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“Chimica” e passione politica

Chimica e passione politica - perché appoggio Roberto Balzani

Scrivo queste righe con un po’ di fatica; scrivere non è la mia passione, ma sento il bisogno di farlo.
Sono sempre stato un assertore che la “chimica” è alla base di molte scelte, certamente quelle d’amore: spesso si sente dire “in realtà non so perché, non è bellissima, ma mi piace profondamente!”; spesso sono sfumature, vezzi, modi di guardare o di gesticolare con le mani, ma dietro a tutto c’è una “scarica elettrica” del cervello scatenata da tanta chimica. E’ la chimica che è alla base del nostro “sentirci appagati”, certo c’è anche una impalcatura razionale dietro alle nostro scelte, ma credo che inizialmente ci sia un istinto primordiale che ci porta a pensare che “si può fare”, “ci si può fidare”, in particolare quando davanti a noi abbiamo persone con le quali possiamo fare tratti di strada insieme.
Bene, questi ragionamenti, se vogliamo un po’ “romantici” di un modo di concepire i rapporti interpersonali, sono componenti basilari della mia scelta per le primarie del PD, poi la razionalità, la condivisione di idee e di programmi d’azione sono un’altra componente fondamentale.
Io da subito ho trovato in Roberto Balzani tutte le caratteristiche che solo “la chimica” è in grado di fare emergere: capacità di leadership, autorevolezza, pacatezza nell’approccio, ma decisione nelle fasi di smarcatura, una sana tendenza a mantenere la barra sulle questioni centrali, grande capacità di ascolto e altrettanta capacità di sintesi e di riduzione dei problemi alle essenze (e non alle sole parole), forse frutto di un allenamento allo studio e alla necessaria classificazione e collocazione delle cose e degli eventi all’interno di un disegno coerente ma altrettanto dinamico.
Certo, qualche detrattore, sentendo alcuni suoi passaggi in cui, quasi schernendosi, in un eccesso di modestia, dice “io non ho tutte le risposte alle domande che mi vengono fatte ….ci sono cose complesse che non conosco e che dovrò studiare a fondo” potrebbe pensare che Roberto Balzani è “uno sprovveduto” . Ma non è affatto così: Roberto Balzani è molto più attrezzato di molti “professionisti” della politica.
Roberto Balzani (”il professore”) dalla sua ha alcune attitudini che fanno la differenza: ha certamente fine intelligenza, ha principi sani, trasversali alla politica partitica chiusa in se stessa, ha l’attitudine a studiare i problemi, poi a risolverli, frutto di anni di sacrifici; ha l’approccio positivo di chi è abituato ad ascoltare, ma anche a chiedere conto; ma in più “il professore” ha anche la capacità - rarissima - di scatenare la “chimica” di chi l’ascolta, coinvolgendo trabocchevoli giovani passioni ma anche facendo lustrare gli occhi a chi giovane non è più (anagraficamente parlando) ma che in realtà ha ancora - come direbbe lui - “una sana, irrefrenabile, prepotente voglia di crederci!”
Se devo essere sincero in altre occasioni, ormai lontane, la “chimica-politica” si è scatenata in me: quando ascoltavo il grande Enrico Berlinguer. Ebbene aver risentito quella passione dentro mi ha confermato che la sinistra è viva, che c’è una sinistra nuova a Forlì. E che Roberto Balzani, con il suo progetto corale, la incarna appieno.
Sandro Mazzotti

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39 Commenti a "“Chimica” e passione politica"

  1. Lucullo 12 dicembre 2008 01:07

    Senti, tu puoi parlare di chimica quanto ti pare, ma io uno che parla di se stesso in terza persona e per di più al passato remoto tenderei a diffidare:

    http://www.forliperbalzani.it/2008/12/10/fiera-di-forli-sera-di-martedi-9-dicembre-2008-discorso-finale-di-roberto-balzani/#comment-65

  2. Aldo 12 dicembre 2008 01:19

    Siete bravi a cancellare i commenti, eh?

  3. Franco B. 12 dicembre 2008 01:27

    Io alla chimica ho sempre preferito la matematica. 1 partito diviso 2 candidati = 1 sindaco in meno a giugno

  4. Collini Stefania 12 dicembre 2008 03:59

    A SCIPIONE, NON SO QUANTO AFRICANO

    Vorrei commentare le note che qualcuno ama scrivere su romagnaoggi.it, e rivolgermi a Scipione da questo blog, che anche qui sono certa mi leggerà . Trovo ridicolo questo rimpallo più giovani di qua o di là, avevo già scritto e sostengo che i democratici giovani e meno giovani, seri e veri sono in entrambi i comitati di sostegno dei due candidati. Ci sono invece soggetti che deliberatamente scelgono solo la denigrazione, l’attacco , l’offesa, credendo di fare il bene di Nadia Masini e di Forlì. Fare poi quell’elenco nominativo dimostra scarsa e miope prospettiva politica: vincere le elezioni del 2009 questo è il vero obiettivo Scipione, dimostraci almeno di aver compreso quanto Masini e Balzani hanno più volte detto e ripetuto. La linea Scipione pare essere il “non si fanno prigionieri”: credo che si debba invece rispetto ai momentanei contendenti e ai loro sostenitori in queste primarie e pensare anche al dopo. Lasciare sul campo troppi feriti e contusi non serve a vincere la prossima tappa ( amministrative e probabili europee assieme). Non mi pare che i colpi bassi lanciati e gli attacchi così posti vadano in direzione di colmare solchi, semmai di approdondirli .
    Per definire ridicoli certi contenuti e idee programmatiche, bisogna mostrare di aver capito il concetto: il tuo sproloquio sulle file che si vogliono evitare agli anziani dimostra che non hai compreso.
    Rileggi con calma: se i servizi fruibili da casa per i cittadini che usano le tecnologie informatiche aumentano, diminuisce l’affluenza obbligata agli sportelli con beneficio di minori file d’attesa per gli anziani che invece quelle tecnologie non le usano.
    Sai un tempo, quando la Tv svolgeva davvero il servizio pubblico, l’Italia venne unita da una semplice e bonaria trasmissione di alfabetizzazione ” Non è mai troppo tardi” del Maestro Manzi.
    Non più tardi di ieri, alla presentazione del progetto esecutivo del realizzando Centro Sociale per gli anziani,
    il tecnico comunale spiegava come fossero stati previsti impianti con possibilità di collegamenti per i personal computer,anche per organizzare corsi di apprendimento all’uso del p.c. per gli anziani che frequentano e frequenteranno il centro sociale.
    Una nuova alfabetizzazione, diversa da quella di 50 anni fa, ti sconvolge?. Anche il PD è un partito nuovo e diverso da quelli che l’hanno preceduto
    Stiamo tutti, anche con errori di percorso, esercitandoci in una nuova alfabetizzazione della modalità e nella prassi politica. Se così non fosse, non sarebbe il PD per il quale abbiamo deciso di sciogliere i vecchi partiti.
    Scipione pensa M.L. King e al suo I have a dream: ci sono voluti decenni, ma credo che OBAMA sia la dimostrazione del sogno realizzato.
    Anche noi tutti ci stiamo provando, abbiamo tirato fuori il sogno dal cassetto,vogliamo tornare con il PD ad una vera democrazia partecipata che porti a nuovi consensi con il coinvolgimento dei cittadini. E quanto si è mosso in questi pochi mesi a Forlì va in questa direzione e non può essere certamente svalutato, oscurato e arginato dai commenti di Scipioni di turno.
    Stefania Collini

  5. Simone Morgagni 12 dicembre 2008 10:33

    Cancellare i commenti? Mai!

    Altrimenti come farebbe uno a coprirsi di ridicolo da solo postando in serie, sotto mille personalità diverse dotate di altrettanti indirizzi Ip poco convincenti.

    Meglio lasciare che costruisca da solo e in pubblico la figura che merita.

    Aggiungo giusto una nota tecnica per i nostri lettori:

    Aldo
    Franco
    Franco B.
    Lucullo
    e il buon vecchio Balanzone

    sono la stessa persona. Siete di conseguenza autorizzati a rivolgervi all’insieme di queste persone usando forme al singolare. Speriamo che domenica non lo facciano votare cinque volte!

    Buona giornata a tutti…

  6. Collini Stefania 12 dicembre 2008 16:06

    Grazie Simone per la tua precisazione, allora i commenti di questi “furbetti del quartierino” - dire del quartiere sarebbe troppo-, alla fine sono di un solo seggetto? Poverino,allora uso questa immagine allegorica: la seppia o polipo è uno solo, i nomignoli Nick sono quelli che lui stesso assegna vezzosamente ai suoi stessi tentacoli, così tanto per illudersi di essere in compagnia.
    Caro polipo che effetto fa fare queste figure? ti senti furbo perchè protetto dall’anonimato fantasioso?
    Io direi, mi scusino il termine i frequentatori del blog,che hai fatto la figura del ” pataca”, sei d’accordo? Conto almeno su un barlume di rossore sul tuo viso: sarebbe appropriato!
    Stefania Collini

  7. Massimo Dellavalle 12 dicembre 2008 18:53

    ritorno al post di Sandro Mazzotti - il resto della discussione mi pare OT -
    Anch’io, e non certo perché la chimica l’insegno, mi sono emozionato non poco martedì sera al discorso di Roberto Balzani. Le sue parole hanno probabilmente provocato nel mio cervello scariche di dopamina, PEA e qualche altro neurotrasmettitore; sarà stata l’enfasi, il coinvolgimento, la tensione e la fatica di questi ultimi giorni…….. o forse solo una parola: CAMBIAMENTO.

  8. Maria Teresa Vaccari 12 dicembre 2008 21:30

    TROPPA PIOGGIA E LA GELMINI SLITTA
    Posticipata di un anno la riforma delle scuole superiori

    Leggi

    Questo titolo mi sembra bellissimo!
    E dopo giorni di forti emozioni, grande tensione e incombente stanchezza, una sana risata fa bene a tutti.
    In questi giorni, presi dalle nostre vicende locali, abbiamo un po’ tralasciato i grandi temi nazionali.
    Ma come insegna il suo capo, anche la povera Maria Stella era stata fraintesa per tre mesi da una banda di insegnanti fannulloni e studenti facinorosi.
    Dal 15 dicembre riprenderemo il discorso.

  9. Alessandro Pilotti 13 dicembre 2008 00:29

    In questi giorni ho pensato a mio nonno che è morto nove anni fa al Circolo di Ca’ Ossi.
    Un comunistra classe 1912. Uno di quelli che rimproverava al mio essere liberale non le mie posizioni politiche ma il fatto che militassi in un partito irrilevante numericamente.
    Era un comunista saggio che accetto la svolta da PCI a PDS e poi DS.
    E’ per lui e per quelli come lui che domenica dobbiamo vincere.
    I militanti di quella generazione alzavano la testa davanti al padrone ma mai davanti ai propri dirigenti di partito.
    Quei militanti si meritano qualcosa di più.
    Si meritano un sindaco che parli a tutti e non eviti il confronto.
    Che scelga gli uomini nelle società partecipate per talento e merito e non per fedeltà ad un clan.
    Si meritano un Sindaco che sopratutto sappia ascoltare la gente.
    Si meritano un sindaco come Roberto Balzani.

  10. gianluca 13 dicembre 2008 09:09

    Antepongo il “nuovismo” al “vecchismo”, il cambiamento alla staticità, l’inesperienza di chi usa la politica come fine per garantire la massima partecipazione all’esperienza di chi la usa come mezzo per i propri fini, la scelta di ascoltare la gente alle scelte di un ristretto gruppo dirigenziale autoreferenziato…in due parole antepongo Roberto Balzani a Nadia Masini.

  11. Massimo Dellavalle 13 dicembre 2008 18:00

    La tua stagione, la nostra, la stagione di Forlì. E’arrivato il grande momento, non lasciamocelo sfuggire!! Possiamo ribaltare come un calzino un sistema antico e consunto, possiamo farcela perchè abbiamo entusiasmo e passione,la passione per la nostra città. E’vero che è questione di chimica, anche di chimica delle idee che in questi due mesi si sono costruite man mano attorno a Roberto.
    Grandi speranze e grandi certezze! Sofia e Laura, le mie figlie, non vedono l’ora che sia domani per poter parlare d’altro in casa, dagli amici o dai nonni; non sanno che il voto di domani cambierà di certo anche la loro vita, in meglio, se vincerà Roberto Balzani.
    In bocca al lupo, a tutti noi!

  12. Chiara Mazza 13 dicembre 2008 18:03

    Il post sopra è a mia firma, non a quella di mio marito. ciao a tutti

  13. maria maltoni 13 dicembre 2008 22:41

    Care lettrici e cari lettori,
    ai tempi del sistema proporzionale ( ma sembra ormai preistoria) mi è capitato spesso di votare donne perfettamente sconosciute pur di dare un voto al femminile, dato che la nostra circoscrizione non esprimeva donne candidate , quantomeno nel partito di centrosinistra che io avevo scelto di votare.
    Faccio questa premessa per spiegare come per me, scegliere di sostenere pubblicamente un candidato uomo alle Primarie del Partito Democratico non sia stata una scelta facile, dopo anni di battaglie per affermare la presenza delle donne nel mondo politico e nella società più in generale.
    Ma paradossalmente il motivo che mi ha spinto a sostenere la candidatura di Roberto Balzani è proprio questo: affermare quel rinnovamento della vita politica ed amministrativa- di cui il PD intende essere l’espressione- che è la precondizione perché siano sempre di più le donne che si avvicinano alla politica attiva.
    Una politica fuori dagli schemi consolidati, trasparente e lontana dai rituali, ma vicina nella soluzione dei problemi ai cittadini: questo è quello che fa avvicinare alla militanza politica anche chi abitualmente si è tenuto in disparte.
    Questa è l’esperienza che in questi mesi io ho vissuto all’interno del Comitato che ha sostenuto la candidatura di Roberto Balzani, che come è noto( in quanto i dati sono stati resi pubblici ) vede una se pur leggera “maggioranza “ di componenti donne tra i sui suoi oltre 1400 aderenti.
    Se il sindaco uscente rappresenta il modello di esperienza consolidata nei decenni di una Hillary Clinton, Roberto Balzani è l’espressione della urgenza di cambiamento , che anche negli Usa si è espressa con l’elezione di Obama.
    E la necessità e la volontà di dare corpo al progetto di rinnovamento per cui è nato il Partito Democratico, è il motivo che mi ha condotto in questi mesi ad impegnarmi a sostegno della candidatura di Roberto Balzani, al quale come rappresentante donna di una presidenza a due, ho chiesto di impegnarsi su alcune priorità, se sarà scelto quale candidato a sindaco della nostra città.
    1- Applicazione dello statuto del PD sulla parità di genere, per quanto riguarda la scelta della sua compagine amministrativa; 2- Priorità assoluta sui servizi per infanzia ed anziani, perché Forlì non può essere il fanalino di coda dell’occupazione femminile in Regione; 3- Impegno a incentivare una economia eco- compatibile e l’uso di fonti energetiche rinnovabili, perché il futuro dei nostri figli ci riguarda molto da vicino.
    Domenica 14 dicembre io voterò e vi invito a votare, per Roberto Balzani.

    Maria Maltoni

  14. Paolo 14 dicembre 2008 23:15

    bhe un applauso al prof Balzani per il risultato insperato.
    ho votato anch’io anche se non iscritto al PD,
    spero che il mio voto serva al cambiamento della città per non ripetere gli errori fatti dall’attuale maggioranza.
    saluti

  15. sara.samori 15 dicembre 2008 01:48

    Studiare la Storia è un’opportunità bellissima per tutti gli uomini….

    viverla è un’eperienza indimenticabile…

    Robert F.Kennedy scriveva nel 1968:

    “Le idee della politica stanno in fondo al mare.

    Sono le maree della Storia, con il loro fluire, che ne decidono la collocazione.

    Talvolta le onde si alzano talmente violente e con tale forza da scuotere tutte le profondità…

    E cosi, da lontano, possono ritornare in superficie, laddove si è visibili e battono i raggi del sole, anche idee che hanno riposato, per decine di anni, come dignitosi relitti, sulla sabbia limacciosa…”

    Roberto Balzani ha affermato questo oggi: 14 dicembre 2008 nella storia del Pd forlivese e della sua Forli tutta…

    fatemelo dire: sono ORGOGLIOSA dei miei concittadini che hanno dimostrato una volta di più il coraggio nelle loro scelte, nella loro volontà di cambiare, nel loro desiderio di SOGNARE una volta di più che il cambiamento è possibile..una volta di più….la forza delle maree della Storia..

    4 novembre 2008- 14 dicembre 2008

    la Storia è passata da qui….
    ora: al lavoro!!!

    un abbraccio a tutti i miei concittadini!
    change!!!
    Sara Samorì

  16. Alessandro Pilotti 15 dicembre 2008 02:04

    Con 15 segretari di circolo su 17 e il segretario di federazione. I due ultimi sindaci (Sedioli e Rusticali). I due parlamentari della penultima legislatura (Pedulli e Pinza). I Presidenti di Romagna Acque, Hera Forlì-Cesena, ACER, Ervet.
    Pierluigi Bersani come grande sponsor nazionale.
    Nadia Masini aveva un esercito schierato. Dall’altra parte le nostre fionde di tanti Davidi contro Golia.
    E’ quei cittadini di cui parlava Sara, moderati e radicali insieme. Una minoranza silenziosa che è diventata maggioranza.
    Roberto Balzani è il candidato sindaco del Partito Democratico. L’uomo che farà vincere il centro-sinistra che con Nadia Masini sarebbe andato di fronte ad una certa sconfitta.
    Questa è una notte straordinaria per la democrazia forlivese

  17. Thomas Casadei 15 dicembre 2008 04:09

    Caro compagno Pilotti, una minima rettifica (ma minima davvero - però come sai qui ci si tiene molto alla correttezza delle informazioni): guardando gli appelli per Roberto Balzani si desume che 5 siano i segretari che hanno appoggiato la sua candidatura (mantenendo comunque un grande equilibrio come del resto gli altri Segretari di circolo).
    E la candidatura di Balzani (componente eletto all’Assemblea territoriale del PD, come è noto) è stata presentata - in un numero più ampio di quello necessario - da un nutrito numero di componenti eletti dell’Assemblea territoriale, godendo peraltro di ulteriori consensi nel medesimo organismo.

    Per altri commenti rinvio ai prossimi giorni (le cose che segnali sono arcinote a chi è membro degli organismi del PD, e non solo).

    Vado a letto perchè alle 7.00 ho il treno per Modena (il pendolarismo diviene una virtù) e domani/oggi sarà una lunghissima giornata di lavoro in Università (è giorno di esami e non solo). Domani sera però sarò all’Assemblea di circolo del PD di Forlimpopoli in attesa di partecipare alle prossime riunioni forlivesi di Direzione e Assemblea territoriale.

    La politica democratica, quella autentica, richiede dedizione ;-)

    Saluti cari e a presto!

    Thomas

  18. Massimo Liverani 15 dicembre 2008 12:20

    Congratulazioni! Buon lavoro a tutti voi! Massimo Liverani (Modigliana)

  19. Il Vecchio Nuovo 15 dicembre 2008 14:57

    Per Franco Bevilacqua
    La nuova matematica nata ieri: 1 partito: 2 candidati= 7 Giugno alla destra

    1 candidato vincitore grazie alla destra + 44 voti di scarto= partito spaccato

    Comune alla destra + La tua Stagione= Congresso anticipato

    Complimenti per il simpatizzante di Forza Nuova che a carpena, se non erro, ha detto di aver votato Balzani. proprio un degno sostenitore del nostro nuovo partito.

  20. Thomas Casadei 15 dicembre 2008 16:37

    Caro *Vecchionuovo*,

    anche tu sei un *furbetto del quartierino* (sei amico dei balanzoni e archimede vari?), che non si firma, attacca e spara numerose sciocchezze.

    8000 votanti per un partito democratico aperto, che ha avuto il merito di aprirsi alla partecipazione del popolo delle primarie (11.000 votanti a Forlì il 14 ottobre 2007 - non conosci molto bene questi dati mi pare) e ai cittadini elettori interessati alle sorti della città e delle forze progressiste (che deve vincere al primo turno le elezioni amministrative, ’spaccando le ossa alla destra’ come ha detto più volte metaforicamente Roberto Balzani).

    E stai pur tranquillo il direttore dell’Istituto Gramsci di Forlì, il sottoscritto che aderito ad un appello del mondo della cultura per Roberto Balzani, come tantissimi altri - centinaia e centinaia - ha contribuito, nel suo piccolo, a far votare persone assolutamente di sinistra, democratici e di sinistra.

    La rivoluzione democratica è una rivoluzione progressiva e gentile. Ma alle persone come te non concede nulla, anche perchè dimostri di non avere un argomento uno.
    Ma siamo persone serie, come tutto il PD, del quale tu probabilmente non fai neppure parte, per come parli e per come ti esprimi.

    Noi schiena dritta, caro furbetto.

    Ovviamente non risponderò più a questi affronti, del tutto sgangherati. Ma una risposta te la dovevo.

    Thomas Casadei
    (direttore Istituto Gramsci Forlì)

  21. alessio ronchi 15 dicembre 2008 18:04

    Le mie più sentite congratulazioni a Roberto Balzani ed al suo comitato che con una campagna elettorale originale ed innovativa hanno ottenuto un risultato alla vigilia di difficile pronosticazione.
    Concordo con Thomas quando sostiene che è forse un pò eccessivo parlare della vittoria di Davide contro Golia, ma è indubbio che la disparità delle forze in campo fosse comunque marcata. Questo è però il gioco democratico, ed aldilà della ristrettezza dell’affermazione, il segnale politico è abbastanza evidente: Forlì ed il suo centro-sinistra avevano bisogno di una scossa ed hanno intravisto questa possibilità in una figura che viene considerata un outsider, pur se non un neofita della politica.
    Capisco la delusione e forse anche un certo astio da parte della componente del partito che ha sostenuto in assoluta onestà e legittimità Nadia Masini, ma credo - o quantomeno spero - che a mente fredda molti giudizi espressi in questo periodo vengano rivisti. Questo perchè non si può imputare il risultato di ieri ad un manipolo di elettori di destra che “subdolamente” sono corsi a votare per Roberto Balzani. Occorre parlarsi chiaro: nelle stanze del centro-destra la speranza neanche troppo nascosta - e le parole di Nervegna di qualche giorno fa lo testimoniano chiaramente - era che Nadia Masini prevalesse alle primarie, venendo considerata la candidata più debole in un’elezione non “di campo” come le primarie, bensì in quella generale. Ecco quindi che il voto di destra - se c’è stato - non può essere considerato un voto subdolo di disturbo - in tal caso forse conveniva votare Masini -, ma un giudizio favorevole dato ad un candidato che ha saputo accattivarsi stima e simpatia in maniera abbastanza trasversale. E visti anche i tempi che corrono ( non mi risulta che vi sia un solo sondaggio che dia il centro-sinistra in rimonta ad otto mesi di distanza da una pesante sconfitta politica ), non considero la trasversalità di un nostro esponente ed il fatto che sia visto positivamente da una fascia di elettorato che non ci vota uno sfregio alla nostra purezza, anzi tutt’altro.
    Roberto Balzani ha dinnanzi a sè ora due grosse responsabilità: da una parte deve sin da subito caratterizzarsi come candidato espressione di tutto il Partito Democratico - e da questo punto di vista le parole pronunciate dal Sindaco in carica a spoglio ultimato sono assolutamente da sottoscrivere e rendono grande onore alla persona - ; dall’altra ha l’obbligo di portare avanti, e se eletto renderli effettivi, gli enunciati espressi durante la campagna per le primarie.
    Una considerazione è doverosa: governare la modernità è estremamente più difficile di quello che era amministrare anche solo vent’anni fa. Ciò non toglie che sarà necessario che la proiezione di lungo respiro di governo della città di cui ha parlato Balzani più volte, trovi una propria applicazione. E tutto questo passa innanzitutto dal considerare Forlì come l’autentico capo-fila dei Comuni del circondario, in una visione più allargata del territorio. Ciò è in particolare modo auspicabile in tempi come questi in cui le ristrettezze sempre più pesanti poste dalle finanziarie nazionali, mettono costantemente a rischio i bilanci dei Comuni anche più virtuosi. Serve perciò se non altro un’azione concordata di gestioni associate dei servizi tra Comuni vicini che necessita della regia del Comune di Forlì che ha il dovere di mostrare adeguata sensibilità nei confronti delle esigenze degli Amministratori dei piccoli comuni limitrofi.
    Inoltre, i fatti recenti purtroppo accaduti a giunte ed Amministrazioni governate dal centro-sinistra rendono evidente l’ineludibiltà di una seria riforma della Pubblica Amministrazione al fine di rendere più chiari e trasparenti i percorsi nelle scelte che i governi locali intraprendono.
    Infine, quanto votato a livello europeo la settimana passata con l’adozione di un ambizioso - anche se in parte annacquato nelle sue conclusioni e nelle sanzioni previste in caso di inadempienza dei Paesi ad esso - piano ecologico dimostra quanto sia importante che ad ogni livello vengano rivisti almeno in parte i meccanismi di produzione e di sviluppo, e di conseguenza a mio parere anche i sistemi di smaltimento dei rifiuti. Al riguardo, va però prestata attenzione: sono estremamente a favore del differenziato, ma servono piani moderni ed efficienti, dato che continuano a circolare talvolta progetti vecchi di dieci anni che rischiano di avere il risultato di non ridurre la produzione del rifiuto, aumentando però i costi da sostenere per le Amministrazioni. Tutto ciò va di pari passo naturalmente con un investimento importante sulle energie alternative.
    Fermo restando che viviamo in una realtà in cui il benessere resta comunque abbastanza diffuso, dobbiamo attrezzarci tutti, a partire dalle Amministrazioni locali, ai cambiamenti epocali che l’attuale crisi economica e finanziaria ci sollecita.
    Io sono fiducioso, buon lavoro.

  22. Nuovo vecchio 15 dicembre 2008 18:12

    caro Thomas, sono anche componente di un comitato di circolo, oltre ad essere nell’ assemblea territoriale, quindi nel partito ne so abbastanza. Io smetto di scrivere. Addio

  23. raffaele barbiero 15 dicembre 2008 19:48

    ciao a tutti,

    il percorso che ha portato a questo straordinario risultato è inziato nei primi mesi del 2006 con gli amici di “una palestra per il Pd” per poi aggregare intorno a sè sempre più persone, gruppi, realtà.
    Bene, anzi benissimo.
    Oggi che abbiamo un candidato sindaco nel quale abbiamo profondamente creduto ci viene consegnato un compito ancora piu’ importante:
    - non disperdere l’entusiasmo e la fiducia che abbiamo raccolto;
    - essere coerenti con ciò che abbiamo proclamato e detto soprattutto sul metodo e le regole della democrazia e del “gioco” politico;
    - saper costruire, gettare ponti, unire e non creare muri con la parte del Pd che si è riconosciuta nel sindaco uscente nadia masini, che ricordo non ha amministrato in modo negativo, pur con tutte le insufficienze che ovviamente ci hanno portato ad altra scelta. Questo è importante perchè il compito è quello di costruire un Pd più importante, più allargato, più aperto, più democratico, più libero, meno incrostato da interessi di parte. E questo lo si deve fare con l’apporto di tutti. Il nostro avversario (non nemico perchè rifuggo dai termini guerreschi e violenti) è il centrodestra che noi dovremo vincere con un progetto che coinvolga la comunità cittadina e che aggreghi il Pd senza disperdere il “sale” e l’humus che abbiamo portato con il nostro impegno;
    - infine saperci guardare un pò da noi stessi, nel senso che ora dovremo evitare di dividerci all’interno dei vari mondi e realtà che hanno sostenuto roberto balzani evitando che chi ci affianca da ora in poi non lo faccia con il doveroso spirito di servizio per la città e la sua comunità, per la politica in senso generale e per il Pd

    Buon lavoro a tutti

    raffaele barbiero, contento di esserci!!!!

  24. Massimo Dellavalle 15 dicembre 2008 20:17

    Congratulazioni a Roberto, ma soprattutto a tutta “la squadra” che ha creduto nella possibilità di esercitare la democrazia, che si è dedicata con una passione che i politici con la “p” minuscola hanno scientificamente cercato di estinguere anno dopo anno. Congratulazioni agli amici che hanno creduto e condiviso questa fatica mentale e fisica, ai primi che, come ricordava Barbiero e Mosconi, si trovarono all’aperitivo al Diagonal col Mago Cotechino due anni or sono, perché avevano speranza. Congratulazioni ai cittadini che hanno saputo ascoltare le proposte dei comitati, valutarle, discuterne e poi decidere, in un senso o nell’altro. Congratulazioni alla Stampa: non sempre così corretta e disponibile e interessata.
    Non posso congratularmi però con chi si è tenuto al margine, per vedere come girava il vento, senza prendere pubbliche posizioni; ma che già alle 22.00 di ieri, si crogiolava in una vittoria per la quale non aveva mosso un dito.
    …adesso viene il bello, come disse quello che aveva appena ingoiato la roncola…
    Congratulazioni a tutti e coraggio, tanto.

  25. maria maltoni 16 dicembre 2008 00:38

    Oltre 8000 persone al voto in una giornata sola e per un voto di partito, sono veramente una gran bella dimostrazione che a Forlì c’è voglia di partecipare! Le primarie del PD sono state proprio questo, l’espressione di una volontà vera di decidere il proprio futuro.
    Non possono perciò in alcun modo vedere ridotto il loro significato per qualche piccola caduta di stile che quasi sempre si registra in ogni competizione elettorale: qualche vecchietto non proprio lucidissimo a cui è stato fatto esercitare il diritto di voto ( ma sa il nonno ci tiene tanto a votare ! ) ; schede a volte compilate in situazioni di poca privacy; infine un caso segnalato in un circolo di un noto militante di destra che avrebbe votato alle primarie. Su questa questione mi soffermo solo un attimo: qualcuno l’ha visto mentre apponeva il voto e per chi ? Perché il presidente di seggio l’ha fatto votare se è un noto militante di destra, non poteva rifiutargli la scheda?
    Queste sono veramente sciocchezze di fronte al grande valore politico che, non solo per Forlì, hanno le primarie per come lo Statuto del Partito Democratico le individua quale metodo di selezione dei candidati alle principali cariche monocratiche .
    Oltre alla soddisfazione generale, la mia ovviamente è anche una soddisfazione specifica, perché il candidato che ho sostenuto in questi mesi, Roberto Balzani, è quello che è risultato vincitore. E’ stato veramente un grande e composito movimento che ha sostenuto Balzani, in primo luogo dentro il PD( perché senza le firme di oltre il 30% dell’Assemblea provinciale la candidatura non si sarebbe potuta presentare) dove assieme a tanti amici e compagni di mondi vari e diversi , dalla palestra per il PD, al mondo cattolico, oltre a noi del blog de La tua Stagione ed alla vasta area dei “veltroniani di sinistra “, per arrivare fino ad una ampia area traversale di matrice laica e socialista. A chi aveva in tasca la tessera PD, si sono poi aggiunti numerosi altri apporti di cittadini e democratici , per arrivare fino alla bella cifra di oltre 1700 adesioni.
    Certo, qualcuno fa notare che lo scarto di voli non è stato elevato, ma in proporzione era ancora più basso quello che ha consentito a Bush di governare l’America: la democrazia è fatta così, la maggioranza è costituita da chi ha il maggior numero di consensi. Oggi, perciò, quel candidato è diventato il candidato di tutto il Partito Democratico, esattamente come sarebbe stato se a prevalere fosse stata Nadia Masini per 44 voti.
    Ora si tratta di mettere mano, nel Partito Democratico, ad un serio ed approfondito lavoro programmatico, partendo dalla elaborazione prodotta in vari ambiti dal Comitato Forlì per Balzani, e intrecciandola con i contributi che le aree di lavoro comunali stanno già producendo, senza dimenticare i contributi venuti dai giovani masiniani .
    Il lavoro programmatico, infatti, è preliminare alla definizione di quella che dovrà essere la politica delle alleanze con il comune obiettivo di sconfiggere sonoramente il centro destra.
    A proposito, oggi un esponente di quello schieramene ha definito Roberto Balzani “una aspirina “ che non risolve le malattie del centrosinistra, senza accorgersi che è davvero un complimento. L’aspirina è il farmaco di maggior successo al mondo, il più conosciuto ed utilizzato, probabilmente il più amato: io come tanti, lo tengo sempre nella mia borsa per averlo ovunque. Se tanto ci dà tanto, l’aspirina balzani, procurerà una valanga di voti al centrosinistra !

    Maria Maltoni

  26. Carlo Giunchi 16 dicembre 2008 17:08

    Quella incredibile manciata di voti.

    Quando un partito raccoglie in una città quasi il 50% di consensi le alternative sono due: o le contraddizioni sociali sono divise nettamente a metà, oppure queste contraddizioni proiettano la loro esistenza anche dentro i singoli partiti. In questo caso, che è il più credibile, il partito più grande è anche il più caratterizzato da una complessità interna, in esso si riverberano in forma maggiore, anche se mediata e dialettica, le pulsioni che provengono dal corpo, altrettanto complesso, della società.
    E la pluralità di posizioni che si manifestano al suo interno, e che non possono più essere classificate con lo schema obsoleto di sinistra, centro e destra, ha come spazio per l’esercizio dei propri pronunciamenti la serie dei temi che richiamano maggiormente l’attenzione dei cittadini.
    Questa riflessione è preliminare per capire la ragione per cui un partito come il PD di Forlì, vicino al 50% dei consensi elettorali, si trova oggi diviso a metà (con una manciata di voti appunto di differenza) da un risultato delle primarie incredibilmente equilibrato nei numeri.
    Certo, se la valutazione è politica, il risultato di Roberto Balzani, costruito da un’aggregazione estemporanea, molto composita, con un consenso tutto da realizzare, con una capacità di incidenza sull’opinione pubblica da perseguire giorno per giorno, è cosa ben diversa da quello di Nadia Masini, forte di un apparato, locale e nazionale, con la messa in campo di tutto il peso e l’influenza che la gestione dell’amministrazione porta con sé, con l’utilizzo di quell’incentivo storicamente importante costituito dalla difesa dello “status quo”.
    In effetti anche se i numeri sono molto simili, quelli raggiunti da Balzani corrispondono ad una vetta, al limite a cui è arrivata una straordinaria scalata, mentre quelli della Masini corrispondono al fondo valle, al punto al quale si è riusciti a fermare una valanga. Politicamente sono due cose molto diverse.
    Ma, ciò detto, rimangono quei pochi 44 voti di differenza, rimane quell’equilibrio delle forze in campo, e allora è necessario chiedersi quali sono stati i temi principali su cui il partito si è diviso, sapendo appunto che dentro un partito grande ci sono da aspettarsi anche contraddizioni grandi.
    Il tema centrale di confronto è stato certamente quello del rinnovamento della politica, nei contenuti, nei modi e, perché no, anche nelle persone.
    Nel confronto quotidiano i due termini più usati, e forzatamente contrapposti dalla dialettica della campagna elettorale, sono stati “rinnovamento” ed “esperienza”. Nessuno dei due candidati ha certamente snobbato il profondo senso di entrambi, ma non c’è dubbio che Balzani ha incarnato di più il “rinnovamento” e la Masini di più l’”esperienza”, e così alla fine il primo è prevalso sul secondo. E a partire da questo esito va riconosciuto che per quanto riguarda il termine “rinnovamento” certamente poco ha inciso quella sua componente critica che è l’”incertezza del futuro”, mentre sul termine “esperienza” un bel po’ ha inciso quella sua componente critica che è la “riproposizione del passato”.
    Ma la manciata di voti che ha diviso i due schieramenti ha un’influenza positiva, proprio per la sua esiguità, anche nel processo di ricomposizione del partito. Se infatti, in occasione di risultati “bulgari”, tipici delle primarie di facciata, il recupero ad una prospettiva unitaria della componente sconfitta è un buon auspicio, o comunque quasi solo una possibilità, in questo caso esso è una vera e propria necessità.
    Cioè non ci può essere Partito Democratico a Forlì senza un processo di profonda osmosi, senza un riallineamento a prescindere dal quale la stessa candidatura a sindaco di Roberto Balzani risulterebbe inadeguata.
    Un’altra utilità infine deriva dalla stessa manciata di voti. Si tratta dell’opportunità che Roberto Balzani ha per definire una relazione positiva, e virtuosa, con chi ha concorso alla sua vittoria.
    E’ noto, sia che si tratti di elezioni primarie o effettive, quante aspettative legittime di coinvolgimento maturino dietro ai candidati, in termini politici, programmatici, e anche personali.
    E quanto più i candidati rappresentano un’area di recente aggregazione, tanto più queste aspettative hanno una relazione diretta con le scelte da attuare.
    Quarantaquattro voti però possono essere stati “portati” da chiunque, dunque nessuno può dire di essere stato determinante per la vittoria di Balzani; o meglio, tutti possono sentirsi determinanti in pari misura; anzi, tutti devono sentirsi determinanti in pari misura. E dunque Balzani può dispiegare interamente ed in modo assolutamente libero da vincoli e ipoteche, ammesso che ci fossero, la propria proposta programmatica.
    Analogamente, per converso, nel campo degli sconfitti, a tutti, e perciò a nessuno, possono essere addebitati quei 44 voti mancanti, che hanno fatto la differenza, ma che ora possono fare l’unità del partito.

    Carlo Giunchi

  27. raoul mosconi 17 dicembre 2008 03:37

    Addio e nessun rimpianto!
    Leggo con piacere che un dei pochi, per fortuna, frequentatori di questo blog (ben fatto ed estremamente utile alla democrazia)che scrivono sotto pseudonimo con intenti provocatori e denigratori ha deciso di non scrivere più!
    Convinto che continuerà a leggerci e saputo che è membro della Direzione Territoriale del PD, come il Prof. Thomas Casadei ed io, lo invito ad argomentare le sue idee e le sue incomprensibili formule anche e soprattutto nelle sedi del partito!
    Negli organismi del PD al contrario di quello che accade nelle riunioni ristrette, che a quanto pare il nostro frequenta insieme a sandokan, ramon.. e altri coraggiosi esponenti e frequentatori del PD forlivese, si discute, si vota e tutte le idee hanno pari dignità anche se raccolgono percentuali di consenso diverse; al contrario di quello che accade in molti partiti di destra (o forse si vorebbe accadesse anche nel PD?) dove gli iscritti aspettano le indicazioni del capo/i.
    Mi aspetto alla prossima assemblea territoriale del PD che Nuovo vecchio, Sandokan, Ramon… prendano la parola, si presentino (forse basterebbe dire si presenti?), qualificandosi anche con il nome di battesimo oltre a quello virtuale, perchè questo è l’unico modo che conosco per fare politica, contribuire alla democrazia, fare vincere al Partito Democratico le elezioni amministrative del 2009 e riportarlo al governo del nostro paese!
    Raoul Mosconi

  28. Ragazzini Paolo 17 dicembre 2008 06:14

    Appena si potranno analizzare i dati sui partecipanti alle primarie ci accorgeremo di un dato molto interessante.Più della metà dei cittadini che hanno votato domenica sono donne!Sarebbe altrettanto interessante capire quali sono le fasce di età più interessate al voto.E ci sarebbero altre importanti statistiche da leggere nello straordinario dato di partecipazione democratica di domenica.Questi dati sarebbero interessanti da estrapolare e analizzare,molto meno,anche perchè spesso privi di fondamento,le rilevazioni su eventuali voti “esterni” al Partito. Faccio notare che per votare domenica si doveva firmare il registro di appartenenza agli elettori del P.D. delle Primarie. Almeno di questo se ne ricordino i dirigenti del Partito o,come dice di fare Roberto Balzani, su argomenti che non conosce ancora perfettamente, ci si aiuti con lo studio!

  29. Alessandro Pilotti 17 dicembre 2008 06:57

    Roberto ha detto bene dobbiamo espellere le tossine. Ma gli hooligans sono tornati. Alcuni sostenitori della Masini hanno dichiarato che non riconoscono il risultato di domenica. Sì proprio loro che hanno predicato per mesi la tesi di non spaccare il partito oggi visto che hanno perso mettono in discussione il risultato con fuorvianti argomentazioni.
    Per questo mi voglio rivolgere a chi ha sostenuto Nadia Masini perchè la ritenevano un candidato capace di garantire innovazione nella continuità.
    Lo faccio pubblicamente e collettivamente.
    Chiedo a Giuliano Pedulli (che dal 7 giugno prossimo sarà il consigliere regionale del partito, di tutto il partito), Roberto Severi, Valeria Camorani, Loretta Lega, Lelli (il consigliere provinciale), Margherita Collareta, Roberto Borroni, Viviana Neri, Pietro Stinziani, Gianluca Siboni, Giulio Marabini e Luciano Minghini (che hanno ottenuto un grosso successo personale a San Martino in Strada), Raffaella Guiducci, Patrizia Valbonesi, Katia Zattoni e perdonatemi se ho dimenticato qualcuno, di isolare gli hooligans senza attendere la prossima Assemblea Comunale, ma prima di Natale.
    C’è bisogno di un’iniziativa politica forte per supportare Nadia Masini nei prossimi sei mesi di lavoro e per dare a Roberto Balzani e al segretario comunale Elisa Massa il tempo di impostare il lavoro con serenità già prima dell’Epifania.
    Sono certo che Giuliano Pedulli proprio per il ruolo unitario e istituzionale che andrà a ricoprire a giugno si farà paladino di questo sforzo unitario.

  30. giancarlo romanini 19 dicembre 2008 16:05

    19/12/2008
    Conferenza stampa di Balzani in federazione.
    Atmosfera mesta.
    Puzzo di fumo.
    Riscaldamento acceso e finestre aperte.
    Niente musica.
    Posti in piedi, fuori dalla saletta dove si svolge l’incontro.
    Dirigenti apparentemente indifferenti.
    Un cerimoniale normalizzato, tetro, dopo gli incontri della campagna balzaniana.
    Passa dalla federazione anche Frassineti, in cerca di Gensini.
    Dopo un po’ se ne va con un incartamento.
    Gensini lo indica ad una persona:”Frassineti, è il nostro candidato a Predappio”.
    Il nostro candidato?
    Ma non erano due?

  31. maria maltoni 19 dicembre 2008 17:16

    Oggi Balzani è ufficialmente il candidato di tutto il PD. Certo, lo stile delle conferenze stampa nella brutta sede PD di via Matteotti, nonostante le sedie girate e le piante, non è quello delle scoppiettanti conferenza stampa a cui ci aveva abituato il Comitato Forlì per Balzani. Ma guardiamo alla sostanza, la segreteria dell’Unione Comunale ed il segretario provinciale del PD hanno confermato senza alcuna ombra di dubbio la validità e la regolarità delle primarie . Questo chiude definitivamente il capitolo delle contestazioni fuori luogo a fuori e a prescindere dai regolamenti, come se ne sono viste sui giornali in questi giorni. Roberto Balzani è apparso ben deciso a promuovere il rinnovamento che ha promesso ai suoi sostenitori, attraverso un largo coinvolgimento di tutto il partito nella definizione del programma, tramite le aree di lavoro a cui possono partecipare anche i non iscritti e questo è fondamentale per mantenere il rapporto con i cittadini elettori che lo hanno votato in queste primarie.
    Roberto poi come sempre guarda avanti ed in alto ed ha annunciato la volontà di fare di Forlì un laboratorio politico, soprattutto per quanto riguarda le buone prassi di partecipazione democratica, con un sito internet in inglese con cui ci si potrà confrontare anche con i democratici di altri Paesi.
    Credo che in questi giorni di grande difficoltà politica per il Partito Democratico a livello nazionale, ripartire dal basso , da esperienze quale quella che abbiamo vissuto tutti insieme con la “grande campagna democratica del 2008 “, come ormai tutti la chiamiamo, possa essere di grande utilità per tutti. Ricordiamoci che il PD è di noi tutti: in primis iscritti, ma anche di chi ha votato alle primarie, dato che iscrivendosi all’Albo ufficiale degli elettori ora è qualcosa in più che genericamente un cittadino, con il quale un partito deve comunque confrontarsi. Sta a noi portare dentro le stanze un po’ grige e fumose della politica per come è stata fino ad oggi, anche a Forlì, quella ventata di novità che le primarie hanno saputo produrre. Questo è il secondo capitolo della storia. Il terzo è come vincere le elezioni al primo turno, allargando il più possibile il consenso attorno al nsotro candidato.

    Maria Maltoni

  32. Denio Derni 20 dicembre 2008 00:15

    Grazie a Giancarlo Romanini per il delizioso quadretto pennellato sugli interni (o sarebbe meglio dire “le interiora”)della Federazione messi a disposizione per la conferenza stampa di oggi.
    A leggerlo mi sembrava di esserci,riconoscevo il clima e la sciatteria quasi annoiata di tante sedi della sinistra…la stessa scarsa capacità comunicativa…
    La forma è sostanza!!ben lo sappiamo. E lo si è visto nella “grande campagna democratica del 2008″, nella quale alla “sostanziale” passione e proposta innovativa si è accompagnata una “forma” incisiva,efficace, bella, elegante e nuova.E’anche questa coincidenza di forma e sostanza che ci ha aiutato nella vittoria.
    E questo modo di “essere” e di dire, di “tramettere”, deve diventare patrimonio di tutto il PD, se vogliamo davvero battere la destra e dare nuova fiducia.
    Non è questione di cambio di suppellettili, o di arredo.
    E’ qualcosa di più vero e profondo.
    Che, ora lo sappiamo con certezza, ci appartiene.
    E’ ora il momento di rinnovare, nel dialogo e nell’unità.
    Io confido molto nell’intelligenza di Nadia e di chi l’ha sostenuta, nella loro capacità di comprendere la necessità, non tattica, dell’unità.
    Della necessità “strategica” di aprire una nuova fase di costruzione del Partito democratico, nuova fase che a Forlì si è già aperta con la forza del voto popolare, con la passione politica di tanti volontari, nuova fase che è una necessità nel Paese.
    Lo vediamo bene.E’miopia il non vederlo!
    Ha ragione Veltroni: o “innovazione profonda” o “fallimento”.
    E io ci conto: so, per l’acutezza politica e la forza morale che la contraddistingue, che Nadia lavorerà per l’unità del partito e per il suo radicale rinnovamento.
    E non solo lei.

    Chiudo (permettetemelo)con un appello all’”uomo mascherato”, alias “Nuovo Vecchio” o “Vecchio nuovo”:

    Ti prego, facci sognare!Dacci un colpo di teatro!

    Ridacci Catherine Deneuve!

    Spero tu lo ricordi…spero tu sia abbastanza vecchio per ricordarlo, quello spot pubblicitario nel quale Catherine si voltava con movimento sensuale, fissando la telecamera con fare da gran signora, e con il suo affascinante sorriso francese diceva: -Oui,je suis Catherine Deneuve-

    Ebbene, agognerei questo momento.
    Avresti tutta la mia disarmata e commossa ammirazione, se tu avessi il coraggio di voltarti all’improvviso, durante la Direzione territoriale del PD, e con fare non necessariamente sensuale( puoi esimerti su questo)ma con tono deciso e accattivante, in perfetto francese,
    tu ti dichiarassi così:

    -Oh,oui!Je suis le “Nouvel Vieux!”

    Che trionfo del coraggio e dell’ironia, sarebbe!
    Mi dispiace solo che non essendo membro della Direzione non potrei vederti…
    Ma me lo farei raccontare per anni,come storia scritta da Omero, da raccontare ai nipoti e ai pronipoti, negli anni a venire.

  33. Alessandro Pilotti 20 dicembre 2008 09:46

    Ci sono state quattro rivoluzioni che varranno la pena di essere tramandate alle generazioni future.
    La prima è la rivoluzione dei Garofani del 24 aprile 1974, quando un gruppo di giovani ufficiali sovvertì in modo pacifico la dittatura salazariana al canto della canzone popolare Grandola Vila Morena.
    La seconda è l’elezione di Raul Alfonsìn a Presidente dell’Argentina il 30 ottobre 1983 dopo la violenta dittatura della Junta Militar.
    La terza la rivoluzione di velluto del 17 novembre 1989 a Praga quando un movimento pacifico portò il drammaturgo Vaclav Havel alla guida della repubblica cecoslovacca.
    La quarta è la grande campagna democratica del 2008 a Forlì che ha portato all’elezione di Roberto Balzani a candidato Sindaco.
    Si respira nell’aria qualcosa di nuovo in città. Non dobbiamo preoccuparci che il Partito segua per inerzia il nostro movimento.
    A Forlì c’è stata una rivoluzione democratica e non saranno delle oscure nomenklature di partito a fermarla.

  34. riccardovitali 20 dicembre 2008 11:01

    Scusami Pilotti, ma non ti sembra di esagerare?
    Non avevi chiesto di sedare le animosità e di fermare gli hooligans?
    Se questo è il tuo contributo spero di fermarti prima di sentirti dire che la vittoria di Balzani oscura quella di Obama…

  35. Denio Derni 20 dicembre 2008 15:34

    Il”troppo stroppia”!Scusami Pilotti, ma il tuo sembra un delirio tale da interessare la squadra narcotici!Fermati, non proseguire in questa apoteosi di paralleli storici incongrui, anche perchè Nadia non è Salazar e Errani non ha il berretto graduato di un generale argentino.Questi paralleli assurdi ed offensivi lasciali fare a Bartoletti..Condivido il post di Riccardo Vitali. Non abbiamo bisogno di autoesaltazione. Ci basta la grande gioia di quello che è avvenuto e la consapevolezza combattiva di quello che deve avvenire.
    Quando racconto per telefono ad amici di altre città le primarie di Forlì, registro sempre reazioni di gioiosa sorpresa e ammirata stupefazione, e questo senza che conoscano minimamente Roberto Balzani.
    Il che mi porta a dedurre due aspetti fondamentali:
    a)La staticità e l’arroccamento dei gruppi dirigenti del PD è ,ahimè,largamente diffuso nel territorio nazionale e comune è l’ansia e l’esigenza di un rinnovamnto vero.
    b)Ciò che abbiamo fatto a Forlì è qualcosa di eccezionale e può e deve essere un esempio da seguire, da moltiplicare.
    Come sostiene Roberto, possiamo essere un laboratorio politico a livello nazionale.
    Penso che questo possa bastare per esserne fieri e per caricarci sulle spale la consapevolezza dell’arduo compito che ora ci aspetta, senza scomodare Dubcek o Ghandi…

  36. Sandro 20 dicembre 2008 18:12

    Nei dibattiti a volte si travalica ciò che razionalmente il buon senso ci potrebbe far dire.
    Ma penso che che Alessandro Pilotti nella sua e nostra contentezza per la vittoria di Roberto, non volesse fare dei parallelismi con gli storici personaggi citati.Ma sicuramente, tenendo presente che ,ognuno di noi è unico ma capace di cogliere, se la sua volontà di ascolto è attenta ha recepire ciò che la storia di di buono ci ha insegnato, e trasmetterlo in un contesto di tempo, e di spazio diversi, ben venga.La Storia con la S maiuscola,che possa essere trasmessa ai posteri è che funga da educazione in primis in modo che possiamo cogliere e trasmettere alle altre persone, per far si che il nostro quotidiano come singole persone facenti parte di un contesto allargato possa dare i suoi frutti migliori.
    Sandro-Romiti

  37. Alessandro Pilotti 20 dicembre 2008 20:35

    Riccardo, Denio, pensavo aveste una dose maggiore di ironia e comprendeste che il parallelismo non era nei confronti dei regimi abbattuti ma dell’emozione della gente che animava le rivoluzioni di cui parlavo.
    Rivoluzioni ovviamente non cruente e per questo più radicali.
    Vi dedico comunque senza che questo venga tacciato di delirio un brano del Potere dei senza Potere di Vaclav Havel
    “Noi non conosciamo la strada per uscire dal marasma del mondo, e peccheremmo di imperdonabile arroganza se proponessimo di scorsgere una sostanziale via d’uscita in quel poco che facciamo, se proponessimo a chiunque noi stessi, la nostra società, le nostre soluzioni come esempio di ciò che unicamente ha senso fare”

  38. maria maltoni 20 dicembre 2008 23:12

    Le parole “passione politica “ sono nella prima riga del mio profilo postato su questo blog alla fine di agosto 2007. Una passione che si è sostanziata di un modo diverso di vivere la politica di questa nostra esperienza “stagionale “, quale da anni non avevo più vissuto, e che ha toccato davvero il suo apice nella grande campagna democratica del 2008 per le primarie, che ha portato alla elezione di Roberto Balzani. Chi mi conosce sa che mi lascio prendere dai sentimenti in modo quasi indecoroso ( ho pianto per tutto il tempo in cui Roberto in Fiera il 9 sera ha letto il suo discorso). Credo però che ora sia il momento della razionalità. Per far diventare questa vittoria , la prossima vittoria elettorale di tutto il Partito Democratico. Occorre perciò da parte di tutti noi che abbiamo sostenuto Balzani, una grandissima attenzione e disponibilità al dialogo nei luoghi propri del partito. Qui, dove pure Balzani ha avuto tanti sostenitori, ci sono però anche tante persone che non lo hanno votato, convinte in perfetta buona fede che ricandidare il sindaco uscente, privilegiando la continuità amministrativa, fosse la scelta migliore.
    Perciò occorre riannodare i fili del dialogo, cercando anche di avvicinare ed impegnare, quantomeno delle aree di lavoro aperte anche ai non iscritti, quante più persone possibili, tra quante hanno sostenuto Balzani alle primarie. Questo è il modo per rinnovare dal basso la politica e ridare alle persone quell’entusiasmo che spinge alla partecipazione.
    Detto questo, devo anche dire che ritengo scandalose le reiterate accuse che un componente della direzione territoriale del PD ( nonchè presidente della Fiera di Forlì, G. Lombardi ) , sta muovendo alla validità del risultato. Dopo che il Comitato Promotore delle Primarie della Unione Comunale PD ha proclamato ufficiale il risultato, dopo che i segretari territoriale e comunale del PD hanno riaffermato la piena validità e legittimità del voto svoltosi in base alla norme previste dalla Statuto, dopo che il segretario regionale del PD lo ha portato come positivo esempio di coinvolgimento degli elettori, data la grande partecipazione registratasi, continuare nelle polemiche a mezzo stampa credo sia veramente il modo per danneggiare il nostro partito. Chi ha questi comportamenti , dovrebbe essere citato per danni morali dall’intero PD, soprattutto in una fase di grande difficoltà politica come quella che si sta vivendo a livello nazionale. Solo un dato prima di concludere : nelle dichiarazioni alla stampa di Lombardi leggo che , tra le altre cose, ricorda che sono state 4000 in meno le persone votanti rispetto alle primarie per Veltroni, ed intanto il dato è inesatto perché 11.000 meno 8000 fa 3000; ma con questo vuole affermare forse che le elezioni per i dirigenti locali del PD svoltesi a gennaio, a cui hanno partecipato solo 5000 persone non hanno valore ? Occorre essere chiari, le regole sulla partecipazione applicate sono state le medesime nelle tre primarie ( anzi nell’ultima sono state più restrittive perché non hanno potuto votare gli studenti fuori sede) ed è stato costituito ufficialmente l’Albo degli Elettori. Finchè il PD non deciderà qualcosa di diverso, queste sono le regole e chi si riconosce nel suo Statuto vi si deve attenere.

    Maria Maltoni , costituente nazionale e componente direzione territoriale PD

  39. Thomas Casadei 29 maggio 2009 00:40

    Il PD che vorrei

    l’unità sta dedicato pagine bellissime, al partito, a come dovrebbe essere, e lo sta facendo rendendo protagonisti i cittadini, i militanti, i democratici che ancora credono ad una nuova, fortissima, speranza di cambiamento

    http://unita.it/index.php?section=news&idNotizia=85010

    credo in ogni circolo, in luogo pubblico si dovrebbe respirare quest’aria, farla propria, tradurla in atti concreti.

    A Forlì e nel territorio ci si sta provando, grazie anche alla spinta di Balzani e dei candidati a Sindaco della città, ma occorre un grandissimo impegno corale, e tanta energia democratica.
    A noi la palla: dobbiamo giocare partite decisive. Serve scatto, pazienza, creatività!

    AVANTI!

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