Riceviamo e pubblichiamo: codice etico e massoneria
Al rapporto tra Massoneria e PD è dedicata la disposizione del § 3, punto 1 del Codice Etico, per la quale gli appartenenti al partito si “impegnano” a non iscriversi o “ non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni”. Le associazioni oggetto di divieto sono individuate secondo caratteristiche ostative, elencate in via alternativa ( “o”, “ovvero”). Non pare dubbio, pertanto che, quanto meno, il carattere “riservato”, ovvero la previsione del “mutuo sostegno” che può alterare la par condicio, o deviare il corso della imparzialità, pongono anche la Massoneria tra le associazioni per le quali vale il divieto di doppia appartenenza.
Il Codice Etico tratta questo impegno come obbligo meramente morale, in quanto non fa derivare alcuna conseguenza sanzionatoria dalla sua inottemperanza.
Cionondimeno, il divieto morale è pur sempre indicativo di un disvalore rispetto ai principi etici ai quali deve ispirarsi la condotta di chi aderisce al PD.
Se da un lato non posso che rallegrarmi della volontà della Massoneria di apparire e mostrarsi come tale e non sotto simulate spoglie di associazioni culturali, storiche, volontaristiche e di aprirsi quindi alla vera vita sociale ed istituzionale, di talché apprezzo l’iniziativa con la quale il Collegio Circoscrizionale dei MM. VV. dell’Emilia Romagna del Grande Oriente d’Italia ha organizzato per sabato 6 dicembre 2008, nella aula Prodi del complesso di S. Giovanni in Monte in Bologna, un convegno sul tema “La Costituzione della Repubblica italiana e la dichiarazione universale dei diritti umani: 1948-2008 – Attualità e prospettive”, d’altro lato apprendo con sorpresa e preoccupazione che questo convegno vede il patrocinio della Provincia di Bologna e della Regione Emilia Romagna- Assemblea Legislativa.
Il fatto è di estrema gravità.
Al disvalore del Codice Etico si contrappone, in maniera clamorosamente stridente, il riconoscimento morale e culturale sotteso al patrocinio che soggetti aderenti al PD hanno voluto concedere alla Massoneria.
Comportamenti come questi non sono di aiuto ad una coerente crescita del partito, servono solo ad annacquare idee e principi, a spostare i confini ed a confondere i valori che sono stati posti a fondamento del PD.
Non si tratta di una presa di posizione individuale o di alcune persone, ma l’espressione unitaria di organi di formazione politica, che a questo fine si sono determinati per la intenzionale condotta dei soggetti che li compongono.
Il messaggio propagandistico, pubblicitario e di accredito che consegue al patrocinio, costituisce patente violazione di un impegno al quale quegli aderenti al PD sono tenuti come singoli e soprattutto come componenti di un ente territoriale di cui, in quanto maggioranza politica, formano ed esprimono la volontà.
Alla concessione del patrocinio è seguito l’invito a partecipare all’evento, inoltrato dalla Massoneria alle autorità e personalità della regione, sulla base di un indirizzario -verosimilmente- messole a disposizione da uno degli enti patrocinanti.
Allego copia dell’invito (per me inquietante) che, per l’appunto si fregia del patrocinio concesso da Provincia e Regione.
Aspetto di vedere se e quali iniziative saranno prese dal partito.
Fausto Baldi
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Caro Fausto, le mie opinioni sulla Massoneria sono note da oltre quindici anni e anche su questo blog le ho più volte manifestate.
Credo che la Massoneria dal 1968 ad oggi abbia perso le caratteristiche di associazione promotrice di innovazione culturale e sociale, in particolare non abbia compreso l’ecologismo, il femminismo e la cultura libertaria.
Detto questo mi sono battuto con Gad Lerner e Valerio Zanone per una formulazione meno criptica del codice etico del Partito Democratico.
Per questo non trovo nulla in contrario se istituzioni regionali e provinciali patrocinano iniziative sui quarant’anni di costituzione repubblicana.
Il Grande Oriente che fa un’operazione di definitiva uscita dalla “clandestinità” a cui l’hanno costretta prima le persecuzioni pontificie poi quelle fasciste, va incoraggiato, stimolato e anche patrocinato.
Caro Alessandro,
il problema che ho ritenuto di sollevare non è tanto ciò che possiamo pensare della Massoneria, ma quello della coerenza e della credibilità del partito, ovvero del rispetto dei principi e delle regole che ci siamo dati appena da pochi mesi.
Un divieto morale non può essere liberamente violato o cancellato da alcuno e meno che mai da chi, per incarico del partito o degli elettori, ha l’onere di impegnare le istituzioni del nostro Stato.
Sulla Massoneria italiana mi permetterai, poi, di avere ancora oggi molte riserve e perplessità, nonostante i lodevoli tentativi che sta facendo di rendersi più visibile.
Sono in questo forse influenzato, o fuorviato da motivi professionali.
Il 1° dicembre p.v. si celebrerà davanti al GUP presso il Tribunale di Bologna un processo penale per fatti tanto gravi, quanto singolari, commessi in occasione di un concorso per una cattedra universitaria bandito dall’Alma Mater Studiorum.
Dietro molte condotte oggetto di giudizio si staglia la presenza della Massoneria, presenza non reale, ma temuta e presunta da parte di alcuni imputati, che la ritenevamo essere in grado di condizionare l’esito di quel concorso, così come di tanti altri in tutta Italia.
Nulla è risultato a carico della Massoneria o dei singoli appartenenti alla stessa in quanto tali. Gli imputati, che hanno commesso crimini di gravità sproporzionata rispetto al contesto, credevano però di doversi confrontare con un potere tanto smisurato, quanto occulto, potere che -così credevano- non erano in grado di contrastare altrimenti se non con la commissione di reati. Tra gli imputati figurano personaggi eccellenti, appartenenti anche al mondo accademico, costoro ritenevano (certamente a torto e però lo credevano al punto da iscriversi, a loro volta, a logge di altra fratellanza) che la gestione del potere, che vedeva nella massoneria un co-protagonista, fosse in grado di condizionare a Bologna, come altrove, gli esiti dei concorsi per cattedre universitarie.
Di fatto, si è dovuto constatare che nel corso di molte telefonate intercettate si affermasse che la nomina dei componenti le commissioni di concorso fosse fatta da un organismo di poche decine di unità di accademici, la maggior parte dei quali appartenente al Grande Oriente.
A tutti i commissari che sono stati sentiti come persone infornate sui fatti è stata rivolta la stessa domanda: “lei è iscritto alla Massoneria?” Tutti hanno risposto allo stesso modo: “ Non ho personalmente nulla contro la massoneria, conosco e frequento molte persone che lo sono e che riscuotono la mia stima, però io non sono iscritto. Sono a conoscenza che molti miei colleghi, componenti del “X” (organismo che designa i commissari dei concorsi) sono massoni, ma io -lo ripeto- non lo sono”.
Tutti i componenti dell’organismo hanno affermato di sapere che molti di loro appartenevano alla massoneria, ma nessuno ha ammesso di farne parte.
Così come i fatti di cui è processo, accaduti nel 2006-2007, le testimonianze e le intercettazioni sono recenti.
La “riservatezza” che oggettivamente contraddistingue queste testimonianze -all’evidenza- non vere (o, almeno, non tutte vere) attesta come il rapporto tra il partito e la Massoneria (non interessa ai fini del mio intervento quello tra Massoneria e Stato) sia complesso e difficile e come certamente giustificata sia la disposizione del Codice Etico che pone il divieto di iscrizione.
E’ ben possibile essere di opinione contraria, occorre però cambiare i principi e le regole, piuttosto che violarli.
L’eventuale abrogazione del divieto farebbe chiarezza e consentirebbe nel contempo a chi ha aderito al PD anche perché vieta l’appartenenza alla massoneria, di valutare se restare o andarsene via.
Fausto Baldi
Date a Cesare quel che è di Cesare
Il dibattito che Fausto Baldi intende sollevare e la risposta di Alessandro Pilotti mi stuzzicano ad una considerazione, anche se mi si perdonerà se non sarà particolarmente approfondita. Personalmente non trovo scandaloso che le istituzioni pubbliche diano il patrocinio all’iniziativa del Goi dell’Emilia-Romagna su un tema come quello conclamato che riguarda la Costituzione. Sarebbe scandaloso invece se fra coloro che si intende patrocinare pubblicamente ci fossero figure, invece, in conflitto anche giudiziario e in contraddizione con lo Stato e le sue articolazioni. Diverso è il giudizio sul Codice etico del Pd. Personalmente avrei mantenuto alcune delle perplessità sollevate da Valerio Zanone, ma nel momento in cui liberamente si è espressa a maggioranza democratica una scelta ci si deve attenere. Certo personalmente il problema non mi riguarda, perchè se avessi accettato l’iniziazione massonica non mi permetterei neanche d’intervenire in questo modo, nè forse di avvicinarmi al Pd sia pure senza alcuna ambizione di carica o di rappresentanza, ma apre comunque il campo ad ulteriori considerazioni.
Bisogna infatti considerare che oltre al Goi ci sono, solo in Italia, almeno altre quattro comunioni massoniche, per non parlare di organismi di propaganda della fede che presentano problemi di natura etica molto problematiche: la chiesa di Scientology per esempio, per non parlare di organizzazioni come l’Opus Dei e del complesso e misterioso mondo delle sette a sfondo mistico e pseudo religioso la cui affiliazione è difficilmente verificabile (anche da parte dei servizi segreti). Mi sembra giusto che Baldi rivendichi ciò che è stato scritto nel Codice etico del Pd, ma sono altrettanto convinto che sarà difficile radiografare tutta la base del Pd nazionale, regionale e locale. Se il divieto alla segretezza vale deve valere per tutti.
La perfetta trasparenza non esiste, ma bisogna innalzare comunque la visibilità e la fedeltà alle regole (tutte) stabilite dalla Costituzione repubblicana e, mi auguro presto, da quella Europea (anche se in tanti dicono che è solo un mito). Non va infine dimenticato che nel sistema delle relazioni politiche la discriminazione verso eventuali esponenti della massoneria, in altri Stati, diventerebbe imbarazzante. Nel partito democratico degli Stati Uniti, non meno di 9 governatori sono affiliati alla massoneria, nel Regno Unito ci sono attualmente 3 ministri in carica, a Cuba un sesto dei dirigenti del Partito comunista stesso fanno parte della Gran loggia di Cuba. Sono tutte informazioni che ho raccolto dalla stampa quotidiana e periodica in questi ultimi anni. Insomma anche se è valida la difesa della democrazia italiana dalle incursioni che ne piegano la realtà, e lo hanno fatto in forme deviate più volte (P2 in testa) non possiamo fare finta di vivere in un mondo che non c’è, anche se è legittimo speare che si avveri.
Pietro Caruso
So che forse in questi giorni non è molto di moda trovarsi dalla parte di Veltroni.
Ma io ho aderito al PD votandolo come segretario e, nonostante gli errori tattici e le debolezze, spesso procurate da chi è “veltroniano” solo di facciata, mi sento di sottoscrivere in pieno la lettera aperta al “Corriere della Sera” di qualche giorno fa (http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/66303/Questione_morale:_non_difendiamo_l’indifendibile)
di cui riporto due brevi passaggi:
“Il Pd, il centrosinistra hanno una lunga positiva tradizione di governo delle città e del territorio. Ma in qualche caso, troppi per me, ci sono esperienze politiche e amministrative che hanno visto appannarsi i fattori che le avevano portate ad affermarsi nelle loro comunità: la trasparenza morale, la competenza professionale, il riformismo innovatore. In molte realtà, questi fattori si sono consolidati in un rapporto forte e maturo con la società civile.
In altre invece, certamente meno delle prime ma sempre troppe, la trasparenza è diventata opacità e uso del potere per alimentare il consenso, la competenza si è rovesciata in professionismo politico, non di rado cinico e arrogante, il riformismo innovatore si è spento in una gestione del potere fine a se stessa.”
[...]
“Noi scommettiamo sulla democrazia, la democrazia diretta dei nostri elettori, gli unici titolari della decisione sulle prime cariche di partito e sulle candidature, attraverso le primarie, da coniugare con la democrazia degli iscritti, il nostro vasto volontariato politico, che può e vuole rappresentare una delle strutture portanti della nostra vita civile. Da questo grande popolo dovrà emergere in tempi rapidi una nuova classe dirigente.”
E di seguito un altro passaggio dell’intervista di Cacciari su “Liberazione” (http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/cacciari-liber66384.pdf)
“Ce n’è troppa di democrazia all’interno del Partito Democratico. Eppure si discute sempre e soltanto di chi viene candidato al Parlamento, di chi entrerà nei direttivi. Lo vivo e lo vedo. Un dibattito autoreferenziale che non ha alcuna forza propulsiva all’esterno. Veltroni deve fottersene dei giochi di corrente, non esiste un’alternativa, deve avere più coraggio e spregiudicatezza. Senza di lui il Partito si scioglierebbe e anche D’Alema l’ha capito”
E concludo dicendo che noi, qui, in una città di provincia come Forlì, con le nostre primarie vere stiamo costruendo davvero il Partito Democratico.
A proposito di Hera
Ha fatto benissimo Roberto Balzani ad affrontare il problema Hera sia pure con pochi accenni.
E’ ovvio che nell’immediato non si tratta di vendere le azioni di proprietà del Comune, peraltro in gran parte vincolate fino al 2011 dal patto di sindacato degli Enti locali; mentre per quelle libere si sarebbe dovuto procedere due anni fa, quando qualcuno lo suggerì in alternativa all’aumento della addizionale Irpef che scalfiva tutti i redditi, compresi quelli più bassi.
Allora la quotazione era alta, si sarebbero incassati molti euro per ridurre il peso dei mutui sul bilancio portandolo in pareggio e finanziando nuovi investimenti, alle elezioni politiche di quest’anno qualche elettore non avrebbe deciso di votare per la Lega o per Di Pietro una volta visto sulla busta paga o sull’informativa INPS per la pensione quanto pesavano gli aumenti della Regione e del Comune sulle addizionali.
Ma da un po di tempo in qua i buoni consigli non sono considerati, i bilanci li fanno i direttori di ragioneria degli Enti, così si perdono i voti e poi non si fa neppure l’analisi del risultato: troppo compromettente, meglio continuare come nulla fosse avvenuto.
Ma, tornando a Hera, i problemi dell’immediato riguardano innanzitutto la conoscenza e la presa di coscienza di come opera questa azienda a prevalente capitale degli Enti locali, poi gli appuntamenti con la liberalizzazione (finalmente !) del servizio idrico e di quello dei rifiuti nel 2010, successivamente con la scadenza del patto di sindacato nel 2011.
Mi limito al primo aspetto, che considero fondamentale, con sotto mano il bilancio di esercizio del Gruppo Hera relativo al 2007, per attirare l’attenzione su alcune decisive questioni:
1. I servizi gestiti in regime di monopolio (acqua e rifiuti) sono quelli che hanno una maggiore redditività in assoluto, con margini operativi lordi del 29,1% e 28,2% , e insieme concorrono per più del 60% a formare il risultato lordo, ovvero il profitto aziendale, poi ridotto dalle imposte sul reddito.
Segue quello gestito in condizione di semi monopolio (teleriscaldamento e altre attività minori) che presenta una redditività più contenuta ma comunque rilevante, con un margine operativo lordo del 19,5%
Mi fermo per un attimo giusto per sottolineare che il margine operativo lordo del Gruppo Hera è del 14,4% , quindi i sopraindicati servizi rendono più di quelli che seguiranno.
Segue ancora il servizio gestito in condizione di posizione dominante, per via della proprietà o della disponibilità diretta delle reti (distribuzione gas metano) ma che comunque è in parte condizionato dalla concorrenza, con un margine operativo lordo significativamente più contenuto, l’11,4% , come si vede al di sotto di quello medio aziendale.
Infine il servizio svolto in regime di reale concorrenza (distribuzione e in parte produzione di energia elettrica) con il margine operativo lordo di gran lunga più basso, il 4,3%.
Questa analisi serve a documentare come le posizioni monopolistiche o dominanti portano a livelli di redditività (e di profitto) in termini percentuali e anche numerici del tutto più elevati rispetto il mercato concorrenziale dei settori liberalizzati.
Non si tratta di una valutazione accademica ma di una situazione che riguarda la massa dei cittadini, ovvero 1 milione di clienti di Hera per il 90% costituito da famiglie.
2. Uno degli ostacoli frapposti a una seria discussione sul ruolo di Hera e le conseguenze sociali del tipo di gestione è rappresentato dalla sottolineatura che fanno vari amministratori dei Comuni (non tutti per la verità) sul ruolo dei dividendi di Hera nei bilanci comunali.
In sostanza si mette in campo il contributo dei dividendi alla economia locale sotto forma di servizi resi o investimenti fatti dall’Ente locale a seguito degli utili distribuiti da Hera.
Allora è del caso fare emergere come stanno in realtà le cose.
o Il bilancio 2007 del Gruppo Hera evidenzia che l’utile ante imposte è stato di euro 142,540 milioni di euro; essendo circa 1 milione i clienti si deduce che ognuno di questi abbia contribuito con 142,54 euro, dopo avere spesato tutti i costi dell’azienda.
o Di questi euro, 32,64 sono assorbiti dalle imposte, che pesano per il 23% sull’utile lordo.
o Poi, altri 20,25 euro sono trattenuti dall’azienda come utili non distribuiti.
o A questo punto residuano euro 89,65 per ciascun cliente che vengono distribuiti come dividendo (89,65 milioni) per il 46% agli azionisti privati (41,24 milioni) quindi altri 41,24 euro a testa per cliente prendono una via diversa da quella dei Comuni azionisti.
o In conclusione, solo 48,41 euro dei 142,54 calcolati a cliente vanno ai Comuni, il 33,96%.
Ora, anche i meno competenti in materia sanno che in casi come questi si deve ragionare in termini di costi/benefici, di economia allargata, per la comunità locale come per le famiglie e le persone giuridiche clienti del gestore dei servizi.
Va fatto notare che il costo economico – non per spesare le prestazioni dell’azienda ma per determinare il risultato ante imposte – è quasi triplo rispetto il ritorno a vantaggio della comunità.
Questa è la conseguenza non della aggregazione a scala ampia delle aziende dei servizi pubblici locali, a mio avviso giusta e necessaria, ma di un progetto costitutivo di Hera che ha visto la Romagna a rimorchio del Comune di Bologna quando era guidato da Guazzaloca e il centrodestra (sbarco in Borsa in alternativa a uno o più partner industriali e Piano industriale mirante unicamente al profitto) , di una gestione tutta proiettata a tale scopo e insensibile alla qualità dei sevizi sfruttando al massimo le condizioni di regime monopolistico difese con azioni lobbystiche a livello , di una tutela e di vari favori fatti all’azienda con la regolazione e il controllo per acqua e rifiuti affidati agli Enti locali e ora anche alla Regione (legge recente sul riordino di vari Enti) senza badare al conflitto di interessi , del clima politico locale reso supino dalle posizioni di gruppi economici che ruotano attorno al business creato da Hera con società di scopo partecipate e la esternalizzazione di varie attività di servizio.
Insomma, il problema Hera esiste e deve essere affrontato, bene Balzani che ha cominciato a parlarne.
Lunedì 9 dicembre 2008 Giorgio Zanniboni
Mi sento davvero afflitto, sconcertato, scioccato, terrorizzato, impaurito al massimo. Ansiosissimo, direi angosciatissimo. Perche’ tutto questo? Semplice. Ieri ho scritto al blog di quell rinoceronte allupato di Paolo Barrai, blog in questione:
ilpunto-
borsainvestimenti.blogspot.com.
Ho nell’occasione aperto il mio cuore, tirato fuori tutto quello che di devastantissimo sentivo dentro, e che mi son beccato? Una odiosissima porta in faccia, seguita da una specie di, davvero odiosa, umiliazione pubblica sul suo stesso sito. Crudelissimo, direi quasi neonazista Paolo Barrai di Mercato Libero, mi sei sembrato uno senza cuore davvero,, scusa lo sfogo, ma e’ cosi’. Con amarezza, si fatto, mi costringi e esprimere che forse ora capisco perche’ quelli di Beppe Grillo scrivono tutti malissimo di te. Perche’ dicono che sei stato mandato via da Citibank in malo modo. Che hai un passato nefasto, da brividi, da finanza alla Madoff, Lehman bts, Gianpiero Fiorani, Calisto Tanzi, Michele Sindona, Roberto Calvi o cose del genere. Francamente mi sembrano paragoni non poco esagerati, non arriverei a tanto, io, nel giudicarti, pero’ lascia che te lo dica:.eri il mio idolo ma ora mi hai spaccato l’anima,, davvero, completamente. Detto questo, voglio continuare a essere sicero, ancora un po’ mi attizzi professionalmente, non lo nego, mi attrae il tuo essere “Paolo Barrai lo squalo killer di estrema destra della finanza italiana, ma certo, dopo il tuo orribile sparare sulla ambulanza su cui agonizzavo, ieri…..Passiamo ora comuque ai fatti, basta tiritera, basta eleudere sminkiatamente, ecco la mia scabrosa, impaurentissima, storia recente. Sono un ex correntista di Banca Mediolanum e un ex fondatore di Forza Italia, si, fondatore, con Cirino Pomicino, Gava, Mannino, il figlio di Licio Gelli, il figlio dei Savoia, Toto’ Riina, ooops, scusate, sorvoliamo con la lista di nomi dei veri fondatori di Forza Italia e andiamo oltrei. A inzio anni 2000 son venuto a conoscere, via massone lecca ano di Berlusconi, Sandro Bondi, e massonmafioso, oops, volevo dire masson siculo, Renato Schifani, tanti altri massoni coperti e quindi, non riconosciuti, diciamo pure, parecchio lestofanti sia della Gran Loggia Unita Tradizionale coma anche della Loggia Liburnia, con sedi in tutte le cantine d’Italia, sorry, volevo dire un po’ in tutta Italia, e dove Gran Maestro, di fatto, era un altro fondatore di Forza Italia lo scaltrissimo altro massone di estremissima destra ( filondranghetara), il mafioso incravattato, Valerio Bitetto ( ex nome famoso dell’era della Milano da bere, e cio’ a cui essa segui’; ora, invece, al centro di un’indagine di Henry J Woodcock proprio per via di quello che accadeva in queste appena due citate Loggie copertissime Gran Loggia Unita Tradizionale e Loggia Liburnia). Egli, ossia il Gran Maestro “amico degli amici”, specie se mafiosi, Valerio Bitetto, mi parlo’ di grosso business che avremmo potuto fare in Russia con Marcello Dell’Utri, piu’ alcuni altri amici ( anzi, mi disse, fratelli) di Vladimir Putin e altri amici ancora ( anche qui, mi disse esatemente, fratelli) sempre del Dell’Utri stesso, questa volta campani, tali Casalesi. Ma anche qui, oooops, sorvoliamo eventuali ulteriori dettagli. se non va’ a finire come quando il nostro,altrettantoi fratelllo massone Stefano Ricucci ( di varie Loggie Berlusconiane fascistissime) aveva paura a parlare dell’altro massone mega riciclatore di danaro malavitoso, Giampietro Nattino. Al punto ora: andammo in Russia e grazie ai famosi fratelli di Vladimir Putin ( tra cui uno strano argentino tale pericolosissimo Giorgio Piccinali ex super terrorista assassino di estrema destra di Buenos Aires e, mi si disse, pure mafioso in quel della capitale argentina stessa, e parimenti anche gia’ militare pesantemente killer negli anni della dittatura dei Berlusconianissimi Videla e Massera) ci addentrammo nel business del trading di gas naturale. Un business, anzi, come dicono in Russia, un bussinessi o come dicono in Siclia un bussinessuzzeddu, tutto massonico, anzi, diciamolo pure, massonico/fascista/mafioso. Lo si poteva fare solo se si era “fratelli” aggressivissimi di Loggie filo sataniste varie. Al punto, di nuovo Abbiamo guadagnato io e lo scaltrone fascistissimo Valerio Bitetto un po’ di milioni di dollari tra il 2002 e il 2004, in questo bussinessuzzedduzzu citato. Ci pagavano pero’, stranamente, solo al nostro ritorno in Italia, esattamente in quel di Caserta, sempre presso i famosi Casalesi, e in contanti, tutto in buste di plastica della Esselunga di zona ( ci si disse in questo caso, in onore dell’altro massone nazifascistissimo fratello di tutti questi altri fratelli pure, il quasi Hitleriano, Bernardo Caprotti). Pagavano sempre questi famosi Casalesi, come dicevo, ma sempre e solo dopo aver ricevuto, essi stessi, autorizzazione, a tal pro, da Marcello Dell’Utri, a cui la poteva dare, a sua volta, in persona, solo, prima, l’altrettanto fascistissimo Giorgio Chinaglia, e prima ancora, Silvio Berlusconi, ma ooops, come gia’ sopra riportato, mi han ordinato di non scrivere nulla sullo strettissimo rapporto tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, satanistissimo lux de dux Giuseppe Sabato di Gran Loggia Italiana Massonica e di Banca Esperia ( banca di fatto di Berlusconi), altro fascistissimo massone corrotto da brividi, il suino acchiappa stecche a tonnellate, Stefano Preda di Banca Esperia e Gran Loggia Italiana Massonica pure. Tutto regolare, comunque, sia chiaro. Fatturavamo ai Casalesi ( esattemente a una pizzeria dal nome “O iamm bell, iamm be’’” del basso Casertino) attraverso una societa’ danese che io e ( come sempre scherzosamente chiamavo) il mafiosissimo incravattato Valerio Bitetto, avevamo costituito in Danimarca, posseduta poi da un’altra che avevamo creato in Ungheria, posseduta da un’altra che avevamo messo su a Panama, posseduta da un’altra che avevamo comprato alle Cayman, posseduta da un’altra che avevamo concretizzato in Ungheria, posseduta da un’ultima che avevamo infine in Estonia con amministratore unico il fascistissimo pazzo assoluto Ernesto Preatoni, ovviamente massonissimo anche lui, e ex socio, non per niente, dell’altrettanto massone di estrema destra, l’ingroppatore governativo di anziane pornostar tipo Ida Di Benedetto, el megapuercun Giuliano Urbani. Esatamente essi eran soci in Domina. Ci ritrovammo quindi con questo gruzzolo di milioni di euro cash che ci diedero i famosi Berlusconianissimi Casalesi in questione, che fare? Il ndranghetarello supe filo Corleoniano Valerio Bitetto, di fatto, mio kapo, sorry, mio capo, mi ordino’: “tutti in Banca Mediolanum, e’ banca fascista e massona di estremissima destra, come tutti noi, qui”. Cosi’ facemmo. Ci rapinarono, sorry, ooops, ci strozzinarono, sorry again, ci imposero una commissione del 5 per cento, che pero’ pagammo per solidarieta’ …diciamo cosi’, …filopiduista, …Berlusconiana, …via. A un certo punto ebbi delle sensazioni tetre, un po’ le stesse che hanno gli animali tutti scappanti prima di un terremoto mostruoso, era l’inzio del gennaio scorso. Andai in Banca Mediolanum per voler ritirare la mia parte ( sette milioni di euro circa). E in contanti. Sconvolti mi chiesero perche’. Dissi che ero un tipo sensitivo che sentivo catastrofi in arrivo e che volevo muovere il tutto in Svizzera. E che volevo che questo movimento Lacchiarella Canton Ticino dei miei sette milioni di euro me lo organizzassero loro. Mi risposero che il loro specialista per le fughe di capitali in Svizzera cash, era l’aggressivissimo ciellino deviatissimo Paolo Sciume’ di Banca Mediolanum, detto anche el scaicquatodo “de verdade” ( aveva una enorme passione per ballerini brasiliani, da qui, il “ de verdade”).in coppia aon un altro massone di estremissima destra, il davvero, super Mussoliniano, Giorgio Pirovano di Banca Mediolanum stessa. Parlai con loro quindi, e il banchiere preferito dei mafiosi dell’ultima generazione, Paolo Sciume’ di Banca Camorranum sorry, Mediolanum, mi porto’ presso la Banca Arner di Lugano. Vi aprii un conto, ovviamente cifrato. Il banchiere cosi’ nickato da tutti, “senza vergogna”, Edoardo Lombardi di Banca Mediolanum stessa, mi mise poi in contatto con degli spalloni, capitanati da un certo Aldo Acquistapace di Credit Suisse ( ex spallone di Silvio Berlusconi, Cesare Previti, dal mafiosissimo Giorgio Magnoni di Sopaf, del banchiere preferito dalla Ndrangheta internazionale, Ruggero “Ruggiero” Magnoni ex Lehman ora Nomura, del broker, invece, preferito di ogni camorrista al mondo, Francesco Perilli di Equita sim, e anche, parrebbe, della mala milanese torinese, ligure e romana). Diedi di conseguenza ordine di muovere tutti i miei soldi presso detta Banca Arner,. “Guddo jobbo” fatto da detti citati spalloni, in sette giorni lavorativi, ossia in una settimana e mezzo. Spalloni muoventesi di notte, a piedi, tra i boschi varesini, e quindi in protettissime zone Leghiste, ma passiamo oltre, ora. Questi sette milioni di euro divennero sei milioni e mezzo ( ammazzete sti spalloni quanto ce magnano sopra, aooo, ce magni sopra spallone massone pappapappone magna magna ciula ciulone Aldo Acquistapace de Credit Suisse aooooooooooo).
Ecco comunque che il mio essere sensitivo mi diede soddisfazione ancora una volta. Il 23 gennaio scorso il ciellino deviatissimo di “Cosa Nostra” Paolo Sciume’ di Banca Mediolanum fu arrestato per riciclaggio di danaro mafioso. Quasi infartavo, riciclaggio di danaro mafioso fatto proprio con Banca Arner, la stessa con cui egli mi aveva posto in contatto. Pochi giorni dopo questa scioccantissima notizia, voli provare ad andare a prelevare il tutto in Banca Arner. Presero tempo, fecero manfrina, ma alla fine cedettero, ma mi diedero dietro solo sei milioni di euro ( ammazzete quanto ce magnano sopra i mafiosi banchieri di Banca Arner aooo, mi sembrano tutti tipo quel mega riciclatore di danari mafiosi quale era il massone parimenti nazifascista corrottissimo Filippo Montesi ex delfino zozzissimo del noto rapinatore Abi, Giampiero Fiorani in Banca Adamas Lugano, poi, non per niente, Bpi Lugano, e ora, imboscatosi, guarda caso, anche lui in Credit Suisse a Zurigo; ma che, Credit Suisse, i mafiosi del credito se li becca tutti lei ahooo? boh?). Li misi in una valigiona i miei “rimanentesti” crestati da tutte le parti, sei milioni di euro e ora li ho presso la stazione ferroviaria di Bellinzona, anzi, di Chiasso nord, anzi di Tenero, anzi di Gottardo sud, anzi di Ciapalalichevanelbosco ( e che so’ scemo a dire esattemente che stazione e’, e nnnnnamo ooooo) .. Comunque, sia dove sia, questo mio gruzzoluzzeddu, mi costa li di left luggage, 8 franchi svizzeri al giorno ( ok, le banche tanto pagano ormai zero di interesse, ma se qualcuno mi frega la valigia, li, ahoooo? e poi otto franchi oggi otto domani otto otto otto ao co ste creste aoooo). Insomma sono angosciato, terrorizzato, non dormo piu’, non mangio piu’, la donna mi ha mollato gridandomi: “non voglio essere la fidanzata di un ex cliente dei riciclatori di danaro criminalissimo, quali Paolo Sciume’, Giorgio Pirovano, Massimo Doris, Edoardo Lombardi e Ennio Doris di Banca Mediolanum”. Grrr, che rabbia, con tutti i regali che mi ha costretto a farle in questi anni, diamanti, cene, cocaine a chili, festini sexy, sbadigliate da incubo con con Sandro Bondi, weekends a Corleone con Renato Schifani, weekends a Caserta col famoso Sandokan dei Casalesi, Francesco Schiavone e Marcello Dell’Utri, lasciamo perdere, va’. Leggo ora sul web che il feroce alligatore della finanza italiana. Il sempre assetato di sangue di Giovanni Bazoli, Paolo Barrai scrive allupatissimamente sempre sul suo blog, ” se vuoi imboscare i tuoi soldi, contattami, come on, sono l’imboscatore di capitali all’estero number one della Borsa di Milano”. Cosi’, quindi, mi son fatto un po’ coraggio e gli ho scritto ieri, ma egli non mi ha dato alcuna risposta, anzi, a dir il vero, ha risposto: “ma che mi hai preso per cretino? di queste cose parlo di persona io, e se ci intercettano, per chi mi hai preso per il mafioso del football italiano, Lucky Luciano Moggi di zona San Siro, Milan”? Ma caro squalo squalone sbrana polli, Paolo Barrai, ti ho pure scritto: “vediamoci di notte sotto il ponte della Ghisolfa, se vuoi mi travesto da trans per non far capire nulla a nessuno, vediamoci in Piazza Duomo a Milano durante il sabato grasso di Carnevale in maschera, cosi’ freghiamo a tutti, mi vesto anche da Mara Carfagna se vuoi, che debbo fare di piu’, sono ansioso, nervoso, mi capisci o no, aooooo eri di Citibank, facevi giri furbi li, eri il furbastro Stefano Ricucci della finanza mondiele le sai queste cose, no, e dai, aooooo”? Per finire, il fascistissimo neopiduista Valerio Bitetto ha lasciato la sua parte 22 milioni di euro, tutta in Banca Mafiolanum, sorry, Ndrangolanum, sorry, Camorranum, sorry Nazistanum, sorry Mediolanum, e non mi vuole parlare piu’. I massoni fascistissimi supercomplottardi di Giuseppe Sabato di Banca Esperia e Gran Loggia Italiana Massonica mi fanno ora la guerra, come se stessero preparando uno dei loro tantissimi omicidi massonici, o suicidate massoniche, mi mandano minaccie anonime a casa, mi riempiono di loro odiosissima strategia della tensione a palla. Insomma son disperato. Paolo Barrai, alligatore affamatissimo, Paolo Barrai ho visto su pagine bianche che abiti in via Ippodromo 105 a Milano che il tuo numero di telefono e’ 02.4521842 e che hai uffici in…questo non lo so’, a dir il vero… comunque, che abiti in via Ippodromo 105, e hai come numero di telefono il sopracitato, via Ippodromo, quindi zona San Siro, se non sbaglio, dove abita pure un altro massone di estremissima destra dal passato oscurissimo, Salvatore Ligresti insieme al suo figghiu altrettanto neopiduista e mafioso all’ultima moda, Paolo Ligresti. Quindi, di notte, ti preavverto in pubblico, magari travestito da viado ( travestito solo pero’ aoooo, in quanto sono super etero, ne sa’ ben qualcosa quell porcone cocainomane di Emilio Fede che mi procurava di quelle zocc…. lasciamo perdere va’, altri tempi) a trovarti cosi’ spero che mi salverai tu.
Saluti a tutti, squalo sbrana tutti Paolo Barrai in prims, sono Gino ( di piu’ per ovvi motivi non posso scrivere, ce siamo capiti no? comunque son Gino davvero, e son romano come il fascistissimo leccapezzente di Berlusconi, Paolo Liguori, che ovviamente ben conosco) ex cliente di Banca Mafiolanum, sorry, aaaaa, mannaggia a me, ex cliente di Banca Ndrangolanum, sorry, aooo attenzione e che eee, ex cliente di Banca Camorranum, aooo e che so’ scemo aooo? Ex cliente di Banca Nazistanum, sorry, againa and again, aoooo, Banca Mediolanum, sorry, so’ nervoso, you know? Sorry. Thanks, your faithfully, Gino
Salve, sono Adrien Baertschli di Zurich, CH. Indipendent, Legal and Financial Advisor di Michele Bernasconi, uno che non gradivo, ma che ora mi piace, perche’ deve fare andare a finire in galera, il criminale pedofilo omicida Paolo Barrai di Mercato Libero. Di nuovo, salve, mi chiamo Adrien Baertschli, e collaboro in maniera indipendente, con un uomo che odiavo, ma che ora apprezzo, in quanto vuole far finire in galera, il nazista, mega riciclatore di danaro mafioso, assassino pedofilo Paolo Barrai di Mercato Libero. Ossia, Michele Bernasconi della Bernasconi Consult di Zurigo. Zurigo, Ch, ove vivo anche io. Volevo mettere all’erta, tutto il popolo italiano, anzi, tutto il popolo del mondo, su un delinquente, gia’ condannato al carcere. Trattasi di un terrorista nazista e pedofilo, come anche killer omosessuale: Paolo Barrai di Mercato Libero. Gia’ condannato due volte al carcere, il criminale, truffatore, mandante di assassini Paolo Barrai di Mercato Libero, attraverso la sua mega riciclatrice di cash mafioso, Bsi Italia srl, di via Socrate 26 a Milano, effettua crimini efferati. Lo abbiamo mandato a quel paese, settimana scorsa, e lo abbiamo anche querelato in Italia, in quanto ci diceva sempre: ” ho da riciclare tantissimi soldi della Camorra, attraverso il camorrista, anzi, il camorrista, assassino e pure pedofilo, Luigi Rotunno della mafiosa Imoplanet di Porto Seguro e di via San Francesco d’Assisi 22 a Torino, l’immobiliare di criminali di mezzo mondo, mi date una mano? Oppure, ci diceva” ho un mio amico malavitoso, anche lui, come me, davvero assassino e mega riciclatore di danaro di Cosa Nostra: pedofilo assassino Giovanni Salvatore Motta di Fineco Bank, in Potenza e Matera, promotore Finanziario di Ndrangheta, Mafia e Camorra. Che lavora sempre insieme, a un altro riciclatore di danaro mafioso e pedofilo killer: Leandro Prai, noto come Zio Vicenza. Ve li posso presentare”? Oppure ” ho un altro amico pedofilo fascista, e pure, super criminalissimo. Il pedofilo che uccide, Stefano Bassi de il Grande Bluff, idiotissimo trader, che ha fatto perdere infinita’ di soldi a tutti, e ora, per sopravvivere, pure ricicla soldi di Cosa Nostra, lo mando da voi”? Opppure ” ho un amico terrorista, leghista di tipo nazista, pedofilo killer: Gianluca Carli di San Miniato, abitante in Via XXIV Maggio, 4/F e con numero di telefono 0571 46045, lo posso imboscare, li da voi, in Svizzera, prima che lo arrestino”? E infine ” vi e’ un altro criminale : pedofilo satanista omicida Donatello Liguori, che vive tra Marnate e Busto Airzizio; vuole smammare via dall’Italia, in quanto teme, prossimo arresto; anche lui, posso mandarlo da voi”? Dopo tutti questi discorsi, abbiamo mandato affan~ulo il criminale, pure lui, pedofilo che ammazza, Paolo Barrai di Mercato Libero e della mega riciclante, denaro di Camorra, Ndrangheta e Mafia, Bsi Italia srl, ossia Business Services International Italia srl di via Socrate 26 a Milano, sciacquone di cash di tutte le malavite. E lo abbiamo pure querelato. Volevo solo farvi sapere di tutto questo. Aaaa, scordavo, so’ benissimo che il mega riciclatore di cash mafiosissimo, Alfredo Piacentini di Banque Syz, insieme al suo nipotino ciriminale, e altrettanto riciclatore di soldi di Cosa Nostra, Lorenzo Piacentini di Deutsche Bank, ordinano tantissimi omicidi. Il tutto, via Massonerie varie, ovviamente. E che lo stesso, fanno i due porci, altrettanto criminalissimi : mafiosi in cravatta, Massimo Doris ed Ennio Doris di Mediolanum, Coca Nostranum, Camorranum, Ndranugolanum. Saluti cordiali a tutti. Adrien Baertschli Zurich CH Bernasconi Consult, Indipendent Legal and Financial Advisor di Michele Bernasconi. PS1 Vi sono foto, del sopra citato, mafioso pedofilo assassino, Luigi Rotunno della Imoplanet di Torino e Porto Seguro, a casa degli altrettanto killr della Ndrangheta, Valle, a Cisliano ( Mi), ove avevano base. Presto, i servizi segreti svizzeri, queste foto, le porranno, in internet. PS2 Non comprate mai, immobili della criminalissima, super malavitosa, mandante di omicidi, super mafiosa Imoplanet di Torino, in via San Francesco D’Assisi 22, del massone pedofilo nazista Luigi Rotunno. Vi sono tante indagini in Italia, Usa e Brasile, in quanto il pedofilo mafioso e killer, Luigi Rotunno della Imoplanet di Porto Seguro e Torino, ricicla capitali killer a valanga. Non comprate immobili con lui, perche’ perdereste, e presto, tutto. E non usufruite mai, poi, dei servizi della criminalissima, assassina, pure, vicina a Cosa Nostra, Bsi Business Services International Italia srl, di Via Socrate 26 a Milano : lavatrice finanziaria di Mafia, Camorra e Ndrangheta. E’ indagata da duecento Procure in Italia, qui, in Svizzera e dalla Dea Americana. Il pregiudicato pedofilo omicida Paolo Barrai, di Business Services International Italia srl e di Mercato Libero, vi ricicla soldi killer e presto sara’ arrestato per un mare di crimini, e i soldi che vi lascereste, li perdereste tutti! E anche suo padre, assassino pedofilo super mafioso, Vincenzo Barrai di organizzante uccisioni, criminalissima BSI Italia srl di Via Socrate 26 a Milano, verra’ arrestato a giorni, pure.