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Tutti i colori dell’America di Obama

Tutti i colori dell’America di Obama (Le ragioni della svolta, le prospettive per il nuovo Presidente)

Martedì 18 novembre 2008
alle ore 20,45
presso Teatro Eliseo di Fratta Terme

Interviene

Mario del Pero (Docente di Storia degli Stati Uniti - Univ. “Roberto Ruffilli” di Forlì)

Evento organizzato dall’Unione Comunale Bertinoro

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1 Commento a "Tutti i colori dell’America di Obama"

  1. Maria Teresa Vaccari 15 novembre 2008 09:41

    POLITICA E RETE: cosa significa conoscere Internet – di Paolo Galli

    Vi posto questo interessante articolo che potete trovare anche su http://usabilita.blogosfere.it/2008/11/politica-e-rete-cosa-significa-conoscere-internet.html
    con tutti i commenti

    “Approfitto del post di Massimo Moruzzi alias dotcoma per dare la mia opinione su cosa si intende per conoscere la rete e sfruttarla.
    In passato ho commentato i siti del PD e del PDL, scritto anche qualcosina su Youdem.tv senza però mai entrare nel merito della scelta strategica. Bene, adesso però lo faccio!
    Intanto basta leggere il post di Massimo per capire qual è la sostanza del messaggio che i nostri (in questo caso il PD, non lo nascondo) politici dovrebbero recepire.
    Niente caminetti e caldarroste nel loft del partito, e vedrai, Uòlter, che nessuno penserà più che YouDem sia la cosa più importante da fare. Guarda Obama: Change.gov e un canale su YouTube…
    Sapete perché mi monta la rabbia e la delusione? Perché come spesso capita in Italia si salta sul carro dei vincitori, si sottolineano le presunte vicinanze salvo poi evitare accuratamente di assorbirne, di comprenderne con umiltà i lati positivi.
    Cosa ha fatto Obama per vincere le elezioni? Sicuramente ha messo in campo tutto il suo carisma e la sua capacità organizzativa. Ma ha anche saputo circondarsi di persone che gli hanno spiegato come usare bene la Rete. Risultato? Vittoria, con un record nella raccolta di fondi (assolutamente strepitosa considerando anche la donazione media molto bassa) e un coinvolgimento dal basso di sostenitori e simpatizzanti che sono poi diventati elettori.
    Ha inventato l’acqua calda? Ha sbandierato ai quattro venti che lui ha un sito social, web 2.0 o simili? Non mi pare proprio! Ha usato molto bene quello che c’era: Facebook, Youtube, MySpace eccetera.
    Proprio come da noi vero? Youdem.tv rimarrà negli annali del web? Non penso proprio! Cosa ci resterà della nostra politica sul web che già i blog sono deserti e chiaramente sono stati creati solo per il periodo elettorale?
    Allora, tanto per non fare solo il disfattista lancio un’idea: in Italia ci sono decine di ottimi professionisti che conoscono la Rete molto bene, che si sbattono quotidianamente per cercare di farne saltar fuori gli aspetti positivi che aiuterebbero anche il nostro retrogrado Paese a crescere. Che li si ascolti, che li si coinvolga nelle iniziative politica+Rete non solo a livello pratico - perché a quel livello non si possono evitare i disastri - ma anche decisionale (un po’ di coraggio, su, non facciamo lavorare solo gli amichetti, dai!).
    Si sfrutti la loro conoscenza per fare qualcosa di buono: si eviteranno figuracce come Italia.it e soprattutto non si inventerà più l’acqua calda.”

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