nadia Masini:
che chiedo al webmaster di inserire nel blogroll dando le debite informazioni che perverranno anche nella sezione primarie.
Questo sito è da sempre uno spazio aperto, e tale sempre rimarrà, per costituzione e per sua ragion d’essere.
Che poi da questo sito, fin dall’inizio e in sintonia con lo spirito del Pd guidato da Veltroni, siano spesso emerse posizioni favorevoli alle primarie è solo un atto di coerenza di molti militanti, dirigenti, simpatizzanti del Pd. E questa coerenza ognuno cerca naturalmente di coltivarla. Nel rispetto degli altri e argomentando le proprie posizioni.
scusate, ecco il sito del Comitato “Con Nadia per Forlì”
http://www.nadiamasini.it
Una rettifica su una frase che mi è saltata:
Ci rassegnamo e lasciamolo sostenere in questo modo uno dei due candidati del nostro partito, ovvero il Pd (perchè il pd oltre alle persone come Ramon Turone - che immagino abbia moltissimo tempo da dedicare alla costruzione di dossier contro il candidato Balzani, anzichè fare altre cose più costruttive - è fatto di tante altre persone, con ben altre modalità di pensiero e azioni); speriamo che i sostenitori della Masini (cosa di cui sono convinto peraltro) abbiano altri toni, altri argomenti, altri modi di confronto.
Colgo l’occasione per rinnovare - li avevo già formulati pubblicamente nel corso di un intervento nell’ambito di una DIREZIONE TERRITORIALE - il mio in bocca al lupo a Nadia Masini, e congiuntamente a Roberto Balzani.
Le buone regole del confronto partono dal riconoscimento e dal rispetto, quello che Ramon Turone non ha per chi non la pensa come lui.
*Rispetto* questo chiede - in ogni luogo - un democratico esigente e che cerca di essere coerente.
Qualcuno sa dirmi chi dovrebbe essere il terzo candidato alle primarie?
Un po’ di leggerezza anche per svelenire i toni. Brevi risposte a margine.
a)Esimio Ramon Turone, si tranquillizzi pure Lei. La mia non voleva essere una così intima ingerenza.Le assicuro che in vita mia non mi sono mai interessato agli attributi altrui, nè tantomeno preoccupato del loro stato di salute.Permane il fatto, mi permetta, che i suoi attributi rimangono, in tutta evidenza…come dire…un po’… ANONIMI.
Pura tautologia, come Lei simpaticamente comprenderà.
b)Caro Massimo, assolutamente non ti ho paragonato a Berlusconi. E se l’hai inteso così mi dispiace e me ne scuso. Intendevo solo dire che l’argomentazione del negare il nuovo mi ricordavano in un certo modo alcuni strumenti dialettici usati dal Silvio Nazionale. Peraltro rispetto il tuo ragionamento e capisco la tua diffidenza, legittima. Penso che tu sia molto più giovane di me.Io ho visto scorrere dal 68 in poi tanto vecchiume e tanto nuovismo, tante speranze e tante cocenti delusioni, tante passioni e tante amarezze.Pensi che non abbia maturato anch’io un po’ di sana diffidenza?E un minimo di capacità di analizzare i movimenti politici, le contraddizioni e i punti critici?
Pure,posso dirti che a mio parere (poi tu sei libero di non crederci e di pensarla diversamente) la candidatura di Balzani è la più grossa novità politica che sia apparsa nella stagnante Forlì da alcuni decenni. E una occasione grande per un rinnovamento di cui questa città ha un bisogno vitale. Se puoi e se vuoi,ficcaci il naso, le mani e la tua voglia di politica alta.Con simpatia…Denio Derni
Buonasera o forse è meglio dire buona notte!!
Intervengo solo per rispondere a Massimo Zoli circa il terzo candidato alle Primarie a Sindaco di Forlì.
Premetto che ho sempre pensato che le primarie siano uno straordiario e meraviglioso strumento di democrazia. Certamente anche per questo motivo ho apprezzato la felice scelta del PD di poter dare voce a tutti coloro che lo ritenevano opportuno scegliendo con questa modalità il proprio segretario nazionale.
Il 14 ottobre 2007 centinaia e centinaia di persone in file composte si recarono ai seggi per votare ed esprimere la loro idea di partito ed indicare il proprio segretario. Auspico che anche le Primarie del 14 Dicembre 2008 nella nostra città, ci possano stupire per la grande partecipazione e adesione. Ciò significherebbe che il PD è stato in grado di esprimere candidati competenti, qualificati e coinvolgenti che hanno saputo esprimere un grande entusiasmo nei cittadini forlivesi. Le candidature fino a questo momento pervenute sono tre ( è necessario comunicare la disponibilità entro e non oltre il 5 Novembre).
Come saprete oltre al Sindaco Nadia Masini e al Prof. Roberto Balzani, ha presentato ( ieri pomeriggio) la sua candidatura la sig.ra Graziella Polmonari. Ovviamente a parte il Sindaco in carica, alla quale non servono firme di sottoscrizione per la sua ricandidatura, gli altri candidati dovranno reperire i sostenitori in numero e qualifica diversi secondo i regolamenti nazionali e regionali reperibili anche nel sito http://www.pdforli.it nel link delle primarie!!!
Il termine della presentazione delle firme è il 18 Novembre alle ore 12,00,effettuate le opportune verifiche, solo dopo quella data sapremo con certezza quali e quanti candidati si sfideranno alle Primarie!!
Questo dovevo per doverosa informazione, Buona Notte!
Elisa Massa, Segretaria Comunale PD Forlì
Da Romagna Oggi:
“Si infiamma la campagna elettorale per le primarie del Partito democratico a Forlì. A sostegno del sindaco Nadia Masini si schiera anche l’ex ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Il ministro del governo ombra del Pd sarà a Forlì venerdì 28 novembre (ore 21, Fiera di Forlì) con una assemblea pubblica dedicata al futuro di Forlì. Assieme a lui anche Roberto Pinza.
Da democratico testimone, finalmente, di un processo di scelta appunto democratica di un candidato sindaco, di primarie vere, sono costretto ad assistere all’ennesimo sbeffeggiamento delle regole (scritte e non scritte) che ci ricordano che questa competizione avviene all’interno dello stesso partito per fare emergere i programmi e le persone che meglio possano rappresentare la sfida per le amministrative.
Cosa c’entra Bersani. A nome di quale partito un comitato invita un ministro ombra a spalleggiare uno o l’altro candidato? In quale ruolo Bersani indicherà la sua preferenza per la Masini? in nome del PD o in qualità di semplice amico, All’interno di quale logica la Masini sceglie di farsi incoronare da un massimo dirigente del partito nazionale?
La “sfida del rinnovamento” che va declamando va anche attuata nei fatti e nei metodi.
Si impegni la Masini ad affrontare il suo sfidante Balzani in incontri pubblici, nei circoli, nelle piazze, nelle televisioni, invece di ricercare testimonial che dovrebbero pensare a ben altro.
Un appello, quindi al Comitato con Nadia, perchè invece di affannarsi ad inseguire i big della politica nazionale, pensi a Forlì e consigli il nostro Sindaco ad incontrare pubblicamente Balzani. questa sarebbe la vera “sfida del rinnovamento” !
Vorrei ringraziare la sig.ra Polmonari per l’impegno, la determinazione e la correttezza con la quale ha intrapreso la sfida delle primarie.
Non ha raggiunto il quorum ma ha commentato: “E’ stata un’esperienza importante e divertente. Sono stata tra la gente, ho conosciuto un sacco di persone e ho parlato con loro dei problemi che vorrebbero venissero risolti, di quale visione della città hanno per il prossimo futuro. E da questi incontri è emersa “una grande voglia di cambiare, perché c’è un po’ di malcontento; ancora non ho deciso se appoggiare Roberto Balzani; aspetto di leggere il suo programma; mi discosto però dal sindaco Masini, perché la gente ci chiede il cambiamento, ha voglia di rinnovare”.
Un’impegno per la città e per il partito che merita il plauso di tutti i democratici e che dimostra che il partito è vitale e c’è una gran voglia di partecipare e di contribuire al miglioramento del nostro territorio.
Una testimonianza, ulteriore, della voglia di cambiamento che pervade la nostra città.
Bersani
Pierluigi Bersani sta facendo la conta. La conta degli amici pronti a sostenerlo nell’assalto alla segreteria del Partito nell’autunno 2009.
E’ naturale che venga a sostenere Nadia Masini, ma deve essere chiara una cosa: in questo modo l’attuale sindaco scende in campo tra gli “antiveltroniani”.
Caro Pilotti,
tu che sostieni Paolo Lucchi, non hai avuto nulla di dire quando Bersani è andato l’altro giorno a Cesena per lui?
Va a finire che anche tu sostieni un antiveltroniano… (a Cesena).
Quando Bianco è venuto a Forlì nessuno ha avuto nulla da eccepire.
Cari amici confrontiamoci su argomenti un po’ più consistenti.
Marco Errani
Io sostengo insieme agli amici Liberal PD e con convinzione la candidatura di Paolo Lucchi a Sindaco di Cesena.
Una candidatura che nasce da un persorso di ascolto e che ha saputo nelle politiche sociali e ambientali esprimere dei contenuti fortemente innovativi.
Paolo Lucchi è certamente più vicino a Pieluigi Bersani che a Walter Veltroni però ha avuto la ragionevolezza di dialogare con tutte le anime del partito.
Domenica sarà con assoluta certezza eletto candidato sindaco del PD.
A Forlì la questione è diversa. C’è un Sindaco che ha scelto di ricandidarsi non ascoltando la pancia del partito che da mesi non la riteneva candidato in sintonia con la città.
Con Roberto Balzani si sono schierati i veltroniani storici (che a Cesena sono organicamente a sostegno di Lucchi) insieme ad altre aree e sensibilità che hanno raccolto 1/3 del gruppo dirigente.
La venuta di Enzo Bianco a Forlì, già programmata da agosto, non ha nulla a che vedere con la partecipazione del ministro ombra del Partito, di tutto il partito, ad un’iniziativa di uno dei due candidati.Ci sono ruoli e responsabilità che coinvolgono il gruppo dirigente stretto.
Pierlugi Bersani commette un errore che un esponente del suo rango non dovrebbe commettere.
il capogruppo in consiglio comunale PD ha ragione, confrontiamoci su argomenti un po’ più consistenti…come portavoce (a suo dire) del primo partito cattolico cittadino che ne pensa se parlassimo della dottrina della giustificazione?
saluti
do’ ragione a Marco Errani,nulla da eccepire su Bersani.Confrontiamoci su argomenti un po’ più consistenti. Per esempio, per meglio confrontarci, facciamolo un faccia a faccia fra Nadia e Roberto. Caro Errani, adoperati per convincere il sindaco uscente ad accettare un confronto che Balzani ha già chiesto e che viene invece negato da Nadia. Perchè? qual’è il problema? Ci si fortifica con dirigenti nazionali e si rifiuta un confronto sereno in città? Fra l’altro ho visitato il sito di Nadia con curiosità:volevo vedere lo spessore del dibattito, gli interventi, il dialogo con la città.Ho invece trovato solo spot,fotografie di riunioni e di volantinaggi in piazza modello gita scolastica;un sito chiuso e barricato, non accessibile dall’esterno, arroccato. Immagine speculare di una idea del governo della città. Mi sembra molto diverso lo stile dal sito di Balzani, blog aperto, o da questo dove tu puoi intervenire.
Errani, d’accordo, confrontiamoci. In tutti i luoghi che vuoi.Insisti. Lavora per un faccia a faccia. Attendo un tuo assenso, prima di scrivere ai giornali un giorno sì e uno no per chiedere che ciò avvenga.
Intervengo anche io sull’appassionante tema : Bersani sì, Bersani no. Considero grave che il Ministro Ombra dell’Economia , invece di venire a Forlì per sostenere il processo democratico delle primarie e , soprattutto, dire cose sensate sulla crisi e le prospettive per il futuro, venga a fare spot pubblicitari per qualcuno, anche se questo qualcuno è il sindaco uscente che si ricandida. Sono tutte vere le considerazioni di Denio, un processo di apertura vera alla città, dovrebbe comprendere il confronto diretto tra i due candidati, i cittadini forlivesi hanno la maturità per assistere, non è uno spettacolo vietato ai minori !
Il problema vero è che in questo momento nel PD nessuno sta ragionando su quale futuro e quale tipo di sviluppo economico, di fronte ad una crisi che sta modificando equilibri ed assetti mondiali.
Non ci si sta ragionando a livello locale, vedi l’ennesima conferenza di sabato scorso in cui si sono fatte analisi scontate, ma neppure a livello nazionale. Ormai anche Bersani è espressione di questo modo vecchio di fare politica, senza una visione del futuro. Per questo gira per l’Italia a fare queste cose, cioè gli spot pubblicitari, invece di costruire proposte serie per il futuro dell’economia, che vadano oltre la pur necessaria indicazione di intervenire a sostegno dei redditi più bassi. Esattamente il modo di fare politica vecchio ed incapace di vedere il futuro, che la candidatura di Roberto Balzani vuole rinnovare.
Mi piacerebbe anche che chi ha ruoli politici retribuiti, all’interno del PD, ed è pagato quindi da tutto il partito, si astenesse dal continuare campagne di supporto ad un solo candidato,quando potrebbe utilmente mettersi a disposizione di tutto il processo democratico delle primarie, ad esempio favorendo il dialogo ed il confronto costruttivo tra i due candidati.
Esistono regolamenti al riguardo, che andrebbero rispettati anche a Forlì, ed esistono organi di controllo per garantirne il rispetto, se le parole non bastano.
Da http://www.romagnaoggi.it
Bologna: primarie Pd, cinque i candidati. C’è anche Pasquino
BOLOGNA - Sono cinque i candidati alle primarie del Pd del 13 e del 14 dicembre- Si tratta di Maurizio Cevenini, Flavio Delbono, Andrea Forlani, Virginio Merola e Gianfranco Pasquino.
Quest’ultimo, malgrado non sia riuscito ad ottenere il numero necessario di firme di iscritti al Pd, è stato candidato grazie al sostegno da parte di 46 componenti dell’Assemblea cittadina, pari al 10% del totale, che rappresenta un requisito alternativo al 3% degli iscritti per la candidatura alle Primarie.
segnalo i sondaggi partiti da pochi giorni su romagnaoggi, ci sono delle sorprese!!
ciao
http://www.romagnaoggi.it/sondaggi/
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1562&risultati=1
grande steno!
sorprese come quelle che trovi qui….
se i sostenitori della masini danno peso a queste cose stiamo messi bene…seguiamo piuttosto i consigli di errani e derni.
X- Files….
Cari tutti!!
Vi segnalo i recenti “endorsement” a favore della candidatura di Balzani, chè sono sinceramente convinta che gli appelli delle persone, soprattutto quando sono spontanei, eterogenei e provengono dalla società civile (e non da stantie stanze di partito), siano davvero belli e importanti. Notevoli, davvero: molti sono professionisti a livello internazionale!
Leggete qui:
http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/11/20/108733/
Oh Steno!!!…per fortuna ci sei te a segnalarci questi “strani” fenomeni via etere!!! Grazie: il mondo ora è un posto migliore…..sei meglio di Fox Mulder!!!
In effetti sono rimasta molto colpita da questa tua segnalazione: l’ultima volta (ieri) che ho controllato il sondaggio su Romagnaoggi, Balzani stava circa tra il 40 e 50 per cento, e la masini tra il 50 e il 60.…….adesso sono 35 a 65????????????????
…La teoria di Newton della gravitazione permette di descrivere con accuratezza la maggioranza dei fenomeni gravitazionali nel sistema solare ed in molte situazioni astronomiche: probabilmente anche il sondaggio di romagnaoggi ha preso improvvisamente una deriva, per così dire, “newtoniana”. Giusto, bene: prendiamo spunto dai Grandi! Mitico Isaac…
…O, più semplicemente ancora, è la “patatina” che tira………..giù……….. (oh ragazzi, capita…)
Ultima cosa: Oh Steno!!! ( e Ramone, Archimede, Paperoga, Pluto, Collettivo Sole- Luna etc…) ma chè vergognarsi delle proprie scelte politiche coprendo sempre, dico SEMPRE, la propria identità???
Spero ( credo, certo) che i masiniani in generale siano meno avvezzi a questi giochetti burloni (a cui peraltro siamo già ampiamente abituati, va bene..), e soprattutto a non nascondersi continuamente dietro un “velo” (velina) ed eludere il confronto politico e faccia a faccia che nell’era di internet si fa anche, e semplicemente, firmandosi con nome e cognome…… ma capisco anche questo: il “vedo non vedo” è estremamente seducente…giusto, si..
A proposito: attendiamo con grande trepidazione (più ancora dell’avvento di James Bond e superman) che Nadia si decida a concendersi al confronto che Roberto sta chiedendo da un bel pezzo, e a più mezzi stampa!
Al suo posto posso bene comprendere le ragioni dell’imperituro diniego, ma, voglio dire, a miss Democrazia piace il confronto (e il “corteggiamento“) aperto, Leale, e faccia a faccia…
Cari saluti a tutti!
Sara- Miciomiao- Samorì
METODI NUOVI PER NUOVE PROSPETTIVE
La sfida lanciata dalla nascita del Partito Democratico non consiste solamente nei contenuti politici (in Italia e soprattutto in Emilia Romagna abbiamo una consolidata, seppure un po’ appannata, tradizione di sinistra riformista) quanto nei METODI della politica.
L’innovazione del Partito Democratico sta nel voler rifondare il modo di fare politica valorizzando la partecipazione, il senso di responsabilità di ogni singolo cittadino, la trasparenza e il pluralismo (sempre più necessario in una società complessa e multietnica come la nostra).
La politica come affare di “casta”, di pochi eletti che si ritengono depositari di verità e di soluzioni calate dall’alto che i cittadini devono accettare passivamente come le migliori possibili ha fatto il suo tempo. E i suoi limiti sono sotto gli occhi di tutti.
Nel XXI secolo, dove tutti possono accedere e condividere le informazioni e hanno strumenti e mezzi per esprimere le proprie opinioni, occorre un cambio di passo, un radicale salto di qualità.
Se i modelli che hanno caratterizzato la politica degli ultimi decenni fossero stati ancora efficaci, che bisogno ci sarebbe stato di fondare un nuovo partito?
La candidatura di Roberto Balzani per le primarie a sindaco di Forlì, in assoluta sintonia con lo spirito dello Statuto e del Manifesto dei Valori del PD, ha messo in moto un movimento spontaneo di militanti e di molti cittadini comuni che dopo anni di torpore, di disinteresse o di disillusione si sono sentiti chiamati in causa per partecipare attivamente alla costruzione di un progetto per la loro città.
La polemica sollevata da qualcuno sul fatto che, insieme ad un numero sempre crescente di cittadini attivi (moltissimi i giovani e tantissime le donne), alcune persone con una lunga esperienza politica hanno deciso di sostenere Balzani mi sembra alquanto sterile.
Rinnovamento non significa nuovismo.
Nessuno dei sostenitori di Balzani ha mai detto che tutto il vecchio è da buttare e tutto il nuovo è buono per definizione.
La sfida consiste (sottolineo ancora una volta) nel RINNOVARE IL MODO di fare politica: e c’è chi, non più giovane dal punto di vista anagrafico, dopo anni di impegno politico, l’ha capito e chi invece, a volte anche giovane di età, è ancora legato a sistemi che hanno mostrato ormai chiaramente tutti i loro limiti.
Da oggi la campagna per le primarie entra nella sua fase ufficiale e la mia speranza è che da parte di tutti ci sia l’impegno ad un confronto aperto e leale, così come è stato sancito nell’ultima assemblea territoriale, perchè il nostro obiettivo comune come Partito Democratico è quello di vincere le prossime elezioni amministrative contro le forze della destra, con il candidato che sarà stato capace di presentare il progetto più convincente e di raccogliere intorno a sè il maggior consenso possibile dei cittadini forlivesi.
Maria Teresa Vaccari
Segnalo anche ai frequentatori de LTS, dopo averlo già fatto con le redazioni di Quotidiano e Romagnaoggi, che i sondaggi ospitati sui loro siti web vanno presi con ampio beneficio d’inventario.
Per non dire che non dovrebbero essere minimamente considerati.
Ho verificato che si può votare un numero infinito di volte dallo stesso computer con lo stesso account.
Basta cancellare i cookies del browser utilizzato.
Lasciamo perdere la magra consolazione di questi “sondaggi”, compreso quello del Corriere, tanto tutti stiamo facendo incetta di tagliandi sui quali sempre noi mettiamo le crocette.
La differenza tra noi e loro? La passione.
Sì, la differenza è solo quella ma non è poco.
La passione è tutto e può tutto.
Oggi mi è arrivato il volantino patinato dell’iniziativa con Bersani, Pinza e Masini.
Dietro il progetto di Nadia, ma al sesto capoverso Nadia, non è più Nadia , ma l’on.Masini.
Nadia è l’on., così prigioniera della sua esperienza romana da non riuscire a essere nemmeno nella propaganda il sindaco dei cittadini ma del Palazzo
Sui commenti scritti negli ultimi giorni mi sono trattenuta dal rispondere ma ora voglio dire ad Alessandro che la passione non si può misurare. Soprattutto quella degli altri.
Puoi permetterti di giudicare i metodi, le idee, le proposte…ma la passione no.
Enrico Berlinguer un giorno disse che la politica è ciò che può riempire degnamente una vita. Ma forse anche lui era solo un vecchio professionista di partito dedito a curare i propri interessi personali.
Ci sono persone che fanno politica senza avere mai ottenuto niente da essa. Che si spaccano la schiena alle feste dell’Unità, che portano avanti le attività di un circolo, che sono tesserati da una vita a un partito e che credono ancora che un mondo migliore sia possibile…
queste persone stanno con Balzani, queste persone stanno con Nadia Masini…
Queste persone sono persone che nessuno può permettersi di giudicare. Facendo di tutta l’erba un fascio, decidendo chi di loro vale di più.
Ci sono persone che invece fanno politica da tanti anni, che hanno grande esperienza, che godono ancora della fiducia della gente, che sanno rappresentarla, che costituiscano un punto di riferimento(ma Veltroni ti sembra un novellino???)
Ce ne sono altre che lo fanno solo perchè vogliono ottenere qualcosa o perchè hanno fame di potere.
E queste io le combatto quanto le combatti tu.
Mi amareggia invece constatare che nel mio partito ci sia gente che ragiona come te. Altro che onorevole Masini, è il tuo commento a farti molto poco onore.Questa volta Alessandro dubito persino della tua “veltronianità”. Sai solo parlare di “noi e loro”, solo offrire argomenti di scontro, solo denigrare.Tutto il contrario di quanto Veltroni ha fatto nella sua campagna elettorale.
Ti prego di non scatenare un’altra polemica dopo questo mio post. Non risponderò.
Ciao.
Cara Gessica, che strano modo di dialogare il tuo. Polemizzi e non accetti la polemica. Replichi e non accetti repliche.
Complimenti, comunque, per la tua elezione in Assemblea Nazionale dei Giovani Democratici. Hai certamente un’appassionante carriera davanti.
VOGLIAMO LA LUNA (Roberto Balzani, 16.11.2008)
Ecco, sono queste le cose che non capisco, e cito Gessica quando dice: ”mi sono trattenuta dal rispondere..”..
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Beh, che dire, grazie tante.. non saprei che altro rispondere
Forse, parafrasando Roberto Balzani, risponderei “ si, probabilmente siamo “goffi”, siamo dei marziani, ma si, vogliamo la luna..”
Ma è tanto terribile il confronto? Personalmente non mi ci trovo con questa obsoleta modalità di relazione, somiglia molto ad alcuni di quei famosi “salottini” di sinistra che hanno perso le elezioni politiche questa primavera, e che ancora non hanno bene compreso come il mondo e le persone siano profondamente cambiate dai tempi di Berlinguer e di altri grandi pensatori..per fortuna sono arrivati i “RobObama”…
Non ci sono “noi” e “loro”, in questo concordo pienamente con Gessica. Siamo tutti insieme in questo progetto, uniti contro la banda bassotti al governo, e come ha giustamente sostenuto Roberto Balzani in occasione della cena di ieri sera con i candidati alle primarie del Pd (vedi il filmato: http://www.forliperbalzani.it/): “il nostro obiettivo è quello di sostenere fortemente uniti il candidato sindaco che uscirà da queste primarie, e schiantare veramente le ossa al centro- destra”
Ma è normale che ci si differenzi (siamo tutti diversi, unici e irripetibili) altrimenti avremmo probabilmente tutti sostenuto la candidatura di Nadia Masini. Personalmente credo che quello che alcuni non hanno ancora afferrato, è la modalità di relazione che ci differenzia (in positivo, accidenti!) e che implica in primo luogo il veicolare messaggi di un certo tipo piuttosto che altri. Chi sostiene Roberto crede nella priorità di alcuni ideali su altri e in certe modalità di relazione, di linguaggio, partecipazione e consenso (tra questi quello di uscire dall’autoreferenzialità e dai dicktat di partito). Crediamo nella necessità di un cambiamento forte nella politica forlivese: “nei metodi, nelle persone e nei contenuti” (Roberto, 16.11.2008). Chi sostiene la Masini, evidentemente, crede in altri ancora. Bene. C’è posto per tutti
Il buon Dio (chiunque voi crediate possa essere e/o non essere) molto probabilmente non ci avrebbe fatto diversi se non amasse i colori…e per fortuna! (e con buona pace anche della crescita e dello sviluppo demografico)
Su tutto il resto, vorrei solo aggiungere queste parole:
“Il silenzio è la più grande persecuzione: mai i santi hanno taciuto”. (Blaise Pascal)- versione intellettuale
e:
“ Parla poco e ascolta assai, e giammai non fallirai”- versione vernacolare
su alcune questioni e affermazioni, credo bisogna avere molta moderazione, modestia e lucidità
Bisogna avere la forza, il coraggio e l’ironia di rispondere a tono (se si ravvisa la necessità di farlo) alle critiche e difendere le proprie opinioni con sensibilità e autoironia, chè il vero sale della vita (e dell’evoluzionismo umano) è proprio quello…
e poi, come ha detto il nostro segretario provinciale ieri sera: “in America, ad esempio, è diverso: la competizione nelle primarie è tra partiti opposti…”(???)
Dunque noi non abbiamo nulla da temere: le primarie le facciamo, serenamente e, perché no, vivacizzando un po’ l’atmosfera tra di noi. Perché come ha giustamente sostenuto Roberto nel suo discorso finale alla vecchia stazione domenica scorsa: “ se non ci fossimo stati noi, e soprattutto se non ci foste stati voi, tutto si sarebbe risolto nel grigiore paludato delle solite noiosissime liturgie politiche” ( vedi video: http://www.youtube.com/watch?v=pG0wKt9XUbk&feature=related)
Ultima cosa: ODE e LODE a chi si spacca la schiena ai festival dell’Unità: virtù e passione che, come sappiamo bene, non sempre riceve l’omaggio patinato dai “patinatori navigati” della politica locale (che certo non si spaccano la schiena ai festival dell’Unità- almeno non a quelli recenti, da quello che ho potuto vedere io), e che certo dalla politica ( quelli che si spaccano la schiena) si sarebbe certo aspettati, e avrebbe meritato molto molto molto, infinitamente di più di quello che hanno ricevuto…
Impariamo dall’Esempio di liberi pensatori come Pocahontas (e innumerevoli altri che nella Storia ci hanno lasciato le penne)
E ora….
Scatenatevi pure!!! (meglio con il rock, ma anche con le polemiche)
E w James Bond!!! (così)
Forza, coraggio e libero pensiero
Abbracci a tutti
Sara Samorì
Penso che il motivo per cui non intendo rispondervi sia insito nelle risposte che avete dato.
Ma va bene, continuiamo così, facciamoci del male.
Visto che siete così ironici conoscerete il buon Nanni Moretti. Tra un Bagaglino e l’altro guardatevi qualche suo film e rilassatevi.
Hasta siempre.
E POI FORSE VOGLIAMO IL SOLE!
Carissima,
beh, sono già parecchio contenta: avevi detto che in ogni caso non ci avresti più degnato “di uno sguardo”. E invece guarda che bel “sorriso” ci hai dato di rimando..
sinceramente non credevo fossi così poco auto ironica e poco incline all’uso dell’ironia nel confronto con le persone. Peccato: ti ho conosciuta che sorridevi e scherzavi molto di più
Io invece voglio risponderti chè è davvero molto poco ragionevole quello che tu dici, e chè non penso sinceramente che le tue opinioni siano “peggiori” delle mie, ma solo “alternative”. Nessuno mai dovrebbe pensare di essere migliore di altri, o che più semplicemente le proprie risposte e le proprie idee siano migliori di quelle di altre, e che non siano degne di una risposta solo chè non se ne condividono contenuti e modalità. Che terribile mondo sarebbe mai questo?
Il male e il bene esistono: nella politica però, usare l’espressione di “male” equivale a lanciare slogan politici (vecchi) e a rilanciare quella dicotomia da guerra fredda tipica del “noi” e “loro” (ma non eri contraria?) e a svuotare di significato una sana dialettica tra persone
Si, io sono molto ironica, chè credo che sia una forma d’intelligenza. Mi piace molto ridere, soprattutto di me. E credo che le persone molto intelligenti (me esclusa ovviamente, la mia probabilmente è “ironia goffa” visto che anziché farti sorridere, ti ho fatta arrabbiare..pazienza, niente carriera comica, e in fondo, un co.co.co in meno da firmare..)
1. Dunque: mah…..no guarda, non sono una grandissima fan di Moretti, e nemmeno del bagaglino semplicemente chè… guardo troppa poca tv!…mi annoia e non credo stimoli particolarmente, e soprattutto di questi tempi, il formarsi di una libera opinione. Però mi fa morire la satira intelligente! Tipo non so, Zelig è fortissimo! (adoro Giacobazzi e il suo sketch sulle sue rotonde a Ravenna). Ah poi ad esempio mi fa morire la Cortellesi, soprattutto quando imita la Santanchè e la Prestigiacomo! Dico: avete mai visto la loro intervista doppia fatta dalla Cortellesi? Noo? Allora guardatevela: http://it.youtube.com/watch?v=9tu5BmNn8V8
e quella della Prestigiacomo a Ballarò?? Noo? Ma dai! Imperdibile: http://it.youtube.com/watch?v=cqeCLbI7ylo
Come vedi, e come certo sarai d’accordo anche te, la satira è una forma estrema d’intelligenza (quando non è irrispettosa), e per fortuna che c’è! Altrimenti ripiombiamo indietro al tempo delle persecuzioni, dell’esilio e del carcere. Vedi, queste persone, estremamente intelligenti, veicolano messaggi seri e contenuti politici ben precisi o più ancora, semplicemente le loro idee, con l’utilizzo di un modalità relazionale più sottile e giocosa: il sorriso!
Il che non significa, cara Gessica, che non si stiano affrontando questioni serie.
2. Sulla mia supposta “schizzofrenia” (ma dai!: mi fanno una paura tremenda i film dell’orrore): grazie tante per il pensiero, ma ho la fortuna di rilassarmi molto con l’esercizio intellettuale (leggendo), nuotando e con una più che soddisfacente vita affettiva e sociale. Grazie per il tuo “gentile” consiglio, ma, come ebbe a riferire Garibaldi intono agli anni ‘50 dell’Ottocento ad una ricca signora americana la quale, venuta a sapere che il generale non possedeva che due sole camicie, gliene spedisce una dozzina in regalo, “rimando al mittente”. Garibaldi le rispose: “vi ringrazio con tutto il cuore, cara signora, ma io vi prego di donare questa biancheria ad altri esuli italiani più poveri di me, a New York ve n’ha tanti”.
Come vedi, ironico anche lui, non credi? Ma certo lucidissimo!E passato alla storia..
3. Ultima cosa, e qui cerco d’”ingrigirmi” e magari “impaludarmi” anche un po’, e farmi un po’ più “seria”, altrimenti, come dice Roberto, “non ci capiscono”.
Ti ricordo che tu rappresenti TUTTI i giovani democratici, indi anche me. Ma devo dire, che il tuo commentare un po’ maldestramente (se me lo concedi) dei miei liberi pensieri e opinioni, non mi hai fatto sentire molto rappresentata. Forse allora, quadro però il cerchio con quello che dicevo un bel paio di post fa a proposito dell’importanza, dal mio punto di vista, che chi ricopre determinati incarichi politici debba mantenere rispettosamente un comportamento “super partes”, per non scendere, come hai fatto tu con questo ultimo post, nella denigrazione di quello che tu ritieni ormai probabilmente, ed evidentemente, un “avversario”. Anche se non lo sono.
Pazienza, non devi curarti di me: ad agosto dell’anno prossimo compirò 30 anni, e quindi rientrerò a quel punto e con un po’ di malinconia, nel celeberrimo “mondo adulto”. Ma lo avrò fatto certa di avere goduto appieno degli anni giovanili con la freschezza (se volete anche con tanta ingenuità), ma con l’entusiasmo e le idealità tipiche della giovane età (e non tutti, forse, possono dire lo stesso) e che certo conserverò, con ancora più ironia (chè a quel punto è vitale credo…,)) anche negli anni a venire. Non sia mai il contrario!
per tutti i giovani democratici, spero in un futuro più radioso. Anche se l’analisi seguita alla notizia in merito alle primarie giovanili del 21 novembre data dall’ ”Unità” sabato scorso, non era tra le più ottimiste.
ricambio però il pensiero, e ti consiglio, per rilassarti una bella citazione di un grande ( tra i grandissimi pensatori) che a me piace particolarmente per rasserenarmi. E, certo, non si vive di sole citazioni, ma è un modo innanzitutto per ricordare quelle persone e i loro contribuiti alla modernità, e dall’altro per riflettere, per pensare, per lottare contro un pensiero unico!
La politica è fatta in primo luogo dalle persone, e per le persone e la loro libera espressione
« Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me »
(Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant dalla Critica della ragion pratica, 1788)
Hasta siempre comandante…Si el poeta eres tu…
abbracci
Sara Samorì
Grazie davvero per il livello del dibattito.
Uno pensa che si organizzino primarie per parlare dei problemi della città, poi si trova in mezzo ad uno scontro tra correnti il cui livello delle argomentazioni è desolante.
Non sorprende che la gente sia da tutta un’altra parte.
Tutto cio mi sembra ancora più triste di quanto vorrei ammettere. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Ormai, spaziando in lungo e in largo, dal locale al nazionale, il PD ha perso tutto quanto era stato guadagnato un anno fa.
Le dimissioni di Irene Tinagli (http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/32175/) non sono altro che l’ultima ed evidente dimostrazione di un processo di dissoluzione. Ma tutti saranno troppo impegnati in qualche altra faida direttamente uscita dagli anni ‘50 per accorgersene.
Ormai la “sinistra”, che sia riformista o no, esiste solo come contrappeso all’esistenza (e spesso alla paura) di una “destra” che sembra capace di capire i cittadini e le loro necessità, che sembra ormai avviarsi verso un predominio culturale e che sembra persino capace di proiettarsi nel futuro.
Che sia meglio cominciare a cercare un settore alternativo in cui soddisfare la propria passione sociale?
Credo che gli ultimi post siano alquanto ragionevoli e personalmente mi scuso per aver contribuito all’abbassamento del livello del dibattito politico.
Volevo inviarvi un comunicato stampa relativo ad una iniziativa dei giovani democratici di forlì su quanto avvenuto nella scuola di rivoli. Lo posto qui ma vedete poi voi come pubblicarlo. Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
IL CROLLO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Noi Giovani Democratici di Forlì, con il Sostegno della Rete Degli Studenti Medi, esprimiamo uniti profondo cordoglio per quanto accaduto a Rivoli (Torino), costato la vita ad un giovane studente e il grave ferimento di altri quattro suoi compagni. Partecipiamo al lutto della famiglia di Vito Scafidi e siamo vicini ai ragazzi ancora ricoverati negli ospedali torinesi, alcuni dei quali rischiano la paralisi per le lesioni subite a vertebre e midollo spinale.
Il crollo avvenuto nel Liceo Scientifico Darwin non è certamente imputabile ad una fatalità, come ama sostenere il Presidente del Consiglio, ma è simbolo realmente tragico (e per questo avremmo preferito che non succedesse la tragedia di Torino) dello stato in cui versa l’edilizia scolastica italiana: un problema profondo che passa da nord a sud, fatto di tagli su materiali e progetti, di scarsa o nulla manutenzione e mancanza di investimenti concreti. La “fatalità” di cui parla Silvio Berlusconi si sarebbe certo potuta evitare se l’ultima ristrutturazione di quell’edificio, costruito nel primo ‘900, non risalisse agli anni ‘70 e se i vari governi che si sono succeduti, quest’ultimo in particolare, evitassero continui tagli di fondi all’istruzione pubblica.
A tale proposito ricordiamo che il testo della Finanziaria di quest’anno, approvato alla Camera ed ora al vaglio del Senato, prevede un taglio di oltre 22 milioni di euro all’edilizia scolastica. A nulla sono valsi gli appelli di parlamentari del PD che con diversi interventi ed ordini del giorno richiedevano l’eliminazione di questi tagli.
Lungi dal volere strumentalizzare un fatto grave come quello di Torino, noi Giovani Democratici vogliamo denunciare lo stato di abbandono in cui versano le scuole italiane. Senza ipocrisie, riconosciamo una mancanza di interventi da parte dei Governi di centro-sinistra su tale materia, ma è per noi un dovere alzare la voce e sul trattamento riservato all’istruzione da parte della cultura del centro-destra al Governo: tagliare sempre e comunque, per poi minimizzare le catastrofi umane (come quella di Torino) e sociali (togliere ai giovani il sapere, dunque la possibilità di un’emancipazione sociale che superi la cultura del “lavoro perché conosco qualcuno”).
Nonostante questa problematica possa essere sentita distante dalla città di Forlì, che fortunatamente risulta essere tra le prime città in Italia per le strutture a disposizione dell’istruzione, riteniamo doveroso far conoscere alla cittadinanza questa situazione, chiedendo ai forlivesi di partecipare idealmente al lutto della famiglia dello studente deceduto.
Domani, martedì 25 novembre, in occasione della “Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole” i giovani Democratici promuoveranno la distribuzione di volantini su questo tema, ed appenderanno alla Statua di Icaro, di Aurelio Saffi e davanti alle scuole di Forlì, drappi neri in segno di lutto per Vito.
OBAMIANA SEMPRE
cari!
mi spiace sinceramente constatare che alcuni concetti e principi base trattati anche se volete con “tristi discussioni”(come sono state definite) non filtrino mai più in profondità di quello che ci si limita sempre a considerare superficialmente.
I giovani e chi possiede ancora uno spirito giovanile lo sa bene, ed evita proprio la politica chè è convinta che nell’arena politica non ci sia più spazio per un libero confronto e per idee diverse
come dargli torto…
i problemi della città sono importantissimi, ma più ancora lo è l’emergenza educativa e culturare che la nostra città e il suo tessuto sociale sta affrontando
dici bene Riccardo: “non sorprende che la gente sia da tutta un’altra parte”. Per l’appunto l’”altra parte” chiede un ricambio, un rinnovamento culturale all’interno dei partiti che non si fa certo tacciando le opinioni altrui da clima degli anni ‘50 (tra parantesi, a quel clima ci si torna sempre per slogan: io sono bene ancorata al mio XXI secolo)
chiediamoci allora chè la politica non convince più, chiediamo soprattutto chè il pd locale ha perso, e sta perdendo terreno da tutte le parti
ma il problema è proprio questo: si è parlato dei problemi della città da un’ottica autoreferenziale, senza che al nostro interno ci sia mai stato un confronto e un dibattito sereno tra diversi modi di pensare. per questo forse ora non si è in sintonia completa…
tutto ciò rende arida la politica, e il problema della politica oggi è proprio un problema culturale ed educativo
va bene allora: togliamo la storia, togliamo tutta la storia della nascita dei partiti politici quando la politica non era solo un esercizio intellettuale, ma passione vera. e la passione passa dal confronto, dal dibattito su opinioni diverse
e certo, quando si dice che la dx sembri capire i bisogni dei cittadini, teniamo sempre bene a mente in che contesto e con quali modalità lo fa. e se questo predominio culturale si proietterà o meno sul futuro, molto dipenderà da cosa noi come sinistra impareremo dalle nostre sconfitte, e dai nostri errori. per ora non credo che l’”esame di coscienza” proceda nel migliore dei modi
se non riusciremo a fare questo, a guardare più in là del nostro naso, non avvicineremo mai più le persone alla politica.
La gente vuole che quando elementari forme di partecipazione e decisione non vengono rispettate si attivi un confronto su questi temi.anche e soprattutto al proprio interno. forse questo ha bene compreso la dx (”peccato” che poi ne faccia un uso strumentale)
non le si avvicinerà certo considerando le idee altrui mere scaramucce tra bambini capricciosi
mi guarderei anche bene, e questa è una mia personale convinzione, dall’eprimere giudizi sommari su persone che non si conoscono, e su questioni che evidentemente non si conoscono
io mi sono avvicinata alla politica a gennaio di quest’ anno, e l’ho fatto con tutta la sincera passione di chi vuole credere che le cose stiano sinceramente cambiando. Non vengo da storie politiche, sono una cittadina forlivese come tutti voi che vuole che i problemi della sua città vengano affrontati seriamente..
..e non demagogicamente..
quando queste certezze vengono meno, credo valga la pena lottare per questo, anche se si viene ingiustamente etichettati come “tristi”
a nome di chi invece crede nel valore del confronto come me, dico a voi “attenzione”: le persone si allontano anche così..soprattutto così
e mi chiedo sinceramente, quando si parla di “sinistra riformista”, a che cosa ci si riferisce?!
non siamo tutti uguali, e ci vuole rispetto e più sensibilità per chi crede davvero nel cambiamento e interviene quando vede le proprie idee non rappresentate
altrimenti torniamo pure alla paludata liturgia politica: ci saranno molte altre persone che troveranno certo molto più stimolante e ricco altri ambiti sociali (me compresa)
mi dispiace, non vedo di cosa dovermi scusare: le idealità passano dalla passione politica, e la passione politica viene mantenuta in vita da un pensiero libero e dalla libera espressione.
e io credo valga la pena lottare per tutto questo,e per le persone che la pensano come me
ultima cosa: per chi non avesse letto l’intervista fatta da Ivan Scalfarotto su l’Unità ad Irene Tinagli, l’ultima domanda fatta dal Nostro ad Irene è la medesima: “e per avere un partito e un paese come quelli che descrivi quale sarebbe la prima cosa da fare?”
risposta: “ci vorrebbe un ricambio. Drastico”
Impariamo allora dall’America del XXI secolo dove le primarie (che ricordiamolo: si sono fatte entro uno stesso partito, quello dei Democrats) tra Barack Obama e Hillary Clinton si sono svolte in un clima finale piuttosto “burrascoso” (se volete anche eccessivamente burroscaso) semplicemente per avere avuto opinioni diverse all’interno di uno stesso partito (come il sistema sanitario), ma dalle quali è uscito vincitore colui che più di altri ha rappresentato, e parlato per il cambiamento e che è quasi certo incoronerà ora la sua “alter ego” a capo di una delle più importanti cariche istituzionali del paese
Sapete cosa ha detto Obama quando ha ricordato il pensiero di quello che pare essere uno dei suoi ispiratori, il Presidente Abraham Lincoln?
ha detto: ” aveva sufficente fiducia in se stesso da aprire le porte alle voci di dissenso. Questo è quello che vorrei fare una volta eletto Presidente”.
La sua idea è che solo leader mediocri e insicuri scelgono come collaboratori dei “signorsì” pronti ad assecondare ogni richiesta e ad essere più realisti del Re.
“Obama” sostiene Valerie Larett, la sua vecchia amica di Chicago che è ora la sua consigliere speciale, “non vuole attorno a sè degli “yes men”, vuole diversi punti di vista, vuole avere consigli da gente capace di parlare apertamente”.
E quando, e concludo, gli sono arrivate critiche da alcuni circoli pacifisti per un suo supposto spostamento “al centro”, Obama non è sembrato particolarmente preoccupato, e rispondendogli con una lettera aperta ha detto: “non sarò sempre d’accordo con voi, ma saprò sempre ASCOLTARVI”
Meditiamo gente, meditiamo e impariamo
a presto!
Sara Samorì
Gentile Sara, il passaggio della mia riflessione che citi non lo hai capito.
Se sei onesta ammetti che le due fazioni che si contendono la guida forlivese del partito lo fanno nell’assoluta autoreferenzialità delle tesi che propongono (per citare il tuo preferito Balzani ho trovato sconcertante il suo continuo puntualizzare la diversità della sua platea elettorale - siamo maziani, non ci capiscono, non sanno come inquadrarci- fino ad un imbarazzante - cosa possono dirmi? non possono dirmi nulla). Tutte e due, non una soltanto. Ed infatti finiscono solo per fare la conta dei propri appartenenti.
Davvero non ti è mai capitato di assistere al penoso rituale della classica assemblea dove si vedono le solite persone e nessuno (ma proprio nessuno) fuori dal consueto giro?
Dico questo perchè mi sarei aspettato che all’eccellente post del Sig. Baldi sul futuro dell’area Ex Eridania qui pubblicato, si scatenassero le risposte dei due staff a colpi di proposte concrete e idee. Invece due commenti che dicono poco e niente, mentre ci si affolla sulle sciocchezze tipo massoneria, Bagaglino, due mandati, apertura dei siti dei candidati, chi ha più passione, e via discorrendo.
Se vogliamo fare una riflessione sul riformismo del nostro partito partiamo da qui, altrimenti sono d’accordo con Simone.
Molti saluti.
scusa riccardo hai mai assistito ad una serata con Balzani di quelle svolte nei giorni scorsi? ho spesso la sensazione che si possa sempre giudicare senza conoscere , senza sapere e senza partecipare! Adesso ne sono certo non esiste un mondo fatto di comuni mortali che possa soddisfare la tua visione limpida e perfetta della VERITA’.!!! Ecco perchè non ti ho mai visto!
Forse Balzani e la Masini non hanno dato le risposte che ti aspettavi, forse in questo blog non si discutono i veri problemi e non si danno le giuste soluzioni, di certo l’entusiasmo che ci coinvolge da oltre un anno certifica che la strada è quella giusta e ancora di più lo confermano le tante persone “non del consueto giro” incontrate ultimamente. Forse è poco, forse è riduttivo io credo che basti come inizio…buona giornata
gianluca Monti
Caro Gianluca, sono molto contento che limiti i tuoi interventi solo a risposte ai miei post. E sono tutti dello stesso tenore, per cui comincio a dubitare che tu non capisca la lingua con la quale comunico.
Ma te lo ripeto per l’ennesima volta così magari lo capisci.
Il fatto che tu non mi abbia mai visto dipende dal fatto che lavoro quasi sempre ( e di questi tempi fortuna che è così). E la sede del mio lavoro sono le città di Cesena, Cesenatico, Pesaro e Senigallia. Se tu mi chiedi un contributo sulla città di Cesena sono lieto di accontentarti così come sono stato lieto di partecipare ad iniziative a favore della candidatura di Paolo Lucchi. Tra l’altro ti faccio notare come in 20 km di distanza ci sia tutta un’altra impostazione di questo partito.
Da una parte primarie anche per i consiglieri comunali (età media 32 anni), e molta concretezza sui programmi (sono intervenuto ad un paio di incontri di Lucchi riguardanti l’impresa, ed il commento che ha accompagnato me ed altri partecipanti all’uscita è stato quello di essere andati per la prima volta ad una riunione in cui non si parlava di aria ma di cose concrete).
Dall’altra nessun tipo di proposta concreta e l’imbarazzante documento di Under 40 che invece di reclamare spazio si limitano a suggerimenti (ma poi under 40 che tipo di categoria è?).
Se a Forlì c’è molto entusiasmo sono molto contento per voi. Ma mi piacerebbe che tu chiedessi ai pochi che su questo sito non sono abituali (quelli per intenderci che non si sono candidati con la vostra lista) cosa ne pensano del dibattito di Forlì. Sempre che rispondano, visto che chi non è organico viene invitato a lasciar perdere. Mi chiedo perchè non hai, rispetto al post di Simone, la stessa supponenza con la quale commenti i miei? Forse dice cose diverse quando afferma che è “meglio cominciare a cercare un settore alternativo in cui soddisfare la propria passione sociale”?
Stano che mentre tu enfatizzi l’entusiasmo che vi coinvolge da oltre un anno lui dica “Ormai, spaziando in lungo e in largo, dal locale al nazionale, il PD ha perso tutto quanto era stato guadagnato un anno fa.”
Caro Simone, anche tu hai una visione limpida e perfetta della verità ?
PS da dirigente del partito perchè non ti adoperi per la realizzazione di un blog di tutto il partito visto che quelli che ci sono, altro non sono che imbarazzanti cartelli elettorali, che dopo un anno di distanza appaiono ancora più tristi?
Scusami riccardo, intervengo per ora solo su dati (i ragionamenti appena ho un attimo)
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n. 3 interventi di vecchi candidati (Baldi, Pilotti) alla Lista Con Veltroni. Ambiente Innovazione Lavoro
Altre minime precisazioni:
- Il Blog non è di nessuno, lo fanno coloro che vi scrivono, e ognuno scrive quel che pensa (sono arrivati anche post molto gravi tesi a gettare fango su persone -non abbiamo fatto clamori di sorta, essendo persone responsabili)
- il dibattito sull’ex eridania è aperto: ci sono 4 interventi (uno di ex parlamentare, uno di un noto professionista, uno della presidente regionale di Italia Nostra); vediamo se altri intervengono. Spazi analoghi di discussione su questi temi non ne esistono
- A gennaio 2008 si era proposto di attivare un blog del Pd - presentando un progetto dettagliato che puoi ritagliare - elaborato gratuitamente da alcune persone che animano questo spazio. Si sono fatte altre scelte.
Esiste un sito del pd provinciale e altri siti di circolo.
Esiste un bel sito/blog dei giovani democratici: e piuttosto attivo.
- questo spazio continua ad esistere da oltre un anno, e con ampio dibattito (che viene riconosciuto anche da latre parti d’Italia: vedi post e link con Energie nuove, Primarie sempre, Cambiamento nelle organizzazioni ecc.); premettendo che la politica la si fa - prima di tutto - nei luoghi della politica, e questi strumenti sono integrativi. Molte delle persone che scrivono qui partecipano a tanti altri momenti.
- ti posso assicurare che le primarie, anche a Forlì (per quel che ne so e vedo: iniziative, articoli, ecc.) stanno generando molta partecipazione (forse ben più che a Cesena, dove in realtà il secondo candidato non ha avuto moltissimo tempo e molte modalità per fare la sua campagna: ma c’è stato comunque un processo di promozione della partecipazione).
Nessuna ha la verità, occorre sempre capire se si è capaci solo di criticare ciò che non va (legittimissimo) ma anche di vedere o intravedere quel che si può fare di positivo.
Fatte queste doverose precisazioni, rimando il mio prossimo intervento ai temi della paura e delle sicurezze: se vorrai parteciparvi ne saremo felici come sempre.
I blog non sono di nessuno, solo delle persone che hanno tempo e voglia di scrivervi.
Leggere i processi politici sempre e solo a partire da quel che vi sta scritto (o fare solo i surfisti) credo sia un tantino limitante.
Buon lavoro e un caro saluto
Thomas
Caro Thomas, se è stata fatta la scelta di non completare il sito provinciale (ma anche quello comunale e quello del nostro comune, che invece mi sembrava aver capito fosse quasi pronto) con un blog di discussione, la scelta è chiaramente sbagliata.
La politica si farà anche nei luoghi della politica, ma se si fa solo lì basta saperlo.
Poichè i commenti li leggo anche io, credo che ci siano 4 o 5 persone che contribuiscono al di fuori della consueta cerchia di sostenitori della lista ambiente innovazione lavoro. Certo che è legittimo che questi ultimi siano i primi a contribuire nella realizzazione di un sito a sostegno della loro lista (corrente?), basta ridimensionare la visione “partitica” del blog stesso. Non un blog a servizio del partito ma di una parte di esso. Benissimo.
Per quanto riguarda i commenti sul mio modo di fare politica (velati ma presenti) credo sia opportuno che vi chiariate il significato della parola critica. Se la critica in sè non ha valore ma ha valore solo in base a chi la fa basta saperlo.
Simone ha espresso concetti che condivido e molto diffusi tra l’elettorato. solo che se una cosa la dice lui va bene se la dice Archimede non è degno nemmeno di considerazione.
E’ come se Pinza si burlasse delle critiche che continuamente gli muovi, per il solo fatto che gliele fai tu.
Saluti.
Caro Riccardo,
grazie, ho compreso meglio ciò a cui ti riferivi nell’ultimo post, e da questo punto di vista sono riuscita a capire meglio le tue “preoccupazioni”.
Bene allora. Divido il discorso in due parti, altrimenti la faccio (come al solito) troppo lunga (ah, ah: ve la siete voluta..,) scherzo)
1. Dunque, question one: Masini, masiniani, “correnti”.
In riferimento a quello che mi chiedi, ti dico ciò che penso: premesso che non considero sinceramente, balzaniani e masiniani due opposte fazioni, si differenziano però, come già sottolineai nel post a Gessica, nella modalità di relazione e di approccio alla città e a suoi cittadini.
Da cittadina e da membro dell’assemblea comunale poi, considero l’approccio del gruppo dirigente, ci tengo a sottolineare, che gravita attorno alla Masini di tipo “autoreferenziale”, e ti assicuro che il mio non vuole essere un pregiudizio, ma solo una considerazione di una serie di cose occorse negli ultimi tempi, e ammetto, con molto dispiacere: credo nessuno avrebbe voluto constatare ciò. Saremmo stati davvero tutti meglio.
Voglio fare però una precisazione, e rimarcare il concetto chè le parole di Gessica in questo senso mi hanno fatto riflettere di avere omesso involontariamente una doverosa distinzione, e cioè che certo assolutamente non tutti coloro che aderiscono alla proposta della masini li considero autoreferenziali o non rispettabili dei progetti e delle persone in cui credono.
Assolutamente: ho un rispetto enorme per tutte quelle persone, quelle a cui mi riferivo, per intenderci (sempre in uno dei miei lunghissimi e soporiferi post) che si sono “spaccati la schiena” ai festival dell’unità e che sono nella stragrande maggioranza (credo) persone che militano da anni e anni nei partiti storicamente di sinistra. Sono persone che adoro: con alcuni poi ho avuto e ho un rapporto affettivo grande: sono le stesse persone che mi sorridevano e scherzavano con me quando ero piccolina e andavo con mia nonna (partigiana!, la mia vera leader e ispiratrice, nonché maestra d’infanzia) a prendere il pane al forno.
Quelle persone credono nella storia del loro partito, e hanno passione nel farlo, ma credo anche (ed è la mia opinione) che qualcuno di loro sia spinto ad aderire alla gruppo della masini (tra i quali molti degli esponenti che al momento detengono la leadership del partito a livello locale e che sostiene più o meno indirettamente la sua candidatura) in primo luogo dal timore di “spaccare” il partito. Un timore questo, che come bene capisci anche tu Riccardo, è usato stile grimaldello dalla dirigenza del partito in maniera assolutamente strumentale, a mio avviso.
Bene, sono queste le persone che mi indignano profondamente, non certo chi ci crede veramente. Qui non c’entra la bagarre tra l’attaccare chi è “esperto” o meno”esperto” della politica locale: ci sono persone molto in gamba, ma oneste. Mi riferisco a quegli esponenti della vecchia classe politica locale, i nostri paperoni forlivesi, coloro che fanno e rappresentano la vecchia politica locale e nazionale demagogica e retorica, e che utilizzano il sincero e fiducioso sostegno di queste oneste persone per tornare ad occupare una volta di più le poltrone del potere e a dirigere tutto quanto è dirigibile in città senza lasciare nessuno spazio a voci alternative o criticamente costruttive. E, bene inteso, non sto facendo di tutta l’erba un fascio, ma chi conosce la realtà forlivese sa bene a chi faccio riferimento.
Queste sono le persone che non volevano le primarie, che non accettano il confronto leale e non vogliono i dibattiti aperti, che avrebbero voluto scegliere il candidato all’interno degli apparati di partito, e sono queste le persone che hanno letteralmente svuotato, con metodi a dir bene molto poco “democratici” (anche se ormai abbiamo inflazionato questa preziosissima parola), le assemblee a livello comunale e provinciale. Direi che ci sono riusciti perfettamente! Li chiamerei certo se dovessi traslocare casa.
Certo Riccardo che ho assistito a quelle “tristi assemblee” come dici te: non me ne sono persa una da gennaio a questa parte del Pd locale a livello comunale e provinciale, proprio chè ero curiosa di vedere l’evoluzione del partito e il suo reale radicamento sul territorio. Soprattutto ero curiosa di verificare i suoi “buoni propositi”. La gente evidentemente si è accorta che questi “predicano bene e razzolano male”, e la maggioranza di queste è quella che mi pare maggiormente interessata alle proposte di Roberto (ma la letterina a Babbo natale, anche per quest’anno, è consigliabile; non si sa mai)
Sono vuote non per colpa delle persone, che ci credono, ma per responsabilità unica, a mio avviso, dell’enclave locale. Personaggi che solo a parole dicono di volere il cambiamento, il rinnovamento, il ricambio generazionale etc etc e poi, una volta ottenuti i voti, fanno esattamente il contrario, o lo fanno solo parzialmente o in maniera ipocrita, portando vantaggi solo al proprio potere e prestigio (quale poi..) personale e alle proprie tasche. Scusate, ma parlo franca e aperta,e qui mi faccio appello alla responsabilità e coscienza personale.
In merito ai “buoni propositi” del gruppo masiniano, mi chiedo semplicemente, da cittadina, e giovane, se la loro possa considerarsi davvero un’analisi lucida, lucida di quello che è stato fatto per la città. Per carità non voglio fare un processo alle intenzioni, né denigrare l’avversario, mi sto solo confrontando, ma quando affermano ad esempio nel loro manifesto programmatico: “i risultati ottenuti in questi anni sono stati positivi: di qui intendiamo partire, ritenendo che ci siano le condizioni per introdurre anche elementi di rinnovamento, che diano un ulteriore contributo di crescita alla città”, mi viene da chiedermi spontaneamente, in prima battuta, da cittadina prima ancora che balzaniana: “ma perché non averlo fatto prima quando si aveva la certezza e la possibilità di farlo (indi mi pare la classica buona uscita in vista delle elezioni), e secondo, a quale significativa crescita della città fanno riferimento?. Bene inteso, non si è lavorato male male, ma certo si può davvero fare molto molto di più (e anche questa è una mia personale considerazione): Cesena mi pare un ottimo esempio a cui guardare (per citarne una).
Dal volantinaggio fatto in piazza, e dal confronto con la gente, mi pare che la quasi totalità della cittadinanza (dai commercianti, ai giovani, agli operai etc) sia concorde nel ritenere corretta questa analisi: dalle iniziative a sostegno dei giovani, allo sviluppo del centro storico, al buon governo appunto della città. Aggiungo anche che personalmente, quello che mi infastidisce di più è la situazione all’interno del Comune, dove esistono figure a livello decisionale e dirigente, decisamente discutibili che mi pare non abbiamo particolari “slanci” riformatori se non quando devono prendersi il potere di “sgridare” i propri dipendenti (anche qui chissà quale potere poi) Indi umanamente davvero poco validi. E anche qui non faccio assolutamente di tutta un erba un fascio. La macrostruttura ad esempio mi pare davvero qualcosa di assolutamente inefficiente, e troppo gerarchica nella distribuzione delle competenze e dei poteri. Nel senso che dà potere decisionale a delle persone che fattivamente non stanno nei luoghi dove le cose avvengono, quindi, dal mio punto di vista, le meno titolate e adatte a prendere delle decisioni.
Sono queste le cose che non vorrei per la mia città: vorrei persone alla guida davvero di un buon governo locale competenti e sagge, ma anche estremamente umane nelle relazioni interpersonali. Ho lavorato in Comune quasi otto anni, da un contratto a tempo determinato a l’altro, e ho naturalmente a che farci come cittadina tutti i giorni, per questo mi esprimo su questo tema.
Comunque su queste cose ci si può certo confrontare, e in questo senso hai ragione Riccardo: molto meglio che farlo sul Bagaglino e la Massoneria anche e soprattutto chè non sono di “stretta competenza nostra” (l’avevo detto anche in un mio post in occasione di questo tema,la Massoneria, peraltro lanciato sul blog (come anche tu capirai) strumentalmente da chi ha intenzione di screditare con modalità davvero molto tristi, Roberto Balzani, dimostrando di avere molti pochi altri argomenti e molta poca sostanza). Nel primo caso, quello del Bagaglino, ho risposto, chiaro, ad una “provocazione” che era stata lanciata. Anch’io l’ ho ritenuta sciocca e irragionevole, ma evidentemente non si ha abbastanza voglia di reggere seriamente il confronto. Ed è questo che io intendo per autoreferenzialità. Comunque d’accordo con te: cominciamo a confrontarci su problemi concreti, darò certo il mio contributo al dibattito dall’ottica di chi ha vissuto certe esperienze e da chi guarda alla città come uno spazio sociale davvero importante nel quale le cose da fare ce ne sono davvero tante se ci sono volontà politiche serie, sincere e costruttive.
(…)
2. Question Roberto, e Apriti Forli
Su Roberto invece non sono d’accordo.
Lo so che stai pensando: “ovvio”, ma no, ti spiego il sincero perché.
Innanzitutto direi che il suo approccio non si possa proprio definire “autoreferenziale”…perbacco! tutto il contrario. Chi c’era il 21 ottobre a S.Caterina non può certo avere dubbi a proposito. Non voglio stare qui adesso ad annoiarti e ripetere le stesse cose; soprattutto non voglio certo costruirci sopra una sorta di agiografia. E anzi, ti invito certo a venire alle sue iniziative così potrai farti una tua personale opinione.
Solo due cose quindi: quando Roberto dice che siamo “marziani” si riferisce proprio a quello che ho poco sopra descritto io. Dal momento che alcuni personaggi vicini e/o aderenti al gruppo masiniano hanno un approccio di tipo “autoreferenziale” alla città e a tutte le modalità comunicative e decisionali, non possono certo comprendere bene l’apertura e le modalità di confronto e dibattito che Roberto sta proponendo e che rappresentano non solo le sue idee, ma quelle di tutto il gruppo attorno a lui.
Hanno avuto tante occasioni da gennaio a questa parte per dimostrare il contrario (occasioni tese anche e soprattutto da chi propone queste idee nuove), ma non le hanno mai, dico mai, accolte. Mai una volta. Se non quando sono stati per cosi dire “forzati” a farlo. Pensa che si è dovuto “insistere” anche per fare le primarie: per dare ai cittadini, e ai militanti di partito di scegliere la persona che volevano li rappresentasse. Comunque ribadisco, è un approccio diverso, il loro. Magari funziona meglio, io penso proprio di no, ma chi può dirlo…
Quando dice “non possono dirmi nulla”, non è certo chè lui non vorrebbe un sano confronto con loro. Fa invece un evidente riferimento a quelle “sirene da inciucio” (come le chiamo io) che vorrebbero portarlo probabilmente ad allinearsi ai dicktat di partito offrendogli forse qualcosa in cambio. E dunque chiaro: con quelle parole lui gli ha risposto chiaramente che non ci sta!. Forse è per quello, come dice lui, che dalla dirigenza del partito non lo chiamano (nessuno pare), non lo interpellano, non lo invitano al Globus o quando viene Bersani…
Ogni giorno che passa mi convinco sempre più che Roberto non farà una conta dei propri appartenenti in senso strettamente politico chè, come da tempo sostengono diversi giornali e giornalisti, lo zoccolo duro del partito è “tutto intorno a Nadia” (come la zucca di conto arancio, per intenderci). Il “miracolo di Roberto”, è che invece farà la conta della società civile nella sua interezza, “fuori dal consueto giro”, come dici tu bene Riccardo.
E altro che nessuno!!: il 21 ottobre, alla sua prima uscita, ce ne erano già circa 400!
Ebbene, io sono una di quelle non perché voglia “spaccare il partito” (ormai è solo un triste ritornello), ma chè ho trovato qualcuno che dice quello che pensa, che fa quello che dice, che ascolta le persone, che vede lucidamente quali sono i problemi e le richieste delle gente chè cittadino affezionato anche lui alla sua città. Perché crede profondamente nelle modalità partecipative, nelle idealità democratiche. E soprattutto perché sono certa che lui non tradirà le mie, nostre, vostre aspettative.
Bene allora, alla prossima ragionata!
P.s.: “perdonaci” se puoi le nostre “scorribande appassionate” anche sulle sciocchezze, che in fondo non sono altro che l’espressione del fatto che alcuni di noi pensano che anche le cose più “sciocche”, come dicevo nell’ultimo post, possano contenere confronti, anche accesi, (magari solo sottintesi) sulle grandi idealità di fondo come le questioni morali ed etiche sul come affrontare al meglio i problemi della città, e soprattutto sullo spirito, la serietà e la reale volontà con le quali si affrontano.
E noi ci ritroviamo in quello che vuole essere un approccio al rinnovamento e al riformismo reale del nostro partito, come Roberto da sempre sostiene, e che è il motivo (e la scommessa) primo per cui è sceso in campo.
O come dice Simone, e condivido anche tanto questo: “ (..) forse in questo blog non si discutono i veri problemi e non si danno le giuste soluzioni, di certo l’entusiasmo che ci coinvolge da oltre un anno certifica che la strada è quella giusta e ancora di più lo confermano le tante persone “non del consueto giro” incontrate ultimamente. Forse è poco, forse è riduttivo io credo che basti come inizio”.
Ma accolgo con sincera condivisione e tanto entusiasmo la tua proposta: partiamo da qui!
E perdonate sempre la lunghessa dei miei post (chè anche se l’ho divisa l’ho fatta cmq troppo lunga): non è colpa mia, ma di quel generoso afflato che è tipico di noi italiani: la passione, e la “ciacarosità” (si scrive cosi?)
A presto!!
Sara Samorì
Gentile Sara, grazie della risposta ma certo ti devo due precisazioni. La mia parziale critica a Balzani sta nel fatto che date le premesse (quelle che hai ben citato di rinnovo non solo personale ma di modalità) mi aspettavo qualcosa di più.
Cerco di essere chiaro. Se queste primarie servono per individuare una persona per bene, sono inutili (dovremmo imparare dagli errori e sappiamo bene che le primarie fatte come le abbiamo fatte non sono servite a Prodi e nemmeno a Veltroni, visto che sono stati e sono perennemente in discussione). Quindi la sfida dovrebbe essere nei programmi.
Li cerco per farmi un’idea e vista la mia poca disponibilità di tempo lo faccio sui siti. Non c’è nulla.
Ora, ammesso che per la Masini il governo di 5 anni possa essere una presunta base programmatica, mi aspettavo che Balzani fosse pieno di proposte. A 20 giorni dal voto ho semplicemente assistito a qualche proposta demagogica sulla raccolta differenziata (e ti spiego poi il perchè dell’aggettivo).
Credere che anche per Balzani il recente governo della città sia la base programmatica (sfruttandone le molte cose da non ripetere) è di molto riduttivo (anche se in termini elettorali magari fruttuoso).
Se la spinta riformista di un candidato sta nell’affermare che si vendono le azioni di Hera del comune di Forlì, la demagogia la fa da padrone.
Certo alle assemblee si prendono molti applausi, ma si è capaci di spiegare che le azioni di Hera oggi valgono nemmeno la metà di quanto valevano ad inizio anno e venderle oggi sarebbe un errore economico da dilettanti?
Poichè spesso proponi il parallelo con le elezioni americane ti invito a vedere quanto del programma della Clinton è finito nella proposta finale di Obama. A questo servono le primarie, non ad altro.
Ti segnalo che la scorsa settimana a Bologna si è tenuta l’assemblea per la presentazione delle primarie della città. 4 candidati più un 5° non ammesso, partecipazione di 500 persone. Se togli gli appartenenti alle segreterie, gli apparati, assessori e consiglieri (comunali, provinciali, regionali), i presidenti ed i consiglieri dei quartieri , di semplice cittadino non c’era nessuno.
E’ questa l’autoreferenzialità ed è per questo che il partito parla molto a se stesso ma poco alla gente normale.
Molti saluti.
mi dispiace riccardo che tu sia costretto a spiegarmi molte volte concetti così elementari, purtroppo ognuno arriva dove puo’! Ritengo piuttosto offensiva invece la definizione di supponente soprattutto scritta da chi parla come se avesse tutte le chiavi del paradiso.
Io non ho seguito la campagna elettorale di Lucchi quindi non mi esprimo in merito (magari può essere un consiglio). Vorrei però capire da cittadino semplice cosa vuole dire proposta “demagogica” sulla raccolta differenziata e se conosci esattamente l’andamento borsistico delle azioni di Hera e le prospettive future delle stesse in vista della scadenza dei contratti previsti per il 2011. Proviamo a confrontarci in temi un pò più profondi potrebbero esserci punti di incontro non credi?
gianluca monti
Negli ultimi tempi confesso di avere dedicato poco tempo a seguire questo blog le cui discussioni, da più di un anno a questa parte mi appassionano moltissimo. Si sta discutendo molto di primarie forlivesi ed in particolare della candidatura di Roberto Balzani, perciò , dato che ho l’onore e l’onere ( per questo motivo mi leggete poco sul blog) di essere presidente del comitato promotore a sostegno della sua candidatura, intervengo nel dibattito aperto. Parto da questo, poi farò anche alcuni considerazioni su questo blog.
La motivazione che ha spinto Roberto Balzani, che non è un politico ma uno studioso, a mettersi in gioco in questa competizione delle primarie, è che a Forlì è palpabile la voglia di rinnovamento. Facendo salva naturalmente la buona fede da parte di chi dirige questa città, si è evidenziato nel tempo uno scollamento tra la politica ed i cittadini. Chi governerà domani – ed io mi auguro che sia sempre il centro sinistra e nello specifico Balzani - non potrà non tenerlo in considerazione, sia che si tratti di Roberto Balzani che di Nadia Masini. Lo slogan “prima ascoltare poi decidere “ che campeggia in tanti depliant del nostro comitato, non è certo casuale.
La candidatura di Roberto Balzani non è, perciò, l’espressione di una componente interna al PD ( questa candidatura ha talmente tanti padri e madri ideali e così diversi tra loro che è difficile elencarli tutti) ma la manifestazione chiara da parte di molti iscritti al PD, ma anche di tanti elettori delle primarie e di semplici cittadini, della semplice richiesta di potersi esprimere. Questo è quanto prevede lo statuto del PD, a proposito di scelta dei candidato a cariche monocratiche. Spiace perciò che queste primarie siano considerate da molti uno “scandalo” ed anche un fastidio che si sarebbe voluto evitare.
In questi giorni , con modi diversi: questionari, assemblee di ascolto, banchetti, tramite il sito http://www.forliperbalzani.it , stiamo realizzando una grande campagna di ascolto i cui esiti saranno messi a disposizione di tutto il PD forlivese. Questo è un passaggio fondamentale, lo preciso in particolare a Riccardo: non può esserci in questa fase un programma concluso e definito perché dovrà essere il PD ad approvare il programma che sarà alla base del confronto con altre forze della possibile coalizione, che dovrà sostenere il candidato sindaco del centro sinistra.
E’ evidente che ci sono aspetti che diversificano la proposta politica dei due candidati, l’attenzione all’ambiente, non solo rispetto al tema della raccolta differenziata è certo uno di questi. L’attenzione ai settore produttivi innovativi ed alla ricerca, in cui le attività collegate alla salvaguardia ambientale ed al risparmio energetico, possono essere uno dei volani ( vedi il programma di Obama negli USA). Ma anche la volontà di costruire un progetto di città più armonica e solidale , che veda il centro storico della città recuperare quella funzione identitaria che nel tempo ha perso. Il centro storico di Forlì, infatti, è uno di quelli meno vivi e più frammentati, da tutti i punti di vista anche sociale, della Romagna.
La proposta , certamente provocatoria di fondere le tre province romagnole.
Ma prima ancora di entrare nei contenuti, la proposta politica di Balzani è diversa nell’approccio metodologico: applicazione dello statuto per ciò che attiene il numero massimo di mandati ( 2) , la parità di genere ; volontà di ridurre e razionalizzare gli enti di secondo livello, di ridurre il numero dei componenti dei consigli di amministrazione, trasformandone i “compensi “ in gettoni di presenza , con buona pace di chi ha avuto fin qui un gradito benefit per arrotondare stipendi e pensioni ( vorrà dire che apprezzerà di più il piacere di essere utile alla collettività,a titolo pressoché gratuito) . E sempre sul metodo, le nuove forme di partecipazione democratica dei cittadini, anche attraverso strumenti nuovi, comprese quelli telematici, sono parte integrante delle idee programmatiche di Balzani.
La situazione è critica e difficile per tanti cittadini e lo sarà anche di più nei prossimi mesi, quindi la politica deve imparare ad essere più sobria di quanto non lo è stato fin qui, anche in realtà come le nostre dove non ci troviamo certo di fronte a situazioni paradossali come quelle di molte realtà del Sud, ma anche del Nord , governate dal centrodestra.
Il nostro obiettivo , in primavera, è battere la destra, personalmente credo sia più facile ottenere questo risultato presentando un nuovo candidato, ma va da sé che se così non fosse, saremo tutti impegnati a sostenere il sindaco uscente.
Invito veramente tutti quelli che ancora non hanno avuto modo di ascoltare Roberto Balzani, a partecipare ad uno dei suoi incontri, questa sera siamo alla Taverna Verde ad Ospedaletto.
Infine sul blog. Da tempo, e recentemente la richiesta è stata rinnovata, si è chiesto al segretario provinciale del PD di dar vita al 18’ circolo, quello tematico, punta di diamante di un progetto di democrazia gestita con strumenti innovativi. Purtroppo il nostro segretario è disponibile di solito all’ascolto, ma poi l’attuazione delle cose che ha promesso si perde spesso nei meandri di un modo di fare politica vecchio, che si appoggia a vecchi schemi ed a personaggi espressione della vecchia classe politica, precedente al PD. E’ un vero peccato, perché da una persona anche anagraficamente giovane, ci si sarebbe potuto aspettare un tasso di innovazione ben più elevato di quello che si è fin qui manifestato.
Da ciò si evince che il motivo per cui il PD non ha ancora attivato un proprio blog, non ha nulla a che vedere con le vicende di questo blog, cioè la tua stagione.
Maria Maltoni
Rispondo, con notevole ritardo per i tanti impegni e dato che sono in qualche modo stato tirato in causa.
Premetto innanzitutto che vivo gran parte dell’anno all’estero (nel caso non si sapesse). E la cosa ha, secondo me una sua certa importanza.
Il mio commento voleva colpire e stigmatizzare. C’erano alcuni riferimenti precisi. Non posso purtroppo esprimersi come dovrei, ci vorrebbe un libro, ma cerchero di farmi capire nel miglior modo possibile.
La destra odierna è il motore del paese. Prima ancora di esserlo politicamente, credo lo sia divenuta culturalmente. Lo è divenuta acquisendo progressivamente spazi che non in passato non le erano propri, lo è divenuta preparando un buon numero di intellettuali “organici” al proprio schieramento, lo è divenuta soprattutto attraverso un processo di rilettura del passato e di costruzione di chiavi di lettura del futuro. In entrambi questi ultimi casi sottraendo questi due immaginari a quella che era la sinistra.
La sinitra nello stesso tempo sembra essersi disinteressata a queste dinamiche. Se la gran parte dei suoi esponenti intellettuali resta legata a categorie ormai obsolete, la minoranza progressista sembra essere più interessata a lottare contro la maggioranza per assicurare il proprio diritto all’esistenza che a costruire veramente un programma capace di fornire ai cittadini qualche indicazione sulla postura da acquisire di fronte alla modernità.
Qui credo risieda il problema fondamentale.
Da qui, prima ancora che per tanti altri motivi, il mio impegno in questo progetto, che mi impegna da un anno e mezzo nel tempo libero (tra due lavori), spesso senza grandi ritorni.
Sempre da qui il mio estremo dispiacere quando assisto ripetutamente ad attacchi che potrebbero tranquillamente essere risparmiati e critiche velenose, da una parte e dall’altra.
Questo perché vedere queste piccole lotte mi fa pensare un po’ a quel partito che nessuno dovrebbe votare e che spreca il 99% della propria energia in battaglie tra dalemiani, lettiani e veltroniani, che invece di pensare al paese di cui (dovrebbe essere) è espressione lotta per decidere quale gruppo di deputati europei raggiungere, che invece di trattenere le migliori energie che lo raggiungono, candida qualche mastelliano poco affidabile che finisce poi a sorvegliare la Rai da espulso. Per la cronaca il restante 1% dell’energia viene utilizzata per dire che chi vota questo partito è la parte migliore del paese e limitandosi spesso a criticare le politiche fatte dal governo senza proporre grandi alternative (che vorrebbe poi dire fare politica. Almeno credo).
Troppo spesso insomma, anche in questo spazio, che si vorrebbe spazio di riflessione, si finisce a battersi per un tozzo di pane, continuando a far finta di non vedere l’incendio che c’è intorno. Capisco i disperati attacchi di chi si sente ormai legato al passato: ma perché perdere tempo a rispondere e invischiarsi in improbabili lotte intestine invece di pensare a costruire qualcosa di solido per il futuro?
Forse si dovrebbe cominciare abbassando un po’ i toni, cercando di spingere il pensiero un po’ in avanti nel tempo senza limitarsi a voler sembrare “più” degli altri, chiunque essi siano, senza accorgersi che nessuno ormai ascolta più queste discussioni. Anche perché spesso delle vere discussioni tante di queste ormai hanno solo il rumore, mancando i contenuti che non siano attacchi diretti (più o meno velati e più o meno pitagorici).
Questo è un po’ quello che appare, vivendo e vedendo tutta la situazione da 1.000 km di distanza.
E qui (http://www.simonemorgagni.it/?p=367) un piccolo e iniziale contributo che spero possa essere di qualche arricchimento.
Buon fine settimana a tutti
Devo una risposta a Gianluca (e forse anche a sua moglie se quel riferimento alla raccolta differenziata è rivolto a me).
Intanto la prima riflessione riguarda la azioni di Hera.
Oggi valgono euro 1,483 e negli ultimi due giorni hanno perso più del 12%. La quotazione minima dell’anno in corso è stata di euro 1,350 e la massima di euro 3,475. Ovviamente la crisi in corso ha di fatto più che dimezzato la quotazione del titolo e si capisce bene che nell’approccio a questo tipo di prodotti finanziari le considerazioni non sono mai abbastanza.
L’alienazione che propone Balzani va dunque valutata in un momento storico di grande difficoltà. Se l’intendimento è ripristinare un rapporto corretto tra chi eroga un servizio e chi si fa garante dello stesso, benissimo.Se è quello di vietare l’utilizzo di prodotti finanziari speculativi (azioni, derivati, ecc.), ancora meglio.
Ma se la vendita delle azioni non è fatta al momento giusto (e mi scuserà Gianluca, ma se sapessi prevedere l’andamento della azioni, sarei lieto di lavorare meno ) è ovvio che la collettività potrebbe subirne le conseguenze. Tra l’altro questo argomento potrebbe essere dibattimento di campagna elettorale (chiedendo al sindaco come mai non si è provveduto a vendere prima le azioni) ed utili potrebbero essere le risposte.
Veniamo alla raccolta differenziata.
Il dato di raccolta di Forli unito alle migliaia di firme contro l’inceneritore sono dati di partenza utili per una riflessione. Perchè, se chi ha firmato il documento si proponesse anche di effettuare la raccolta differenziata il dato di Forli sarebbe ben diverso ( ma un conto firmare un foglio, un altro impegnarsi ogni giorno). Aiuta anche capire come mai in provincia il dato di rifiuti pro capite è di gran lunga maggiore che la media nazionale (720 kg contro 660 Kg) e certamente la minor produzione di rifiuti sarebbe il primo passo da incentivare culturalmente.
Certo che l’introduzione di un sistema così impegnativo non è mai semplice per un amministratore (ricordiamo bene le forti critiche al sindaco di Forlimpopoli e vi assicuro che anche a Pesaro, dove sono spesso per lavoro, l’amministrazione che ha da poco varato il progetto ne riceve altrettante), ma se l’obiettivo che ci poniamo è ottenere il miglior risultato con la minima spesa dobbiamo riconoscere che il sistema a cassonetto (se i cittadini conferiscono) è sicuramente meno costoso del porta a porta.
Che poi i cittadini nell’essere obbligati si impegnino con spirito diverso nella raccolta è elemento da valutare, ma se l’obiettivo dell’analisi è un semplice rapporto costi-benefici è ovvio che la raccolta a cassonetto è meno costosa.
Che questa riflessione venga valutata come “una difesa dello status-quo” la posso accettare, ma vorrei mettervi al corrente che chi difende lo status-quo in realtà è uno dei pochissimi cittadini in provincia (probabilmente l’unico) ad avere un’abitazione che si alimenta solo con le energie rinnovabili (solare, fotovoltaico e geotermico). Che per questo ha ricevuto dal comune di residenza l’ingente somma di euro zero come incentivo, e che si è visto anche togliere dall’attuale governo la detrazione del 55% sulle spese energetiche sostenute.
Tanto per chiarire che spesso le chiavi del paradiso uno se le può mettere dove immaginate.
Molti saluti.
A proposito di primarie, contenuti delle proposte programmatiche dei candidati,etica della politica, cambiamento necessario o meno.
Ho letto sui giornali che l’assessore Zelli, ovviamente d’accordo con Nadia Masini e probabilmente l’intera Giunta comunale, ha presentato in Consiglio comunale la proposta di concedere all’azienda Falber la trasformazione di un terreno agricolo di 28.000 mq in area industriale, questo nonostante il parere contrario degli uffici tecnici del Comune.
La giustificaziobne.? “Non si può dire no a una azienda in tempo di crisi”.
Io avrei preferito si fosse detto: “Posto che abbiamo detto si alla Querzoli e alla Ferretti per 350.000 mq in nome dello sviluppo (promessa non ancora mantenuta) peraltro occupando un sesto del terreno perchè il resto era e rimane un investimento speculativo, non possiamo negare eguale possibilità a chi ha l’acqua alla gola”.
E ancora: “Dal momento che abbiamo dato il via a una nuova grande zona industriale, da Villa Rotta e Carpinello fino a ridosso della Fiera - 400 Ha, cioè 4 milioni di mq - quando un terzo delle aree industriali e artigianali di P.R.G. è inedificato o presenta fabbricati con su scritto “vendesi” o “affittasi”, ebbene già che ci siamo conviene ampliare il divario offerta-domanda avendo presente a) che il mondo e l’Italia vivono un periodo di grandiosa espansione economica, b)che sono in arrivo migliaia di marziani che chiedono di lavorare nelle industrie”.
A questo punto sono certo che i grandi innovatori della politica urbanistica comunale - iniziata nella seconda metà degli anni 90 e portata avanti “con successo” negli ultimi tempi - nel fare questo hanno pensato a tre fattori di interesse generale: 1° Più territorio cementifichiamo meglio è, sicuramente per l’ambiente da difendere,i servizi pubblici da sviluppare, i costi che i lavoratori addetti all’industria devono affrontare. 2° Se aiutiamo gli industriali a non fare il loro mestiere investendo in qualità di prodotto e processo ma puntando alla rendita e alla speculazione sui terreni riusciamo a influire sulla evoluzione della cultura d’impresa per vincere la sfida della globalizzazione dei mercati.
3° Smettiamola con la storiella che i cittadini sono tutti uguali, che la pubblica amministrazione deve offrire pari opportunità ai potenti e agli impotenti,ai ricchi e ai poveri, e che la politica di sinistra debba essere diversa da quella della destra;sono utopie che potevano essere valide quando il Sindaco della città percepiva 1,2 milioni di lire al mese (cioè meno di un operaio) per 12 mesi l’anno e magari gestiva senza compenso un grande Consorzio, adesso ci dicono che siamo una casta e dobbiamo comportarci di conseguenza.
Morale della favola: chi propone al Consiglio comunale scelte politicamente tanto spericolate ed eticamente inaccettabili - e per di più lo fa durante il confronto delle primarie, aspetto da non sottovalutare - per poi essere sconfessato da una parte dei consiglieri PD e di partiti della maggioranza, non mi pare possa aspettarsi di essere sostenuto da chi veramente crede che il PD debba vincere la sfda della innovazione riformista. Cordiali saluti.
Vorrei commentare le sempre chiare parole di Giorgio, amico e piacevole compagno di molte chiacchierate. Sul merito delle candidature a queste primarie ci siamo schierati su fronti opposti per motivi diversi, lui, credo, perchè intravede in uno dei candidati un vento di rottura con il vecchio establishment, sperando nella forza riformatrice di un outsider, io dall’altra parte convinto che in un momento così complicato della vita economica del mondo, l’esperienza e le prove sul campo valgano più di una vita dedicata al mondo accademico. Fatta questa premessa, mi piace pensare che tutti siamo consapevoli che, in un partito che si da come regola di democrazia lo svolgimento di primarie per l’individuazione del candidato migliore, poi quello scelto dal voto diventa il cavallo con cui correre per tutte le forze all’interno del PD. Caro Giorgio, in realtà come sai, anch’io concordo con te che ci siano cose strane che avvengono nel palazzo, la situazione creatasi sul caso Falber è significativa, ma mi è stato riferito che sollevata la questione è stato anche veloce il suo stralcio da quella serie di provvedimenti che comprendevano anche le approvazioni delle varianti per l’esecuzione del 4° lotto della tangenziale, quello che collegherà l’autostrada con i lavori che si stanno concludendo in direzione di San Martino-Grisignano. Le aree artigianali e industriali che tu hai indicato e che sono state fortemente volute da questa amministrazione, saranno punti di sviluppo per la città, lo speriamo tutti, chiaramente l’amministrazione se ne dovrà far carico facendo arrivare in queste aree aziende che possano dare quel contributo di qualità produttiva e di ricerca e sviluppo che possono effettivamente portare ricchezza e valore aggiunto ad un territorio. Se così non fosse ci troveremmo con un grande problema. Tu mi ribatteresti sicuramente che non è importante cosa succederà dopo ma il percorso che si è intrapreso per giungere a quelle aree, un percorso non sempre intrapreso per il bene comune di un territorio e della sua gente, ma più rivolto al compimento degli interessi di pochi che possono fare la voce grossa con il ricatto dei posti di lavoro. Probabilmente ci sono molte cose giuste in quello che dici, ma acqua che passa non macina più, dobbiamo quindi ora preoccuparci dell’acqua che passerà nei prossimi 5 anni. Nell’avventura che ci apprestiamo a compiere per le amministrative del 2009, ci sono più insidie di quanto noi ci aspettiamo, per fortuna a livello nazionale il governo Berlusconiano ci sta facendo partire con il piede giusto. Le risposte insufficienti alla crisi (con il mio auspicio che si pssa fare meglio), il continuo ed evidente conflitto di interessi, sono tutti elementi che ci preoccupano e tanti italiani forse stavolta inizieranno ad aprire gli occhi.
Non ci sono parti politiche, ne a livello nazionale ne a quello locale, che possono avere la sfera di cristallo, non ci sono persone capaci di fare miracoli.
Io penso che solo il lavoro costante di tutti i giorni, l’impegno per il bene comune, gli ideali più alti ed un modo di fare politica trasparente, possono aiutare in questi periodi di caos calmo, in cui il domani sembra difficile.
Consapevole che tu sei un uomo che ama la sua città e che finchè ne avrai la possibilità, se costretto, sarai anche una voce fuori dal coro. Ti saluto con affetto e spero che presto potremmo parlarne assieme di questo nostro PD, tanto voluto ma che ora richiede tanta buona volontà nella sua crescita.
Massimo
Caro Massimo, grazie per i complimenti e per gli auspici, sopratutto per questo partito che stiamo iniziando a costruire con tantissime difficoltà.
Io penso, non da ora, che le persone che hanno maturato conoscenze, professionalità ed esperienze da una parte debbano tirarsi da parte (voglio dire non chiedere, tantomeno pretendere, di ricoprire ruoli politici o istituzionali se non meramente onorifici) e dall’altra devono cercare di trasmettere ai più giovani il patrimonio accumulato per aiutarli a fare bene il loro lavoro.
Come sai ho cercato di farlo, anche con l’Associazione Forlì-Romagna, e penso che qualcosa di buono sia maturato: tu ed altri lo testimoniate.
Purtroppo non è stato possibile fare altrettanto con i gruppi dirigenti della politica e le massime figure istituzionali in quanto, come è stato evidente dal 2000 ad oggi, non tutti capiscono a tempo debito che bisogna cambiare perchè il mondo e la stessa realtà locale non è quella di prima, che la politica non può essere gestita in funzione dei posti da occupare, che vanno evitate le sbandate sui contenuti dell’azione di governo a tutti i livelli e le omologazioni a prassi organicamente estranee, nel nostro caso, ai valori della sinistra che ama il riformismo progressista.
Auto referenzialità.? Superbia.? Chiusura al dialogo e perfino all’incontro per discutere.? Qualcos’altro.? Non lo so, fatto sta che, per stare all’argomento, sono stato considerato un molestatore politico quandopiù volte ho sostenuto che la politica urbanistica si fa con il PRG e non con le varianti, che il territorio è prezioso e va usato nel modo più parsimonioso possibile, che non si può abusare dello strumento “accordo di programma” facendo diventare l’interesse pubblico minimale rispetto a quello privato proponente, che è assurdo concedere l’uso industriale di una grande quantità di ettari di terreno agricolo (sottraendoli alle esigenze di produrre alimenti) quando nelle zone industriali e artigianali di PRG ci sono centinaia di ettari e tanti capannoni vuoti, che è del tutto improvvido dare il via a una nuova zona industriale da 400 Ha visto che non c’è la necessità e Forlì, come tutta la regione, devono puntare a riqualificare lo sviluppo dell’industria non ad espanderla.
Sai, caro Massimo, di mezzo ci sono alcune cose (valori ambientali, costi sociali e per la pubblica amministrazione, parità di condizioni tra i cittadini, principi etici ecc.) che io penso debbano stare a cuore a tutti i democratici. E, in ogni caso, io non sopporto di essere “aggirato” con la storiella delle “difficoltà dell’industriale” quando so che allo stesso titolo - aiutare una persona o un gruppo di azionisti - il 90%
dei cittadini potrebbe a maggiore ragione chiedere di essere supportato dal Comune.
E come non sapessi perchè una nuova zona industriale nasce proprio lì, chi da tempo ha opzionato o acquistato i terreni ecc. ecc.
Questa storia della Falber non è passata in Consglio comunale non perhè la Giunta l’ha ritirata ma in quanto, a parte l’opposizione, alcuni partiti di maggioranza hanno sollevato dubbi e altrettanto hanno fatto quattro consiglieri PD (dovevano essere di più, mi dispiace per alcuni “innovatori”) costringendo al ritiro della proposta; forse perchè il rinvio avrebbe bloccato un provvedimento più generale giusto e urgente.
Le primarie servono, a mio avviso, per scegliere le persone più adatte - in relazione al loro profilo complessivo e alle idee che mettono in campo - a vincere le elezioni; non devono contare le provenienze politche e l’esperienza amministrativa.
Obama ha dimostrato, vincendo le primarie contro la Clinton e le elezioni contro Mcain, che la gente vuole persone nuove e idee coraggiose, non il continuismo e la consacrazone delle carriere.
Io penso che altrettanto accadrà in questa città, che non è quella che dipinge la destra ma neanche quella che si è aggiornata per affrontare la crisi incombente e rilanciare il suo ruolo in Ronmagna e nella regione.
Non dimentichiamo che lo dobbiamo fare senza poter contare neppure su un parlamentare e un consgliere regionale: un bel risultato per i dinosauri della politica locale, una ragione in più per aprire una nuova stagione della politica. Ciao, Giorgio
da l’Unità di venerdì 5 dicembre 2008
Prima pagina
“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni a partire dal governo.
Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai Tv, alcuni grandi giornali.
E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica”
Enrico Berlinguer
http://www.unita.it/index.php section=news&idNotizia=73921
Sara Samorì
LE PRIMARIE SONO UNA COSA SERIA.
Riporto qui uno stralcio di interventi postati su Romagna oggi a proposito delle primarie:
* caplaz
Vedendo Nadia da quel di Ravenna,a me pare che il suo mandato lo abbia espletato in modo assai degno di considerazione e che pertanto, se io dovessi votare a Forlì non esiterei un istante a porre la crocetta sul suo nominativo.
* Stefano Ra - 05/12/08 - 21.21
Caplaz da Ravena ut vò e binocul …
La Masini fa rimpiangere anche l’impalbabile Matteucci!!!
* scipione - 05/12/08 - 23.34
me a sò ad furlè ma me deg che caplaz u ia ciapè…
nemo propheta in patria…. speriamo che Balzani rimanga a Ravenna…per lui e per forlì
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Al di là del tenore delle argomentazioni (sich), trovo ogni giorno conferma di un certo modo di pensare, espresso da tal *Scipione* (che interviene con editti quasi giornalieri su Romagna oggi e ovviamente attacca di continuo una parte - del tutto ufficiale e legittima - del Partito democratico forlivese). Ma scipione è seguito da red wolf, e magari è amico di Ramon Turone, Archimede, e ancora dei vari *Diego Cicognani* che scrivono lettere al Carlino (peraltro mi risulta che il piccolo non sappia ancora scrivere….): scrivono interventi sempre aggressivi, tesi a non riconoscere - in questo mostrando un manifesto deficit di spirito democratico - la pluralità di opinioni e opzioni, che sono il sale in un partito aperto e democratico.
Sono interventi che danno il senso di come, IN REALTA’, abbiano già vinto i sostenitori della “nuova stagione” voluta da Veltroni e coloro che si battono per un libero confronto all’interno del partito e degli organismi dirigenti (altrimenti il partito democratico NON E’), anche attraverso lo strumento - fondativo del pd - delle PRIMARIE, DELLE PRIMARIE *VERE*.
Per questa ragione mi permetto di postare qui quanto ho risposto a Scipione:
Mi permetto di far notare a Scipione (il quale mi pare intervenire sempre su molte cose, con molta sicumera, e soprattutto denigrando gli altri - e ovviamente sempre coperto da uno pseudonimo, come molti qui) che:
- Roberto Balzani, che è uno dei due candidati del PD alle primarie di Forlì, vive da sempre a Forlì e da sempre ha operato anche per la città di Forlì, e anche per alcuni comuni vicini, per le sue specifiche competenze;
- che la chiusura di Forlì in questi anni e la sua perdita di centralità nel contesto romagnolo, nonchè la sua totale perdita di legami con il territorio (e di qui molti problemi per la città e i comuni limitrofi) sono una precisa responsabilità di chi ha amministrato dall’alto il partito e di chi ha preteso di governare i partiti di maggioranza della giunta attuale sempre all’insegna della conservazione e dell’esclusione di competenze, energie, risorse. E in questo un sindaco avrà la sua parte di responsabilità.
- finalmente, con il partito democratico (che non è l’aggregazione di vecchi partiti), un principio è passato: quello basilare, liberale prima che democratico, che si possono *scegliere* le opzioni, i candidati, i leader e che lo si fa attraverso un confronto aperto e regolato. Un principio peraltro calpestato nella scelta delle candidature alle recenti politiche (con la complicità di un ristrettissimo gruppo di persone, guarda caso attualmente tutte schierate da una parte e capeggiate dal principale sponsor di Nadia Masini, ovvero Roberto Pinza): l’esito è stato nefasto. Il parlamentare forlivese è…della Lega.
Forse è il caso che Scipione, che ama la storia, si studi le vicende più recenti della storia locale e magari prima di intervenire in maniera così netta si documenti, almeno un poco.
Purtroppo non voto a Forlì, ma se potessi farlo non avrei dubbi ad esprimere, molto serenamente, il mio consenso per Roberto Balzani. Un consenso che andrebbe ad un candidato del partito di cui faccio parte, fatto salvo il principio che poi, una volta concluse le elezioni primarie, si sostiene il candidato del partito che le ha vinte alle elezioni successive.
Questo è l’abc della democrazia che tanti “veltroniani di facciata” il 14 ottobre 2007 ancora oggi devono apprendere.
Ma del resto l’essere strumentali è tipico dei furbetti, nonchè di coloro che la politica amano farla a “viso coperto” o sottopseudonimo.
Qui siamo abituati a farla con molta trasparenza e a faccia ben visibile. E non temiamo nessun attacco o denigrazione, perchè crediamo nelle ragioni della democrazia, che non si fa dall’alto, ma solo “dal basso”.
Thomas Casadei
(componente Direzione e Assemblea Territoriale Pd - Forlì)
Mi scuso per il ritardo ma come tanti si lavora e il tempo purtroppo rimane sempre più esiguo. A proposito delle giuste spiegazioni date da Riccardo aggiungerei solo qualche nota:
1) La vendita delle azioni di Hera è e deve intendersi, a mio avviso, come una scelta politica, un necessario smarcamento da quello che è diventato un monopolio privato a partecipazione pubblica ( che lo omologa e lo sdogana con il suo 51%) disastroso agli occhi dei cittadini. Certo che a livello finanziario questo non appare sicuramente il momento migliore anche se le azioni stesse hanno risentito più della mancata ultima fusione che della crisi mondiale e forse, proprio per questo, la ricrescita sarà più lenta e difficile. L’indicazione di Balzani, comunque, è programmatica e deve dare l’idea della strada da seguire prima o poi.
Per la raccolta porta a porta i riferimenti non erano rivolti a Riccardo ma a chi ancora oggi ci illude con “esercitazioni sperimentali di quartieri” per non ammettere chiaramente che è contrario ora e da sempre al processo ( ricordo come si schierarono certi personaggi quando Forlimpopoli scelse il sistema porta a porta). E’ tipico di una vecchia politica, ormai agonizzante, indossare la maschera giusta per ogni occasione (ecologista, riformista, progressista…) coprendo con un semplice velo di ipocrisia l’immobilismo e la scarsa volontà di cambiare. A ciò si collegano gli ignoti cavalieri che in maniera piuttosto triste tentano sotto mentite spoglie di difendere le loro posizioni privilegiate, i loro stipendi le loro lobbies. Non sarò mai per chi non ha il coraggio di metterci la faccia perchè è l’inequivocabile segno del doppio giochismo, dell’inganno, dell’opportunismo.
Infine una semplice annotazione riguardante la campagna di queste primarie: le degnissime sponsorizzazioni del sindaco uscente da parte di ministri e sottoministri più o meno in ombra non appaiono un pò come le patetiche raccomandazioni fatte da chi conosce i limiti del proprio raccomandato? E’ opinione personale, ma penso sempre che chi ha buone carte in mano non utilizza jolly usciti dalla manica che molto spesso nulla o quasi conoscono del contesto soprattutto in una competizione amministrativa. Comunque sarà il cittadino a scegliere e da quel momento chiunque avrà vinto sarà il candidato sindaco di tutti alle prossime elezioni. Buona fortuna. gianluca monti