La tua stagione

Insieme. Per l’ambiente, l’innovazione, il lavoro.

Grazie

Grazie a tutti i democratici forlivesi che hanno partecipato alle primarie, fra loro tanti stranieri residenti e alcuni giovani sotto i 18 anni.
Grazie a tutti i mondi vitali e, realtà sociali, gruppi politici, che hanno compreso come solo dal confronto e dalla fatica della democrazia partecipata si può costruire il bene comune, hanno saputo mettersi insieme e costruire una proposta politica aperta e partecipata per la città di Forlì, originando una fantastica innovazione politica e un grande movimento.
Grazie al Partito Democratico che fa della partecipazione dei cittadini la sua ragione di essere.
Grazie alla tua stagione che è sempre stata, lo ha ampiamente dimostrato in questo anno di vita, la nostra stagione: la stagione di tutti ma proprio tutti i democratici!
Grazie a tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato insieme al comitato Forlì per Balzani, quanta fatica avete fatto, quante riunioni e soprattutto quante mail!
Grazie a Nadia Masini per quanto ha fatto e farà per la città di Forlì e il Partito Democratico, grazie alle donne e agli uomini che l’hanno sostenuta dimostrando lealtà verso il PD e correttezza nei confronti di Roberto Balzani!
Grazie a Roberto Balzani che ci ha messo molto di più della faccia!
Un saluto di pace e non perdiamoci di vista!
Raoul Mosconi

P.S.
Grazie a Valerio e agli studenti fuori sede che ci hanno dimostrato che cosa vogliono dire passione e gratuità!

View blog reactions

23 Commenti a "Grazie"

  1. Tatiana 15 dicembre 2008 08:24

    Ci ho creduto fino alla fine, ma sembrava un’illusione, un sogno.
    Ed invece il risultato di queste primarie mi ha dato un’emozione indescrivibile!
    Come ha detto Roberto, ieri ha preso vita veramente il PD!
    Grazie Roberto!

  2. Ragazzini Paolo 15 dicembre 2008 14:01

    Mi sento di ringraziare le migliaia di cittadini che,con il loro voto, hanno dato credibilità e legittimità al successo delle Primarie a Forlì.Un severo monito a chi non credeva in questo straordinario strumento di democrazia partecipata.Ora si guarda avanti,al 2009 dove si dovrà sconfiggere la destra al primo turno.Per fare questo occorre un Partito unito e consapevole dell’obiettivo da raggiungere dove le scelte vengano elaborate e condivise e non escano invece,come è purtroppo accaduto in passato, da vecchi cappelli a cilindro ormai logori e rabberciati. Sono d’accordo con Roberto e Tatiana,il Partito Democratico vero,quello che mi suscita ancora emozioni,quello dei giovani e del rinnovamento,quello dell’ascolto ,del dialogo,della discussione e delle scelte è questo.Grazie!!!
    Paolo Ragazzini

  3. Massimo Dellavalle 16 dicembre 2008 20:42

    ECCO L’AVVERSARIO!!!
    Da Romagna Oggi

    “”
    Forlì, elezioni. Melandri precisa: “Sono disponibile a candidarmi a sindaco”

    Valerio Melandri è pronto a candidarsi a sindaco di Forlì. Il docente della Facoltà di economia che lunedì aveva detto di non essere candidato, precisa di aver comunque offerto la propria disponibilità a correre in alternativa a Roberto Balzani (candidato sindaco del Pd dopo le primarie di domenica) alle elezioni amminstrative del 2009. Melandri, figlio del senatore Leonardo Melandri … lascia ora la parola alle forze politiche.
    “Arrivati a questo punto è bene che si sappia - afferma -, anche per evitare che qualcuno pensi che ciò sia legato alla sconfitta della Masini, che ho dato (e da tempo) la mia disponibilità. Dico questo per fare chiarezza. E perché penso che ognuno di noi, nel suo piccolo, deve accettare la responsabilità di instillare un’etica dell’agire nei nostri figli, di adattarsi ad una economia più competitiva, di rafforzare le nostre comunità e condividere in una certa misura i sacrifici”.
    Melandri, che su questo è in sintonia con Balzani, spiega di essere convinto “che sia tempo per una nuova generazione di realizzare quello che è necessario realizzare. Anche in questa città, dove io sono nato, vivo e lavoro”. Già, ma in quale area politica collocarsi?
    “Non è il nocciolo della questione - fa notare -. Qualunque candidato venga scelto non si può incentrare tutto su una ‘persona’, né sul fatto che rappresenti destra, sinistra o centro. Tutto deve essere incentrato su quel che si può fare “insieme” (con gente di “destra”, con gente di “sinistra”, con gente del “centro”). E’ ora di finirla di pensare a delle barricate”.
    E i problemi sono drammaticamente concreti. “Qui c’e’ gente che non ha da mangiare - ricorda -, aziende che chiudono, gente che rimarrà disoccupata, un centro storico che muore, la vita culturale della città che va a picco. Non è un problema di Mazzini o di Marx, è un problema di economia”.
    Per Melandri “una candidatura oggi dovrebbe essere l’occasione, il veicolo delle speranze e dei sogni della gente, di tutta la gente, non l’affermazione di un partito. Dovrebbe essere l’affermazione della “politica”".
    ….
    Il docente di Economia chiude con una domanda: “E’ ipotizzabile che chi si ritiene capace di coniugare un giusto individualismo, un sano liberismo, la necessaria solidarietà e l’attenzione all’ecologia in maniera inedita e spiazzante trovi qualcuno che lo sostiene?”. La risposta spetta ai partiti del centrodestra.

    “”"

    In realtà voleva dire: “Mi piacerebbe avere il successo di Roberto Balzani, c’è qualcuno che mi vuole? Non è importante chi, non è importante per fare cosa e perché farlo, non è importante stare dalla parte di Marx o di Mazzini, l’importante è che sono cattolico, fotovoltaico (in modo inedito e spiazzante) e amo la famiglia. E poi si deve realizzare ciò che è necessario realizzare.”

    Se questo è l’avversario politico con cui dobbiamo confrontarci….
    md

  4. Collini Stefania 16 dicembre 2008 23:22

    HANNO PRESO UN GRANCHIO-OVVERO LA CENA DI PESCE E L’INIZIATIVA ELETTORALE CHE NON C’ERA

    Dicono che i giornalisti dovrebbero, per correttezza professionale, sottoporre al vaglio le notizie loro fornite.
    Comprendo che i comunicati, se arrivano a firma di autorevoli rappresentanti come Bartolini di AN, passano in stampa e pubblicazione e via, ma a volte contengono notizie tendenziose che, nel caso che cito, sono verificabili.
    In merito alla notizia pubblicata oggi su La Voce di Forlì, mi permetto di elencare le inesattezze forzate, tutte calcolate, dato che il video è su Youtube,ma pure nel sito di Balzani , visibile da tutti.
    1) non si trattava di una iniziativa elettorale di Balzani, ma di una cena di autofinanziamento organizzata dal Circolo PD Romiti;
    2)per ragioni di spazio la cena si è svolta il 21 novembre scorso, presso il circolo ARCI della Cava e non nella sede di partito;
    3) Quanto detto da Roberto Balzani si può ascoltare dal video direttamente: non ha parlato solo di ossa rotte, ma anche di altro;
    4) viene artificiosamente scelto un fotogramma, il fotogramma che aiuta a creare il caso Mazzoni, un caso che non esiste: troppo impegnato a fare il guastafeste, come Bartolini stesso si definisce, egli tralascia volutamente i fotogrammi in cui si vedono insieme ( e per queste primarie è stata occasione unica) i due candidati Nadia Masini e Roberto Balzani,la segretaria del Circolo Bruna Baravelli
    5) era una cena di autofinanziamento, tutta a base di pesce, alla quale hanno partecipato anche Massimo Bulbi, Alessandro Castagnoli, Elisa Massa, esponenti dei due comitati ed essendo aperta a tutti, numerosi iscritti, amici e simpatizzanti, attirati dall’ottima cucina dei cuochi del ristorante “Il mare in tavola” della Festa de L’unità. Fra questi Mazzoni, come tanti altri.
    E’ stata servita un’ottima cena, tante le varietà di pesce , ma i commensali hanno notato che…. mancava il granchio: preso e sequestrato dal consigliere di AN Bartolini che, a distanza di un mese lo avrebbe servito alla stampa leggermente avariato.
    Se questa è la destra e questi i suoi argomenti , forza PD serra i ranghi, raduna e unisci tutte le tue forze, che la battiamo al primo turno delle amministrative nel 2009.
    Stefania Collini

  5. Maria Teresa Vaccari 17 dicembre 2008 00:55

    HA VINTO LA DEMOCRAZIA DAL BASSO

    Dopo le fatiche delle ultime settimane e lo stordimento della forte emozione provata domenica, ho faticato a riprendere il normale ritmo della vita quotidiana divisa tra lavoro e famiglia.
    A mente un po’ più lucida voglio aggiungere le mie considerazioni a quella fantastica avventura che sono state queste primarie.

    Io penso che il risultato di queste primarie sia merito dei cittadini forlivesi che forse non erano apatici e disinteressati (come molti di noi sostenevano), ma solo disincantati e disillusi da un modo di fare politica che per troppo tempo li ha dimenticati e sottovalutati.
    E hanno dimostrato che quando sono chiamati a decidere attivamente e concretamente del loro futuro sono assolutamente partecipi e presenti.
    Centinaia di volontari dei due comitati hanno lavorato per settimane per studiare i problemi, elaborare proposte, incontrare la gente anche fuori dalle sedi del partito.
    8.000 persone, più del doppio degli iscritti del PD a Forlì, hanno firmato una dichiarazione di riconoscersi nella politica del PD e hanno accettato di essere iscritti nell’Albo degli elettori e delle elettrici del PD.
    E se anche qualche attivista di destra è stato disponibile a questo penso che il problema sia del SUO partito, non del nostro.

    E’ un patrimonio di impegno e partecipazione che va assolutamente difeso e preservato per il bene di tutto il partito forlivese, perchè dimostra che la strada intrapresa dal Partito Democratico poco più di un anno fa è quella giusta.
    Lo scarso margine di differenza è una testimonianza che sono state primarie vere e non di facciata, perchè dove il risultato era già scontato i numeri sono stati decisamente più bassi.
    Tutto questo è successo lo stesso giorno in cui in Abruzzo si perdevano le elezioni e nuovi casi di “malapolitica” venivano denunciati.
    Tutto questo è successo in un momento in cui il PD è in grave difficoltà, non riesce a uscire dalle diatribe interne, dalle ripicche e dai ricatti, neanche dopo quella magnifica esperienza che è stata la manifestazione del Circo Massimo il 25 ottobre, il cui effetto benefico si è esaurito troppo presto.
    Tutto questo dimostra che le decisioni prese nel chiuso delle segreterie tra pochi eletti non sono compatibili con la vita del PD.

    Ma questo piccolo grande miracolo è stato possibile grazie all’impegno e al coraggio di Roberto che è riuscito costruire intorno a sè un gruppo assolutamente motivato e appassionato, ricco di capacità umane, professionali e culturali.
    Ha messo in moto un processo di mobilitazione di cittadinanza attiva che con un effetto “domino” in poche settimane è passato da poche decine di “sognatori” a migliaia di convinti sostenitori della democrazia dal basso.
    Ora il mio sogno è che questo effetto non si fermi, che oltrepassi l’Appennino e la pianura padana e che come uno tsunami buono investa tutto il PD e la politica in generale.

    Perchè finora il PD ha gattonato, è caduto, ha sbattuto la testa, si è chiuso le dita nelle porte, ma domenica, in una piccola città di provincia come Forlì, si è messo in piedi e ha cominciato a camminare.
    E può arrivare molto lontano.

    Maria Teresa Vaccari
    Componente della Direzione Comunale PD di Forlì

  6. Valentina Ravaioli 17 dicembre 2008 12:21

    Vorrei fare mie le splendide parole dell’autore latino Terenzio,il quale afferma:”Sono un uomo.Nulla di cio’ che riguarda l’uomo mi è estraneo”.Ecco,io credo che questo pensiero stia alla base della straordinaria pagina di democrazia che tutti insieme abbiamo scritto domenica.Dietro il termine “politica” in fondo vive la nostra realtà:il futuro di cultura ed istruzione,l’affermazione forte della meritocrazia,l’integrazione,la capacità di affrontare la terribile crisi che ci si presenta.Dietro il termine “politica” c’è la nostra vita,per questo non possiamo piu’ esserne spettatori passivi,ma protagonisti ,attraverso la partecipazione e l’entusiasmo,cosi’ come è accaduto in questa grande avventura al fianco di Roberto.Ora battere la destra al primo turno deve costituire il principale obiettivo,e noi,insieme,possiamo raggiungerlo,perchè noi siamo il PD!

  7. Sandro 17 dicembre 2008 16:13

    Complimenti a tutti per la vittoria di Roberto ma penso soprattutto del Partito Democratico. Ora dopo aver smaltito l’euforia facciamo sintesi sul programma da presentare alla città e ai suoi cittadini.Convinto che le idee che in questi mesi “ascoltando” e trovando spunti concreti da tante persone intervenute. Rendiamo la prossima campagna elettorale proficua e piacevole con l’apporto di tutte le persone di buona volontà e di sani principi. Un forte abbraccio a tutti

  8. Giorgio Zanniboni 17 dicembre 2008 23:46

    Le primarie a Forlì sono state uno straordinario successo per il PD: la dimostrazione è nel rapporto con altre realtà e nei confronti delle primarie dello scorso anno.
    Forlì = votanti 8.030/11.906 67,44%
    Cesena = votanti 4.640/ 9.001 51,88%
    Bologna = votanti 24.920/49.539 50,30%
    Ferrara = votanti 4.413/13.597 32,46%
    Adesso comincia a delinearsi il “partito nuovo” che dobbiamo costruire partendo dal significato della vittoria di Roberto Balzani.
    Recupero del rapporto con i cittadini, trasparenza e codice etico per chi opera nelle pubbliche amministrazioni, riformismo progressista non declamato ma messo in pratica nel governo delle istituzioni, ambiente tutelato al di la degli interessi di Hera e dei cementificatori del territorio. Valorizzazione del centro storico partendo dal risanamento delle parti degradate e da una vivibilità che unisca residenti, operatori economici, cittadini tutti e che metta in campo i beni storico-artistici e le attività culturali. Romagna, Circondario e Provincia per una nuova dimensione della politica e dei programmi infrastrutturali e della logistica capace di influire sullo sviluppo qualitativo della economia.
    E continuità,verso nuovi traguardi, nelle politiche della scuola e dell’università, sociali e sanitarie, della pratica sportiva di massa, del coinvolgimento dell’assciazionismo culturale e del volontariato in ogni campo.
    Chi tenta goffamente di inquinare il responso delle primarie dovrebbe prima di tutto chiedersi come mai non aveva avvertito che il cambiamento era una esigenza di massa, non solo dei giovani e dei neofiti della politica come ben si è visto anche in seggi ad alta densità identitaria. In realtà Roberto Balzani avrebbe vinto, politicamente, anche solo con il 40% dei voti. Chi non capisce questo e si aggrappa a improponibili verifiche sbaglia, dovrebbe riconoscere che una grande novità è intervenuta e adesso spetta a tutti noi, proprio tutti, lavorare per fare crescere il PD e vincere le elezioni con Roberto Balzani. Un saluto a tutti.

  9. Massimo Zoli 18 dicembre 2008 00:40

    Caro Giorgio, come promesso sono qua per discutere con te del nostro partito.
    Trasparenza e codice etico, voglio fare anche mie queste tue parole, oggi che vedendo la cornaca italiana la mia mente va a tutte quelle persone che domenica sono passati anche al seggio dove io ero scrutatore e che hanno creduto che davvero un partito dal basso si può fare ma poi si può anche governare.
    Vedo i fatti di Napoli e Pescara e mi chiedo sinceramente quali scelte dobbiamo compiere, ogni volta che sento di un arresto per un esponente del PD è come una pugnalata. Voglio partecipare alla costruzione di questo partito ma non voglio essere il genitore che giustifica sempre il figlio indisciplinato. Voglio dire NO, questo non è giusto e non è ammissibile, non ci sono alibi.
    Ho letto qulache mese fa il libro di Scalfari “l’uomo che non credeva in Dio” in cui si racconta di come La Malfa intendesse la politica, in uno dei passaggi dice il vecchio segretario del PRI: Mi sembra che questi politici che ritroviamo invischiati in loschi affari, in realtà vadano subito a bocciare il pallino, non hanno rispetto della politica e della sua funzione primaria di servizio.
    Sono un pò deluso stasera, spero solo che la direzione nazionale sappia fare quadrato contro il malaffare che non ci appartiene e che non dobbiamo giustificare. Buonanotte a tutti.

    Massimo Zoli

  10. Massimo Zoli 18 dicembre 2008 00:44

    Post Con citazione di La Malfa

    Caro Giorgio, come promesso sono qua per discutere con te del nostro partito.
    Trasparenza e codice etico, voglio fare anche mie queste tue parole, oggi che vedendo la cornaca italiana la mia mente va a tutte quelle persone che domenica sono passati anche al seggio dove io ero scrutatore e che hanno creduto che davvero un partito dal basso si può fare ma poi si può anche governare.
    Vedo i fatti di Napoli e Pescara e mi chiedo sinceramente quali scelte dobbiamo compiere, ogni volta che sento di un arresto per un esponente del PD è come una pugnalata. Voglio partecipare alla costruzione di questo partito ma non voglio essere il genitore che giustifica sempre il figlio indisciplinato. Voglio dire NO, questo non è giusto e non è ammissibile, non ci sono alibi.
    Ho letto qulache mese fa il libro di Scalfari “l’uomo che non credeva in Dio” in cui si racconta di come La Malfa intendesse la politica, in uno dei passaggi dice il vecchio segretario del PRI: “non si può far politica se non si sa giocare a biliardo e se non si conosce il gioco di sponda. Il politico non arriva mai al successo in modo diretto. Ci arriva di sponda, la biglia fa un percorso talvolta complicato~” Mi sembra che questi politici che ritroviamo invischiati in loschi affari, in realtà vadano subito a bocciare il pallino, non hanno rispetto della politica e della sua funzione primaria di servizio.
    Sono un pò deluso stasera, spero solo che la direzione nazionale sappia fare quadrato contro il malaffare che non ci appartiene e che non dobbiamo giustificare. Buonanotte a tutti.

    Massimo Zoli

  11. Giorgio Zanniboni 18 dicembre 2008 14:42

    Caro Massimo, anch’io soffro per quello che avviene in certe regioni del centrosud ma reagisco invocando da Veltroni di non concedere sconti nel repulisti per le devianze dalla politica pulita e di non avere incertezze sul profilo riformista del partito da affermare. E non posso fare a meno di pensare che sono tra coloro che per tempo hanno lanciato l’allarme sul riformismo promesso e non praticato, sull’etica che comincia a scadere anche prima che assuma rilievo penale, sulla autoreferenzialità di gruppi dirigenti che lavorano più agli organigrammi che alla politica.
    Balzani ha vinto perchè ha presentato un progetto di governo che rompe con la conservazione dei fattori degenerativi della politica degli ultimi quindici anni. E ripeto che avrebbe vinto anche solo con il 40% dei voti perchè dall’altra parte non ci stava solo un Sindaco che ha tanti meriti ma le due nomenclature sopravvissute alla nascita del PD e che tendono a condizionare i nuovi dirigenti, vari amministratori di Enti e aziende pubbliche già rassicurati sui loro destini, gli aspiranti a ruoli agognati pregarantiti con gli organigrammi “ombra”, e lobby “democratiche” timorose di perdere qualche spazio.
    Adesso penso e spero che la “lezione” sia servita, a partire dall’appello che io e altri abbiamo fatto a sostegno di Roberto nel nome di “non devono contare le precedenti esperienze a appartenenze”: abbiamo un candidato forte che segna il necessario cambiamento, tutti al lavoro per dargli una mano anche perchè questo deve essere un segnale per fare nascere davvero il “partito nuovo”. Almeno a Forlì non è passato il “nuovo partito”, cioè la prosecuzione delle esperienze degli ultimi anni, credimi una bruttissima copia di quelle precedenti che, al confronto, furono sicuramente di grande spessore politico ed etico.
    Ciao, Giorgio

  12. patrizia barducci 18 dicembre 2008 15:28

    i fatti di napoli e di pescara e della basilicata mi deprimono…e mi fanno pensare che siano gli affari che governano il mondo ,più che la politica.
    poi quello che mi deprime di più è che il partito democratico rischia di essere intrappolato dentro la vischiosità dell’affarismo tout court.
    per questo invoco TRASPARENZA,UNA BELLA SPOLVERATA;UNA PASSATA DI DISINFETTANTE,SULLA VIRULENZA DEL MALAFFARE,
    E’ UN SISTEMA CHE COME QUELLO MAFIOSO INQUINA E MANDA A CARTE 48 LA VOGLIA DI PARTECIPARE ED ESSERE PROTAGONISTI,TUTTI QUEI I CITTADINI CHE QUOTIDIANAMENTE FANNO IL LORO LAVORO,IL LORO DOVERE SENZA RUBARE,SPERANDO IN UN MONDO MIGLIORE.
    BASTA NON SE NE PUO’ PIU’
    URLATELO ANCHE VOI
    BARDUCCI PATRIZIA

  13. Sandro 18 dicembre 2008 17:22

    Credo che il dibattito sia molto interessante sia per quanto riguarda la nostra città sia
    per quel che succede nel resto della nostra bella Italia. Purtroppo ancora adesso e penso che anche in futuro ci saranno le cosiddette mele marce , che però non devono intaccare quelle buone. E’ son sicuro ,certo che di mele buone che contegono il succo più buono sono ancora tante. Facciamo si che le mele marce non guastino quelle buone (anche all’interno del nostro partito) e cerchiamo di dare gambe, e ossigeno salutare anche a quelle che purtroppo sono bacate.
    Dobbiamo far sì che alle elezioni del giugno prossimo siamo tutti compatti e condividiamo lo spirito politico che ci contraddistingue e sin dal primo turno riusciremo a vincere..
    Sandro - Romiti

  14. maria maltoni 19 dicembre 2008 00:56

    Politica ed etica, un connubio imprescindibile . Io continuo, nonostante tutto, ad essere convinta che moltissime delle persone che fanno attività politica , lo facciamo in una logica di servizio alla collettività. Per esperienza personale devo dire che questo è tratto che ho sempre trovato più nel popolo della sinistra, ma non escludo per partito preso che ci siano persone in buonafede e che non agiscono per interesse diretto anche il campo avverso. Non tutti nel centrodestra hanno il conflitto di interesse che ha il presidente del Consiglio. Detto ciò pensavo che le vicende di tangentopoli avessero definitivamente vaccinato se non tutti i politici( perché per i collusi con la mafia, per chi fa speculazioni sulla pelle della gente, non c’è vergogna da tangentopoli che tenga) però almeno la stragrande maggioranza degli uomini politici centrosinistra. Non mi aspettavo sinceramente una valanga di fango così. Peraltro io sono sufficientemente garantista da ritenere che finchè le inchieste non sono terminate ed i processi non si sono svolti, c’è comunque la presunzione d’innocenza, ma allo stesso tempo ritengo doveroso che chi viene coinvolto in procedimenti giudiziari, abbia l’obbligo di dimettersi e di rimettere suo mandato. Se verrà provata la sua estraneità ai fatti, tanto meglio.
    Dato che abbiamo giustamente tuonato contro i politici del centrodestra candidati ed eletti benchè indagati ( anzi forse proprio per quello ) non si comprende la riluttanza di troppi politici di centrosinistra a farsi da parte.
    Dal dibattito in corso questi giorni, mi è sembrato di capire che il nostro codice etico sia un po’ debole su questi versanti, forse, siamo stati troppo ottimisti quando è stato predisposto da pensare che si potesse essere vaghi. Allora io credo che ci debbano essere regole ferree sulle questioni etiche, è uno degli aspetti fondanti del PD , che lo differenziano nettamente dal passato e dagli altri partiti. La sobrietà dei comportamenti è un modo per affermare anche un modo di fare politica basato su criteri inderogabili di eticità.
    Solo in questo modo saremo credibili. Dobbiamo uscire dalle difficoltà di questi giorni assolutamente più forti e rigorosi sul piano della moralità della politica.

    Maria Maltoni

  15. riccardovitali 19 dicembre 2008 12:14

    In questo articolo che posto da Repubblica.it Bertinotti fa una lucida analisi sul perchè di questa crisi, e sul perchè investa il partito che maggiormente governa il territorio.

    ROMA - “Il partito leggero di Veltroni è fallito. È diventato il partito degli assessori, ecco perché è permeabile ai potentati economici”. Fausto Bertinotti spiega così la questione morale nel Pd.

    Presidente Bertinotti, siamo di fronte ad una nuova Tangentopoli, che si abbatte sul Pd, oppure si tratta di singoli episodi di corruzione e malaffare?
    “Siamo di fronte ad una crisi di sistema. Investe il Partito democratico semplicemente per la ragione che il Pd, contrariamente a quel che pensano quasi tutti, è la frontiera più avanzata dell’innovazione. Ed è proprio una certa innovazione del nostro sistema la causa prima di quel che sta succedendo”.

    Ma è come nel ‘92?
    “La Tangentopoli di allora e i fatti di oggi sono fenomeni diversi, due risposte sbagliate alla crisi della Prima Repubblica. La Tangentopoli del ‘92 è fotografata dall’analisi di Berlinguer. I partiti per salvare se stessi occupano tutto, fagocitano lo Stato. Craxi, nella sua chiamata di correo alla Camera, dice: l’ho fatto per salvare i partiti. Che naturalmente non lottano più in nome degli ideali ma provano a sopravvivere attraverso una crescita del loro potere”.

    La Tangentopoli di oggi?
    “E’ quasi il contrario. I partiti diventano partiti del leader e si dissolvono. Nel Pdl, Berlusconi “a machiavella”, come direbbero dalle mie parti per intendere machiavellico, tiene insieme il partito del capo e le singole forze politiche, come la Lega e An. Il Pd invece, in questo senso più innovatore, è il partito del leader allo stato fluido, come direbbe Bauman. Ma la dissoluzione del partito cosa fa nascere? I potentati locali. Senza una reale struttura oligarchica al centro, fragile, si appoggia al partito dei sindaci. Sotto il partito del leader ecco così i potenti locali. Il baricentro del potere si è spostato qui. Comandano gli amministratori”.

    Ma perché la dislocazione “in basso” dovrebbe essere veicolo di corruzione?
    “Non di per sé, ma è la miscela con altri fattori che provoca l’esplosione. Intanto, un rovesciamento dell’etica costituente: oggi l’economia comanda sulla politica, che è sempre sotto schiaffo, tende a farsi gradita alle grandi banche, ai costruttori, agli immobiliaristi, ai potentati”.

    Un fenomeno non nuovo…
    “Aggiungiamo l’ultimo elemento: una vera e propria controriforma del quadro istituzionale. Il Parlamento è svuotato rispetto al governo ma è ancora nulla rispetto a quel che è successo a livello locale. I consigli comunali letteralmente non contano più niente. Le giunte sono un insieme di assessori dotati di potere sovrano. Ogni singolo assessore è fuori controllo: ha una delega dal sindaco, il quale è in grado di intervenire solo sulle cose su cui sta, e non risponde di fatto al consiglio comunale. I centri di potere locali sono così diventati irresponsabili democraticamente. Chiamati ad occuparsi di servizi pubblici ormai privatizzati…”.

    Erano servizi spesso costosi e inefficienti.
    “Non lo nego. Ma quando la mensa degli ospedali era un servizio interno, non da affidare in appalto, il rapporto fra affari e politica era precluso a monte. Lo stesso può valere, che so, per le lavanderie degli ospedali. Oppure per i cimiteri, che ormai non sono più luoghi di culto ma di affari. Il tutto, mentre vengono meno le funzioni pubbliche”.

    In che senso?
    “Perché è diventato così ingombrante il peso di costruttori e di immobiliaristi? Ma perché i piani urbanistici, e quindi il ruolo pubblico, subiscono una revisione attraverso quel che viene definito urbanistica contrattata. Il potere pubblico entra sistematicamente in una contrattazione con i privati, ti cedo una parte del territorio e tu mi fai un’opera. Un ragionamento analogo si può fare per gli inceneritori. Così si è spalancata alla strada alla discrezionalità. Non a caso nessuno degli episodi emersi riguarda il finanziamento illecito ai partiti ma lo scambio diretto fra un dirigente politico dotato di potere amministrativo e un soggetto economico”.

    Il partito degli assessori allora agisce solo per sé.
    “Ma è un’organizzazione del consenso elettorale, ovvero il punto nevralgico del nuovo partito leggero. Privo della forza dell’oligarchia, e senza la forza della pressione di massa, il partito leggero ha come stella fissa la vittoria delle elezioni. Voti non olet. Quello che olet lo fa il potentato locale, che “scherma” il partito. Per questa ragione la sollecitazione a “bonificare”, per quanto sacrosanta, temo sia inefficace. Per bonificare, bisogna mettere mano a quel sistema. Togli una mela marcia e ne marciscono altre dieci. Il contagio è ambientale. La politica non può delegare alla magistratura”.

    Si fronteggiano due modi di affrontare la bufera, vedi Napoli. Il sindaco Iervolino giura sulla sua onestà, rimpasta la giunta e va avanti. L’Italia dei Valori esce a tappeto da tutte le giunte della Campania.
    “Dipende dal livello delle indagini ma ci sono casi in cui non ce la fai comunque. Sulla moralità della Iervolino sono pronto a mettere la mano sul fuoco, ma superato un limite di soglia c’è il problema di come un atto politico viene percepito in una città, in un territorio. Non cedo nulla al populismo ma devi poter ritrovare la parola, e a volte per farlo non resta che una discontinuità assoluta, e il voto. Magari per ripresentarsi. Detto questo, io penso però che bisognerebbe cominciare dal grande per arrivare al piccolo”.

    Dal vertice del Pd.
    “Occorre riaprire la discussione sulle forme di democrazia nel territorio. Per esempio certe grandi opere meriterebbero il vaglio di una consultazione referendaria. L’altra questione è tutta politica”.

    Qual è?
    “E’ il momento di reinventare i partiti democratici, di massa e pesanti. La questione morale dovrebbe essere colta come un’occasione di riforma, che intanto riguarda la sinistra. Se il Pd viene coinvolto, invece di scandalizzarsi bisogna guardare alle cause profonde e pensare ad un vero e proprio big bang. Perché oggi in Italia nella lotta politica la sinistra non c’è, e il partito leggero moderno si è rivelato esposto a rischi cui il vecchio Pci, con tutti i suoi limiti, era immune. Ammettiamo che un ciclo è fallito, senza colpevolizzare nessuno. Serve un nuovo inizio, in cui tutti si mettano a disposizione”.

    Sulle ricette non mi trovo d’accordo. Intanto perchè il riferimento del Pci è fuorviante (governava pochi enti locali, a parte il nostro territorio, e la questione morale in parte lo ha riguardato).
    Poi questa cosa che non si debba mai colpevolizzare nessuno è imbarazzante. Se un ciclo è finito e se la sinistra non è stata in grado di farsi interprete dei bisogni e delle aspettative di un periodo storico, qualcuno dovrà assumersene perlomeno la responsabilità.
    Perchè sennò ci ritroveremo gli stessi responsabili che si fanno fautori del rinnovamento, non rendendosi conto di coprirsi di ridicolo (vedi Iervolino).
    E perchè è arrivato il momento in cui una buona fetta di dirigenti si occupi dei nipotini e lasci stare.
    Altrimenti anche chi si candida alle amministrazioni locali pagherà per responsabilità non sue.
    Molti saluti.

  16. Giorgio Zanniboni 19 dicembre 2008 18:47

    Concordo sul fatto che Bertinotti abbia detto cose condivisibili, almeno in parte, però si è tirato fuori dalle responsabilità per il fallimento del governo Prodi negli anni 90 e lo scorso anno. Questo non mi sta bene, come non mi sta bene che parli di un “nuovo inizio” senza riconoscere che il PD è nato per questo anche se deve risolvere non pochi problemi.Tra i quali io sicuramente metto quello di un partito di massa articolato nel territorio e nei luoghi di lavoro, che non più con strane alchimie e interventi dall’alto si dia una dirigenza ai vari livelli di gente per bene, animata dalla passione e non da calcoli personalistici, formata da giovani e non sulla base della competenza e di percorsi che abbiano messo il luce caratteristiche, disponibilità e risultati ottenuti. Naturalmente usando criteri meno rigidi per le nuove leve.
    Attenzione, le intelligenze politiche non si misurano con l’età anagrafica e davvero c’è bisogno di tutti per costruire il partito nuovo, anche per navigare senza sbandamenti quando scoppia la bufera.
    Poi chi ha “la testa” sa bene che la partecipazione e il contributo al progetto politico possono essere espressi anche non stando in prima fila; ci vuole però la disponibilità di altri ad ascoltare perchè le competenze e le esperienze sono un patrimonio, non un peso. Questo vale sopratutto per chi, arrivato ora alla politica attiva o improvvisatosi attore, e magari silente quando l’esigenza del cambiamento era posta da altri,adesso pensa che sia tutto da buttare.
    Concedo a questi l’attenuante di non avere vissuto la vita politica in un passato pur non molto lontano, non posso invece consentire di straparlare di questione morale nel PCI. Un partito nel quale non si aspettava che qualche rarissima mela marcisse per buttarla ma al primo segno di deterioramento della buccia si interveniva e si tagliava. Non sarebbe male conoscere prima di sentenziare: si potrebbe ad esempio “scoprire” che il segretario del partito, non solo a livello nazionale, faceva dimettere l’amministratore pubblico che “lasciava a desiderare”, magari solo per rapporti troppo amicali con qualche uomo d’affari. Questa è storia, non favola. Allora la questione morale aveva valenza per i comportamenti individuali ben prima che acquisissero valenza penale e perfino l’ansia di arrivare a ricoprire ruoli di partito o incarichi pubblici era considerato un fattore deviante. Su questo tema ho insistito da dieci anni a questa parte di fronte dell’evidente scadimento etico della politica (si legga l’Atto costitutivo della Associazione Forlì-Romagna, nel quale peraltro già figurava la proposta del codice etico) con scarso successo a dire il vero. Ma adesso siamo al dunque e spero che la Direzione nazionale oggi decida di dare una decisa sterzata,in primo luogo per fare avanzare il profilo riformista del partito e tirando una riga sopra all’idea della organizzazione “leggera”. Sopratutto di fare pulizia. Non in base all’età anagrafica o tirando in ballo genericamente le eredità del passato (tra l’altro diverse, come ben si vede) ma affondando sui casi concreti, su nomi e cognomi precisi, stabilendo che quando un iscritto PD non si dimette pur di fronte a situazioni gravissime, nelle quali convivono fallimenti di governo e cedimenti morali, il segretario del partito decide di metterlo da parte.
    Saluti a tutti e diamoci da fare per costruire davvero il partito nuovo.

  17. Carlo Giunchi 19 dicembre 2008 20:22

    Riposto una parte di un precedente intervento di Giorgio Zanniboni perchè non vorrei che fosse sfuggito a qualcuno:
    “Recupero del rapporto con i cittadini, trasparenza e codice etico per chi opera nelle pubbliche amministrazioni, riformismo progressista non declamato ma messo in pratica nel governo delle istituzioni, ambiente tutelato al di la degli interessi di Hera e dei cementificatori del territorio. Valorizzazione del centro storico partendo dal risanamento delle parti degradate e da una vivibilità che unisca residenti, operatori economici, cittadini tutti e che metta in campo i beni storico-artistici e le attività culturali. Romagna, Circondario e Provincia per una nuova dimensione della politica e dei programmi infrastrutturali e della logistica capace di influire sullo sviluppo qualitativo della economia.
    E continuità,verso nuovi traguardi, nelle politiche della scuola e dell’università, sociali e sanitarie, della pratica sportiva di massa, del coinvolgimento dell’assciazionismo culturale e del volontariato in ogni campo.”
    Lo faccio anche perchè è una sintesi impeccabile sul terreno programmatico; sta in un foglietto e ce la possiamo tenere anche in tasca, per ricordarcela e lavorarci sopra.
    saluti
    Carlo Giunchi

  18. riccardovitali 20 dicembre 2008 10:26

    Gentile Sig. Zanniboni, è vero, non ho fatto parte della storia del Pci per problemi anagrafici, nè di quella del Pds per problemi di mancata convinzione.
    Abito però in un comune che da sempre è stato governato da questo partito.
    Ebbene, molti ricordano come l’attuazione di piani regolatori prevedeva la salvaguardia dei terreni di qualche compagno, l’edificabilità di qualche fedelissimo e via dicendo..
    Se poi Lei vuole significare che in quel periodo c’era ben di peggio d’accordissimo, ma da non credente mi riesce difficile la beatificazione del vecchio Pci ( e prima chi viene da quella storia lo capisce, prima aiuta la riuscita dell’amalgama malriuscito del Pd).
    Se mi permette poi , il fatto di esprimere un’opinione (probabilmente in disaccordo con Lei) non è uno “sparare sentenze” come Lei ha significato, altrimenti, utilizzando questa metodologia, davvero riesce difficile anche solo immaginare un’amalgama.

    Un’ultima cosa relativa al fattore età.
    Nessuno sostiene che il patrimonio di competenze acquisito non debba essere valorizzato, il problema è che spesso, chi detiene questo patrimonio, non accetta che qualcuno più giovane possa essere portatore di idee, e soprattutto possa essere giocatore e non panchinaro. Infatti credo sappia bene che pochi hanno seguito il Suo lucido esempio di come si possa dare suggerimenti senza per questo essere in cabina di regia.
    Cordialmente.

  19. Giorgio Zanniboni 20 dicembre 2008 19:04

    Caro Riccardo, ti do del tu perchè solo adesso so che sei giovane e la differenza di età mi induce a essere confidenziale. Non mi riferivo a te quando ho scritto quella frase, era il contesto che avevo presente.
    Sono molto felice che tanta gente sia arrivata o tornata alla politica con la nascita del PD, ancor più contento che la bandiera del rinnovamento sia stata presa in mano sopratutto - ma non solo - dai giovani.
    Dissento però da un certo modo di guardare al passato - quale passato poi? - un richiamo temporale che rischia di annebbiare le odierne devianze dalla moralità politica: chi ha deciso di mettere in lista ed eleggere un certo Villari di Napoli pur sapendo quante parrocchie partitiche aveva in precedenza visitato, chi e perchè nessuno - neanche il pro console locale del PD - si è accorto per tempo che il Sindaco di una importante città, nonche segretario regionale (in conflitto con il codice etico) aveva certe disinvolte “abitudini”.?
    Allora attenti a non cadere nelle semplificazioni o attribuire rilevanza a episodi locali che si possono spiegare senza farli diventare sinonimo di immoralità. Figuriamoci se non ricordo certe discussioni sui piani regolatori quando, secondo qualche compagno, per dimostrare che il Pci era diverso bisognava escludere a priori i terreni di piccoli proprietari con la nostra tessera in tasca anche se era del tutto logico che l’espansione riguardasse quella zona.
    Poi in qualche caso si è fatto così e non era giusto, in altri casi si è proceduto secondo le esigenze obiettive e non mi sento di dire che si è fatto male. E’ anche successo che Sindaci del Pci abbiano proibito ai propri figli di partecipare a concorsi pubblici nel Comune amministrato mentre altri hanno ritenuto fosse ingiusto fare ciò e quindi si sono comportati diversamente: io faccio parte dei primi ma non so se è stato corretto ledere i diritti delle persone, e anche i figli sono persone. Dunque pensiamo all’oggi perchè i problemi sono ben altri, sia in materia urbanistica che riguardo fenomeni sgradevoli chiamati familismo, contiguità, conflitto di interessi ecc.
    Adesso Roberto Balzani ha vinto contro tutti i pronostici, secondo me ha avuto tanti voti anche perchè ha assunto l’impegno di adottare, una volta Sindaco di Forlì (non ho dubbi in proposito) regole etiche per gli amministratori e per le nomine negli Enti e aziende partecipate dal Comune. Cordiali saluti a tutti.

  20. Maria Teresa Vaccari 21 dicembre 2008 22:17

    LE VITE DEGLI ALTRI

    Sicuramente molti di voi ricorderanno il bellissimo film tedesco “Le vite degli altri”, premio Oscar 2006 come miglior film straniero, che descrive i sistemi di controllo della Stasi sulla vita dei privati cittadini poco prima della caduta del muro di Berlino.

    Mi è tornato alla mente qualche giorno fa, leggendo sui giornali (e non ascoltandole negli organi di partito) le parole di Giorgio Lombardi, che ho avuto modo di conoscere anni or sono ai tempi della infelice vicenda di Cedaf-Metos-Celcoop, che chiedeva il controllo della provenienza politica degli elettori delle primarie del 14 dicembre.
    La richiesta, oltre che triste e assolutamente infondata – vada a rileggersi lo Statuto il nostro dirigente! – mi sembra estremamente pericolosa in termine di democrazia e libertà di opinione.
    Siamo in Italia nel 2008, sono passati 50 anni dalla caccia alle streghe di McCarthy negli USA e 20 dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine dei regimi comunisti.
    Abbiamo già un presidente del consiglio che quotidiamente mette a repentaglio i principi democratici della nostra Costituzione, non diamo pericolosi suggerimenti proprio noi!

    Mi sembra molto limitativo e provinciale (“moglie e buoi dei paesi tuoi”) che tutti debbano rimanere per sempre ancorati alla propria provenienza: non esisterebbe il progresso sulla base di questi principi.
    Mi sembra poco rispettoso nei confronti dei cittadini forlivesi pensare che chi non ha votato PD alle ultime elezioni o non è iscritto al partito non possa esprimere la propria preferenza per chi dovrà rappresentarci alle prossime amministrative e dovrà presumibilmente governare TUTTA la città.
    Da laureata in statistica e professionista informatica, sono abituata a ragionare sui dati, che tutti possono facilmente valutare.
    Forlì ha 115.000 abitanti, 80-90.000 elettori, 3.500 iscritti al PD, circa 40.000 quelli che hanno votato PD alle scorse politiche.
    L’equazione in base alla quale chi non ha votato in passato per il PD è automaticamente di destra è sbagliata, anche dal punto di vista matematico, prima ancora che politico.
    E’ giusto e corretto considerare che decine di migliaia di persone non abbiano il diritto di votare alle primarie per il Sindaco solo perchè non iscritte al partito?
    Come pensava Lombardi di vincere le elezioni amministrative al primo turno senza il consenso di una parte dei cittadini che non votarono PD alle ultime politiche (il 45,44% dei votanti)?
    E’ giusto e corretto denigrare il lavoro di centinaia di volontari dei due comitati che per mesi hanno lavorato con il risultato di aver portato ad iscriversi all’albo degli elettori del PD 8.000 persone, solo perchè il risultato finale è stato diverso da quello che Lombardi sperava?
    E’ giusto e corretto dimenticare che Balzani si è potuto candidare perchè sono state raccolte oltre il 30% delle firme dei delegati all’Assemblea Comunale?
    Lo scarso distacco tra i due candidati dimostra che è oggi a Forlì convivono l’esigenza della stabilità con quella dell’innovazione, ma l’ampio consenso che la proposta di Balzani ha raccolto in due mesi di campagna elettorale (che da poche decine di sostenitori all’interno del partito è passato a oltre 4.000 cittadini che l’hanno votato) va a mio avviso interpretato come la richiesta di rinnovamento nei modi e nei contenuti della politica locale sia molto più forte e impellente rispetto a quella della continuità.
    Come ha detto Balzani alla conferenza stampa di venerdì, il nostro compito, in primo luogo dei dirigenti del partito, ora è proprio questo: “Far convivere le diversità all’interno dello stesso progetto democratico, una scommessa che se vinciamo ci consentirà di tenere acceso il faro della politica nazionale sulla nostra città”.

    Maria Teresa Vaccari
    Componente della Direzione Comunale PD di Forlì

  21. Maria Teresa Vaccari 21 dicembre 2008 22:18

    Di seguito, a completamento del post precedente, riporto un brano della relazione del NOSTRO segretario Walter Veltroni alla direzione nazionale di pochi giorni fa:

    “La lezione americana ci dice che cambiare i rapporti di forza nella società è possibile; che se è stato possibile nella società americana, non c’è alcuna ragione insuperabile perché non possa esserlo anche in quella italiana; che la condizione perché ciò avvenga è riportare in primo piano, nella competizione politica, la questione economica e sociale; e offrire ad essa uno sbocco realistico, attraverso una proposta di forte innovazione politica e programmatica.

    Questa è del resto per noi la “vocazione maggioritaria”. Non la presunzione boriosa dell’autosufficienza, né la ricerca della solitudine, ma la convinzione che i rapporti di forza elettorali, anche nella società italiana, non sono un destino ineluttabile, ma possono essere modificati, anche in profondità, se cambia l’offerta politica, attraverso l’innovazione della proposta che rivolgiamo al Paese.

    Non è vero, non è mai stato vero, che la società italiana è “di destra” e pertanto ai riformisti, ai democratici, non resta che compensare, con la manovra politica, con il gioco delle alleanze, la loro insuperabile minorità.

    Il Partito democratico è nato sulla base del presupposto contrario. Una profonda innovazione politica e programmatica può cambiare, anche significativamente, l’orientamento elettorale degli italiani.

    Noi vogliamo far diventare il PD, alle prossime elezioni politiche, il primo partito italiano. Vogliamo conquistare alla destra una parte dei suoi consensi, costruendo una grande alleanza nella società italiana, un’alleanza con il Paese.

    E’ un cammino lungo e faticoso, quello che ci attende. Un cammino che chiede a ciascuno di noi generosità, pazienza, tenacia. E anche una certa dose di disciplina interiore. Ma è l’unico all’altezza delle ragioni storiche che hanno portato alla fondazione del PD. E soprattutto, l’unico adeguato alle necessità dell’Italia.”

  22. Alessandro Pilotti 31 gennaio 2009 20:39

    Amministrative, Mazzoli (Liberal PD): “Un’unica Conferenza Programmatica Provinciale di Forlì e Cesena”
    (31/1/2009 17:20) |

    (Sesto Potere) - Forlì - 31 gennaio 2009 - Con le primarie che si terranno il 22 febbraio a Civitella si chiude la stagione delle Primarie del Partito Democratico nel territorio forlivese.

    Maddalena Mazzoli, coordinatrice territoriale Liberal PD, commenta: “Una stagione che ha messo in moto energie e passioni che abbiamo il compito di trasformare in un profilo programmatico unitario e vincente. Il successo di Roberto Balzani a Forlì e la grande partecipazione a Meldola, con l’ottimo risultato del giovanissimo Samuele Branchetti, testimoniano che le primarie vere ed aperte sono portatrici di virtù civiche e rafforzano il Partito Democratico. Per chi come me nel 2004 da indipendente è stata spettatrice dello scontro tutt’altro che virtuoso all’interno del centro-sinistra di Santa Sofia, con il tentativo, da parte dell’allora gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra, di emarginare le componenti laico-socialiste e uliviste, oggi è tempo di trarre un bilancio. E’ tempo per il Partito Democratico di aprirsi a quei cittadini elettori che nel nostro statuto hanno un ruolo fondamentale e alle forze esterne al PD: socialisti, laici, ambientalisti, sinistra diffusa.”

    “Anche in quei comuni dove non si sono tenute elezioni primarie, così come in provincia, non dobbiamo affrontare le amministrative di giugno 2009 con lo sguardo miope di cinque anni fa. Dobbiamo rinnovare profondamente metodi, programmi e squadre di governo. Per questo, pur condividendo il documento approvato nella Direzione territoriale di lunedì scorso, credo sia giunto il momento di colmare la distanza tra le Federazioni di Forlì e Cesena. E’ necessaria un’unica Conferenza Programmatica Provinciale, perchè la solitudine in cui si trovano Massimo Bulbi e i candidati Sindaci che non hanno vissuto il bagno di umiltà delle Primarie, può essere un rischio per la capacità del Partito Democratico di essere radicalmente innovativo e di attrarre consensi, in una fase di grande difficoltà per il centro-sinistra in tutta Europa.”: commenta Maddalena Mazzoli.

  23. Alessandro Pilotti 31 gennaio 2009 20:42

    Da Romagna Oggi

    Forlì, elezioni. Mazzoli (Pd): “ora un’unica conferenza programmatica provinciale”

    31 gennaio 2009 - 18.12 FORLI’
    - “Le primarie vere ed aperte sono portatrici di virtù civiche e rafforzano il Partito Democratico”. Maddalena Mazzoli, coordinatrice dei Liberal Pd di Forlì, riassume la posizione del suo raggruppamento a proposito delle primarie.

    “Con le primarie che si terranno il 22 febbraio a Civitella - osserva Mazzoli - si chiude la stagione delle Primarie del Partito Democratico nel territorio forlivese. Una stagione che ha messo in moto energie e passioni che abbiamo il compito di trasformare in un profilo programmatico unitario e vincente”.

    “Per chi come me nel 2004 da indipendente è stata spettatrice dello scontro tutt’altro che virtuoso all’interno del centro-sinistra di Santa Sofia - fa notare -, con il tentativo, da parte dell’allora gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra, di emarginare le componenti laico-socialiste e uliviste, oggi è tempo di trarre un bilancio”.

    “E’ tempo per il Partito Democratico - sostiene la numero uno dei ‘liberal’ - di aprirsi a quei cittadini elettori che nel nostro statuto hanno un ruolo fondamentale e alle forze esterne al PD: socialisti, laici, ambientalisti, sinistra diffusa”.

    “Anche in quei comuni dove non si sono tenute elezioni primarie, così come in provincia, non dobbiamo affrontare le amministrative di giugno 2009 con lo sguardo miope di cinque anni fa - avverte Mazzoli -. Dobbiamo rinnovare profondamente metodi, programmi e squadre di governo”.

    “Per questo, pur condividendo il documento approvato nella Direzione territoriale di lunedì scorso - precisa -, credo sia giunto il momento di colmare la distanza tra le Federazioni di Forlì e Cesena. E’ necessaria un’unica Conferenza Programmatica Provinciale, perchè la solitudine in cui si trovano Massimo Bulbi e i candidati Sindaci che non hanno vissuto il bagno di umiltà delle Primarie, può essere un rischio per la capacità del Partito Democratico di essere radicalmente innovativo e di attrarre consensi, in una fase di grande difficoltà per il centro-sinistra in tutta Europa”.

Scrivi un commento

220 Aruba FTP Server