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Aspettando buone notizie dall’America

Aspettando buone notizie dall’America…

Martedì 4 Novembre 2008 dalle ore 2, presso il Circolo ARCI “Dell’Amore” (P.le Foro Boario)

Notte bianca promossa dal PD Forlivese per seguire in diretta i risultati delle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America
Interverranno
Lucio Nardi (Segretario Circolo PD Foro Boario)
Alessandro Castagnoli (Segretario Territoriale PD Forlivese)
Nadia Masini (Sindaco di Forlì)
Piano Bar con Sofia - Vino e ciambella per tutti

Partito Democratico/Unione Territoriale Forlivese e Partito Democratico/Circolo Foro Boario

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10 Commenti a "Aspettando buone notizie dall’America"

  1. Alessandro Pilotti 31 ottobre 2008 23:46

    Mi fa piacere che l’Unione Territoriale Forlivese promuova questa bella serata per Barack. Peccato che nessuno abbia avvisato l’area tematica di competenza di cui faccio parte… ma lo stile dei nostri amici lo conosciamo

  2. Sara 1 novembre 2008 09:02

    Mi associo al commento di Alessandro Pilotti:

    mi fa davvero piacere sapere che il Pd territoriale forlivese non abbia dato voce, nè spazio (nemmeno per un breve confronto) in questo caso all’area tematica territoriale di competenza (Europa, diritti civili e relazioni internazionali (America)), e aver saltato nuovamente l’”ostacolo” della condivisione e del consenso.

    Questo dimostra, più delle parole di alcuni di noi, che la gestione del partito attualmente viene condotta da personaggi che evidentemente hanno una concezione del partito come di una cosa loro.

    Nel frattempo brandiscono in direzione di voci nuove e alternative il grimaldello degli “spacca partito” per convenienza,certo, e per non perdere terreno al centro dello zoccolo duro tradizionale

    Ringrazio ancora i medesimi, per prestare come sempre tutti noi alle vostre strumentalizzazioni del caso

    Sara Samorì

    vice coordinatrice dell’area tematica territoriale Europa, diritti civili, relazioni internazionali (America)

    In calce, l’articolo delle aree territoriali dello scorso 24 settembre (tanto per rinfrescarci la memoria)

    FORLI’ - Il Partito democratico forlivese ha scelto i responsabili delle Aree Tematiche. Lo ha fatto lunedì sera 22 settembre con 14 incontri svoltisi in simultanea nel corso dei quali gli aderenti ad ogni area hanno eletto i propri coordinatori.

    “La buona partecipazione, l’intervento di tante persone non aderenti al Partito - commenta Alessandro Castagnoli, segretario territoriale del Pd - ma disponibili a dare una mano, ci incoraggiano a proseguire nella costruzione di un Partito aperto verso le sollecitazioni della società civile, capace di essere sempre più in sintonia con l’opinione pubblica e di interpretare la necessità di una urgente riforma della politica”.

    “Le Aree di Lavoro del PD saranno, sin dai prossimi giorni, un momento importante di incontro per sviluppare idee ed elaborare proposte utili anche in vista delle Elezioni Amministrative del 2009 - aggiunge Castagnoli, assieme Marco Errani, dell’Ufficio programma del Pd forlivese -. Stiamo attrezzando un cantiere di grande innovazione con spirito di servizio verso le Istituzioni del nostro territorio e apertura rispetto al mondo dell’associazionismo e delle categorie organizzate”.

    Tutela,

    valorizzazione del territorio e infrastrutture: Luciano Neri

    Urbanistica e paesaggio: Roberto Pasini

    Economia e innovazione: Maria Maltoni e Lucio Nardi

    Ambiente, energia, agricoltura e sviluppo sostenibile: Mirko Betti

    Lavoro, occupazione e sicurezza: Lucia Bongarzone

    Sanità! ; e welfare: Guglielmo Russo

    Turismo, beni e attività culturali, arti, spettacolo e sport: Carlo Giunchi e Lara Mengozzi

    Formazione, scuola e università: Giorgio Ravaioli

    Europa, cittadinanza, immigrazione e diritti umani: Lamberto Zanetti

    Famiglia e volontariato: Evangelista Castrucci

    Giustizia: Patrizia Graziani

    Cultura politica: Thomas Casadei e Luciana Tampieri

    Enti locali e area vasta Romagna: ! Giancarlo Zeccherini e Bruno Biserni

    Economia sociale e diritti dei consumatori: Lanfranco Tuppolano

  3. alice kappa 4 novembre 2008 16:37

    OBAMA è nato nell’agosto del 1961 ed ha l’ascendente in acquario, anche BALZANI credo sia nato nello stesso mese e anno e mi piacerebbe conoscerne luogo, data e ora esatte. Mi potete aiutare?

  4. Alessandro Pilotti 4 novembre 2008 19:01

    Balzani è nato il 21 agosto 1961. Cuspide Leone/Vergine. Ascendente sagittario

  5. Chiara Mazza 4 novembre 2008 20:55

    Primarie, attacco di Capano al Comune: “Manca competenza politica”
    DA ROMAGNAOGGI 4 novembre 2008 - 16.15

    “Forlì manca di competenza politica”. Non usa giri di parole il presidente della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna, sede di Forlì, per attaccare frontalmente l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Nadia Masini. Lo ha fatto lunedì sera durante l’iniziativa sulla scuola organizzata dal comitato “Forlì per Balzani”, che sostiene la candidatura di Roberto Balzani, sfidante del sindaco Masini, alle primarie del Pd del 14 dicembre.

    “L’Ateneo romagnolo va a gonfie vele sia per qualità dei corsi e dei docenti, che per il gran numero di studenti iscritti. Ma Forlì deve stare attenta, perché sconta una grave carenza di progettazione nelle politiche universitarie”. L’attacco frontale all’amministrazione comunale guidata dal sindaco uscente Nadia Masini proviene niente meno che da uno dei “baroni” più acclamati del mondo accademico forlivese, Giliberto Capano.

    Il preside della Facoltà di Scienze Politiche “Università di Bologna sede di Forlì”, come lui stesso ha precisato, è intervenuto lunedì sera al “Diagonal Loft Club”, al culmine dell’incontro su “Scuola e cultura appello all’intelligenza” promosso da “Forlì per Balzani” in vista delle primarie Pd di Forlì del 14 dicembre. Capano, che non ha fatto mistero di sostenere la candidatura a sindaco di Roberto Balzani, ha poi alzato il tiro sostenendo che “Forlì manca di competenza politica” Basta vedere il contrastato iter di realizzazione del Campus universitario nell’area storicamente occupata dall’ospedale “Morgagni”.

    “Se n’è cominciato a parlare nel 1998 - incalza il docente - e sinora, nonostante i continui tagli di nastro di questo o quell’ambiente, lo spazio assegnato alla mia facoltà nell’ex padiglione “Giuditta Morgagni” si è incrementato di 120 metri quadrati, poco più di un appartamento. E’ mancata la spinta politica per fare ed avere di più. Morto il sempre più compianto senatore Leonardo Melandri, la politica universitaria è andata in mille pezzi”.

    Capano ha detto la sua al termine di una serie di contributi programmati resi da addetti all’educazione di ogni ordine e grado, a cominciare dall’insegnante nella scuola d’infanzia Loretta Prati e passando per la preside del Liceo Scientifico di Forlì Morena Mazzoni. La serata è iniziata con l’intervento del candidato a sindaco alle Primarie del Pd Roberto Balzani.

    Di fronte ad almeno 300 persone, che hanno stipato il locale di viale Salinatore all’inverosimile, Balzani, da vero addetto ai lavori in quanto preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna, ha denunciato la grave crisi della filiera formativa italiana, ribadendo che il vero artefice della famigerata Legge 133 di riforma del sistema scolastico è Giulio Tremonti.

    “Altro che il ministro Gelmini - dichiara - solo Tremonti poteva partorire un provvedimento capace di operare unicamente dei tagli finanziari, senza alcun riscontro programmatico né progettuale”. Le cose non potranno che peggiorare: già ora gli studenti italiani non reggono il passo conoscitivo con i colleghi degli altri paesi europei, figuriamoci dopo la cura Gelmini.

    “Com’è possibile - chiede Balzani - che, mentre l’Italia riduce ulteriormente i fondi alla scuola, in Francia il presidente di destra Sarkozy aumenta del 50 per cento la dotazione in favore della formazione?”. La desertificazione culturale in atto in Italia sta letteralmente uccidendo un popolo. Occorre ripartire dalle questioni basilari e interrogarsi su come fare per trasferire il più efficacemente possibile la conoscenza ai ragazzi. Balzani propone di elaborare grandi progetti generali per ordini di scuole, potenziando così l’aspetto pratico delle conoscenze specifiche. E ritornando sull’Università, “dobbiamo tornare a progettare avendo presente le esigenze e le vocazioni reali del territorio. Basta con le inaugurazioni e i tagli di nastro: i corsi di laurea con pochi iscritti e insufficiente impatto sui giovani vanno chiusi”.

  6. sara 5 novembre 2008 05:48

    Signori e Signore…..

    MR PRESIDENT (44): BARACK OBAMA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    CHANGE, WE NEED; IN CHANGE WE BELIEVE!!!

    …l’AMERICA è arrivata, ora tocca a noi…

    Sara S.

    Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti

    La Cnn annuncia che Barack Obama e’ presidente degli Stati Uniti e Chicago esplode. Il network Tv e’ quello che per tutta la sera ha trasmesso le immagini del conteggio dei voti sui maxischermi nel parco di Chicago allestito per la festa. Quando la CNN ha annunciato che Obama ha superato i 270 voti elettorali necessari per vincere, le centinaia di migliaia di persone che si trovano nelle strade della citta’ sono esplose in un boato di gioia.

    JohnMcCain ha chiamato Obama e si è congratulato per la vittoria
    McCain si è rivolto ai suoi sostenitori: “Il popolo americano si è espresso, poco fa ho telefonato a Obama per congrastularmi. il suo successo merita il mio rispetto. Ha vinto ispirando tanti americani. E’ stata un’elezione storica, riconosco il risultato speciale per gli afroamericani. Ho sempre creduto che l’America offra la possibilità del successo a tutti. E non deve esserci nessun motivo per credere che gli Usa siano il più grande paese del mondo. Obama ha raggiunto un risultato straordinario. Esprimo le mie condioglianze per la morte di sua nonna che sarebbe stata orgogliosissima. Farà di tutto per aiutarlo e superare gli ostacoli. Chiedo a tutti gli americani di assicurargli tutto il sotegno per unirci ancora di più. Nonostante le nostre differenze siamo tutti americani. E’ naturale essere delusi stasera, ma da domani dobbiamo lavorare insieme per il paese. La sconfitta è mia non vostra”.

    Nella notte elettorale il primo risultato veramente devastante per il repubblicano John McCain e’ giunto dalla Pennsylvania: lo Stato e’ andato al democratico Barck Obama nonostante l’incredibile impegno di denaro e di tempo profuso dall’eroe del Vietnam per conquistare lo stato di ‘Rocky’ e de ‘Il Cacciatore’.
    McCain aveva fatto di una vittoria in Pennsylvania la base della sua strategia per battere Obama: vinto quattro anni fa dai democratici era l’unico stato importante democratico che appariva alla portata del senatore repubblicano.

    Barack Obama, secondo la Fox, e’ riuscito a strappare ai repubblicani l’Ohio e il suo ricco pacchetto di 20 voti elettorali. Per il candidato democratico si tratta di un’impresa storica: dal 1964 chi ha vinto in Ohio si e’ sempre aggiudicato la Casa Bianca. Proprio qui nel 2004 John Kerry venne sconfitto per poche migliaia di voti da George W. Bush. Contrariamente agli exit poll, le proiezioni Cnn per la Florida danno Obama in netto vantaggio al 65% e McCain al 34%.

    “Siamo contenti di quello che vediamo”: lo ha detto lo stratega della campagna elettorale di Barack Obama, David Axelrod, in un primo commento a Chicago ai risultati in arrivo dai vari Stati.
    “Aspettiamo di vedere i risultati che arriveranno dagli Stati del West”, ha detto Axelrod, che non si e’ sbilanciato sull’andamento della corsa, ma si e’ detto soddisfatto soprattutto per le affermazioni che si delineano per il candidato democratico in Virginia e New Hampshire, due Stati-chiave nella corsa.

    Intanto si apprende che il voto afro-americano e’ stato meno imponente del previsto: il 13 per cento del’intero elettorato, solo marginalmente piu’ alto del 2004, quando i neri costituirono l’11 per cento del totale dei votanti. Avrebbero votato per Obama in particolare le donne e gli ispanici.

    Gli stati pro Obama
    Vermont (3), Ohio (20) Connecticut 7), Delaware (3), Distretto di Columbia (3), Illinois (21),
    Maine (4), Maryland (10), Massachusetts (12), New Hampshire (4),New Jersey (15), Pennsylvania (21), Michigan (17), Minnesota (10), New Mexico (5), New York (31), Rhode Island (4), Wisconsin (10), Iowa (7), Idaho (4), Virginia.

    I voti pro McCain
    Georgia (15) Kentucky (8), South Carolina (8), West Virginia (5), Alabama (9), Tennessee (11), Oklahoma (7), Nebraska (5), Kansas (6), Lousiana (9), Arkansas (6), North Dakota (3), Texas (34) Wyoming (3), Mississipi.

    Le prime proiezioni della Cnn sulla base del 10% dei seggi scrutinati assegnano a John McCain il Kentucky con 52% contro il 47% di Barack Obama. Lo stato che assegna 8 grandi elettori aveva votato per George W. Bush sia nel 2000 che nel 2004.

    Barack Obama e’ in vantaggio in Montana. Secondo exit poll di Cnn, il senatore democratico avrebbe il 50% dei voti rispetto al 47% di McCain.

    E’ testa a testa in Indiana tra Obama e McCain. Lo stato tradizionalmente repubblicano che assegna 11 grandi elettori, è considerato dagli osservatori un ‘battleground state’, cioè uno Stato conteso, uno tra quelli in cui si giochera’ l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti. Dopo una partenza bruciante, Obama ha ridimensionato notevolmente il suo vantaggio. Obama è dato al 48%, mentre McCain al 51%. Qui, nel 2004, Bush sconfisse Kerry con un margine di 20 punti. I Democratici non vincono in questo Stato dal 1964.

    Seggi chiusi
    I primi seggi elettorali per le presidenziali Usa hanno chiuso alla mezzanotte italiana: sono quelli nell’est dell’Indiana e del Kentucky. Alle 19.30 si sono chiusi i seggi in altri tre stati: Carolina del Nord, Ohio e West Virginia. L’Ohio e’ un importante swing state, ed anche la Carolina del Nord e’ stata nelle ultime settimane teatro di un testa a testa. I seggi elettorali di quattro Stati americani, tra cui Montana (3 voti) e Nevada (5 voti), due Stati in bilico chiudono alle 04:00 italiane.

    I seggi elettorali di cinque Stati, tra cui California (55 voti), Oregon (7), Stato di Washington (11), nessuno dei quali puo’ sfuggire a Barack Obama, il candidato democratico, chiudono alle 05:00 ora italiana.
    Gli altri due Stati sono Hawaii (4, favorevole ad Obama) e Idaho (4, favorevole a McCain).
    Un’ora dopo alle 06:00 chiudono i seggi in Alaska (3 voti, McCain favorito).

    Lunghe code ai seggi, in Virginia si vota a oltranza
    Anche dopo la chiusura dei seggi, prevista per le 7 ora locale, chi si trova ancora in fila potra’ votare in Virginia. Lo hanno assicurato le autorita’ elettorali dello stato dove si sono registrati diversi contrattempi ed intoppi della macchina elettorale, dovuti soprattutto l’enorme affluenza alle urne.

    A Richmond si sono anche rotte cinque delle 7 macchine elettorali di un seggio e si e’ dovuto ricorrere alle schede cartacee.
    La Cnn ha anche ricevuto telefonate di protesta di elettori che sono stati in coda per ore perché ai seggi non vi era un numero sufficiente di cabine elettorali. Nello stato del sud - dove Barack Obama potrebbe registrare la prima vittoria deemocratica dal 1964 - c’e’ stato un boom di registrazioni, soprattutto tra gli afroamericani.

  7. Sara 5 novembre 2008 11:00

    No, we can’t

    da La Stampa di oggi (05.11.2008)- editoriale di Massimo Gramellini

    Con tutti i suoi difetti, ma la democrazia in America è una cosa meravigliosa, a differenza che altrove. Certo, i candidati vengono scelti dopo un duro apprendistato e non si candidano solo quando sono sicuri di vincere, come altrove. Certo, per il rito di iniziazione all’età adulta gli studenti hanno passato la notte nei sacchi a pelo davanti al maxischermo del loro college senza il conforto di mamme e professori (succede anche questo, altrove). Certo, davanti ai seggi ci sono code chilometriche perché da quelle parti si ostinano a stare in fila per uno, anziché sperimentare forme innovative di incolonnamento a fisarmonica, a raggiera, modello arrogance («lei non sa chi sono io») o formato parakul («mi lasci passare, la prego, ché la casa mi va a fuoco e ho dimenticato mio figlio sullo zerbino con un leone a stecchetto da mesi»), molto diffuse altrove. Certo, a Chicago, sperduto villaggio dell’Illinois, ieri sera aspettavano un milione di persone in piazza ed erano terrorizzati dall’idea di non riuscire a gestirle tutte, mentre altrove ne hanno appena ospitate due milioni e mezzo (ma in realtà erano due miliardi e mezzo, anzi due milioni di miliardi e mezzo) senza fare una piega. Certo, laggiù il candidato giovane sembra proprio giovane e il candidato vecchio proprio vecchio, non come altrove, dove al vecchio crescono i capelli e il giovane fa cascare le braccia.

    Sara Samorì

  8. Denio Derni 8 novembre 2008 12:59

    Mi ero dimenticato del blues, del jazz, di Edgar Lee Masters, di John Steinbeck e di Ernest Hemingway; mi era passato di mente Malcom X e Martin Luther King, il grande Cassius Clay e gli atleti col pugno chiuso nel guanto nero sul podio di una olimpiade… Completamente scordato di Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti ,Bob Dylan, Joan Baez, Bruce Springsteen…sepolti tutti fra le ceneri dell’america di Bush e da montagne di hot dogs … mi sono compiaciuto del mio antiamericanismo, ne sono stato anche orgoglioso, fino a fare mia la battuta di un amico: “Io antiamericano? Assolutamente no! Io amo moltissimo l’Uruguay!”
    E adesso…? E adesso i miei eroi statunitensi sono tutti lì, in piedi, belli più che mai!
    E adesso, per colpa di Obama, mi tocca tornare ad amare quell ‘America…e scoprirla vincente.
    Ed accogliere questo ritorno di fiamma con tutta la passione di un perduto e ritrovato amore… Accidentaccio!!!…grazie comunque ,Obama…

  9. Alessandro Pilotti 8 novembre 2008 22:47

    Dedicato a Denio, affinchè non ceda più all’antiamericanismo (io nell’era Bush ho lavorato in una multinazionale americana e avrei più ragioni di te per essere antiamericano!)

    “Penso che Lei ricordi con quanta passione l’anno scorso io ammirassi e studiassi le cose d’America, e questa passione è andata crescendo. Lei sa pure che qui in Italia è quasi impossibile trovare qualsiasi cosa d’americano si cerchi [...] Sono a malapena riuscito a trovare qualcosa di cui avevo bisogno per la mia tesi di laurea su Walt Whitman. (Lei non sa, sarò il primo italiano a parlare di lui distesamente e criticamente. Mi perdoni, quasi sarò io a rivelarlo all’Italia!).”

    Lettera di Cesare Pavese ad Antonio Chiuminatto, novembre 1929

  10. alessio ronchi 13 novembre 2008 17:56

    Gentili amici e compagni Democratici, al riguardo delle elezioni Usa vorrei invitarvi all’iniziativa che si terrà al teatro Eliseo a Fratta Terme promossa dall’Unione Comunale del Pd di Bertinoro MARTEDI’ 18 NOVEMBRE.
    Il titolo è: “TUTTI I COLORI DELL’AMERICA DI OBAMA”, con sottotitolo “Le ragioni della svolta, le prospettive per il nuovo presidente”.
    Sarà presente come relatore il già a molti di voi noto PROF. MARIO DEL PERO, docente di storia degli Stati Uniti alla facoltà Roberto Ruffilli di Forlì.
    Ringrazio in anticipo Sara Samorì, che detiene il copyright del titolo, per la collaborazione.
    Per quanto vi è possibile diffondete la notizia, vi attendiamo numerosi!

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