La tua stagione

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Archivio per gennaio, 2009

Piccole imprese e territorio: crisi di filiera, crisi globali e strabismi locali

Non ci aspettavamo un inizio di anno all’insegna dell’ottimismo economico. E sin qui le aspettative non hanno deluso.

La UIL ci ha appena ricordato che la provincia di Forlì-Cesena detiene il triste primato della cassa integrazione in Romagna. In Regione vanno peggio Bologna e Piacenza.

E’ difficile dissezionare un dato che porta con se l’infelicità di centinaia di lavoratori e di famiglie.

E utile tuttavia almeno provare a realizzare un’analisi molto obiettiva della situazione economica del territorio di Forlì-Cesena all’inizio di questo infausto 2009, anche per ipotizzare lo spazio di manovra per politiche locali.

Analizzando i dati recentemente resi disponibili dall’INPS attraverso un raffronto tra il 2007 ed il 2008 della cassa integrazione ordinaria (che spetta imprese industriali per eventi temporanei e per situazioni temporanee di mercato) e quella e straordinaria (che spetta in caso di ristrutturazione, di riorganizzazione, di conversione, di crisi aziendale per imprese che devono avere occupato più di 15 dipendenti nel semestre precedente), appare evidente questo andamento: soffre soprattutto la produzione industriale e sono investiti in pieno i settori della meccanica e del legno (lavorazioni meccaniche e mobile imbottito). Peggioramento anche per l’edilizia.

Se si isola il dato della sola cassa integrazione ordinaria, appare un quadro anche più fosco: nella meccanica a Forlì le ore sono aumentate del 523%, contro un aumento del 66% della straordinaria. Ricordiamo che gli ammortizzatori ordinari sono il primo tipo di strumento nelle situazioni di crisi. Segnalano l’immediatezza del problema. E’ il segnale più evidente che la crisi di domanda sta dunque ormai mordendo ferocemente le imprese del nostro territorio.

Il punto su cui è necessario prendere coscienza, tuttavia, è che non si tratta solo dell’impatto della crisi globale: qui si sta innescando una miscela esplosiva di crisi strutturale che colpisce determinate filiere produttive del territorio (appunto la meccanica ed il mobile) già da qualche tempo (molto prima del 2008), soprattutto imprese di piccole dimensioni, insieme ad una crisi  contingente data dall’esplodere della crisi finanziaria degli ultimi 8 mesi. Il mix è esplosivo perché rischia di avere un impatto molto negativo per il tessuto locale nei prossimi anni.

Ormai la retorica economica ci ha insegnato che viviamo nell’economia della conoscenza. Per rendere questa affermazione meno vuota di quello che sembra, diciamo che questo significa che il valore principale per essere competitivi sul mercato è acquisire informazioni, saperle elaborare per produrre innovazioni incrementali sui processi e sui prodotti e saperle incorporare nei prodotti, garantendo qualità e velocità nel raggiungere il cliente. In una economia che si basa sul flusso di informazioni e di conoscenza trasmessa, non è indifferente in quale parte della filiera produttiva si trova un’impresa, ovvero se “domina” o meno il processo di acquisizione e trasmissione delle informazioni.

Se un territorio può vantare numerose specializzazioni di meccanica, ma queste imprese, spesso di piccole dimensioni, lavorano su idee ed informazioni di altre imprese che magari non risiedono sul territorio, ecco allora che si ha un territorio che fa produzione, ma non produce conoscenza, ovvero non partecipa da protagonista alla creazione di valore di quella determinata filiera.

Questo ragionamento ci aiuta anche comprendere perché negli ultimi anni tutte le analisi ci hanno dimostrato che le imprese più strutturate (quelle di medie dimensioni) reagiscono meglio alle pressioni della globalizzazione: sono quelle che riescono meglio a gestire da protagoniste il flusso delle informazioni e della conoscenza.

Il mix attuale è esplosivo perché unisce, dunque, una crisi strutturale (di debolezza all’interno delle filiere) ad una crisi di domanda.

In una crisi che è bifronte occorre sapere intervenire in parallelo su entrambi i problemi, con la consapevolezza che l’immediato deve suggerire azioni soprattutto a salvaguardia del lavoro e dei lavoratori in cassa integrazione, ma nel medio periodo (ahimé che parola: è quello che non coincide con le campagne elettorali!) occorre lavorare per permettere al tessuto economico di questo territorio di fare un salto decisivo dentro l’economia del XXI secolo.

L’analisi si ferma qui. Vogliamo però in questa sede anche azzardare il tipo di risposte che possono essere approntate.

Nei giorni scorsi è partito a Bologna un tavolo tripartito tra Comune, Provincia e Regione che non prevede solo misure di attenuazione dell’impatto della crisi attuale ma anche idee di rilancio.

Prima di ipotizzare qualche formulazione anche per il nostro territorio, è importante precisare che qui il punto forte da valutare è l’idea del tavolo tripartito!

In altre parole, è urgente che si proceda su una strada di progettazione strategica condivisa anche sul nostro territorio. E’ urgente un progetto di politica economica locale. Iniziative parallele o comunque dove non viene preso un impegno formale e sostanziale di aiuto rischiano di esasperare una situazione che richiede invece un vero e proprio sforzo di governance istituzionale, quella governance che a parte le intenzioni, ha sempre fatto fatica a decollare su questo territorio. Ci sono ancora 5 mesi alle elezioni e c’è pertanto lo spazio per un’azione anche politica a riguardo; lasciare tutto il compito all’amministrazioni successive sarebbe abbastanza imprudente.

Quali strumenti?

Sul lato dell’urgenza: supporto al reddito per chi resta senza lavoro, azioni per la ricollocazione dei lavoratori in mobilita’ e dei disoccupati senza ammortizzatori sociali, Anticipazione cassa integrazione.

Sul lato del rilancio di medio periodo: agevolazione dell’accesso al credito, attraverso convenzioni ed accordi con le banche locali, incentivi per ristrutturazioni che prevedano abbattimento dei costi energetici ed uso di fonti di energia alternativa, incentivi per la riqualificazione di prodotti e processi in chiave tecnologica.

Se esiste, ad esempio, come si racconta da un po’ di tempo un progetto di riposizionamento del territorio sulla meccanica avanzata che può confluire su una futura specializzazione anche a supporto della filiera aeronautica, perché non iniziare da subito a lavorare per l’insediamento di una nuova specializzazione. Fare circolare informazioni ma soprattutto creare fiducia tra le imprese richiede anni. Iniziando subito ci sono possibilità di poter permettere a certe specializzazioni mature del territorio di riconfigurarsi.

Ovviamente ci sono già interventi in questo senso. Non si vuole togliere il merito alle associazioni di rappresentanza che si sono già da anni posti il problema dell’intervento strutturale.

Il punto vero è la necessità urgente di un vero pacchetto di stimolo locale che agisca contemporaneamente per la difesa e il rilancio del patrimonio produttivo (difesa e rilancio devono essere le parole d’ordine di questo traguardo locale).

Ovviamente fare politiche locali in assenza di politiche industriali nazionali degne di questo nome è complicato. Ma sta qui la forza ancora inespressa del livello locale. A patto che tutti gli attori locali  abbiano l’interesse di guardare in un’unica direzione. Non vorremmo essere eccessivamente pessimisti, ma lo strabismo locale sarebbe una terza crisi che si aggiunge alle due descritte sopra e che renderebbe tutto molto più difficile. Un piano di rilancio come opportunità politica?

Lorenzo Ciapetti

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Riceviamo e pubblichiamo: il discorso di Obama

La svolta c’é. Netta. Nel discorso di Obama, la presa di distanza dalla nefasta stagione del neo liberismo é inequivocabile. Basta con le “false promesse” e con i “dogmi logori”, basta con le “cose infantili”, bisogna “rifare l’America”. Ambizioso programma. Certo.

Ma sarebbe errore imperdonabile non comprendere la vastità e la profondità dell’impegno che, con Obama, le classi dirigenti statunitensi si assumono di fronte al mondo. Il neo presidente ritiene che chiedersi se “il mercato sia una forza per il bene o per il male ” corrisponde a un interrogativo ozioso, poiché ciò che davvero conta é “che un paese non può prosperare a lungo se favorisce solo i ricchi”.

Beh, siamo di fronte a qualcosa che pochi, o forse nessun uomo di governo, in America, aveva mai avuto l’ardire di affermare. Clinton compreso. Lo stesso vale per l’affermazione secondo cui :”respingiamo come falsa la scelta tra la nostra sicurezza e i nostri ideali”.

Le implicazioni, in politica estera, di un tal approccio sono effettivamente di notevole spessore. Particolarmente verso il resto del mondo l’idea che “la nostra forza da sola non basta a proteggerci, né ci dà il diritto di fare come ci pare” ribalta letteralmente la teoria, imbecille e sciagurata dei neocon, della cosiddetta proiezione di forza.

Basta rileggere il documento sulla sicurezza nazionale presentato al congresso (se non sbaglio nel settembre del 2000) da Bush per comprendere l’entità della svolta. In sostanza l’America, scegliendo Obama, si é resa conto, nella crisi in atto, che il proprio declino era già iniziato da molto tempo. Per la verità i neocon per primi avevano compreso l’urgenza di una risposta impostando una controffensiva a tutto campo. Il consolidamento ulteriore e radicale dell’idolatria del mercato e la scelta della violenza più estrema dovevano servire a mettere in riga i riottosi in America e nel mondo, realizzando progressivamente, all’insegna della “guerra al terrorismo”, un vero e proprio colpo di stato nei confronti di ciò che rimaneva della democrazia americana accentuando oltre misura la sua tendenza plutocratica, oligarchica e militarista. Adesso si prende apertamente atto del fallimento di teorie politiche e dottrine economiche che, basate su di una visione imperialistica e neocoloniale, hanno finito per incentivare ogni sorta di crimine, nel mercato e fuori di esso.

Nel discorso di Obama non vi é però solo soft power inteso come un passo indietro imposto dalla dura necessità. O al limite come generico maquillage. S’intravede qualcosa di più e di molto meno scontato: un progetto alternativo di ampia portata nel quale il richiamo continuo ai Padri Fondatori appare come utile rassicurazione proprio di fronte all’entità del cambiamento che ci si propone. Staremo a vedere. Noi. L’Europa, invece, non può permettersi di assistere passivamente. Ma qui inizia un altro discorso.

Mauro Zani

http://www.democraticiesocialisti.eu/

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“Libertà, autorità e nuove regole” – L’educazione in famiglia e a scuola

L’Area Territoriale “Cultura e Formazione Politica” ha promosso una serie di iniziative dal titolo

“Geografie democratiche: percorsi tra analisi e proposte”

Il secondo incontro, in collaborazione con i Circoli PD di Cava-Villanova e Romiti si terrà Venerdì 23 gennaio 2009 alle ore 20,45 presso il Circolo ARCI “Asioli” (Corso Garibaldi, 280 – Forlì) sul tema

“Libertà, autorità e nuove regole” – L’educazione in famiglia e a scuola

Dialogo con:

Giancarlo Cerini (ispettore tecnico Emilia Romagna e vice presidente CIDI)
Graziella Giovannini
(sociologa dell’educazione presso l’Università di Bologna)

L’incontro sarà introdotto dal Segretario Territoriale Alessandro Castagnoli e dai coordinatori dell’Area di lavoro Thomas Casadei e Luciana Tampieri

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Arrigo Boldrini, Resistenza-Democrazia, Costituzione: Il Paese antifascista ha bisogno di un progetto unitario

Ravenna, sabato 24 gennaio 2009 – Piazza del Popolo, ore 10,30

Ad un anno dalla scomparsa del Comandante Bulow ANPI Ravenna e ANPI Nazionale organizzano una pubblica manifestazione su:

Arrigo Boldrini, Resistenza-Democrazia, Costituzione: Il Paese antifascista ha bisogno di un progetto unitario

Parleranno:

Sauro Mattarelli
(Presidente biblioteca di storia contemporanea “Alfredo Oriani”)
Armando Cossutta (Presidente Nazionale ANPI)
Fabrizio Matteucci (Sindaco di Ravenna)

Concluderà:

Walter Veltroni (segretario del Partito Democratico)

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Riceviamo e pubblichiamo: A sostegno di Roberto Balzani

Dopo il felice esito delle primarie, che è stato il giusto riconoscimento delle indubbie qualità personali espresse da Roberto Balzani e un momento di gratificazione importante per tutti coloro che hanno profuso, ai diversi livelli ed ognuno nei suoi ambiti, un notevole impegno per portare un po’ di novità nel PD locale, stiamo assistendo ad una fase critica nel percorso verso la candidatura definitiva di Roberto.

Premettiamo che le nostre considerazioni nascono dalla semplice lettura della stampa locale e dalle notizie riportate dagli amici, non avendo avuto modo, dopo i frequenti incontri svoltisi prima del 14 dicembre, di incontrare nuovamente in occasioni pubbliche o riunioni del PD, Roberto Balzani e gli altri membri del Comitato.

Vorremmo semplicemente esprimere un certo disappunto per l’atteggiamento poco democratico e irrispettoso del voto espresso liberamente secondo le regole condivise, che diversi componenti del PD locale stanno strenuamente praticando. Sulle singole motivazioni addotte non riteniamo utile intervenire.

Nello stesso tempo vorremmo essere rassicurati sul fatto che, sia a Roberto Balzani, sia a tutte le persone che lo hanno sostenuto e che ne riconoscono il valore, non venga meno l’entusiasmo e la convinzione delle proprie buone ragioni e che si continui a dare il giusto peso anche all’orgoglio di aver costruito insieme un risultato che non era affatto scontato.

Con questo rinnoviamo la nostra completa adesione alla candidatura di Roberto Balzani alla carica di Sindaco di Forlì, pronti fin da ora a offrire piena e fattiva collaborazione ad ogni futura iniziativa.

Beatrice Betti  & Massimiliano Colonna
Circolo PD Spazzoli

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Guerre tra poveri?

Partito Democratico, Federazione di Forli, Area di Lavoro Cultura e Formazione Politica

Geografie Democratiche, percorsi tra analisi e proposte. Primo 
ciclo
 
gennaio 
 2009

Una nuova mappa per trasformazioni sociali profonde, Venerdì
 30
 gennaio
 ore
 20.45, sala 
Iris 
Versari,
 via 
Tosco‐Romagnola
 29, 
Portico
 di 
Romagna

“Guerre tra poveri? ”
il
 valore
 della
 solidarietà tra 
nuove
 paure 
e 
inclusione 
democratica

dialogo 
con
Franco
 Bentivogli (Comitato
 scientifico 
Caritas 
Italiana)
partecipano
:
Antonio 
Amoroso (segretario 
CISL 
Forlì‐Cesena)
Luigi 
Foschi (segretario
 UIL
 Forlì)
Enzo
 Santolini (segretario 
CGIL 
Forlì)
in 
collaborazione
 con
:

Circoli
 PD
 Dovadola,
 Portico,
 Modigliana,
 Rocca
 San 
Casciano,
Tredozio
L’incontro 
sarà 
introdotto
 dal 
Segretario 
Territoriale
 Alessandro
 Castagnoli e 
dai 
coordinatori 
dell’Area
 di 
lavoro 
Thomas
 Casadei e Luciana 
Tampieri

per informazioni:
Segreteria
 Federazione
 PD 

Forlì
 viale 
Matteotti 
21/B 
Forlì 
Tel. 
0543
33719
 www.pdforli.it
 organizzazione@pdforli.it

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La scuola italiana al centro

ACLI zona di Forli’
Circoli di Magliano, Cà Ossi - San Martino in Strada, Carpena - Il Ponte (Meldola)

La scuola italiana al centro:
luogo di formazione e integrazione o oggetto di scontro politico?
Testimonianze e contributi di chi vi opera quotidianamente

Ciclo di incontri

Primo incontro: Giovedì 22 gennaio 2009 - ore 21,00
Circolo  Acli San Martino in Strada- Teatro parrocchiale
Scuola dell’Infanzia e Scuola Elementare

Relatori/Testimonianze: Patrizia Barducci (insegnante), Chiara Quadrelli (insegnante), Wanda Burnacci, (già preside Scuola Superiore)

Secondo incontro: Giovedì 29 gennaio 2009 - ore 21,00
Circolo  Acli Cà Ossi - Sala Parrocchiale
Scuola Media e Scuola Superiore

Relatori/Testimonianze: Paola Pezzi e Morena Mazzoni (presidi Scuola Superiore), Giulia Grimaldi (psicologa), Stefano Versari (Ispettore Scolastico)

Terzo incontro: Giovedì 5 febbraio 2009 - ore 21,00
Circolo  Acli Magliano - Teatrino Parrocchiale
Scuola e formazione professionale: quali opportunità per il mondo del lavoro?

Relatori/Testimonianze: Margherita Collareta (Assessore Prov.le formazione), Lia Benvenuti (Techné), Loris Zagnoli (Enaip)

Quarto incontro: Martedì 17  febbraio 2009 - ore 21,00
Circolo Acli Carpena - Sala Parrocchiale
Novità legislative per l’Università Italiana

Relatori/Testimonianze: Giuseppe Ghini (docente) Alberto Busi (ricercatore)

Quinto incontro: Giovedì 19 febbraio 2009 - ore 21,00
Circolo  Acli  Meldola - Teatrino S. Francesco
La scuola emiliano-romagnola ed in particolare quella  forlivese:
risultati di una ricerca

Relatori/Testimonianze: Giancarlo Cerini (ispettore scolastico), Galassi Giovanna (insegnante)

Al termine del ciclo verrà rilasciata, a chi lo richieda, attestato di partecipazione

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Riceviamo e pubblichiamo: Élites, classi dirigenti e rappresentanza nell’Italia repubblicana

La fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco organizza:

“Vivere la democrazia, costruire la sfera pubblica”

Una scuola per la buona politica

Primo incontro

Élites, classi dirigenti e rappresentanza nell’Italia repubblicana

(giovedì 22 gennaio, ore 14,30 -19)

Biblioteca della Camera dei Deputati

Via del Seminario, 76

La consapevolezza che nei primi anni ’90 si sia verificata una cesura nel sistema politico italiano è ampiamente diffusa, come dimostra l’uso del termine di Seconda Repubblica per segnalare la svolta intervenuta con Tangentopoli. Da che cosa derivano però l’insoddisfazione che proviamo oggi per questa stessa definizione e l’impressione che il mutamento abbia riguardato in questi anni sfere ben più ampie – di tipo sociale, culturale, generazionale – di quelle toccate dalle riforme politico-istituzionali? Un segnale importante di questa difficoltà a collocare i problemi che oggi affliggono la nostra democrazia in un percorso storico, in un quadro di insieme nazionale è l’assenza di sintesi storiche per l’ultimo ventennio.  Furono invece numerose le “storie dell’Italia repubblicana” fino ai primi anni ‘90, tutte imperniate sul ruolo storico e costituzionale svolto (anche se in maniera sempre meno limpida) dai partiti e dai sindacati nel garantire la circolazione della domanda politica, il rinnovarsi generazionale nelle élites dirigenti, la comunicazione culturale, la trasmissione storica.

Evidentemente sono tuttora aperti interrogativi importanti per le sorti della Repubblica che impediscono un quadro di sintesi, e su di essi intendiamo soffermarci. Dove si collocano gli snodi di un possibile rinnovamento democratico: a livello locale? in movimenti single issued? Attraverso un sistema di reti che sostituisca le contrapposizioni base-vertice? Come e dove si seleziona la classe dirigente? Come garantire l’accesso alla competizione in un sistema liberale e democratico funzionante? Come garantire però, allo stesso tempo, i diritti essenziali inscritti nella Costituzione per tutti i cittadini, come la scuola, la salute, la libertà d’impresa e di movimento, in territori bloccati da organizzazioni criminali? Come impedire che prevalgano forze centrifughe, in senso municipalistico e corporativo?

Relazioni:

Giuliano Amato, Mariuccia Salvati, Carlo Carboni

Discussione

Coordina: Chiara Giorgi


Gli incontri della “Scuola per la buona politica” sono riservati agli iscritti

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Riceviamo e pubblichiamo: Geografie democratiche

Area di lavoro PD territoriale “Cultura e Formazione politica”:

“Geografie democratiche”

I ciclo - (gennaio 2009)

“Avanti giovani, alla riscossa” - I rapporti tra generazioni: conflitti e nuove forme di solidarietà

dialogo con

Massimo Livi Bacci (demografo, Univ. di Firenze - Senatore PD)

in collaborazione con Circoli PD Ronco e Bussecchio

Venerdì 16 gennaio - ore 20.45, presso Casa del Lavoratore Bussecchio, via Cerchia 98, Forlì e con la partecipazione dei Giovani democratici.

 

“Libertà, autorità e nuove regole” - L’educazione in famiglia e a scuola

dialogo con

Giancarlo Cerini (ispettore tecnico Emilia-Romagna e vice-presidente nazionale del CIDI)

Graziella Giovannini (sociologa dell’educazione, Univ. di Bologna)

in collaborazione con Circoli PD Cava-Villanova e Romiti

Venerdì 23 gennaio - ore 20.45, presso Circolo Arci Asioli, C.so Garibaldi 280, Forlì

 

“Guerre tra poveri”? - Il valore della solidarietà tra nuove paure e inclusione democratica

dialogo con

Franco Bentivogli (Comitato scientifico Caritas Italiana)

partecipano:
Antonio Amoroso (Segr. CISL Forlì-Cesena),
Luigi Foschi (Segr. UIL Forlì),
Enzo Santolini (Segr. CGIL Forlì)

in collaborazione con Circoli PD Dovadola, Portico, Modigliana, Rocca San Casciano, Tredozio

Venerdì 30 gennaio - ore 20.45, presso Sala ‘Iris Versari’, via Tosco-romagnola, 29 - Portico

Gli incontri saranno introdotti dal Segretario Territoriale Alessandro Castagnoli e dai coordinatori dell’Area di lavoro

 

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Riceviamo e pubblichiamo: la democrazia come educazione permanente

Vi invitiamo all’appuntamento del Comitato Passato-Presente, nell’ambito dell’iniziativa “Quando la libertà è altrove”,

il 19 gennaio 2009, ore 18.00 presso il Circolo dei Lettori

La democrazia come educazione permanente
Ada e Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, Gaetano Salvemini tra politica, cultura e pedagogia nel Novecento italiano

Qui il programma

FONDAZIONE ISTITUTO PIEMONTESE ANTONIO GRAMSCI
Via Vanchiglia, 3
10124 Torino
Tel. 011 83 95 402  fax 011 83 95 403
e-mail segreteria@gramscitorino.it
www.gramscitorino.it

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