Balzani ospite della FIAB
In occasione della presentazione del programma delle escursioni 2009, l’associazione ambientalista Fiab-Forlì incontrerà Martedì 17 marzo presso il circolo di via Don Minzoni n° 35 alle ore 20.30, il candidato a sindaco di Forlì per il Partito Democratico, il prof. Roberto Balzani per un dibattito pubblico sulla qualità del centro storico e sulla tutela dei pedoni e dei ciclisti.
L’associazione ribadisce la necessità di un rinnovamento, di una svolta decisa per raggiungere gli standard di sicurezza e di qualità per il traffico urbano in linea con gli esempi della netta maggioranza delle realtà urbane del centro-nord Europa.
Il cuore della città deve essere in grado di offrire un’identità migliore ai forlivesi e di presentare un biglietto da visita attraente per il turista, questa identità deve essere conquistata attraverso un piano di riforma dell’assetto viario usando risorse e competenze adeguate.
Basta con le “lacrime di coccodrillo”!
L’Amministrazione Comunale non può sognarsi di abbandonare l’ultimo posto in Emilia Romagna per l’estensione di ZTL e di Area Pedonale se non rinuncia agli introiti dalla tariffa per la sosta su strada a favore di una più ampia area correttamente adeguata per il traffico pedonale e ciclistico.
Gli imprenditori commerciali non possono sperare di attrarre grandi flussi di visitatori se non rinunciano agli spazi sosta su strada a favore di un centro storico che sia più area di soggiorno e meno area di transito.
Alcuni punti fondamentali del rinnovamento del centro storico secondo la Fiab sono:
- consentire la sosta delle auto su strada ai soli residenti,
- consentire la sosta auto dei non residenti prevalentemente in aree di parcheggio,
- investire in arredamento e pavimentazione
- garantire percorsi pedonali arredati con tempi di percorrenza tra i 5 e i 10 minuti,
- fruire di intermodalità auto+bus, auto+bici,
- tracciare un’adeguata rete ciclabile in due direzioni di marcia,
- defiscalizzare l’arredo urbano privato da parte degli esercenti,
- porre il divieto di transito dei mezzi pesanti, esclusi bus elettrici,
- differenziare fortemente la tariffazione tra sosta su strada e sosta nei parcheggi,
- incentivare l’uso delle aree di parcheggio già esistenti all’interno delle mura.
Per una sana trasformazione del centro storico non bastano le idee, occorre credere, occorre sapere, occorrono le risorse economiche e occorrono le competenze.
Finora l’Amministrazione ha spesso tentato piccoli e timidi passi perché non c’è stata la maturità culturale di rinnovarsi in direzione di una visione europea, le risorse non sono state indirizzate nel verso giusto perché è mancata la convinzione di agire, così pure è mancata la destrezza organizzativa e la visione di una mobilità sostenibile capace di educare e di migliorare le abitudini e i comportamenti dei suoi cittadini nel traffico.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
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Certamente la mobilità alternativa all’automobile può rappresentare uno strumento di rilancio, al contrario di quello che hanno sempre pensato i commercianti meno innovativi.
Tutte le città che hanno centri storici vitali hanno ampie zone pedonali, servizi pubblici, arredamento urbano consono ed esercizi commerciali che possono occupare lo spazio pubblico ed attirare persone.
Condivido quasi tutti i punti, non tutti forse a causa della sintesi.
Lasciare spazio per i parcheggi ai soli residenti nelle vie commerciali e spostare gli “ospiti” nei parcheggi è l’esatto contrario di quello che si può fare per incentivare gli acquisti.
I viali commerciali sono da destinare esclusivamente alla sosta breve, oppure sono da vietare alla sosta.
I residenti che lasciano l’auto per più tempo possono allontanarsi 100 metri dalle aree più attive dal punto di vista commerciale.
Condivido invece la necessità di incentivare di norma la sosta su parcheggio cercando di liberare quella su strada, che ostacola la mobilità di biciclette e mezzi pubblici, la visibilità e la sicurezza. E’ scritto anche nel piano del traffico approvato.
Tra i progetti che questa amministrazione aveva in programma prima dell’uscita dei Verdi c’era il MoMe, un progetto per la logistica delle merci che avrebbe portato in centro solo veicoli a basso impatto e tenuto fuori i mezzi pesanti ed inquinanti, che spesso girano vuoti per mancanza di organizzazione.
C’è un finanziamento regionale ancora attivo ma ad oggi non utilizzato, portiamolo avanti.
La sosta nei parcheggi costa già meno di quella su strada, proprio perché quella su strada deve essere breve e consentire lo scambio.
Bisognerebbe cercare di spostare la sosta lunga fuori dalle mura. Il Comune ha appena aperto un parcheggio sotterraneo e gratuito nell’area Ex Mangelli che è quasi sempre vuoto. Arrivare in piazza tramite via Regnoli è un attimo. Se la gente utilizzasse i parcheggi e facesse qualche metro a piedi guarderebbe anche le vetrine e le vendite aumenterebbero.
Finché continueremo a pensare che si può fare concorrenza ai centri commerciali facendo parcheggiare la gente davanti alla macelleria in centro storico non andremo avanti.
I centri commerciali funzionano perché la gente fa volentieri un giro al loro interno, si sente sicura e protetta dalle auto, guarda le vetrine e passa la giornata.
I centri storici che funzionano meglio sono centri commerciali naturali.
Bisogna però cambiare rotta, cercando di innovare e copiare gli esempi che funzionano già.
Anch’io sostengo che il miglioramento del centro storico, ed in generale di tutto il tessuto cittadino consolidato, possa ripartire dal rilancio convinto della mobilità ciclopedonale. Ed è vero, basta osservare gli esempi di tanti altri paesi per capire che un inversione di tendenza è possibile. Osservare e copiare spesso è utile e doveroso.
Ho girato in bicicletta in molte città del nord europa e non ho mai avuto la sensazione di effettuare un percorso ad ostacoli come purtroppo è il sistema ciclabile forlivese. La viabilità in centro storico e nelle zone limitrofe è modellata per la regolamentazione del traffico automobilistico, con molti sensi di marcia verso l’esterno, nel tentativo di espellere rapidamente le auto dal centro città: gli accessi ciclabili sono, quindi, quasi tutti in senso contrario e se si volesse rispettare i sensi di marcia, si compirebbero con la bicicletta gli stessi percorsi delle automobili. Per questo, da tempo, segnalo ai tecnici comunale la necessità di superare il concetto di “pista ciclabile in sede propria”, che è l’unica tipologia che viene riconosciuta dalle nostre parti. Altrove (austria, germania, olanda ecc…) invece i percorsi ciclopedonali sono “promiscui”, cioè esistono larghi “marciapiedi” ad uso cicopedonale misto, (le carreggiate sono, giustamente, piu strette per moderare la velocità dei veicoli e con pochi parcheggi laterali) dove girano pedoni e bici: gli attraversamenti stradali più pericolosi sono a chiamata con semaforo, efficaci e veloci e, appunto dedicati sia a pedoni che a ciclisti. Piste ciclopedonali miste e attraversamenti a chiamata sono, dal punto di vista tecnico, capisaldi di un’organizzazione efficace della mobilità cicopedonale, capillare perchè realizzabili ovunque e con minore spesa, continua e sicura. Purtroppo i tecnici delle pubbliche amministrazioni non trovando nella legislazione precisi riferimenti a queste modalità, non ne fanno ricorso e ricorrono alla progettazione “creativa ma a norma di legge” quale, ad esempio, la pista ciclabile di Piazzale della Vittoria con i suoi attraversamenti da brivido che disincentivano il ricorso alle gambe e ai pedali, ancora di più per bambini e ragazzi.
Corso della Repubblica è l’emblema di una città che non ha il coraggio di diventare moderna, dove le istanze minoritarie le hanno impedito di affermarsi come degno Ingresso al cuore della città: marciapiedi stretti che faticano a contenere i flussi dei pedoni e una pista ciclabile solo in uscita (naturalmente!),devono fare il posto alle macchine e ai parcheggi che devono occupare la gran parte della carreggiata.
Eppure il Corso sarebbe, per sua costituzione e morfologia, un perfetto “centro commerciale”, una galleria naturale con, in piu, rispetto ai centri commerciali di periferia, biblioteche vere, uffici, università, piazze e slarghi non artificiali con le funzioni pubbliche di cui tutti necessitiamo.
Spero che la nuova amministrazione dia impulso alla trasformazione della nostra città in questo senso, creando nei cittadini la consapevolezza che a piedi ed in bici “si va meglio”, che i percorsi diventano piu rapidi e piu diretti, e che la parte del centro piu vocata a funzioni commerciali e direzionali, libera da automobili, è piu attraente e può dare il giusto impulso al miglioramento generale della città.
Riccardo Bacchi
accordo bipartisan:riammesso il pacchetto precari, no al tetto per gli aumenti ai manager
Posto da La repubblica questa notizia che riguarda vari aspetti, tra cui gli interventi ( se pur insufficienti ) per i precari . Quando una opposizione responsabile come il PD , in una situazione di grave crisi , si fa carico di votare provvedimenti che reputa comune di una qualche utilità, sebbene non risolutivi, cosa fa invece il centro destra ? Leggo dal quotidiano on –line Romagna Oggi che gli esponenti del centro destra locale, hanno addirittura protestato perché il nostro segretario del PD, Castagnoli, ha rivendicato al segretario del PD nazionale, Franceschini, il merito di avere riproposto il tema dell’allentamento Patto di Stabilità per gli enti locali, che consentirà qualche investimento in più in situazioni di enti locali particolarmente “virtuosi”. Credo sia un modo ringhioso di fare politica che non serve davvero a nessuno.
Maria Maltoni
ROMA - Le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno riammesso gli emendamenti al decreto legge sugli incentivi auto, su precari, lavoratori soggetti a patologie perché lavoratori dell’amianto e allentamento del patto di stabilità interno degli enti locali. Gli emendamenti, che erano stati dichiarati inammissibili, sono stati riammessi grazie a un accordo con l’opposizione. Via libera anche a nuove norme su Borsa, ministeri e lotta all’evasione.
I ripescati. I presidenti delle commissioni hanno riammesso anche 13 proposte a firma di parlamentari. Tra queste, non c’è quella che riguarda il tetto agli stipendi dei manager avanzata dalla Lega, mentre sono state ripescate alcune disposizioni fiscali, come quelle proposte dal Pd: la revisione della indeducibilità della svalutazione dei crediti Ires, il “forfettone” per i redditi fino a 70 mila euro, la riduzione del 20% del primo acconto Irpef.
Pacchetto precari, la riammissione. Lo stop all’emendamento sui precari aveva provocato la reazione dei sindacati: “E’ indecente” aveva detto il leader Cgil, Guglielmo Epifani, “incredibile - gli aveva fatto eco il segretario della Uil, Luigi Angeletti - non si può fare un provvedimento mettendo patate, carciofi e bulloni”. Decisa era stata l’apertura del presidente della Camera Gianfranco Fini che aveva consentito l’avvio della diplomazia per un ripescaggio: “Se c’è un largo consenso tra i gruppi, la presidenza ne prende atto” aveva spiegato. E così è stato.
I Comuni. L’emendamento prevede un patto di stabilità interno più morbido per le amministrazioni virtuose. La norma si applica a quei Comuni e a quelle Province che abbiano rispettato il patto nel triennio 2005-2007, che abbiano un rapporto tra numero di dipendenti e abitanti inferiore alla media nazionale individuata “per classe demografica” e che abbiano “registrato, nell’anno 2008, impegni per spesa corrente al netto delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale e provinciale, di ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio 2005-2007″.
Sblocco crediti e lotta all’evasione. L’emendamento consente lo sblocco dei crediti maturati durante il 2008 da parte dei fornitori nei confronti della pubblica amministrazione. Inoltre, potrebbero arrivare 8 milioni di euro in più per favorire la formazione dei dipendenti del fisco per la lotta all’evasione. Un emendamento firmato dai relatori aumenta, infatti, di 4 milioni i fondi per il 2009, previsti dal capitolo di bilancio per l’espletamento delle attività di prevenzione e repressione dell’evasione e dell’elusione fiscale. “
Dopo la votazione sull’ampiamento dell’ipermercato (su cui si potrebbe aprire una discussione in merito all’opportunità della stessa in questo momento), la cosa che mi lascia più amareggiato è il constatare che per l’ennesima volta c’è molta distanza tra ciò che il Pd si propone di essere e ciò che è (o ciò per cui vota).
Ora, mentre a Faenza sta per nascere un ipermercato fortemente connaturato dall’impostazione ecologica, mentre a Cesena si sta ergendo il primo parcheggio ecosostenibile, Forlì resta come consueto indietro.
Non era ipotizzabile (ed anche elettoralmente più vantaggioso) chiedere alla società costruttrice un impegno maggiore nella direzione dell’autosostenibilità?
Mi interessa conoscere in dettaglio la “connaturazione ecologica” del nuovo centro commerciale di Faenza e la ecosostenibilità del parcheggio di Cesena. Mi informerò meglio: molto spesso, nelle riviste specializzate, su internet, ho analizzato gli aspetti decantati di ecosostenibilità di molti nuovi interventi, che poi si sono mostrati molto più di immagine che di sostanza e a volte ricordano i classici slogan “villetta immersa nel verde”, che le agenzie immobiliari usano per vendere appartamenti con giardino di 10 mq.
Grazie della segnalazione.
Il centro commerciale di Pieveacquedotto, tra le proprie qualificazioni ambientali ha la scelta del teleriscaldamento come fonte di approvigionamento di calore: nelle sue vicinanze infatti è stata costruita ed è già attiva una centrale per la realizzazione e la distribuzione del teleriscaldamento con gruppo di cogenerazione con sistema di recupero calore. Questa, oltre ad alimentare la Fiera, il Palazzo di Vetro, il Palafiera, alimenterà l’Ipermercato e ogni altro insediamento futuro del polo di Pieveacquedotto. Una buona scelta per diminuire l’inquinamento, concentrando in una unica centrale, tutti gli impianti termici di più edifici.
Non solo esiste una centrale già in funzione. Esiste ed è funzionale tutta la rete per il trasporto dell’acqua calda lungo le nuove strade del comparto.
Infatti, l’Accordo di Programma del novembre 2003 che approvava l’insediamento dell’Iper, prevede la realizzazione di 42.790 mq di strade e marciapiedi pubblici a servizio dell’intero Polo, provvisti di rete del teleriscaldamento a servizio quindi di ogni nuovo insediamento e di quelli esistenti, naturalmente a spese del soggetto attuativo.
I 42.790 mq. di strade con tutti i sottoservizi sono stati realizzati e sono già aperti al transito.
Il teleriscaldamento è disponibile.
L’Ipermercato è stato oggetto di screening amnbientale nella sua configurazione iniziale ed è stato oggetto di ulteriore screening ambientale con esito positivo anche per il progetto di ampliamento che, ricordo, è stato presentato in Comune già nel marzo 2005.
Purtoppo quello della sostenibilità ambientale, questa non è una novità, non è per le amministrazioni una priorità, spero che la costante pressione dell’opinione pubblica su queste tematiche porterà i futuri amministratori a nuova consapevolezza. Balzani ha espresso il desiderio di fare rotta verso nord, nord-ovest. Nei paesi d’oltralpe si pratica da tempo la tutela dell’ambiente, risorsa non infinita, e mi sorprende sempre vedere, all’ingresso di ogni citta anche di piccola dimensione, grandi insediamenti commerciali e terziari, centri commerciali ed ipermercati, in Austria veramente con diffusione capillare, ma in Germania, in Francia ecc… Tutela dell’ambiente, rispetto del territorio, miglioramento dei centri storici e della città consolidata, possono convivere con i grandi insediamenti terziari e produttivi nell’interesse di tutti i cittadini. Anche in Italia, anche a Forlì.
Riccardo Bacchi
Per il centro di Faenza c’è una breve presentazione (leggi marchetta) all’indirizzo :
http://www.romagnaoggi.it/ravenna/2009/2/17/116084
Frequentando i centri commerciali per lavoro questo centro credo abbia le premesse per un uso più intelligente delle risorse.
Innanzi tutto l’uso del sole (nella progettazione e nell’impianto fotovoltaico), il recupero dell’acqua piovana ed il teleriscaldamento (per quanto riguarda la climatizzazione siamo ancora indietro, ma accontentiamoci di questo).
Credo vada vista di buon occhio anche la diffusione di negozi che praticano la vendita dello sfuso (come appunto nel nord europa), visto che un problema della nostra provincia non è come bruciare i rifiuti (almeno non solo), ma come produrne di meno (visto che siamo ben oltre la media nazionale).
Per il parcheggio di Cesena non sono riuscito a trovare niente ma vedo di rimediare.
Resta il fatto che a Forlì almeno l’impianto fotovoltaico si poteva installare (tra l’altro con il conto energia è una follia non farlo visti i risparmi - questa considerazione vale per tutti, anche per i privati).
Un saluto.
Dopo un incontro con il candidato Lucchi ti confermo che il parcheggio multipiano di Cesena, zona Caps, è un edificio connaturato da riscaldamento geotermico ed impianto fotovoltaico per la completa ecosostenibilità dell’edificio.
Poichè il progetto è già in stato avanzato non dovrebbe essere un problema il reperire maggiori dettagli costruttivi.
Un saluto.