Archivio per gennaio, 2009
Riceviamo e pubblichiamo: appello per una moratoria sull’ex Eridania
Il 12 ottobre latuastagione si è occupata dell’area ex Eridania come vicenda emblematica di scelte politiche del passato, che condizionano il presente e che possono impegnare il futuro, secondo logiche che sono rimaste incredibilmente immutate, sopravvivendo alle confliggenti e differenti esigenze insorte nel tempo, e nel contempo paradigmatica del programma urbanistico ed edilizio della Forlì di domani.
Si è con ciò voluto coinvolgere la cittadinanza nell’individuazione di una soluzione che riesca a risolvere i difficili problemi che ruotano attorno all’area, problemi che, già creati da poco felici scelte politiche del passato, con il passare del tempo si sono aggravati fino ad incombere ora sulla città come una minaccia, che sempre di più viene avvertita come pericolosa, quanto inaccettabile. C’è il serio rischio che il degrado, conseguente all’attuale abbandono, possa cedere il posto ad un più devastante e, questa volta, irrimediabile guasto; che si realizzi, cioè, una totale e definitiva compromissione di qualsiasi interesse pubblico; che si debba assistere, sdegnati, ma impotenti, ad uno straordinario scempio urbanistico, per il quale un’area inedificabile, già destinata a verde pubblico, sarebbe perduta per sempre, deturpata da una immane colata di cemento.
Alla segnalazione della questione si accompagnava l’invito a dedicare alla vicenda una particolare attenzione in vista delle prossime scadenze elettorali ed a porla al centro del programma del futuro candidato all’incarico di Sindaco della città, al di là ed a prescindere da alcuni torbidi contorni di una serie di avvenimenti che hanno accompagnato tanto il sorgere, quanto l’evolversi delle capacità edificatorie di questa vasta area.
Sono seguiti, sempre su latuastagione, interventi politici e tecnici di Valter Bielli, Marina Foschi e Raoul Benghi ed è apparso sul Corriere di Romagna del 18 dicembre un bell’articolo di Elio Garzillo dal titolo “L’ex Eridania: fra archeologia del lavoro e governo dei mutamenti”, articolo che, per la sua importanza, ritengo opportuno riportare a parte, raccomandandone la lettura soprattutto a chi è attualmente onerato della gestione politica ed amministrativa della città.
Il 23 dicembre la Sezione di Italia Nostra di Forlì ha anche tenuto sempre sul problema dell’area ex Eridania, una conferenza stampa per mobilitare l’attenzione della popolazione su questo emblematico ed assai singolare caso.
Il dibattito appena decollato potrebbe però rivelarsi inutile, perché stoppato sul nascere da un accordo tra proprietà privata ed amministrazione comunale che, se la notizia apparsa sul Resto del Carlino del 24 dicembre scorso fosse vera, sarebbe tanto improvvido ed infelice, quanto estremamente grave.
Alla massiccia edificazione concessa tempo addietro alla proprietà con anticipazione di variante al PRG, si accompagnerebbe ora, secondo le intenzioni del Comune e del privato, la trasformazione del monumento, tutelato come bene culturale, quale testimonianza dell’archeologia industriale, a sede e Caserma delle Forze dell’Ordine. Il verde sarebbe per sempre cancellato ed in più l’imponente fabbricato sarebbe stravolto e sconvolto per il soddisfacimento di un evidentissimo interesse privato e di un impalpabile ed improbabile interesse pubblico.
Non solo i cittadini verrebbero, ancora una volta, espropriati di loro fondamentali diritti (e per l’area ex Eridania sono già stati espropriati di parte delle loro potenzialità edificatorie, ridotte per l’appunto per consentire al fortunato proprietario di quell’area di costruire più di quanto è oggi loro concesso), ma il futuro sindaco e la nuova giunta si vedrebbero costretti a dover rispettare obblighi assunti in limine mortis da chi li ha preceduti, loro lasciati in eredità passiva.
Ancora una volta l’esperienza del passato sembra maestra inascoltata.
Plurimi sono purtroppo i casi in cui infelici o comunque assai discutibili scelte urbanistiche, che nel momento della loro concreta realizzazione si mostravano in problematico rapporto con l’interesse pubblico, ovvero si rivelavano insoddisfacenti, o persino assurdamente antieconomiche, sono state purtuttavia realizzate da chi si è sentito obbligato a dover rispettare le relative delibere assunte dalle precedenti giunte.
Gli attuali strumenti che consentono un più immediato rapporto con la popolazione e rendono possibile ed utile il coinvolgimento preventivo di quest’ultima su questioni che la riguardano direttamente, possono però ora rivelarsi determinanti per cercare di sottrarre il caso Eridania a questo inaccettabile modo di agire del passato.
E’ necessario che la cittadinanza si mobiliti per lanciare un appello ad una moratoria sulla questione dell’area ex Eridania.
L’attuale compagine politica, che per molti anni non ha fatto nulla, si risparmi il paventato colpo di reni finale, capace solo di pregiudicare definitivamente la soluzione di un delicato e difficile problema che la stessa ha mostrato di non sapere o volere governare. Pazienti ancora i pochi mesi che mancano alle prossime elezioni amministrative, durante i quali sarà possibile portare a conclusione il cammino avviato sul tema in questione.
Fausto Baldi
La moralità del welfare. Contro il neoliberismo populista
La Fondazione Lelio e Lisli Basso organizza un seminario di riflessione sui temi trattati nel libro di Laura Pennacchi:
La moralità del welfare. Contro il neoliberismo populista
(Donzelli, 2008)
Introduce e coordina Giacomo Marramao
Intervengono:
Stefano Rodotà, Giorgio Ruffolo, Gabriella Turnaturi
Sarà presente l’autrice
Mercoledì 14 gennaio 2009, ore 17.00, Sala conferenze Fondazione Basso Via Dogana Vecchia, 5 – Roma
Tel. 06.6879953 – Fax 06.68307516
basso@fondazionebasso.it - www.fondazionebasso.it
Nessun commento