Date voce alle vostre idee
L’Unione Comunale del PD di Forlì promuove un ciclo di incontri delle Aree Tematiche per raccogliere contributi alla realizzazione del programma elettorale del Candidato Sindaco Roberto Balzani.
8 Commenti a "Date voce alle vostre idee"
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>>> Veltroni: Innoviamo o saremo travolti <<<
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Per conoscenza si rimette copia di una lettera inviata tempo fa al PD.
Non è solo il popolo italiano ad aver bisogno di quanto si chiede in questa lettera.
Ne ha un forte bisogno anche lo stesso PD.
Per questo chiedo cortesemente ai Presenti di considerarne il contenuto.
Il PD ha la possibilità di conquistare due importanti obiettivi con un impegno solo:
- fornire all’Italia uno strumento di democrazia diretta che non ha eguali nel mondo,
- affermarsi come il partito che ha dato voce al popolo italiano.
Se alla democrazia Veltroni fa riferimento, di seguito ce n’è uno squisito progetto.
Sarebbe fantastico se Veltroni potesse quantomeno averne notizia.
Vive cordialità,
Danilo D’Antonio
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13/01/2008
Alla cortese attenzione
della Dirigenza del Partito Democratico,
ed al suo Segretario, dottor Veltroni,
per una Assemblea Popolare Permanente Premiata
Gentili Signori,
vi presento i miei migliori riguardi.
Nel congratularmi per la recente nascita del Partito Democratico, son qui a presentare l’idea di una assemblea popolare in cui i cittadini italiani che lo volessero potrebbero presentare un loro progetto di legge in una pubblica arena telematica affinché fosse discussa da altri cittadini come loro. Infine i progetti che raccogliessero i maggiori consensi verrebbero automaticamente proposti alle Camere della Repubblica per una loro trattazione ed eventuale approvazione. Al fine di favorire una partecipazione folta e di valore, quei progetti che fossero approvati procurerebbero una adeguata ricompensa ai loro autori.
In estrema sintesi in questo consiste il progetto per un “Mercato delle Innovazioni Sociali”, alla cui teoria più dettagliata non posso non rimandare presso:
http://il-mercato-delle-innovazioni-sociali.hyperlinker.org/
L’arena popolare col relativo strumento di elaborazione delle proposte sarebbe concepita sul “modello patchwork”, strumento dotato di particolarità innovative persino per Internet:
http://the-patchwork-model.hyperlinker.org/
Gentili Signori, non riesco ad immaginare gruppo politico più adatto del Partito Democratico per proporre l’iniziativa di una assemblea popolare telematica continua. Per il vostro partito sarebbe mettere in perfetta pratica il suo stesso nome per il tramite di una partecipazione democratica che andrebbe ben al di là della semplice apposizione di una croce a fianco di un nome su di una scheda elettorale.
Inoltre si permetterebbe che un naturale processo di selezione conducesse alla luce le migliori idee, lasciando al buio le peggiori.
Sperando che presto, da un’epoca di lamenti e proteste, si passi ad un’altra di concrete innovazioni, profondamente grato per l’attenzione, rimango a vostra disposizione per concretizzare la teoria cui rimando nei link.
Danilo D’Antonio
Piazza del Municipio
64010 Rocca s.m. (TE)
tel. 328 047 2332
tel. 0861 63368
Vi posto l’appello dell’associazione “Libertà e giustizia” pubblicato su Repubblica del 7/02, contro “il decadimento etico ed istituzionale” del nostro paese e vi invito a sottoscrivere
Luciana Tampieri
http://www.libertaegiustizia.it/appelli
Appello
Rompiamo il silenzio
“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.
Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”.
Norberto Bobbio
Primi firmatari: Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.
Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.
Pochi Paesi al mondo affrontano l’attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.
La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall’alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell’interesse dei partiti che dei cittadini, l’assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L’investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell’elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L’esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.
La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall’alto al basso. Così, l’autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all’italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.
Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L’intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l’una con l’altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d’interesse, dell’etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell’agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.
Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.
Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.
Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.
Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.
Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l’obbligatorio ricambio della classe dirigente.
Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d’interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani “ciascuno nel proprio ordine”, non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all’ordine della Chiesa.
Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali.
Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione.
Si può sapere quando e dove ci sono gli incontri delle aree tematiche?
Gentile alice kappa:
Per informazioni e adesioni: c/o Federazione PD - Viale Matteotti 21/B – Forlì – tel 0543 33719 – email: organizzazione@pdforli.it
Ambiente e sviluppo sostenibile
13 febbraio 2009 , ore 21 presso Circolo Arci Corso Garibaldi, 280
Lavoro, economia e territorio
17 febbraio, ore 21 presso Coop. Culturale ” Rivalta” Viale Bologna, 250
Diritti del cittadino, salute, welfare, benessere
20 febbraio 2009, ore 21 presso Circolo Arci Corso Garibaldi, 280
Legalità, sicurezza e coesione sociale
25 febbraio 2009 ore 21 presso Circolo Arci Corso Garibaldi, 280
Conoscenze, saperi e innovazione
27 febbraio 2009 ore 21 presso Casa del lavoratore di Bussecchio
P.s. il tutto si trova anche sul sito del pd forlivese: pdforli.it
APPELLO PER LA COSTITUZIONE
Dopo gli attacchi del Presidente del Consiglio alla Carta costituzionale e di
fronte al tentativo di aprire un conflitto
istituzionale nei confronti del Presidente della Repubblica,
il COMITATO SALVIAMO LA COSTITUZIONE di Forlì,
ha deciso di promuovere una manifestazione in difesa della Costituzione e in solidarietà con il Capo dello Stato, mai prima d’ora , nella storia della Repubblica, aggrediti come in questi giorni.
Invitiamo la cittadinanza ,le associazioni e tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione ,ad unirsi a noi , ognuno con una copia della Costituzione in mano
Avanti la Prefettura di Forlì con la Costituzione in mano
MARTEDI’ 10 FEBBRAIO 2009 ORE 18,30
La portavoce del Comitato Salviamo la Costituzione di Forlì, Patrizia Graziani
“Nessuno tocchi il ruolo super partes che la Carta Costituzionale riconosce al Presidente della Repubblica , nè i valori che la nostra Costituzione tutela, e si rispettino i padri costituenti ,oltre a tanti uomini e donne che per la democrazia hanno combattutto senza alcuna influenza russa, né di chicchessia.”
Io parteciperò, se chiuderemo in tempo il consiglio comunale.
MANIFESTAZIONE ODIERNA SOSPESA
Il Comitato in difesa della Costituzione di Forlì, segnala la sospensione della manifestazione odierna, nel rispetto dell’appello al silenzio del Presidente della Repubblica.
Ciao Stefi, anch’io avevo sentito l’appello del presidente Napolitano, questa mattina alla radio, ma poi ho ricevuto un Messaggino del segretario territoriale che invitava a partecipare ALLA MANIFESTAZIONE.cREDEVO DI AVER CAPITO MALE…MA VEDO CHE ANCHE TU AVEVI CAPITO LA STESSA COSA E CIò MI CONFORTA.fORSE IL FATTO DI ESSERE COETANEE FAVORISCE LA COMPRENSIONE DEI MESSAGGI…bUON LAVORO DA gILIANA