Riceviamo e pubblichiamo: Geografie democratiche
Area di lavoro PD territoriale “Cultura e Formazione politica”:
“Geografie democratiche”
I ciclo - (gennaio 2009)
“Avanti giovani, alla riscossa” - I rapporti tra generazioni: conflitti e nuove forme di solidarietà
dialogo con
Massimo Livi Bacci (demografo, Univ. di Firenze - Senatore PD)
in collaborazione con Circoli PD Ronco e Bussecchio
Venerdì 16 gennaio - ore 20.45, presso Casa del Lavoratore Bussecchio, via Cerchia 98, Forlì e con la partecipazione dei Giovani democratici.
“Libertà, autorità e nuove regole” - L’educazione in famiglia e a scuola
dialogo con
Giancarlo Cerini (ispettore tecnico Emilia-Romagna e vice-presidente nazionale del CIDI)
Graziella Giovannini (sociologa dell’educazione, Univ. di Bologna)
in collaborazione con Circoli PD Cava-Villanova e Romiti
Venerdì 23 gennaio - ore 20.45, presso Circolo Arci Asioli, C.so Garibaldi 280, Forlì
“Guerre tra poveri”? - Il valore della solidarietà tra nuove paure e inclusione democratica
dialogo con
Franco Bentivogli (Comitato scientifico Caritas Italiana)
partecipano:
Antonio Amoroso (Segr. CISL Forlì-Cesena),
Luigi Foschi (Segr. UIL Forlì),
Enzo Santolini (Segr. CGIL Forlì)
in collaborazione con Circoli PD Dovadola, Portico, Modigliana, Rocca San Casciano, Tredozio
Venerdì 30 gennaio - ore 20.45, presso Sala ‘Iris Versari’, via Tosco-romagnola, 29 - Portico
Gli incontri saranno introdotti dal Segretario Territoriale Alessandro Castagnoli e dai coordinatori dell’Area di lavoro
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CONFRONTO GENERAZIONALE e QUESTIONE GIOVANI
Ringrazio molto Thomas Casadei, Luciana Tampieri e tutti gli aderenti all’area di lavoro PD territoriale “Cultura e Formazione politica” per la bella iniziativa pensata e realizzata venerdì scorso nel circolo di Bussecchio
Credo sia molto importante ritrovare spazi di confronto e discussione su temi importanti quale è quello dei rapporti tra le generazioni
Come si parla molto giustamente dell’importanza del dialogo e della conoscenza reciproca tra cittadini ed extracomunitari, perchè la conoscenza reciproca è un elemento culturale fondamentale per una seria politica d’integrazione, altrettanto lo è quello tra le generazioni
Ed è “sorprendente” notare come basti semplicemente dialogare e confrontarsi per trovare punti in comune e/o mettere a nudo problematiche e/o stereotipi
Vi allego un link interessante a questo proposito:
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=160
E’ un’intervista/ tavola rotonda tra il Prof. Pietro Ingrao e un gruppo di studenti sul rapporto giovani e politica di qualche anno fa, ma sempre attualissima dal mio punto di vista
Riportarla tutta avrebbe occupato uno spazio eccessivo, è decisamente lunga, ma mi sentirei di consigliarvi in ogni caso di leggerla integralmente dal sito
Sono convinta della assoluta necessità di riprendere un dialogo tra le generazioni, coadiuvate anche e soprattutto da iniziative e incontri di questo genere, allo scopo primo di approfondire le problematiche e le motivazioni che ci spingono a dare per scontate certe motivazioni o certiapprocci politico- culturali
Per quello che riguarda i giovani, c’è grande necessità (anche per arginare quello scollamento giovani/politica che oggigiorno è sotto gli occhi di tutti) di tornare più compiutamente tra di loro, ascoltare quello che hanno da dire, quello che vorrebbero si facesse concretamente per loro sia da un punto di vista politico che ideale
Sotto l’aspetto dell’”ascolto”, è necessario elaborare e mettere a punto idee nuove, interviste, questionari, dibattiti, dialoghi tout court
Per gli altri due punti ci vorrebbero, dal mio punto di vista:
- serietà
- proposte concrete
- trasparenza
- onestà intellettuale
- etica dell’Esempio
- linguaggio chiaro
- ascolto
- sensibilità culturale
E’ verissimo che i giovani vadano in primo luogo responsabilizzati: lo si fa a partire dalla tenera età e con piccoli Esempi quotidiani da parte dei genitori e degli insegnanti
E’ verissimo anche che devono impegnarsi seriamente per raggiungere dei risultati: anche questo glielo possiamo insegnare quotidianamente
E’ verissimo anche che ci sono proposte politiche per i giovani che devono essere attuate per dare loro più rappresentanza senza necessità di ricorrere alle cosiddette “quote giovani”
E’ verissimo che l’influenza dei mass media oggi remano, direttamente o indirettamente, più spesso contro le famiglie e il sistema educativo, ma noi possiamo fare di più: la politica può fare di più per loro
E’ verissimo che oggi le problematiche giovanili s’inseriscono in un quadro generale di crisi valoriale e culturale della nostra società tout court
Ma è vero anche che i giovani, oggi come ieri, non sono aprioristicamente apatici di fronte alla politica; anzi è più spesso vero il contrario
Chi ha responsabilità politica deve essere prima di tutto un Esempio per i suoi elettori: piccoli o grandi che siano
Badate bene, il mio contributo a questo tema non vuole essere una “difesa” appassionata per i giovani, né a quello che oggi viene più comunemente definito un’”ondata di giovanilismo”, ma vuole semplicemente essere una “provocazione” intellettuale, se volete, sia per stimolare il dibattito su questi temi sia per portavi testimonianza di quello che molti giovani, come me, sentono oggi nei confronti della politica e della società
Più semplicemente, la mia esperienza di vita e professionale è questa: compirò 30 anni quest’anno, mi sono laureata in Scienze Politiche v.o. a 24 anni portando sempre avanti da allora contratti di collaborazione a termine, nel pubblico e nel privato, e so cosa significhi lavorare e studiare contemporaneamente, “sgomitando” per trovare un proprio spazio nella società
Come me, tanti altri
Oggi faccio un Dottorato in Storia contemporanea, ma in ogni caso ho la necessità di portare avanti contemporaneamente almeno tre lavori di collaborazione a termine per mantenermi e salvaguardare un pò della mia autonomia individuale a cui sono molto affezionata
Come me, tanti altri
Ho sempre nutrito forte interesse per la politica in generale, documentandomi a vari livelli, ma più spesso non ho avuto la tensione ad entrare in un partito, non chè non avrei voluto, ma più semplicemente per una sorta di “scetticismo” e “diffidenza” di fronte ad alcune situazioni e, lo ammetto, per la “paura” di vedere infranti tutti quei bei ideali appresi e maturati sui libri e a scuola e che tanto hanno contribuito a formare la mia personalità oggi: i classici, la letteratura, la storia in particolare.
E come me, tanti altri
Solo a gennaio dell’anno scorso ho deciso di “fare il grande passo” e avventurarmi in quella che ho percepito poter essere una grande esperienza storica e personale, ma completamente nuova: quella della costruzione di un nuovo partito, del nostro Partito Democratico locale (e ideale)
E, sarò sincera, per due motivi in particolare:
1.l’avere incontrato durante il percorso persone, giovani e meno giovani, che condividevano con me la voglia di fare le cose e cambiare quello che ci pareva non funzionasse al meglio; per l’entusiasmo e la fiducia che hanno saputo trasmettere e riporre nei giovani, aiutandoli, supportandoli e incentivandoli a fare cose, ad organizzare iniziative anche e soprattutto autonomamente; per avere saputo e voluto coinvolgerli nelle decisioni, nelle proposte programmatiche, nelle iniziative e nelle assemblee. La lista di amici è lunga, ma spero che alle persone in questione ( a diversi livelli di conoscenza, anche su questo blog) arrivi comunque questo messaggio che è anche e soprattutto un ringraziamento
2. avere avuto davanti agli occhi una Persona, un Leader, che prima di tutto ha rappresentato e rappresenta un Esempio di etica e di alto livello della classe politica locale. E allora ripensandoci, credo proprio di avere risposto più volte alla domanda che gli adulti spesso rivolgono ai bambini: “cosa vuoi fare, chi vorresti diventare da grande?” beh, la risposta è chiara e trasparente: tanti complimenti al nostro candidato sindaco, Roberto Balzani!
Ed è davvero cosi: come me, per tanti altri!
Scusate come al solito se le mie parole possano esservi risultate troppo lunghe o troppo “ideali”: nel secondo caso vi risponderei con le parole di un’ altra persona davvero eccezionale, Vittorio Foa:
“Ai giovani dico una sola cosa: pensate a quello che fate. Se voi pensate a quello che fate, penserete anche agli altri, e se voi pensate agli altri, voi avrete un’idea della giustizia.”
Partecipate, ragazzi e ragazze, e sappiate sempre coinvolgere e far partecipare: forse questa è la lezione che più ci può aiutare a capire i giovani e a farli affezionare alla “cosa pubblica”
Un caro saluto
Sara Samorì
AUTOREVOLEZZA E GENERAZIONI, A PROPOSITO DI PRIMARIE.
“Ciò che conta è che le elezioni primarie sono uno strumento di cui il PD ha pensato di dotarsi per favorire la democraticità dei suoi processi decisionali.
Il PD esalta come principio guida quello del massimo coinvolgimento della base, sia nella scelta dei propri rappresentanti che nella stesura dei punti programmatici.
Dentro al partito convivono sensibilità diverse, ma parlare di correnti o di fronde è scorretto. Andare alle primarie non significa spaccare ma scegliere.
Come è ovvio anche a Civitella convivono diverse anime. Ma il partito è compatto non ci sono divisioni inconciliabili.
Auspico che ogni candidato alle primarie garantisca, in caso di sconfitta, piena collaborazione al vincitore.
L’idea di fondo è condivisa da tutti e, per questo chi perde non si sta a casa, ma deve partecipare alle discussioni, avanzare proposte, consigli, suggerimenti che andranno assolutamente presi in considerazione per il bene del PD e della comunità”.
Queste le dichiarazioni rilasciate da Gimmi Ravaglia, quest’oggi apparse sul Corriere Romagna [p. 13] a proposito delle primarie che si svolgeranno a Civitella.
Gimmi Ravaglia ha una trentina d’anni (lo conosco poco, l’ho visto solo una volta di persona), lavora, e svolge attività politica come servizio, essendo il Segretario del PD di Civitella.
Gimmi Ravaglia con queste dichiarazioni chiare e serene offre una lezione di come si possa essere *autorevoli* a prescindere dal dato generazionale (l’autorevolezza non dipende assolutamente dall’età - così ragionano solo i conservatori più biechi, in genere non democratici) e trasmette molto concretamente il senso del Partito democratico come partito nuovo, e non stantio elenco di nostalgici.
Gimmi Ravaglia dimostra di essere un contemporaneo, al passo con le trasformazioni sociali e culturali.
Il Partito democratico è il partito dei *contemporanei*, o non è; esso non può essere la sommatoria di pezzi di gruppi dirigenti di organizzazioni del passato. Se così fosse, a livello nazionale, avremmo - come ha ricordato di recente il Segretario Veltroni parlando di innovazione o fallimento - la sommatoria di due partiti al 16% e al 9%. E a livello locale non avremmo nessuna certezza di essere maggioranza in maniera netta.
Ringrazio personalmente Gimmi Ravaglia per la sua lucidità e per la speranza che sa far giungere dai territori, nonchè per la sua lezione di autorevolezza, da cui tanti, magari anche attempati, dovrebbero imparare.
Le primarie sono utili, specie in questa fase, se sono anche uno strumento *pedagogico*, oltre che di scelta. Esse servono ad affinare e praticare regole, a mobilitare energie, ad affermare principi cardine del PD come la contendibilità delle leadership e la trasparenza nelle scelte.
Thomas Casadei
(componente Ass. e Direzione territoriale PD)
P.S. In bocca al lupo a Samuele Branchetti e Loris Venturi (candidati alle primarie di Meldola, dove si vota domenica prossima 25 gennaio), a William Casanova e Giorgio Frassineti (candidati alle primarie di Predappio, dove si vota sempre il 25), a Piergiorgio Bergamaschi e Davide Stefanelli (potenziali candidati alla ricerca delle firme necessarie per la candidatura alle primarie di Civitella, la data del voto credo sia in corso di definizione).
RICERCA CULTURALE ED IDENTITA’ POLITICA
La conferenza del professor Massimo Livi Bacci, demografo e senatore del Partito Democratrico, tenutasi venerdì 16 gennaio scorso a cura dell’area di lavoro “Cultura e formazione politica” del partito, ha descritto approfonditamente le problematiche della condizione giovanile contemporanea.
Che si tratti di un tema di grande impatto è dimostrato dalla partecipazione massiccia e dai numerosi e penetranti interventi dai partecipanti alla serata (ne ho contati 15).
Il ciclo degli approfondimenti aperto mi pare si coniughi perfettamente con gli incontri tematici che hanno caratterizzato la campagna per le elezioni primarie condotta da Roberto Balzani, ora candidato Sindaco al Comune di Forlì per il PD. Si sta così dando corpo ad una mappa sempre più dettagliata di un programma per l’area forlivese e ad un quadro di riferimento strategico per le forze riformiste.
La recente costituzione del Partito Democratico in Italia, organizzazione del tutto nuova nell’orizzonte politico europeo, presuppone la definizione di un sistema di valori condivisi e di una strategia che integri e trascenda, allo stesso tempo, le principali componenti che lo hanno innervato: quella d’ispirazione socialista e quella cattolico-democratica, senza dimenticare il portato di una società civile progressista che ne dovrebbe costituire la struttura portante e quantitativamente più rilevante.
La grande sfida che si para davanti al PD è quindi quella di recuperare persino la conoscenza del riformismo, così come si è storicamente manifestato nel corso del novecento, il drammatico “secolo breve”, nel corso del quale la sinistra italiana è stata caratterizzata da una diaspora continua e distruttiva che ha costantemente visto maggioritarie le componenti massimalista e rivoluzionaria. Al momento attuale, nel quale i riformismi hanno trovato una comune organizzazione maggioritaria nell’area del centro-sinistra, s’impone un’accurata ricerca sui filoni storici delle loro diversificate culture ed una reciproca integrazione, pena una nuova disarticolazione.
E’ sul tema dei riformismi, dei loro percorsi, contenuti e personalità di riferimento, che propongo un nuovo ciclo di ricerca.
Ennio Bonali
Per favore Sara, sei capace di farmi una sintesi in 15 righe di quello che hai scritto, Vorrei riuscire a leggerlo fino in fondo, almeno per una volta, sennò cado in catalessi …… Grazie
PRIMARIE DI PREDAPPIO
SCRIVO PER SCUSARMI DI UN MACROSCOPICO ERRORE RELATIVO ALLE PRIMARIE DI PREDAPPIO, OVE -COME SI VEDE QUI DI SEGUITO - SI CONFRONTANO *VILLIAM FLAMIGNI* (e non casanova come avevo scritto in precedenza) e GIORGIO FRASSINETI.
COLGO L’OCCASIONE ANCHE PER DIRE CHE TROVO MOLTO IMPORTANTE IL FATTO CHE I DUE CANDIDATI - DELLO STESSO PARTITO - SI CONFRONTINO IN UN INCONTRO PUBBLICO.
Un aspetto, questo, che dovrebbe essere fisiologico delle primarie vere, anche per mettere a confronto le diverse idee e punti di convergenza.
Lo sforzo ‘pedagogico’ delle primarie sta anche in momenti di questo tipo che danno riconoscimento reciproco ai candidati e alle loro idee.
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Predappio: primarie Pd, incontro al Bar Anka di Fiumana
PREDAPPIO - Martedì 20 Gennaio 2009 alle ore 21 presso il Bar Anka di Fiumana, i candidati alle Primarie di Predappio Villiam Flamigni e Giorgio Frassineti, incontrano i cittadini. Moderatore dell’incontro Pietro Caruso (giornalista de Il Corriere di Forlì).
In seguito all’incontro con il senatore Livi Bacci,ho pensato a quanti fiumi d’inchiostro si siano spesi per etichettare la “CATEGORIA GIOVANI”:”la generazione nichilista”,”la generazione senza valori e senza ideali”,”la generazione dello sballo”,”la generazione figlia del”Grande Fratello”,”la generazione di veline e tronisti”,”la generazione vuota”,etc,etc,etc….L’elenco potrebbe proseguire a lungo,ma ritengo di aver reso l’idea.Di fronte a tali generalizzazioni,ho poi riflettuto sul sentimento di ribellione che deve aver colpito tutti quei giovani,e vi assicuro sono davvero,davvero tanti,che rappresentano l’altra faccia della medaglia.Quei giovani che si stanno impegnando profondamente e con profitto nei loro studi;quei giovani che credono nel merito e sperano che i risultati ottenuti,prima o poi,in Italia,possano significare qualcosa;quei giovani che hanno il coraggio di seguire la loro passione in un panorama occupazionale desolante;quei giovani che, facendo ricerca,guadagnano a fine mese quanto un calciatore di serie A guadagna ogni 5 minuti di allenamento;quei giovani che amano la letteratura,l’arte,la musica,il teatro,il cinema;quei giovani che,conoscendo la storia,scommettono su una società che sappia e voglia scommettere su di loro,sul ricambio come garanzia di trasparenza,sul nuovo;quei giovani che tentano semplicemente di diventare persone libere.E se “LIBERTA’” significa “POTER SCEGLIERE”,allora “quei giovani” devono un RINGRAZIAMENTO SINCERO A ROBERTO BALZANI.Alla lungimiranza di chi,mentre la politica appare sempre piu’ lontana e arroccata nelle stanze di quel”palazzo” di pasoliniana memoria,ha saputo scendere tra le persone,parlare con loro,confrontarsi,attraverso percorsi alternativi ma efficaci,perchè fatti di passione e tensione ideale.Grazie,dalla “GENERAZIONE CHE CREDE NEL FUTURO DI UN PARTITO VERAMENTE DEMOCRATICO”.Valentina Ravaioli